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I Dei Degli Olimpo – Dal lago di Bracciano a Ligabue con l’album Uno

In artisti, band, blog, comunicati, comunicati musica, dischi, emergenti, rock on gennaio 19, 2017 at 2:28 pm

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Esordio discografico per la band romana che lo scorso fine settembre ha suonato di fronte a 80.000 persone sul prestigioso palco del Liga Rock Park assieme al rocker di Correggio. Dieci brani per un caleidoscopio di generi che spaziano dal blues al metal, dal pop alla bossanova mantenendo al tempo stesso un’identità definita

Genere: rock/blues/pop

Label: Autoproduzione

Streaming https://ideidegliolimpo.bandcamp.com/releases


Si intitola
Uno ed è il primo album della giovane rock band romana I Dei Degli Olimpo.

Il disco, frutto di una crescita artistica dipanatasi nel corso di ben sei anni di attività, racchiude la voglia di esprimersi liberamente senza fare riferimento ad alcuna etichetta di genere, puntando sulla creatività e sfruttando molte influenze. La principale caratteristica di Uno infatti è quella di racchiudere numerosissime sfumature di stile all’interno dei dieci brani, senza rinunciare ad un sound energico, definito e riconoscibile dal quale la band trae la propria individualità. Le influenze spaziano dal blues al metal, dal pop alla bossanova conferendo un effetto caleidoscopico in grado, al tempo stesso, di mantenere un’identità definita.

Dall’uscita di Uno I Dei Degli Olimpo partecipano al Liga Rock Park, un contest atto a scegliere gruppi per aprire i concerti di Luciano Ligabue a Monza il 24 e il 25 settembre del 2016.

Passano le audizioni e vengono scelti per la data del 25 nella quale si esibiscono davanti ad 80.000 persone su uno dei palchi più grandi d’Europa. Durante lo show ricevono un riscontro più che positivo dal pubblico, così vasto ed eterogeneo, che li spinge verso la decisione di esplorare tutti gli stage italiani per rimanere vicini ai propri fan e scoprine di nuovi.

Mille anni dall’ombra live @ Liga Rock Park https://www.youtube.com/watch?v=nBXKrd7yoc8

Riuscire a creare un prodotto come Uno è stato possibile grazie al duro lavoro al Kick Recording Studio, durato più di cinque mesi, e ai saggi consigli di Marco Mastrobuono e Matteo Gabbianelli (Kutso) che hanno saputo indirizzare la band verso le scelte migliori. Il processo creativo che la porta a scrivere i brani è ormai rodato e consiste nello sviluppare una melodia che sappia trasmettere sensazioni all’ascoltatore, arrangiandola con la massima creatività e poi trasferendo il prodotto al test più importante: quello del pubblico. Esso è infatti il giudice più prestigioso e non esiste riconoscimento migliore di un gruppo di persone che canti le tue canzoni con te e riesca a condividerne i sentimenti trainanti.
Essere creativi, in fondo, significa proprio questo.

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Tracklist

1. Taci, Miserabile!

2. Società

3. Ma Siamo In Italia

4. Sono un Pagliaccio

5. Mille Anni Dall’Ombra

6. Strada Per Il Paradiso

7. Falso Alternativo

8. E’ Una Fotografia

9. Verdiana

10. Hey Don’t Forget Me

Tour (in costante aggiornamento)

22/12/2016 @ Status Pub, Bracciano (RM)

14/01/2017 @ Outlaw Club, Bracciano (RM)

20/01/2017 @ Itineris pub, Civita Castellana (VT)

10/02/2017 @ Casa di Emme, Bassano Romano (RM)

12/02/2017 @ Locanda Blues, Roma

Biografia – I Dei Degli Olimpo sono una rock band laziale nata fra i banchi del liceo nel 2010 dall’amicizia di cinque ragazzi e dal loro amore per la musica. Formatosi per gioco, il gruppo deve il proprio curioso nome a una gaffe fatta durante le riprese di un video che diventò presto virale durante gli anni del liceo. Dalle prime esperienze live alle feste scolastiche, la band inizia a farsi spazio fra la realtà musicale del Lazio, proponendo brani inediti e finendo con il registrare un primo EP alla Cattedrale dei Suoni di Luca Bellanova, successivamente presentato con un mega concerto al CrossRoads, celebre live club appena fuori Roma. Al termine delle registrazioni la band compie anche la prima esperienza all’estero, suonando alla “Fête de la Musique” di Parigi.

Durante questo periodo hanno il piacere di aprire il concerto di Gianmarco Dottori, noto cantautore romano semifinalista del programma televisivo “The Voice”, e dei Kutso, grazie ai quali vengono a conoscenza dello studio di registrazione del frontman Matteo Gabbianelli. Decidono quindi di registrare il primo CD “Uno”, curato da Marco Mastrobuono e dallo stesso Gabbianelli. Le sessioni comprendono il periodo tra ottobre 2015 e febbraio 2016.

Della scorsa estate la partecipazione al contest Liga Rock Park, vincendo così l’apertura a Luciano Ligabue al Parco di Monza il 25 settembre 2016, davanti ad 80.000 persone. L’esperienza con il rocker di Correggio risulta per la band una tappa fondamentale per la presa di coscienza dei propri mezzi, un evento dal quale sono scaturite altre opportunità fantastiche, come essere invitati al Maker Faire di Roma.

Contatti

https://www.facebook.com/ideidegliolimpo

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Dorem Ipsum! Il nuovo disco dei Maleizappa

In artisti, band, blog, campania, comunicati, comunicati musica, dischi, emergenti, indie-rock, italia, musica, pop-rock, rock, Uncategorized on gennaio 19, 2017 at 2:25 pm

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L’irriverente e dissacrante pop/rock band casertana sforna il secondo album dal titolo “Dorem Ipsum” : nove tracce che, sebbene restie alla catalogazione, spaziano gioiosamente dal rock al pop, dal folk al latin, dalla prog alla ballad melodica.

Genere: rock/pop/indie

Etichetta: Autoproduzione

Spotify https://open.spotify.com/album/4rNCDwaCs8mKUGvlTirzeY

Soundcloud https://soundcloud.com/maleizappa/sets/dorem-ipsum

A quattro anni dall’esordio I successi, non ancora successi i Maleizappa tornano sulle scene nazionali con Dorem Ipsum, secondo album in studio. La musica dei casertani è un mix apparentemente disordinato di generi e citazioni che confluisce in quello che loro amano definire un “findie rock dissacrante”. I testi apparentemente leggeri nascondono un fondo di realismo malinconico e “messaggi subliminali” intrisi di amare verità.

Definire il genere musicale dei Maleizappa è un’impresa ardua perché non ne hanno uno bensì molteplici: spaziano gioiosamente dal rock al pop, dal folk al latin, dalla prog alla ballad melodica..insomma, fanno quello che pare loro e lo fanno divertendosi e divertendo, dissacrando su vari fronti il mondo “ovattato e conformista” che è oggi il panorama musicale italiano.

Dorem Ipsum è un disco di nove tracce che riassume meglio di tante parole quello che sono i Maleizappa e la loro progressiva maturazione artistica. Un lavoro fresco dai sentori estivi che si gusta con gioia e soddisfazione, auto-prodotto dai cinque componenti e arricchito da collaborazioni eccellenti.

Alle registrazioni infatti hanno partecipato amichevolmente: Antonio Bocchino (Enzo Avitabile), Carmine Scialla (Calatia, Orchestra Popolare Casertana, Daniele Sepe, Ar meitheal, Eugenio Bennato, Blue Staff), Luca De Simone (Calatia, Orchestra Popolare Casertana, Daniele Sepe, Eugenio Bennato), Giuseppe Giroffi (Daniele Sepe, Enzo Avitabile, The Congos), Cecilia Scatola (Calatia, Amii Stewart, M’barka Ben Taleb, Adriano Guarino, Ciro Manna), Alessandro De Carolis (Peppe Barra, Daniele Sepe, Stefano Bollani, Eugenio Bennato, Ar meitheal), Sasà Piedepalumbo (Lina Sastri, Gino Paoli, Enrico Montesano, Sal da Vinci, Valentina Stella, Nino D’Angelo), Antonio Sacco, Fabio Renzullo (Foja), Roberto Vigliotti.

La copertina e la grafica del disco sono state realizzate utilizzando un’opera dell’artista marcianisano Mandarino, un bohémien dei giorni nostri che cerca di sopravvivere vendendo la sua arte per strada o arrangiandosi con piccoli lavoretti.

Gitano in gita al mondo https://www.youtube.com/watch?v=usIp0TAn6O4

Video Credits

Regia: Vittorio Iuliano

Soggetto: Maleizappa

Produzione: Maleizappa

maleizappacoveralbum

Tracklist

Ragazzina

Cassettina da 90

Scienziati in America

Appartamento in centro

Introspettivo

Il mercato dell’organo

Gitano in gita al mondo

Canzonette

Mi meraviglio dell’aldilà

Apple http://tinyurl.com/jlktyfu
Amazon http://tinyurl.com/jcyprwj
Google Play http://tinyurl.com/gunz367

Press Kit Online http://www.maleizappa.it/press/maleizappa_presskit.zip

Tour

09/03/2017 @ Unplugged Pub, Caserta

15/02/2017 @ Birrificio La Diana, Siena

19/01/2017 @ Diesis Live Pub, Caserta

30/12/2016 @ Cerere e Bacco, Palma Campania (NA)

17/12/2016 @ Club 33 Giri, Santa Maria Capua Vetere (CE)

24/09/2016 @ Terra di Lavoro Birra Fest (Opening act Jovine), Casagiove (CE)

03/09/2016 @ Ecosuoni 2016 (Opening act I Cani), Palma Campania (NA)

Leuciana Festival 2015 (Opening act Giovanni Lindo Ferretti) – Caserta

16/12/2014 Anteprima album @ SMAV, Santa Maria a Vico (CE)

Rassegna Stampa

I Maleizappa lanciano uno sguardo ferocemente ironico e dissacrante sull’Italia contemporanea, sulle sue usanze e tradizioni, nonché sui vizi e sulle ipocrisie che la caratterizzano.” Rockit – https://www.rockit.it/recensione/18273/maleizappa-i-successi-non-ancora-successi

Fare musica “simpatica” non è affatto facile ed insomma, per chi fosse duro di comprendonio, i Maleizappa ci sanno fare, la sanno lunga e tra la tanta musica ascoltata, trita e ritrita, arriva, in questo inizio giugno una ventata di aria fresca, nobilmente altera ed altra.” Campania Rock – http://www.campaniarock.it/musica/recensioni/5222-i-successi-non-ancora-successi-dei-maleizappa.html

Biografia I Maleizappa nascono ufficialmente nel dicembre del 2004 e nel corso degli anni diventano una delle band più apprezzate e seguite della provincia casertana, e in seguito in gran parte della Campania; grazie anche alla partecipazione a diversi festival musicali come il Meeting del Mare del 2010 e 2012 – in cui aprono rispettivamente Elio e le Storie Tese e Mannarino. Le prime esibizioni creano scandalo e ripudio tra i musicisti campani, non abituati evidentemente ad accettare che cinque sconosciuti incapaci di intendere e volere, siano diventati nel giro di pochi mesi un fenomeno generazionale: insomma delle rockstarze. Cominciano ad esportare le proprie sonorità oltre i confini della Campania Felix, facendosi portavoce dei disagi, della rabbia e dell’allegria del popolo della “generazione x”. C’è chi li ama a tal punto da definirli: “la migliore cosa che questa terra poteva defecare” (ce n’è di gente strana in giro!). La musica dei Maleizappa è un miscuglio non ben definito di suoni, generi, citazioni, anagrammi e puzzle penta grammatici. Assistere ad una loro serata è come guardare una puntata di blob all’anfetamina. Vengono più volte censurati, epurati, tagliati e s-microfonati. Ciò nonostante i giovani li adorano: manco fossero delle pornostar. Ironici, cattivi e dissacranti. O se preferite, semplicemente: Maleizappa.

Contatti

www.facebook.com/maleizappa

www.maleizappa.it

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Freddy Hend: dalla Sardegna il rock di classe con il primo album Reincarnaction.

In arte, artisti, autore, blog, comunicati, comunicati musica, dischi, emergenti, musica, pop-rock, promozione emergenti on novembre 30, 2016 at 6:22 pm

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Rock di classe nell’esordio discografico del giovane artista sardo: undici brani inediti scritti in partnership con Anne Morrighan, pervasi dalla filosofia che vuole gli esseri di questa terra uniti dall’amore reciproco, la compassione, il rispetto per la vita di tutti, siano essi umani o animali.

Genere: alternative rock / folk / progressive

Label: EnZone Records

Distribuzione digitale: Audioglobe/The Orchard

Streaming https://freddyhend.bandcamp.com/album/reincarnaction

EnZoneRecords presenta l’esordio discografico di Freddy Hend, Reincarnaction, disponibile negli store digitali e durante i concerti dell’artista.

La nuova produzione discografica della label punta sul rock di classe del giovane artista sardo la cui opera (prodotta da Giuseppe Barbera e da lui stesso, edizioni Fridge e distribuita da Audioglobe/The Orchard) si compone di undici brani inediti scritti a quattro mani con Anne Morrighan (che canta assieme a Freddy nel disco ed è parte fondamentale del progetto). L’album si completa con la rivisitazione di Woman in Chains, classico dei Tears for Fears.

Reincarnaction dunque è l’idea della vita degli autori, un disco molto personale pervaso dalla filosofia che vuole gli esseri di questa terra uniti dall’amore reciproco, la compassione, il rispetto per la vita di tutti, siano essi umani o animali.

Questo senso di uguaglianza tra uomini e tra generi diversi è il fondamento per un’esistenza che disprezza ogni genere di violenza e sopraffazione ed agogna la felicità su questa terra attraverso l’amore, ma anche il dolore, la depressione e la sofferenza.

I suoni dolci del flauto e della chitarra acustica, che ben si alternano a distorsioni pesanti e a frequenti cambi di tempo, cercano assieme ai testi di estrinsecare tutto ciò con atmosfere che vanno dal rock, al folk americano passando per il progressive classico.

Il disco è stato registrato, mixato e postprodotto da Giuseppe Barbera presso Eye&Ear studio di Fiumedinisi, in Sicilia. Disponibile in distribuzione fisica, digital download e su tutte le piattaforme streaming, è stato anticipato dal video del singolo All That Remains:

https://www.youtube.com/watch?v=ag_s1q6SsUU

Tracklist

All That Remains

Always In You

Fallin’ Stars

I Know You

Incarnation

Lonely Flower

Need

My Heart Is Bleeding

Soul Free

Woman In Chains

You’ll Hate Me Out Of Love

Sunday Cryin’

Bio

Freddy Hend e Anne Morrighan si incontrano nel 2011 e da allora la comune passione per la musica li ha portati ad unire i loro talenti componendo canzoni che per loro hanno un significato profondo. Dopo aver inviato i loro demo sono stati contattati dalla EnZone Records di Giuseppe Barbera che fin da subito si è mostrato molto interessato al loro progetto. Sin dai primi contatti hanno capito che c’erano tutti i presupposti per lavorare insieme e produrre un bel disco. Ad agosto 2015 sono andati in Sicilia per registrare il loro primo album, ReincarnAction.

Contatti

https://www.facebook.com/FreddyHendOfficial

http://www.enzonerecords.com

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tra rock d’autore e introspezione: esce Chrysalis, nuovo album delle Metamorfosi.

In arte, artisti, autore, band, blog, campania, comunicati, comunicati musica, dischi, emergenti, eventi, italia, musica, pop, Uncategorized on marzo 3, 2016 at 12:01 pm

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Dal rock al jazz, la band laziale fonde le atmosfere più rarefatte della scena indipendente attuale a quelle sonorità più dense della tradizione rock stessa. Presentato ufficialmente dal vivo il 27 febbraio scorso nella suggestiva cornice del Museo Del Sottosuolo di Napoli, Chrysalis sarà sostenuto da una serie di date al Centro-Sud.
 
Genere: indie/rock
Etichetta: Mauna Loa
Distribuzione digitale: Believe

È disponibile su tutti i principali store e piattaforme digitali Chrysalis, nuovo disco delle Metamorfosi. Edito da Mauna Loa e distribuito da Believe, è il primo lavoro della band scritto in inglese. Un sound maturo, articolato e contaminato, un angolo di Mediterraneo che si affaccia sul panorama internazionale, esplorando i confini della scena indie/rock contemporanea.
 
La band laziale è reduce da un 2015 impegnato e ricco di soddisfazioni. Oltre ad aver aperto i concerti di artisti del calibro di Carmen Consoli e Max Gazzé, vincono il festival LazioWave aprendo il live dei Marlene Kuntz a Frosinone e si aggiudicano come migliori interpreti il premio Ugo Calise Festival ad Ischia (NA).
 
Con oltre 150 concerti in tutta Italia alle spalle (38 solo nel 2015), le Metamorfosi si apprestano ad aprire una nuova stagione live: dopo la presentazione ufficiale di Chrysalis il 27 febbraio scorso nella suggestiva cornice del Museo Del Sottosuolo di Napoli, faranno seguito le prime date a Roma e nelle province di Lazio e Campania. È in progetto un tour che toccherà i migliori club e festival della Penisola e che aprirà le strade verso il resto d’Europa.
 
Chrysalis rappresenta il momento di evoluzione, di cambiamento, di metamorfosi per l’appunto che sta coinvolgendo la band nell’ultimo anno. Testi e musiche dalle influenze più disparate: dal rock al jazz, fondendo le atmosfere più rarefatte della scena indipendente attuale a quelle sonorità più dense della tradizione rock.
Prossimi concerti
12.3.2016 @ Freedom Cafè, Coreno Ausonio (FR)
13.03.2016 @ Jarmusch, Caserta
18.03.2016 @ Terra di Briganti, Castelforte (LT)
20.03.2016 @ Le Mura, Roma
24.03.2016 @ Magazzino, Formia (LT)
25.03.2016 @ Bar Cicerone, Arpino (FR)
16.04.2016 @ Les Maudits, Valmontone (RM)
Storico concerti – https://db.tt/xIFIR0PW
 
 
Metamorfosi sono:
Sarah D’Arienzo – voce
Tyron D’Arienzo – chitarra
Gianluca Manfredonia – batteria

Monolith, “Overload” è il secondo singolo/videoclip dal debut album “Even More”

In arte, artisti, band, blog, bologna, comunicati, comunicati musica, dischi, emergenti, hard-rock, indie-rock, italia, musica, promozione emergenti, psichedelia, rock, streaming, Uncategorized, uscite discografiche on febbraio 29, 2016 at 2:12 pm

Monolithlogo

Secondo brano estratto dall’esordio della stoner band modenese che annuncia la lavorazione di un nuovo capitolo discografico.

Genere: rock, hard rock, grunge, stoner, acid rock

Release date: 29.02.2016

https://www.youtube.com/watch?v=TtQiVS-knfk

È disponibile su YouTube Overload, secondo singolo e videoclip estratto da Even More, album di debutto dei Monolith pubblicato lo scorso aprile per l’etichetta emiliana Hazy Music.

Uno stoner/grunge arrabbiato, sporcato da reminiscenze psichedeliche ed echi di musica etnica, caratterizzato da grande attenzione per testi e compattezza del suono.

Brano e video raccontano una piccola situazione di vita, che vorremmo lasciare celata per renderla di più libera interpretazione, attraverso una metafora– dichiara la band modenese – “Il tutto è rappresentato dalla sfera argentata che il protagonista del video brama e insegue. C’è un piccolo richiamo musicale”.

Overload è stato girato in un’officina metalmeccanica che è anche il posto di lavoro del cantante Andrea Marzoli: “E’ stato divertente vedere trasformato in un set un ambiente del genere. Le riprese iniziali sono in live audio e si può sentire una citazione musicale a una leggendaria e iconografica band dei 70s.”

Sonorità granitiche quelle dei Monolith, sicuramente influenzate dal movimento grunge dei 90s negli Stati Uniti (SoundgardenAlice in Chains, Pearl Jam) e da gruppi più moderni come Queens Of The Stone Age e Wolfmother. Tra gli artisti di riferimento in ambito nazionale spiccano senz’altro i Marlene Kuntz mentre per quanto riguarda il british sound, la band si schiera decisamente dalla parte dei Beatles.

Novità interessanti all’orizzonte per la band emiliana: “Chiuderemo un anno di Even More in Aprile e sicuramente inizieremo la stesura di un nuovo disco”.

Suonerà ancora più monolitico? Non resta che aspettare..

Overload Video Credits

Regia: Marco Pattarozzi e Edoardo Giacomelli della Sick Pine Video https://www.facebook.com/sickpine

Bio Nati a Settembre 2013 da un’idea di Andrea Marzoli, chitarra e voce, e Massimiliano Codeluppi, chitarra, che con Riccardo Cocetti, ex batterista del gruppo indie “The Villains”, ed Enrico Busi compongono il quartetto ufficiale. A Marzo 2013 esce il loro primo EP di tre tracce Louder, registrato e mixato al Ghee Studio di Bologna. In seguito proseguiranno tutto il 2014 con un’intensa attività live. In estate vincono il Premio Augusto Daolio 2014. Il 22 Febbraio 2015 sono ospiti al Nomadincotro. Il 4 Aprile 2015 esce il primo Full Lenght ufficiale Even More presentato al Mattatoio Culture Club di Carpi. Registrato e mixato dal produttore e musicista bolognese Marco Bertoni (Motel Connection, Maccaroni Circus), con la collaborazione in fase di arrangiamento di Arcangelo Cavazzuti (Modena City Ramblers) masterizzato da Filippo Cimatti (Bones UK) e prodotto da Hazy Music di Davide Ravera. Proseguiranno il 2015 con un intensa attività live. Il 29 Febbraio 2016 è in uscita il video di Overload, singolo estratto dal primo disco Even More. Attualmente in fase di stesura di una nuova opera.

Contatti

https://www.facebook.com/MonolithRock

http://monolithrock.tumblr.com/

Contatto Stampa

Ufficio Stampa Blob Agency Bologna

Frank Lavorino 3396038451

antipop.project@gmail.com

Omonimo EP d’esordio per gli Sharazad

In Uncategorized on ottobre 21, 2015 at 2:42 pm

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Quattro tracce dalla forte carica emotiva che restituiscono appieno le varie influenze della band, dal rock classico anni ’60 e ’70, a quello alternative/sperimentale contemporaneo fino alla musica drone.

Genere: rock/alt-rock/experimental

Etichetta/Distribuzione: Lady Blue Records

Release data: 19 ottobre 2015

Spotify http://open.spotify.com/album/3lgdjSYrnrpCRcTyGCFv6o

iTunes https://itunes.apple.com/us/album/sharazad-ep/id1028748513

È finalmente disponibile in tutti i principali digital stores il primo, omonimo Ep degli Sharazad, band emergente con base nella provincia di Milano. Quattro tracce, rilasciate per la Lady Blue Records, che restituiscono appieno le varie influenze alla base della loro musica, dal rock classico degli anni ’60 e ’70, a quello alternative/sperimentale contemporaneo fino alla musica drone, con una forte carica emotiva e un orecchio sempre teso a melodie chiare e dirette condite da strati di loop, sintetizzatori, beat elettronici minimi ed esperimenti di vario tipo.

Il gruppo, formato da Alessandro Moroni (chitarra elettrica/effettistica/synth/mandolino), Diego De Franco (chitarra elettrica/tastiere/synth/batteria/voce) e Federico Uluturk (chitarra elettrica e acustica/basso/synth/organetto/voce) è legato prima di tutto da un’amicizia duratura, da una grande passione condivisa per la ricerca sonora ed è reduce da un’esperienza musicale appena conclusasi. Gli Sharazad hanno infatti dato vita al progetto nei primi mesi del 2015, con l’obiettivo, da subito, di sfruttare tutte le diverse influenze, mettere a disposizione tutto l’impegno e tutti gli strumenti possibili per riuscire a raggiungere un suono personale e stratificato.

L’Ep, registrato nella calda estate 2015 presso il Crossroad Recording Studio di Cologno Monzese (MI), disponibile sulle principali piattaforme di streaming e acquistabile su iTunes, è accompagnato dal videoclip del primo singolo “Il male che fa”: un brano dalle tinte soffuse e ambientali che esplode poi in un muro di chitarre mastodontiche nato da una collaborazione tra Alessandro Moroni e Giulia Ratti, autrice della copertina del disco, del logo della band e di tutta la parte grafica che accompagna questa uscita.

Il male che fa: https://www.youtube.com/watch?v=rSEYgYEkZIg

Tracklist

Dinamiche

Il Male che fa

Agosto

Arvo

“Tentacoli”, il debutto discografico del rocker Nick Limongi.

In Uncategorized on settembre 15, 2015 at 12:57 pm

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Il giovane artista calabro-lucano si presenta al pubblico con un lavoro dalla forte matrice rock-grunge, in cui non mancano incursioni nel panorama nu metal ed elettronico.

Genere: rock/grunge/nu metal

Label: Autoproduzione

Distribuzione digitale: TuneCore

Soundcloud: https://soundcloud.com/nick-limongi/sets/tentacoli-ep

Spotify: https://open.spotify.com/album/59zjLuX1hFv3gaWQap7gQd

Link vendita iTunes: http://itunes.apple.com/album/id1036849524

Tentacoli è il titolo dell’Ep d’esordio di Nick Limongi, cantante e chitarrista calabro-lucano classe 1990. Il lavoro, uscito il 7 settembre 2015, è composto da tre brani, ovvero Parassita, Tentacoli e Vendimi (quest’ultimo disponibile a partire dal mese di ottobre) e si caratterizza per la presenza di un sound energico e cupo al tempo stesso, arricchito da testi introspettivi e carichi di rabbia, volti a delineare al meglio la filosofia artistica dell’autore: “Con questo Ep ho voluto esprimere l’energia del rock come mezzo di liberazione e di pura espressione dell’essere.”

Parassita, primo singolo da Nick definito “molto energico ma allo stesso tempo catartico”, presenta sin dalle primissime battute un mood sonoro che spazia dal rock al grunge, strizzando l’occhio a capostipiti del genere come Nirvana e Alice in Chains, volgendo inoltre lo sguardo verso il panorama nu metal così come quello electro-rock.

Parassita: https://soundcloud.com/nick-limongi/nick-limongi-parassita?in=nick-limongi/sets/tentacoli-ep

Produttore e batterista di Tentacoli è Valter Sacripanti, noto per le numerose e prestigiose collaborazioni con artisti del calibro di Nek e Massimo Varini trio ed attualmente drummer per Simone Cristicchi; al basso Elvys Damiano, già chitarrista dei Kerosene nonché arrangiatore e fonico dell’Ep. Sulla relativa copertina una luce offuscata da tentacoli, a voler rappresentare visivamente le atmosfere che aleggiano in ciascun brano.

L’Ep Tentacoli è acquistabile su iTunes e disponibile in streaming sulle principali piattaforme digitali.

Tracklist

1 – Parassita

2 – Tentacoli

3 – Vendimi

Contatti

www.facebook.com/NickLimongi

https://twitter.com/nlimongi2

Ciò che è Giusto, il nuovo video dei Mom Blaster!

In Uncategorized on maggio 16, 2015 at 1:57 pm

Mom Blaster 01

A due anni dalla pubblicazione del primo album We Can Do It!, il gruppo lancianese torna con un nuovo brano che anticipa il disco previsto per autunno 2015.

Genere: rock/elettronica

Etichetta: Ridens Records

Distribuzione digitale: Zimbalam

Streaming:http://open.spotify.com/album/5siq9EhlaIIG4R7bEcH0gI

http://www.momblaster.com/singolo/

iTunes:https://itunes.apple.com/it/album/cio-che-e-giusto-single/id982512470

Ciò che è giusto è il titolo del brano che preannuncia il cambio di direzione dei Mom Blaster: il passaggio al cantato in italiano e ad un sound meno reggae e con più elettronica. Un’evoluzione interessante quella della band abruzzese, in cui è facile ascoltare tante contaminazioni, come già ci ha abituati nel primo disco “We Can Do It!”, ma con un’energia più rock e con dei testi più diretti e graffianti.

Registrato e mixato presso il Bess Studio di Montesilvano (PE) con Domenico Pulsinelli e Claudio Esposito, con mastering presso l’Alien Studio Recording di Lanciano (CH), Ciò che è giusto è una canzone che vuol far riflettere su quello che sta accadendo nel periodo storico attuale, dove fa da protagonista la prepotenza da parte del più forte, che sia esso un conoscente, un collega, un datore di lavoro, o visto in scala più grande, il sistema politico-religioso ed economico che impone in maniera subdola e prepotente leggi e dogmi a discapito dei più deboli. Ciò che deve essere giusto è il rispetto reciproco, capire e rispettare i diversi punti di vista del prossimo; secondo i Mom Blaster c’è un bisogno forte di tutto questo e lo vogliono raccontare con questa canzone e con il relativo videoclip sapientemente realizzato, già in anteprima su Rockit lo scorso 14 aprile e disponibile su YouTube:

Mom Blaster – Ciò che è giusto

https://www.youtube.com/watch?v=EhNlsnddXg0&feature=youtu.be

I Mom Blaster sono:

Monica Ferrante – voce

Marco Cotellessa – chitarra, synth

Fausto Bomba – basso

Davide Di Virgilio – batteria

Next Gigs

16 maggio – Confusioni Off, Lanciano (CH)

19 giugno – Majella Sound Camp, San Valentino in A.C. (PE)

20 giugno – Onde Sonore Festival, Pescara

28 giugno – Festa di San Pietro, Lanciano (CH)

10 luglio – Bar Luciano, Termoli (CB)

11 agosto – Garden, Castellaneta Marina (TA)

The Row, album d’esordio dei Siren

In Uncategorized on febbraio 24, 2015 at 12:11 pm

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La formazione rock pesarese si presenta con 11 brani caratterizzati da un equilibrato mix di compattezza sonora e melodia.

Genere: rock;

Label: Red Cat Records;

Distribuzione: The Orchard / Audioglobe

Streaming: http://open.spotify.com/album/7vBDy2dbp11bErWGfNCWJF

iTunes: https://itunes.apple.com/it/album/therow/id926291276

The Row” è il primo album in studio della rock band italiana Siren, pubblicato dalla Red Cat Records, registrato allo Studio Waves di Paolo Rossi (Pesaro) e prodotto, scritto, arrangiato e composto dal gruppo stesso.

““The Row” letteralmente significa la fila, termine che molto bene rappresenta la società moderna dove tutti siamo in fila lungo la corrente comune ad aspettare il nostro turno, che a volte non arriva mai e ci ritroviamo ad aver sprecato la nostra vita in coda….dichiara il quartetto rock pesarese, che poi aggiunge: “l’album vuole essere una piccola provocazione e un timido incitamento ad abbandonare ogni tanto la fila, a sbandare, a essere uomini, quindi sbagliati per definizione.”

I temi musicali all’interno dell’album sono piuttosto eterogenei seppur caratterizzati da un sound energico e per lo più orecchiabile dove trovano spazio vari altri strumenti quali: synth; tastiere; archi (violini, violoncelli); trombe e fisarmoniche il cui ruolo non è assolutamente marginale, ma di supporto o addirittura caratterizzante alcuni brani.

I testi, interamente composti, come le parti musicali, da tutta la band, sono per la maggior parte incentrati sul paradosso, la bilateralità, l’ironia e la brutalità degli eventi universali, accompagnati da una sorta di serena rassegnazione ad essi da un lato e una timida esortazione a reagire, evitando la presunzione di essere maestri di vita, dall’altro, dove spesso la società e il singolo individuo sono, con tutte le loro contraddizioni, protagonisti. Non mancano le introspezioni dove è piuttosto semplice e immediato, per i più, identificarsi. E’, inoltre, spesso lasciata all’ascoltatore la totale libertà di interpretazione o immaginazione del messaggio, rendendo così chiave di lettura del tema lo stato d’animo di chi ascolta.

A proposito del singolo, “Dr. Saint”, di cui è disponibile il videoclip ufficiale su YouTube, che vanta oltre 180.000 views ad un mese e poco più dalla sua pubblicazione: “Dr. Saint è una sorta di personificazione del sistema che osserva e governa la società, con i disastrosi risultati a cui ogni giorno assistiamo e partecipiamo; il tutto è presentato in chiave ironica e non catastrofista, rendendo Dr. Saint un goffo e buffo personaggio, e gli eventi disastrosi che lo accompagnano un frutto della sua incompetenza e del suo comportamento maldestro e non di mera malvagità, che comunque in parte, come per molti esseri umani, ne caratterizza l’essenza.”

Siren – “Dr. Saint” https://www.youtube.com/watch?v=L_STDjyM87s

Tracklist

01 Swan’s Tale
02 Dr. Saint
03 Mission
04 Lonely Dance
05 Track ’92
06 Love Is Gone
07 Wave
08 Roger Sabbath
09 Carpet
10 Spit
11 Falling Down

I Siren sono:

Samuel Frondero: Lead Vocals, Guitar
Jack Nardini: Lead Guitar, Vocals
Marcus Kawaka: Bass, Vocals, Synth
Mark “Spud” Mckenzie: Drums

Bio

I Siren sono una rock band italiana (PESARO), formata nel Gennaio 2013 da un idea di Jack Nardini (chitarra solista, cori). La band é composta da Marcus Kawaka (basso, seconda voce, synth), Mark “Spud” McKenzie (batteria, percussioni), con i quali ha frequentato le scuole superiori e Samuel Frondero (cantante, chitarra) amico d’ infanzia, insieme, in occasioni e tempi diversi, avevano già collaborato a vari progetti musicali. Dopo circa un anno di lavoro, nel Marzo 2014, termina la registrazione del loro primo album “The Row”(registrato nello studio Waves di Paolo Rossi a Pesaro) un album di 11 brani interamente pensato, scritto, arrangiato e composto dalla band. Nell’ Agosto 2014 i Siren firmano il loro primo contratto discografico con la Red Cat Records. Il 27 Ottobre 2014 esce il loro primo album distribuito da “Audioglobe” e “The Orchard”. Hanno partecipato alla registrazione del disco in studio musicisti professionisti: Federico Pulisca- Trombe Jacopo Mariotti – Violoncello Susy Riminucci – Violino Luca Petroni dei Nudi Sotto la Pioggia- Fisarmonica Zeinab Mbarek degli Atlas- Voce intro Donatello Angelini dei M.I.C. è Dr Saint nel video. I Siren sono attualmente impegnati in vari live e nell’organizzazione di una tournée europea.

Next Gigs

12-03-2015 Legend (MI) per Emergenza Festival

13-03-2015 El Barrio (TO) per Emergenza Festival

20-03-2015 Rockerilla (ME)

21-03-2015 MusicLab, Valguarnera (EN)

22-03-2015 Pecora Nera (RG)

26-03-2015 Magazzini Sonori (CT)

27-03-2015 Borderline (PA)

29-03-2015 Fabbrica 102 (PA)

Rassegna Stampa

Un disco pieno di idee che sanno di fresco, con una vena pop ben bilanciata che contribuisce a dare slancio ai riffs catchy che caratterizzano alcune delle tracce dell’album….STEREO INVADERS

il platter si evolve lungo i canoni del rock alternativo, non disdegnando un approccio commerciale al genere, reso ricco di energia e di uno stile sempre catchy e orecchiabile… ROCKMETAL ESSENCE

Sono questi alcuni degli undici momenti totali che pompano adrenalina e sana allegria. Rock, ovviamente…METALHEAD

Il disco d’esordio dei Siren (“The Row”, distribuito da Audioglobe e The Orchard) è un colpo al cuore ben assestato… C’è VITA SU MARTE

un giusto mix di melodia, energia, trasporto e originalità… ITALIA DI METALLO

I Siren sono la promessa del futuro del rock italiano, quello tosto … ALONE MUSIC

La Fantasia abbellisce gli oggetti rendendoli gradevoli e spesso artistici… MUSIC ON TNT

un risultato di ammirabile compattezza ed originalità, dotato di un suono di alta qualità… ROCKSHOCK

Un equilibrio tra dinamiche opposte che riesce veramente a pochi… METALLIZED

La qualità più importante in possesso dei Nostri è proprio la capacità di comporre brani… ARISTOCRAZIA

Foto

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Contatti

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Obliquità, primo video degli Hikobusha estratto dal nuovo album “Disordini”

In Uncategorized on novembre 18, 2014 at 10:17 am

Hikobusha – “Disordini”

Terzo album ufficiale della band rock wave lombarda, pubblicato il 15 novembre 2014 per Seahorse Recordings in collaborazione con MFA Prod. Undici brani suggestivi che vedono la partecipazione di ospiti sia internazionali come Hugo Race (The Wreckery, Nick Cave and The Bad Seeds), sia emergenti come le cantautrici Cinzia Mai e Monica Postiglione.

Etichetta: Seahorse Recordings; Distribuzione digitale: The Orchard/Audioglobe; Distribuzione fisica: Audioglobe; Editore: New Model Label

Soundcloud: https://soundcloud.com/hikobusha-official

ReverbNation :http://www.reverbnation.com/hikobusha

YouTube : http://www.youtube.com/user/hikobusha

Pubblicato da Seahorse Recordings in collaborazione con MFA Prod., in distribuzione Audioglobe in tutti i negozi di dischi e su iTunes e altre piattaforme di download digitale (The Orchard Ed.), ecco a voi “Disordini”, il terzo album degli Hikobusha: undici tracce inedite (compresa la cover “Baby Play Dead” del combo australiano The Wreckery, in cui ha militato Hugo Race, membro dei Bad Seeds di Nick Cave e che qui collabora al brano in veste di chitarrista), che frullano spezzoni di pellicole italiane d’antan e brani di interviste a Italo Calvino e Alberto Manzi, sovrapposti ai versi del poeta statunitense Gil Scott Heron… un calderone di suggestioni senza apparente logica, attraversate dal cantato/recitato di Gammon e di cantautrici emergenti, come Cinzia Mai e Monica Postiglione, che contrastano col minimalismo della grafica del disco, realizzata dall’illustratore Gianfranco Enrietto (già noto per la sua collaborazione con i Calibro 35). Il primo singolo estratto dalla tracklist è “Obliquità”: il video è affidato al regista Mattia Molinari, giovane ed eclettico film maker che ha collaborato alla realizzazione di clip con Francesco Sarcina (Le Vibrazioni), Luca Carboni, Nina Zilli, Tiziano Ferro, Club Dogo e molti altri artisti italiani.

Tracklist

1- Obliquità

2- La Ferita Perfetta

3- Spazi Vuoti

4- Magica Nera Preghiera (Linoleum)

5- Rivoluzione Televisione

6- Carnaval!

7- Il Meraviglioso Ragazzo Invisibile

8- Vieni Mio Mostro

9- Diventare Deserto

10- Disordine

11- Baby Play Dead (bonus track)

Obliquità, opening-track del disco, è stato scelto come primo singolo che meglio rappresenta l’evoluzione della band, prossima a tagliare il traguardo del decennio di attività. Nel brano e nel video è presente il “featuring” di Monica p., che duetta con Gammon su un accompagnamento di solido rock autoriale, scuro e sensuale. Le riprese sono state effettuate in una vecchia villa padronale abbandonata e amplificano l’atmosfera di decadenza e raffinatezza tanto amata dal quartetto lombardo.

Guarda il videoclip di “Obliquità”

Biografia

Hikobusha è la storpiatura di una parola giapponese (hibakusha), che ricorre nei libri di Kenzaburo Öe. Significa pressappoco “sopravvissuto” ed è stata coniata nel secondo dopoguerra per riferirsi ai superstiti del disastro di Hiroshima e Nagasaki. Dalle rovine del dopobomba orientale alla provincia industriale lombarda, da cui provenie la band, il passo è meno lungo di quanto si pensi. Hikobusha nasce nel 2005. Inizia a frullare un misto di rock wave e indie, con spruzzate di elettronica e campionamenti, accostati ad un cantato in italiano e da testi in bilico tra disincanto e critica sociale, stemperati da una vena ironica ed autocompiacente che tenta di portare il cantautorato classico verso lidi inesplorati: suoni troppo raffinati e furbi per essere accolti dal pubblico dei “duri e puri”, troppo cerebrali e complessi per gli amanti del disimpegno. Una band in anticipo sui tempi e in ritardo sulle mode (o viceversa, se preferite). Tra il 2006 e il 2008, Hikobusha si affaccia sul meraviglioso (?) Mondo della scena musicale indipendente nostrana con due EP e la partecipazione ad eventi e rassegne che includono nomi di spicco nel campo della musica alternativa italiana d’autore. Nel 2009 esce l’album di debutto “Dinosauri”, che ha potuto contare sulla produzione artistica di Giovanni Cleis (sound engeneer e fondatore dello storico gruppo elettro-noise svizzero Table) e la collaborazione di Jean Marc Tigani (Fabrizio De Andrè, Antonella Ruggero, Soerba). Il video del singolo “Libero Arbitrio” viene premiato al “Venice Airport Festival”, in occassione del quale parte il tour promozionale del disco, che tocca i più noti club del nord italia. Nell’estate 2010 esce un EP che raccoglie alcuni remixes di “Dinosauri”, affidati a dj, produttori, musicisti, collaboratori ed amici. Hikobusha decide quindi di iniziare la stesura di nuovi brani e la composizione di un nuovo disco: il produttore artistico è Paolo Nuas, chitarrista della storica formazione punk rock milanese Punkreas. Sotto la sua guida, il sound di Hikobusha conosce l’ennesima evoluzione, puntando a coniugare l’immediatezza degli arrangiamenti con la ricercatezza dei testi e delle atmosfere, in un connubio tra new wave, elettronica, post-punk e cantautorato italiano. Il titolo del nuovo lavoro (in uscita nel 2012) è “Discoregime”: undici brani che inscenano un affresco sociale convulso e tragi-comico: da Giorgio Gaber ai Sex Pistols (temerariamente accostati in una cover dell’autore del teatro-canzone, che sfocia in un finale-tributo ad “Anarchy In The Uk”…), con testi ispirati da Pasolini e dallo scrittore Raul Montanari, coautore del brano “Il Male”. La copertina del cd è affidata all’artista Erique Lacorbeille (Sourmilk, Pop Is Dead) un’artista poliedrica, che si occupa di fotografia, arte digitale, musica e grafica. L’artwork del libretto interno invece viene commissionato al fotografo Roberto Venegoni. La compagnia teatrale milanese Radicetimbrica offre la propria collaborazione alla realizzazione del videoclip previsto per il primo singolo, dal titolo “Cappiolavoro”. Nel corso del 2013, la band si dedica alla promozione del disco e ad un reimpasto nella scelta dei suoni e dei collaboratori al progetto. A fine 2014, è pronto per la stampa il terzo album ufficiale della band, chiamato: “Disordini”.

Hikobusha are:

Davide Gammon: Voce, Tastiere, Programming.

Paolo Zangara: Basso Elettrico, Chitarre Acustiche ed elettriche, Voce.

Stefano Maurizio: Chitarra Elettrica.

Gianmario Jama Ferrario: Synt, Chitarre acustiche ed elettriche, Voce

Next Gigs

22 novembre 2014 @ Sur Le Sofà, Castiglione Olona (VA) (Presentazione ufficiale “Disordini”)

5 dicembre 2014 @ Circolone, Legnano (MI) (+ Pan Del Diavolo)

Recensioni

Losthighways // (gennaio 2010)

Hikobusha scrive canzoni psicotiche e lucidissime, dure, consanguinee di certa stampa che osa la verità, maldicenti, scomode, tossiche, colte, riconoscenti alle proprie fonti, capaci d’altro e di osarlo. La danza delle ossa, normalità?, Dinosauro, il sapore del sangue, portami via: canzoni dal sobborgo del nostro costato, rettili e impavide, striscianti, sopravvissute: arrivano, e una volta giunte a destinazione mettono radici. Un disco cui porgere il fianco: non tutte le ferite finiscono per nuocere.

[R.Molteni]

Sentire&Ascoltare // (gennaio 2010)

Hikobusha, ovvero vivere con la morte dentro. Soprattutto dalle parti di Hiroshima e Nagasaki.

Una new wave patternizzata trip-hop che aspira evidentemente a conquistare lo spessore autoriale di

Certa tradizione autoctona. Uno scenario decadente e conflittuale come non se ne sentivano da un pezzo, figlio di ruvidezze oscure à la portishead e di una mute records ante litteram, dei depeche mode e dei la crus. Da quest’ultimi i nostri ereditano approccio serioso e aspirazioni colte, col pallino di aggiornarle di qualche anno e di farle star dentro ai canoni di un rock che non disdegna la chitarra elettrica. Le cose migliori si ascoltano quando a prendere il sopravvento sono la canzone d’autore (terra di risa e sgomento) e il trip hop (libero arbitrio), mondi piacevolmente e inaspettatamente confinanti tra cui la new wave fa un po’ da collante.

[F.Zampighi]

Rockit // (luglio 2009)

Il mood è incostante e sa di elettronica asciutta, new wave raffinata ed eclettismo, buio profondo joydivisioniano in “dinosauro” e saluti e baci ai diaframma come ispirazione e faro; il lavoro scivola fluido e denso lungo minuti di accordi soffici e ricercatezza, “portami via” oscilla tra capitoli di “ko de mondo”, indubbi riferimenti a ferretti nell’umore e nell’uso sinfonico della lingua, figure retoriche s’aggrappano a visioni en plein air crepuscolari, mai in tinte pastello. “dinosauri” è un frutto, coltivato e cresciuto con l’attenzione necessaria, da una fioritura di pensieri amari e umani, la polpa è melodica e il succo piacevole, un’uscita seducente.

[M.Difiore]

Blow up magazine // (settembre 2006)

La qualità ha un cuore italiano. Il dub-hop à la utley che apre “libero arbitrio” è un cameo ibernato e disgelato alle soglie dell’elettrorock attuale: in “land of laughing & dismay” e nel pezzo che dà il nome alla band si respira buio late-gahan, claustrofobia tornata in auge si scosta nel rap spanato di “portami via”, un anticipo di aria condizionata artificiale arriva dritta dal prossimo revival 2007.”

[E.Veronese]

Beautiful freaks // (autunno 2006)

Davide Gammon è una vecchia conoscenza di BF.

Adesso il nostro è impegnato con gli Hikobusha in un interessante esperimento di unione tra atmosfere legate al rock alternativo, al jazz, al trip hop e accompagnate dall’utilizzo di campionamenti di vario genere. Il risultato è complessivamente positivo e la definizione proposta dagli autori di trip-rock può in parte rendere l’idea della musica prodotta dal gruppo. A farla da padrone è sempre il riuscito intreccio di un rock molto più elettronico che in passato e i testi, di stampo cantautoriale. Un lavoro sicuramente positivo condito soprattutto da una notevole e apprezzabile dose di personalità.

[A.P.]

Blackout69 // (dicembre 2005)

Sappiatelo, si tratta di un disco complesso: le sonorità sono accattivanti, gli Hikobusha pescano a piene mani dal trip hop ma lo sporcano di chitarre distorte, la voce è vellutata e spesso assume toni da crooner. Gli arrangiamenti sono complessi, ricchi, l’avrò ascoltato trenta volte, e ancora noto particolari nuovi. Il paragone coi Portishead viene dopo dieci secondi di ascolto (d’altronde loro li citano tra le maggiori influenze), ma ciò non toglie che il demo degli Hikobusha mantenga una sua originalità.

[Doghead]

Hikobusha: trio funambolico dai suoni chitarristici che ti massaggiano il cuore… insomma, una morte interiore che riesce a farti sentire vivo come poche altre cose…. Che ddddire?! Imperdibili”.

[testo tratto dal forum di Rockit]

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