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Libertà, coraggio e amore: Ritrovarsi, il nuovo romanzo di Raffaele Messina

In arte, artisti, autore, comunicati, italia, libri, Uncategorized on giugno 6, 2018 at 2:51 pm

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

Ritrovarsi di Raffaele Messina

Un romanzo ambientato tra Capri e Napoli durante i dolorosi anni della Seconda guerra mondiale. Il racconto dell’iniziazione del giovane Francesco alla vita, ai suoi piaceri e ai suoi affanni, in un’epoca e in una società difficili, in cui non era possibile manifestare il proprio credo e i propri valori. È anche la storia di un amore che vince il tempo e lo spazio, e del sogno di un’esistenza vissuta nella pace e nel rispetto degli esseri umani. Ritrovarsi è un inno alla libertà e al coraggio di agire e di amare nonostante le difficoltà che purtroppo fanno parte del cammino dell’uomo. Un romanzo a volte duro, che racconta senza ingentilirli gli aspetti più cruenti dell’occupazione tedesca nel napoletano, riservando un posto particolare alle “Quattro giornate di Napoli” e alle disastrose conseguenze sulla città e sul destino del protagonista.

 

Titolo: Ritrovarsi

Autore: Raffaele Messina

Genere: Romanzo di formazione

Casa Editrice: Guida Editori

Pagine: 176

Codice ISBN: 978-88-6866-390-2

 

«[…] Era come un sovrapporsi di più presenze, misteriosamente esalate, scomparse, trasformate tutte in assenze. Ne restavano tracce evidenti, ma non c’erano più l’imperatore Tiberio e la sua corte, i suoi servi; non c’erano più gli archeologi e i loro operai. Non c’era neanche un custode. C’era lui, Francesco. Intruso, furtivo, e, come tale, anch’egli una presenza-assenza, partecipe dello stesso mistero».

 

Ritrovarsi di Raffaele Messina è un romanzo che accoglie in sé tanti temi importanti, dalla guerra e le sue terribili conseguenze alla difficoltà della crescita e degli anni dell’adolescenza. Attraverso il racconto della vita del protagonista Francesco Nastasi, si ripercorre un pezzo della storia di Napoli durante l’occupazione tedesca nella Seconda guerra mondiale, e della guerriglia urbana portata avanti da coraggiosi cittadini stanchi di essere asserviti a un padrone straniero e violento. Si parla delle dure leggi razziali, dell’illogica persecuzione degli ebrei, della falsità della propaganda fascista e del duro risveglio del popolo italiano dall’illusione di una guerra “giusta”. Nel racconto dei bombardamenti su Napoli si ha una delle immagini più intense del romanzo: quando Francesco e sua madre raggiungono il rifugio antiaereo, una discesa all’inferno per salvarsi la vita, vedono sul muro un graffito in cui è rappresentata una casa circondata da alberi e sotto di essa tanti fili d’erba, che si scoprono poi essere il metodo per contare i giorni di chiusura forzata nel bunker. Un’immagine che contiene in sé la critica a una guerra che ha distrutto vite e identità, e che ha privato gli uomini della sicurezza della casa e quindi della famiglia. Ritrovarsi pone l’accento sulla forza che ognuno trova dentro di sé quando si deve lottare per ciò che è davvero importante. Nel racconto delle “Quattro giornate di Napoli” si assiste alla fedele ricostruzione storica della resistenza dei napoletani, gente normale che ha deciso di non arrendersi e di sfidare un nemico più grande e potente, in nome della libertà. Parallelamente alle vicende storiche, Messina segue da vicino la storia del protagonista Francesco nei suoi tormentati anni dell’adolescenza, raccontandone la maturazione affettiva, sociale, sessuale e politica. Il ragazzo vive il difficile periodo storico che sta distruggendo ogni certezza con un unico, grande punto fermo nel cuore: l’amore per Patrizia. Un rapporto osteggiato dal destino, un amore vissuto a distanza, senza la sicurezza che l’altra stia ancora pensando a lui, senza la sicurezza che ella, di famiglia ebrea, sia ancora viva. Un altro rapporto è ben indagato dallo scrittore: quello pieno di incomprensioni di Francesco con il padre Salvatore. Due caratteri che sembrano opposti e che troveranno un punto di incontro solo quando riusciranno ad andare al di là delle apparenze. È qui che risiede il significato del titolo del romanzo, quel ritrovarsi di due anime, siano esse legate dall’amore tra un uomo e una donna, o dall’amore tra un padre e suo figlio.

 

Booktrailer del romanzo Ritrovarsi

TRAMA. Ritrovarsi è ambientato tra il 1938 e il 1946 sull’isola di Capri e successivamente a Napoli, intrecciandosi con le dinamiche della città nei primi anni della Seconda guerra mondiale e durante la rivolta popolare delle “Quattro Giornate”. Protagonista del romanzo è Francesco Nastasi, adolescente irrequieto preda di un amore incrollabile per una ragazzina ebrea, Patrizia, che scompare con la famiglia per sfuggire alle vessazioni del Podestà di Capri. Messina segue il protagonista negli anni della maturazione, nel contrasto con la figura paterna, maresciallo dei Reali Carabinieri, costretto per servizio a trasferirsi a Napoli, nelle difficoltà d’inserimento in una nuova realtà inasprita dalla guerra, nella stima ritrovata per il padre perduto sulle barricate e nella tenacia del primo amore che non muore mai.

 

BIOGRAFIA. Raffaele Messina (Catania, 1959) è docente, autore di testi scolastici, saggista e critico letterario. Dottore di ricerca in Italianistica, ha ricoperto gli incarichi di professore a contratto di Letteratura italiana contemporanea presso l’Università degli Studi di Salerno e di Supervisore di Tirocinio presso la S.I.C.S.I – Università degli Studi “Federico II” di Napoli. Attualmente insegna presso il Liceo linguistico “Mario Pagano” e collabora con la rivista L’Espresso Napoli. Ha pubblicato i saggi Il continuo e il discreto nella scrittura di Pirandello (Loffredo, 2009); Letti d’un fiato. Frammenti di produzione narrativa a Napoli e nel Mezzogiorno 2000-2012 (Homo Scrivens, 2013); L’educazione letteraria nella scuola riformata (Loffredo, 2003). Ha curato il recupero di novelle pirandelliane (Alla zappa! Una storia di prete pedofilo, Savarese) e delle opere giovanili di Luigi Compagnone (Gli ultimi paladini e altri raccontiLe avventure della famiglia De Gregorio). Ha esordito nella narrativa con i racconti Prestami la penna! (Premio Rolando 2010) e Muschillo al tempo della crisi (Premio Megaris 2012) ai quali hanno fatto seguito altri racconti apparsi in volumi collettanei. Ha curato le raccolte di racconti Scrittori per la pace (Guida editori, 2017), Le donne di Napoli (Homo Scrivens, 2017), Vecchio sarai tu! (Homo Scrivens, 2018) e ha pubblicato il romanzo Ritrovarsi (Guida editori, 2018).

 

Contatti

https://www.facebook.com/raffaele.messina.94

 

Link di vendita

http://www.guidaeditori.it/ritrovarsi.html

https://www.ibs.it/ritrovarsi-libro-raffaele-messina/e/9788868663902

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La cruenta lotta col destino: “Quel figlio negato” di Francesca Ognibene

In arte, artisti, autore, beat, blog, bologna, comunicati, italia, libri, Uncategorized on maggio 12, 2018 at 11:48 am

chebelbambino!

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

Quel figlio negato di Francesca Ognibene

Ci sono storie che meritano di essere raccontate. Quel figlio negato è una di queste. Francesca Ognibene narra con la delicatezza di una donna e l’onestà di una scrittrice il dramma di chi si sente madre ma non può avere la gioia di tenere un bambino in braccio. La storia di Virginia è quella di troppe donne che lottano per anni contro i limiti del proprio corpo, contro una natura crudele, contro gli ostacoli della burocrazia italiana in materia di adozioni. Non è un romanzo facile, non c’è consolazione alla fine, c’è solo la vita nella sua brutalità e nelle sue ingiustizie. È una storia che ti entra dentro e ti mostra tanta verità e tanta forza; è un pugno allo stomaco che vale la pena ricevere.

Titolo: Quel figlio negato

Autore: Francesca Ognibene

Genere: Drammatico

Casa Editrice: L’Erudita

Pagine: 148

Codice ISBN: 978-88-6770-368-5

«[] Inizia così una lotta cruenta tra te e il destino, ma egli è forte e potente. Ti illuderà di averti fatto vincere qualche volta, ma fa parte del protocollo di massima crudeltà che prevede anche l’illusione momentanea, detta anche aborti spontanei. La spontaneità non dovrebbe essere accostata a quella parola così amara».

Virginia e Federico si amano, di un amore forte, profondo, che guarda al futuro con speranza. Ci pensa la vita a ricordare loro che non sempre tutto va come dovrebbe andare. Un figlio che non arriva è un dolore che può annientare anche il rapporto più solido, ma non il loro. I due protagonisti di questa straziante storia lottano mano nella mano fino alla fine, e Francesca Ognibene è sempre accanto a loro, e riporta con pudore e accuratezza ogni moto dell’anima, ogni lacrima, ogni momento di disperazione. Virginia è il centro pulsante della narrazione: suo è il punto di vista sui fatti, suoi sono i dolori fisici e mentali che la trascinano in una spirale di ossessione e depressione. Il lettore assiste a tutte le fasi di questa tormentata vicenda, dalle prime sconfitte per le gravidanze interrotte, alle pesanti cure nei centri di fertilità, all’invidia per le donne che ce l’hanno fatta, fino alle assurde difficoltà delle pratiche per l’adozione. Virginia affronta ogni passo con coraggio, sostenuta in ogni momento da Federico, ma è un percorso che non può non lasciare cicatrici visibili e nascoste, che non può non minare anche la mente più razionale. La scrittrice ci ricorda come ogni persona che si incontra stia combattendo una battaglia di cui non si sa niente. Virginia decide di lottare escludendo amici e familiari, isolandosi dal mondo. Solo il cinema sembra darle una tregua, e nel romanzo sono numerosi i rimandi a film che la coppia va a vedere per distrarsi e trarre forza dalle storie raccontate. Il cinema, ma anche la letteratura e la musica, sono vitali per Virginia, parentesi positive in una quotidianità che sa solo deludere. I due ragazzi arriveranno a delinquere per raggiungere lo scopo di creare una famiglia, a scappare dalla loro patria per proteggersi dal passato violento della figlia che adotteranno, e a ritornare a casa, nonostante la paura, per vivere quella normalità che gli è stata preclusa. Quel figlio negato è un romanzo che non lascia scampo, che non cerca la via più semplice, che non concede un lieto fine a tutti i costi. È dura stare vicino a Virginia e Federico, accompagnarli verso il loro destino e non avere il potere di cambiarne il corso. Francesca Ognibene riesce a farci sentire anche il dolore più sottile, riesce a creare un legame intimo tra il lettore e i protagonisti. E nel tragico finale lascia un vuoto enorme, e la sensazione di non avere armi abbastanza potenti per combattere il fato, ma anche la certezza che l’amore sopravvive sempre, che l’amore si irradierà nel mondo in eterno.

TRAMA. Quel figlio negato racconta del dramma vissuto da molte donne che non riescono a diventare mamme, anche se lo desiderano ardentemente. Il romanzo descrive la forza incredibile che trova la protagonista Virginia per riuscire a realizzare questo desiderio che il destino, la natura o il caso hanno deciso di osteggiare. L’esistenza di Virginia entra in un vortice di momenti bui, dolori fisici insopportabili e speranze tradite: le numerose visite e terapie, i tentativi di rimanere incinta e gli aborti spontanei fino all’accettazione dell’impossibilità di procreare e la scelta dell’adozione. Virginia e il marito Federico percorrono uniti il faticoso cammino che li condurrà a Giulia, una bambina di quattro anni che riporterà luce alle loro giornate. Ma il destino si accanirà ancora.

 

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BIOGRAFIA. Francesca Ognibene è nata nel 1974 in Germania, a Langen, e si è poi spostata con la famiglia in Italia, a Sommatino (CL). La sua prima grande passione è stata la musica, nata quando ha acceso la radio e ha conosciuto il potere dello speaker di tenere compagnia alle persone con le sue parole e le sue scelte musicali. Si è trasferita a Bologna dove ha realizzato il suo sogno di diventare giornalista musicale e speaker radiofonica. Dal 1994 al 2005 ha trasmesso per varie radio bolognesi: Radio Città del capo, Radio K Centrale e Radio Città 103. Nel 2005 ha inizio la collaborazione con Radio Sherwood, per cui conduce il programma “Snatura Rock” sui gruppi più interessanti della scena indipendente. Nel 2015 è uscito il suo primo romanzo Le Confessioni di un Orco per OttoLibri Edizioni, dove racconta un’Italia nel pieno della crisi economica dal punto di vista cinico di un cacciatore di teste. Quel figlio negato è il suo secondo romanzo, edito da L’Erudita.

CONTATTI
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Blake. Il divenire degli Dei di Simone Alessi

In arte, artisti, autore, blog, bologna, comunicati, emergenti, interviste, italia, libri, Uncategorized on maggio 7, 2018 at 5:00 pm

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Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

Blake. Il divenire degli Dei di Simone Alessi

Un fantasy che trascende il suo genere di appartenenza per esplorare i territori della mente e della coscienza degli esseri umani, miscelando a leggende antiche, dogmi religiosi e divinità profane un futuro tecnologico in cui la cultura e il mito sono stati messi da parte in favore di una vita incentrata sul materialismo. È la storia di Blake, un ragazzo che contiene in sé un universo di segreti e potenzialità sovrumane, e del suo duro percorso verso l’accettazione di una diversità che l’ha reso emarginato da una società miope. Una storia originale e coinvolgente, in cui la magia si intreccia al destino degli uomini, e in cui l’arte e la storia del passato diventano parti importanti di un viaggio tragico ma necessario alla ricerca del bene più prezioso di Blake, il vero sé stesso.


Titolo: Blake. Il divenire degli Dei

Autore: Simone Alessi

Genere: Fantasy

Casa Editrice: Vertigo Edizioni

Collana: Approdi

Pagine: 360

Codice ISBN: 978-8862065931


Link di vendita sul sito della casa editrice

«[…] Blake, ora in piedi, fece qualche passo, senza paura nel cuore. Non capiva ma voleva capire. Perché aveva dato il benvenuto a lui come se fosse una donna, e perché Lene, chi era questa Lene? Luce aveva già intuito il dubbio del ragazzo e in una mossa elegante e sopra le righe lo guardò con sguardo divertito. – Sei curioso di sapere chi è Lene? – sorrise – Avere tutta la conoscenza del mondo e racchiuderla in un fiore, sapere tutto per non sapere nulla, amare quando non si ama. Ecco. Io sono questo. Pura luce. Colei che si chiama Lene è pura oscurità. Gli esseri umani vedevano in noi un equilibrio della totalità».

Corre l’anno 2919. Il mondo ha assistito inerme a numerose guerre mondiali che hanno distrutto la sua bellezza, e dalle quali è emerso il culto di un nuovo dio, la tecnologia, unico interesse dell’uomo e unico produttore di valori. Ai margini di un paese chiamato Vrbi Road, in un’antica cattedrale divenuta la sua casa vive Blake, un giovane considerato stravagante dagli abitanti, per il suo eccessivo amore per la solitudine e l’arte, e per una macchia dietro l’orecchio che muta seguendo il ciclo lunare, richiamo a forze ancestrali volutamente dimenticate. Blake è perseguitato da sogni talmente vividi da accompagnarlo nei momenti di veglia con i loro messaggi confusi ma tanto profondi da spingerlo a dipingere su tela ogni impressione e sensazione provata. È così che trascorre le sue giornate, nella bellezza di un’architettura sacra perduta nel tempo, con a volte la compagnia di pochi e fidati amici che non riescono però a strapparlo dalla sua condizione di emarginato sociale. Alessi riesce a descrivere i turbamenti dell’adolescenza e la ricerca del proprio essere autentico in un fantasy atipico che ridefinisce i confini del genere, presentando un protagonista controverso e dalle mille sfaccettature, e una serie di personaggi ispirati a divinità di differenti leggende e religioni, investiti di un simbolismo nuovo e portatori di messaggi complessi, dal punto di vista filosofico e dogmatico. Tra tutti Morte, Hecate, Lucifero, Enom e Selene (ognuno dotato di ruoli e nomi differenti a seconda dei luoghi che Blake visiterà) diventano difensori e corruttori del legame del ragazzo con la sua vera natura, una natura inimmaginabile finché la sua mente non si libera della limitatezza di pensiero intrinseca nell’essere umano. Solo allora potrà abbracciare con consapevolezza la sua ambiguità e la sua diversità. Blake. Il divenire dei Dei racconta della crisi del protagonista per un’appartenenza negata, e del suo faticoso percorso verso l’accettazione di un lato di sé che fa paura, ma che è anche il più autentico. E lo scrittore, nel descrivere questa profonda metamorfosi, non mostra alcun timore di sconfinare in territori discutibili e oscuri, di trattare del sesso, dei suoi diversi approcci e della fluidità di genere con apertura mentale assoluta, di mostrare la cecità e la brutalità di esseri umani e divini, e di fare ricorso a immagini forti e violente. Ma come in ogni buona storia che si rispetti, in questo romanzo si trova anche tanta bellezza, affidata soprattutto all’abilità di Alessi nel rappresentare ambienti e situazioni che sembrano scaturiti dalle mani di un pittore. E tanti sono gli spunti di riflessione, tante le metafore e i simboli evocati, tanti i riferimenti storici e artistici che fanno di Blake. Il divenire dei Dei un’opera complessa e stratificata.

Booktrailer di Blake. Il divenire degli Dei

diretto da Michela Alfano

https://www.youtube.com/watch?v=rXjxDjKZbp4

TRAMA. Blake è solo un ragazzo come tanti, forse un po’ più schivo e stravagante dei suoi coetanei, o almeno questo è ciò che sembra. La verità è che Blake è qualcosa di molto più antico e più potente di quanto la mente umana possa concepire, ma sarà soltanto il suo incontro con Lucifero a rivelarlo. In un tempo che ha visto susseguirsi numerose guerre mondiali un nuovo conflitto incombe, ma questa volta le forze in campo sono ben diverse. Dal passato storico alla pura mitologia, dalla religione agli archetipi del simbolismo, Blake si troverà coinvolto in un’avventura spettacolare, affiancato da Selene, Morte, Hecate e Enom, confrontandosi con le sue stesse origini, lottando con la propria interiorità e immergendosi anima e corpo in ambigui rapporti con divinità che muteranno il suo essere nel profondo. Alla fine gli equilibri dei mondi saranno stravolti, alcune divinità periranno, altre si tramuteranno in qualcosa di nuovo, nell’eterno ciclo di trasformazione che dalla vita e attraverso la morte porta alla rinascita.

FotoSimone_Sito



BIOGRAFIA Simone Alessi nasce nel 1985 a Urbino, dove inizia la sua formazione artistica frequentando l’Istituto d’Arte “Scuola del Libro” con particolare predilezione per le tecniche incisorie. Successivamente si trasferisce a Bologna dove frequenta l’Accademia di Belle Arti laureandosi a pieni voti nel corso di Scenografia, Progettazione spazi espositivi e Territorio. Lavora da diversi anni nel campo della grafica pubblicitaria e della grafica multimediale. Contemporaneamente si dedica con passione all’arte, alla scrittura e alla ricerca storica di credenze e rituali della tradizione stregonesca italiana. 

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La lotta quotidiana per un posto nel mondo: La luna allo zoo di Roberto Addeo

In arte, artisti, autore, blog, bologna, comunicati, emergenti, eventi, italia, libri, Uncategorized on aprile 22, 2018 at 2:00 pm

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Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

La luna allo zoo di Roberto Addeo

Il racconto di una vita vissuta ai margini, con la dignità di chi crede ancora che ci possa essere un futuro migliore. Questo e altro è La luna allo zoo di Roberto Addeo, la confessione lucida e disincantata di un ragazzo che lotta ogni giorno per riservarsi un piccolo posto del mondo. Addeo dipinge con struggente poesia piccoli affreschi di vita quotidiana spesso crudeli e avvilenti, e li avvolge di una sottile ironia che permette al lettore di sperare che il protagonista ce la farà, che nonostante commetta errori e spesso si arrenda allo squallore della sua esistenza, troverà infine la forza di rialzarsi. Grazie al potere salvifico delle parole e della letteratura, riuscirà a riequilibrare la sfortuna con la realizzazione dei suoi piccoli, raggiungibili sogni, dimostrando come basti poco all’uomo per essere felice.

Genere: Narrativa

Casa Editrice: Il Seme Bianco

Collana: Magnolia

Pagine: 100

Codice ISBN: 978-8885452374

La luna allo zoo di Roberto Addeo è la storia di un venticinquenne arenato in una vita che non ha scelto, e che non lo sceglie mai. Una vita matrigna, che riserva solo dolore e umiliazione. “È dall’errore che si deve ripartire” questo si ripete il protagonista, incapace di dare un senso a tutto ciò che gli è capitato ma persuaso dalla possibilità che errare vuol dire anche imparare e crescere, e che prima o poi ci sarà un errore che porterà a un vero cambiamento, a una vera vita. Ambientato in una Bologna divisa tra chi può e chi vorrebbe, tra realtà paradisiaca e inferno metropolitano, il romanzo è raccontato in prima persona da un reietto della società, un giovane che si arrangia e che a volte si autodistrugge, consapevole di essere solo al mondo. È una storia di disperazione esistenziale, di un momento della vita in cui si ha intorno solo buio. Il protagonista ha la lucidità di capire che spesso il buio lo cerca lui stesso, “amiamo spegnerci appena ne abbiamo l’opportunità” e che se anche la sfortuna gli è nata accanto, è lui a non avere la forza di scacciarla. Addeo riesce a raccontare una storia delicata e brutale allo stesso tempo, così come il protagonista è dilaniato dalla possibilità di lottare ma anche di arrendersi. Attraverso il lirismo delle intime confessioni del protagonista, lo scrittore riesce a rendere poetici scenari desolati e personaggi squallidi. Il lettore segue le peregrinazioni del giovane nei quartieri più malfamati di Bologna, fa la conoscenza di un’umanità stralunata e imperfetta, e gli sembra quasi di toccare la ruvida stanchezza del protagonista, svuotato della stessa vita che tanto ardentemente desidera. Egli è troppo giovane per arrendersi, ma troppo sfiduciato per tentare. Lo scrittore mostra con atroce sincerità, in un romanzo che sembra quasi un’autobiografia, quanto dolore può incamerare un giovane cuore, quanta solitudine può abitare in chi dovrebbe prendere il mondo a morsi. Solo la scrittura, “piccola luce nella morte”, e la conoscenza di un cane, Luna, che è capace di donare più calore di qualunque essere umano, gli permetteranno di rimanere a galla, e di sperare di vedere un’isola in cui mettersi in salvo alla fine della lunga, estenuante nuotata.

«[] La vita è quel punto nero in fondo alle pupille. Quando moriremo, saremo risucchiati tutti da quel punto. Assorbirà tutti i punti neri, la nostra stupida pelle. Siamo il pasto della morte. Un pasto ogni vita».

Roberto Addeo su Facebook

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TRAMA. Ambientato a Bologna, città in cui l’autore ha vissuto per più di dieci anni, La luna allo zoo narra in prima persona le piccole tragedie quotidiane, le pulsioni amorose, le continue insicurezze e le stralunate ma poetiche considerazioni sul mondo di un venticinquenne campano. Il protagonista si trascina da uno squallore all’altro, incapace di dominare la sua giovane esistenza, vagabonda e dal futuro incerto. Senza mai prendersi davvero le colpe per il suo destino avverso, indugiando, maledicendo, sognando e sbagliando cerca la propria dimensione tra lavori saltuari e tentativi di scrivere un romanzo. I suoi unici diversivi alla monotonia dello scorrere di giorni grigi e indefiniti, saranno i rapporti saltuari con donne di cui non è innamorato, le frequentazioni amichevoli con persone che preferirebbe non conoscere, i lavori che non augurerebbe di fare nemmeno ai suoi nemici, e le serate buttate sulle strade e nei locali notturni in compagnia dell’alcool, unico alleato in grado di scacciare i fantasmi del suo passato. Uno scritto semi autobiografico, ironico e allo stesso tempo malinconico e spietato.

 

Foto Roberto Addeo 1

 

 

 

 

 

 

 

 

 

BIOGRAFIA. Roberto Addeo è nato a Nola nel 1982. Tra i suoi interessi, oltre alla letteratura, ci sono la musica e la pittura. Come batterista ha diversi album all’attivo, registrati con differenti gruppi musicali del circuito bolognese. Dopo aver girovagato tra Napoli, Brescia e Bologna, da qualche anno si è trasferito in Sardegna, a Porto Torres. Nel 2015 pubblica per Edizioni Anordest il romanzo Perdute sinfonie. Del 2018 è il secondo romanzo La luna allo zoo, edito da Il seme bianco.

 

Link di vendita online sul sito della casa editrice

http://www.ilsemebianco.it/collana/magnolia/la-luna-allo-zoo/

Edizioni il seme bianco

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Storie speciali di persone normali, il primo libro di Marco Caneva

In arte, artisti, autore, blog, comunicati, emergenti, eventi, italia, libri, Uncategorized on aprile 22, 2018 at 1:50 pm

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Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

Storie speciali di persone normali di Marco Caneva

Dieci storie, dieci modi di vedere la vita, di scoprire il proprio coraggio, di abbandonarsi al flusso dell’esistenza. Dieci racconti di quel momento particolare in cui si ha la sensazione di superare un limite, di essere presenti a sé stessi come mai prima, di fare la differenza. Marco Caneva racconta di gente comune e del suo quotidiano, illuminando i gesti e i pensieri di uomini e donne che altrimenti non verrebbero mai considerati. Dall’Afghanistan alla Korea del Nord, passando per l’Italia e viaggiando verso un futuro lontano, Storie speciali di persone normali ricorda a chi legge che dentro ogni uomo batte il cuore di un combattente, e non importa se le azioni dei personaggi dei racconti siano silenziose o eclatanti, perché ciò che conta è provarci, e non arrendersi.

Titolo: Storie speciali di persone normali

Autore: Marco Caneva

Genere: Raccolta di racconti

Casa Editrice: Caosfera Edizioni

Collana: Riflessioni

Pagine: 130

Codice ISBN: 978-88-6628-490-1

«[] Cominciò a recitare alcuni versi del Corano, quelli che piacevano a lui però, non quelli che gli avevano insegnato. Quelli che raccontavano di fiumi di miele e di latte, di datteri dolci come mai, di belle donne velate. Di amore e di pace. Di bambini che giocano, invece che morire».

I dieci racconti contenuti in Storie speciali di persone normali di Marco Caneva presentano situazioni e ambienti diversi tra loro, ma trattano tutti delle reazioni di fronte ai drammi, intimi o universali, che coinvolgono ogni uomo in ogni parte del mondo. Temi forti come la guerra, il razzismo, la violenza sulle donne, l’immigrazione, l’ecologia e la disabilità, ma anche disagi privati e all’apparenza meno importanti, sono esposti con delicatezza ed empatia, e la profondità dell’analisi psicologica dei protagonisti riesce a far sentire il lettore vicino a ognuno di essi, e a immedesimarsi e a soffrire con loro. Ad esempio nel racconto I fiori gialli di Kabul la poesia dei pensieri di pace del piccolo protagonista, il cui nome significa “Fiori”, si contrappone al crudele tema del sacrificio di innocenti in nome di un ideale distorto. In una storia in cui la vita non ha più valore perché la violenza deve vincere su di essa, si assiste alla rivalsa di un giovane eroe che da solo cambia il destino di uomini diversi da lui, ma che sente suoi fratelli. In La grande luce rossa nel cielo è la privazione della libertà personale e della possibilità di sognare a fare da sfondo a una vicenda in cui la smania di potere di dittatori folli distrugge un intero paese. E nessuno potrà mai dimenticarsi l’immagine delle monetine sparse al suolo, unica testimonianza di una vita dedicata alla fatica di persone cancellate da una bomba nucleare, sganciata per una inutile dimostrazione di forza. Caneva però non riporta solo storie dedicate ai grandi drammi del nostro secolo. Centoventisette secondi è il racconto di un uomo in sedia a rotelle che capisce, grazie a un suo piccolo atto eroico, di essere ancora sé stesso, e di poter ancora dare il proprio contributo al mondo. Che le persone non cambiano solo perché la vita le ha menomate. In Il gigante buono si fanno gli amari conti con i pensieri di un giovane immigrato, con la sua dignità, con la sua speranza di un futuro sereno per la propria famiglia in un paese straniero, con i suoi gesti di altruismo ma soprattutto col suo bisogno di sentirsi chiamato per nome e non “negretto”. E infine la storia L’ultima goccia, probabilmente la più poetica dell’intera raccolta, in cui si narra della consapevolezza che sopraggiunge, se si è fortunati, alla fine della vita. Il protagonista Pietro capisce i suoi errori, si accetta per quello che è, e si abbandona al suo destino nel mare che “era la sua vita”. Caneva dipinge un quadro delicato e tragico del momento in cui la barca del protagonista affonda, e che rimane impresso nella mente di chi legge, per la forza di Pietro di aggrapparsi agli ultimi istanti di vita e di morire come un vero capitano.

Intervista TV – ONE TV SHOW

TRAMA. Dagli altopiani afgani alla rigida Korea del Nord fino all’Italia, tra rivalsa, speranza, onore e gesti di bontà, dieci racconti su persone comuni che scoprono di essere speciali. Dieci storie diverse ma unite dal filo conduttore del coraggio e della voglia di riscatto, che ogni uomo prova di fronte alle ingiustizie e ai dolori della vita.

 

foto mondadori

 

 

 

 

 

 

 

BIOGRAFIA. Marco Caneva è nato nel 1978 a Monza, e ha trascorso l’infanzia in Estremo e Medio Oriente. La vicinanza con una cultura tanto diversa dalla propria l’ha portato sin da piccolo a scrivere storie in cui riversare le proprie riflessioni sulle sue particolari esperienze. Ha partecipato a diversi concorsi letterari con varie raccolte di racconti, arrivando sempre alle fasi finali. Grazie a uno di essi, il premio letterario Energheia, è stato pubblicato dalle edizioni Caosfera il suo primo lavoro Storie speciali di persone normali.

 

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Lithium, il romanzo distopico di Fabio Iuliano, tra smarrimento e sospetto.

In arte, artisti, italia, libri, Uncategorized on aprile 14, 2018 at 10:40 am

copertina lithium

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

Lithium 48 di Fabio Iuliano

Un racconto ambientato nel 2002 in una Parigi stravolta dalle paranoie del protagonista Simone, rinchiuso tra le mura di un ospedale psichiatrico con un buco nella memoria di quarantotto ore. Una storia intensa e sofferta che riflette un momento storico in cui le certezze dell’umanità si stanno sgretolando una dopo l’altra. Simone si fa portatore del senso di smarrimento e sospetto che è seguito all’11 settembre 2001, e della paura che si è introdotta in ogni contatto umano esterno al proprio quotidiano. Con una scrittura acuta e sensibile, Fabio Iuliano racconta del viaggio del protagonista a ritroso nel tempo per afferrare il significato delle sue azioni e dei suoi pensieri. Un percorso reso impervio dalla presenza di pericoli reali e immaginari, in cui la posta in gioco non è solo capire il mondo che lo circonda, ma soprattutto sé stesso.

Genere: Distopico

Casa Editrice: Aurora Edizioni

Collana: Pensieri nuovi

Pagine: 70

Codice ISBN: 978-88-9480-816-2

Link vendita dal sito della casa editrice:

[] Esistono gabbie di ogni forma e dimensione. A forma di ufficio, a forma di palco, persino a forma di studio televisivo. Le banche di cui parlava Bert, lo spazzacamino. L’amico di Mary Poppins. Non abbiamo mai dato la giusta importanza a ciò che ci facevano vedere da piccoli: Mary Poppins, ad esempio, ci insegnava a diffidare delle banche. Meglio spendere due penny per far mangiare piccioni, piuttosto che far mangiare maiali”.

GUARDA IL BOOKTRAILER DI “LITHIUM 48”

Lithium 48 racconta una storia che fin dalle prime pagine confonde e sconcerta il lettore. È impossibile infatti non domandarsi se la realtà che il protagonista Simone sperimenta sia concreta o frutto delle sue allucinazioni. Il ragazzo è vittima della paranoia di essere spiato da telecamere onnipresenti e da amici e colleghi di lavoro guidati da una regia esterna, cha ha il solo scopo di incanalarlo in una vita preordinata e rispondente a un copione scritto per intrattenere un pubblico di voyeur. Tutto ha inizio con Simone che si ritrova confinato in una struttura per malati mentali, la Espace Maison Blanche, senza saperne il motivo. Comincia così un viaggio alla conquista di una memoria perduta e alterata dal trattamento farmacologico al quale è sottoposto. Nel ripercorrere le quarantotto ore che lo separano dalla verità, il protagonista del romanzo riflette sul senso di terrore che ha accompagnato l’uomo da quel tragico attentato alle Twin Towers del 2001, e sull’idea che la paranoia e il sospetto siano ormai le uniche armi di difesa contro i pericoli del mondo odierno. Simone si affida alla musica per cercare di arginare la follia in cui, nei brevi momenti di lucidità, sa di stare precipitando. La sua vita è scandita dalle parole dei testi delle canzoni che ama, e che riporta nel racconto dei suoi due giorni di buio. La musica è tanto importante nell’universo privato del protagonista come in quello dell’autore, che il romanzo si apre con una playlist delle canzoni citate, e con il codice QR da utilizzare su Spotify per poterle ascoltare. A seguito dell’amara rivelazione dei particolari del suo tempo perduto, Simone comincia a riacquistare consapevolezza ed è a questo punto che il racconto si fa denso e significativo. Egli oscilla tra diverse interpretazioni di ciò che vede e sente, il dubbio si insinua in lui e anche in chi legge. Se la paura del diverso e delle situazioni nuove permea i suoi pensieri all’inizio del romanzo, i numerosi rimandi alla storia di Mary Poppins raccontano un’altra verità. Sembra che nella mente del protagonista si faccia strada l’idea di combattere la paranoia con l’entusiasmo della scoperta, la stessa che porta l’istitutrice Mary a far conoscere ai bimbi personaggi insoliti e a insegnare a non avere paura del mondo e di chi è diverso da loro. Nel suo essere un ritratto estremizzato dell’uomo contemporaneo, Simone porta con sé l’accettazione dolorosa della paura e della sconfitta, ma anche il riscatto della vita sulla violenza e i pregiudizi.

TRAMA. Simone, un giovane giornalista e musicista, è sedato e rinchiuso in una piccola stanza bianca dell’Espace Maison Blanche, una struttura dove vengono confinate le persone sottoposte a trattamento sanitario obbligatorio. È solo l’atto finale di un percorso di 48 ore attraverso i vicoli di una Parigi controversa e misteriosa, in una dimensione filtrata dagli obiettivi di telecamere che Simone sente continuamente addosso. Egli cerca di ricostruire i motivi che l’hanno condotto in quel luogo e a quell’idea di essere manipolato da chi ha intorno e di avere solo l’illusione di essere libero. L’unico modo per capire la verità è quello di perdersi nelle strade di una terra familiare e sconosciuta insieme, che altro non è se non la metafora della ricerca di sé stessi.

 

fabio-iuliano 1

BIOGRAFIA. Fabio Iuliano è un giornalista, musicista e insegnante di lingue. In passato ha lavorato a Parigi e Milano con Eurosport e Canal + e ha collaborato con l’Ansa e con il Centro (ex gruppo l’Espresso). Come blogger, oltre ad aver seguito vari eventi sportivi internazionali, dalle Universiadi (in Europa e in Asia) alla Race Across America, ha condotto alcune inchieste sull’immigrazione con reportage in Italia, Romania e Marocco. Per Aurora edizioni, casa editrice indipendente trentina, ha già firmato New York, Andalusia del Cemento – il viaggio di Federico García Lorca dalla terra del flamenco alle strade del jazz. Lithium 48 è il suo secondo romanzo.

L’ AUTORE È DISPONIBILE A RILASCIARE INTERVISTE

Presentazione del romanzo Lithium 48 del 20 aprile 2018:

Lithium 48, Parigi tra rock e distopia”.

Libreria: La Cura – libri & altre carte via Latini nn. 24-26, 64026

Roseto degli Abruzzi 085 8942943 librerialacura@email.it Evento: https://www.facebook.com/events/201797943918802/

Passando” Brano collegato alla playlist del romanzo; testo/ musica a cura di Fabio Iuliano.

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Provaci ancora Brancusi – Il primo romanzo di Pietro Quadrino, tra riscatto e vero amore

In arte, artisti, autore, Uncategorized on febbraio 15, 2018 at 5:46 pm

COPERTINA QUADRINO

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

 

Provaci ancora Brancusi di Pietro Quadrino

 Pietro Quadrino, interprete d’eccezione del teatro europeo contemporaneo, offre uno sguardo privilegiato sui suoi pensieri, sulle sue debolezze e paure, e nel farlo ci mostra che il coraggio non è solo degli eroi, ma anche di chi decide di lottare, nonostante lo sfavore delle stelle. Un romanzo autobiografico in cui Silvano Brancusi, alter ego dello scrittore, si muove nel mondo alla ricerca del riscatto, del vero amore, e del senso della vita. Si racconta di scelte importanti e della forza di andare contro corrente, anche quando i sogni e il successo sono a portata di mano.

 

Titolo: Provaci ancora Brancusi

Autore: Pietro Quadrino

Genere: Autobiografico

Casa Editrice: LFA Publisher

Pagine: 213

Prezzo: 16,50 euro

Codice ISBN: 978-88-3343-006-5

 

AUDIOPRESENTAZIONE DI “PROVACI ANCORA BRANCUSI”

 

Provaci ancora Brancusi di Pietro Quadrino ci conduce nelle avventure umane e professionali del suo protagonista, immerso nel flusso della vita, disponibile al cambiamento e pronto a tutto, in quello stato di grazia che è privilegio di chi sa capire e seguire la propria volontà. Silvano Brancusi è un personaggio che non cela niente al lettore, che mette a nudo la propria anima senza la paura di venire frainteso, con quell’abbandono e fiducia nell’uomo che solo un artista può avere. Viene presentato come un ragazzo passionale, presuntuoso a volte, ma lo stesso scrittore poi si domanda quanto davvero valga come attore e essere umano, in un dialogo con il suo alter ego in cui spesso ne esce sconfitto, ma mai perdente. All’inizio del romanzo si scopre che la consegna di una lettera può cambiare l’intero corso dell’esistenza del protagonista, e nelle pagine che seguono vi è la ricostruzione dei tre anni precedenti, delle rocambolesche avventure, delle sofferenze e delle vittorie, dei viaggi e delle perdite. Il racconto di una vita mostrato con le sue luci e le sue ombre, in cui, anche nei momenti di smarrimento, vi è una costante, una stella polare che dovrebbe guidare la vita di ognuno. Per il protagonista è l’amore, per il teatro e per una donna, che orienterà le sue scelte, anche quando esse riveleranno una follia quasi impossibile da comprendere. Provaci ancora Brancusi racconta il mondo interiore di un artista, già esso stesso romanzo, e lo fa con ironia e spregiudicatezza, senza censure. Lo scrittore-attore conosce bene l’animo umano e fa leva sui punti giusti, su quei temi universali che rendono gli uomini uguali: la volontà di riuscire, di non passare su questa terra senza lasciare un segno, e il bisogno dell’altro, di approvazione e di amore. Il protagonista ci scuote dal torpore, ci mostra come il coraggio sia dentro ognuno di noi, anche nelle situazioni più disperate, che i sogni sono tutto ciò che abbiamo e vanno preservati. E ci rassicura che tutti possono concedersi, se lo desiderano, una dose di follia.

ASCOLTA TRAMA DI “PROVACI ANCORA BRANCUSI”

TRAMA. Silvano Brancusi è un giovane attore, scrittore e poeta. Scanzonato e irriverente, si ritrova catapultato ad Anversa, per seguire la compagnia del grande Peter Frame, uno degli artisti contemporanei più talentuosi e controversi, che lo chiama a creare uno spettacolo colossale della durata di 24 ore, Olympus. Ed è proprio durante le prove di questa folle creazione che Silvano incontrerà “la donna più bella del mondo”, Maria Lek, della quale si innamorerà “come ci s’innamora di un mistero”. Saranno anni di fatiche, avventure romantiche con molteplici donne e fallimenti, tra Parigi, Salonicco, Roma, l’Havana, Bruxelles, Milano, e infine Berlino, dove verrà messa in scena per la prima volta l’opera monumentale di Frame. E soprattutto saranno anni di sconvolgimenti emozionali, in cui Silvano inseguirà la donna dei propri sogni, la amerà e sarà amato, per poi essere abbandonato. Questa sofferenza lo porterà lontano, nello spazio e dentro sé stesso, non fermerà i suoi sogni ma lascerà un seme che maturerà nell’epilogo del romanzo. Il 23 novembre del 2018 Silvano Brancusi si trova di fronte alla più importante decisione della sua vita: fermarsi e ritirare il premio che si è finalmente conquistato con la sua opera prima, o lasciare tutto, rischiare di buttare all’aria anni di sacrifici e seguire un desiderio, più forte della razionalità.

 

[…] Non riesco a spiegarmi il perché, ma se dovessi scegliere un posto dove nascondermi al mondo, andrei ad Anversa. I pavimenti delle strade sono scuri, le case sono scure, il cielo è scuro, le chiese sono scure. Ad Anversa sembrano celarsi tutti i segreti che le persone non possono più portarsi dietro: li hanno lasciati, depositati fra le mattonelle delle vie, fra i mattoni delle case, li hanno infilati nell’intercapedine delle rotaie del tram”.

 

pietro BN

 BIOGRAFIA. Pietro Quadrino nasce a Roma nel 1987. Terminati gli studi in Scienze Politiche all’Università La Sapienza di Roma, intraprende la carriera di attore teatrale. Si sposta a Parigi dove si diploma all’Accademia Internazionale delle Arti dello Spettacolo. Dopo alcuni anni di tournée in Francia con numerose compagnie, torna a lavorare in Italia, al Teatro di Roma. Dal 2012 entra a far parte della compagnia di teatro e danza dell’artista belga Jan Fabre, con il quale recita nei più importanti teatri tra Europa, America e Medio-Oriente. È uno degli attori diMount Olympus, regia di Fabre, uno spettacolo evento di 24 ore sulla tragedia greca, premio UBU 2015 per il miglior spettacolo straniero. Durante questo periodo, Pietro Quadrino lavora anche con altri registi di rinomata fama internazionale quali Ariane Mnouchkine del Theatre du Soleil, Peter Brook, Jan Lawers, Alex Rigola, direttore della biennale-teatro di Venezia, e altri gruppi teatrali più giovani. Dal 2016 fonda la propria compagnia teatrale Post Scriptum Company per la creazione di nuovi spettacoli da lui stesso scritti e interpretati: L’Uomo Rivoltato,Jungle DreamOh my Girl-histoire de la virilité. Del 2018 è il suo primo romanzo, Provaci ancora Brancusi, selezionato tra i finalisti del concorso IOSCRITTORE.

 

Blog del libro: http://silvanobrancusi.blogspot.it/

Pagina FB del libro: https://www.facebook.com/silvanobrancusi/

 

L’ AUTORE È DISPONIBILE A RILASCIARE INTERVISTE

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La Fuoriuscita – Il romanzo psicologico a tinte gialle dello scrittore Giuseppe Lago

In arte, autore, libri, Uncategorized on febbraio 3, 2018 at 11:25 am

Il Taccuino Ufficio Stampa

presenta

fuori

La Fuoriuscita di Giuseppe Lago

Un romanzo psicologico che affronta in modo particolarmente accurato il tema della psicoterapia e dei suoi eccessi, non rinunciando al piacere di una trama intrigante, a tinte gialle. Giuseppe Lago, consulente per Skytg24, Tgcom e Virgin Radio, ci conduce in un intenso e spiazzante viaggio nel mondo delle emozioni, degli affetti e delle dinamiche interpersonali.

Titolo: La Fuoriuscita

Autore: Giuseppe Lago

Genere: Psicologico

Casa Editrice: Alpes Italia

Collana: Psicoterapia e Storia

Pagine: 278

Prezzo: 19 euro

Codice ISBN: 978886531-452-4

VIDEO PRESENTAZIONE DE “LA FUORIUSCITA”

Presentato il 15 dicembre 2017 dallo scrittore Giuseppe Lago e dal regista Livio Bordone a Roma, presso la libreria Altroquando, il romanzo “La Fuoriuscita” offre un percorso narrativo all’interno del quale emergono le complesse dinamiche che si instaurano tra paziente e psicoterapeuta. L’essenza del racconto risiede nella riflessione su questa importante relazione, e di come essa possa modificare in bene o in male la vita intima e affettiva di chi si sottopone alle sedute. Attraverso le figure antitetiche dei dottori Livio Spada e Adele Lussari, lo scrittore getta luce sulle differenze tra un percorso psicoanalitico incentrato sul benessere e l’equilibrio del paziente, e quello orientato a far emergere esclusivamente la personalità carismatica del terapeuta, divenuto guida spirituale e interessato solo a creare proselitismo e adorazione. Con una prosa impeccabile e argomentativa, ricca di spunti di riflessione, di citazioni letterarie e cinematografiche e di interpretazioni oniriche, Giuseppe Lago restituisce un ritratto estremamente attuale della fragilità umana e del bisogno di appartenere a un gruppo che possa legittimare la propria esistenza. La forza del romanzo sta nel trattare di argomenti di interesse scientifico e psicologico senza disturbare lo scorrimento di una trama appassionante, venata di tinte gialle, e abitata da personaggi complessi in cui ogni lettore può trovare una parte di sé.

GUARDA INTERVISTA GIUSEPPE LAGO SU TG SKY 24

ASCOLTA INTERVISTA A GIUSEPPE LAGO SU VIRGIN RADIO

TRAMA. Martha Weber, un’artista di trent’anni, entra nello studio dello psichiatra Livio Spada. Racconta di essere fuoriuscita da un gruppo terapeutico, detto “grande gruppo”, che frequentava da otto anni. Il gruppo è gestito da Adele Lussari, psichiatra affascinante e anticonvenzionale, che ostenta un atteggiamento ribelle nei confronti dell’ambiente scientifico-culturale che la circonda, proponendo il suo metodo alternativo chiamato “psicoscienza”. Le sedute si svolgono a villa Incom, residenza e studio della Lussari. Martha racconta la sua esperienza di seguace della donna, la quale tiene due grandi gruppi con circa cinquanta persone per volta, il venerdì e il sabato. Dal racconto emerge come queste sedute di psicoterapia non siano altro che una maschera per la setta creata dalla Lussari, autoproclamatasi guru carismatico. I seguaci sono costretti ad accettare l’autorità assoluta della loro conduttrice, e ad acquisire nel tempo i tratti della sua personalità, divenendo delle copie e rinunciando al libero arbitrio. La fragilità dei pazienti è terreno fertile per la donna, che riesce a insinuare dubbi, a mettere in crisi una personalità già alterata e a divenire insostituibile per il malcapitato. Il complesso sistema persuasivo e settario è presentato in modo scorrevole e dialogico attraverso il confronto tra vari personaggi che animano la vicenda: in primis Martha e Livio, gli unici a vedere oltre la coltre di fumo che la Lussari ha generato. Martha racconterà di Diego, suo compagno, anche lui coinvolto nel sistema di villa Incom, e poi divenuto l’amante di Adele Lussari, la quale contempla la possibilità di portare il paziente alla guarigione attraverso una relazione che comprenda una fusione di mente e corpo. Livio Spada arriverà a insinuarsi nelle sedute della sedicente psicoterapeuta, e a svolgere direttamente un interessante e trascinante confronto con lei. Anche il figlio di Adele, Ezio, frequenta il “grande gruppo”, e sarà proprio lui, suo malgrado, a smascherare un sistema corrotto, attraverso un episodio violento che metterà in crisi l’opera materna e che farà conoscere al “mondo reale” le contraddizioni del suo metodo. Alla fine non resterà altro che abbandonarsi a uno tsunami, e a fare i conti con i propri errori.

G. Lago foto 2 (1)

BIOGRAFIA. Giuseppe Lago è un medico specializzato in Psichiatria e Psicoterapia breve e integrata. Direttore dell’Istituto Romano di Psicoterapia Psicodinamica Integrata, fondatore e condirettore del periodico semestrale Mente e Cura. Ha pubblicato vari libri tra i quali: Orientamenti diagnostici in Psichiatria e Psicoterapia clinica (2002) Ma.Gi. Roma; La Psicoterapia Psicodinamica Integrata: le basi e il metodo (2006) Alpes Italia, Roma; L’illusione di Mesmer (2014) Castelvecchi, Roma; Compendio di Psicoterapia (2016) Franco Angeli, Milano.

 

NOTE INFORMATIVE

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Biografia estesa. Giuseppe Lago è uno psichiatra di lungo corso, scrittore e saggista. Ha lavorato per diversi anni nelle strutture pubbliche, in ambienti clinici e ospedalieri. Ha svolto, e continua a svolgere la pratica privata a Roma, come medico psichiatra e psicoterapeuta. Nel 2004 ha fondato l’Istituto Romano di Psicoterapia Psicodinamica Integrata (IRPPI, http://www.irppiscuolapsicoterapia.it ), del quale è direttore. Nella scuola di specializzazione IRPPI, autorizzata dal Ministero dell’Università e della Ricerca, ha riversato la grande quantità di esperienze ed elaborazioni scaturite dai numerosi anni di lavoro clinico. Le conferme sono arrivate con il diploma in Psicoterapia conseguito in quattro anni di corso da più di settanta laureati in Medicina e Psicologia che hanno frequentato l’IRPPI. L’intento di Giuseppe Lago è di integrare, quanto più possibile, l’esperienza clinica della Psicoanalisi con le scoperte neuroscientifiche e di Psicologia Scientifica prodotte negli ultimi anni. Ciò si coglie nell’opera La psicoterapia psicodinamica integrata: le basi e il metodo, proposta come manuale agli allievi IRPPI e in grado di costituire una sintesi agile ed essenziale del metodo indicato dalla scuola. Nel 2009, con l’uscita della rivista Mente e Cura (www.menteecura.it ), l’intento formativo e divulgativo di Lago si consolida, grazie anche al contributo del direttore della rivista Giuseppe Tropeano. Nelle pagine della rivista, come anche in precedenza nell’appendice del manuale, Giuseppe Lago ha esposto a più riprese i contenuti del tema che viene trattato nel libro L’illusione di Mesmer, ossia il carisma e la pseudoscienza nell’ambito della Psichiatria e Psicoterapia. L’interesse per questo tema risale alle conversazioni e agli intenti di ricerca condivisi col suo maestro e amico Nicola Lalli, docente di Psichiatria all’Università di Roma. In particolare, ciò ha riguardato ricerche applicative sul campo, svolte da Giuseppe Lago per conto proprio, con una partecipazione diretta che ha comportato anni di lavoro silente e di raccolta di dati concettuali ed esperienziali, sfociati nella pubblicazione di saggi che hanno visto la luce anche dopo la scomparsa prematura del compianto Lalli. L’illusione di Mesmer si presenta come un’opera poliedrica e valevole in più contesti, tanto da poter interessare un numero variegato di lettori. L’obiettivo di Lago può sembrare polemico, ma rivela l’intenzione di fare chiarezza su punti fondamentali, per quanto concerne la Psichiatria e la Psicoterapia. Compendio di Psicoterapia, di cui è autore e curatore, riassume l’esperienza accumulata da più di quarant’anni in campo psichiatrico e psicoterapeutico. L’opera rappresenta una sintesi esaustiva dell’argomento, e si caratterizza per l’accuratezza delle fonti e la scelta attenta delle citazioni, nonché per il metodo originale di approccio a una materia tormentata da una babele di indirizzi. Alla produzione scientifica, si menziona il profondo interesse di Giuseppe Lago per il cinema e la letteratura. Andando al sito internet http://www.giuseppelagoscrittore.it, si possono valutare le opere più prettamente letterarie dello scrittore, anche se mai slegate dal tema psicoanalitico. A cominciare dal romanzo Sogni da navigare (Fermenti, 1999), per continuare con il saggio Orientamenti diagnostici in Psichiatria e Psicoterapia clinica. Tra teoria, casi clinici e personaggi cinematografici (Magi, 2002) e per finire con il romanzo La Fuoriuscita (Alpes Italia, 2017), nel quale si affianca a una trama affascinante e coinvolgente il tema della psicoterapia e delle sue interpretazioni.

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Il Taccuino: ufficio stampa per scrittori emergenti

In Uncategorized on novembre 3, 2017 at 11:35 am

Il Taccuino Ufficio Stampa

 

E’ nato il Taccuino. Il Taccuino è un nuovo ufficio stampa messo su da un folto nucleo di consolidati promoters italiani nel campo dell’editoria e della musica con sede a Bologna e Roma. Il Taccuino si occupa di promozioni per scrittori ed editori indipendenti.

Promozioni capillari, accurate, specifiche, monitorate, professionali su: Radio – Stampa (Magazine – Quotidiani- inserti Quotidiani . Freepress – Riviste Letterarie Periodici) – Web (Blogs, Webzine e Book-Tubers) – Tv – Social.  Un grande incontro tra la vecchia, classica figura intermediatrice dell’ ufficio stampa con la nuovissima veste di una web agency sempre aggiornata con applicazioni.

I generi trattati sono i più disparati: noir -pulp – fantasy – fantascienza – horror – thiller – gialli -narrativa -biografici – autobiografici – racconti – poesia ed altro.

Il Taccuino Ufficio Stampa si occupa anche della promozione di presentazioni letterarie e concorsi.

Contattaci su iltaccuino@gmail.com per maggiori dettagli e per avere una visione completa di come lavoriamo, a quali strutture ci appoggiamo, quali sono le nostre condizioni contrattuali, quali i nostri media partners.

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I took a speed-reading course and read War and Peace in twenty minutes. It involves Russia.

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