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Luca Brunoni presenta il romanzo “Silenzi”

In libri on novembre 11, 2019 at 11:01 am

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

Silenzi di Luca Brunoni

Lo scrittore svizzero Luca Brunoni presenta “Silenzi”, un romanzo crudo e realista, raccontato con la delicatezza di un autore che riesce a trattare il dolore e la miseria con lirismo, rivelando una struggente bellezza che non è visibile a chi guarda con superficialità. La storia di Ida rispecchia quella di tanti ragazzi invisibili, che in anni duri hanno conosciuto la sofferenza dell’abbandono, e che come inutili pacchi sono stati spediti in luoghi stranieri, affidati a gente sconosciuta, vittime innocenti di un mondo che non li meritava.

Titolo: Silenzi

Autore: Luca Brunoni

Genere: Narrativa contemporanea

Casa Editrice: Gabriele Capelli Editore

Pagine: 200

Prezzo: 18,00€

Codice ISBN: 978-88-97308-88-1

«Domani sarà uguale, e dopodomani pure. Però se continuo a lavorare bene avrò il mio letto, avrò da mangiare e una vita come ce l’hanno tante altre persone. Una vita che, anche se dura, non è certo una punizione. Il che significa che la punizione arriverà in un altro modo […]».

Silenzi di Luca Brunoni è un romanzo ambientato negli anni cinquanta in un villaggio svizzero di montagna, il cui tempo è scandito dalla lentezza e ripetitività dei lavori nelle fattorie, e dalle inutili e maligne chiacchiere di paese. Una storia molto dura, che racconta senza filtri di un momento storico in cui l’infanzia non era tutelata, in cui la spensieratezza era un lusso che non ci si poteva permettere. Ida Bühler è una ragazzina di tredici anni rimasta orfana di madre; il suo patrigno decide di affidarla allo Stato che la manda dagli Hauser, una povera famiglia in un villaggio lontano da ciò che lei aveva sempre chiamato casa. Ida è una ragazzina tormentata da un pesante senso di colpa, che si è raggomitolato nel suo piccolo stomaco e non la fa vivere serena. Ha voglia di piangere Ida, ma non sempre ci riesce: “Non oggi, mi dico. Non adesso. Hai da fare, da lavorare, non hai tempo per fare la bamboccetta. Piangerai stasera nel letto se proprio devi”. Si raccomanda di essere forte, di accettare la vita come la punizione che sente di meritare. E il lettore affronta con lei la sua misera e ingiusta esistenza, divisa tra un lavoro in fattoria sfiancante e le angherie subite dalla padrona di casa, Greta. Il romanzo è diviso in due parti nette: in una, intitolata “La fattoria” si partecipa da vicino alle vicende di Ida, ragazzina sfruttata, picchiata, lasciata sola con il suo dolore; nella seconda, “Il villaggio” si mostra la vita degli abitanti del borgo, ripercorrendo i tristi episodi che avevano visto Ida protagonista, e mostrando i punti di vista degli altri personaggi coinvolti, da Theodore a Noah, da Konstantin ad Anne. Personaggi che con Ida condividono l’indigenza e il grigiore dell’esistenza, che serbano nel cuore segreti inconfessabili, e che vivono in un mondo di bugie e omertà. Come il gattino spelacchiato Dumas, la ragazzina soffre la fame e il freddo, ma c’è sempre una piccola luce che brilla in lei, una timida speranza che forse la vita possa riservarle ancora uno spiraglio di felicità. “Se sei povero la vita è dura dappertutto”, dice Ida al suo amico Noah, ma è proprio la calma resilienza della giovane, è il suo aggrapparsi al poco che ha con dignità che ne fanno un personaggio unico, indimenticabile. Una protagonista eroica, seppur piccola, seppur vittima del dolore e dell’ingiustizia; un’anima innocente che rende poetica anche una storia sporca come il letame e cupa quanto i lividi che Ida deve portare sul suo bel viso. Silenzi è uno di quei romanzi che lasciano il segno, che sconvolgono con le loro verità, che emozionano nel profondo con la loro realtà.

TRAMA. Inizi Anni Cinquanta. Ida ha tredici anni quando deve trasferirsi dalla città in un piccolo villaggio di montagna. Porta con sé un segreto lacerante e l’impatto con la vita da contadina – complice la severità dei genitori affidatari – non aiuta a lenire la ferita. Intanto, nel villaggio l’atmosfera si è fatta cupa: misteri e bugie gravano sempre più sugli abitanti come le nuvole avvinghiate alle cime delle montagne. Ida intravede uno spiraglio di felicità grazie all’amicizia clandestina con Noah, un adolescente irrequieto che sogna una vita lontana da lì. Una mattina, però, la ragazza si trova nel posto sbagliato al momento sbagliato e quello che accade cambierà tutto. Lei e Noah decidono di fuggire insieme, ma una serie di eventi improvvisi e insospettabili complica i loro piani, costringendo Ida a fare i conti non soltanto con il suo segreto ma anche con quelli dell’intero villaggio.

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BIOGRAFIA. Luca Brunoniè nato a Lugano nel 1982. Laureato in diritto e letteratura, lavora come professore in una scuola universitaria. Esordisce nella letteratura con “Il cielo di domani” (Fontana Edizioni, 2016). “Silenzi” (Gabriele Capelli Editore, 2019) è il suo secondo romanzo.

LA CASA EDITRICE. Gabriele Capelli Editore nasce nel 2001 e pubblica libri d’architettura, d’arte, di grafica, di fotografia, di narrativa e d’illustrazione. I libri della GCE sono distribuiti in tutte le librerie italiane e svizzere.

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Nazario D’Amato presenta il romanzo “Chiamami Fernanda – Una storia procidana”

In libri on novembre 11, 2019 at 10:57 am

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Presenta

Chiamami Fernanda – Una storia procidana di Nazario D’Amato

Nazario D’Amato presenta “Chiamami Fernanda – Una storia procidana”, che narra, nella affascinante cornice dell’Isola di Procida, la storia di Paolo, un vecchio marinaio e del suo cane, di una bambina e di una misteriosa figura femminile. Sullo sfondo il meraviglioso Golfo di Napoli e un mare che evoca ricordi, sensazioni dai contorni inafferrabili. La storia di Paolo ci viene narrata attraverso un racconto leggendario, che affabula e ci pone di fronte ai grandi interrogativi della vita: chi siamo e da dove veniamo.

Titolo: Chiamami Fernanda – Una storia procidana

Autore: Nazario D’Amato

Genere: Romanzo

Casa Editrice: Edizioni del Poggio

Pagine: 232

Prezzo: 13,00€

Codice ISBN: 978-88-97409-81-6

«Circola, sull’isola, una strana storia che narra di un vecchio marinaio, di una bambina, di un cane e di un ambiguo quanto misterioso personaggio femminile sulla cui esistenza tutti giurano sebbene nessuno l’abbia mai visto. È una storia che aleggia come un’eco trasportata dal vento di ponente, un’eco frammentata, corrosa dalla furia delle tempeste e dalle creste delle onde dei mari che ha attraversato, che l’hanno resa simile alla scrittura incompleta e parziale di un’antica pergamena logorata dal tempo […]».

“Questa, anzi, è la storia di uno svelamento che è tale solo se lo si cerca nel posto giusto, se lo si osserva con gli occhi giusti, se lo si ascolta con l’orecchio giusto.”: questa frase del romanzo Chiamami Fernanda di Nazario D’Amato riassume l’atmosfera quasi onirica in cui si sviluppa la vicenda. Si tratta di “una storia procidana”, poiché lo scenario in cui è ambientato il romanzo è l’incantevole isola di Procida nel Golfo di Napoli. Sull’isola aleggia una antica leggenda che ha come protagonisti un vecchio marinaio, una bambina, un cane e una misteriosa figura femminile. L’autore, venuto a conoscenza di questa storia ha iniziato a scavare “tra i ricordi, le memorie e le suggestioni degli isolani, dei vecchi pescatori e delle loro mogli”. Una vera e propria operazione di ricostruzione storica, che passando anche attraverso il parere di ricercatori e storici locali, ha permesso a Nazario D’Amato di riproporre una vicenda ambientata “nell’isola di Graziella e di Arturo”. È una storia che nasce dall’ascolto ed è una storia che va ascoltata. Il lettore, infatti, si sentirà immerso in un racconto che sa di antico, che ricorda i grandi cantori del passato dove la realtà si perde nel mito. La leggenda narra del comandante di una nave, che durante il suo ultimo viaggio, viene improvvisamente colto dalla tempesta e caduto in mare, viene tratto in salvo da una figura femminile che poi lo abbandona sulla costa procidana. Da questo racconto, viene fuori la storia da Paolo, un forestiero che anni addietro si stabilisce proprio sull’isola, dopo che il mare lo ha abbandonato sulla costa. Pare sia stato un uomo di mondo, di compagnia. Nessuno sa dirlo con esattezza perché vive lontano dagli altri, quasi come un eremita che desidera il distacco dal mondo. Questa solitudine non lo rende triste, anzi il suo animo e il suo volto sono sereni, appagati da ciò che ha avuto fino ad ora. A fargli compagnia c’è un cane, una presenza amica e sicura, simbolo di fedeltà e lealtà incondizionata. L’unica persona dell’isola che gli è amica è una bambina, che va da lui per farsi raccontare le storie che vengono dal mare. E proprio in seguito ad una richiesta della bambina che prende il via la vicenda, la quale si configura come una sorta di viaggio interiore sui grandi interrogativi della vita. La barca e il mare saranno i mezzi necessari per compiere questo viaggio, che richiama l’eco della scrittura della grande Elsa Morante, che proprio a Procida ambientò il suo famoso romanzo L’Isola di Arturo. “Chiamami Fernanda” è un romanzo introspettivo, in cui l’autore, attraverso una prosa dal ritmo e dai toni poetici, induce alla riflessione sul senso della vita e sulle incognite del futuro.

TRAMA. Una nave da carico spagnola, diretta a Napoli, naufraga nelle acque dell’isola di Procida, e affonda. L’equipaggio si salverà. Il comandante, dopo aver combattuto a lungo con il mare, allo stremo delle forze, quando sembra che non ci sia più nessuna speranza di salvezza, è tratto dalle acque da un ambiguo e non meglio identificato personaggio che lo trascina sulla battigia e l’abbandona ai soccorritori in arrivo. Provato e trasformato da quella esperienza, decide di fermarsi per dare un nuovo senso alla sua vita e per cercare il suo sconosciuto salvatore.

BIOGRAFIA Nazario D’Amato è nato il 22 gennaio 1954 a Poggio Imperiale (FG), piccolo paese contadino in terra di Capitanata, porta del Gargano. Ha frequentato l’Istituto Tecnico Nautico di Termoli diplomandosi, nel 1974, Capitano di Lungo Corso. Dopo gli studi e il servizio militare a bordo dell’ammiraglia Vittorio Veneto, Nazario ha lasciato Poggio Imperiale per motivi di lavoro. A giugno del 1977 è assunto nelle allora Ferrovie dello Stato nel compartimento di Milano, in Valchiavenna, ai confini con la Svizzera; tre anni dopo è trasferito nel compartimento di Bologna. Dal 1982 vive a Reggio Emilia, dove per molti anni si dedica alla militanza sindacale assumendo incarichi di responsabilità nella CISL.  Partecipa attivamente alla vita sociale e culturale della città emiliana. Fa parte dell’Associazione Scrittori Reggiani. Fin da giovane ha coltivato la passione per la musica e per la scrittura. Come cantautore ha partecipato a diversi concorsi canori in Italia e all’estero ottenendo importanti riconoscimenti, in particolare nel 2005 raggiunge il 3° posto al Festival di Liegi (BE) con “Lunga la notte ad Est” e nel 2006 il 1° posto al Festival Tricolore della Canzone di Reggio Emilia con “Donna”. Anche come scrittore ha avuto riconoscimenti e premi per opere narrative e poetiche; in particolare nel 2004, 1° classificato – per la sezione narrativa – al Concorso Nazionale ARTEMARE di Riposto (CT) con il racconto “La Pescatrice” e nel 2007 il premio nazionale di poesia e narrativa “Il Litorale”, di Ronchi di Massa (MS). Numerose le sue pubblicazioni per le Edizioni del Poggio: tra cui si ricardano “Tracce”, una biografia in versi, canto e storie del 2001; la raccolta di racconti “La pescatrice ed altri racconti”; dello stesso anno “Il treno scorre sul binario giusto”, aneddoti di viaggio; “Terra – racconti in storie e versi dell’appartenenza” del 2016 e “Cambio Giro- racconti di viaggio” del 2017. Attualmente è sposato, ha due figli e due nipoti. Convivono con lui quattro chitarre e un cane. Da settembre 2017 è in quiescenza.

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CASA EDITRICE. Edizioni del Poggio è una casa editrice pugliese che da anni opera alacremente nella pubblicazione di libri di vario genere in apposite collane. Storia, romanzi tradizionali e fantasy, fiabe, poesie, saggistica, culinaria: un caleidoscopio di argomenti dove ognuno potrà trovare il proprio approdo. Diffondere la cultura è l’impegno predominante che le “Edizioni del Poggio” si sono imposte nel loro impegnativo programma. Nata dall’iniziativa del dott. Giuseppe Tozzi, la casa editrice, che si avvale di valenti collaboratori, in pochi anni ha raggiunto un prestigioso traguardo con la pubblicazione di oltre 100 titoli. Grazie a pubblicazioni di autori, in prevalenza giovani, tende ad affermarsi anche a livello nazionale, e dai risultati ottenuti questo traguardo sta diventando una piacevole realtà. Ovviamente le “Edizioni del Poggio” non possono tralasciare il territorio in cui nascono e operano, così nel nutrito catalogo editoriale sono presenti testimonianze sulla storia locale, tradizioni, folklore, cucina locale. La casa editrice ha dato vita ad un periodico “del sapere”, “Pianeta cultura”, un contenitore di argomenti vari, firmati da esponenti eccellenti del panorama culturale italiano. L’editore, inoltre, ha ideato un premio letterario “Emozioni in bianco e nero” (racconti, poesie, fiabe), che vede la partecipazione di autori italiani e stranieri.

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Twitter: Ario Nazario D’Amato @nazariodamato3

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F. Vanessa Arcadipane presenta la saga dark fantasy “Inferorum Gemmae”

In libri on novembre 7, 2019 at 11:28 am

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

Inferorum Gemmae Saga di F. Vanessa Arcadipane

La scrittrice siciliana F. Vanessa Arcadipane presenta l’opera in tre volumi “Inferorum Gemmae Saga”, un fantasy dalle tinte dark in cui si ripropongono figure e simboli derivanti dai racconti biblici e rielaborati dalla fervida fantasia dell’autrice. Una saga appassionante che fa riferimento al folklore giapponese, e in cui si ritrovano echi danteschi e miltoniani per raccontare di creature demoniache e angeliche in perenne lotta tra loro per l’anima dell’essere umano. La protagonista di questa storia, Lilith, diventerà il precario punto di equilibrio che permetterà alle due fazioni di convivere, e di non distruggersi.

Titolo: Inferorum Gemmae Saga

Autore: F. Vanessa Arcadipane

Genere: Dark Fantasy/Young Adult

Casa Editrice: Self-publishing

Pagine: Vol I 544; Vol II 560; Vol III 544

Prezzo: Vol I 16,90€; Vol II 17,50€; Vol III 16,90€

«La realtà è che non amiamo né il Bene, né il Male, amiamo quel continuo gioco di luci e ombre, quelle mescolanze chiaroscurali che ci circondano. I libri vengono scritti con inchiostro nero su carta bianca; il momento più bello della giornata è il tramonto, quando già la luna è alta nel cielo ma il sole rimane lì ad osservarla quasi come se le stesse dando un ultimo addio… e così tante altre cose. Cos’è il Male senza Bene e cos’è il Bene senza Male? Cos’è l’odio senza amore e cos’è l’amore senza odio? Sarebbe solo una vita fredda, immobile e monotona che non avrebbe neanche senso vivere […]».

Inferorum Gemmae Saga di F. Vanessa Arcadipane racconta la storia di Lilith, una giovane ragazza dal nome importante e significativo: nella mitologia ebraica ella fu la prima donna creata per essere moglie di Adamo, poi ripudiata per la più mite Eva e cacciata dal Paradiso per essersi rifiutata di obbedire al consorte. Un simbolo forte di resistenza femminile, che nell’opera viene ricordato in più di un personaggio: Lilith è infatti il nome della protagonista ma anche di una donna fondamentale per la sua storia. La giovane Lilith o come verrà poi chiamata “Diamante Nero” o “Regina degli Inferi” o ancora “Guardiana dell’Equilibrio” è una ragazza come tante, prima di vedere completamente stravolto il proprio destino. Lilith la Rossa è invece proprio la trasfigurazione della prima donna biblica, cacciata dal Paradiso e attratta dalle seduzioni dell’Inferno, innamorata perdutamente dell’angelo caduto Lucifero e costretta a vagare nei regni senza la possibilità di stare con il suo amato, con la scomoda immortalità a ricordarle la sua solitudine. Questa è una storia di donne resilienti, di amori passionali, di colpe ataviche e di inesauribile desiderio di sangue; una storia di angeli e demoni, portatori di visioni antitetiche che hanno bisogno di un equilibrio per continuare a convivere. Perché il bene e il male sono solo lati della stessa medaglia, sono entrambi necessari affinché l’uno possa vivere in ragione dell’esistenza dell’altro, affinché l’essere umano possa avere sempre facoltà di scegliere il proprio cammino nella luce o nelle tenebre. La giovane Lilith scopre di appartenere alla stirpe nobile degli angeli, ma nel primo volume sceglie la difficile quanto seducente via della dannazione, che per lei coincide con quella dell’amore: “voglio il suo odore, voglio inebriarmi, voglio il fuoco nei miei polmoni, voglio bruciarmi, voglio farmi male”, afferma nell’opera, riferita al giovane figlio di Lucifero e Principe delle Tenebre, Lucio. Un amore contrastato e proibito, quello di Lilith e Lucio, che ripercorre le tappe di quello vissuto da Lilith la Rossa e Lucifero, anime complementari che sono l’una veleno e antidoto dell’altro. Due storie d’amore impossibili che il lettore vive nel secondo volume della saga attraverso l’alternanza di passato e presente; due vicende segnate da profezie infauste e da un oscuro potere che controlla le vite di tutti. Tanti segreti verranno svelati, tanto sangue verrà versato e altrettanto verrà risparmiato in nome della forza più potente che esiste: l’amore. Una forza che, accettata o rifiutata, spinge nel terzo volume i protagonisti e gli antagonisti a combattersi fino all’ultimo respiro, e che guida entrambe le Lilith verso un punto di non ritorno. “Mai innamorarsi di un Re delle Tenebre, se non si vuole annegare in esse”: è una frase ricorrente nel corso dell’opera che racchiude l’essenza delle storie delle due donne, che avranno il coraggio di nuotare nell’oscurità, e di rimanere eroicamente a galla.

TRAMA.

Diamante nero. Lilith è una diciassettenne che studia e vive in un illustre collegio, Rovoscuro, protetta dal direttore nonché padre adottivo. La sua vita rispecchia in pieno quella di qualsiasi altra ragazza della sua età fino all’arrivo di Lucio, un nuovo compagno di classe, che cattura immediatamente la sua attenzione non solo per l’aspetto fuori dal comune ma soprattutto per la strana sensazione di angoscia che le provoca fin da subito. La notte del suo diciottesimo compleanno Lilith scopre una terribile verità legata alle sue origini: ella infatti è il “Diamante nero”, un angelo offerto in sacrificio ogni cento anni al popolo dei demoni, a cui proprio Lucio appartiene. Rapita da quest’ultimo e portata negli Inferi, la ragazza fa la conoscenza del perfido e meschino re Lucifero, padre di Lucio, che con un antico rituale scopre le angeliche origini nobili di Lilith. La guerra è però alle porte e anche gli angeli dichiarano il loro diritto sulla ragazza, rapendola a loro volta per portarla in Paradiso. Qui Lilith incontra Michele, re degli angeli, e il giovane figlio Mihael, rivale fin dalla nascita di Lucio e con il quale la giovane instaura un ottimo rapporto. Durante lo scontro tra le due fazioni Lilith si trova costretta a scegliere di schierarsi con uno dei due giovani, destinati inevitabilmente a un combattimento mortale. Lilith dovrà quindi decidere una volta per tutte il proprio destino.

Rubino rosso. La fuggiasca e il ribelle. Lilith La Mora, Diamante nero e seconda regina degli Inferi, si trova ad affrontare la nuova difficoltosa vita da regnante tra i continui sbalzi di umore di Lucio, dovuti alla difficoltà nel gestire il Bastone della Conoscenza del padre. Durante una delle cerimonie formali che obbligano angeli e demoni a ritrovarsi in un luogo neutrale senza armi, Lilith La Rossa, prima regina degli Inferi e madre di Lucio, viene colpita quasi mortalmente da qualcuno; nonostante le continue domande di Lucifero la donna non rivela il nome dell’assalitore ma comincia a vagare per gli Inferi in cerca di alcune misteriose mappe con l’aiuto del Diamante nero. Il rapporto tra le due si consolida sempre più, tanto da spingere la più giovane a fare domande sul misterioso passato dell’altra e sul suo rapporto con Lucifero, adesso gelido e quasi inesistente. La Rossa le svela che è una Viandante del Tempo e che può mostrarle il suo passato così da poter insegnare questa tecnica anche a lei. La trama si alterna tra passato e presente svelando le similitudini tra le storie delle due Lilith, e raccontando il viaggio che intraprendono insieme al demone Fiammetta per indagare sull’identità dell’assalitore di Lilith la Rossa.

Rubino rosso. La condanna del caduto. Dopo un lungo viaggio, Fiammetta, Lilith La Rossa e il Diamante nero si ritrovano in un villaggio abitato sia da angeli che da demoni; esso fu creato tempo prima proprio dalla Rossa per permettere a gente come lei, esiliati, fuggiaschi o chiunque avesse bisogno di un riparo lontano sia dagli Inferi che dal Paradiso, di vivere in pace in un luogo che potesse accoglierli. Il Diamante nero apprende tramite uno dei suoi viaggi nel passato il motivo per cui Lucifero continua a mantenere le distanze dalla Rossa. Ritornati negli Inferi, Lilith La Mora cerca di convincere Lucifero a riavvicinarsi alla Rossa e a non bandirla dal regno ancora una volta, ma viene a sapere dal demone stesso di un antico e distruttivo patto che glielo impedisce. Riusciranno gli sfortunati amanti a stare finalmente insieme e a dare speranza anche a Lilith la Mora e Lucio?

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BIOGRAFIA. F. Vanessa Arcadipane è un’autrice di Palma di Montechiaro, città del Gattopardo, nel sud della Sicilia. Amante del fantasy, della mitologia, dell’occulto e di anime giapponesi, scrive il suo primo romanzo su Wattpad, una piattaforma online di scrittura grazie alla quale conquisterà numerosi giovani lettori in tutta Italia. Lavorerà un anno dopo all’autopubblicazione cartacea del romanzo, diventato il primo della saga “Inferorum Gemmae”, divisa in: “Diamante nero” (2016), “Rubino rosso – La fuggiasca e il ribelle” (2018), “Rubino rosso II – La condanna del caduto” (2019) e “Zaffiro Blu” (prossimo alla pubblicazione). Il suo percorso da scrittrice la vede protagonista di raduni in giro per l’Italia; è inoltre vincitrice del “Premio Villa Hauser” in occasione della Giornata Mondiale Unesco 2017 per la diversità culturale, il dialogo e lo sviluppo e del “Premio alla Cultura 2017” a cura del Sovrano Ordine Monastico Militare dei Cavalieri Templari Federiciani. Le sue opere contano più di dieci milioni di letture su Wattpad e diciassette mila seguaci.

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Andrea Zanetti presenta il romanzo “Il Principe di Venezia”

In libri on novembre 4, 2019 at 11:41 am

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Presenta

Il Principe di Venezia di Andrea Zanetti

Andrea Zanetti presenta “Il Principe di Venezia”, un romanzo storico ambientato nella Venezia a cavallo tra il XV e il XVI secolo. Venezia è la più potente delle Repubbliche marinare, la ricchezza e lo sfarzo riempiono le sale dei palazzi di ricchi mercanti e signori, ma sulla città incombe un pericolo e una guerra sembra inevitabile. Intrighi e giochi politici condiscono questa storia dai toni avventurosi, in cui personaggi potenti e donne affascinanti lottano per custodire un segreto che, se svelato, sconvolgerebbe il destino di tutta l’Europa. “Il Principe di Venezia” inaugura la trilogia “Sulle ali del Leone” dedicata al Cinquecento veneziano.

Titolo: Il Principe di Venezia

Autore: Andrea Zanetti

Genere: Romanzo storico

Casa Editrice: Piazza Editore

Pagine: 400

Prezzo: 16,00€

Codice ISBN: 978-88-6341-198-0

«Caterina Cornaro aveva 39 anni ed era ancora bellissima. La carnagione molto chiara metteva in risalto labbra armoniose, di un rosso naturale e due occhi castani profondi come un pozzo pieno di desideri. Il viso allungato, proporzionato, non aveva spigoli ma sembrava dipinto con mano leggiadra e delicata. I piaceri della tavola le donavano un aspetto sano e solare, i capelli lucenti non avevano bisogno di essere schiariti dal sole per sembrar dorati. Non le piacevano le sue mani, a causa di dita troppo corte per portare più di un anello per dito, peraltro di modeste dimensioni, tanto che per non sembrare goffa, finiva per non indossarne alcuno. […]».

Con “Il Principe di Venezia” Andrea Zanetti apre una trilogia, “Sulle ali del Leone”, dedicata a quella che può essere considerata la più importante delle Repubbliche Marinare, Venezia. Con questo romanzo e con l’intera trilogia, l’autore ci racconta una città ricca, potente, in cui lo sfarzo e l’eccesso sono all’ordine del giorno. Non mancano gli intrighi e i giochi di potere, come quello in cui si ritrova la protagonista di questo primo capitolo. Caterina Corner è regina di Cipro, Armenia e Gerusalemme, è figlia della Repubblica di Venezia e signora di Asolo, ma è soprattutto una donna ricchissima, famigerata e potente. Vive circondata da poeti e letterati, ma la sua frivola quotidianità viene sconvolta quando è chiamata, insieme al fratello, a ricoprire un delicato incarico diplomatico. I due si recano segretamente a Tours, sulla Loira, presso il castello del re di Francia, per sondare la disponibilità francese ad abbandonare gli interessi sulla Puglia e per lasciarla quindi a Venezia. Infatti, Carlo VIII sta preparando una spedizione militare per conquistare il Regno di Napoli, occasione che gli permette anche di impossessarsi della Puglia, che strategicamente garantisce il controllo del Mediterraneo e dei traffici con l’Oriente. L’ambasciata non sortisce gli effetti sperati, ma una opportunità estremamente interessante si profila all’orizzonte quando Caterina scopre di aspettare un figlio dal Re di Francia. Se la notizia dovesse trapelare, potrebbe sconvolgere ulteriormente l’equilibrio politico europeo e mettere in pericolo la vita stessa del piccolo Zuan, che rappresenta un ostacolo troppo grande per sovrani e pontefici. Nella seconda parte del romanzo assistiamo ai pericoli a cui il giovane Zuan è esposto, a complotti e battaglie per il perseguimento di interessi di palazzo e soddisfare la sete di potere di sovrani senza scrupoli. Con questo romanzo ripercorriamo uno spaccato della storia del nostro paese, perché solo attraverso la lettura degli avvenimenti del passato è possibile comprendere il presente. Andrea Zanetti, tra realtà e finzione, presenta una storia avvincente in cui non mancano temi importanti come la solidarietà e l’amicizia. Con questo romanzo, l’autore – oltre ad indurre il lettore alla riscoperta delle proprie radici e del proprio territorio – ha voluto raccontare delle storie epiche, con grandi battaglie e intrighi di palazzo in una formula godibile, che attira il lettore come la più avvincente trama di un film.

TRAMA. 1494. Caterina Cornaro, regina di Cipro, è una nobildonna veneziana che cerca la pace nel suo feudo di Asolo, dopo aver donato alla Repubblica di Venezia il suo regno. Il governo della Serenissima è intenzionato ad utilizzare la sua affascinante ed influente mecenate per accompagnare un’ambasciata segreta, che potrebbe consegnare la Puglia nelle mani del Serenissimo Principe, aprendo la strada per un’egemonia assoluta su tutta la penisola italiana. Ciò che scaturirà da questa ambasciata, tuttavia, andrà ben oltre i progetti di conquista di Palazzo Ducale, e Caterina si troverà a dover custodire un segreto talmente potente, che se svelato potrebbe cambiare le sorti stesse dell’intero continente. Ma non esiste un segreto che può essere occultato per sempre. Quindici anni più tardi, al formarsi della Lega di Cambrai, che vede l’intera Europa continentale schierarsi contro Venezia per distruggerla, ciò che doveva essere dimenticato, verrà invece alla luce. Chi vorrebbe che fosse distrutto, chi vorrebbe metterlo al sicuro, chi pensa di poterlo sfruttare a proprio vantaggio nel tentativo disperato di salvare lo Stato. Gli intrighi di palazzo e i giochi di potere si trasformeranno infine in una caccia all’uomo fino all’ultimo respiro.

BIOGRAFIA. Andrea Zanettiè nato nel 1984 a Venezia. Diplomato all’istituto tecnico aeronautico di Padova, lavora al centro di controllo radar di Abano Terme (PD). Dal 2015 è laureato in Scienze Politiche, con un curriculum in Storia e Politica internazionale. Attualmente vive ai piedi dei Colli Euganei, con la moglie e i suoi due figli. “Il principe di Venezia” è il suo primo romanzo, e nasce dalla volontà di ridare colore ad una pagina tra le più importanti della millenaria Repubblica di Venezia.

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CASA EDITRICE. Piazza Editore è una casa editrice di Silea in provincia di Treviso. Pubblica principalmente narrativa e saggistica, con una predilezione per i romanzi che raccontano esperienze forti e umanizzanti. Nelle sei collane in cui è suddiviso il ricco catalogo, è possibile spaziare dal romanzo storico al saggio di storia politica, dal thriller alla narrativa contemporanea o di viaggio.

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Giliana Azzolini presenta “Ritorno all’Io. Ritorno a casa”

In libri on novembre 4, 2019 at 11:35 am

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

Ritorno all’Io. Ritorno a casa di Giliana Azzolini

La scrittrice modenese Giliana Azzolini presenta “Ritorno all’Io. Ritorno a casa”, il quinto volume dell’opera “Viaggio interiore lungo i sentieri del cosmo”. Dopo aver spaziato negli universi e nei mondi alla ricerca di una consapevolezza più profonda di sé stessa, l’autrice rientra nel proprio Io e restituisce al lettore le sue riflessioni sull’uomo e sull’Assoluto. Un testo filosofico e religioso, svincolato però da qualunque dogmatismo; un’opera complessa e intensa che parla a chi ha la mente aperta di rinascita spirituale.

Titolo: Ritorno all’Io. Ritorno a casa

Autore: Giliana Azzolini

Genere: Spiritualità/Meditazione

Casa Editrice: Edizioni Alvorada

Collana: Schegge di luce

Pagine: 198

Prezzo: 16,00 €

Codice ISBN: 978-889928-046-8

«Attraverso le meditazioni profonde, partendo dal mio spirito/mente, ho trasmutato il reale generando mondi e universi. Forse li ho anche disintegrati. E tutto è stato (è) reale […]».

Ritorno all’Io. Ritorno a casa di Giliana Azzolini è un viaggio nella coscienza e nell’anima dell’autrice, un diario intimo in cui ella racconta del suo rapporto con il Tutto, regolato dalla figura di un Angelo che veglia sul suo cammino. “Un viaggio iniziato chissà quante vite fa e non ancora ultimato” in cui cercare risposte che sono già dentro di lei, e che vanno solo comprese nel profondo; un viaggio che ha una sola e importante parola d’ordine: consapevolezza. La sua è stata una ricerca intellettiva, spirituale e fisica alla scoperta cosmica dell’Assoluto, condotta attraverso proiezioni mentali e psichiche in altre dimensioni. L’autrice ritorna a sé stessa dopo tanto peregrinare, dopo aver udito le voci di entità appartenenti ad altri mondi, dopo aver sperimentato il divino, dopo aver conosciuto la potenza e la vibrazione dei colori e dei suoni. È l’autrice stessa ad ammettere di aver intrapreso questo viaggio nell’Io per superare la paura inconscia della morte; è stato infatti un percorso che l’ha preparata a liberarsi del suo corpo pesante, per innalzarsi nel Silenzio e nell’Armonia come pura energia. Dopo aver raccontato delle sue esperienze nei primi quattro volumi dell’opera Viaggio interiore lungo i sentieri del cosmo, Giliana Azzolini ritorna centrata su sé stessa, consapevole della scintilla di divino che ha acquisito lungo il suo cammino, e offre al lettore meditazioni e riflessioni sul suo essere in divenire. “Io sto come sta una goccia mentre si prepara a cadere. Sto come un fiore mentre si prepara a sbocciare”: la sua coscienza è in espansione, e tramite le meditazioni offre uno squarcio sul suo io più profondo, sul suo viaggio guidata dall’Angelo, con cui spesso si identifica. Ritorno all’Io. Ritorno a casa è un’opera complessa, che va compresa con una mente aperta e fiduciosa; un testo che presenta un denso flusso di coscienza e intense immagini oniriche che evocano pianeti lontani ed esseri straordinari, avvolti dal Respiro del cosmo. In cui tutto, attraverso la mente dell’autrice, cerca di armonizzarsi, perché “ogni mondo ha in sé il modo di purificarsi e di evolversi”.

TRAMA. Ritorno all’Io. Ritorno a casa è il quinto libro della serie Viaggio interiore lungo i sentieri del cosmo. Dopo aver viaggiato nel cosmo alla ricerca di saggezza e di armonia, protetta e guidata dall’angelicità, l’autrice rientra nel proprio io, consapevole del percorso intrapreso. Nei suoi viaggi mentali/spirituali riconcilia scienza e meditazione nella ricerca cosmica dell’Assoluto. In quest’ultimo volume Giliana Azzolini parla di argomenti di carattere spirituale, religioso e filosofico, trattandoli in modo innovativo e totalmente autonomo da ogni assolutismo. I concetti espressi, provenienti dal mondo angelico, sono per menti aperte. L’opera è dedicata alla memoria e alle opere del sensitivo Gustavo Rol.

L’AUTORE È DISPONIBILE A RILASCIARE INTERVISTE

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BIOGRAFIA.Giliana Azzolini è una poetessa, scrittrice, sensitiva e medium. È stata amica e confidente del famoso sensitivo e saggista Gustavo Rol. Pubblica cinque libri di poesie, uno di haiku, due di narrativa per ragazzi (tra i quali si ricorda “La chiave magica”) e quattro di narrativa per adulti (tra i quali si menziona “I mari della luna”). È vincitrice di numerosi premi letterari nazionali e internazionali. Pubblica in cinque volumi “Viaggio interiore lungo i sentieri del Cosmo”, una serie di libri che trattano di stati di coscienza e di proiezioni mentali e psichiche in altre dimensioni, in cui Giliana Azzolini rivela la sua identità medianica. 

LA CASA EDITRICE. Edizioni Alvorada è una piccola casa editrice nata per pubblicare a costi contenuti libri di carattere spirituale, esoterico e medianico. Il termine “Alvorada” significa “alba” in portoghese e in spagnolo (alborada) e rappresenta la speranza di un nuovo risorgere della spiritualità nell’essere umano.

Contatti

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Sergio Maria Francardo ed Enrico Mariano presentano “La stagionalità degli alimenti”

In libri on ottobre 31, 2019 at 10:32 am

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

La stagionalità degli alimenti – nutrirsi con i cibi di stagione

è la migliore medicina preventiva

di Sergio Maria Francardo e Enrico Mariani

Sergio Maria Francardo e Enrico Mariano presentano “La stagionalità degli alimenti – nutrirsi con i cibi di stagione è la migliore medicina preventiva”. Ritornare a trovare la connessione tra alimenti e cicli stagionali è il monito per stare in salute. Capire il ritmo della natura diventa la chiave per trovare il ritmo psico-fisico, percorrendo la sana strada della prevenzione. Tradizione e scienza trovano una nuova connessione.

Titolo: La stagionalità degli alimenti

Autori: Sergio Maria Francardo e Enrico Mariani

Genere: Alimentazione, medicina e scienze

Casa Editrice: Edilibri

Pagine: 160

Prezzo: 18,00 €

Codice ISBN: 978-8886943888

«[…] la natura ci offre gli agrumi durante l’inverno e le albicocche alla fine della primavera; le loro proprietà nutritive sono diverse e proveremo a considerarne le differenze, ma resta un punto fermo, cioè che la pianta affronta condizioni simili a quelle che incontriamo noi in quel momento, in quella stagione: è questa davvero la chiave dell’importanza e del valore di quel frutto e di quella verdura. Oltre alle conoscenze della nostra tradizione, oggi ci sono diversi studi scientifici che evidenziano come i vegetali consumati nella loro specifica stagione di maturazione posseggano proprietà nutritive superiori rispetto a un frutto o a una verdura maturati al di fuori del proprio arco temporale ideale.»

Come conciliare una corretta alimentazione con un buono stato di salute? È ciò che cercano di dimostrare Francardo e Mariani, in un saggio che affronta tale connubio alla luce soprattutto delle ultime ricerche mediche. Lo sviluppo della tecnica ha dato nuovo impulso all’agricoltura e alla capacità di produzione e conservazione dei vari alimenti in ogni momento dell’anno. Gli autori, però, ritengono che sia necessario riconoscere nell’uomo un ritmo psico-fisico capace di allinearsi con i ritmi della natura scanditi dalle stagioni. L’importanza della consumazione dei prodotti stagionali, in particolare, è centrale in fase di prevenzione delle malattie, non solo perché il corpo umano riesce ad assorbire meglio tutto ciò che è naturale anziché artificiale, ma soprattutto perché i vari alimenti vegetali raggiungono le loro più elevate qualità nutritive proprio nell’arco di tempo del loro ciclo “naturale” di maturazione. Un saggio fondamentale che risulta essere anche una guida per costruire un piano alimentare sano e consapevole.

TRAMA. Un saggio che è più di una guida. Un’analisi approfondita in chiave scientifica di tutti i prodotti – frutta e verdura – che la natura ci offre mese per mese, a sostegno della tesi che seguire un’alimentazione stagionale ci aiuta a prevenire e a combattere le malattie. La ricerca, condotta con perizia, si snoda attraverso i contributi dei due autori, entrambi medici, che spiegano dapprima l’importanza della sincronia tra ritmo psico-fisico e ritmo della natura nelle singole stagioni, quindi illustrano in un vero e proprio calendario – mese per mese – tutto ciò che la natura genera da sé e il corretto utilizzo per l’alimentazione umana che, se organizzata, trova un’armonia tra stile di vita e abitudini alimentari. Un saggio che parla ai sensi, anche attraverso spezie e aromi, alla riscoperta dei sapori autentici e dei giusti “stimolatori” dei processi di digestione e assimilazione.

GLI AUTORI SONO DISPONIBILI A RILASCIARE INTERVISTE

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BIOGRAFIE.

Sergio Maria Francardo, esercita come medico a Milano dal 1980. È membro fondatore del Comitato tecnico-scientifico per la Medicina complementare della Regione Lombardia. Ha tenuto seminari e corsi di alimentazione nell’ambito delle attività legate all’agricoltura biodinamica. Con Edilibri ha pubblicato I semi del futuro – Riflessioni di un medico sui cibi transgenici (2001) e Medicina antroposofica familiare (2004).

Enrico Mariani, medico dal 1978, specializzato in scienza dell’alimentazione e in medicina dello sport. Primario ospedaliero di medicina generale a Milano (1992-2010) e medico sociale di squadre si calcio professionistiche (1994-2009), è autore di circa 30 pubblicazioni scientifiche inerenti a temi di alimentazione, salutogenesi e fisiologia sportiva su riviste di settore. Attualmente esercita la libera professione a Milano.

CASA EDITRICE. Casa editrice fondata nel 1996. Attualmente ha 38 titoli disponibili in catalogo. Tra questi, circa 15 fiabe classiche (in particolare dei fratelli Grimm) con illustrazioni pittoriche ad acquerello per bambini dai 5 ai 9 anni (collana “Fiabe e Colori”), a cui vanno aggiunti altri testi illustrati in bianco e nero di parascolastica (sezione “Prime Letture”). Nella sezione “Filosofia e Spiritualità” alcuni titoli sono dedicati alle religioni, altri alla ricerca interiore in senso sia filosofico sia esoterico-metafisico. Nella sezione “Scienza e Medicina” vengono trattati temi di interesse attuale quali gli OGM, le medicine alternative, il progresso scientifico e i suoi risvolti sociali. Nella sezione “Storia e attualità” i testi elaborano gli ultimi avvenimenti in Medio Oriente e nell’Est Europa in chiave geopolitica fino ad abbracciare gli ultimi 100-150 anni di storia moderna.

Contatti

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https://www.edilibri.it/la-stagionalita-degli-alimenti.html

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Ksenija Stojic presenta il romanzo “Lascia che le cose accadano”

In libri on ottobre 28, 2019 at 5:22 pm

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

Lascia che le cose accadano di Ksenija Stojic

La scrittrice croata Ksenija Stojic presenta “Lascia che le cose accadano”, un delicato romanzo che racconta la nascita di un rapporto speciale tra una giovane donna, Mare, e un’anziana signora, Giovanna. Un legame indissolubile che segnerà nel profondo la vita di entrambe. Una storia che parla di dolore e di solitudine, di accettazione e di rinascita attraverso il punto di vista di due donne reduci da un’esistenza complicata. Giovanna ha già imparato a navigare a vista nel burrascoso oceano della vita, e diventa per la giovane amica il faro che la orienterà verso la consapevolezza piena di sé stessa.

Titolo: Lascia che le cose accadano

Autore: Ksenija Stojic

Genere: Narrativa contemporanea

Casa Editrice: Europa Edizioni

Collana: Edificare Universi

Pagine: 177

Prezzo: 14,90 €

Codice ISBN: 978-885508-429-1

«Bisognava lasciarle sole e osservare col passare del tempo quale piega avrebbe preso questo scambio tra vecchio e giovane, tra chi la vita l’ha vissuta e chi ha paura di viverla, tra chi non ha paura della morte e chi la teme da sempre […]».

Lascia che le cose accadano di Ksenija Stojic è un viaggio nel cuore e nell’anima dell’essere umano, nelle sue paure e nelle sue fragilità così come nella sua tenacia e nella sua capacità di superare anche gli ostacoli più duri. Una storia di amicizia e di comprensione in cui due donne molto distanti per età e vissuto personale si trovano a condividere un pezzo di strada insieme; una strada che per l’una è quasi giunta al traguardo, mentre per l’altra è ancora tutta da percorrere. Giovanna è un’anziana donna innamorata della natura e dall’indole tenera e compassionevole, che accoglie ogni giorno come un dono e che sa ancora stupirsi delle piccole cose. Una bella signora con un cuore grande, che “fa parte di quei pochi privilegiati che vedono l’intero universo in un granello di sabbia”. Mare è invece una giovane donna con un passato doloroso che non riesce a buttarsi alle spalle; è un’anima ferita chiusa nella sua solitudine e ostinatamente attaccata alla sua sofferenza. Una condizione che la sta allontanando sempre di più dalla vita e dall’accettazione dell’amore. L’autrice descrive con sensibilità l’incontro fortunato e significativo tra le due donne, che permetterà a Giovanna di lasciarsi andare al suo destino con serenità e a Mare di perdonare il passato e di ricongiungersi con il mondo e soprattutto con sé stessa. Lascia che le cose accadano è un omaggio alla semplicità e alla bellezza della vita, è un invito a trovare il coraggio di decidere il proprio cammino, rispettandosi e rispettando ciò che ci circonda. Grazie all’anziana amica, Mare comprende che la sofferenza fa parte dell’esistenza così come la felicità, e che ogni dolore rappresenta una possibilità di rinascita, di modificare la propria prospettiva di vita. La giovane donna accetta finalmente il cambiamento, e comprende che non può esserci luce senza oscurità. È infatti emblematica una frase all’interno dell’opera che recita: “solo dopo aver riconosciuto l’esistenza di spazi di morte nella vita, oltre che di spazi di vita nella morte, aveva ritrovato di nuovo sé stessa”. Mare ritrova sé stessa mentre Giovanna si smarrisce in un luminoso giorno di primavera, ma la sua partenza non è affatto triste perché rappresenterà per la giovane donna la speranza di poter vivere una vita in equilibrio con il mondo, di provare sincera gratitudine per i doni che le saranno offerti e di essere profondamente consapevole del proprio percorso esistenziale, fino al suo ultimo respiro.

TRAMA. La motivazione che ha spinto la psicologa e psicoterapeuta Ksenija Stojic a scrivere questo romanzo è nata spontaneamente, dopo che una paziente che aveva perso la madre le chiese di consigliarle qualche testo che potesse aiutarla ad affrontare il profondo dolore. In modo del tutto naturale dal cuore e dalla mente dell’autrice presero vita i personaggi, le trame e le parole, e nacque questo romanzo dove si racconta la profonda crisi esistenziale di una giovane donna, la quale, mediante incontri e confronti affascinanti, sviluppa un ricco e complesso approccio alla vita che le permette non solo di riappropriarsi delle sue profonde risorse psicologiche ma anche dell’amore. I protagonisti si confrontano sugli aspetti fondamentali delle loro esistenze: la dialettica tra la vecchiaia e la gioventù, tra chi la vita l’ha vissuta e chi ha paura di viverla, tra chi non ha paura della morte e chi la teme da sempre, comporta uno scambio di concetti e di valori che incidono profondamente sulle personalità dei protagonisti.

L’AUTORE È DISPONIBILE A RILASCIARE INTERVISTE

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BIOGRAFIA. Ksenija Stojic è nata a Dubrovnik (Croazia) nel 1962 ed è residente a Parma. Ha frequentato la Facoltà di Pedagogia a Sarajevo (Bosnia) e la Facoltà di Psicologia a Padova. Esercita la professione di psicologo e psicoterapeuta. Ha pubblicato il saggio “In viaggio per sempre – storie cliniche sulla sofferenza: una risorsa per conoscersi profondamente e cambiare” (Alpes Editore, 2014), la raccolta di poesie “Di Pane e d’Amore” (Aletti Editore, 2018) e il romanzo “Lascia che le cose accadano” (Europa Edizioni, 2019).

LA CASA EDITRICE. Europa Edizioni nasce per offrire nuova linfa al dibattito culturale italiano ed internazionale, proponendo opere letterarie che siano in grado di partecipare attivamente al suo svolgimento. Narrativa, poesia e saggistica sono i generi presenti nel loro catalogo, che ospita autori di primo piano del panorama letterario contemporaneo e non solo. Un’accurata e rigorosa proposta di titoli che si pone l’obiettivo, sempre ambizioso, di stimolare le conoscenze e sollecitare gli interessi anche dei lettori più esigenti. Concepiscono la figura dello scrittore come il faro che può e deve illuminare questo obiettivo, permettendo di scorgere tratti di strada altrimenti non battuti, che possano diventare territori comuni. Perché le parole sono corpi tattili, come scriveva Pessoa, materiale intellettivo capace di edificare universi.

Contatti

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Dario Ricci presenta il romanzo “Nove C”

In libri on ottobre 24, 2019 at 12:06 pm

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

Nove C di Dario Ricci

Lo scrittore fiorentino Dario Ricci presenta “Nove C”, una storia d’amore e di montagna, una riflessione sulla paura di cambiare e sul bisogno di rischiare. Il racconto della vita di un giovane uomo alle prese con il martellante dubbio tra rinunciare o conquistare, tra fermarsi o andare. Un romanzo scritto con uno stile agile e diretto, in cui il silenzio assordante della neve e la precarietà di un corpo sospeso su una parete di roccia ricordano quanto sia arduo eppure meraviglioso scoprire chi si è davvero, e cosa si desidera per la propria vita.

Titolo: Nove C

Autore: Dario Ricci

Genere: Narrativa contemporanea

Casa Editrice: Il Seme Bianco

Collana: Magnolia

Pagine: 176

Prezzo: 15,90€

Codice ISBN: 978-88-336-11-747

«Scalo in base all’umore. Stamattina le sensazioni sono quelle giuste. Il bosco sembra ancora riposare. Oggi riesco a non pensarti. Giulia. Mentre penso di non pensarti, in realtà ti penso lo stesso. Adesso credo di aver capito. Qualcuno ti direbbe che ti porto ancora nel cuore. Io credo invece di portarti più tra le costole. Come una frattura […]».

Nove C di Dario Ricci è un romanzo onesto e diretto, che sa strappare una risata ma che ha anche il potere di spezzare il cuore. Una storia che parla d’amore, verso un altro essere umano e verso la natura, in particolare la montagna. Soprattutto nell’ultima parte dell’opera si focalizza l’attenzione sulla passione ardente del protagonista Diego per l’arrampicata e lo scialpinismo, raccontati con precisione tecnica senza però mai mettere da parte la loro grande portata emotiva. È sicuramente di grande impatto la traversata sul ghiacciaio islandese del Vatnajökull che il giovane compie con la consapevolezza di stare effettuando innanzitutto un viaggio interiore nel suo dolore. Una traversata che insegnerà a Diego che spesso è giusto rinunciare, in montagna come in amore, e che “la neve fa un rumore assordante. Vuole solo essere ascoltata. Con le sue verità che si sciolgono al sole”. Verità che emergeranno dirompenti nell’apparente silenzio di un mondo candido e a volte ostile, che lo cambierà nel profondo. Diego è un’anima errante per tutto il corso della narrazione, un giovane uomo che vede nel rischio la possibilità di sentirsi vivo, che come un moderno Robert Frost esercita il proprio diritto di scegliere la strada meno battuta, rinunciando a un lavoro sicuro e ben retribuito, e a una storia d’amore con una donna in pace con sé stessa. Egli invece non è in pace, anzi, non cerca la pace, e la sua vita è un continuo tenersi in bilico in un disperato bisogno di “dipendere dal verticale”, con l’elettrizzante consapevolezza di avere duecento metri di vuoto sotto di lui. E nell’amore verso Giulia il protagonista ritrova lo stesso brivido, la stessa vertigine: lei è il suo “continuo strapiombo”, la verità ridotta all’osso, l’essenza di ogni cosa. Nove C è un romanzo scritto con uno stile lucido e incalzante, a volte quasi telegrafico, in linea con i pensieri fugaci di Diego, definiti da lui stesso “indolenziti”. Dario Ricci ci permette di fare la conoscenza di un personaggio cinico, ironico e dissacrante, protagonista di episodi tragicomici e di altri estremamente intensi, che espongono con onestà la sua anima ferita. Nel viaggio in Islanda troverà la sua salvezza nell’accettare l’imperfezione della vita, nel comprendere quando rischiare e arrampicarsi verso la cima e quando invece rimanere con i piedi ben saldi a terra. Perché da entrambe le prospettive è possibile scorgere il proprio futuro, e costruirsi la propria squilibrata pace.

TRAMA. Diego Capecchi, trentacinque anni. Responsabile marketing di un’azienda di moda. Un lavoro che odia, ma che va inspiegabilmente a gonfie vele. Anni di convivenza con Giulia finiti improvvisamente. Lei amante della montagna e alpinista; lui no, almeno fino al loro incontro. Una passione profonda per le vette esplosa come l’amore per questa ragazza trentina sensibile, imprevedibile e taciturna. Difficile da dimenticare. Poi Dafne. Un meraviglioso incastro imperfetto. Saranno le nevi perenni dell’Islanda e un incontro inatteso in un pub di Reykjavík a ricomporre il puzzle della sua vita. Intanto il climber ceco Adam Ondra sarà impegnato con il progetto più difficile mai realizzato in arrampicata, “Silence”. Difficoltà: Nove C.

L’AUTORE È DISPONIBILE A RILASCIARE INTERVISTE

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BIOGRAFIA. Dario Ricci (Firenze, 1982) è un appassionato di vette ma è stato adottato dal mare. “Nove C” (Il seme bianco, 2019) è il suo primo romanzo.

LA CASA EDITRICE. Il Seme Bianco è una casa editrice del Gruppo LIT che mira a dare voce e a valorizzare autori emergenti ed esordienti, al fine di dare spazio alla potenzialità creativa e alla sperimentazione espressiva che spesso non trovano ascolto in circuiti editoriali più paludati. Pubblica libri di narrativa generale, noir, gialli, saggi, fantasy e raccolte di racconti. Il filo conduttore che unisce i diversi generi è la passione per la scoperta. Scoperta di una particolare visione, di un punto di vista originale che permetta al lettore di curiosare in territori “altri”, siano essi geografici, sociali, generazionali, storici, psicologici, distopici, spirituali.

Contatti

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Andretta Baldanza presenta il romanzo “Lo spazio tra noi”

In libri on ottobre 21, 2019 at 4:58 pm

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

Lo spazio tra noi di Andretta Baldanza

La scrittrice milanese Andretta Baldanza presenta “Lo spazio tra noi”, un romance appassionante che travalica il suo genere di appartenenza per approdare nel fantascientifico, con piccole incursioni nel giallo. Ambientata in un’affascinante Edimburgo, questa storia racconta di un viaggiatore dello spazio inviato ad esplorare il Pianeta Terra e di una piccola, grande donna intenta a rimettere insieme i pezzi della propria vita. Il loro inatteso quanto strabiliante incontro permetterà alle loro anime di unirsi, e di trovare finalmente la pace.

Titolo: Lo spazio tra noi

Autore: Andretta Baldanza

Genere: Romance/Urban Sci-fi

Casa Editrice: Amazon Kindle direct publishing

Pagine: 572

Prezzo: 2,99€ (eBook)

«Quando sono arrivato ero solo un esploratore. Poi il dolore, l’amore, la gioia, la paura mi hanno cambiato. Qui, tra di voi, sono diventato un uomo. E non voglio mai più essere nient’altro. Io sono Malcom MacDubh […]».

Lo spazio tra noi di Andretta Baldanza è un romanzo particolare, che abbraccia diversi generi letterari per raccontare una storia che ha le sue radici nella fantascienza, che esplora le relazioni umane in un romance dalle soffuse tinte erotiche, e che vira nel giallo nel trattare un’intricata ed agghiacciante vicenda. Protagonista del romanzo è un viaggiatore dello spazio, una forma primigenia che ha la capacità di svilupparsi in un corpo umano per partenogenesi, evolvendosi da un’unica cellula. Questo essere di pura luce decide di chiamarsi Malcom: infiltrandosi nella società edimburghese con il suo nuovo corpo mortale dovrà studiare le relazioni tra gli esseri umani e le altre specie presenti sul Pianeta Terra. Malcom comprende subito quanto il suo nuovo corpo possa essere fonte di sensazioni ed emozioni forti e indescrivibili, trovandosi spesso spiazzato nel tentativo di dar loro un significato coerente. In particolare si rende conto dell’enorme fortuna che hanno gli esseri umani di non sentirsi mai soli, e di avere il privilegio di amare ed essere amati, due aspetti che spesso l’uomo tende a sottovalutare. Malcom ripensa alla sua lunghissima vita perso nel cosmo – “il vero problema dello spazio non è affatto l’oscurità…è la solitudine” – e si rende conto di quanta ricchezza è presente sulla Terra, che non è materiale ma fatta di sorrisi, di sguardi, di mani protese e di calore di due corpi abbracciati. Quando incontra Caylin, una ragazza dal passato difficile e doloroso, quella ricchezza sembra cadergli letteralmente tra le braccia, spingendolo a riconsiderare tutto il suo vissuto, e rendendolo giorno dopo giorno “drogato di umanità”. In questa storia che parla di consapevolezza, di autodeterminazione e di riscatto, si assiste al coraggioso tentativo di due esseri umani chiusi nelle loro personali gabbie di fuggire da una condizione che sembra immutabile. Attraverso una trama avvincente ed emotivamente coinvolgente si racconta della dura lotta di Malcom e Caylin contro un destino che li vuole separati, e contro differenze all’apparenza inconciliabili che vengono annullate grazie al tenace amore che provano l’uno per l’altra. Lo spazio tra noi è un romanzo che racconta le luci e le ombre dell’essere umano dal punto di vista di diversi personaggi; un’opera citazionista che svela la grande passione dell’autrice per la cultura pop e in particolare per il cinema e le serie televisive. Sono infatti molteplici le citazioni palesi e nascoste a film come Blade Runner o Il signore degli anelli, e a serie televisive come Outlander o Doctor Who; citazioni che la stessa autrice invita a scovare nella nota introduttiva al romanzo, rendendo il lettore attivamente partecipe della sua storia.

TRAMA. Cosa vuol dire essere un uomo? Cosa vuol dire provare emozioni profonde e a volte violente come l’amore o la paura, la passione o il dolore? Sono sufficienti per potersi definire veramente e pienamente umani? A queste domande dovrà rispondere Malcom, un visitatore di un altro Mondo, giunto sulla Terra per una semplice missione esplorativa che si trasformerà in qualcosa di molto più complesso. Grazie all’incontro con Caylin, una donna particolare nel cui passato c’è un mistero insoluto, Malcom compirà un difficile viaggio all’interno di sé stesso, dal quale emergerà cambiato per sempre, arrivando a modificare la propria identità e tutto ciò che credeva di sapere sulla vita.

L’AUTORE È DISPONIBILE A RILASCIARE INTERVISTE

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BIOGRAFIA. Andretta Baldanza è nata a Milano ed è laureata in Scienze Politiche. Esordisce nella narrativa nel 2018 con i romance “The Viking Chronicles 1 – L’incontro” e “The Viking Chronicles 2 – L’ascesa”. “Lo spazio tra noi” (2019) è il suo ultimo romanzo.

Contatti

https://www.facebook.com/AndrettaBaldanzaAutrice/

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Alessandro Sola presenta il thriller “Il colore dell’inganno”

In libri on ottobre 21, 2019 at 4:54 pm

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

Il colore dell’inganno di Alessandro Sola

Lo scrittore torinese Alessandro Sola presenta “Il colore dell’inganno”, un thriller avvincente, ambientato in una Torino misteriosa e oscura. Quando viene rinvenuto il cadavere di un giovane appartenente a una ricca famiglia torinese, il commissario Tommaso Fuoco si trova invischiato in un omicidio che si rivelerà essere solo il primo atto di una tragedia sanguinaria e controversa. Un thriller ben concepito abitato da personaggi ambigui, una storia inquietante in cui è difficile comprendere il confine tra vittima e carnefice.

Titolo: Il colore dell’inganno

Autore: Alessandro Sola

Genere: Thriller

Casa Editrice: Pathos Edizioni

Pagine: 387

Prezzo: 18,00€

Codice ISBN: 978-88-855-29-472

«Il suo respiro si fece sempre più lento fino a fermarsi, gli occhi si spalancarono colmi di paura e fu buio per sempre. La bocca spalancata in un grido senza voce. L’oscurità della notte e il caldo silenzio che permeava Torino aiutarono l’ombra scura a scomparire […]».

Il colore dell’inganno di Alessandro Sola è un thriller dalle tinte fosche e dall’interessante approfondimento psicologico. È infatti messa in primo piano l’ambiguità della natura umana, il suo oscillare tra luce e oscurità, e la sua capacità camaleontica di nascondersi dietro spesse maschere. Ambientato nel mondo della Torino “bene”, il romanzo racconta di un efferato omicidio ai danni di un giovane, Dawide Broun, appartenente a una famiglia molto in vista. Le dinamiche dell’uccisione e i misteriosi fatti che accadono a seguito di questo omicidio coinvolgono il commissario Tommaso Fuoco e i suoi agenti in un gioco pericoloso e mortale, in cui niente è come appare e in cui tutti sembrano nascondere qualcosa. E il lettore viene trascinato nello stesso gorgo sanguinario, spettatore inerme di violenze commesse da un’ombra inquietante e ghignante. A unire gli omicidi è un particolare che spesso le vittime notano prima di morire: delle scarpe da ginnastica rosse. Scarpe che diventano onnipresenti nel corso della storia, indossate anche da personaggi insospettabili, a rimarcare l’intento dell’autore di riflettere sulla natura chiaroscurale dell’essere umano. Nessuno è innocente, tutti possono essere colpevoli, e il rosso diventa sinonimo di sangue così come di passione, quindi un colore ambiguo, a metà strada tra il negativo e il positivo così come lo è l’anima di ognuno dei personaggi. La stessa vittima, Dawide, nasconde troppi segreti, e anche sulla polizia cade la pesante ombra dell’inganno e della violenza. E in una Torino macchiata dal rosso del sangue non stupisce che il commissario si chiami Fuoco: ancora il colore scarlatto che torna a stuzzicare l’attenzione del lettore. Alessandro Sola costruisce un thriller solido e appassionante, frutto di molte ricerche e di approfondimenti effettuati con l’aiuto di un agente di polizia e di un’anatomopatologa. Una storia di inganni, sospetti e manipolazioni, in cui il male e l’oscurità si possono annidare ovunque, anche in piena luce. Come recita una delle citazioni presenti in apertura di ogni capitolo del romanzo: “La luce pensa di viaggiare più veloce di qualsiasi altra cosa, ma si sbaglia. Per quanto veloce viaggi, la luce scopre che l’oscurità arriva sempre prima, ed è lì che l’aspetta” (Terry Pratchett).

TRAMA. Una guida turistica in viaggio a Torino scopre un cadavere nei pressi del centro, vicino alla stazione di Porta Nuova, cuore pulsante della città. Il commissario Tommaso Fuoco viene immediatamente incaricato delle indagini. Il suo lavoro e quello della sua squadra si rivela da subito complicato, aggravato anche dall’affiancamento di un detective siciliano dal passato oscuro. Al primo cadavere si aggiungono altre morti che sconvolgono l’opinione pubblica e la Torino “bene”, alla quale apparteneva la prima vittima. Il commissario si insinua nella vita privata del giovane e scopre delle verità inquietanti. Prosegue cocciuto e determinato per scoprire chi si cela dietro quelle morti violente.

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BIOGRAFIA. Alessandro Sola ha pubblicato nel 2017 per Pathos Edizioni il fantasy per ragazzi “Il regno di Nunar -Il ciondolo reale”. Il suo secondo romanzo, il thriller “Il colore dell’inganno” (Pathos edizioni, 2019) è stato presentato alla XXXII edizione del Salone internazionale del libro di Torino 2019.

LA CASA EDITRICE. Pathos Edizioni è una giovane realtà editoriale di Torino che ha esordito nel mondo della saggistica universitaria nel 2016, per poi spaziare negli anni seguenti dal romanzo storico alla narrativa contemporanea, dal fantasy per adulti all’erotico, passando per una nuova visione della poesia classica e moderna. Un occhio di riguardo è riservato ai testi animalisti e alla difesa dei loro diritti, per cui spiccano nel catalogo numerosi titoli che raccontano delle azioni di liberazione e delle lotte giuridiche per l’approvazione di leggi a loro tutela. Fedele alle categorie degli indifesi e dei più fragili, devolve annualmente parte dei ricavati alle associazioni onlus con cui collabora.

Contatti

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Booktrailer del romanzo Il colore dell’inganno

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