il Taccuino

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Pedro Lenz presenta il romanzo La bella Fanny

In libri on settembre 16, 2019 at 12:05 pm

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

La bella Fanny di Pedro Lenz

Pedro Lenz presenta “La bella Fanny”, un’opera introspettiva e ironica, in cui si intraprende un viaggio nell’anima e nella mente del protagonista Jackpot, un’aspirante scrittore. Ambientato nel comune svizzero di Olten, una terra di mezzo malinconica e monotona, il romanzo si focalizza sulla vita interiore di Jackpot, e sul suo bisogno di trovare un senso alla natura sfuggente dell’amore e dell’arte. Una nuova e affascinante opera per il pluripremiato scrittore svizzero Pedro Lenz, tradotta da Amalia Urbano e pubblicata in Italia da Gabriele Capelli Editore.

Titolo: La bella Fanny

Autore: Pedro Lenz

Genere: Narrativa contemporanea

Casa Editrice: Gabriele Capelli Editore

Pagine: 184

Prezzo: 18,00€

Codice ISBN: 978-88-97308-67-6

«Bene, tutto è iniziato così. Ho suonato. Ho aspettato. Ho risuonato. Ho aspettato ancora. Stavo già pensando di andarmene quando dalla porta è uscita quella donna. E in quel momento è stato come se qualcuno avesse acceso un faro. Ho dovuto fare un passo indietro, tanto ne ero stato abbagliato. E non è una balla. Non avevo mai visto una donna così in tutta la mia vita, né tantomeno a Olten. Mi sembrava di sognare. Anche se sogni del genere non esistono. Lei mi ha guardato per un attimo, ha detto “Sorry” e, passandomi accanto, si è diretta verso la stazione. Probabilmente stavo ancora a bocca aperta quando Louis è arrivato alla porta. Teneva in una mano uno straccio, nell’altra dei pennelli e tra i denti stringeva un sigaro di quelli storti […]».

Nel nuovo romanzo di Pedro Lenz, La bella Fanny, si fa la conoscenza di un personaggio autentico e complesso, Frank, che in realtà odia il suo nome e vuole farsi chiamare Jackpot. Un aspirante scrittore che si muove nel sobborgo svizzero di Olten quasi in punta di piedi, come se non volesse turbare la quiete e la monotonia del luogo. Per mezzo di un flusso di coscienza ben gestito dall’autore si entra nella mente di Jackpot, nella sua inquietudine, nella sua banale quotidianità che, trasportata sulla pagina, acquista straordinarietà. È affascinante osservare la vita di un giovane uomo che non sa ancora qual è il suo posto nel mondo ma che è comunque a suo agio nell’indeterminatezza dell’esistenza, che è “felice di non essere potente e potentemente felice” ma allo stesso tempo è malinconico e disincantato. Jackpot è ossessionato dalla bellissima Fanny, una ragazza misteriosa, portatrice di una maledizione; una presenza tanto forte all’inizio dell’opera quanto evanescente nell’ultima parte del libro. L’incontro con Fanny apre il romanzo e stravolge l’esistenza del protagonista: l’amore passionale, devoto e angoscioso che prova per lei lo porta in alto per poi scaraventarlo prepotentemente a terra. Neanche le sagge parole dei suoi cari amici, gli anziani pittori Louis e Grunz, possono spegnere il fuoco che lo sta divorando, che brucia la sua lucidità, che intossica la sua mente. I due pittori sono la coscienza di Jackpot, sono l’esperienza che vuole domare l’irrequietezza giovanile, sono gli oracoli che profetizzano la dolorosa verità che l’amore, così come l’arte e l’ispirazione, è fugace. La bella Fanny è un romanzo semplice e diretto, che però svela pagina dopo pagina un’anima complessa e profonda; un’opera che contiene una riflessione a volte amara sull’arte e sulla figura dell’artista, e su come l’arte debba necessariamente trascendere il vissuto dell’artista, su come essa debba essere libera di trasformare la realtà. E infine un testo sull’amore e sulla sua mancanza, che parla di un personaggio in disperata attesa che inizi la sua storia con una donna stupenda, così come tarda a palesarsi l’incipit del suo romanzo. Perché senza un buon inizio non ci potrà mai essere una degna conclusione.

TRAMA. Jackpot è uno scrittore esordiente che è alla ricerca disperata del filo conduttore del suo romanzo. Louis e Grunz sono due pittori che amano la vita e le sue bellezze. Tutti e tre si dedicano all’arte e il destino sembra non essergli sfavorevole… fino al giorno in cui entra nelle loro vite la bella Fanny. Al comparire della femme fatale vacillano gli equilibri che tenevano insieme l’amicizia dei tre uomini. Per i tre artisti bohemiens il passato ritorna spesso attraverso vecchie melodie e si unisce allo scotto di aver vissuto il ’68 in maniera spudorata. Grande inno all’amicizia, che non sembra conoscere limiti di tempo e spazio. Bella e intrigante la lingua di Lenz: saltella dal discorso diretto al flusso interiore con incredibile leggerezza. Unisce il colloquiale e il quotidiano a profonde riflessioni sull’esistenza, senza mai annoiare. L’autore riesce con grande abilità a rendere uno spaccato del suo mondo bernese, con tutta la monotonia della vita di provincia mista di ricordi.

L’AUTORE E’ DISPONIBILE A RILASCIARE INTERVISTE

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BIOGRAFIA. Pedro Lenz (Langenthal, 1965) ha intrapreso la sua carriera letteraria nel 2001. Scrive su diversi giornali e riviste, per vari gruppi di teatro e per la Radio Svizzera. Vive a Olten. Per la Gabriele Capelli Editore ha pubblicato nel 2011 Der Goalie bin ig (In porta c’ero io!). Nel 2014 la regista Sabine Boss cura la trasposizione cinematografica del romanzo. L’autore ha conseguito diversi premi, tra i quali: il Premio alla cultura “Goldener Biberfladen Appenzell” nel 2005, il Premio letterario del Canton Berna per In porta c’ero io! nel 2010, il Premio alla cultura dell’Ufficio Federale della Cultura nel 2010 e il Premio Schiller per la letteratura per In porta c’ero io! nel 2011.

CASA EDITRICE. Gabriele Capelli Editore è stata fondata nel 2001. La GCE pubblica libri d’architettura, di arte, di grafica, di fotografia, di narrativa e d’illustrazione.
I libri della GCE sono distribuiti in tutte le librerie italiane e svizzere.

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Marina Kessler presenta il romanzo biografico La farfalla bianca

In libri on settembre 2, 2019 at 5:22 pm

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

La farfalla bianca di Marina Kessler

Marina Kessler presenta “La farfalla bianca”, l’intenso racconto della vita di Cecilia Tommasoni, divisa tra l’amore incondizionato per la famiglia e la sua fervente vocazione spirituale. Un memoir narrato con dedizione e ammirazione dalla figlia Marina, che riscopre insieme al lettore la straordinarietà della figura di sua madre; un diario intimo che intreccia al racconto della vita della donna le storie di una intera famiglia attraverso gli anni, le gioie e i dolori. L’autrice restituisce la voce a una madre, una moglie e una donna di raffinata cultura e profonda spiritualità, che comunicava più con “il calore acceso del suo sguardo” che con le parole.

Titolo: La farfalla bianca

Autore: Marina Kessler

Genere: Biografia

Casa Editrice: Reverdito Editore

Pagine: 173

Prezzo: 15,00€

Codice ISBN: 978-88-342-0064-3

«Lasciare a noi le sue memorie, forse, era un po’ come un conforto per la sua anima: un modo per conservare qualche dettaglio caro della vita, un momento speciale, un ricordo spiritoso, o soltanto un istante da preservare dall’usura del tempo spietato […]».

Nel romanzo di Marina Kessler, La farfalla bianca, si racconta la storia di Cecilia Tommasoni, sua madre, una donna vitale e coraggiosa che ha lasciato un segno profondo nel cuore di chi l’ha conosciuta. Nata negli anni venti a Trento, è stata la moglie di un uomo politico di spicco, ma nonostante la sua frenetica e invidiabile vita pubblica ha coltivato la sua spiritualità e la sua dedizione al prossimo in privato, senza ostentazioni. In questa appassionata biografia, che è anche un delicato romanzo famigliare, si entra in punta di piedi, o meglio sulle ali di una farfalla bianca, nell’esistenza di Cecilia e della sua grande famiglia, composta soprattutto da donne forti e di gran carattere, come lei. Cecilia ha avuto il coraggio di essere indipendente, di essere “artefice della propria vita”, di coltivare le proprie ambizioni, di crescere spiritualmente e culturalmente. In quest’opera è commovente il tentativo di una figlia di far rivivere i pensieri di sua madre, di restituirne un ritratto onesto e di riconoscersi un po’ in esso. È la stessa autrice a raccontare di come sua madre fosse una persona introversa, che non si lasciava andare ad aperte manifestazioni d’affetto; è quindi ancora più importante il senso di questa biografia, che scandaglia il cuore di una donna grande e profondo quanto l’oceano. L’autrice racconta l’infanzia, la giovinezza, la crescita e la maturità di una donna che ha visto scorrere la Storia davanti ai suoi occhi, che ha subìto la guerra, che è stata figlia, sorella, moglie, madre e nonna. Che ha conosciuto lo sfarzo e la ricchezza ma che ha sempre amato di più le piccole e semplici cose, come i fiori, gli animali, o una passeggiata sulla spiaggia. Cecilia ha avuto la lungimiranza di prendersi il tempo della propria vita, senza però tralasciare i suoi doveri di moglie e madre. La farfalla bianca è una immersione nell’esempio di una vita vissuta a pieno, è il ritratto di una donna dalla volontà indomita e dalla incrollabile pazienza, che non abbandonerà facilmente i pensieri dei lettori. E non stupisce che il suo bel giardino ha continuato a essere rigoglioso anche dopo la sua morte, testimonianza concreta di tutto l’amore che ha sparso in vita, e che riecheggerà per sempre in una rosa bianca spuntata all’improvviso, o nel leggiadro volo di una candida farfalla. 

TRAMA. Figlia, ragazza, donna, moglie e madre: Cecilia Tommasoni, vissuta nella città di Trento dalla fine degli anni venti sino ai giorni nostri, è stata tutto questo. Immersa in una esistenza costellata di grandi avvenimenti e piccole quotidianità fino alla morte del marito – Bruno Kessler, uomo pubblico e politico – Cecilia rivestì sempre con rispetto ed estremo orgoglio il ruolo che la società le aveva riservato. In questa biografia che si legge con la tenerezza di un romanzo famigliare, Marina Kessler ripercorre i tanti decenni di vita di Cecilia, riscoprendo la donna e la madre che fu, andando oltre le apparenze, menzionando i ricordi più cari e i momenti fondanti di un’intera esistenza. E, tra i tanti ricordi e le testimonianze della vita di Cecilia, è emerso un personaggio dai tratti nascosti alla maggior parte della collettività: una donna complessa e sfaccettata come le sue passioni. Questa biografia diviene così un viaggio in un tempo lontano, capace di immergerci nella natura e nei sentimenti di una donna che ha coltivato per tutta la vita momenti di vera fede, creando attorno a sé un’atmosfera di pace che ha voluto trasmettere dal profondo dell’anima. È così che, in questo volume denso di memorie, rivive Cecilia Tommasoni.

L’AUTRICE E’ DISPONIBILE A RILASCIARE INTERVISTE

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BIOGRAFIA. Marina Kessler, nata e residente a Trento, si laurea in Giurisprudenza presso l’Università di Bologna. Dopo un’esperienza nel settore finanziario a Milano e in Gran Bretagna, ha successivamente esercitato la professione di avvocato in studi legali di Milano, Rovereto e Trento. Ha frequentato il Conservatorio di Trento e suona il pianoforte. Pubblica nel 2019 per Reverdito Editore il memoir La farfalla bianca.

CASA EDITRICE. L’attività editoriale della casa editrice Reverdito inizia a Trento il 10 marzo 1970, per volontà del fondatore Luigi Reverdito. Durante gli anni settanta pubblica volumi di carattere prettamente locale, ma il salto verso pubblicazioni di interesse nazionale avviene all’inizio degli anni ottanta, quando entra a far parte, come editore esterno, della promozione e distribuzione Rizzoli; in questi pochi anni la casa editrice cresce ed ottiene lusinghieri successi editoriali e grandi soddisfazioni. A metà del 2007 fra Sergio Giunti e Luigi Reverdito viene sottoscritta una joint-venture con il gruppo Giunti Editore di Firenze, con il quale nei due anni successivi pubblicherà oltre 50 titoli nelle proprie collane più importanti, quali illustrati, arte, storia, fantasy, paranormale e spiritualità.

Contatti

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I disinnamorati, il nuovo romanzo dello scrittore Frank Iodice

In comunicati, libri on luglio 30, 2019 at 2:15 pm

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

I disinnamorati di Frank Iodice

Frank Iodice presenta “I disinnamorati”, una storia in cui si dipinge con appassionate e lucide pennellate la complessità dei rapporti umani. Una sensibile trattazione sul tema dell’incomunicabilità, una riflessione sull’impossibilità di comprendere nel profondo anche l’anima di chi ci è più vicino. Antonino e Anisetta sono il simbolo dell’amore che conosce ostacoli, degli amanti che non sanno affrontare il futuro stretti l’uno all’altra. Antonino percorre la strada della vita con un senso di smarrimento che si ripercuote nei suoi rapporti, dilaniato tra il desiderio di solitudine e la paura del vuoto e del silenzio. Uomini come lui non conoscono requie, né consolazione, solo attimi fugaci in cui illudersi di capire cos’è la felicità.

Titolo: I disinnamorati

Autore: Frank Iodice

Genere: Narrativa contemporanea

Casa Editrice: Eretica Edizioni

Pagine: 204

Prezzo: 15,00€

Codice ISBN: 978-8833440972

«Se osserviamo il suo volto, scopriremo che Antonino Bellofiore è tormentato da qualcosa che alcuni uomini hanno in testa fin dalla nascita. Il problema per lui è che non ha idea di cosa si tratti. Ci sono persone che non sanno cosa le tormenta, altre più fortunate che lo scoprono e lo combattono, altre ancora che lo utilizzano per soffrire e sentire meno forte il distacco dalla vita allorché subentri la morte. Essere felici, si sa, vuol dire essere meno pronti alla morte. E lui potrebbe non averci pensato […]».

“Dev’essere frustrante leggere la storia dei disinnamorati senza poter fare nulla”: questa frase del romanzo I disinnamorati di Frank Iodice riassume il sentimento di impotenza che prova il lettore alla fine della storia. Il personaggio di Antonino Bellofiore riesce a entrarti nella pelle, e a lasciare una sensazione di disagio e malinconia che non sbiadisce una volta chiuso il libro. La storia di Antonino e Anisetta rispecchia quella di tante coppie che non hanno avuto la forza o la volontà di costruire un rapporto profondo; nel romanzo il letto che i due dividono è il simbolo potente del legame fisico che non si protrae in quello emotivo. Il letto diventa quindi terra di contatti fugaci e appassionati, per poi trasformarsi in un continente spezzato in due, che li allontana e li divide. Entrambi giacciono insonni nella notte a osservare le strane geometrie del soffitto, incapaci di comunicare, di comprendersi. Antonino è l’antieroe per eccellenza, l’uomo privo di orientamento e di consapevolezza di sé stesso, che si lascia andare alla vita come una barca in mezzo al mare. Anisetta è il faro che a poco a poco perde interesse ad illuminare il relitto alla deriva, e che decide di orientare la sua luce in un’altra direzione. La trama enigmatica che fa compiere una svolta alla storia è solo l’espediente per evidenziare ancora di più la fallimentare vita privata del protagonista, che viene scalfita dalle indagini che deve portare a compimento. Antonino è un giovane agente di polizia di Nizza che vede intrecciare il suo doloroso passato e il suo incerto presente con uno strano mistero, che lo porterà a investigare su un traffico di droga. Delle ambigue cartoline vengono spedite al suo indirizzo; missive datate 1952 che sarebbero dovute arrivare trent’anni prima a suo padre, Antonio, e che invece trovano lui. E se da una parte queste cartoline fanno riemergere un dolore che non è mai sopito dentro di lui, dall’altra lo riempiono di dubbi che compromettono la sua già scarsa concentrazione. Egli è un uomo stravagante, libero a suo modo, ma in realtà imprigionato tra le mura erette dai suoi demoni. Un uomo tormentato che parla allo specchio del suo bagno angusto, e che da lui cerca risposte a domande che non sa porsi. “Quanti uomini soli davanti agli specchi ci sono al mondo in questo momento?” pensa Antonino; la solitudine è la compagna più intima e infida per lui: lo fa sentire al sicuro per poi terrorizzarlo con il vuoto che sempre l’accompagna. Antonino non sa essere felice, e per tutto il romanzo non capiamo, e neanche lui in fondo capisce, se è la felicità che cerca, o meglio, se può raggiungerla in qualche modo che gli è ancora oscuro: “la felicità è un uccello diverso per ognuno di noi, nessuno ha una buona gabbia per mettercelo dentro”.

TRAMA. Estate del 1982, Nizza. Antonino Bellofiore è un giovane agente di polizia di origini siciliane. Fuma sigarette di contrabbando e indossa calzini spaiati. Anisetta è una ragazza genovese che si è trasferita in Francia per studiare all’università; ha il collo delicato e gli occhi grandi e gialli come quelli dei gatti. Si sono incontrati una mattina sulla Promenade, il posto in cui tutti gli uomini soli e le donne appena arrivate in città vanno a passeggiare. Bellofiore passa le notti disteso a pancia in su, con le braccia incrociate, a studiare la forma vaga del soffitto, senza sapere che Anisetta, accanto a lui, sta facendo lo stesso. Durante il giorno investiga su alcune cartoline datate 1952 arrivate con trent’anni di ritardo, indirizzate a suo padre Antonio che ha abbandonato lui e sua madre quando era ancora un bambino. Anisetta sta scrivendo una tesi sui disamori, sotto la guida di un giovane e affascinante professore in prestito da Parigi. Bellofiore vorrebbe liberarsi di lei, o vorrebbe amarla, semplicemente. Intanto tenta di sciogliere i fili che lo legano al passato per risolvere il mistero delle cartoline, e nel mentre s’imbatte in traffici illeciti tra la Corsica e Monte Carlo. A mano a mano che decifra gli indizi, l’indagine da pubblica diventa privata. Se riesce a chiudere il caso, riceverà la promozione che non ha mai chiesto. Ma a quale prezzo?

BIOGRAFIA. Frank Iodice è uno scrittore di origini napoletane; vive tra la Francia e gli Stati Uniti da circa vent’anni ed è autore di numerosi romanzi e racconti, alcuni dei quali sono stati tradotti in inglese, francese, spagnolo e portoghese. Tra le sue opere si ricordano: i romanzi Anne et Anne (2003), Kindo (2011), Acropolis (2012), Gli appunti necessari (2013), Le api di ghiaccio (2014), Un perfetto idiota (2017), Matroneum (2018), La meccanica dei sentimenti (2018) e le raccolte di racconti La fabbrica delle ragazze (2006) e La Catedral del tango (2014). Breve dialogo sulla felicità con Pepe Mujica è stato distribuito gratuitamente in diecimila copie nelle scuole. I disinnamorati (prima edizione in francese presso Le Lys Bleu éditions, 2018) è pubblicato nel 2019 in Italia dalla casa editrice Eretica Edizioni.

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CASA EDITRICE. Eretica Edizioninasce nel2015 dalla volontà diGiordano Criscuolo. Dapprima associazione culturale, Eretica si è poi trasformata in una vera e propria casa editrice, un progetto editoriale senza scopo di lucro rivolto a giovani scrittori che rifiutano l’idea di pubblicare per case editrici a pagamento: «uno scrittore che cede all’editoria a pagamento è una prostituta che batte marciapiedi sovraffollati offrendo danari ai suoi clienti in cambio di una lode». Giordano Criscuolo parla di Eretica Edizioni come di una factory, di un ritrovo di persone che amano le lettere. Il catalogo comprende diverse collane, dalla narrativa ai fumetti, passando per la poesia e la saggistica.

Contatti

www.frankiodice.it

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www.ereticaedizioni.it

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Teologia del dominio, il nuovo romanzo dello scrittore americano J. L. Bryan

In Uncategorized on luglio 16, 2019 at 5:11 pm

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

Teologia del dominio di J. L. Bryan

J. L. Bryan presenta “Teologia del dominio”, un thriller distopico ambientato in un futuro non troppo lontano nella Nuova America. In un mondo trincerato dietro muri di cemento, in una società caratterizzata dall’invadente controllo del governo e dalle persecuzioni ai danni di chiunque eserciti il libero pensiero, il protagonista Daniel Ruppert si trova a fare i conti con un complotto su larga scala che sconvolgerà la sua esistenza. Edito in America con il titolo “Dominion”, il romanzo è stato tradotto e pubblicato in Italia da Urban Apnea Edizioni, come primo titolo in catalogo della casa editrice. Sarà scaricabile gratuitamente a partire dall’ 11 Settembre 2019.

Titolo: Teologia del dominio

Autore: J. L. Bryan

Genere: Thriller Distopico

Casa Editrice: Urban Apnea Edizioni

Pagine: 316

Prezzo: 15,00€

Codice ISBN: 978-88-9441-062-4

«– … Evoluzione, come dicevo, è guerra. Tra i batteri, tra le formiche, tra gli alberi che succhiano le sostanze dal terreno, tra gli anticorpi che ci proteggono dagli agenti patogeni… vengono sempre applicate le stesse regole, gli stessi schemi. Chi si impone, domina il contesto evoluzionistico. Ma la vittoria è temporanea, perché dietro l’angolo è già pronta un’altra battaglia. La guerra è santa, perché è il mezzo con cui un gruppo diventa coeso e si rinforza per proteggere i propri membri. La stessa religione mondiale ci insegna a stringerci, a unirci, mi segui Daniel?

– Certo, sfruttare gli istinti primordiali della gente per il vostro profitto.                      

 – Sbagliato! – rispose Crane sbattendo il pugno sul tavolo e mandando in frantumi la proiezione olografica di Roma. – La guerra ci ha elevato dal brodo primordiale a creature che costruiscono città e nazioni, la guerra eleva ogni forma di vita del pianeta, ci rende più forti, ci migliora, ci unisce, la guerra è… – Crane si sporse in avanti con gli occhi azzurri spiritati e le labbra contratte – la guerra è Dio – sussurrò – e Dio è guerra […]».

Teologia del dominio di J. L. Bryan è un agghiacciante distopico che racconta la vita in America nel 2037, un futuro ormai dietro l’angolo che vedrà l’inasprimento della già insensata intolleranza verso il diverso che caratterizza i nostri giorni. Una nazione riorganizzata che ha ormai preso le redini del mondo, e che semina bugie in patria e sangue oltre i suoi confini. Che ha deciso di controllare capillarmente il suo popolo per evitare il dissenso, sottoponendolo a pesanti condizionamenti affinché possa accettare e glorificare le sue guerre “necessarie” per mantenere la pace. Una contraddizione in termini che sconvolge a livello inconscio le certezze del protagonista Daniel Ruppert il quale, giorno dopo giorno, prende sempre più coscienza del grande inganno in cui è immerso. Daniel è un mezzobusto, colui che ogni sera racconta false notizie rassicuranti al popolo americano. Ma sono diventate troppe le incoerenze che lo disturbano, ed è ormai incolmabile il “divario tra mondo reale e quello fittizio, confezionato ad arte per l’audience”, e il suo essere uno strumento passivo della propaganda comincia a minare il suo spirito patriottico, inculcato in anni di sottili manipolazioni. Il risveglio di Daniel è brusco: “aveva trascorso la maggior parte della vita come un sonnambulo stordito”; si rende conto di aver vissuto nella finzione  un’esistenza all’apparenza sicura e comoda, ma che presto si rivela insostenibile. Grazie alle parole e al coraggioso sacrificio del collega Sullivan Stone, Daniel inizierà un viaggio verso la verità che lo porterà a scoprire un complotto governativo di portata mondiale. Si troverà a combattere ad armi impari con un regime totalitario che controlla non solo l’informazione, ma anche l’educazione, l’economia, le relazioni individuali e soprattutto la religione. Anzi, che proprio nella religione ha trovato il suo fondamento e la sua legittimazione: è infatti nella Chiesa Dominionista che il presidente americano Winthrop trova appoggio per la sua campagna di condizionamento del singolo, al quale si raccontano bugie per giustificare le sanguinose azioni di guerra contro gli infedeli all’estero, e le violente rappresaglie del Dipartimento del Terrore contro i “non integrati” in patria. Teologia del dominio racconta di un mondo alterato e corrotto, che sembra in apparenza lontano da noi, ma che potrebbe essere l’evoluzione (o meglio l’involuzione) della nostra realtà, sempre più proiettata alla chiusura dei confini, all’intransigenza e al fanatismo. E risuonano sempre più forti le parole di Daniel Ruppert, che ci invitano a riflettere anche sulla nostra condizione: “Ma deve esistere un altro modo di vivere. E non è forse nostro compito capire qual è?”.

TRAMA. Un attacco nucleare alla città di Columbus (Ohio) impone negli Stati Uniti un regime totalitaristico basato sulle dottrine della Chiesa Dominionista, secondo cui le democrazie sono guidate dal demonio e i Cristiani caucasici hanno il dovere di controllare le sette aree che regolano la vita umana: economia, politica, media, arte, educazione, famiglia e religione. Mentre l’America è impegnata in una guerra mondialista contro Cina, Venezuela, Egitto e altri Stati del Medio Oriente (per reclutare discepoli secondo il comandamento di Gesù?), il nuovo Dipartimento del Terrore sopprime i movimenti di resistenza interni e gli squadristi delle Brigate della Libertà perseguitano le minoranze etniche. Daniel Ruppert, mezzobusto del notiziario di Los Angeles, riporta pedissequamente le notizie, spesso inattendibili, che gli vengono imposte. Immerso nel lusso di Bel Air e nei suoi circoli esclusivi insieme alla moglie, viene strappato via dalle sue certezze in un precipitare di eventi che lo portano a scoprire uno sconvolgente segreto governativo.

L’AUTORE E’ DISPONIBILE A RILASCIARE INTERVISTE

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BIOGRAFIA. J.L. Bryan (Atlanta, 1978) ha studiato letteratura inglese a Oxford e all’Università della Georgia, con una specializzazione sul Rinascimento inglese e sulla letteratura del Romanticismo. Ha studiato inoltre sceneggiatura all’Università della California di Los Angeles. Nei suoi romanzi si diverte a mescolare paranormale, horror e fantascienza, trovando soluzioni narrative sempre nuove. Tra i suoi romanzi: The Unseen (2013), Inferno Park (2014), Helix (2009) e le serie The Paranormals e Ellie Jordan, The Ghost Trapper. Teologia del dominio (titolo originale Dominion) viene tradotto e pubblicato in Italia dalla casa editrice Urban Apnea Edizioni.

LA CASA EDITRICE. Urban Apnea Edizioni è una casa editrice attiva dal 2015 che si occupa soprattutto di narrativa breve, straniera e italiana, contemporanea e classica, ma anche di critica musicale e di design giovanile, con un occhio di riguardo alle nuove tecnologie digitali. Tutto il catalogo è scaricabile gratis in agili .pdf interattivi. Teologia del Dominio è il primo romanzo in catalogo, e sarà scaricabile gratis dall’undici settembre 2019.

Contatti

http://jlbryanbooks.com/

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Sito Urbana –  https://www.urbanapneaedizioni.it/print-on-demand-iromanzi/

Satellite Libri – https://www.satellitelibri.it/schedalibro.php?maschera=libri&chiave=00007973

IBS – https://www.ibs.it/teologia-del-dominio-libro-j-l-bryan

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Stupro. La ragazza sporca: il nuovo romanzo di Stefania De Girolamo

In Uncategorized on luglio 8, 2019 at 7:55 pm

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

Stupro. La ragazza sporca di Stefania De Girolamo

Stefania De Girolamo presenta “Stupro. La ragazza sporca”, un romanzo intenso e introspettivo, che riesce a trattare del delicato tema della violenza sessuale con la lucidità e il rispetto necessari a indagare tutto il dolore e le domande che questo trauma si porta dietro. Un’opera dalla parte delle donne ma anche di tutta l’umanità, che semina pensieri profondi sull’essere vivente e sui gesti di bontà e cattiveria che, piccoli o grandi, possono influire sull’energia universale, avere echi che si propagano in eterno e condizionare il tempo futuro, come la giovane e sfortunata protagonista Monica dovrà imparare sulla sua pelle.

Titolo: Stupro. La ragazza sporca

Autore: Stefania De Girolamo

Genere: Narrativa contemporanea

Casa Editrice: Edizioni del Poggio

Pagine: 232

Prezzo: 12,00 €

Codice ISBN: 978-8897409793

«Lei cantava pura e violata, danzava in quell’immane sforzo di trovare uno squarcio verso il futuro, per dovere verso la propria anima, per l’altrui volontà spezzata e irrimediabilmente sepolta laggiù sotto quell’albero, lungo quella strada, quell’anno, quel giorno, quell’ora, quei pochi istanti […]».

La storia raccontata in Stupro. La ragazza sporca di Stefania De Girolamo è un pugno allo stomaco, un dolore acuto che si propaga nelle pagine andando a mescolarsi con quello della protagonista, Monica, una sedicenne la cui esistenza viene stravolta per sempre. Monica dalla folta chioma castana e dai vivaci occhi da gatta sta tornando da sola a casa una sera come tante, quando “quattro fantasmi, quattro mostri, quattro animali feroci, quattro bestie” la privano dell’amor proprio, le strappano l’anima, cancellano i suoi sogni. Unico testimone della spietata violenza è un albero che soccomberà lui stesso alla cattiveria vissuta indirettamente, che non riuscirà a smaltire le lacrime della giovane aggrappata al suo tronco, inerme e terrorizzata. Ogni volta che passerà per quella strada maledetta Monica getterà uno sguardo all’albero sempre più secco, sempre più prossimo alla morte, fino a quando anche lui non ci sarà più, così come è scomparsa in lei la fiducia nell’essere umano. Questa storia fa male perché è troppo reale: in Monica si proiettano i volti di tutte le donne, giovani e meno giovani, che gli organi di informazione ci fanno purtroppo conoscere ogni giorno. Questo romanzo è dedicato a tutte loro le quali, come la giovane protagonista, tentano di rialzarsi dopo una violenza che paralizza la mente e il corpo, che fa vivere nel terrore, che fa sentire “sporche”. Monica si vergogna di sé stessa e si sente in colpa per essere ancora viva; a causa dell’omertà della sua famiglia è convinta di essere stata responsabile dell’aggressione subìta. La ragazza vive di giorno perseguitata dai suoi demoni e di notte torturata da incubi terribili. L’incontro con Marco sembra placare la lava che le brucia dentro, sembra farle riscoprire una speranza nella vita che lentamente riempie il vuoto della sua anima. Marco è un ragazzo tormentato quanto lei, ma per diverse ragioni; ha un sassolino nella scarpa che in certi giorni diventa un macigno che lo schiaccia a terra. Il romanzo non vuole però dare facili consolazioni, e la strada di Monica sarà ancora dissestata finché non capirà che dovrà trovare in sé stessa la forza di reagire, che dovrà imparare ad amarsi prima di essere amata, per poter infine aprire la finestra sigillata da anni di sofferenze e respirare l’aria di cambiamento. Nel finale dell’opera c’è un dubbio che scaraventa il lettore nell’angoscia, perché il destino di Monica ci interessa nel profondo, perché abbiamo seguito da vicino il suo viaggio nell’oscurità e speriamo di vedere la luce insieme a lei. Stupro. La ragazza sporca è un romanzo che parla di civiltà, e della sua mancanza, del segno indelebile che lasciamo anche dopo che ce ne siamo andati, delle conseguenze delle nostre azioni che in un modo o nell’altro vanno a contaminare la terra che poi calpesteranno le generazioni future: “le tue cattive parole, i tuoi brutali crimini risuoneranno in un’infinita eco”.

TRAMA. Una ragazza di sedici anni, Monica, viene aggredita e violentata da un gruppo di ragazzi. La giovane sarà costretta dalla madre a nascondere l’accaduto, in ragione di una paura recondita e radicata in seno da generazioni di gettare la famiglia nell’ignominia. Monica si chiuderà in sé stessa e troverà l’unico sfogo al suo dolore nella musica, esibendosi in sensuali danze in un locale notturno, senza mai permettere a nessuno di avvicinarla. Sarà lì che incontrerà un giovane, Marco, bello e con gli occhi dolcissimi e un tormento nel cuore. Nascerà un amore casto e sincero che aiuterà entrambi a riscattarsi da un passato di sofferenza, fino a quando la dura realtà non busserà alla loro porta.

L’AUTRICE E’ DISPONIBILE A RILASCIARE INTERVISTE

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BIOGRAFIA. Stefania De Girolamo nasce a Genova da padre di origini pugliesi e madre ligure. Si diploma come perito turistico e studia la lingua russa, compiendo poi un lungo e istruttivo viaggio nell’Unione Sovietica. Esordisce nella narrativa con alcuni racconti, poesie e con il romanzo Insieme ce la faremo, pubblicato in self-publishing. Stupro. La ragazza sporca (Edizioni del Poggio, 2019) è il suo ultimo romanzo.

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Boccioli di rose di Maria Cristina Pizzuto: un’intima testimonianza sull’anoressia.

In Uncategorized on giugno 17, 2019 at 9:58 am

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

Boccioli di rose di Maria Cristina Pizzuto

Maria Cristina Pizzuto presenta “Boccioli di rose”: un diario intimo, un intenso racconto ispirato dalla personale esperienza dell’autrice con l’anoressia. Un’opera che vuole dare speranza a chi combatte contro questa malattia, e che cerca di spiegare le ragioni che possono portare una persona a soffrire di una condizione che colpisce duramente il fisico, ma che soprattutto strema lo spirito. Una testimonianza delicata e onesta, una nuova e importante uscita per la collana “Policromia” della casa editrice PubMe, che si impegna a raccontare le complesse e infinite sfumature della natura umana.

Titolo: Boccioli di rose

Autore: Maria Cristina Pizzuto

Genere: Romanzo breve

Casa Editrice: PubMe

Collana: Policromia

Pagine: 84

Prezzo: 12,00 €

Codice ISBN: 978-883-366-230-5

«Non posso provare gioia finché non riuscirò a uccidere la bufera che si cela in me; un tornado che congiunge l’intelligibile con il sensibile e mi schiaccia verso il basso. Come ho fatto a ridurmi così? […]».

Boccioli di rose di Maria Cristina Pizzuto è una testimonianza lucida della sua lotta all’anoressia, un commovente flusso di coscienza che ripercorre le dolorose fasi della sua malattia. L’autrice permette al lettore di entrare nella sua mente e nel suo cuore senza nascondere le sue debolezze, senza edulcorare una realtà che l’ha quasi annientata. Il sottotitolo dell’opera recita: Diario di un’anoressica. Perché l’anima di ciascuno di noi è un delicato fiore. Maria Cristina Pizzuto compie spesso parallelismi con la natura, nella quale vede l’unico motivo di pace per la sua mente confusa. Lo fa quando si paragona a una foglia appena nata, troppo fragile per restare attaccata al ramo; il suo corpo è altrettanto delicato, in procinto di cadere nel baratro, in vana attesa di una mano che lo afferri. L’autrice racconta la sua dura battaglia contro l’istinto di lasciarsi andare, perché arriva un punto in cui le difese crollano, in cui la morte psichica e spirituale si riflette su un corpo ormai inerme. In quest’opera si racconta l’anoressia senza filtri, distribuendo colpe e assoluzioni, mostrando una ragazza che ha paura di diventare adulta, e per questo motivo cerca di imprigionarsi nel corpo esile di bambina. La scrittrice alterna momenti in cui racconta lucidamente del suo disagio e in cui cerca soluzioni concrete, con altri in cui viene sommersa dal dolore e dal terrore, in cui tutto è confuso, come in un incubo. Da ogni parola dell’autrice emerge la stanchezza di vivere, di dover fingere di essere diversa da come è davvero; la paura è la costante della sua esistenza: paura di perdere il controllo di sé stessa, di rimanere sola. Boccioli di rose è il ritratto di una ragazza che analizza tutto ciò che ha intorno, che vuole comprendere il mondo e conoscere le persone nel profondo, che è stanca degli inganni e delle bugie dei suoi genitori, che la tradiscono leggendo il suo diario e che pensano che sia lei ad essere sbagliata. L’anoressia è una malattia che isola dalla realtà e spesso anche da chi dovrebbe amarci, che fa vergognare di sé stessi, che fa odiare gli altri a causa di una lotta interiore che dilania l’anima e che viene presto somatizzata, portando anche a conseguenze fatali. L’autrice racconta della sua fuga in un mondo immaginario completamente opposto alla realtà, del suo viaggio in una seconda dimensione da cui spera di non tornare, perché l’incomprensione della sua famiglia non fa che allontanarla ancora di più dalla vita, dalla luce, intrappolandola in una sua personale “selva oscura”. Attraverso la sua opera Maria Cristina Pizzuto cerca di mandare un messaggio chiaro e importante: ci vuole aiuto per uscire dall’anoressia, costante amore e accettazione verso chi sta soffrendo. Perché è una malattia subdola, che non fa comprendere le sue ragioni, che fa condannare il malato senza appello, che nasconde un doloroso disagio psichico dietro la maschera di un capriccio vanesio.

TRAMA. Boccioli di rose presenta la vita interpretata dagli occhi di una ragazza anoressica, sotto molteplici aspetti della quotidianità. Si alternano stralci di riflessioni, pensieri, emozioni, e paragrafi in cui lei descrive come uscire da quei meccanismi della mente, e dunque, con l’andar del tempo, in che modo venire fuori dal tunnel dell’anoressia.

L’AUTRICE È DISPONIBILE A RILASCIARE INTERVISTE

BIOGRAFIA. Maria Cristina Pizzuto è nata a Milano e vive a Fara Gera d’Adda (BG). Boccioli di rose (PubMe, Collana Policromia, 2019) è il suo primo romanzo.

CASA EDITRICE. PubMe è una giovane casa editrice che ha scelto di seguire la strada dell’innovazione e dell’originalità, non rinunciando alla solida professionalità con cui accompagna i suoi autori dalla fase di editing a quella di promozione delle loro opere. Attenta alle nuove voci del panorama letterario italiano, sceglie con cura gli scrittori che andranno a far parte delle diverse collane autogestite di cui si compone. Tra di esse, una menzione particolare va alla collana Policromia, che raccoglie opere eterogenee che non possono essere costrette in un genere definito, e il cui focus principale è l’umanità in tutte le sue infinite, meravigliose e anche controverse sfumature. La collana Policromia è curata dall’editor e scrittrice Emanuela Navone.

Contatti

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Booktrailer del libro Boccioli di rose

Link di vendita

https://www.ibs.it/boccioli-di-rose-diario-di-libro-maria-cristina-pizzuto/e/9788833662305

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Il giornalista e scrittore Giovanni Capurso presenta Il sentiero dei figli orfani

In Uncategorized on giugno 10, 2019 at 2:56 pm

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

Il sentiero dei figli orfani di Giovanni Capurso

Il giornalista e scrittore Giovanni Capurso presenta “Il sentiero dei figli orfani”, il suo terzo romanzo di formazione che racconta le memorie giovanili di Savino, un uomo che ripercorre il suo passato e rivive le fasi di quel delicato passaggio che dalla fanciullezza conduce all’adolescenza. Ambientato in un piccolo paese lucano, San Fele, un luogo “fuori dalla storia e dagli eventi”, il romanzo descrive i primi turbamenti d’amore e i primi schiaffi ricevuti da una realtà che opprime il desiderio di evasione del giovane, ansioso di conoscere il mondo. Da adulto tornerà nei luoghi che in un tempo lontano l’hanno lasciato orfano, e comprenderà infine il senso del suo viaggio.

Titolo: Il sentiero dei figli orfani

Autore: Giovanni Capurso

Genere: Romanzo di formazione

Casa Editrice: Alter Ego Edizioni

Collana: Specchi

Pagine: 204

Prezzo: 14,00 €

Codice ISBN: 978-88-9333-146-3

«Con quell’eterno ritornare degli eventi naturali e dei riti collettivi avevo convissuto durante l’infanzia e la giovinezza. Misuravo il tempo in foglie che si facevano spazio sui rami o vorticavano nell’aria e ancora dai nove rintocchi delle campane che annunciavano il “mattutino” e dai ventuno tre ore prima del tramonto […]».

Il sentiero dei figli orfani di Giovanni Capurso è un romanzo che accompagna per mano il lettore in una storia semplice e poetica, in una vicenda di vita vissuta in cui in tanti si potranno rispecchiare. Nel racconto della gioventù di Savino Chieco vi è infatti tutta la forza e la bellezza di quel luminoso periodo della vita, ma anche tutta l’incertezza di chi è in bilico tra due fasi dell’esistenza, di chi ha da poco sperimentato la crudezza della realtà ma non ha ancora gli strumenti per fronteggiarla. Savino ormai adulto ripensa con nostalgia al suo passato, a quella “curiosa creatura” dickinsoniana che lo aggredisce con la sua vividezza, con le sue domande senza risposte, con il suo carico di dolore non ancora metabolizzato. Ricorda la semplicità del suo paese, San Fele, in cui la vita scorreva al ritmo della natura, e ripercorre un’estate fondamentale per la sua crescita, un’estate in cui per la prima volta conosce da vicino la morte, e l’amore. La soglia che la madre lo spinge ad attraversare, per entrare nella stanza in cui riposa la salma della nonna, è infatti il confine che di lì a poco Savino supererà per iniziare a costruire la propria identità. La morte è per i bambini qualcosa di troppo lontano, un evento che non può toccarli personalmente; rendersi conto che invece fa parte della vita di tutti è il primo trauma che permette di crescere. Il primo amore è una devastazione dei sensi, e al pari della morte porta nella vita un senso di precarietà che confonde le labili certezze di Savino. Il romanzo è il racconto del passaggio, non privo di conseguenze, che dalla fanciullezza porta all’adolescenza, vissuto da un ragazzo che si sente imprigionato in un’esistenza che non gli appartiene, in un luogo in cui non c’è futuro. Savino vuole conoscere il mondo, vuole vedere il mare, quella distesa sterminata in cui sfocia il fiume sulle cui rive ha giocato fin da bambino, lo stesso fiume che rappresenta il limite dei suoi sogni di libertà. Una libertà incarnata nel personaggio di Adamo, che, come il suo illustre omonimo, non ha più una casa ed è in continuo viaggio alla ricerca di un posto a cui appartenere. Il sentiero dei figli orfani è un romanzo che ricorda agli adulti quali sogni splendevano nei loro giovani cuori; un’opera che riflette sulla situazione ancora attuale dei ragazzi che sono costretti ad emigrare dai loro paesi per potersi costruire un futuro dignitoso. Una delicata riflessione sul tempo che passa, sui desideri sfumati e sull’importanza di ritornare sui propri passi per chiudere un cerchio, per comprendere il proprio percorso e non sentirsi più orfani della propria terra.

TRAMA. In un’estate torbida agli inizi degli anni Novanta, il giovane Savino si affaccia all’età acerba dell’adolescenza come si affrontano i sentieri in salita del suo paese, San Fele, in Lucania, tanto in alto che gli altri sembrano “presepi accartocciati”. Da “principiante della vita” scruta senza troppa curiosità il carattere malinconico del padre Michele, quello un po’ bizzarro dello zio Gaetano, da cui ha ereditato il “demone del dubbio”, e si lascia rasserenare dai modi placidi della madre Carmela; un ménage familiare, il suo, animato da duelli verbali con il fratello Aldo, dal ricordo di antenati sconosciuti e dalle scorribande con Radu, detto l’Anguilla. L’idillio verrà spezzato dalla frequentazione di Adamo, forestiero con alle spalle una figlia perduta e il buio della galera, che concretizzerà un processo di crescita assieme all’infatuazione per la bella Miriam, ragazza di città audace solo in apparenza. Su uno sfondo pietroso ma vivido e tra atmosfere ancestrali, si apre uno scorcio di vita che è quella degli orfani della Lucania, di coloro, cioè – e Savino non farà eccezione – che dopo un’adolescenza passata a chiedersi cosa sia il futuro lasciano la propria terra ma non abbandonano le loro radici.

L’AUTORE È DISPONIBILE A RILASCIARE INTERVISTE

BIOGRAFIA. Giovanni Capurso (Molfetta, 1978) è docente di Filosofia e Storia, giornalista e scrittore. Ha pubblicato i romanzi di formazione Nessun giorno è l’ultimo (Curcio Editore, 2015), La vita dei pesci (Manni Editori, 2017) e Il sentiero dei figli orfani (Alter Ego Edizioni, 2019). Scrive regolarmente per numerosi periodici e blog.

CASA EDITRICE. Alter Ego Edizioni è una casa editrice fondata nel 2012 a Viterbo da Danilo Bultrini e Luca Verduchi. Attiva inizialmente sul territorio della Tuscia e del Lazio, dal 2014 ha esteso il proprio raggio d’azione a tutta l’Italia, ed è distribuita a livello nazionale. I romanzi di Alter Ego raccontano gli uomini e le donne di oggi, la nostra società. Particolare attenzione viene riservata al tema del “doppio”. Si tratta di una ricerca che la casa editrice porta avanti utilizzando vari generi letterari: dal romanzo di formazione al romanzo psicologico, passando attraverso il distopico il romanzo umoristico, fino ad arrivare al giallo e al thriller. Dal 2019 la casa editrice aprirà alla pubblicazione di autori contemporanei stranieri.

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Il sentiero dei figli orfani

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Il destino di stelle cadenti, il nuovo libro di Emanuele Zanardini

In Uncategorized on giugno 6, 2019 at 1:07 pm

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

Il destino di stelle cadenti di Emanuele Zanardini

Emanuele Zanardini presenta “Il destino di stelle cadenti”, una storia d’amore segnata dal fato, quella di Milo e Cassie, due giovani che conoscono troppo presto l’amarezza della vita. In un racconto che offre spiragli di luce nonostante le ombre che avvolgono i personaggi, si riflette sul destino e sulle coincidenze che a volte legano due persone appartenenti a sistemi solari lontani, avvicinandole anche a loro insaputa, prima di scaraventarle di nuovo sole nell’universo. Una storia di dolore e redenzione di un autore che riesce a parlare al cuore del lettore, e che cerca una risposta alla domanda: “Cosa succede a una stella quando cade?”.

Titolo: Il destino di stelle cadenti

Autore: Emanuele Zanardini

Genere: Romance

Casa Editrice: Self-publishing

Pagine: 185

Prezzo: 13,00 €

Codice ISBN: 978-8890701337

«Fermo tra le rotaie di un binario morto. La bruma sale ancora dalla terra e dalle macchie di neve. Il silenzio, senza lo scricchiolio della ghiaia sotto i piedi, ha qualcosa di attraente. Certe notti, poi, è colmo di pensieri ansiosi. Mi sveglio e non ho più sonno e prego che venga presto l’alba […]».

Il romanzo di Emanuele Zanardini Il destino di stelle cadenti racconta la storia di Milo e Cassiopea, due giovani legati da un misterioso fato che li fa incontrare in momenti cardine della loro vita, per poi separarli in attesa di incrociarsi di nuovo. Che ne siano coscienti oppure no i due protagonisti attraversano le loro esistenze, fatte di timide gioie e acuti dolori, intessendo una trama di coincidenze che coinvolgerà nel profondo sia loro che le persone di cui si circondano. Un destino a volte beffardo e a volte generoso è raccontato in una vicenda che bilancia bene momenti drammatici e leggeri, attraversata da un senso di predestinazione e precarietà che sottolinea ancora di più l’importanza della vita in tutte le sue sfumature. I due protagonisti affrontano l’esistenza armati solo del coraggio e della fiducia della loro giovane età: Cassiopea ha appena iniziato una nuova vita, felice di bastare a sé stessa, ma in una sola notte il mondo intorno a lei cambia per sempre, a causa di una violenza cieca e spietata; Milo è in perenne ricerca dell’amore, ma ha già capito che non si ottiene quasi mai ciò che si vuole, “chiunque viaggia verso la fine del proprio mondo. Spesso senza decidere neppure la direzione”. Cassiopea odia il suo nome – infatti si fa chiamare Cassie – perché “non c’è costellazione alla quale sento di appartenere”; un senso di solitudine che arriverà a fagocitarla, come accade a Milo ogni volta che si innamora della persona sbagliata. Cassie è una stella scaraventata in un buco nero, una stella che tornerà a brillare solo dopo essersi persa, aver sofferto e aver compreso che tutto ciò che è importante nella vita si conquista lottando. Agli occhi di Milo lei è un’aliena in attesa della sua nave madre, in procinto di tornare nella propria dimensione. Egli è invece senza meta, senza terra, anima errante in cerca di un appiglio per fermarsi, per riposare, sconvolta dalla visione di terrorizzati occhi verde smeraldo che lo accusano. Due mondi lontani avvicinati dal destino, che li rende stelle appartenenti alla stessa costellazione. E alla fine non importa se il loro incontro sarà la base per un rapporto eterno o fugace, perché ci saranno stati l’uno per l’altro in un momento fondamentale delle loro esistenze, e perché avranno sconfessato la credenza di Cassie che “nessuno si preoccupa del destino di stelle cadenti”.

TRAMA. Chi si preoccupa del destino delle stelle cadenti? Se lo chiede Cassiopea, la sera di San Lorenzo, mentre osserva il cielo stellato. Nella sua vita ne sono sfrecciate di stelle cadenti, che l’hanno illuminata per un istante e poi sono svanite. Come il padre, che non ha mai conosciuto. “Non credevo che una ragazza potesse essere così felice con me”. Milo si sorprende di tanta fortuna. E infatti non dura molto. Precario nella vita, soprattutto negli amori, si innamora almeno una volta al giorno. Anche di quella ragazza, che sembra un extraterrestre che guarda la sua navicella spaziale volare via. Cassie e Milo, due astri la cui orbita si congiunge per un breve tratto, che torna a dividersi per poi ancora unirsi, in un viavai di attese, di delusioni ma anche di forti emozioni. Quale sarà il loro destino? Vagare da soli nell’immenso spazio della loro esistenza, oppure riavvicinarsi definitivamente per costruire insieme il loro futuro?

L’AUTORE È DISPONIBILE A RILASCIARE INTERVISTE

BIOGRAFIA. Emanuele Zanardini ha scelto di cambiare rotta nella sua vita da adulto, dopo diciotto anni dello stesso lavoro, e di seguire la propria ispirazione. Così la passione per la scrittura, che lo accompagna fin dall’età della ragione, è diventata il movente delle sue giornate. Viaggiatore e fotografo, l’autore ha narrato le sue peregrinazioni nei cinque continenti per il web magazine Gli scrittori della porta accanto. Per il blog Fotografia moderna ha raccontato la Storia e le storie dietro immagini famose. Nel 2016 ha pubblicato la raccolta di racconti La guerra è finita! Andate in pace per BookaBook Edizioni. Nel 2019 pubblica in self-publishing il suo primo romanzo Il destino di stelle cadenti.

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Cerco te, il nuovo romanzo thriller di Mauro Mogliani

In Uncategorized on giugno 3, 2019 at 11:44 am

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

Cerco te di Mauro Mogliani

Mauro Mogliani presenta “Cerco te”, un thriller psicologico che indaga a fondo nelle relazioni interpersonali, nel bisogno di amore e attenzioni che, se non appagato, lascia cicatrici che possono portare a compiere i gesti più inconsulti. Un romanzo che analizza le motivazioni che spingono anche l’essere umano più insospettabile alla vendetta e alla violenza, mentre racconta il dissidio interiore dell’ispettore Nardi, un uomo dilaniato dai sensi di colpa, gettato suo malgrado in un gioco perverso in cui il tempo è il suo peggiore alleato. Un thriller avvincente vincitore del premio speciale al concorso nazionale di narrativa gialla-thriller-noir “Premio Tettuccio 2019”.

Titolo: Cerco te

Autore: Mauro Mogliani

Genere: Thriller

Casa Editrice: Leone Editore

Collana: Mistéria

Pagine: 175

Prezzo: 11,90 €

Codice ISBN: 978-88-6393-463-2

«Voglio fare un gioco con lei. Mi voglio divertire un po’. Una alla volta, prenderò prigioniere quattro donne. Non si preoccupi, dopo sette giorni le rilascerò. E non appena le avrò rilasciate, le assicuro che staranno meglio di prima. Il gioco inizierà tra due giorni. Prenderò la prima donna, la terrò per una settimana in cura qui con me, poi la libererò. Dopo altri due giorni, toccherà alla seconda: i tempi saranno sempre gli stessi, ispettore. A lei il compito di fermarmi e scoprire cosa lega tra loro queste donne, prima che arrivi alla quinta preda, ispettore: un uomo, che ahimè non rilascerò… Buona fortuna. Nessuno […]».

Nel thriller Cerco te di Mauro Mogliani, ambientato nella tranquilla cittadina di Tolentino, si assiste alla crudele lotta che l’inquietante personaggio di “Nessuno” ingaggia con l’ispettore Piero Nardi. Una partita contro il tempo anticipata da una misteriosa lettera recapitata all’ispettore, che lo intrappola in un profondo stato di inadeguatezza: Nardi inizia infatti il gioco di Nessuno con una mossa sbagliata, e da quell’errore scaturirà una serie di conseguenze che lo porteranno a condurre le indagini con angoscia e frustrazione. Quattro donne saranno rapite, saranno “curate” e poi rimandate alle loro famiglie; la quinta vittima invece, un uomo, non avrà scampo. Questo è l’intento dichiarato di Nessuno, e questo è ciò che compie nelle tempistiche e nelle modalità descritte nella lettera. Il romanzo sembra voler porre la domanda: “Quanto si può andare avanti a fingere di essere sé stessi, quando ormai non si ha più idea di chi si è, e di ciò che si vuole?”. È infatti Nessuno ad affermare: “Neanche io, in fondo, so chi sono”. Anche le donne rapite dall’oscuro sequestratore sono in primis vittime di loro stesse, delle loro esistenze in bilico tra realtà inconciliabili: ognuna di loro vive una doppia vita sconosciuta anche a chi le ama, forse incomprensibile anche a loro stesse. Una vita tanto illogica e dolorosa che Nessuno decide che l’unica cura possibile sia cancellare i loro ricordi, azzerare la loro personalità, renderle, appunto, “nessuno”. Tema principale del romanzo è la relazione tra uomo e donna, e il bisogno di evadere dalla quotidianità per compensare un’esistenza in cui non ci si riconosce più. Lo stesso ispettore non riesce a mantenere la mente fredda e viene inglobato nei dubbi che attanagliano le vittime e i loro familiari, e si sente imprigionato in una storia che non sente più sua, in un fallimento umano che colpisce la sua vita professionale come quella privata: “Nardi ripensava alla sua condotta, alle sue indecisioni, alla sua inadeguatezza. Alle volte capita di trovarsi di fronte a bivi davanti ai quali avremmo bisogno di un tempo quasi eterno per valutare la strada giusta da prendere. Invece il tempo che ci viene concesso è quello di un istante inafferrabile”. Cerco te è un’opera che parla di solitudine, di incomprensione, di vendetta cieca; una storia che incute una genuina inquietudine mentre spinge a riflettere sugli errori che ognuno di noi compie nelle relazioni interpersonali, e sulla instabilità e oscurità della mente umana. Un thriller senza fronzoli, una lotta contro il tempo, acerrimo nemico tanto quanto Nessuno che, proprio perché senza volto e senza nome, può essere riempito dalla coscienza di tutti, personaggi fittizi e lettori reali.

TRAMA. L’ispettore Piero Nardi riceve una lettera misteriosa firmata “Nessuno” che annuncia un gioco perverso: quattro donne verranno sequestrate in successione e liberate dopo sette giorni. La quinta vittima, questa volta un uomo, non sopravviverà. Il potenziale rapitore assicura che le donne, una volta rilasciate, staranno meglio di prima. Il gioco ha effettivamente inizio; la cittadina marchigiana di Tolentino è nel panico. Le donne vengono rapite e rilasciate dopo una settimana in stato confusionale; non ricordano più nemmeno chi sono. Spetterà a Nardi, con l’aiuto dell’ispettore Gambuti, scoprire cosa lega le vittime per anticipare le mosse di Nessuno, capirne gli intenti e impedire che compia l’annunciato e drammatico finale.

L’AUTORE È DISPONIBILE A RILASCIARE INTERVISTE

BIOGRAFIA. Mauro Mogliani esordisce nel 2014 con il thriller psicologico Nessuno sa chi sono io, pubblicato da Italic&Pequod. Nel 2015 pubblica per la stessa casa editrice Racconti per insognia.  Nel 2016 esce in ebook La confessione, facente parte del progetto “FeelBook: il libro che segue le tue emozioni”. Nel 2018 pubblica per Leone Editore il thriller Cerco te, vincitore del premio speciale al concorso nazionale di narrativa gialla-thriller-noir “Premio Tettuccio 2019” e del premio speciale al concorso internazionale di poesia e narrativa di Prato “Un Tessuto di Cultura 2019”.

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La bellezza dell’esistenza nel libro “Con il casco azzurro verniciato a spruzzo” di Alessandra Giorgi

In Uncategorized on Mag 27, 2019 at 8:47 am

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Presenta

Con il casco azzurro verniciato a spruzzo di Alessandra Giorgi

Alessandra Giorgi presenta “Con il casco azzurro verniciato a spruzzo”, un romanzo intimo ed emozionante, una delicata riflessione sul tema del fine vita condotta mostrando la potenza e la bellezza dell’esistenza. Il racconto del rapporto di un padre con sua figlia che, con amore, rispetto e comprensibile timore, accompagna il genitore oltre il confine più importante; una donna che a tratti torna bambina, ma che alla fine accetta la grande responsabilità di stare accanto a chi ha scelto una morte dignitosa. Una nuova, toccante riflessione sull’umanità per la collana “Policromia” della casa editrice PubMe.

Titolo: Con il casco azzurro verniciato a spruzzo

Autore: Alessandra Giorgi

Genere: Narrativa contemporanea

Casa Editrice: PubMe

Collana: Policromia

Pagine: 80

Prezzo: 12,00 €

Codice ISBN: 978-8833661964

«Ho detto “bel tempo”. Penso a quando si parla con qualcuno e si chiede del tempo, sempre e solo quello atmosferico. “Come è il tempo?” Vorrei invece chiedere: “Come è il tuo tempo?” Il tempo vero, quello scandito dall’orologio: dimmi tu come vivi il tempo che passa, ti dico come lo sento io, e quanto è difficile vivere, mediare, relazionarsi […]».

Il romanzo di Alessandra Giorgi Con il casco azzurro verniciato a spruzzo presenta un sottotitolo che recita: “quanta vita, quale vita”. È infatti l’esistenza ad essere raccontata in un’opera che ne esalta la bellezza mentre ne mostra anche i lati amari, mentre descrive la sofferenza che è compagna scomoda ma ineluttabile della vita di tutti. “Quanta vita” nel protagonista di questa storia, un uomo anziano con ancora tanti progetti ed energia che straripano dal suo essere, ma anche “quale vita”, una domanda che si pone lui stesso e che si pongono i suoi cari, “quale vita” se si è arrivati a un punto di non ritorno. Questo affabile, piacevole e saggio uomo deve fare i conti con una mente brillante e viva costretta in un corpo maltrattato dalle malattie e dalla vecchiaia. E la scelta, seppur difficile più di ogni altra perché definitiva, viene fatta proprio perché si ha rispetto per la vita, perché la si è amata a ogni respiro. Il romanzo è il racconto dell’ultima parte dell’esistenza e della morte di un uomo, condotto attraverso gli occhi di una delle sue figlie; nel susseguirsi delle stagioni, con la paura che sia ogni volta l’ultima volta, la donna torna dal padre per condividere con lui un pezzo del suo cammino, forse amaro a uno sguardo superficiale, ma in realtà ricco di amore e gioia. «Quando hai imparato a vivere, è ora di morire» le dice un giorno il padre, contemplando la natura sua amica; egli ha capito come fare le cose con calma, come godersi il silenzio, come smettere di cercare una risposta a tutto. Egli ha imparato a ricongiungersi con la natura, che sa bene quando è ora di richiamarti a sé. L’uomo ha vissuto una vita con l’acceleratore premuto fino in fondo, e comprende che è ora di lasciarsi andare, e in questo non c’è codardia né tradimento. Con il casco azzurro verniciato a spruzzo è un romanzo delicato e struggente, una storia tratta da un’esperienza di vita vera che parla di cambiamento e di accettazione, di amore e di morte; una riflessione sul potere che abbiamo sulla nostra vita ma anche sulla vana illusione di poter controllare tutto. Il protagonista sa quando è il momento di affrontare l’inevitabile: «quando non ha trovato più una soluzione, è perché non ce ne erano più», e persegue con coraggio il suo volere, regalandoci una storia che parla a ognuno di noi, alla nostra vicenda personale, e che fa sentire meno soli.  

TRAMA. Con il casco azzurro verniciato a spruzzo è la storia di un uomo, un padre e un marito, con un carattere non comune, non sempre facile, ma curioso del perché di ogni cosa, forse anche per quella deformazione professionale di un chimico di laboratorio: egli vive intensamente la sua vita tra moglie, figlie, nipoti, lavoro e la passione per le motociclette. Malato da qualche decennio, dentro e fuori dagli ospedali, più e più volte con la vita appesa a un filo, il protagonista consuma pian piano le sue nove vite, come le nove vite di quei gatti che ammira e che non a caso fanno parte del suo quotidiano; intanto porta avanti una sua riflessione personale sul senso della vita, e sul modo di affrontare l’arrivo inevitabile della morte. Per anni pensa e medita, “impara a vivere”, fin quando sente che è arrivato il momento in cui può accettare di morire.

L’AUTRICE È DISPONIBILE A RILASCIARE INTERVISTE

BIOGRAFIA. Alessandra Giorgi è nata a Milano nel 1964 e vive a Torino. Ama scrivere e leggere, adora i romanzi storici e le storie di vita vissuta. Esordisce nella narrativa con il romanzo Con il casco azzurro verniciato a spruzzo, edito dalla casa editrice PubMe nella collana “Policromia”.

CASA EDITRICE. PubMe è una giovane casa editrice che ha scelto di seguire la strada dell’innovazione e dell’originalità, non rinunciando alla solida professionalità con cui accompagna i suoi autori dalla fase di editing a quella di promozione delle loro opere. Attenta alle nuove voci del panorama letterario italiano, sceglie con cura gli scrittori che andranno a far parte delle diverse collane autogestite di cui si compone. Tra di esse, una menzione particolare va alla collana Policromia, che raccoglie opere eterogenee che non possono essere costrette in un genere definito, e il cui focus principale è l’umanità in tutte le sue infinite, meravigliose e anche controverse sfumature. La collana Policromia è curata dall’editor e scrittrice Emanuela Navone.

Contatti

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Link di vendita

https://www.amazon.it/casco-azzurro-verniciato-spruzzo-Policromia

https://www.ibs.it/con-casco-azzurro-verniciato-a-libro-alessandra-giorgi/e/9788833661964

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