il Taccuino

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Mario Antobenedetto presenta il romanzo “Un passo più in là”

In libri on dicembre 30, 2019 at 9:27 am

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

Un passo più in là di Mario Antobenedetto

Lo scrittore romano Mario Antobenedetto presenta “Un passo più in là”, una storia di resilienza e di accettazione della propria natura. Il protagonista Ivan è un uomo che ha perso tanto e che ha ormai smarrito anche sé stesso; si è rinchiuso nel suo lancinante dolore e si è isolato dal mondo, schiacciato da un grave senso di colpa che lo perseguita e che gli impedisce di reagire. Finché la brutalità e l’onestà della montagna non lo mettono di fronte alle sue responsabilità, e soprattutto alla certezza che una volta arrivati sul fondo si può sempre risalire, si può sempre ricominciare.

Titolo: Un passo più in là

Autore: Mario Antobenedetto

Genere: Narrativa contemporanea

Casa Editrice: Edizioni A.Car

Pagine: 290

Prezzo: 16,50€

Codice ISBN: 978-88-649-02-340

«Secondo Albert Einstein l’immaginazione è più importante della conoscenza; ma in quel momento Ivan realizzò che nessuna proiezione della mente avrebbe mai avuto la forza di cambiarti la vita come la consapevolezza di aver finalmente capito qualcosa […]».

Un passo più in là diMario Antobenedetto è una storia che si sviluppa e acquista significato poco per volta sotto gli occhi del lettore, attraverso flashback ben costruiti e una narrazione diretta ed emozionale. Colpisce soprattutto la particolareggiata descrizione degli ambienti in cui si svolge una parte della storia del protagonista Ivan: la selvaggia natura delle montagne innevate e dei boschi incontaminati delle Dolomiti fa infatti da perfetta cornice alla lotta interiore che infuria nella sua anima. Non solo l’ambiente ma anche e soprattutto il cuore umano è descritto con cura ed esposto in un’opera che parla di furiosi sensi di colpa e di dolorosa redenzione, di amori contrastati e del duro percorso di accettazione di sé stessi. In un incipit denso di mistero si cerca di comprendere i motivi che hanno spinto Ivan a scappare dalla propria vita e dalle proprie responsabilità per ricercare un forzato isolamento. Nel corso della trama si assiste infatti all’autopunizione che il protagonista si infligge giorno dopo giorno: non solo la solitudine ma quel gelo nel cuore lo trasformano lentamente in un uomo che non sa più sorridere, che non sa più distinguere il freddo della neve da quello che ha dentro. Un uomo bloccato tra passato e futuro, in un presente rotto come il ramo di un albero. E la storia tenta di fare da ponte per il lettore tra ciò che ha portato Ivan a chiudersi al mondo e le conseguenze di ciò che è accaduto; si scopre quindi una vicenda come in apparenza ce ne sono tante: il problema dell’incomunicabilità che spesso ammanta come una coltre di fumo la vita di coppia. Un’incomunicabilità che porta a fare errori, a volte senza possibilità di rimedio. È ciò che accade ad Ivan, è ciò che si abbatte sul destino suo e della moglie Chiara, e con meno forza su quello di tutti coloro che li amano. Un passo più in là è la storia di un uomo in fuga da sé stesso, che decide di combattere una battaglia impari contro Madre Natura sperando di acquietare il dolore che lo sta dilaniando. Ivan corre via dalla paura e dalla vergogna, non capendo che non si può scappare da ciò che si ha dentro, che il senso di colpa continuerà a rosicchiare parti di anima e che, se non si avrà il coraggio di fermarlo, presto non ci sarà più un’anima da salvare. E a questo punto il romanzo gioca una carta che spesso ignoriamo: siamo noi gli artefici del nostro destino, e solo noi abbiamo il potere di rialzarci, di non cadere nel precipizio ma, anzi, di scalarlo con tutta la forza che abbiamo. In una storia che copre un arco di circa due anni, il lettore assiste alla riconquista della pace, all’epifania di un personaggio che ritrova sé stesso, e in egli inevitabilmente si rispecchia. Perché ognuno di noi sta combattendo una battaglia nella sua anima, e l’autore riesce a farci sentire meno soli, raccontando una storia di fantasmi finalmente liberi di andare e di redenzione, sofferta sì ma necessaria. Con un inatteso colpo di scena finale, la storia si chiude come è iniziata: con leggerezza di stile ma profondità di contenuti.

TRAMA. Quanto può costare un errore? Per quanto tempo sarai in debito con la vita? E soprattutto, quali saranno le conseguenze per le persone a te care? Sono queste le domande che precipiteranno sulla testa di Ivan, pesanti come macigni, resti di una valanga da lui stesso causata. Una vita totalmente stravolta da uno sbaglio. Dal caos di Roma alla quiete delle Dolomiti, dalla moglie Chiara alla solitudine di una baita tra i boschi, dallo sportello di un ufficio postale a un rifugio di alta montagna. Nel suo esilio volontario, in un ambiente agli antipodi delle sue abitudini, Ivan cercherà il modo per redimere le sue colpe, far pace con sé stesso e accettare le proprie responsabilità; tra stimolanti avventure e nuove conoscenze, con le vette dolomitiche alle spalle e l’infinito davanti agli occhi. Quali saranno le risposte di Ivan a quelle famose domande?

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BIOGRAFIA. Mario Antobenedetto nasce a Roma nel 1983. Nel 2015 pubblica il suo primo romanzo per Edizioni A.Car “Il piano Tiberio”, un thriller storico/politico ambientato tra le mura del Vaticano, con il quale vince la prima edizione del premio letterario nazionale “Ispirare la fantasia”. Il sodalizio con Edizioni A.Car continua nel 2017 con “Fiorisci nei miei inverni”, un romanzo d’amore e rabbia nella cornice della periferia capitolina, e nel 2019 con “Un passo più in là”, una storia di avventura e resilienza tra le cime dolomitiche delle Pale di San Martino. Scrive inoltre diversi racconti vincitori di prestigiosi concorsi nazionali e pubblicati in antologie, tutti leggibili gratuitamente sul suo sito. È attualmente impegnato nella stesura del suo quarto romanzo, un poliziesco tra il giallo e il thriller che ha già suscitato l’interesse di numerose case editrici.

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Jay Manari presenta il romanzo “Il senso di un’ombra”

In libri on dicembre 22, 2019 at 11:02 pm

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

Il senso di un’ombra di Jay Manari

Jay Manari ci fa conoscere le rocambolesche abilità di Peter, acrobata al Neverland Circus, diretto da Spugna al servizio del ricchissimo pubblicitario Sir James Hook. Un personaggio in bilico, non solo per la sua occupazione, ma anche per quello che rappresenta: un’anima votata all’eterna gioventù sempre in fuga, in un mondo che “non c’è”. Una narrazione ispirata all’opera di James Barrie che unisce l’evasione della fiaba al resoconto sofferto di chi ha potuto seguire la genesi di una creazione artistica che ha accompagnato – e continuerà ad accompagnare – intere generazioni.  Inquietudine e leggerezza, in un romanzo “dedicato a tutti quei bambini maggiorenni che conoscono la differenza fra crescere e invecchiare.

Titolo: Il senso di un’ombra

Autore: Jay Manari

Genere: Racconto – Fantasy – Letteratura per ragazzi

Casa Editrice: Gruppo Albatros Editore

Pagine: 98

Prezzo: 13,90€

Codice ISBN: 978-88-306-1155-9

«Vuoi sapere perché una delle mie stranezze è proprio la totale assenza di peso? Perché sono “Leggerezza”? Ecco… la Felicità, anche se non sembra, è pesante e proprio per questo, per trasmetterla, bisogna essere leggeri come l’aria! Solo così, infatti, ognuno può serenamente avvicinarsi al peso della propria Felicità. Questo è il motivo per cui esisto. Un adulto direbbe: «Ah, è il tuo lavoro!» e uno dei miei piccoli seguaci risponderebbe canticchiando: «È un gioco, è il gioco di Peter!». Il gioco della Felicità […]».

Un libro nel libro nel teatro: Il senso di un’ombra è liberamente ispirato all’opera teatrale “Peter Pan, il bambino che non voleva crescere” dello scrittore scozzese James Matthew Barrie. Questo significa molte cose, forse troppe, poste in un equilibrio mirabolante, perfetto, che fa saltare il fiato dal petto alla gola, proprio come fa un’acrobata sul filo. Peter Pan è tante cose: l’infanzia scandita da storie fantastiche, i sogni prima di addormentarsi, la crescita che non si accetta, la fuga da quest’ultima, l’assenza di peso, dimensione, ombra, gravità; una leggerezza che significa ritirarsi in un mondo immaginifico, così da non perdere mai quello slancio vitale, lo stesso, forse, che fa spiccare il volo. Nella vita comune questo può essere tradotto nell’attitudine a un vago sentore di giovialità che non è superficialità, ma piuttosto una ricerca incessante di questa bramata gioventù che non segue l’età biologica, bensì esiste in ognuno di noi ed è costituita dal bagaglio emotivo, fatto di secondi, ere, minuti, decenni, chi lo sa. Un’età incalcolabile, che non segue gli step canonici: non c’è un’infanzia che diventa adolescenza e poi giovinezza ed età adulta, ma un magma che si espande lento e scottante, che oltrepassa i confini generazionali e diventa uno stato generale e perpetuo; tutto questo diventa poi un’arte fine e infinitesima, ovvero riuscire a entrare nel surreale, tanto da conoscersi in meandri mai battuti, inconsci, estranei quasi. Il sorriso, il volo oltre le nuvole, la spensieratezza diventano così lo strumento per affrontare il proprio ospite inquietante, una presenza a volte scomoda che però ci permette di interpretare quella stessa “leggerezza” – la giovinezza – come un filtro attraverso cui guardare il mondo, viverlo, appassionarsi per riconoscere, nelle pulsioni più genuine, il senso della nostra identità, e così accendere un lumino, poi un faro sulle oscurità altrui. Parole che servono, tramite un’opera indimenticabile come quella di Peter Pan, a far emergere la natura pedagogica del testo, ed essere così anche d’esempio per una lettura non solo giovane, ma che certamente si può definire di formazione.  Jay fa tutto questo, e le immagini presenti nel testo creano un mondo trasversale che si ricollega alla natura molteplice e sconfinata delle arti, di quanto queste possano stringersi in un afflato che rinsalda il nostro più profondo sentire. Le immagini sono fantasia, ma possono anche essere diapositive, fotografie, fotogrammi, frame. Sogni? Sì, anche. E così l’artista che ce le dona si fa genitore delle nostre fantasticherie, del nostro mezzo interpretativo: lui acrobata e anche noi, oscilliamo su queste emozioni che si vedono, si sentono e si toccano con la speranza che possano rimanere eterne.

TRAMA. Scrittore talentuoso e squattrinato, Peter lavora come acrobata al Neverland Circus, gestito dal capo clown, il signor Spugna, a sua volta alle dipendenze del pubblicitario plurimiliardario Sir James Hook, meglio noto come Uncino, ora marito di Wendy. Narrato attraverso gli occhi della prima attrice che abbia mai interpretato Peter Pan, Il Senso di un’ombra svela i lati più oscuri della sceneggiatura originale dell’autore scozzese James Barrie, approfondendo la natura del suo vero finale, molto spesso censurato sia dalle produzioni cinematografiche che da quelle teatrali, mettendo in luce i drastici cambiamenti avvenuti poco prima del suo celebre debutto al Teatro Duke York il 28 dicembre 1904. 

BIOGRAFIA. Regia. Scrittura. Pittura. Queste le arti predilette da Jay Manari, giovane artista indipendente che dal 2014 lavora per produzioni di film, promo, serie TV e video musicali tra l’Italia e gli Stati Uniti.  Nel 2014, ha fondato ManarìFilmArts Productions, una nascente casa di produzione e post produzione video, attualmente dedita alla pre-produzione di Feelings In The Shadow, la versione cinematografica de Il senso di un’ombra.  Da gennaio 2018, Jay lavora come Direttore Artistico e Video Content Creator per MiraBan LTD, una poliedrica Società di Arte e Intrattenimento londinese.  Da settembre 2019, vive a Cardiff, dedicandosi al potenziamento del proprio stile registico, così da far risorgere l’Italia quale sostenitrice partecipe e internazionale della Settima Arte e non solo come suo set cinematografico o musa inspiratrice.

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Nataša Ursic presenta il romanzo “Non scegliermi. Nulla è come sembra”

In libri on dicembre 16, 2019 at 12:35 pm

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

Non scegliermi – nulla è come sembra di Nataša Ursic

La scrittrice goriziana Nataša Ursic presenta “Non scegliermi – nulla è come sembra”, il primo capitolo della serie “The unloved”, un appassionante romance new adult ma anche un avvincente noir. Danielle, la protagonista di questa complicata vicenda, dovrà fare ricorso a tutte le sue forze per venire a capo di un mistero che riguarda la sua vita e soprattutto i suoi ricordi. Una storia ricca di tensione e di segreti inconfessabili, un intrigante viaggio alla ricerca della verità e del vero amore.

Titolo: Non scegliermi – nulla è come sembra

Autore: Nataša Ursic

Genere: Romance

Casa Editrice: Self-publishing

Pagine: 513

Prezzo: 14,00€

Codice ISBN: 978-10-909-38-589

«Non riesco a reagire visto che il mio cervello mi dice di correre da lei, il mio cuore mi consiglia di scappare via e il mio corpo, come sempre, non sa a chi dare retta. Il mio respiro accelera ma cerco di non farlo vedere […]».

Non scegliermi – nulla è come sembra di Nataša Ursic è il volume d’esordio di una serie che appare sin dalle prime pagine estremamente interessante. Pagine che disorientano, perché l’autrice decide di ammantare la storia di un fitto alone di mistero. In questo primo capitolo si cerca come in un puzzle di rimettere insieme i pezzi del presente e soprattutto del passato della protagonista femminile, Danielle Dream Brown, di cui si scopre la storia poco alla volta, lasciando buchi nella mente del lettore perché è lo stesso personaggio ad aver perso la memoria. Danielle è una figura sfuggente per la quale non è semplice provare empatia, ma d’altro canto è un personaggio che stuzzica l’interesse, che si vuole seguire nella vicenda per poter comprendere più a fondo la sua storia travagliata, i suoi ricordi frammentati e i suoi comportamenti spesso ambigui. All’inizio si viene a conoscenza del fatto che è stata vittima di violenza, ma che ha anche tentato il suicidio; tutto è annebbiato, confuso, e sembra che anche il protagonista maschile della storia, Richard, soffra dello stesso disturbo della memoria. A intricare la trama vi è la presenza di un Clan mafioso, capeggiato dal padre di Danielle, che ha tentacoli che arrivano fino all’ambiente teoricamente sicuro della scuola della ragazza. Diversi personaggi si avvicendano nella narrazione con i loro punti di vista complicando una storia/rebus che presenta al suo interno anche diversi flashback che suggeriscono risposte – poche – alle troppe domande rimaste in sospeso. Nell’alternarsi dei punti di vista l’autrice costruisce pezzo per pezzo una storia che avrà sicuramente modo di sorprendere nei successivi volumi; una vicenda che tiene incollati alle pagine, e che permette al lettore di riflettere e ipotizzare senza farlo mai annoiare. Un libro che trasmette un sottile senso di inquietudine, scritto con uno stile scorrevole e abitato da personaggi che, come dal titolo del romanzo, non sono quello che sembrano.

TRAMA. A causa di un forte trauma la protagonista Danielle perde la memoria. Grazie ad alcuni ricordi che le tornano in mente all’improvviso e nelle situazioni più disparate, inizia a capire chi è e ciò che le è successo, scoprendo che non è andata come le hanno fatto credere. Nel suo percorso incontrerà Richard, con cui avrà un rapporto complesso di amore e odio, di amicizia e antipatia, di attrazione e disgusto, e che inconsapevolmente l’aiuterà a scoprire la verità sul suo passato. Trasferitasi a Orlando per seguire il fratello Danielle conoscerà Nick, che rappresenterà per lei un’occasione di rinascita totale. Almeno fino a che Richard non andrà a farle visita. Chi sceglierà Danielle? Il Clan c’entra qualcosa in tutto questo? Ma, soprattutto, le permetterà di scegliere?

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BIOGRAFIA. Nataša Ursic (Gorizia, 1986) pubblica nel 2015 il primo volume della trilogia rosa/noir “Non Scegliermi” sulla piattaforma Wattpad. Nel 2017 prende la decisione di approdare su Amazon dove è presente la trilogia completa. Nel 2019 ha fatto tradurre il primo volume in lingua inglese. Ha preso parte al primo Festival del Romance Italiano a Milano.

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Annibale Gagliani presenta “Romanzo Caporale”

In libri on dicembre 16, 2019 at 12:13 pm

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

Romanzo Caporale di Annibale Gagliani

Annibale Gagliani presenta “Romanzo Caporale”, la storia di un immigrato che dal Kenya arriva in Italia dopo che i suoi sogni di poter aiutare il suo popolo vengono infranti. Grazie al sostegno di missionari, che si prendono cura di lui fin da bambino, riceve istruzione e affetto. Quando giunge in Italia, il protagonista di questo libro cade nelle maglie opprimenti del caporalato e della criminalità. Con questo romanzo Annibale Gagliani denuncia una pratica aberrante, quella del caporalato, e insieme a questa l’azione quasi inerme delle Istituzioni sociali e politiche.

Titolo: Romanzo Caporale

Autore: Annibale Gagliani

Genere: Romanzo

Casa Editrice: I quaderni del Bardo

Pagine: 114

Prezzo: 8,37€

Codici ISBN: ISBN-10: 1686770707 – ISBN-13: 978-1686770708

«Niente irrompe nei miei sensi meglio di questo smeraldo. Se l’osservi impavido ti violenta l’anima. Niente spegne il mio corpo meglio di questa terra rossa. È bagnata regolarmente da un sole cieco: eccolo, il declamatore supremo dei sogni del Mediterraneo. Eppure, piove, dentro e fuori di me. È il tintinnio sadico dei ricordi. Sinfonia dolorante che fa sussultare la misteriosa Cava. Sembra sorridermi, tingendosi a tratti d’azzurro. Stringo il coltello nel pugno destro, lo punto verso la parte più emozionale del mio collo, la casa della giugulare […]».

«Il protagonista di questo libro – che ricorda somaticamente Alì dagli occhi azzurri, migrante dall’Africa all’Italia della poetica profezia di Pier Paolo Pasolini e che nella copertina donatami da Massimo Bietti acquista, seppur con tratti più innocenti, un’esattezza iconica – sfida il male, il suo concetto, la sua azione, i suoi servi». Così Annibale Gagliani parla del protagonista del suo ultimo libro “Romanzo Caporale”. Potrebbe essere un immigrato come tanti, e lo è per il fatto che a lui non viene dato un nome, la sua identità coincide con quella di tanti immigrati africani. Ma quest’uomo che dal Kenya raggiunge l’Italia è molto di più. Con questo libro l’autore denuncia un sistema criminale, il quale potrebbe benissimo essere circoscritto in tempo passato, ma che invece è più forte e drammatico oggi e nel nostro paese. Il caporalato è denunciato apertamente, come la massima tra le aberrazioni; in esso confluiscono altre nefandezze come la discriminazione razziale, lo sfruttamento, l’isolamento sociale, l’odio. Elementi questi di cui la criminalità organizzata si nutre e attraverso i quali rafforza le reti dei suoi sporchi traffici. Ma a questa si aggiunge una denuncia più pesante, quella dell’indifferenza civile e istituzionale, che non ha meno colpe di altri. Il libro è un racconto in prima persona del protagonista; attraverso la sua narrazione veniamo a conoscenza non solo delle difficoltà di un viaggio che si trasforma in fuga, ma leggiamo uno spaccato triste della nostra società. Ci sono anche aspetti positivi in “Romanzo Caporale” e non sono pochi. Grazie all’indefesso lavoro di missionari laici e religiosi, viene data una speranza a tantissimi uomini, donne e bambini. Sono piccole gocce in un mare di indifferenza, ma sono comunque gocce di speranza perché «alla lunga il bene vince, ma solo attraverso le piccole cose». Il romanzo si chiude con l’annuncio di una imminente tragedia, unica conclusione possibile, che lancia al lettore una sfida sociale, ovvero quella di svegliarsi dallo stordimento di vuoti slogan e inizi a guardare la realtà per quella che è. Il libro è impreziosito da una prefazione a cura di Fabrizio Peronaci e da una postfazione di Raffaele Gorgoni, che forniscono una importante chiave di lettura dell’intero romanzo. Inoltre, l’autore nella sua premessa dice forte e chiaro quali sono gli obiettivi del suo libro: scardinare tre piaghe sociali, ovvero lo stereotipo, la corruzione e il caporalato. In copertina una fotografia di Massimo Bietti, fotoreporter premiato dal National Geographic, ci mostra come gli occhi di un bambino di colore possono trasmettere gli stessi sentimenti di qualsiasi altro bambino del pianeta.

TRAMA. La fine dell’uomo nel caos italiano. Sulla terra vermiglia della Cava di Bauxite, a Otranto, il suicidio narra, attraverso il flusso di coscienza, la vita da cacciatore di lucciole del protagonista, che ricorda l’Alì dagli occhi azzurri di Pier Paolo Pasolini. Un condottiero possibile del Kenya, animato da due modelli filosofici: don Donato Panna e Thomas Sankara. La corruzione politica del suo Paese lo costringe a fuggire in Italia col sogno di costruire un avvenire di pace per la sua famiglia. La disumana navigazione sul Mediterraneo lo conduce in una terra intollerante, avvolta da buio impenetrabile. Ma lui, come Sisifo, porta il masso sopra la montagna. Diventa schiavo del caporalato, ma non s’arrende: sfida il Fattore C sedimentato tra le sinapsi della gente comune. La tragedia, dalla sequenza circolare, ha due insegnanti autorevoli: la storia e il dolore. Il giovane antieroe è l’effige più lucida dello stoicismo di Lucio Anneo Seneca. Con la prefazione di Fabrizio Peronaci, caposervizio della redazione romana del «Corriere della Sera»; con la postfazione di Raffaele Gorgoni, storica firma RAI; foto copertina curata da Massimo Bietti, fotografo internazionale premiato dal National Geographic.

BIOGRAFIA Annibale Gagliani nasce il 4 ottobre 1992 a Mesagne (BR). Professore di lettere, giornalista pubblicista, scrittore associato Siae, saggista membro della Canadian Association for Italian Studies, poeta. Laureato con lode in Lettere Moderne all’Università del Salento, è tra i vincitori del II Master in giornalismo 3.0 di Nuovevoci Network, a Napoli, e specializzato in insegnamento della lingua e della cultura italiana agli stranieri all’Università Tor Vergata di Roma. Ha intrapreso con il Co.Re.Com, la Regione Puglia e l’Unisalento un progetto di ricerca sulle minoranze linguistiche in Puglia e collaborato con innumerevoli testate, tra le quali «Lecce Cronaca», «Il Nuovo Quotidiano di Puglia» e «L’Intellettuale Dissidente» e con blog e riviste di critica letteraria. Nel 2018 pubblica il saggio Impegno e disincanto in Pasolini, De André, Gaber e R. Gaetano e l’e-book Ground zero – Post-liquidità generazionali con IQdB Edizioni. Nel 2019 arriva il suo terzo lavoro editoriale, Romanzo caporale, sempre per IQdB Edizioni. Tra i suoi racconti d’impegno civile, si ricorda La vita è un viaggio favoloso, vincitore del premio della critica nella III edizione del concorso letterario nazionale Fuori dal cassetto. Autore di articoli scientifici che verranno pubblicati nel 2020 come, La trattativa Mattei-Rockefeller per la Fondazione Enrico Mattei in collaborazione con la rivista «Il Mediterraneo» e un approfondimento linguistico sulle telecronache calcistiche per Treccani. Ha ideato e diretto per la casa editrice I Libri di Icaro una collana di saggistica, inchiesta giornalistica e romanzi noir titolata Sōkrátēs. Ha tenuto seminari di linguistica italiana in relazione al cantautorato in Atenei italiani e partecipato come relatore a convegni di rilevanza internazionale.

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CASA EDITRICE. Il progetto I Quaderni del Bardo Edizioni nasce con il placet morale de “I Quaderni del Bardo” il marchio editoriale portato avanti da Maurizio Leo (1959, poeta, e grande operatore culturale), che gestisce ormai da più di vent’anni anche “Il Bardo”, (direttore responsabile Antonio Tarsi), una rivista dedicata alla cultura tout court, alle tradizioni storico monumentali del Salento, alla poesia. La nuova casa editrice, la cui grafica editoriale è affidata a Mauro Marino del Fondo Verri, si distingue per formati pocket e per un elevata qualità dei contenuti proposti ai lettori. Come dichiara il poeta e critico letterario Nicola Vacca: Stefano “Sfogliando i suoi libri e imbattendovi nei poeti pubblicati nella collana, capirete perché Stefano quando presenta la sua creatura dice: La mia casa editrice non è per tutti”. Qualsivoglia servizio editoriale da ufficio stampa, a impaginazione e grafica, correzione bozze ed editing, sino alla segreteria organizzativa, e curatela di volumi e collane fornito da figure professionali esterne alla casa editrice I Quaderni del Bardo Edizioni, è reso a titolo di amicale collaborazione in spirito di solidarietà culturale.

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Roberta Zanzonico presenta il romanzo “Blu Stanzessere”

In libri on dicembre 6, 2019 at 6:38 pm

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Presenta

Blu Stanzessere di Roberta Zanzonico

La scrittrice e psichiatra romana Roberta Zanzonico presenta “Blu Stanzessere”, un viaggio nella mente umana, nel suo disperato bisogno di tenere legati a sé i ricordi ma anche nella sua necessità di lasciare andare, di dimenticare. Una storia onirica ambientata in un labirinto di corridoi oscillanti, che si aprono su stanze vive e senzienti; in ognuna di esse c’è una donna che chiede di essere ascoltata, e di essere accettata per quello che rappresenta: una goccia di memoria cristallizzata nello spazio, un frammento d’esistenza incastonato nel tempo. 

Titolo: Blu Stanzessere

Autore: Roberta Zanzonico

Genere: Narrativa contemporanea

Casa Editrice: Edizioni Ensemble

Pagine: 100

Prezzo: 12,00€

Codice ISBN: 978-88-688-13-673

«Le stanze sono tutte vive. Non c’è solo una donna là, c’è tutto. La stanza potrà ingrandirsi, rimpicciolirsi, anche piangere. Dipende dal pezzo di vita lì racchiuso. E dalla stanza. Ma devi capire che non c’è differenza tra i due […]».

Blu Stanzessere di Roberta Zanzonico è un romanzo breve che parla di un amore travagliato, della nostalgia che può far ammalare anche il cuore più forte, e della potenza dei ricordi che possono spezzare anche l’animo più indomito. La storia si apre con un incipit straniante: un uomo si trova riverso a terra in un ambiente scuro e ondulante; solo dei passi ovattati lo destano dal torpore in cui è caduto. Dal momento in cui viene invitato poco gentilmente ad alzarsi, inizia per il nostro protagonista senza volto e senza nome un’avventura surreale e a tratti inquietante, che lo condurrà in un luogo della mente nascosto e intimo, che spesso non si vuole conoscere. Un luogo fatto di corridoi bui che si aprono su stanze vibranti di vita; un labirinto costruito sul mare, solido e precario allo stesso tempo, un posto di memoria fatto però per dimenticare. Sotto l’occhio vigile del Guardiano, un uomo burbero e scostante che conserva in sé un dolore lancinante, il disorientato protagonista intraprenderà un percorso di consapevolezza e di accettazione delle ombre della natura umana. In questa profonda opera si riflette infatti sulla capacità che ha l’uomo di distruggere ciò che ama, e di amare ciò che può distruggerlo. Perso in un microcosmo in cui spazio e tempo sono fatti della stessa sostanza liquida che ricalca le forme della memoria, e al seguito di un irascibile e poco collaborativo Virgilio, l’uomo deve abbandonare l’approccio logico alla vita per lasciarsi andare completamente al flusso dei ricordi e delle sensazioni che le “Stanzessere” gli offrono. Un flusso potente che cancella le sue memorie affinché accolga in sé i segreti di una donna che si è persa perché ha amato troppo, che si è spezzata in piccoli frammenti che riecheggiano nello spazio e che si riproducono nel tempo, sempre uguali a loro stessi. In ogni stanza che visiterà il protagonista troverà un momento cristallizzato nel gelo e nel pianto, nella luce più chiara e nello spazio infinito di un battito di ciglia. E lì comprenderà, stanza dopo stanza, che arriva un momento in cui si deve dire addio, in cui non si devono più addomesticare i ricordi e il dolore ma lasciarli andare, lasciarli sommergere dal mare. Per ricominciare, per riscrivere il proprio inizio e sperare in un diverso epilogo.

TRAMA. Blu Stanzessere è un romanzo sulla memoria, una memoria parcellizzata, impacchettata e rivissuta in diversi Stanzessere. Ogni Stanzessere è un posto in cui una donna si è fermata per ripetere un momento all’infinito, dargli una forma e renderlo elementare, comprensibile. Un luogo nato per aiutare a dimenticare e ricominciare, in un’architettura al tempo stesso umanissima e divina. Un racconto onirico nelle cui trame c’è un viaggio che è una storia d’amore, che è tante storie insieme e molto altro. Un viaggio dentro la mente che conduce il lettore per mano in un’esperienza sensoriale, prima ancora che letteraria.

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BIOGRAFIA. Roberta Zanzonico (Velletri, 1986) si laurea in Medicina e Chirurgia al Campus Bio-Medico di Roma. Una volta abilitata alla professione in Italia, si trasferisce negli Stati Uniti. Qui comincia un periodo di ricerca in neuroscienze, e segue la specializzazione in Psichiatria a Boston. Nel 2018 si trasferisce a Los Angeles, dove attualmente lavora come psichiatra. Nel 2019 pubblica il suo primo romanzo con Edizioni Ensemble, “Blu Stanzessere”, con il quale ha vinto il Premio “Cultura sotto il vulcano”, Premio Presidente delle Giuria (Etna book festival). È inoltre tra i finalisti del premio internazionale di letteratura Città di Como.

CASA EDITRICE. Edizioni Ensembleè una casa editrice romana che punta a promuovere giovani esordienti e autori di valore internazionale che con la propria opera possano lasciare un messaggio universale. Tra le collane editoriali spiccano “Erranze”, diretta da Gëzim Hajdari, e “Transculturazione”, diretta da Armando Gnisci, entrambe volte a rappresentare una precisa idea di mondo.

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Pierluigi Porazzi presenta il social thriller “Il lato nascosto”

In libri on dicembre 5, 2019 at 11:34 am

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

Il lato nascosto di Pierluigi Porazzi

Lo scrittore friulano Pierluigi Porazzi presenta “Il lato nascosto”, un thriller al cardiopalma, in cui si fa la conoscenza di due personaggi intensi e profondamente umani, gli ispettori Alba Leone e Ramon Serrano. Una storia coinvolgente che racconta non solo di un efferato omicidio dalle tante e controverse implicazioni, ma anche delle zone nascoste dell’essere umano, di quegli spazi oscuri in cui si può rintanare il demone della violenza e della corruzione. Un nuovo avvincente romanzo per un autore già molto conosciuto e apprezzato dagli amanti del giallo e del noir.

Titolo: Il lato nascosto

Autore: Pierluigi Porazzi

Genere: Social Thriller

Casa Editrice: La Corte Editore

Collana: Underground

Pagine: 303

Prezzo: 17,90€

Codice ISBN: 978-88-312-09-021

«Ha imparato che nella vita ci sono fardelli che nessuno può aiutarti a sostenere. Dolori che devi portarti dentro, imparare a conviverci. Cercando di sembrare comunque sorridente e spensierata, perché alla gente non piacciono le persone tristi. Poi non importa se hai un inferno nero che ti scava dentro, quello che conta è non farlo vedere, per non allontanare gli altri […]».

Dopo gialli di successo come L’ombra del falco e La ragazza che chiedeva vendetta, lo scrittore Pierluigi Porazzi torna in libreria con il social thriller Il lato nascosto. Un romanzo appassionante che si apre su un incipit crudo e violento, e che si snoda in una trama labirintica ricca di suspense, di personaggi controversi e di inquietanti colpi di scena. Protagonisti della storia sono gli ispettori Alba Leone e Ramon Serrano, due amici prima ancora che colleghi, due personalità forti dalla cristallina moralità, che condividono una solitudine esistenziale che li attanaglia. Alba è più cinica del suo collega, e a suo dire non crede più in niente; nel corso della narrazione cerca con tutte le sue forze di non affondare nella melma che la circonda. Ramon è un uomo genuino, estremamente sensibile, un idealista che non scende mai a compromessi e che crede fermamente nella giustizia. Questi due personaggi così ben caratterizzati si ritrovano impantanati in un caso di omicidio che sin da subito mostra la sua natura ambigua: sono infatti tanti, troppi i possibili colpevoli e altrettanti i moventi. Nell’infinita giostra dei presunti responsabili, Alba e Ramon si trovano a girare vorticosamente tra verità spiazzanti e segreti rivelati solo in parte, e il lettore è con loro ad ogni passo, partecipando del realismo di un’indagine per omicidio, dei logoranti tempi dilatati per l’attesa delle prove e della frustrazione di chi la sta conducendo. Tra infiltrati senza paura, capri espiatori e vittime immolate in nome della giustizia, questo avvincente romanzo dipinge la società contemporanea con lucidità e vividezza, raccontando della violenza che spesso caratterizza la collettività e l’individuo, dei loro lati in ombra che si cerca ostinatamente di nascondere, ma che prima o poi inevitabilmente emergono. È una storia che parla di decadenza morale, di corruzione, di impunità, e della dura realtà della mafia nigeriana; è una vicenda nera come la pece che riflette sulla caducità dell’esistenza e sulla potenza dell’odio e della vendetta che può scalfire anche l’anima più pura. Nel romanzo Il lato nascosto anche la vita ha un prezzo, come qualunque altra cosa; in esso è descritto con disarmante realismo il mondo che sperimentiamo ogni giorno, un mondo assurdo che non ti concede neanche il tempo di fermarti a piangere, perché lo spettacolo deve continuare. E non si può, alla fine, non riflettere sulle parole stanche e rassegnate di Alba: “Ma come facciamo ad andare avanti, con lo schifo che abbiamo intorno? È tutto marcio, in questa società”.

TRAMA. Una giovane donna viene uccisa nel suo appartamento. Sulla scena del delitto arrivano gli ispettori Alba Leone e Ramon Serrano, e il caso a prima vista sembra poter essere risolto in poco tempo: l’assassino ha lasciato il suo DNA sul corpo della vittima e gli investigatori sono convinti di riuscire a identificarlo. Sembrano quindi non esserci dubbi sul colpevole, ma l’uomo, che è uscito da poco dal carcere, ha un alibi inconfutabile per la sera dell’omicidio. Nel frattempo gli investigatori si rendono conto che molte persone potevano avere interesse a eliminare la ragazza: personaggi di spicco che la conoscevano, tra cui un giudice, un politico in ascesa e un misterioso e spietato boss della mafia nigeriana, che ha riorganizzato una rete criminale che si espande in tutto il Nord Italia. In una società in cui la mistificazione e la menzogna sono le uniche regole, riusciranno Alba e Ramon a risolvere l’intricato mistero?

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BIOGRAFIA. Pierluigi Porazzi è un avvocato e scrittore. Diversi suoi racconti sono apparsi su riviste letterarie, in diverse antologie – tra le quali “Più veloce della luce” (Pendragon, 2017) e “Notti oscure” (La Corte Editore, 2017) – e nella raccolta “La sindrome dello scorpione” (Campanotto, 1998). Ha pubblicato per Marsilio Editori i romanzi “L’ombra del falco” nel 2010, “Nemmeno il tempo di sognare” nel 2013 – in seguito usciti, rispettivamente, nelle collane “Noir Italia” (Il Sole 24 Ore, 2013) e “Il Giallo Italiano” (Il Corriere della Sera, 2014) – e “Azrael” nel 2015, premiato come miglior romanzo dell’anno nell’ambito dei Corpi Freddi Awards. Nel 2017 pubblica per la collana “gLam” di Pendragon il romanzo “Una vita per una vita”, scritto con Massimo Campazzo. Per La Corte Editore esce nel 2018 il romanzo “La ragazza che chiedeva vendetta” e nel 2019 “Il lato nascosto”.

LA CASA EDITRICE. La Corte Editore è stata fondata da Gianni La Corte nel 2008. È una casa editrice torinese incentrata principalmente sulla narrativa – fantasy, thriller, romanzi sentimentali e storici – e distribuita in tutta Italia da Messaggerie Libri. In dieci anni di attività si è fatta conoscere da migliaia di lettori arrivando a pubblicare importanti autori internazionali come il pluripremiato scrittore Jonathan Carroll. Nel 2016 La Corte Editore ha rilevato un’altra casa editrice di Torino, la Pavesio Comics, per dare nuova linfa allo storico marchio e iniziare una nuova e parallela avventura editoriale nel mondo dei fumetti.

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Edoardo Francesco Taurino presenta il romanzo “Sinfonia, di Rose, di Cera”

In libri on novembre 21, 2019 at 8:56 am

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

Sinfonia, di Rose, di Cera di Edoardo Francesco Taurino

Edoardo Francesco Taurino presenta “Sinfonia, di Rose, di Cera”, il suo libro d’esordio in cui racconta la storia d’amore tra un uomo e una donna, i genitori del protagonista, e lo fa quando ormai colui che parla è adulto e ha deciso di affrontare il passato. Con questo romanzo, il narratore protagonista prova a “guardare negli occhi” la madre e il padre, ormai scomparsi. Con questo racconto l’autore racconta la bellezza dell’universo, un vero e proprio trionfo della vita. Inoltre, vuole denunciare ciò che è successo e succede tuttora in Tibet, facendosi in qualche modo portavoce delle 137 persone che si sono date fuoco in segno di protesta a partire dal 2009.

Titolo: Sinfonia, di Rose, di Cera

Autore: Edoardo Francesco Taurino

Genere: Narrativa moderna e contemporanea

Casa Editrice: Schena Editore

Pagine: 145

Prezzo: 15,00€ Prezzo online: 12,75 €

Codice ISBN: 9788868062187

«Abbiamo aperto gli occhi nell’infinito e in esso ci siamo addormentati, richiudendoli nella paura. Nell’inconscio del trasporto di questo sogno, mossi dai flussi che dominano i cuori del mondo, ci siamo risvegliati l’uno accanto all’altra. Così ti ho incontrata, mia amata, subito dopo averti sognata. Abbiamo chiuso gli occhi nella paura, li abbiamo riaperti nell’amore. […]».

Il romanzo di Edoardo Francesco Taurino è una lunga riflessione in cui la parola, che si fa poesia, ha una importanza fondamentale. Essa è il mezzo essenziale per comprendere l’universo, la sua bellezza e l’amore. Dinanzi ad un cielo infinito si propaga una dolce poesia per tutto ciò che poteva essere e non è stato, per coloro che hanno guardato nell’oblio di ciò che è perduto e ne sono rimasti schiavi. In quell’oblio fa eco un suono di liberazione, propagandosi nel vento. Fuochi risplendono nel cielo della notte, cuori donano la loro vita per donare ad altri la vita. L’impeto del fuoco fa riferimento al sacrificio di centotrentasette monaci tibetani che si diedero fuoco per protestare contro la politica oppressiva cinese. In questo contesto di tragedia è possibile ascoltare una sinfonia che racconta la verità dell’anima di quei cuori puri, poiché l’infinito si ricorda di coloro che hanno curato le rose dell’eternità. Oltre a questo omaggio alla tragica condizione tibetana, l’autore racconta una storia d’amore tra un uomo e una donna dal proprio punto di vista. Racconta la storia di un uomo e di una donna nel cui legame prende corpo la bellezza, in cui in un equilibrio perfetto convivono verità, energia, nascita e morte, bene e male, il passato, il presente e il futuro, il caso e il destino, il caos e la perfezione, il visibile e l’invisibile, la paura e la gioia. In definitiva: la vita. Perché di vita e del mondo parla Sinfonia, di Rose, di Cera: «Ma chi ben sa mi chiederà di quale mondo io stia parlando; gli risponderò allora che si tratta del mondo costruito nel cuore degli uomini». Questo romanzo racconta così una storia particolare e una storia più grande e attraverso un flusso continuo di parole dense e cariche di significati comunicano un messaggio fondamentale, ovvero che in ogni anima c’è qualcosa di vivo, di importante e che è possibile scoprire se solo si sa andare oltre la carnalità dell’essere. In questo romanzo Taurino innalza un vero e proprio inno alla vita, che va vissuta e difesa a tutti i costi.

TRAMA. Il libro narra la storia d’amore tra un uomo e una donna raccontata dal figlio che molti anni dopo decide di riaffrontare il suo passato. Sceglie di farlo provando a guardare negli “occhi” la madre e il padre che non ci sono più. Lo scritto è uno stendardo alla bellezza dell’universo, un vero e proprio trionfo della vita. Esso vuole denunciare ciò che è successo e succede tuttora in Tibet, facendosi portavoce delle 137 persone che si sono date fuoco in segno di protesta. Il libro raffigura la solitudine che si può trovare all’interno di ognuno di noi in questo universo. Vuole far vedere che all’interno di ogni animo vi è qualcosa di veramente vivo oltre alla pura materia carnale. Nel suo interno si trovano le idee sviluppatesi nel corso della storia dai più grandi uomini passati su questa terra (Cristo, Buddha, Dalai lama, Platone, Shakespeare, Seneca e via dicendo). Il tutto è tenuto insieme da poesia e molto amore, ciò a cui ambisce ognuno e ciò in cui si trova immerso ognuno di noi senza rendersene conto. Denuncia lo spreco di vita e affronta la paura che si trova in ogni uomo. Un vero e proprio elogio alla vita e alla bellezza.

BIOGRAFIA. Edoardo Francesco Taurino viene al mondo sotto le stelle del 18 aprile 1997. Nato da madre francese e padre italiano, è uno tra i più giovani scrittori del nostro tempo. Custodisce nell’animo il romanticismo della cultura francese e il coraggio della cultura italiana. Di scuola Shakespeariana studia sin da piccolo i classici della letteratura greca e latina ed i maggiori esponenti della letteratura inglese, francese ed italiana. Amante della scultura e della pittura, innamorato dei grandi e della verità, aspira all’infinito e la sua bellezza.

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CASA EDITRICE. «Nel lontano 1947, a Fasano, prende forma nei locali di via Egnazia la prima azienda delle “Arti Grafiche Nunzio Schena” (in seguito “Grafischena”). Di pari passo, oltre alla passione per la carta stampata (e stampata bene), cresce in Nunzio Schena sempre più forte l’amore per il libro. I primi volumi, realizzati interamente nella sua tipografia, datano alla fine degli anni Cinquanta, e da quel momento l’attenzione per la produzione editoriale diviene sempre maggiore. È però all’inizio degli anni Settanta che l’edizione di libri si fa più organica e continua. L’attenzione per i testi di argomento prima fasanese, e poi pugliese, diviene preponderante nella produzione bibliografica della fucina editoriale di Nunzio Schena. Il 1972 segna l’ampliamento delle officine grafiche col trasferimento nel nuovo, grande stabilimento di viale Stazione, con il marchio “Schena Editore”. Numerose le collaborazioni con le Università italiane: la casa editrice Schena annovera pubblicazioni realizzate con le Università pugliesi, ma anche con l’Università “La Sapienza” di Roma e con l’Università di Pavia. Anche dopo la dipartita del suo fondatore nel 2003, la casa editrice ha continuato, a perseguire il progetto culturale di Nunzio Schena e ad arricchire il suo prestigioso catalogo con circa 80 pubblicazioni annue. La passione per la cultura e l’amore per il libro persistono e si tramandano tra gli eredi di Nunzio Schena, che mantengono il carattere familiare di questa azienda. Nel 1998 è stato istituito il Premio Nazionale di Narrativa Valerio Gentile, riservato a giovani di età inferiore a 30 anni: consiste nella pubblicazione dell’opera vincitrice nella collana Pochepagine.

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Luciana Pietraccini presenta il romanzo “Cristiano e così sia”

In libri on novembre 18, 2019 at 11:06 am

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

Cristiano e così sia di Luciana Pietraccini

La scrittrice milanese Luciana Pietraccini presenta “Cristiano e così sia”, il racconto amaro della vita di un uomo che si è sempre creduto invincibile, ma che invece era di natura fragile e arrendevole. Una condizione che l’ha spinto a perdere tante possibilità di amare e di essere felice. Una storia di accettazione dei propri limiti, di riscatto e di risalita; un romanzo famigliare che invita alla riflessione sulla tossicità di certe dinamiche amorose, e sulla dannosità dei rapporti morbosi tra genitori e figli.

Titolo: Cristiano e così sia

Autore: Luciana Pietraccini

Genere: Narrativa contemporanea

Casa Editrice: Gruppo Albatros Il Filo

Collana: Nuove Voci. Terre

Pagine: 202

Prezzo: 14,50€

Codice ISBN: 978-88-567-97-404

«Ma Paola, che lo amava, capiva che il vero Cristiano si nascondeva dietro una maschera, la maschera che gli avevano messo alla nascita: il duro che deve sempre vincere, dominare, quello che deve sempre essere il migliore, il più forte […]».

Cristiano e così sia di Luciana Pietraccini è un romanzo famigliare che racconta la vita di una famiglia dal 1937 fino ai primi anni duemila, focalizzandosi soprattutto sulla figura del protagonista Cristiano. Una vicenda che parte dalla nascita della storia d’amore tra Carlo e Bruna, segnata dalla guerra e dal fallimento dei progetti di vita dei due giovani, passando per la nascita del loro amato figlio Cristiano, fino alla maturità di quest’ultimo, segnata da scatti d’ira e continue perdite. Una storia di incomprensioni, solitudine e sogni infranti, che racconta l’amarezza che spesso accompagna l’esistenza, e che mostra senza filtri le luci e le ombre dell’essere umano. Tutti i personaggi dell’opera, da Carlo a Bruna, da Cristiano a Paola, passando per Sonia e Vanessa, sono tratteggiati con accuratezza, andando ad indagare in profondità nel loro cuore e nelle loro motivazioni. Personaggi a tutto tondo che mostrano la bellezza della natura umana ma anche la sua meschinità, la sua rabbia e la frustrazione che spinge ad atti di cattiveria e codardia. Bruna è l’esempio lampante della volontà dell’autrice di mostrare un personaggio che si evolve nel tempo in base alle situazioni che le accadono, che si incattivisce negli anni per non aver avuto ciò che le spettava. Bruna, insieme a Carlo, è una vittima della guerra e delle sue privazioni; messi da parte i suoi sogni di gloria si dedica anima e corpo a suo figlio Cristiano, caricando su di lui un peso troppo gravoso da portare. E Cristiano, da vero protagonista di questa storia corale, è indagato ancora più in profondità, e ne viene mostrato l’arco vitale dall’infanzia fino alla maturità. Una storia di vita che presenta un uomo orgoglioso, cresciuto dalla madre “duro, forte e vincente” ma che invece è estremamente fragile e insicuro. Un uomo che si rifugia nell’alcool, che diviene prevaricante con le donne da lui amate, che non sa comunicare se non con urla e prepotenza. Un uomo che arriva a toccare il fondo, prima di rendersi conto di aver sbagliato tutto. In Cristiano e così sia si parla con realismo e crudezza dei danni irreparabili di un’educazione sbagliata, come accade a Bruna con i suoi figli, e come succederà a Cristiano con i suoi, replicando un modello malato appreso durante l’infanzia. Alla fine, dopo tanto dolore, la filosofia del “così sia” diventa per Cristiano la spinta a non rimanere passivo e a cercare anzi di migliorare la propria posizione: quando il karma alla fine lo colpisce duramente nell’affetto più caro, egli trova il coraggio mai avuto di rialzarsi, e comprende che “quella che credeva una fortezza inespugnabile era stato solo un ridicolo castello di carte”. E a questo punto non si può far altro che ricominciare.

TRAMA. Cristiano e così sia racconta l’infanzia, la giovinezza e la maturità di un uomo, Cristiano, dal carattere forte e ambi­zioso; sin da piccolo rivela una determinazione fuori dal comune, una caparbietà che lo porta a scalare i gradini della società che conta, per affermarsi come medico sulle orme paterne. Professionista stimato, sotto l’apparente sicurezza nasconde una fragilità profonda che turba la serenità familiare; inesorabilmente allontana da sé gli affetti più cari e subisce il fascino di una vita libera e dissoluta, fino al fatale incontro con Vanessa. Giovane, bella, intelligente, da subito instaura con Cristiano un’intesa perfetta. Sarà l’inizio di un amore cieco, totalizzante, vertiginoso. Una storia che colpisce dritto allo stomaco e che indaga il devastante potere dei sentimenti; non possiamo per questo non sentirci profondamente vicini a Cristiano, nonostante i suoi eccessi, la sua vanità, la sua miseria. Una storia che coinvolge e fa riflettere, che oltre alla rassegnazione del “così sia”, invita a guardare avanti con speranza.

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BIOGRAFIA. Luciana Pietraccini,madre fiamminga e padre italiano, nasce in Italia dove vive e lavora. Inizia a lavorare nell’editoria occupandosi di moda e giornali femminili. Diventa presto giornalista pubblicista e direttrice di alcune riviste specializzate. Successivamente si dedica all’editing per alcune case editrici, realizzando riviste di cucina, maglia, ricamo e scrivendo racconti per i giornali interessati. Nel 2019 pubblica per il Gruppo Albatros Il Filo “Cristiano e così sia”.

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Amalia Capasso presenta il romanzo “La promessa di Zaira”

In libri on novembre 18, 2019 at 11:02 am

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Presenta

La promessa di Zaira di Amalia Capasso

Un libro di una donna per le donne e per tutti coloro che, oltre ad amarle, ne conoscono il valore e la bellezza. La sofferenza per la mancata maternità, vissuta costantemente come un lutto permanente e doloroso, le problematiche presenti nella vita di coppia, generate dalla diversità di prospettive, la violenza nelle sue forme più cruente e impietose destinata a chi bisognerebbe proteggere e amare, la gioia, la letizia, l’amore, l’amicizia, capaci nella loro massima intensità di ridisegnare il percorso di vita destinato a riportare l’ordine lì dove prima regnava lo sconcerto, sono gli elementi di questo romanzo che arriva dritto al cuore con la forza e l’efficacia di chi sa raccontare, di chi sa manovrare la propria storia per raggiungere il proprio obiettivo: lanciare un messaggio importante.

Titolo: La promessa di Zaira

Autore: Amalia Capasso

Genere: Narrativa

Casa Editrice: Kimerik

Collana: Kimera

Pagine: 244

Prezzo: 16,00€

Codice ISBN: 978-88-9375-963-2

TRAMA. Come è strana e sorprendente la vita, che disegna i destini della gente, permette che si incrocino, anche solo per soddisfare qualche sua insolita curiosità.  Come è bizzarro il modo in cui sogni dimenticati e speranze disattese possano realizzarsi macchiandosi di oscura benevolenza!

Le vite di Angelica e Veronica non potrebbero essere più diverse, le accomuna solo la città dove vivono : Napoli. Angelica è una docente di scuola superiore, proviene da una famiglia agiata. Ha sposato Leonardo, un affermato libero professionista. La sua sembra essere una realtà fortunata, fatta di privilegi e serenità, ma l’apparenza inganna. Angelica soffre terribilmente perché sa che il mistero della vita potrà conoscerlo solo osservando il ventre gravido delle altre donne. Veronica, invece, lavora duramente per mandare avanti la sua modesta famiglia, si impegna con tutte le sue forze. La sua paura più grande è che le violenze, gli insulti, i soprusi a lei destinati da suo marito Sergio, possano un giorno invadere anche il mondo di sua figlia, Michela.

In modo sorprendente quanto inaspettato le loro strade si incroceranno per creare un’unica  ed incredibile storia di vita ……

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BIOGRAFIA.  Amalia Capasso è nata a Napoli, dove vive attualmente con suo marito Roberto. Laureata in Giurisprudenza e in Scienze politiche con il massimo dei voti, già tutor universitario in materie giuridiche dal 1998 al 2007, attualmente è docente di ruolo nella scuola secondaria di secondo grado. Insegna diritto ed economia politica. La promessa di Zaira è il suo primo romanzo.

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Luca Brunoni presenta il romanzo “Silenzi”

In libri on novembre 11, 2019 at 11:01 am

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

Silenzi di Luca Brunoni

Lo scrittore svizzero Luca Brunoni presenta “Silenzi”, un romanzo crudo e realista, raccontato con la delicatezza di un autore che riesce a trattare il dolore e la miseria con lirismo, rivelando una struggente bellezza che non è visibile a chi guarda con superficialità. La storia di Ida rispecchia quella di tanti ragazzi invisibili, che in anni duri hanno conosciuto la sofferenza dell’abbandono, e che come inutili pacchi sono stati spediti in luoghi stranieri, affidati a gente sconosciuta, vittime innocenti di un mondo che non li meritava.

Titolo: Silenzi

Autore: Luca Brunoni

Genere: Narrativa contemporanea

Casa Editrice: Gabriele Capelli Editore

Pagine: 200

Prezzo: 18,00€

Codice ISBN: 978-88-97308-88-1

«Domani sarà uguale, e dopodomani pure. Però se continuo a lavorare bene avrò il mio letto, avrò da mangiare e una vita come ce l’hanno tante altre persone. Una vita che, anche se dura, non è certo una punizione. Il che significa che la punizione arriverà in un altro modo […]».

Silenzi di Luca Brunoni è un romanzo ambientato negli anni cinquanta in un villaggio svizzero di montagna, il cui tempo è scandito dalla lentezza e ripetitività dei lavori nelle fattorie, e dalle inutili e maligne chiacchiere di paese. Una storia molto dura, che racconta senza filtri di un momento storico in cui l’infanzia non era tutelata, in cui la spensieratezza era un lusso che non ci si poteva permettere. Ida Bühler è una ragazzina di tredici anni rimasta orfana di madre; il suo patrigno decide di affidarla allo Stato che la manda dagli Hauser, una povera famiglia in un villaggio lontano da ciò che lei aveva sempre chiamato casa. Ida è una ragazzina tormentata da un pesante senso di colpa, che si è raggomitolato nel suo piccolo stomaco e non la fa vivere serena. Ha voglia di piangere Ida, ma non sempre ci riesce: “Non oggi, mi dico. Non adesso. Hai da fare, da lavorare, non hai tempo per fare la bamboccetta. Piangerai stasera nel letto se proprio devi”. Si raccomanda di essere forte, di accettare la vita come la punizione che sente di meritare. E il lettore affronta con lei la sua misera e ingiusta esistenza, divisa tra un lavoro in fattoria sfiancante e le angherie subite dalla padrona di casa, Greta. Il romanzo è diviso in due parti nette: in una, intitolata “La fattoria” si partecipa da vicino alle vicende di Ida, ragazzina sfruttata, picchiata, lasciata sola con il suo dolore; nella seconda, “Il villaggio” si mostra la vita degli abitanti del borgo, ripercorrendo i tristi episodi che avevano visto Ida protagonista, e mostrando i punti di vista degli altri personaggi coinvolti, da Theodore a Noah, da Konstantin ad Anne. Personaggi che con Ida condividono l’indigenza e il grigiore dell’esistenza, che serbano nel cuore segreti inconfessabili, e che vivono in un mondo di bugie e omertà. Come il gattino spelacchiato Dumas, la ragazzina soffre la fame e il freddo, ma c’è sempre una piccola luce che brilla in lei, una timida speranza che forse la vita possa riservarle ancora uno spiraglio di felicità. “Se sei povero la vita è dura dappertutto”, dice Ida al suo amico Noah, ma è proprio la calma resilienza della giovane, è il suo aggrapparsi al poco che ha con dignità che ne fanno un personaggio unico, indimenticabile. Una protagonista eroica, seppur piccola, seppur vittima del dolore e dell’ingiustizia; un’anima innocente che rende poetica anche una storia sporca come il letame e cupa quanto i lividi che Ida deve portare sul suo bel viso. Silenzi è uno di quei romanzi che lasciano il segno, che sconvolgono con le loro verità, che emozionano nel profondo con la loro realtà.

TRAMA. Inizi Anni Cinquanta. Ida ha tredici anni quando deve trasferirsi dalla città in un piccolo villaggio di montagna. Porta con sé un segreto lacerante e l’impatto con la vita da contadina – complice la severità dei genitori affidatari – non aiuta a lenire la ferita. Intanto, nel villaggio l’atmosfera si è fatta cupa: misteri e bugie gravano sempre più sugli abitanti come le nuvole avvinghiate alle cime delle montagne. Ida intravede uno spiraglio di felicità grazie all’amicizia clandestina con Noah, un adolescente irrequieto che sogna una vita lontana da lì. Una mattina, però, la ragazza si trova nel posto sbagliato al momento sbagliato e quello che accade cambierà tutto. Lei e Noah decidono di fuggire insieme, ma una serie di eventi improvvisi e insospettabili complica i loro piani, costringendo Ida a fare i conti non soltanto con il suo segreto ma anche con quelli dell’intero villaggio.

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BIOGRAFIA. Luca Brunoniè nato a Lugano nel 1982. Laureato in diritto e letteratura, lavora come professore in una scuola universitaria. Esordisce nella letteratura con “Il cielo di domani” (Fontana Edizioni, 2016). “Silenzi” (Gabriele Capelli Editore, 2019) è il suo secondo romanzo.

LA CASA EDITRICE. Gabriele Capelli Editore nasce nel 2001 e pubblica libri d’architettura, d’arte, di grafica, di fotografia, di narrativa e d’illustrazione. I libri della GCE sono distribuiti in tutte le librerie italiane e svizzere.

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