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Posts Tagged ‘pop’

I Dei Degli Olimpo – Dal lago di Bracciano a Ligabue con l’album Uno

In artisti, band, blog, comunicati, comunicati musica, dischi, emergenti, rock on gennaio 19, 2017 at 2:28 pm

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Esordio discografico per la band romana che lo scorso fine settembre ha suonato di fronte a 80.000 persone sul prestigioso palco del Liga Rock Park assieme al rocker di Correggio. Dieci brani per un caleidoscopio di generi che spaziano dal blues al metal, dal pop alla bossanova mantenendo al tempo stesso un’identità definita

Genere: rock/blues/pop

Label: Autoproduzione

Streaming https://ideidegliolimpo.bandcamp.com/releases


Si intitola
Uno ed è il primo album della giovane rock band romana I Dei Degli Olimpo.

Il disco, frutto di una crescita artistica dipanatasi nel corso di ben sei anni di attività, racchiude la voglia di esprimersi liberamente senza fare riferimento ad alcuna etichetta di genere, puntando sulla creatività e sfruttando molte influenze. La principale caratteristica di Uno infatti è quella di racchiudere numerosissime sfumature di stile all’interno dei dieci brani, senza rinunciare ad un sound energico, definito e riconoscibile dal quale la band trae la propria individualità. Le influenze spaziano dal blues al metal, dal pop alla bossanova conferendo un effetto caleidoscopico in grado, al tempo stesso, di mantenere un’identità definita.

Dall’uscita di Uno I Dei Degli Olimpo partecipano al Liga Rock Park, un contest atto a scegliere gruppi per aprire i concerti di Luciano Ligabue a Monza il 24 e il 25 settembre del 2016.

Passano le audizioni e vengono scelti per la data del 25 nella quale si esibiscono davanti ad 80.000 persone su uno dei palchi più grandi d’Europa. Durante lo show ricevono un riscontro più che positivo dal pubblico, così vasto ed eterogeneo, che li spinge verso la decisione di esplorare tutti gli stage italiani per rimanere vicini ai propri fan e scoprine di nuovi.

Mille anni dall’ombra live @ Liga Rock Park https://www.youtube.com/watch?v=nBXKrd7yoc8

Riuscire a creare un prodotto come Uno è stato possibile grazie al duro lavoro al Kick Recording Studio, durato più di cinque mesi, e ai saggi consigli di Marco Mastrobuono e Matteo Gabbianelli (Kutso) che hanno saputo indirizzare la band verso le scelte migliori. Il processo creativo che la porta a scrivere i brani è ormai rodato e consiste nello sviluppare una melodia che sappia trasmettere sensazioni all’ascoltatore, arrangiandola con la massima creatività e poi trasferendo il prodotto al test più importante: quello del pubblico. Esso è infatti il giudice più prestigioso e non esiste riconoscimento migliore di un gruppo di persone che canti le tue canzoni con te e riesca a condividerne i sentimenti trainanti.
Essere creativi, in fondo, significa proprio questo.

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Tracklist

1. Taci, Miserabile!

2. Società

3. Ma Siamo In Italia

4. Sono un Pagliaccio

5. Mille Anni Dall’Ombra

6. Strada Per Il Paradiso

7. Falso Alternativo

8. E’ Una Fotografia

9. Verdiana

10. Hey Don’t Forget Me

Tour (in costante aggiornamento)

22/12/2016 @ Status Pub, Bracciano (RM)

14/01/2017 @ Outlaw Club, Bracciano (RM)

20/01/2017 @ Itineris pub, Civita Castellana (VT)

10/02/2017 @ Casa di Emme, Bassano Romano (RM)

12/02/2017 @ Locanda Blues, Roma

Biografia – I Dei Degli Olimpo sono una rock band laziale nata fra i banchi del liceo nel 2010 dall’amicizia di cinque ragazzi e dal loro amore per la musica. Formatosi per gioco, il gruppo deve il proprio curioso nome a una gaffe fatta durante le riprese di un video che diventò presto virale durante gli anni del liceo. Dalle prime esperienze live alle feste scolastiche, la band inizia a farsi spazio fra la realtà musicale del Lazio, proponendo brani inediti e finendo con il registrare un primo EP alla Cattedrale dei Suoni di Luca Bellanova, successivamente presentato con un mega concerto al CrossRoads, celebre live club appena fuori Roma. Al termine delle registrazioni la band compie anche la prima esperienza all’estero, suonando alla “Fête de la Musique” di Parigi.

Durante questo periodo hanno il piacere di aprire il concerto di Gianmarco Dottori, noto cantautore romano semifinalista del programma televisivo “The Voice”, e dei Kutso, grazie ai quali vengono a conoscenza dello studio di registrazione del frontman Matteo Gabbianelli. Decidono quindi di registrare il primo CD “Uno”, curato da Marco Mastrobuono e dallo stesso Gabbianelli. Le sessioni comprendono il periodo tra ottobre 2015 e febbraio 2016.

Della scorsa estate la partecipazione al contest Liga Rock Park, vincendo così l’apertura a Luciano Ligabue al Parco di Monza il 25 settembre 2016, davanti ad 80.000 persone. L’esperienza con il rocker di Correggio risulta per la band una tappa fondamentale per la presa di coscienza dei propri mezzi, un evento dal quale sono scaturite altre opportunità fantastiche, come essere invitati al Maker Faire di Roma.

Contatti

https://www.facebook.com/ideidegliolimpo

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Dorem Ipsum! Il nuovo disco dei Maleizappa

In artisti, band, blog, campania, comunicati, comunicati musica, dischi, emergenti, indie-rock, italia, musica, pop-rock, rock, Uncategorized on gennaio 19, 2017 at 2:25 pm

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L’irriverente e dissacrante pop/rock band casertana sforna il secondo album dal titolo “Dorem Ipsum” : nove tracce che, sebbene restie alla catalogazione, spaziano gioiosamente dal rock al pop, dal folk al latin, dalla prog alla ballad melodica.

Genere: rock/pop/indie

Etichetta: Autoproduzione

Spotify https://open.spotify.com/album/4rNCDwaCs8mKUGvlTirzeY

Soundcloud https://soundcloud.com/maleizappa/sets/dorem-ipsum

A quattro anni dall’esordio I successi, non ancora successi i Maleizappa tornano sulle scene nazionali con Dorem Ipsum, secondo album in studio. La musica dei casertani è un mix apparentemente disordinato di generi e citazioni che confluisce in quello che loro amano definire un “findie rock dissacrante”. I testi apparentemente leggeri nascondono un fondo di realismo malinconico e “messaggi subliminali” intrisi di amare verità.

Definire il genere musicale dei Maleizappa è un’impresa ardua perché non ne hanno uno bensì molteplici: spaziano gioiosamente dal rock al pop, dal folk al latin, dalla prog alla ballad melodica..insomma, fanno quello che pare loro e lo fanno divertendosi e divertendo, dissacrando su vari fronti il mondo “ovattato e conformista” che è oggi il panorama musicale italiano.

Dorem Ipsum è un disco di nove tracce che riassume meglio di tante parole quello che sono i Maleizappa e la loro progressiva maturazione artistica. Un lavoro fresco dai sentori estivi che si gusta con gioia e soddisfazione, auto-prodotto dai cinque componenti e arricchito da collaborazioni eccellenti.

Alle registrazioni infatti hanno partecipato amichevolmente: Antonio Bocchino (Enzo Avitabile), Carmine Scialla (Calatia, Orchestra Popolare Casertana, Daniele Sepe, Ar meitheal, Eugenio Bennato, Blue Staff), Luca De Simone (Calatia, Orchestra Popolare Casertana, Daniele Sepe, Eugenio Bennato), Giuseppe Giroffi (Daniele Sepe, Enzo Avitabile, The Congos), Cecilia Scatola (Calatia, Amii Stewart, M’barka Ben Taleb, Adriano Guarino, Ciro Manna), Alessandro De Carolis (Peppe Barra, Daniele Sepe, Stefano Bollani, Eugenio Bennato, Ar meitheal), Sasà Piedepalumbo (Lina Sastri, Gino Paoli, Enrico Montesano, Sal da Vinci, Valentina Stella, Nino D’Angelo), Antonio Sacco, Fabio Renzullo (Foja), Roberto Vigliotti.

La copertina e la grafica del disco sono state realizzate utilizzando un’opera dell’artista marcianisano Mandarino, un bohémien dei giorni nostri che cerca di sopravvivere vendendo la sua arte per strada o arrangiandosi con piccoli lavoretti.

Gitano in gita al mondo https://www.youtube.com/watch?v=usIp0TAn6O4

Video Credits

Regia: Vittorio Iuliano

Soggetto: Maleizappa

Produzione: Maleizappa

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Tracklist

Ragazzina

Cassettina da 90

Scienziati in America

Appartamento in centro

Introspettivo

Il mercato dell’organo

Gitano in gita al mondo

Canzonette

Mi meraviglio dell’aldilà

Apple http://tinyurl.com/jlktyfu
Amazon http://tinyurl.com/jcyprwj
Google Play http://tinyurl.com/gunz367

Press Kit Online http://www.maleizappa.it/press/maleizappa_presskit.zip

Tour

09/03/2017 @ Unplugged Pub, Caserta

15/02/2017 @ Birrificio La Diana, Siena

19/01/2017 @ Diesis Live Pub, Caserta

30/12/2016 @ Cerere e Bacco, Palma Campania (NA)

17/12/2016 @ Club 33 Giri, Santa Maria Capua Vetere (CE)

24/09/2016 @ Terra di Lavoro Birra Fest (Opening act Jovine), Casagiove (CE)

03/09/2016 @ Ecosuoni 2016 (Opening act I Cani), Palma Campania (NA)

Leuciana Festival 2015 (Opening act Giovanni Lindo Ferretti) – Caserta

16/12/2014 Anteprima album @ SMAV, Santa Maria a Vico (CE)

Rassegna Stampa

I Maleizappa lanciano uno sguardo ferocemente ironico e dissacrante sull’Italia contemporanea, sulle sue usanze e tradizioni, nonché sui vizi e sulle ipocrisie che la caratterizzano.” Rockit – https://www.rockit.it/recensione/18273/maleizappa-i-successi-non-ancora-successi

Fare musica “simpatica” non è affatto facile ed insomma, per chi fosse duro di comprendonio, i Maleizappa ci sanno fare, la sanno lunga e tra la tanta musica ascoltata, trita e ritrita, arriva, in questo inizio giugno una ventata di aria fresca, nobilmente altera ed altra.” Campania Rock – http://www.campaniarock.it/musica/recensioni/5222-i-successi-non-ancora-successi-dei-maleizappa.html

Biografia I Maleizappa nascono ufficialmente nel dicembre del 2004 e nel corso degli anni diventano una delle band più apprezzate e seguite della provincia casertana, e in seguito in gran parte della Campania; grazie anche alla partecipazione a diversi festival musicali come il Meeting del Mare del 2010 e 2012 – in cui aprono rispettivamente Elio e le Storie Tese e Mannarino. Le prime esibizioni creano scandalo e ripudio tra i musicisti campani, non abituati evidentemente ad accettare che cinque sconosciuti incapaci di intendere e volere, siano diventati nel giro di pochi mesi un fenomeno generazionale: insomma delle rockstarze. Cominciano ad esportare le proprie sonorità oltre i confini della Campania Felix, facendosi portavoce dei disagi, della rabbia e dell’allegria del popolo della “generazione x”. C’è chi li ama a tal punto da definirli: “la migliore cosa che questa terra poteva defecare” (ce n’è di gente strana in giro!). La musica dei Maleizappa è un miscuglio non ben definito di suoni, generi, citazioni, anagrammi e puzzle penta grammatici. Assistere ad una loro serata è come guardare una puntata di blob all’anfetamina. Vengono più volte censurati, epurati, tagliati e s-microfonati. Ciò nonostante i giovani li adorano: manco fossero delle pornostar. Ironici, cattivi e dissacranti. O se preferite, semplicemente: Maleizappa.

Contatti

www.facebook.com/maleizappa

www.maleizappa.it

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La quieta catarsi dei PineAppleMan

In arte, artisti, band, beat, blog, dischi, emergenti, indie-rock, italia, musica, pop, recensioni, streaming, uscite discografiche on dicembre 19, 2013 at 1:39 pm

Il logo della band vicentina

A cura di Bullet

I PineAppleMan mi hanno ingannato. Un inganno durato poco, un inganno che si è trasformato in sorpresa. Una di quelle sorprese malinconiche e velate di tristezza che ti fanno emozionare a tal punto da sorridere di fronte al loro cospetto, come la foto di una persona che hai amato ma di cui avevi dimenticato il volto.

Il loro nome e il loro logo, pieni di colore e vita, potrebbero far pensare ad una musica allegra e spensierata in cui la tristezza non è stata invitata. Ma così non è. Per fortuna, aggiungerei..! Ma i PineAppleMan, con i loro EP composto da tre dolcissime armonie, non vi deprimeranno. C’è tristezza, ma è dolcissima. C’è malinconia, ma è sublime. C’è musica, ed è amore.

Splendide voci ci invitano ad ascoltare “Love in Japan”, una ballata colma del sentimento più potente sulla terra, che vi cullerà e coccolerà con le sue sonorità folk scintillanti, che entreranno in punta di piedi dentro di voi. La colonna sonora perfetta per un bellissimo sogno di terre lontane da cui non vi vorrete più svegliare.

La title-track si priva della tristezza come un bellissimo cane appena uscito dall’acqua per corrervi incontro con felicità e spensieratezza. Un pezzo molto breve e molto intenso, anch’esso decorato finemente da colori folk vivi che vi abbracceranno stretti stretti per poi lasciarvi andare improvvisamente. 

Lasciati soli dal PineAppleMan, ecco arrivare in soccorso della nostra voglia di emozioni “Extraordinary World”, che ci riporta a quella tristezza brillante che ci eravamo dimenticati per strada. Semplicemente toccante. Una canzone che quasi sfiora con umiltà alcune melodie vocali tipiche di gruppi come Anathema e gli immortali Pink Floyd del periodo “The Wall”. Un sussurro dolce, ricco di speranza, che vi accarezzerà tutte le volte che deciderete di ascoltarlo.

I PineAppleMan amano alla follia quello che fanno, indubbiamente. E la loro voglia di farcelo sentire con dolcezza non può che venir accolta senza dubbi. E’ un puzzle emotivo che non vedi l’ora di ricominciare. Un puzzle che regala immagini che creano sorrisi spontanei. Sorrisi legati intensamente a ricordi e sogni che potrebbero diventare anche una piccola lacrima che non abbiamo assolutamente voglia di asciugare.

https://www.facebook.com/pages/Pineappleman-music/532484883464673

http://pineappleman.bandcamp.com/

https://soundcloud.com/pineapple-man

Il debutto di Fabio Magi “Appunti d’amore”

In artisti, autore, blog, calabria musica, dischi, eventi, italia, musica, musicista calabrese, pop, pop-rock, promozione emergenti, streaming, Uncategorized on ottobre 21, 2013 at 1:18 pm

fabio magi

Composto da sei tracce, “Appunti d’amore” è l’ep d’esordio del musicista calabrese Fabio Magi. In questa sua prima fatica l’artista parla delle numerose sfumature dell’amore come fossero annotazioni prese di corsa. Si fa riferimento, per esempio, alle tante sfaccettature del corteggiamento: una relazione appena iniziata e l’acme della passione vissuta, ma c’è spazio anche per il sentimento e la consapevolezza della fine di una storia; tutto ciò raccontato sempre con estrema leggerezza e una buona dose di humour; magari fischiettando proprio come Fabio Magi stesso fa in Una nuova canzone d’amore. Pensieri, memorie e considerazioni usciti per pochi attimi da un cassetto, giusto il tempo di confidarli ad un amico, per poi tornare a nascondersi.

Appunti d’amore” (attualmente “Disco Hit” per Studio 54 Networkè stato prodotto tra la Sardegna e gli Stati Uniti dalla Raighes Records di Roberto Diana (chitarrista, producer, turnista, polistrumentista di fama internazionale che vanta importanti collaborazioni con nomi del panorama musicale mondiale del calibro di Joey Huffman, Frank Gambale, Roberta Faccani, Steve Lukather, Dean Parks ,Tony Levin, Richard Hunter, Vinnie Colaiuta, JP Cervoni).

http://www.fabiomagi.com/

https://twitter.com/Fabio_Magi

https://www.facebook.com/pages/Fabio-Magi/450872171660277

http://www.reverbnation.com/fabiomagi

Il musicista Fabio Magi, al debutto con "Appunti d'amore"

“Tutto per te (radio edit)”il primo singolo di Magi uscito il 2 Marzo 2013, ottiene subito gli apprezzamenti di pubblico e critica ed è tra i brani più trasmessi da alcune delle radio più importanti del sud Italia, mantenendo la vetta della classifica su Studio 54 Network per oltre quattro settimane. Il 29 Giugno 2013 l’Ep “Appunti d’amore” viene distribuito on-line su tutti i digital store e poi presentato il giorno stesso al pubblico con un grande evento all’anfiteatro Villa Comunale di Soverato.

Fabio Magi supera in pochi mesi le 8000 visualizzazioni sul suo canale Youtube con il suo prossimo singolo “Una nuova canzone d’amore” ed è attualmente in studio per registrare il nuovo disco, che verrà interamente prodotto dalla già citata Raighes Records di Roberto Diana.

Ascolta “Appunti d’amore” di Fabio Magi in streaming su:

https://soundcloud.com/fabio-magi


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Spiral69 – “Ghosts In My Eyes”

In arte, artisti, band, blog, dischi, elettronica, emergenti, indie-rock, italia, musica, psichedelia, recensioni, rock, streaming on settembre 26, 2013 at 1:37 pm

    A cura di Marianna Alvarenz

 

Con un nome che sfiora il didascalico, preso in prestito da una pellicola hard tedesca degli anni ’80, gli Spiral 69 di Riccardo Sabetti e la sua band si presentano come un’istantanea che tutti gli amanti del buon rock dovrebbero custodire nel proprio portafogli. Anche perché, se si valuta l’importanza di un gruppo in base a quante altre band potrebbero esserne influenzate, e allo stesso tempo senza rimandare a qualche artista in particolare, il gruppo tutto italiano è da considerare poco meno che un fiore all’ occhiello della new wave nazionale. E non è detto che musicisti si nasca. 

L’idea parte da Riccardo, al ritorno da un concerto dei Cure, che lo esorta a convincersi che la sua strada era quella, e nel 2001 carisma e qualità delle canzoni contraddistinguono Fiori 2.0, il primo industrial project dei Pixel, di cui ne è autore, voce e chitarra. Nel 2007 lascia la band per dedicarsi a Spiral 69, e pubblica “A Filthy Lesson for Lovers“… -in amore si gioca ma si perde sempre qualcosa o tutta la partita o comunque una parte di noi. Lavoro che ottiene riconoscimenti prestigiosi e prende corpo anche la formazione con : Licia Missori al piano ed Enzo Russo alle chitarre. Una formula vincente, un piglio professionale che li ha portati al terzo album “Ghosts in My Eyes”, prodotto da Steve Hewitt (Placebo) e Paul Corkett (Nick Cave, The Cure, Bjork, Radiohead…). 

A dichiarare l’ambizione dell’ album è Fake Love che, solenne e cupo, è spettacolare quanto le scale del piano suonate dalla brava e creativa Licia Missori, mentre la voce malinconica di Riccardo accenna a quel filone dark e glam, conciliandoli, e rivestendolo del giusto struggimento. L’allure glam-wave continua in New Life con la sottolineatura della chitarra di Enzo Russo e un geniale Andrea Freda alla batteria, aprono un rock più ortodosso che però si appoggia senza tante storie su di un synth energico, non distaccato e sequenziato in Low Suicide , sgranandosi su un’elettronica minimale. Archi sopraffini e sofisticati e atmosfere meno dark introducono la “ creativa “ Dirty, miscela energica di synth e voce superba, ripassata da una seconda presenza femminile.

Trentanove minuti di grandissimo rock, dove la tradizione glam sposa l’urgenza di rinnovamento e genuinità istillata dal ciclone dark, e come diceva un vecchio saggio : angoscia e tormento possono condurre talvolta al piacere.

http://www.spiral69.com

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https://twitter.com/Spiral69

Steevo & Soundshaker – ” Sketches Of Mood “

In artisti, autore, band, blog, dischi, elettronica, italia, promozione emergenti, recensioni, streaming on aprile 29, 2013 at 1:21 pm

A cura di Lucia Muolo

Prendete due mondi probabilmente troppo diversi tra loro, complessi, con pochi elementi in comune e uniteli, miscelateli fino ad ottenere un composto disomogeneo e interessante: questo è il risultato del duo marchigiano Steevo & Soundshaker

E diversi, loro, lo sono: uno, Stefano Ruffini, dj e produttore; l’altro, Andrea Lodico, chitarrista e compositore. Diversi nel background, nelle passioni musicali e, forse, anche nella vita (magari glielo chiederemo). Le loro strade però si incontrano nel lontano 2005, grazie a collaborazioni in studio e progetti live che li uniscono professionalmente fino alla creazione del primo “nato”: nel 2011 la NuJazz Recording pubblica infatti Miss Gray, il loro primo singolo. Questo è solo l’inizio di una continua evoluzione che li porterà poi al debutto ufficiale con l’album Sketches of Mood, contenente appunto Miss Gray e altri 5 inediti.

E proprio di questo progetto veniamo ora a parlare: un album intriso di generi differenti, gusti musicali, approcci compositivi paralleli ma che si uniscono in un mix ben riuscito. Muovendosi tra (e con) le sei tracce, si percepiscono sfumature che vanno dal funk, alla house e ancora dall’elettronica al pop.

L’incarico di aprire l’album va alla già citata Miss Gray, un brano palesemente dance con delle venature funk e arricchito, come affermato dai due autori, dalla voce della vocalist italiana Saby Cap: ritornello riuscito. Il brano successivo è Bombay Mirror, un’immersione nelle sonorità della fine degli anni novanta. Ancora e ovviamente presente la matrice funk, con delle sfumature soul. A seguire deep house a go-go in una più piacevole Don’t let me. 

Il quarto brano è A sleepless night: convincente traccia che si colora di atmosfere British più calde e avvolgenti. Penultimo step con una Kill the silence che si discosta dalle precedenti canzoni e che è forse tra i più riusciti dell’album: downbeat rilassante! Per ultimo, ma a mio modesto parere non per l’intensità, Cajus: ancora striature diverse e multicolori per un pezzo che chiude un bel progetto.

Molto facile, con un lavoro di questo genere, incappare nell’irreversibile nube nera del “l’ho già sentito”/ “non lo metterei nell’I-pod”/ “è musica da negozi”. Tutto sta nel calibrare bene i diversi elementi a propria disposizione senza strafare, o peggio ancora cadendo nel baratro della banalità.

Per ora, pericolo scampato!

https://www.facebook.com/pages/Steevo-Soundshaker/223780897665110

https://soundcloud.com/nujazz/steevo-and-soundshaker

http://www.youtube.com/steevomuzic

Mr K – “Jingle On The Ale”

In artisti, autore, band, blog, dischi, emergenti, italia, musica, promozione emergenti, recensioni, rock, streaming on aprile 18, 2013 at 12:25 pm

A cura di Alice Bevilacqua

I Mr. K, gruppo dalle vaghe influenze pop e folk formatasi nel 2012, sono una di quelle (forse rare) band capaci di coinvolgere gli ascoltatori più diversi: quelli che li ascoltano distrattamente durante un live, perchè le loro canzoni sanno essere davvero trascinanti e orecchiabili, ma anche quelli che invece li analizzano più profondamente, grazie ad uno stile divertente ma ricercato allo stesso tempo.

Il primo EP della band – uscito a gennaio del 2013 – dimostra egregiamente tutti questi elementi e fornisce un prezioso ritratto del gruppo: intitolato ‘Jingle On The Ale‘, questo primo lavoro diviso in due sezioni – una tradizionale e una prettamente strumentale (in cui la voce c’è ma non è null’altro che uno strumento come tutti gli altri) – risulta essere un ascolto davvero interessante e ricco di spunti, oltre che equilibrato e decisamente mai noioso. Nonostante i Mr. K si presentino come gruppo essenzialmente ‘acustico‘, e quindi le chitarre sono sempre pulite e chiare e la parte ritmica non prevale mai sul resto, riescono benissimo a non cadere nelle solite ‘canzoncine’ che presentano una trama di arpeggi sempre simile, come ci si potrebbe aspettare, ma propongono uno stile dotato di moltissime sfaccettature diverse.

Fin dal brano d’apertura, ‘Ginger Ale‘, ci si trova immersi in un’atmosfera vivace e presto o tardi si comincia a seguire il tempo frizzante di questo brano, e ancora di più durante il successivo ‘Washing Machine‘: è evidente il divertimento che i Mr. K ci mettono, riuscendo a mantenere viva l’attenzione dell’ascoltatore. Se questi due brani potevano effettivamente essere definiti folk, la terza canzone è invece di una dolcezza quasi blueseggiante e resta decisamente impressa nella mente: ‘A Long Infection Ceases Existence‘ ha un riff davvero malinconico, accompagnato dalla voce altrettanto espressiva e dalle percussioni delicate che compaiono in un secondo momento, e riesce a trasmettere sensazioni profonde durante l’intero brano, senza annoiare. Segue poi ‘Meeting K‘, brano decisamente più vicino ai primi due, con il suo ritornello pop e orecchiabile e la melodia perfettamente combinata di chitarre, basso e percussioni. La quinta traccia, ‘Iron Man in Portobello‘, non lascia un attimo di respiro all’ascoltatore con il suo ritmo incalzante e velocissimo, che rallenta a malapena nel ritornello e si apre poi inaspettatamente ad un’improvvisa pausa in cui le influenze più blues si sentono tutte. Anche ‘On My Own‘ è un ulteriore esempio perfetto dell’energia della band e colpisce come un concentrato di vivacità e allegria, chiudendo la prima sezione dell’EP.

La seconda parte di ‘Jingle On the Ale‘ è, come detto, strumentale ma non per questo risulta meno efficace della prima parte, anzi: ‘Train part 1‘ è quasi limpida e cristallina, con le chitarre che si inseguono ordinate e le varie parti vocali che seguono la propria melodia, e altrettanto belle sono ‘Train part 2‘ – che rappresenta quasi una continuazione della precedente, delicata e sognante – e ‘Train part 3‘ – più ritmata e realizzata solo con l’utilizzo di varie voci che fungono da percussioni, melodia principale e ‘sottofondo’. Se ‘A Long Infection Ceases Existence’ è il brano davvero imperdibile della prima parte, la decima traccia ‘Mmmh‘ lo è della seconda: un brano stupendo, in cui non si ascoltano nient’altro che arpeggi che si susseguono quasi all’infinito, in un ritmo inarrestabile che cattura l’ascoltatore dal primo all’ultimo secondo, semplice ma complesso al tempo stesso. A chiudere l’EP ci pensa ‘BiBo‘, altro brano composto solo ed esclusivamente da voci che si inseriscono l’una nell’altra per tessere la canzone, un finale degno di questo interessante lavoro.

Cos’altro aggiungere su questa band? I Mr. K riescono a proporre cose molto diverse tra loro: dal ritmo più sfrenato delle canzoni più veloci a quelle invece dolci e equilibrate, dalle melodie più immediate a trame musicali più ricercate, il tutto senza scadere nel banale e lasciando trasparire chiaramente la grande passione che c’è dietro questo progetto.

http://misterkappa.bandcamp.com/track/washing-machine

https://www.facebook.com/Mr.Kstory

https://twitter.com/MrAlainK

 

Ci vuole sempre coraggio per distaccarsi dal gregge: Walmus Brothers da Siracusa

In autore, emergenti, italia, musica, recensioni, rock on dicembre 12, 2012 at 3:43 pm


Sono carini, gli Walmus Brothers da Siracusa. Viso pulito, video semplici, pochi brani all’attivo. Non hanno uno stile ancora ben definito (passano da alcuni momenti rock al pop da tipica teen band), cantano quasi sempre in inglese ma si cimentano anche con l’italiano; ineccepibili dal punto di vista tecnico, buoni gli arrangiamenti (Specie in “Shining Planes”), curiosa la scelta di alcune tastiere, con sonorità molto fine  ’80. Hanno tempo per crescere ed evolversi,chiaro; per ora siamo su un target giovanile, femminile, a cui probabilmente interessano storie di vampiri e licantropi in lotta per la Bella di turno (Considerazione nata dal fatto che in alcuni passaggi mi fanno tornare in mente “Meet Me On The Equinox” dei Death Cab For Cutie e in fondo non cattiva, io ho letto l’intera serie). Il pezzo più convincente? Un ex aequo: “Over The Chain”, molto equilibrata tra il timbro vellutato del cantante e una tastiera leggera, eterea, pop nel senso più positivo del termine e un pizzico di aggressività del riff di chitarra e basso; “Dietro Di Me”, buon sound, orecchiabile e ancora una volta ha quella tastiera che fa la differenza (Stavolta quasi quasi scomodo i Bluvertigo di “Sono=Sono”). In questi due brani si sente il potenziale della band, che ama sperimentare, punta in alto ed ha alle spalle molto studio; se lo standard fosse sempre questo ci sarebbe da scommetterci sopra questi ragazzi! . Di sicuro sono qualcosa di insolito se guardiamo al panorama musicale, specie all’interno della loro fascia di età (20- 25 anni) che ormai ci ha abituato alla combinazione camicie a quadri, ciuffi sugli occhi e si spera anche un po’ di…rock: nelle canzoni e nei video (effettivamente ben fatti per una debut band , come nel caso di “Shining Planes”, veramente di un’altra epoca) sembrano voler dire “ascoltateci, siamo diversi”. Ed in effetti è vero: suonano particolari, magari non li ami per forza, magari ti serve più di un ascolto per apprezzare davvero un brano, però hanno quel non so che… Che ti resta impresso. Ci vuole coraggio per distaccarsi dal gregge e gli Walmus Brothers, piacciano o non piacciano, ce l’hanno. by esserrenne

Gianmariavolontè – Pop d’autore di una band lucana

In autore, basilicata, emergenti, ferrara, italia, musica, recensioni, rock on novembre 7, 2012 at 10:25 am

Gianmariavolontè
I Gianmariavolontè sono una indie-band lucana proveniente da Venosa(Potenza) e attiva dal 2009.Il gruppo è formato da David Lotito(voce/chitarre/sinth),Andrea Pacella(basso) e Marco Pacella(drums).
Nel 2010 esce il primo singolo “Bimba Noir” per l’etichetta indipendente Revolver,partecipano al Wave Festival di Basilicata piazzandosi al 4° posto e registrano ai Blap!Studios di Milano l’album di debutto,”Polaroid”,avvalendosi al pianoforte della collaborazione dell’ex Baustelle Fabrizio Massara.
Il nome della band,che rimanda ad uno dei più grandi e autorevoli attori italiani,simbolo di denuncia e impegno,ci fa subito capire dove i ragazzi vogliano andare a parare:testi delicati(ma non troppo),curati e a volte sussurrati(nel perfetto stile Francesco Bianconi-Baustelle),tappeto di sinth,chitarre leggiadre,sound un pò retrò,il tutto condito da una generale atmosfera “noir” che risulterebbe adattissima come soundtrack di qualsiasi film poliziesco anni 70.. Questa è la vita vista dalla Basilicata,questo è il profumo che si respira affacciandosi alla loro  finestra..Pop d’autore.
dagolou

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