il Taccuino

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Bentornati a Villa Paradiso, il nuovo romanzo di Roberto Vallerignani

In arte, artisti, autore, comunicati, italia, libri, Uncategorized on dicembre 12, 2018 at 11:31 am

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

 

Bentornati a Villa Paradiso di Roberto Vallerignani

Dopo Angelo Ingordo, Roberto Vallerignani torna con un nuovo caso per l’ispettore Antonelli: un duplice omicidio a Villa Paradiso, un ricovero per malati attorno al quale si svela, lentamente, una fitta trama di segreti, relazioni e rivelazioni. Tra le indagini e le supposizioni si sviluppa un complesso racconto corale dove le voci pubbliche e private delle forze dell’ordine, della politica e dei media si intrecciano a rivelare vite, abitudini e sentimenti di uomini e donne del nostro tempo. In un giallo che sfocia nel noir, alla scoperta del lato oscuro dell’animo umano e di una società di apparenze, l’ispettore finirà per confrontarsi con un assassino inaspettato, tormentato dai medesimi fantasmi che sembrano far visita, talvolta senza distinzione, alle vittime e ai colpevoli, agli accusanti e agli innocenti. Con uno sguardo discreto, l’autore indaga la superficialità dei mezzi di comunicazione, le storture della giustizia, le contraddizioni della burocrazia e soprattutto le pieghe dei pensieri di diverse esistenze, legate insieme quasi per caso dal sottile filo del delitto.

 

Titolo: Bentornati a Villa Paradiso

Autore: Roberto Vallerignani

Genere: Giallo

Casa Editrice: Edizioni Dalietta

Pagine: 284

Codice ISBN: 9788894068658

 

«[…] Si sentiva sporco perché anche lui aveva desiderato più volte di vederla morta. Ecco, lo aveva ammesso. Avvertì la straziante disperazione della sua voce e si inginocchiò. Il pianto era uscito allo scoperto, come un fiume carsico si precipitava verso il vuoto dell’afa. Capì che di tempo ne sarebbe occorso tanto, ebbe il timore di non riuscire a sopportare. Si appellò a qualcosa su nel cielo, qualcosa che doveva stazionare tra venere scintillante e una coda di luna che sbucava da un ultimo residuo di nuvolaglia. Si concentrò su quello spicchio di nero. Vi stabilì dimora. Con la speranza di poterne uscire. Un giorno».

 

È un agosto difficile al commissariato di polizia: piove da giorni, gran parte degli agenti è in ferie e l’ispettore Antonelli, a un passo dalla pensione, per un cavillo burocratico si ritrova a dover posticipare il meritato congedo. Non aiuta, quindi, l’apparentemente irrisolvibile omicidio avvenuto a Villa Paradiso, una struttura che ospita malati in riabilitazione considerata da molti un rifugio per chi non ha più speranza. Nulla di ciò che riguarda il delitto è limpido: la meccanica, troppo “pulita”; la tempistica, nel cuore di una notte silenziosa; nemmeno l’identità delle due vittime, dai poli antitetici e in perenne bilico tra una facciata pubblica e un complesso volto privato. Annarita Cardone, uccisa a sangue freddo insieme a un dipendente della Villa, è troppo bella per non aver attirato, in vita, invidie e attenzioni; ed è quindi intorno alla sua figura che si muove la squadra investigativa, che sondandone il passato ricostruisce una fitta trama di vicende personali che, in breve, coinvolgono numerosi sospettati. Fanno parte di questi ultimi anche figure di spicco della società, invischiando le indagini in una rete di implicazioni politiche e di ricadute mediatiche. L’intera vicenda si trascina stancamente, così come paiono esausti coloro che se ne occupano: l’agente incaricato, costretto a rimandare le proprie ferie a Cuba; il commissario, che dalle vacanze in Kenya è dovuto rientrare di malavoglia; il medico legale, l’unico a essere rimasto in laboratorio. La solitudine ritorna, pesante, nel cuore di molte altre figure: nella moglie dell’uomo ucciso, sola con una bambina; in un’infermiera della Villa, che per l’esposizione ripetuta alla sofferenza ha perso la ragione; e persino nell’ispettore Antonelli, l’unico punto fermo di una costellazione di personaggi che sembrano vorticare senza meta, spossati. È la vita stessa dell’ispettore a dare la chiave di lettura dell’intera vicenda, caratterizzata da un continuo rimbalzo tra opposti: l’ambiente casalingo, che profuma di famiglia, di affetti e di una calda quotidianità, stride con l’inquietudine interiore del protagonista, schiacciato dalla pressione di una politica di apparenze che mal si adegua alla sua natura. È proprio nel desiderio dell’ispettore di sondare profondamente l’animo umano per ottenere risposte che la narrazione, infine, trova il suo epilogo; un finale straziante, dove il colpevole e l’accusante, in un silenzioso confronto, portano alla luce una storia di violenza, di dolore e di frustrazione. In un giallo corale dai tratti inquieti e sottilmente nichilisti, Roberto Vallerignani mette a nudo le contraddizioni di una società d’immagine cieca di fronte alla dimensione privata dei suoi attori, dispersi in un quadro psicologico dai contorni labili e inaspettati, dove la superficie vale più della sostanza.

 

TRAMA. In una struttura di ricovero per malati in fase di riabilitazione, nel cuore di una città della provincia italiana, avviene un efferato, duplice omicidio. Le vittime sono due giovani: uno dei dipendenti della struttura e la bellissima Annarita Cardone, alla quale la morte ha strappato un’esistenza complessa e a prima vista contraddittoria, in bilico tra frivolezze amorose con personaggi di spicco e una vocazione alla solidarietà sociale. Accanto ai numerosi sospettati turbinano le storie interne al commissariato di polizia, popolato da una squadra investigativa pressata da una parte dalla politica e dalla stampa e, dall’altra, dal clima feriale di un ferragosto uggioso. Le indagini si intrecciano alle vicende personali dei numerosi personaggi che animano la vicenda, tra ispettori e commissari, colpevoli e innocenti, fino ai pazienti del ricovero, tra i quali si nasconde un oscuro segreto.

 

L’ AUTORE È DISPONIBILE A RILASCIARE INTERVISTE

 

BIOGRAFIA. Roberto Vallerignani (Narni, 1962), libero professionista in ambito finanziario, è autore di numerose sceneggiature per lungometraggi, cortometraggi e spettacoli teatrali e musicali, tra cui Camel Obsession (2008), Ed è subito sera (2013), Reflex (2015) e Conta il Cielo (2016), interpretato dagli attori selezionati al Premio Molè – Città di Terni, festival al quale ha contribuito negli ultimi anni come parte dello staff organizzativo. È inoltre tra gli ideatori del mensile Liberamente, attento alle dinamiche culturali e sociali della città di Terni, del percorso multi artistico “11” dedicato ai luoghi colpiti dai bombardamenti della Seconda guerra mondiale e, dal 2016, del format multiculturale “Umbrialand”, esordito all’Indie Film Fest dell’anno successivo. Il suo esordio come autore di romanzi avviene nel 2010 con La Sella del Vento, edito da La Riflessione, divenuto in seguito il soggetto di un film diretto da Andrea Sbarretti. Con il suo secondo romanzo del 2014, Angelo Ingordo, Vallerignani si misura con il genere giallo per le Edizioni Dalietta, con cui lavorerà anche per Bentornati a Villa Paradiso.

 

Contatti

https://it-it.facebook.com/roberto.vallerignani

 

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Dizionario appassionato di Napoli di Jean-Noël Schifano

In arte, artisti, autore, blog, comunicati, italia, libri, Uncategorized on novembre 13, 2018 at 11:21 am

schifano tre

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

Dizionario appassionato di Napoli di Jean-Noël Schifano

Dizionario appassionato di Napoli è l’ambiziosa opera di un intellettuale francese di origini italiane, Jean-Noël Schifano, già autore di saggi e romanzi ambientati nella città partenopea, e traduttore in Francia dei testi di Umberto Eco, Elsa Morante, Leonardo Sciascia, Italo Svevo e Alberto Savinio. Schifano ha deciso di esporre dalla a alla zeta i motivi per cui è da sempre innamorato di Napoli, della sua storia millenaria scolpita in ogni pietra e della sua forte identità marchiata a fuoco nei cuori dei suoi abitanti. Una città unica al mondo, che lo scrittore celebra attraverso il racconto di eventi storici, di aneddoti letterari e di piccole curiosità che arricchisce con la sua visione personale e con i suoi ricordi di vita. Storia di una città che l’elegante prosa di Schifano trasforma in luogo mitico, il cui glorioso passato si intreccia al complicato presente in un’opera intrisa di cultura e passione.

 

Titolo: Dizionario appassionato di Napoli

Autore: Jean-Noël Schifano

Genere: Saggistica/Memoir

Casa Editrice: Ilmondodisuklibri

Pagine: 608

Codice ISBN: 978-88-96158-15-9

«[…] La vita è lì, la vita di Napoli nel suo potente specchio. Questi personaggi che schizzano fuori dalla creta e dalle tele che vedete parlare, gridare, chiamare il passante, abbuffarsi, sedurre, supplicare, mendicare, urlare dalle risate, recitare la commedia, mercanteggiare, russare sazi contro un pezzo di muro romano, ancheggiare al richiamo del tamburello nella grotta riversante il suo abbondante cibo, è il ventre avido e generoso di Napoli che si apre ai vostri occhi, è la scena oscena di Napoli che vi salta al collo».

Dizionario appassionato di Napoli di Jean-Noël Schifano si apre con la voce “Averno”, suggestivo lago vulcanico sito nel comune di Pozzuoli, ma anche soglia degli inferi che Enea attraversò insieme alla Sibilla cumana per raggiungere l’Ade. Nel combinare l’epica con la particolare geografia campana e con riflessioni audaci e colte, lo scrittore dimostra subito tutta la potenza di un’opera che apre la mente e il cuore del lettore curioso di scoprire quanto è possibile scavare nell’identità e nella storia di una città; «Approdando a Napoli dagli inferi, situati dietro Posillipo e la tomba di Virgilio, laggiù, nei Campi Flegrei, mi metto nella situazione ideale di colui che sa e a cui Napoli, dopo lustri di corpo a corpo, ha affidato dei segreti, ha messo e tolto le sue maschere, ha rivelato nella sua carne e nelle sue pietre l’opera lirica della sua esistenza […]». Pubblicato dalla casa editrice francese Plon nel 2007 e poi portato in Italia grazie a un’operazione di crowdfunding, Dizionario appassionato di Napoli diventa anche un’occasione per contestare i pregiudizi su una città che ha ispirato grandi opere d’arte e di letteratura, e che ha dato i natali o ha amorevolmente ospitato personaggi d’eccellenza. Schifano celebra l’esistenza di un popolo, da lui chiamata barocco esistenziale, vissuta in una città fondata nel VII secolo a.C. dai greci venuti dall’isola di Rodi, dediti al culto della sirena Partenope. E lo fa ripercorrendo le sue memorie, mescolandole alla Storia, al mito e alla tradizione. Dal punto di vista della sua personale esperienza con la città partenopea, lo scrittore rivela l’unicità di un luogo intriso di passione e di fierezza, che non si è fatto piegare da chi ha cercato di imbrigliarlo, che ha accolto ogni diversità con rispetto, e la cui identità si riflette da sempre in un popolo singolare e in perenne movimento: «Quando dopo tremila anni le carni si fanno pietre viventi di una Città, quando una civiltà fa vivere, per essere sé stessa, tutte le civiltà contradditorie che la compongono, quando la storia di ciascuno circola nella Storia di tutti, siamo nel cuore del barocco esistenziale, come Napoli lo vive, come noi lo viviamo a immagine di Napoli […]. Il dizionario è un’opera maestosa, estremamente accurata dal punto di vista storico e culturale, illuminata dalla sapienza e dalle memorie di un’intellettuale che riesce a far innamorare il lettore di una città che in pochi hanno davvero compreso nel profondo, e che Jean-Noël Schifano definisce come «una Pompei che non è mai stata seppellita».

TRAMA. Dizionario appassionato di Napoli di Jean-Noël Schifano è arrivato in Italia grazie a “SosPartenope”, un progetto di crowdfunding che il portale di cultura e casa editrice Ilmondodisuk ha lanciato, prima dalla piattaforma Derev e poi da Meridonare della Fondazione Banco di Napoli, con l’obiettivo di tradurre e pubblicare il Dictionnaire amoureux de Naples, edito in Francia da Éditions Plon. Per sostenere il progetto, più di un centinaio di artisti italiani e stranieri hanno donato le loro opere per una mostra (SosPartenope, 100 artisti per il libro della città) organizzata in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Napoli ed esposta prima a Castel dell’Ovo, poi nella chiesa di San Giovanni Maggiore e, infine, all’interno del palazzo La Bulla. Dizionario appassionato di Napoli rivela nelle ventisei lettere dell’alfabeto il passato e il presente di una città unica nel suo genere, spaziando da eventi storici e culturali a ricordi personali dello scrittore, restituendo un ritratto di Napoli con le sue luci e le sue ombre, con le sue eccellenze e le sue contraddizioni, capace di smantellare gli stereotipi su una metropoli troppo spesso e troppo a lungo etichettata solo come covo del malaffare.

L’ AUTORE È DISPONIBILE A RILASCIARE INTERVISTE

 

schifano due

BIOGRAFIA. Jean-Noël Schifano è uno scrittore, traduttore, editore e operatore culturale francese. Dal 1972 al 1982 ha insegnato nelle Università di Pescara, Napoli (Istituto Orientale), Cosenza e Salerno. Dal 1970 ha partecipato a numerose conferenze e dibattiti presso varie istituzioni italiane e internazionali, tra cui il Parlamento Europeo a Strasburgo. Ha scritto su giornali e riviste italiane e francesi: il Mattino, Le Monde, Senso, Ulysse, Enciclopedia Universalis, Globe. Ha scritto in qualità di critico d’arte su L’Oeil e Maison et Jardin. È stato editore per Editions Flammarion, Fayard e attualmente presso Gallimard. È stato co-creatore del premio Elsa Morante e creatore del premio Domenico Rea. Dal 1992 al 1998 è stato direttore dell’Istituto Francese di Napoli, il Grenoble, organizzando più di duecento mostre, tra le quali le personali degli artisti Topor, Ben, Velickovic, Esposito, Tatafiore, Cueco, Fromanger, Longobardi, Pignon-Ernest, Boltanski, Giorda, Combas. Ha tradotto in francese le opere di Umberto Eco, Elsa Morante, Leonardo Sciascia, Italo Svevo, Alberto Savinio e molti altri. Dal 1981 ha scritto e pubblicato con Gallimard saggi, racconti e romanzi che hanno come tema principale Napoli: Chroniques Napolitaines, La danse des ardents ou le vie de Masaniello, L’education anatomique, Everybody is a star, Suite Napolitaine e Sous le soleil de Naples, poi tradotti in Italia, Grecia, Romania, Brasile e Giappone. Nel 1994 gli è stata conferita la cittadinanza onoraria di Napoli.

EVENTI.

– Giovedì 6 dicembre 2018 dalle 15.30 alle 18.00 presso Università Suor Orsola Benincasa di Napoli. Interverranno la scrittrice e conduttrice Antonella Del Giudice, l’editrice Donatella Gallone e il prof. Alvio Patierno, che ha coordinato la traduzione del volume realizzata assieme alle francesiste del Suor Orsola Benincasa. Ai loro interventi, l’attrice Tina Femiano affiancherà la lettura di alcuni brani tratti dall’opera.

– Venerdì 7 dicembre 2018 alle 17.00 presso Fondazione Premio Napoli (Palazzo Reale, piazza del Plebiscito, 1). Introdurrà l’incontro il presidente della Fondazione Premio Napoli, Domenico Ciruzzi, e interverrà il presidente dell’Ordine dei giornalisti della Campania, Ottavio Lucarelli. Letture di Antonella Stefanucci.

Contatti

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Link di vendita

https://www.lafeltrinelli.it/libri/jeannoel-schifano/dizionario-appassionato-napoli/9788896158159

 

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Esce Il Virus benefico, il libro di Pierluigi Dadrim Peruffo

In arte, artisti, autore, blog, comunicati, Uncategorized on ottobre 31, 2018 at 3:30 pm

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

 

Il Virus benefico. Aprirsi la strada per la libertà e la verità in un mondo di sopraffazioni e menzogne” di Pierluigi Dadrim Peruffo

Il virus benefico è un saggio che analizza attraverso una prospettiva filosofica, e soprattutto umana, le macerie che si stanno accumulando nel mondo a causa di una gestione errata e malsana dell’esistenza. L’uomo è infatti diventato un mero meccanismo biologico sottoposto a condizionamenti e limitazioni della libertà personale, i cui unici bisogni sono di natura materiale ed esteriore, e i cui valori principali sono l’ambizione sfrenata, l’accumulo insensato di ricchezze e la brama di potere. In questo scenario disastroso si inserisce il lavoro di Pierluigi Dadrim Peruffo, che riflette sulla possibilità di un cambiamento della società a opera del singolo individuo, “l’uomo virus” che attraverso la piena consapevolezza di sé stesso e del mondo circostante può influenzare i suoi simili a ricercare la libertà, la felicità e l’amore.

 

Titolo: Il Virus benefico

Autore: Pierluigi Dadrim Peruffo

Genere: Saggistica, Riflessioni sull’attualità

Casa Editrice: Caravaggio editore

Pagine: 96

Codice ISBN: 9788895437729

 

«[…] L’essere umano, nel disperato tentativo di fuggire l’ignoranza e la paura provate rispetto alla sua stessa vita, è stato capace di costruire società terribilmente distopiche; rinchiudendo altri esseri umani all’interno di categorie, ha disegnato schemi da cui sono derivati stermini, schiavitù, torture e abusi di ogni genere. La mente umana lo sta ancora facendo, in questo istante, in molti luoghi».

Il virus benefico di Pierluigi Dadrim Peruffo indaga le motivazioni che hanno portato all’annebbiamento della coscienza umana, riflettendo sulla contemporaneità e sulla necessità impellente di trovare una soluzione allo sfruttamento e snaturamento dell’uomo a opera di una società che sta diventando nemica della vita stessa. Nel saggio si analizzano una serie di condizionamenti psicologici che sono stati alla base delle più terribili esperienze individuali e collettive del Novecento, e che si ripropongono purtroppo ai giorni nostri: il mito del self-made man, la menzogna di un’Occidente faro di libertà e democrazia, e il tabù della morte che non fa che allontanare l’esistenza dal suo stesso profondo significato. L’evoluzione e il progresso tecnologico hanno poi portato, accanto a illusorie percezioni di miglioramento delle condizioni di vita, a un complesso sistema di manipolazione e controllo psicologico e sociale, che Peruffo tratta con esempi pratici e su cui ragiona da diversi punti di vista. Nel saggio quindi si propone una nuova visione dell’uomo e della società, liberati da un narcisismo e un egocentrismo tossici, e si auspica una rivoluzione che parte dal singolo individuo. Per ottenere un cambiamento tanto radicale l’uomo deve però comprendere i propri limiti, e avere l’umiltà di accettare di essere ben lontano dal conoscersi nel profondo; solo attraverso l’esercizio di una coscienza critica e un’apertura alla realtà circostante senza pregiudizi potrà infine evolversi, svincolarsi da ogni forma di condizionamento e riappropriarsi della libertà. Pierluigi Dadrim Peruffo insiste sull’umanità, sul senso di appartenenza a una specie che non dovrebbe conoscere divisioni e conflitti, perché parte della stessa natura, ed è sostenitore di un percorso di affrancamento interiore in cui l’essere umano si fa portatore di un messaggio di bellezza, di verità e di amore che dovrebbe contagiare come un virus benefico la società malata. L’opera è quindi un invito alla ricerca del significato più nobile della vita, che va ben oltre le menzogne e le sopraffazioni di cui noi siamo, inconsapevolmente o no, vittime e carnefici, e focalizza l’attenzione del lettore sulla responsabilità individuale, che è il nucleo di ogni vero e duraturo cambiamento globale.

 

Video presentazione “Il virus benefico”

https://www.youtube.com/watch?v=KpMxAqOj3C0&t=2s

TRAMA. In un mondo dominato dai conflitti e dall’ipocrisia c’è ancora spazio per l’individuo? La risposta è affermativa, ma arrivare alla certezza di questo fatto non è scontato. La complessità in apparenza inestricabile del nostro tempo va affrontata con una ragionevolezza che è l’esatto opposto della “razionalità” occidentale – quella stessa “razionalità” che si esprime anche nelle soffocanti convenzioni del quotidiano, nel mito delle “buone maniere”, e che ha trasformato l’intero mondo in un campo di battaglia. Occorre invece trovare una strategia di liberazione interiore, di affrancamento dalle menzogne, dagli opportunismi che spingono in egual misura gli individui, gli uomini di potere e i mass media – ciascuno nella propria sfera d’azione – a manipolare fatti, valori e sentimenti. Il virus benefico è la risposta ironica e accorata di Pierluigi Dadrim Peruffo a un tempo altrettanto paradossale: la scoperta di un senso critico e di una ragionevolezza nuova, un’inedita apertura mentale il cui corrispondente relazionale è un apparente rinuncia a sé stessi, ai capricci di un ego trionfante – ma che come esito avrà la riscoperta di un “io” più maturo, più sereno di fronte ai casi della vita e davvero capace di condividere la propria esistenza con gli altri.

L’ AUTORE È DISPONIBILE A RILASCIARE INTERVISTE

BIOGRAFIA. Pierluigi Dadrim Peruffo ha avvertito sin dalla tenera età il bisogno di intraprendere un intenso lavoro di indagine esistenziale, e di comprendere profondamente l’animo umano, i suoi condizionamenti e la sua possibilità di liberazione. Per questo motivo nel 2005 si laurea in Filosofia, per poi ottenere, nel 2007, un master in Counseling filosofico. Dopo gli studi inizia a lavorare in diversi ambiti del sociale, occupandosi prevalentemente dell’educazione dei giovani e del benessere relazionale e interiore della persona. Nel 2008 inizia a condividere sul web domande, risposte e riflessioni su questi temi attraverso un blog.

 

Contatti

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