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Teologia del dominio, il nuovo romanzo dello scrittore americano J. L. Bryan

In Uncategorized on luglio 16, 2019 at 5:11 pm

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

Teologia del dominio di J. L. Bryan

J. L. Bryan presenta “Teologia del dominio”, un thriller distopico ambientato in un futuro non troppo lontano nella Nuova America. In un mondo trincerato dietro muri di cemento, in una società caratterizzata dall’invadente controllo del governo e dalle persecuzioni ai danni di chiunque eserciti il libero pensiero, il protagonista Daniel Ruppert si trova a fare i conti con un complotto su larga scala che sconvolgerà la sua esistenza. Edito in America con il titolo “Dominion”, il romanzo è stato tradotto e pubblicato in Italia da Urban Apnea Edizioni, come primo titolo in catalogo della casa editrice. Sarà scaricabile gratuitamente a partire dall’ 11 Settembre 2019.

Titolo: Teologia del dominio

Autore: J. L. Bryan

Genere: Thriller Distopico

Casa Editrice: Urban Apnea Edizioni

Pagine: 316

Prezzo: 15,00€

Codice ISBN: 978-88-9441-062-4

«– … Evoluzione, come dicevo, è guerra. Tra i batteri, tra le formiche, tra gli alberi che succhiano le sostanze dal terreno, tra gli anticorpi che ci proteggono dagli agenti patogeni… vengono sempre applicate le stesse regole, gli stessi schemi. Chi si impone, domina il contesto evoluzionistico. Ma la vittoria è temporanea, perché dietro l’angolo è già pronta un’altra battaglia. La guerra è santa, perché è il mezzo con cui un gruppo diventa coeso e si rinforza per proteggere i propri membri. La stessa religione mondiale ci insegna a stringerci, a unirci, mi segui Daniel?

– Certo, sfruttare gli istinti primordiali della gente per il vostro profitto.                      

 – Sbagliato! – rispose Crane sbattendo il pugno sul tavolo e mandando in frantumi la proiezione olografica di Roma. – La guerra ci ha elevato dal brodo primordiale a creature che costruiscono città e nazioni, la guerra eleva ogni forma di vita del pianeta, ci rende più forti, ci migliora, ci unisce, la guerra è… – Crane si sporse in avanti con gli occhi azzurri spiritati e le labbra contratte – la guerra è Dio – sussurrò – e Dio è guerra […]».

Teologia del dominio di J. L. Bryan è un agghiacciante distopico che racconta la vita in America nel 2037, un futuro ormai dietro l’angolo che vedrà l’inasprimento della già insensata intolleranza verso il diverso che caratterizza i nostri giorni. Una nazione riorganizzata che ha ormai preso le redini del mondo, e che semina bugie in patria e sangue oltre i suoi confini. Che ha deciso di controllare capillarmente il suo popolo per evitare il dissenso, sottoponendolo a pesanti condizionamenti affinché possa accettare e glorificare le sue guerre “necessarie” per mantenere la pace. Una contraddizione in termini che sconvolge a livello inconscio le certezze del protagonista Daniel Ruppert il quale, giorno dopo giorno, prende sempre più coscienza del grande inganno in cui è immerso. Daniel è un mezzobusto, colui che ogni sera racconta false notizie rassicuranti al popolo americano. Ma sono diventate troppe le incoerenze che lo disturbano, ed è ormai incolmabile il “divario tra mondo reale e quello fittizio, confezionato ad arte per l’audience”, e il suo essere uno strumento passivo della propaganda comincia a minare il suo spirito patriottico, inculcato in anni di sottili manipolazioni. Il risveglio di Daniel è brusco: “aveva trascorso la maggior parte della vita come un sonnambulo stordito”; si rende conto di aver vissuto nella finzione  un’esistenza all’apparenza sicura e comoda, ma che presto si rivela insostenibile. Grazie alle parole e al coraggioso sacrificio del collega Sullivan Stone, Daniel inizierà un viaggio verso la verità che lo porterà a scoprire un complotto governativo di portata mondiale. Si troverà a combattere ad armi impari con un regime totalitario che controlla non solo l’informazione, ma anche l’educazione, l’economia, le relazioni individuali e soprattutto la religione. Anzi, che proprio nella religione ha trovato il suo fondamento e la sua legittimazione: è infatti nella Chiesa Dominionista che il presidente americano Winthrop trova appoggio per la sua campagna di condizionamento del singolo, al quale si raccontano bugie per giustificare le sanguinose azioni di guerra contro gli infedeli all’estero, e le violente rappresaglie del Dipartimento del Terrore contro i “non integrati” in patria. Teologia del dominio racconta di un mondo alterato e corrotto, che sembra in apparenza lontano da noi, ma che potrebbe essere l’evoluzione (o meglio l’involuzione) della nostra realtà, sempre più proiettata alla chiusura dei confini, all’intransigenza e al fanatismo. E risuonano sempre più forti le parole di Daniel Ruppert, che ci invitano a riflettere anche sulla nostra condizione: “Ma deve esistere un altro modo di vivere. E non è forse nostro compito capire qual è?”.

TRAMA. Un attacco nucleare alla città di Columbus (Ohio) impone negli Stati Uniti un regime totalitaristico basato sulle dottrine della Chiesa Dominionista, secondo cui le democrazie sono guidate dal demonio e i Cristiani caucasici hanno il dovere di controllare le sette aree che regolano la vita umana: economia, politica, media, arte, educazione, famiglia e religione. Mentre l’America è impegnata in una guerra mondialista contro Cina, Venezuela, Egitto e altri Stati del Medio Oriente (per reclutare discepoli secondo il comandamento di Gesù?), il nuovo Dipartimento del Terrore sopprime i movimenti di resistenza interni e gli squadristi delle Brigate della Libertà perseguitano le minoranze etniche. Daniel Ruppert, mezzobusto del notiziario di Los Angeles, riporta pedissequamente le notizie, spesso inattendibili, che gli vengono imposte. Immerso nel lusso di Bel Air e nei suoi circoli esclusivi insieme alla moglie, viene strappato via dalle sue certezze in un precipitare di eventi che lo portano a scoprire uno sconvolgente segreto governativo.

L’AUTORE E’ DISPONIBILE A RILASCIARE INTERVISTE

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BIOGRAFIA. J.L. Bryan (Atlanta, 1978) ha studiato letteratura inglese a Oxford e all’Università della Georgia, con una specializzazione sul Rinascimento inglese e sulla letteratura del Romanticismo. Ha studiato inoltre sceneggiatura all’Università della California di Los Angeles. Nei suoi romanzi si diverte a mescolare paranormale, horror e fantascienza, trovando soluzioni narrative sempre nuove. Tra i suoi romanzi: The Unseen (2013), Inferno Park (2014), Helix (2009) e le serie The Paranormals e Ellie Jordan, The Ghost Trapper. Teologia del dominio (titolo originale Dominion) viene tradotto e pubblicato in Italia dalla casa editrice Urban Apnea Edizioni.

LA CASA EDITRICE. Urban Apnea Edizioni è una casa editrice attiva dal 2015 che si occupa soprattutto di narrativa breve, straniera e italiana, contemporanea e classica, ma anche di critica musicale e di design giovanile, con un occhio di riguardo alle nuove tecnologie digitali. Tutto il catalogo è scaricabile gratis in agili .pdf interattivi. Teologia del Dominio è il primo romanzo in catalogo, e sarà scaricabile gratis dall’undici settembre 2019.

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Boccioli di rose di Maria Cristina Pizzuto: un’intima testimonianza sull’anoressia.

In Uncategorized on giugno 17, 2019 at 9:58 am

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

Boccioli di rose di Maria Cristina Pizzuto

Maria Cristina Pizzuto presenta “Boccioli di rose”: un diario intimo, un intenso racconto ispirato dalla personale esperienza dell’autrice con l’anoressia. Un’opera che vuole dare speranza a chi combatte contro questa malattia, e che cerca di spiegare le ragioni che possono portare una persona a soffrire di una condizione che colpisce duramente il fisico, ma che soprattutto strema lo spirito. Una testimonianza delicata e onesta, una nuova e importante uscita per la collana “Policromia” della casa editrice PubMe, che si impegna a raccontare le complesse e infinite sfumature della natura umana.

Titolo: Boccioli di rose

Autore: Maria Cristina Pizzuto

Genere: Romanzo breve

Casa Editrice: PubMe

Collana: Policromia

Pagine: 84

Prezzo: 12,00 €

Codice ISBN: 978-883-366-230-5

«Non posso provare gioia finché non riuscirò a uccidere la bufera che si cela in me; un tornado che congiunge l’intelligibile con il sensibile e mi schiaccia verso il basso. Come ho fatto a ridurmi così? […]».

Boccioli di rose di Maria Cristina Pizzuto è una testimonianza lucida della sua lotta all’anoressia, un commovente flusso di coscienza che ripercorre le dolorose fasi della sua malattia. L’autrice permette al lettore di entrare nella sua mente e nel suo cuore senza nascondere le sue debolezze, senza edulcorare una realtà che l’ha quasi annientata. Il sottotitolo dell’opera recita: Diario di un’anoressica. Perché l’anima di ciascuno di noi è un delicato fiore. Maria Cristina Pizzuto compie spesso parallelismi con la natura, nella quale vede l’unico motivo di pace per la sua mente confusa. Lo fa quando si paragona a una foglia appena nata, troppo fragile per restare attaccata al ramo; il suo corpo è altrettanto delicato, in procinto di cadere nel baratro, in vana attesa di una mano che lo afferri. L’autrice racconta la sua dura battaglia contro l’istinto di lasciarsi andare, perché arriva un punto in cui le difese crollano, in cui la morte psichica e spirituale si riflette su un corpo ormai inerme. In quest’opera si racconta l’anoressia senza filtri, distribuendo colpe e assoluzioni, mostrando una ragazza che ha paura di diventare adulta, e per questo motivo cerca di imprigionarsi nel corpo esile di bambina. La scrittrice alterna momenti in cui racconta lucidamente del suo disagio e in cui cerca soluzioni concrete, con altri in cui viene sommersa dal dolore e dal terrore, in cui tutto è confuso, come in un incubo. Da ogni parola dell’autrice emerge la stanchezza di vivere, di dover fingere di essere diversa da come è davvero; la paura è la costante della sua esistenza: paura di perdere il controllo di sé stessa, di rimanere sola. Boccioli di rose è il ritratto di una ragazza che analizza tutto ciò che ha intorno, che vuole comprendere il mondo e conoscere le persone nel profondo, che è stanca degli inganni e delle bugie dei suoi genitori, che la tradiscono leggendo il suo diario e che pensano che sia lei ad essere sbagliata. L’anoressia è una malattia che isola dalla realtà e spesso anche da chi dovrebbe amarci, che fa vergognare di sé stessi, che fa odiare gli altri a causa di una lotta interiore che dilania l’anima e che viene presto somatizzata, portando anche a conseguenze fatali. L’autrice racconta della sua fuga in un mondo immaginario completamente opposto alla realtà, del suo viaggio in una seconda dimensione da cui spera di non tornare, perché l’incomprensione della sua famiglia non fa che allontanarla ancora di più dalla vita, dalla luce, intrappolandola in una sua personale “selva oscura”. Attraverso la sua opera Maria Cristina Pizzuto cerca di mandare un messaggio chiaro e importante: ci vuole aiuto per uscire dall’anoressia, costante amore e accettazione verso chi sta soffrendo. Perché è una malattia subdola, che non fa comprendere le sue ragioni, che fa condannare il malato senza appello, che nasconde un doloroso disagio psichico dietro la maschera di un capriccio vanesio.

TRAMA. Boccioli di rose presenta la vita interpretata dagli occhi di una ragazza anoressica, sotto molteplici aspetti della quotidianità. Si alternano stralci di riflessioni, pensieri, emozioni, e paragrafi in cui lei descrive come uscire da quei meccanismi della mente, e dunque, con l’andar del tempo, in che modo venire fuori dal tunnel dell’anoressia.

L’AUTRICE È DISPONIBILE A RILASCIARE INTERVISTE

BIOGRAFIA. Maria Cristina Pizzuto è nata a Milano e vive a Fara Gera d’Adda (BG). Boccioli di rose (PubMe, Collana Policromia, 2019) è il suo primo romanzo.

CASA EDITRICE. PubMe è una giovane casa editrice che ha scelto di seguire la strada dell’innovazione e dell’originalità, non rinunciando alla solida professionalità con cui accompagna i suoi autori dalla fase di editing a quella di promozione delle loro opere. Attenta alle nuove voci del panorama letterario italiano, sceglie con cura gli scrittori che andranno a far parte delle diverse collane autogestite di cui si compone. Tra di esse, una menzione particolare va alla collana Policromia, che raccoglie opere eterogenee che non possono essere costrette in un genere definito, e il cui focus principale è l’umanità in tutte le sue infinite, meravigliose e anche controverse sfumature. La collana Policromia è curata dall’editor e scrittrice Emanuela Navone.

Contatti

https://www.facebook.com/pubmeit/

Booktrailer del libro Boccioli di rose

Link di vendita

https://www.ibs.it/boccioli-di-rose-diario-di-libro-maria-cristina-pizzuto/e/9788833662305

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Lotus. Le anime di Aoroa: il primo volume della saga Fantasy/YA a cura di Roberta Dieci

In Uncategorized on maggio 20, 2019 at 1:16 pm

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

Lotus. Le anime di Aoroa di Roberta Dieci

Roberta Dieci presenta “Lotus. Le anime di Aoroa”, il primo volume di una saga YA Fantasy. Un’intensa storia d’avventura e d’amore in una terra che appartiene al mito; la visione utopica di un mondo ai confini del sogno in cui la passione per la vita arde nei cuori dei suoi abitanti, in cui si è liberi di scoprire sé stessi e di esprimersi senza riserve. Dopo il pluripremiato “I sogni non fanno rumore”, l’autrice torna al suo amato mondo classico raccontando una storia che diventa leggenda, ambientata in un luogo fuori dal tempo e dallo spazio a cui i due giovani protagonisti scopriranno di appartenere, e per cui varrà la pena combattere.

Titolo: Lotus. Le anime di Aoroa

Autore: Roberta Dieci

Genere: Fantasy/Young Adult

Casa Editrice: Reverdito

Pagine: 176

Prezzo: 15.00€

Codice ISBN: 9788834200735

«Sbarrò gli occhi e si ritrovò in una stanza dorata, decorata d’avorio, “crisoelefantina” l’avrebbe definita la sua professoressa di storia dell’arte. La ricchezza e la bellezza di quel luogo le ricordavano un passato indefinito. Il castello echeggiava eleganza e raffinatezza, di colori delicati, di magia. Bianca si guardava intorno smarrita, ma felice. “Riconosci questo luogo?” chiese la donna. “È come se lo avessi già visto in un racconto, o in un sogno, in una favola”. La donna sorrise. “Io sono Aulide, regina degli Albigesi, della stirpe degli Aoroi. E questa è casa tua”.»

Lotus. Le anime di Aoroa di Roberta Dieci è una storia che nasce nel mondo reale, nell’universo appassionato e travagliato dell’adolescenza, per poi sviluppare la sua trama in un luogo epico e utopico, il sacro regno degli Aoroi. I protagonisti Bianca e Marco sono due ragazzi come tanti, presi dagli amori non corrisposti, dalla paura di crescere e dalla voglia di mordere la vita. Sono due ottimi studenti e atleti molto promettenti, e non si fanno sfuggire la possibilità di partecipare alla competizione “Mens sana in corpore sano” ispirata alle antiche Olimpiadi, in cui si dovranno cimentare nello sport e in difficili quiz di logica. L’entrata in gara rappresenterà per i due giovani non solo l’occasione di distinguersi, ma soprattutto la possibilità di scoprire una parte di loro che non credevano di avere. È infatti nel limbo costituito dal terreno dei Giochi Esperidi, nella zona di confine tra mondo del sogno e realtà, che Bianca e Marco troveranno l’accesso al loro destino. Un destino eroico scritto nella leggenda, ben prima della loro nascita. Lotus. Le anime di Aoroa è un romanzo ricco di azione, magia e mistero, in cui convivono la mitologia greca e le sue leggendarie figure, dalle Arpie ai Titani, antichi codici segreti, richiami ad epiche battaglie e a grandi condottieri della classicità, e un particolare uso del succo del fiore di Loto che deriva dal mito di Er della Repubblica di Platone: “E chi di volta in volta ne beveva si dimenticava di ogni cosa”. E in cui Eros e Thanatos si contrappongono e si fondono in un’appassionante storia d’amore e di guerra. Bianca e Marco viaggiano tra il mondo reale e un luogo mitico che in principio maschera la propria concretezza in un sogno condiviso, e che simboleggia il passaggio all’età adulta, quel duro percorso di crescita fatto di dubbi, sofferenze e meravigliose scoperte. Un rito di iniziazione che i due protagonisti affronteranno con il coraggio della gioventù, e con la forza di un amore che può vincere ogni difficoltà.

TRAMA. Lotus. Le anime di Aoroa, primo capitolo di una saga YA fantasy, è la storia di Bianca e Marco, due giovani che non si sopportano ma che scopriranno di essere legati da un sottile e misterioso filo rosso, che ne intreccia indissolubilmente i destini. Quando ai due ragazzi viene chiesto di partecipare alla competizione “Mens sana in corpore sano”, che li metterà alla prova sia a livello sportivo che intellettuale, si ritrovano catapultati in un mondo sconosciuto, dove vengono accolti dal mitico popolo degli Aoroi. Considerandolo all’inizio solo un sogno più reale di altri, ben presto Bianca si renderà conto che anche Marco sta vivendo un’esperienza simile, ipotizzando che si tratti di un sogno condiviso. Ma la verità è molto più complessa, e i due ragazzi vedranno stravolta la loro vita e dovranno decidere se combattere con coraggio per la propria terra d’origine e il proprio popolo, o bere il succo del fiore di Loto, abbandonarsi all’oblio e tornare per sempre alla realtà.

L’AUTRICE E’ DISPONIBILE A RILASCIARE INTERVISTE

BIOGRAFIA. Roberta Dieci è un’insegnante e scrittrice. È inoltre una calciatrice, e adora i tacchi a spillo, ama il latino e lo shopping compulsivo, è fan delle serate in famiglia e degli aperitivi con le amiche. Da quelli che lei stessa definisce “gli ossimori della sua vita” ha tratto storie eccentriche, vivaci, piene di personaggi passionali e contrastati. Pubblica nel 2017 per Bookabook Edizioni il romanzo rosa I sogni non fanno rumore. Il fantasy YA Lotus. Le anime di Aoroa (Reverdito, 2019) è il suo secondo romanzo.

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CANAPA una storia incredibile di Matteo Gracis

In Uncategorized on maggio 15, 2019 at 2:24 pm

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

CANAPA una storia incredibile di Matteo Gracis

Il giornalista e scrittore Matteo Gracis presenta CANAPA una storia incredibile, un’opera che racconta le origini, la fortuna, l’evoluzione contrastata e i mille usi di questa “pianta miracolosa”, alternandone la narrazione con l’entusiasmante resoconto delle esperienze che hanno portato l’autore a fondare e dirigere “Dolce Vita”, la più importante rivista italiana sulla cultura della Canapa e sugli stili di vita alternativi. La Canapa come non è mai stata raccontata in un’opera a metà strada tra saggio e memoir, che si avvale di un’appassionata prefazione di Beppe Grillo e di una sentita postfazione di George Jung (il Boston George interpretato da Johnny Depp nel film “Blow”)

Titolo: CANAPA una storia incredibile

Autore: Matteo Gracis

Genere: Saggio/Memoir

Casa Editrice: Chinaski Edizioni

Collana: Fuoricollana

Pagine: 190

Prezzo: 18 euro

Codice ISBN: 978-8899759605

«[…] Che i bigotti, i bacchettoni, i conformisti, i puritani ma soprattutto i proibizionisti, i signori del petrolio e quelli di big pharma e infine i politici ostili ai cambiamenti se ne facciano una ragione: la Canapa ha vinto, non la fermate più. Non vi resta che accettare questo dato di fatto e farvi da parte».

Esce per Chinaski Edizioni il 20 aprile, data della giornata mondiale della cannabis, CANAPA una storia incredibile di Matteo Gracis. Una celebrazione della pianta della Canapa, che dovrebbe finalmente essere “libera in ogni sua forma e per ogni suo utilizzo”, e un racconto della crescita umana e professionale dell’autore, che ha messo il suo entusiasmo e le sue competenze al servizio della comunicazione della libertà di pensiero e azione nella sua fortunata rivista Dolce Vita. Una storia incredibile – come dal titolo dell’opera – di una pianta che ha accompagnato l’essere umano da quindicimila anni, e ne ha arricchito l’esistenza in tanti modi diversi. Una “pianta fondamentale per l’umanità” che grazie ai suoi più di centoventi principi attivi (detti cannabinoidi) ha influenzato la scienza medica mondiale, a partire dai primi utilizzi nel campo della medicina tradizionale cinese nel 2737 a. C. ad opera dell’imperatore Shen Nung, ed è stata nei secoli fonte di sostentamento e di cibo, forte e duratura materia prima oltre che protagonista di interessanti esperienze mistiche e rituali. Matteo Gracis elogia le incredibili proprietà e l’affascinante storia della Canapa, e racconta con attento sguardo sociologico e storico la guerra che le è stata mossa nell’ultimo secolo da chi perseguiva interessi egoistici, che hanno comportato la sua quasi totale eliminazione dalla vita dell’uomo. È infatti un nodo fondamentale dell’opera il disvelamento di un inganno che, a partire dagli anni trenta del novecento, ha portato magnati dell’editoria, della petrolchimica e del settore farmaceutico, oltre che uomini politici corrotti, a iniziare un’oscura fase di proibizionismo originata in America e poi sviluppata in tutto il mondo. Raccontandone la travagliata cronaca macchiata da azioni scellerate e complotti politici, con un occhio di riguardo per la difficile situazione italiana, l’autore punta il dito sulla lotta a una pianta che avrebbe invece potuto salvare la disastrosa condizione ambientale odierna, limitando l’utilizzo del petrolio e della plastica grazie alle sue infinite proprietà. È infatti possibile realizzare della bioplastica dalla fibra della Canapa, così come utilizzare le sue parti per la combustione ecosostenibile e per fini di bioedilizia; infine la pianta è anche un bioaccumulatore che può assorbire le sostanze chimiche tossiche dal terreno. Per fortuna la Canapa sta oggi tornando al centro della storia, trascinata da una rivoluzione verde, silenziosa ma inesorabile, che percorre tutto il pianeta. L’Italia purtroppo rimane ancora tristemente chiusa alle politiche di piena legalizzazione, ma è indubbio che la nuova era stia bussando anche alla nostra porta e che il cambiamento sia ormai diventato necessità, per un futuro migliore.

TRAMA. Una pianta che da migliaia di anni accompagna l’umanità nella sua storia, ma che da circa un secolo è diventata oggetto delle attenzioni di tutte le forze di polizia del mondo. Un ragazzo che incontra quella pianta e i suoi prodot­ti, quando sono avvolti da quell’aura illecita che attrae e respinge, ma che non sempre fa riflettere. Due storie che si intrecciano, perché mentre il ragaz­zo cresce e con lui la sua consapevolezza, insieme si sviluppa anche la curiosità sul perché di quei divieti, sui motivi per cui quella pianta sia bandita dall’agri­coltura, dall’industria e dalla farmacopea, luoghi in cui aveva dimorato e prosperato per secoli. Così l’autore, parallelamente al suo percorso che lo ha portato prima a fondare un sito web, con l’obbiettivo di stimolare la discussione verso politiche di liberalizza­zione della pianta, e poi a creare e dirigere Dolce Vita, la più importante rivista italiana sulla cultura della Ca­napa e gli “stili di vita alternativi”, ci racconta la tor­mentata vicenda del più controverso vegetale nella storia della nostra civiltà, cercando nuove domande e ottenendo alcune significative risposte. Due storie davvero incredibili: quella di Matteo Gracis che dai banchi abbandonati in fretta dell’Università si è in­ventato imprenditore di successo nel settore della co­municazione, e quella della Canapa che, con estrema fatica ma altrettanta forza, sta riemergendo dal limbo dell’illegalità in molte parti del mondo e da ultimo, al­meno in versione “light”, anche nel nostro paese. Una “rivoluzione verde” che ha un solido retroterra culturale, ben oltre il cosiddetto uso ludico, narrata in maniera esemplare da uno dei suoi protagonisti.

L’ AUTORE È DISPONIBILE A RILASCIARE INTERVISTE

BIOGRAFIA. Matteo Gracis (Pieve di Cadore – Belluno, 1983) è un giornalista, nomade digitale e libero pensatore. Ha vissuto per alcuni anni a Milano, dove nel 2004 ha aperto la sua società di comunicazione/editoria, e dove ha fondato e dirige la rivista Dolce Vita. Dal 2008 è entrato nell’ordine nazionale dei giornalisti (elenco pubblicisti). Segue inoltre alcune attività commerciali, artistiche e culturali, ed è un appassionato viaggiatore. Esperto di cultura della Canapa, è consulente di alcune delle più importanti aziende europee del settore. Dal 2018 collabora come autore al blog Beppegrillo.it. “Stay human” è la sua filosofia di vita.

CASA EDITRICE. La Chinaski Edizioni è nata a Genova nel 2004 con un obiettivo semplice: la pubblicazione di buoni libri in assoluta libertà. Non si propone come un’entità astratta che periodicamente invade le librerie con titoli ruffiani, magari affidandosi a qualche comico televisivo dal tormentone facile; vuole invece dar voce alla gente che scrive con passione e capacità. Le collane della sua produzione editoriale sono: Borderline (che dà spazio a giovani autori italiani e tratta tematiche dure, scabrose e dalla forte valenza sociale), Giallo & Nero (collana di gialli d’autore), Voices (dedicata a biografie musicali decisamente “non convenzionali”), Sportivity (dedicata allo sport) e Fuoricollana (una miscellanea di titoli originali che non rientrano nelle altre categorie). Tonino Carotone, Don Andrea Gallo, Manu Chao, Ken Paisli e tanti altri volti noti hanno collaborato con Chinaski Edizioni, la casa editrice che “cammina domandando”.

PRESENTAZIONI CONFERMATE

Torino – 2 Maggio, 2019

Alessandria – 4 Maggio, 2019

Bologna – 7 Maggio, 2019

Milano – 10 Maggio, 2019

Lucca – 11 Maggio, 2019

Torino – 12 Maggio 2019

Treviso – 16 Maggio, 2019

Roma – 17 Maggio, 2019

Varese – 18 Maggio, 2019

Podenzano (PC) – 19 Maggio, 2019

Treviso – 23 Maggio, 2019

Belluno – 25 Maggio, 2019

Milano – 27 Maggio, 2019

Aosta – 28 Maggio, 2019

Brescia – 29 Maggio, 2019

Chiuduno (BG) – 30 Maggio, 2019

Padova – 31 Maggio, 2019

Bologna – 1 Giugno, 2019

Trento – 2 Giugno, 2019

Adelfia (BA) – 5 Giugno, 2019

Vasto (CH) – 6 Giugno, 2019

Ferrara – 7 Giugno, 2019

Forlì – 8 Giugno, 2019

Parma – 13 Giugno, 2019

Firenze – 14 Giugno, 2019

Raiano (AQ) – 15 Giugno, 2019

Feltre (BL) – 15 Giugno, 2019

Bari – 20 Giugno, 2019

Stornara (FG) – 22 Giugno, 2019

Savona – 26 Giugno, 2019

Udine – 27 Giugno, 2019

Grottamare (AP) – 28 Giugno, 2019

Contatti

www.matteogracis.it

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www.dolcevitaonline.it

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L’autrice neozelandese Tracy Farr presenta il nuovo libro Dopo la pioggia

In Uncategorized on maggio 15, 2019 at 1:35 pm

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Presenta

Dopo la pioggia (The Hope Fault) di Tracy Farr

Dopo il successo ottenuto con romanzo d’esordio The life and loves of Lena Gaunt, la scrittrice Tracy Farr presenta Dopo la pioggia (The Hope Fault), una storia famigliare che riflette sulla natura delle relazioni interpersonali, e sull’importanza di accettare la vita anche nei momenti di buio, anche nelle difficili fasi in cui si deve disfare la trama della propria esistenza. L’autrice australiana naturalizzata neozelandese arriva per la prima volta in Italia con una sua opera grazie a Parallelo45 Edizioni, confermando il suo talento e la forza evocativa della sua scrittura.

Titolo: Dopo la pioggia (The Hope Fault)

Autore: Tracy Farr

Genere: Romanzo famigliare

Casa Editrice: Parallelo45 Edizioni – Unorosso

Collana: Hoboken

Pagine: 346

Prezzo: 13,50 euro

Codice ISBN: 9788899246099

«[…] Sono tutti nelle loro stanze, adesso, ascoltando la pioggia che batte sul tetto. Viene giù a dirotto, correndo a rivoli, uscendo a fiotti, scava nel terreno, bagna, infanga, impregna ogni cosa nella sua onnipotenza».

Una celebrazione della famiglia non intesa nel senso tradizionale, un invito ad abbandonare le riserve e ad abbracciare i legami che la vita ci fa intrecciare, volenti o nolenti, scoprendo che l’amore e l’accettazione possono nascere anche da situazioni impreviste. Tutto questo e molto altro è racchiuso tra le pagine di Dopo la pioggia (The Hope Fault), il secondo romanzo della scrittrice australiana Tracy Farr. Una storia divisa in tre parti: “Pioggia”, in cui si racconta il complicato presente di un gruppo di personaggi facenti parte di una famiglia allargata, che si ritrovano in un piovoso weekend invernale nella vecchia casa delle vacanze ormai venduta per impacchettare beni e ricordi; “Rosa”, in cui l’autrice gioca col tempo partendo da quello stesso presente e andando a ritroso fino a cento anni prima, raccontando la vita della matriarca della famiglia; “Speranza”, un ritorno al presente, la conclusione di un fine settimana intimo e intenso, che lascerà un segno nelle vite di tutti i personaggi. Ambientato a Cassetown, immaginaria città di mare australiana, il romanzo propone una riflessione sui concetti di casa e di famiglia, sulla necessità di disfare per ricominciare, e sul coraggio di accettare che si è sempre in precario equilibrio su una frattura del terreno, anche quando si è circondati dalla solidità degli affetti. Tracy Farr propone un’idea delle relazioni famigliari in analogia con la creazione delle mappe geografiche: in entrambe si cerca l’orientamento, una guida nel mare burrascoso della vita, in una si connettono persone, nell’altra luoghi per definire la realtà, per bloccarla e tramandarla nel tempo. La casa nel romanzo diventa un microcosmo chiuso in cui i personaggi, come gli attori di una pièce teatrale, mettono in scena le loro ansie, i loro dolori, i loro complessi sentimenti d’amore. Una casa “che respira” in cui convivono non solo i personaggi ma anche il passato e il presente, una casa che contiene i ricordi di una vita, come il libro di Rosa “Le favole di Miss Fortune”, che diventa un espediente per ripensare e rileggere il valore dei legami famigliari, il valore del tempo trascorso e di quello che verrà. La pioggia incessante è nell’opera simbolo di purificazione, di rinascita dopo una svolta importante, ed è infatti quando finalmente smette di cadere che la famiglia si riunirà per dare un nuovo nome all’ultima nata, un nome che diventa la chiave di volta per cominciare una nuova storia, un nome che, come il paziente ricamo di Iris, come i disegni di Kurt, o le parole nei libri di Rosa e Zigmund, assume il significato di eternità, di determinazione di un punto fisso nel continuum spazio temporale.

TRAMA. A Cassetown Iris e la sua famiglia allargata – l’ex marito, sua moglie e la loro bambina, suo figlio e la figlia della sua migliore amica – si riuniscono in un lungo fine settimana per impacchettare i propri averi nella casa di vacanza ormai venduta. Si ritrovano assieme per un’ultima volta, per un ultimo fine settimana, per un ultimo party. Dopo la pioggia celebra le complessità famigliari quotidiane: zie e fratellastri ed ex, e una bambina che attende ancora di ricevere un nome; genitori e partner che mancano, e coloro che li rimpiazzano. Parla delle faglie che corrono sotto la superficie e dell’angoscia e dell’incertezza – del fatto che la terra potrebbe slittare, letteralmente o metaforicamente, sotto i nostri piedi in qualsiasi momento. È un romanzo dei giorni nostri che gioca con il tempo e con il modo di raccontare le storie, un’opera che ritrova la poesia e la bellezza nella scienza, ma anche la magia nei paesaggi.

BIOGRAFIA. Un tempo dedita alle scienze, Tracy Farr è un’autrice di romanzi e racconti. Cresciuta in Australia, vive da vent’anni in Nuova Zelanda; considera entrambi i posti come la sua casa. Il suo romanzo d’esordio, The Life and Loves of Lena Gaunt (Fremantle Press, 2014), è stato inserito nella lista preliminare per il Miles Franklin Literary Award del 2014, e incluso nella rosa dei candidati per i WA Premier’s Book Award e Barbara Jefferis Award del 2014, e in seguito pubblicato nel Regno Unito e negli USA. Dopo la pioggia (The Hope Fault) è il suo secondo romanzo.

L’AUTORE È DISPONIBILE A RILASCIARE INTERVISTE IN LINGUA INGLESE

CASA EDITRICE. Parallelo45 è una casa editrice che opera nel panorama editoriale dal 2013. Pubblica autori italiani e stranieri, prediligendo scrittori esordienti o non ancora conosciuti al grande pubblico. Lo spirito con il quale agisce Parallelo45 è quello tipico della fotografia: scrivere attraverso il filtro della luce per immortalare l’immagine di un determinato momento. E il momento a cui volge il suo grandangolo è rappresentato dalla letteratura a cavallo del secondo e terzo millennio. Nel proprio catalogo Parallelo45 include il giallo, il mistery, il romanzo storico e la narrativa di genere. Unorosso è il marchio editoriale di Parallelo45 per la narrativa straniera, di cui fa parte Dopo la pioggia nella collana Hoboken.

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Il graphic journalism di Mirko Orlando con “Paradiso Italia”

In Uncategorized on maggio 13, 2019 at 4:10 pm

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

Paradiso Italia di Mirko Orlando

Il fotografo e illustratore Mirko Orlando presenta “Paradiso Italia”, un’opera di graphic journalism in uscita a maggio 2019 per la casa editrice italo-cilena Edicola Ediciones. Temi portanti del reportage sono l’accoglienza e l’integrazione dei migranti che giungono ogni giorno nel nostro Paese, con il loro carico di dolore e di speranze presto infrante sulle coste italiane. Una lucida cronaca che espone il punto di vista di chi vive clandestino in terra straniera, condotta attraverso la suggestiva commistione di fotografia e fumetto. Con obiettività e profondo rispetto per una realtà che non può e non deve essere ignorata, Mirko Orlando invita il lettore a non tollerare il silenzio, perché il silenzio uccide la dignità, i diritti umani e la libertà.

Titolo: Paradiso Italia

Autore: Mirko Orlando

Genere: Graphic Novel/Graphic Journalism

Casa Editrice: Edicola Ediciones

Collana: Illustrati

Pagine: 192

Prezzo: 20 €

Codice ISBN: 9788899538460

«[…] Il Mediterraneo non è un mare. Il Mediterraneo è un’immensa fossa comune dove giacciono corpi senza volto e senza storia, ammassati nella discarica dove gettiamo le biografie che abbiamo scartato. È qui che noi tutti dimentichiamo. Da bambino mi divertivo a sentire il rumore del mare dentro le conchiglie. Oggi ci sento le urla di tutti quelli che non ce l’hanno fatta».

Paradiso Italia si apre sulla raffigurazione di un Eden che ha perso la sua valenza salvifica, che ha fallito il suo compito; è infatti lo stesso autore, il fotografo e illustratore Mirko Orlando, a ricordarci come l’etimologia della parola “paradiso” sia riconducibile al termine “recinto”. Ancora una volta c’è un muro a tenere separati tra di loro gli esseri umani, il muro originario, primo esempio di esclusione. E dalle parole “la storia è la versione profana di questo fallimento” ha inizio la cronaca che racconterà l’esperienza dell’autore con i migranti clandestini nel nostro Paese, con i quali ha vissuto, ha condiviso il cibo, gli sguardi e le vicende di vita. Mirko Orlando restituisce la voce a chi ha tanto da raccontare ma soffoca nell’indifferenza, e lo fa senza scadere nella retorica buonista, senza dimenticare che tutti gli esseri umani hanno le loro luci e le loro ombre. Paradiso Italia è una potente opera grafica e un acuto pezzo di giornalismo; un testo che miscela scrittura, disegno e fotografia, aggiungendo un profondo valore simbolico alla realtà più cruda e sfrontata. Lo si vede nella mattanza dei cani all’inizio dell’opera: la morte dell’innocenza, della fiducia, della speranza di una vita dignitosa; lo si vede nelle grandi e sproporzionate mani che disegna l’illustratore, mani grandi quanto vuote, metafora del senso di impotenza che attraversa tutta la narrazione. “Basta coprirsi gli occhi e ignorare la massa di disperati che ti gira intorno”, si dice nel testo, eppure Mirko Orlando non vuole farlo, e nonostante si chieda lucidamente se l’interesse per i diritti umani mascheri il suo narcisismo, decide di attivarsi concretamente per comprendere una realtà che non può neanche essere immaginata, e che non è quella patetica o maledetta raccontata dalla televisione e dalla politica. L’autore riporta il punto di vista di chi è in fuga da guerre, fame, violenze, morte certa e dolorosa. Lo racconta dall’interno, vivendo con i migranti, registrando il bello e il brutto di loro, non negando che la diversità spaventa, che occorre impegno e consapevolezza per capirla e accettarla. L’autore narra tragiche storie di vita vissuta, storie che “semplicemente accadono”, che non hanno inizio né fine, che spesso non hanno neanche un senso. Focalizzando la sua attenzione sugli occhi dei migranti, sui sentimenti di disperazione e fierezza che attraversano le loro iridi, l’artista si interroga e li interroga sulla loro sopravvivenza sul suolo italico, sulla loro esistenza spesa a protestare, fuggire e sopportare.

Booktrailer Paradiso Italia

TRAMA. Un fotografo italiano decide di dar voce ai migranti che vivono clandestinamente nel nostro paese. Si accampa con loro, raccoglie le loro storie, fotografa la loro quotidianità, nel tentativo di scavare più a fondo nel cuore del tema immigrazione. Chi sono queste persone? Cosa pensano di noi? Che visione hanno di uno stato di “emergenza” che dura ormai da troppo tempo? Dagli occupanti delle palazzine dell’ex Moia di Torino ai rifugiati delle baracche nella periferia di Ventimiglia, passando da chi tenta una fuga disperata tra le nevi della Val di Susa, fino ai braccianti del ghetto Borgo Mezzanone, in provincia di Foggia, le storie di N, di J, di L raccontate in Paradiso Italia ci permettono di guardare l’immigrazione con occhi diversi, i loro. Attraverso una contaminazione di linguaggi, dove il fumetto dilata il tempo e lo spazio della fotografia, Mirko Orlando firma una potente opera di graphic journalism per raccontare una realtà che va oltre gli slogan sulla chiusura dei porti. Un libro senza falsa retorica né sconti, che ci mostra chiaramente le sbarre di una prigione che si chiama Italia, nella quale può essere terribile restare ma da cui, paradossalmente, è impossibile fuggire.

L’AUTORE È DISPONIBILE A RILASCIARE INTERVISTE

BIOGRAFIA. Mirko Orlando è nato a Napoli nel 1981. Diplomatosi all’Accademia delle Belle Arti di Roma, abbandona la pittura e l’illustrazione per dedicarsi alla fotografia sotto la guida di Roberto Bossaglia e Nicola Smerilli. Per un periodo frequenta le gallerie d’arte della capitale, dove scopre che l’arte significa ben poco senza i discorsi che l’accompagnano. Accantona la fotografia per un periodo e si dedica all’approfondimento teorico della sociologia, della filosofia e dell’antropologia. Scrive per Gente di fotografia, L’aperitivo illustrato, Illuminazioni, Fotoinfo, Storia e futuro. Pubblica i saggi di antropologia visiva Fotografia post mortem (Castelvecchi, 2013) e Per una teoria generale della fotografia post mortem (Il Mulino, 2014). Dopo aver conosciuto il fotografo situazionista Pino Bertelli (che gli insegna a scattare fotografie come si tirano sanpietrini), riprende la macchina fotografica e decide di dedicarsi alla documentazione dei fenomeni di marginalità sociale. Lavora per la stampa periodica nazionale e pubblica alcuni reportage su Barricate, A, Domus, Tracce, e il libro fotografico Il volto (e la voce) della strada (Lindau, 2012). Poi gira l’Europa, passa per il Marocco, e trascorre un intero anno a girovagare per il Sud-est asiatico: India, Cambogia, Laos, Tailandia, dove impara a vivere e ad arrangiarsi negli Slum. Tornato in Italia non trova meno ghetti, meno emarginazione, meno disperazione, ed è per dar voce a questo dolore che continua a far scattare l’otturatore della sua macchina fotografica. Nella graphic novel Paradiso Italia (Edicola Ediciones, 2019), finalmente, trova un equilibrio tra le sue molte “personalità”: un’opera di graphic journalism dove fotografia, illustrazione e scrittura si fondono e collaborano affinché si possano narrare le trame che definiscono il nostro tempo.

CASA EDITRICE. Edicola Ediciones è una originale realtà editoriale indipendente fondata e diretta dall’editore, fotografo e documentarista Paolo Primavera insieme alla socia e moglie Alice Rifelli. Una casa editrice “garibaldina”, che come l’eroe dei due mondi vive e pubblica tra Italia e Cile, usando i libri e la cultura per costruire, mattone dopo mattone, un ponte tra questi due paesi. Edicola Ediciones nasce a Santiago del Cile a fine 2013, e dal 2015 ha una sede anche a Ortona, in Abruzzo, proprio nell’edicola della famiglia Primavera dove tutto ha avuto inizio. Una vita nomade, una sorta di transumanza editoriale, che permette ai due editori di ascoltare e assorbire due lingue, due culture, due modi di vedere e vivere la realtà, per poi trasmetterli nell’altra parte del mondo, attraverso la voce di tutti gli autori tradotti. Edicola sceglie di esercitare la propria responsabilità civile di casa editrice seguendo la strada della multiculturalità, attraverso un continuo scambio di parole, esperienze e persone. Nel catalogo di Edicola Ediciones sono presenti romanzi, racconti, fumetti, libri illustrati, cronache e poesia, ripartiti in sei collane: Al tiro, Disciplina Antigua, Grigio18, Illustrati, Lo Stivale, Media Hora.

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Amore, azione e adrenalina in Scacco Matto al Re Bianco, il romanzo di Simone Giusti

In Uncategorized on maggio 8, 2019 at 12:50 pm

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

Scacco Matto al Re bianco di Simone Giusti

Scacco Matto al Re Bianco di Simone Giusti è una storia coinvolgente che tiene i lettori incollati alle pagine col fiato sospeso. Uno stile rapido, per certi versi cinematografico, e in grado di tratteggiare una vera e propria avventura sentimentale fatta di amore, azione e adrenalina. E’ il viaggio dell’eroe, Ant, che segue un percorso capace di fargli acquisire una nuova consapevolezza ossia che non è mai vano combattere per i propri ideali. Il protagonista è un individuo virtuoso e innamorato che sconfigge il male raggiungendo un obiettivo ambizioso: salvare le persone in una terra afflitta dalla povertà e dalle malattie che, sin dall’epoca del colonialismo, ha dovuto sottomettersi al pensiero dominante dei conquistatori.

AUTORE: Simone Giusti

TITOLO: SCACCO MATTO AL RE BIANCO

CASA EDITRICE:  Il Seme Bianco

ISBN: 9788833610986

PAGINE: 80 pp.

DORSO: 6 mm.

PREZZO: 9,90 €

“Un assassino. Sì. Jasper è un assassino”. Le si avvicinò e parlò sottovoce. “Ascoltami. Jasper si è lasciato corrompere dal denaro. Non hai idea di quali brutalità si sia macchiato, e quante ne faccia ancora. Ma io…no, io non intendo starmene con le mani in mano. Oh no. Non me ne starò con le mani in mano mentre migliaia di persone pagano con la vita i capricci di chi ha già così tanto denaro che potrebbe comprare qualunque cosa. Qualunque cosa! E ne vuole ancora.” Vivienne si alzò e Ant l’afferrò per le spalle. “Lo sai che metà della ricchezza mondiale è in mano a centotrenta uomini? Centotrenta uomini! La ricchezza che basterebbe per far vivere 3 miliardi e mezzo di persone in mano a centotrenta fottuti magnati!”. Si mise a passeggiare folle. “Sono stufo di vedere il mondo che va a rotoli per colpa di questi quattro sciacalli. Sono stufo! Ora voglio lottare. Lottare!”, blaterò allucinato.

Simone Giusti compie un miracolo che è quello di scrivere un libro animato, un prodotto a metà tra film d’azione e romanzo. L’azione è veloce e chi lo legge si sente catapultato dentro la narrazione. Un ritmo incalzante dall’inizio alla fine che cattura l’attenzione anche di fronte a temi quali l’imperialismo delle grandi multinazionali. Si parla di guerre economiche, ma anche d’amore. Ant Warwick intraprende un viaggio complesso, non scevro da colpi di scena, mentre la famiglia lo attende. I suoi antagonisti ordiscono un complotto per farlo fuori, ma lui lotterà contro una società disumanizzante e logiche di profitto, ahimè, il più delle volte, alla base dell’agire umano. Perché combatte Ant? Lo fa per salvare il mondo, ma ancor prima al fine di scoprire qualcosa che non sapeva di sè stesso. I personaggi di Simone Giusti innescano un coinvolgimento emotivo elevato e trasmettono un messaggio fondamentale: bisogna credere nella propria strada. Ognuno di noi può scegliere un percorso, può decidere chi vuole diventare, e questo comporterà delle scelte difficili. C’è un talento, però, nascosto in ciascuno che merita di essere coltivato, anche se questo significa camminare su una strada irta di ostacoli.

TRAMA. Art Warwick è un apprezzato ricercatore farmaceutico che lavora in Africa nella compagnia fondata da suo padre. Il suo sogno è salvare le persone, tutte le persone. Per tale ragione fornisce in segreto vaccini alla popolazione locale. Ma il giorno che uccidono la sua assistente, Ant comprende di essere in pericolo. Dall’Africa si sposterà a Londra con la sua famiglia…

Il protagonista non si riconosce nel mondo in cui vive e decide di inseguire l’ideale agognato da suo padre. Giocherà da solo la sua partita a scacchi più importante. Contro sè stesso e contro il mondo riuscendo a realizzare un desiderio e a capire la sua vera natura.

Biografia. Simone Giusti è un autore impegnato tra scrittura, corsi di storytelling, cinema e teatro. Nato nel 1977, laureato in archeologia all’Università degli studi di Pisa, si specializza nella narrazione a tutto tondo scrivendo con costanza e frequentando master per redattore editoriale, scrittura, sceneggiatura, montaggio e regia. Da dicembre 2006, anno della sua prima pubblicazione col racconto “Felicità sintetica”, ha pubblicato 38 storie brevi di vario genere, uscite su riviste e antologie, alcune vincitrici di premi, e otto storie lunghe. Per il teatro ha adattato “Il racconto di via Smith” e scritto “Le bestie” e “Vodkavalium”, tutti andati in scena. Nel campo dei cortometraggi ha prodotto la serie “Evoc”, il cui primo episodio ha vinto il contest televisivo “Shortbuster” andato in onda su iLike.tv (2013), e ha scritto e diretto la serie web “Le cronache del castello”. Ideatore di un metodo di scrittura collettivo basato sull’intuizione, è docente in storytelling e cinema, e lavora con tutto ciò che riguarda la creazione della trama. Esperto di giochi di ruolo, le sue trame corrono sempre sul filo del rasoio.

Contatti

Sito personale: https://simonegiusti.wixsite.com/scrittore

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Pagina “Scacco matto al re bianco” su sito personale: https://simonegiusti.wixsite.com/scrittore/scaccomattoalrebianco

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Le cose che ho scritto di te (mentre ti aspettavo): il nuovo, emozionante libro di Guido Paolo De Felice

In Uncategorized on aprile 23, 2019 at 12:35 pm

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

Le cose che ho scritto di te (mentre ti aspettavo)

di Guido Paolo De Felice

Guido Paolo De Felice presenta la sua raccolta di poesie e di brevi racconti “Le cose che ho scritto di te (mentre ti aspettavo)”, vincitrice del Premio Self publishing 2018 – Categoria Poesia- nel concorso letterario “Il mio esordio” promosso da IlMioLibro.it. Un’opera che parla d’amore e di ricerca interiore, che rapisce il lettore con la semplicità e la profondità delle sue liriche. Dopo la raccolta poetica “Quella notte a Parigi”, un nuovo, emozionante lavoro dell’autore campano molto amato e seguito sui social network, che solo su Instagram vanta più di 38.000 follower.

Titolo: Le cose che ho scritto di te (mentre ti aspettavo)

Autore: Guido Paolo De Felice

Genere: Poesia

Casa Editrice: Self-publishing (IlMioLibro.it)

Pagine: 224

Prezzo: 25 euro

Codice ISBN: 9788892352421

«Dicono che volere sia potere. Però prima che tu arrivassi  prima che tu cambiassi ogni cosa ogni umore ogni rancore il valore di ogni raggio di sole Io perso con le mani a tenermi la testa Io non sapevo non immaginavo neppure  che in realtà volersi è potere».

Le cose che ho scritto di te (mentre ti aspettavo) è una raccolta di poesie e di brevi racconti, che ha come nucleo pulsante il sentimento bramato, bistrattato, celebrato e sottovalutato dell’amore. Guido Paolo De Felice presenta liriche che toccano l’anima, e che raccontano con semplicità di un sentimento universale, declinato nelle sue infinite manifestazioni. Semplicità che mai come in quest’opera non significa banalità, perché nella leggerezza apparente delle poesie è racchiuso un complesso mondo di sensazioni e di sentimenti, di immagini, odori e sapori. Nel suo stile diretto e asciutto l’autore sa parlare d’amore raccontandolo nel suo potere di mettere le ali ai piedi degli innamorati, così come in quello di incatenare a terra i cuori più tormentati. Un amore per cui vale la pena vivere e morire, per cui vale la pena alzarsi al mattino e addormentarsi di notte fiduciosi del futuro; un amore che riesce ad elevare anche l’anima di chi non è corrisposto, che consuma e rigenera, che porta sorrisi e lacrime. Un sentimento che ha ispirato nei secoli poeti e musicisti, e che come una bussola non smetterà mai di orientare la vita umana, al pari delle stelle per i vecchi lupi di mare. De Felice decide di raccontare l’amore senza filtri e simbolismi, andando dritto al punto; nella raccolta sono presenti poesie che trasudano romanticismo, e altre che con lucidità disarmante raccontano di nostalgia e di mancanza: “E invece noi fummo così bravi a perderci, per sempre”. Ma ciò che conta, alla fine, è aver scelto di tentare nonostante la possibilità concreta del fallimento, piuttosto che non provare, non sentire, non buttarsi nel vasto mare che sa accogliere e cullare così come sommergere: “Non smettere di credere che ogni caduta, ogni livido, ogni bastonata un giorno avrà un senso”. Le cose che ho scritto di te (mentre ti aspettavo) è un’opera coraggiosa in tempi in cui l’amore è spesso visto come un sentimento riservato ai deboli; una raccolta che ha riscosso notevole successo e che ha permesso all’autore di vincere il Premio Self Publishing (categoria Poesia) al concorso letterario nazionale “Il mio esordio”.

TRAMA. Questo libro nasce con l’idea di voler raccontare l’amore, in tutte le sue forme e in tutte le sue modalità: c’è l’amore desiderato, l’amore non corrisposto, l’amore che ti consuma, l’amore che ti toglie il sonno e quello che invece ti permette di sognare. C’è amore dalla prima lettera, fino all’ultimo capoverso. È un libro scritto per chi, anche affannosamente, ma cocciutamente, non smette di credere nel lieto fine e non saprà mai accontentarsi di un “quasi” amore.

L’AUTORE E’ DISPONIBILE A RILASCIARE INTERVISTE

BIOGRAFIA. Guido Paolo De Felice (Caserta, 1985) è un chirurgo specializzato in Odontostomatologia e scrittore di poesie e aforismi. Pubblica nel 2018 per Edizioni PensieriParole, nella collana “I migliori 100”, la raccolta di frasi e aforismi Quella notte a Parigi, e sempre nel 2018 pubblica in self publishing la raccolta di poesie e di brevi brani in prosa Le cose che ho scritto di te, vincitrice del premio Self Publishing 2018 categoria Poesia del concorso “Il Mio Esordio 2018”, indetto dal sito IlMioLibro.it. Pubblica inoltre per Pagine Editore alcune poesie in due differenti raccolte: “Le tue parole” (vol. 1) ed “Emozioni”.

Contatti                                                                                     

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Noi che ci stiamo perdendo: il giallo di Manola Aramini tra sensi di colpa e segreti inconfessabili

In Uncategorized on aprile 15, 2019 at 11:37 am

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

Noi che ci stiamo perdendo di Manola Aramini

Manola Aramini presenta il romanzo giallo “Noi che ci stiamo perdendo”, una storia di brucianti sensi di colpa, di segreti inconfessabili e di pericolose passioni. Il Commissario Fermi deve indagare su due misteriosi omicidi avvenuti in una calda e luminosa Fregene, che si contrappone all’oscurità che avvinceva la prima vittima, Tatiana, e che si ritrova tra le pagine della sua controversa e a tratti delirante autobiografia. Manola Aramini esplora le relazioni amorose scoprendone i lati più nascosti, e mostrando quanto dolore può nascere da un sentimento d’amore, e fino a che punto può logorare un’anima fragile. Un romanzo che appassiona per la sua trama gialla e per la sua acuta analisi della psicologia umana.

Titolo: Noi che ci stiamo perdendo

Autore: Manola Aramini

Genere: Giallo

Casa Editrice: Officina Milena

Pagine: 192

Prezzo: 13 euro

Codice ISBN: 9788832101072

«[…] Dovrei apprendere l’arte di vivere, il lasciarsi gradualmente andare agli avvenimenti, senza imporsi, come essere trascinata da un fiume. Non vuol dire essere inetti, neppure passivi, neppure dipendenti, vuol dire semplicemente smettere di gareggiare con il mondo».

Noi che ci stiamo perdendo di Manola Aramini è un giallo intrigante, caratterizzato da un’attenta cura nel trattare le complesse e a volte contraddittorie sfumature della mente umana. Un romanzo che da una parte omaggia la bellezza in tutte le sue forme, dalla descrizione dello splendido litorale di Fregene all’avvenenza delle sue protagoniste, in particolare il fascino esotico di Alma e l’algida presenza di Tatiana, e dall’altra mostra l’oscurità che può abitare anche negli individui meno sospetti, e che può portare al tradimento, così come all’omicidio. I violenti delitti di Tatiana e in seguito di Samanta provocano nei personaggi del romanzo reazioni imprevedibili e catartiche, e riescono a far cadere le maschere sotto cui nascondevano la loro vera natura. Nessuno è totalmente innocente, e tutti possono essere colpevoli dei due omicidi; un caso intricato che non fa dormire il Commissario Oliviero Fermi, uomo tutto d’un pezzo, estremamente genuino e quindi distante dall’ambiguità che contraddistingue gli altri personaggi. Alma, giovane cantante e un tempo amante del famoso musicista Arthur Cortes, marito della prima vittima, dovrà ritornare con la mente e il cuore in una storia che credeva chiusa per sempre, e in questo modo rivedere le proprie scelte, spesso autodistruttive, e affrontare le proprie debolezze. Arthur, uomo arrogante ed egoista, dovrà scoprire suo malgrado di non essere un carismatico seduttore senza vergogna, e sarà costretto a guardarsi allo specchio e ad ammettere la propria fragilità. Anche tutti gli altri personaggi, dal gelido Augusto alla passiva Odette al tormentato Alfio, dovranno riconsiderare la propria identità, consci di essere sul punto di perdersi, di svanire nel grigio di un’esistenza vissuta senza slanci, senza passione. È proprio il terribile evento di un omicidio a scuoterli dal torpore, a portare a galla verità agghiaccianti, a mettere ognuno di fronte alle proprie colpe. “Delle piccole scie di veleno percorrono le nostre vite, Arthur. Non pensi?”, afferma Alma; scie che si possono trasformare in sottili fili rossi, quelli con cui Tatiana è stata legata, quelli che il Commissario Fermi districa senza sosta nella speranza di giungere alla verità, quelli che stringono insieme i destini dei personaggi di questa storia dura, a tratti morbosa, profondamente umana.

TRAMA. La scomparsa di Tatiana, la moglie di un noto pianista di origine portoghese, Arthur Cortes, avviene improvvisamente senza una ragione apparente. La vicenda si svolge a Fregene, nel litorale romano, dove Tatiana conduce una vita agiata e all’apparenza imperturbabile. Arthur Cortes sarà costretto a ripercorrere tutta la sua vita e ricorderà la sua storia d’amore con l’amante Alma, una giovane cantante di origine indiana, che vive ad Asti. Nel romanzo si susseguono personaggi ambigui, che metteranno a dura prova l’infallibile intuito del Commissario Fermi. Oltre all’apparenza di una normale vita borghese, inizieranno a comparire le ombre nella vita di Tatiana. Gli eventi ad un certo punto sconvolgeranno il Commissario che si troverà a lottare contro il tempo per salvare altre vittime, legate alla vita di Tatiana. Il romanzo è un giallo, con una forte connotazione psicologica che indaga le ragioni dell’amore e del tradimento. Noi che ci stiamo perdendo racconta gli amori ritenuti sbagliati e le fragilità dell’animo umano.

L’AUTORE È DISPONIBILE A RILASCIARE INTERVISTE

BIOGRAFIA. Manola Aramini è nata a Nizza Monferrato in provincia di Asti. Laureata in Scienze Politiche a Torino, ha conseguito un Master nella Dirigenza Scolastica a Roma. Ha inoltre frequentato un corso sulle tecniche editoriali a Milano. Nel 2013 ha pubblicato il romanzo Gabbiani luminosi- Le donne fantasma di Mussolini (Milena edizioni) con il quale si è classificata terza al Concorso internazionale di letteratura “La finestra eterea” nel 2015. Si dedica all’insegnamento nella provincia di Asti, dove attualmente vive.

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Serenella. Gioie e dolori di una donna. Il nuovo libro di Antonettore Maury

In Uncategorized on aprile 8, 2019 at 8:53 am

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

Serenella. Gioie e dolori di una donna di Antonettore Maury

Serenella. Gioie e dolori di una donna di Antonettore Maury è una toccante dichiarazione d’amore, un delicato omaggio alla donna della sua vita che ha lasciato questa Terra ma mai il suo cuore. Lo scrittore e saggista presta la voce alla moglie defunta e ne scrive le memorie in prima persona, come se fossero narrate da lei stessa. Serenella racconta del suo passato, delle sue gioie e dei tanti dolori, fa un bilancio della sua vita e osserva dall’esterno i giorni successivi al suo trapasso, attraverso gli occhi dell’uomo che le è stato accanto per cinquant’anni. Un commovente racconto d’amore e di perdita, un romanzo intimo e personale che per l’autenticità della sua storia si fa universale, coinvolgendo il lettore con la sua disarmante semplicità.

Titolo: Serenella. Gioie e dolori di una donna

Autore: Antonettore Maury

Genere: Narrativa/Memoir

Casa Editrice: Self-publishing

Pagine: 208

Prezzo: 17 euro

Codice ISBN: 9788827855560

«[…] Un giorno Serenella mi chiese di aiutarla a scrivere un libro sulla sua malattia. Allora si pensava solo alla Sclerosi Multipla e non avevamo ancora segnali dell’esistenza di un tumore così grave. Le promisi che l’avrei fatto. Non è solo per mantenere fede a ciò che avevo promesso, tuttavia, che ho scritto queste pagine. Mi sono costate tante lacrime, era inevitabile. E tuttavia mi sono sforzato di andare avanti perché ho pensato che era giusto che una persona così speciale come Serenella lasciasse una traccia di sé, che non fosse solo una lapide in un cimitero di campagna».

È la fine di luglio del 2018, e Serenella lascia la vita che ha tanto amato, e le persone che l’hanno resa speciale. Il lutto è un sentimento che sconvolge l’esistenza, e ognuno nel suo privato lo affronta come può. Antonettore Maury sente che il ricordo dell’amata moglie non può rimanere chiuso nella sua mente e nel suo cuore, che la straordinaria donna che ha avuto accanto merita di essere ricordata e amata anche da chi non l’ha conosciuta. Per mantenere una promessa fatta a Serenella, l’autore trova il coraggio di mettere da parte il dolore e di scrivere la sua storia, che parla d’amore, di sofferenza, di svolte improvvise, di felicità, di attese e di tutto ciò che si può trovare nell’esistenza umana. È proprio la semplicità della storia di Serenella e Antonettore, e il fatto che essa potrebbe appartenere a ognuno di noi che permette al lettore di immedesimarsi e di lasciarsi coinvolgere, provando profonda empatia per due persone che non si sono mai date per scontate, che non si sono mai arrese. Serenella. Gioie e dolori di una donna è raccontata dalla moglie dell’autore attraverso la sua amorevole penna; Serenella dialoga con un interlocutore immaginario narrando degli anni funestati dalla sclerosi multipla e poi da un tumore aggressivo, ma anche dei momenti di felicità e di giovinezza, della sua bella famiglia e dei suoi ultimi attimi di vita, vissuti con la pacifica consapevolezza di aver ricevuto tanto. Serenella ha un messaggio importante da consegnare al lettore: di essere sempre grati in ogni momento della vita, anche e soprattutto quando si prova dolore, quando non si ha più speranza. Il romanzo è un esempio di simbiosi spirituale tra due persone che neanche la morte è riuscita a separare, una prova d’amore e dedizione che illumina anche le pagine più dolorose dell’esistenza. Dalla prefazione del romanzo: “Tu, Serenella, sei stata per me la vita, il respiro, le lacrime, la gioia, il rimpianto, la luce, la tristezza, le arrabbiature, le riconciliazioni, i timori, le speranze, le delusioni, i sospiri, le nottate insonni, i sogni più belli, la compagnia, la sostanza piena della mia vita”. Un inno all’amore che difficilmente si potrà dimenticare, una storia scolpita nella pietra che durerà in eterno.

TRAMA. Una barella entra nell’Hospice di Perugia con una paziente in fin di vita che lamenta dolori insopportabili: è Serenella, una donna forte e coraggiosa che non vuole arrendersi al tumore in fase terminale che la sta distruggendo. Quando i dolori si attenuano un po’, lei comincia a ripercorrere la storia della sua vita, una vita semplice e felice. Ha sposato Toty, l’uomo che l’ha assistita fino all’ultimo e che ha deciso di prestarle la sua penna per scriverne la storia. Ha avuto due bei figli, ora ultraquarantenni, e tre nipoti. Prima che il tumore la colpisse, aveva sofferto per anni di sclerosi multipla. È stata un’esperienza molto felice, nonostante tutte le dure prove che ha dovuto affrontare, fatta di tanti piccoli e grandi ricordi, che insegnano come la felicità sia alla nostra portata, anche nelle circostanze più dolorose: essa è fatta della capacità di godere delle piccole cose, di un tramonto, di una vacanza in montagna, del ricordo della prima volta che si fa l’amore, di un gesto di tenerezza, di un bagno al largo col salvagente… Ma è fatta anche della capacità di sopportare il dolore, facendosi scudo della fede e della speranza di guarire, fino all’ultimo respiro, contro tutte le prognosi infauste, perché rimanere aggrappati alla vita è ciò che conta di più, per il rispetto che si deve a questo dono di Dio. E lei, in Lui, credeva semplicemente e fermamente. Ora Serenella riposa in pace, nella sua cappellina di Agello, accompagnata nel suo ultimo viaggio da chi l’ha tanto amata e dalle note struggenti della canzone di Edith Piaf, Inno all’amore.

BIOGRAFIA. Antonettore Maury è nato a Cagliari nel 1949 e vive a Perugia. Ha pubblicato nel 2013 per l’editore Nulla Die il saggio Ma che vita di m…anager! e nel 2014 il romanzo L’impero di carta. Pubblica nel 2018 in self publishing Serenella, gioie e dolori di una donna.

Contatti

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https://www.instagram.com/antonettore/?hl=it

https://www.linkedin.com/in/antonettore-maury-7a2a468b/

Link di vendita

https://www.amazon.it/Serenella-Gioie-dolori-una-donna

https://www.youcanprint.it/fiction-generale/serenella-gioie-e-dolori-di-una-donna-9788827855560.html

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