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Luigi Pucci presenta il romanzo breve “(15)”

In libri on dicembre 30, 2019 at 9:32 am

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

(15) di Luigi Pucci

Lo scrittore romano Luigi Pucci presenta “(15)”, un romanzo breve denso di significato, che in poco più di cento pagine racconta del viaggio fisico e spirituale di David, un uomo come tanti che scopre di essere speciale, e di avere un compito importante da portare a termine. Un personaggio intenso, un essere umano giunto a un bivio cruciale della sua esistenza: dovrà coraggiosamente decidere se fare la differenza e accogliere il cambiamento, non solo per sé stesso ma per il mondo intero, o continuare a perseverare nell’egoismo e nell’incoscienza.

Titolo: (15)

Autore: Luigi Pucci

Genere: Narrativa contemporanea

Casa Editrice: Aletti Editore

Collana: Gli Emersi – Narrativa

Pagine: 104

Prezzo: 12,00€

Codice ISBN: 978-88-591-39-447

«Come quando siamo addormentanti, sul nostro letto o altrove, e non siamo a conoscenza di ciò che ci accade attorno, lo stesso accade per chi vive in uno stato di sonno verticale, di addormentamento della coscienza, e interpreta i fatti quotidiani secondo una sua personale allucinazione mentale […]».

(15) diLuigi Pucci è un’opera che parte in sordina, come la storia del suo protagonista David, e che lentamente svela il suo potenziale, il suo nucleo composto di luce, di positività e di speranza. David Tenaglia è un biologo che vive un’esistenza mediocre, finché una serie di strani eventi non lo portano a uno sconvolgimento totale della sua vita. Dopo l’incontro con Kristina, una donna enigmatica e seducente, si innesca un cortocircuito nella sua mente e nella sua quotidianità tale da costringerlo a cambiare direzione, e a scegliere il percorso più difficile ma anche il più virtuoso: “cosa si rischia a prendere in mano lo scettro della vita?”. In un alternarsi di viaggi rocamboleschi nei quali è all’inizio all’oscuro di ciò che gli sta accadendo – da Berlino a Bangkok, dal Cairo all’Himalaya – e nell’incontro con bizzarri personaggi come Cassius, Dimitri e Baniti, David comincia a comprendere il suo destino e quello del mondo che generosamente lo ospita. Prende coscienza del proprio valore e dell’importanza di ogni gesto, anche di quello più insignificante; accetta che tutto è collegato, che si è parte della stessa energia universale che ci plasma e ci trasforma. Accoglie il cambiamento, dopo aver conosciuto la paura e la negazione, dopo essere stato testimone passivo di eventi inspiegabili, di attività occulte e di scambi di persona, fino al momento di massima tensione del romanzo in cui si assiste al suo risveglio spirituale, alla sua seconda nascita. David abbandona la razionalità dello scienziato e si affida all’istinto e alla sua natura più profonda; esce infine dal torpore della coscienza, ottenebrata dal marciume della società odierna, che gli impediva di vedere la verità. (15) è un romanzo che fa della spiritualità e del simbolismo i suoi punti di forza, a partire dal titolo: il numero 15 in alchimia significa rinascita a nuova vita, e quindici sono i giorni che servono al nostro satellite per passare dalla fase di novilunio a quella di plenilunio. E le parentesi in cui è racchiuso il numero 15 sono la rappresentazione grafica della circolarità, dell’eterno ritorno della vita, che non finisce con la nostra morte perché le nostre azioni riecheggiano nell’infinita energia del cosmo.

TRAMA. È un periodo buio, stanco e spento e la luce del sole fatica a scorgersi da lontano. David lo sa da tempo ma, al pari di tanti altri come lui, non ha il coraggio di agire, di mettersi in gioco. Una notte lunga, eterna, che non passa mai, avvolge il protagonista del racconto in un susseguirsi di indecisioni e ripensamenti, sul passato e sul futuro della sua mediocre esistenza, fatta di lavoro e di una quasi inesistente vita sociale. Solo una donna, Kristina, riesce a destare la sua attenzione. Solo lei, con il suo portamento elegante e raffinato, degno di una nobiltà di altri tempi, gli fa conoscere il vero amore e, insieme al distinto padre, gli mostra un percorso nuovo, di rinascita spirituale. Una serie di viaggi disperati e di strani accadimenti, accompagnati da personaggi davvero singolari, portano David di fronte a un bivio. Qualcosa di estremamente più grande di lui, una setta di Illuminati, gli rivela con ferma convinzione che il suo destino sta per prendere una piega davvero inaspettata.

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BIOGRAFIA.Luigi Pucci (Roma, 1980) è laureato in Economia e Diritto. All’età di 37 anni, dopo aver conosciuto tanti personaggi ed aver ascoltato i loro sogni e le loro avventure, decide di mettere nero su bianco la sua personale visione del mondo, portandolo alla stesura di “(15)”, pubblicato poi da Aletti Editore. Non ha ancora ben chiaro che lavoro farà “da grande”, ma una cosa la sa con certezza: non intende assolutamente smettere di raccontare storie.

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Mario Antobenedetto presenta il romanzo “Un passo più in là”

In libri on dicembre 30, 2019 at 9:27 am

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

Un passo più in là di Mario Antobenedetto

Lo scrittore romano Mario Antobenedetto presenta “Un passo più in là”, una storia di resilienza e di accettazione della propria natura. Il protagonista Ivan è un uomo che ha perso tanto e che ha ormai smarrito anche sé stesso; si è rinchiuso nel suo lancinante dolore e si è isolato dal mondo, schiacciato da un grave senso di colpa che lo perseguita e che gli impedisce di reagire. Finché la brutalità e l’onestà della montagna non lo mettono di fronte alle sue responsabilità, e soprattutto alla certezza che una volta arrivati sul fondo si può sempre risalire, si può sempre ricominciare.

Titolo: Un passo più in là

Autore: Mario Antobenedetto

Genere: Narrativa contemporanea

Casa Editrice: Edizioni A.Car

Pagine: 290

Prezzo: 16,50€

Codice ISBN: 978-88-649-02-340

«Secondo Albert Einstein l’immaginazione è più importante della conoscenza; ma in quel momento Ivan realizzò che nessuna proiezione della mente avrebbe mai avuto la forza di cambiarti la vita come la consapevolezza di aver finalmente capito qualcosa […]».

Un passo più in là diMario Antobenedetto è una storia che si sviluppa e acquista significato poco per volta sotto gli occhi del lettore, attraverso flashback ben costruiti e una narrazione diretta ed emozionale. Colpisce soprattutto la particolareggiata descrizione degli ambienti in cui si svolge una parte della storia del protagonista Ivan: la selvaggia natura delle montagne innevate e dei boschi incontaminati delle Dolomiti fa infatti da perfetta cornice alla lotta interiore che infuria nella sua anima. Non solo l’ambiente ma anche e soprattutto il cuore umano è descritto con cura ed esposto in un’opera che parla di furiosi sensi di colpa e di dolorosa redenzione, di amori contrastati e del duro percorso di accettazione di sé stessi. In un incipit denso di mistero si cerca di comprendere i motivi che hanno spinto Ivan a scappare dalla propria vita e dalle proprie responsabilità per ricercare un forzato isolamento. Nel corso della trama si assiste infatti all’autopunizione che il protagonista si infligge giorno dopo giorno: non solo la solitudine ma quel gelo nel cuore lo trasformano lentamente in un uomo che non sa più sorridere, che non sa più distinguere il freddo della neve da quello che ha dentro. Un uomo bloccato tra passato e futuro, in un presente rotto come il ramo di un albero. E la storia tenta di fare da ponte per il lettore tra ciò che ha portato Ivan a chiudersi al mondo e le conseguenze di ciò che è accaduto; si scopre quindi una vicenda come in apparenza ce ne sono tante: il problema dell’incomunicabilità che spesso ammanta come una coltre di fumo la vita di coppia. Un’incomunicabilità che porta a fare errori, a volte senza possibilità di rimedio. È ciò che accade ad Ivan, è ciò che si abbatte sul destino suo e della moglie Chiara, e con meno forza su quello di tutti coloro che li amano. Un passo più in là è la storia di un uomo in fuga da sé stesso, che decide di combattere una battaglia impari contro Madre Natura sperando di acquietare il dolore che lo sta dilaniando. Ivan corre via dalla paura e dalla vergogna, non capendo che non si può scappare da ciò che si ha dentro, che il senso di colpa continuerà a rosicchiare parti di anima e che, se non si avrà il coraggio di fermarlo, presto non ci sarà più un’anima da salvare. E a questo punto il romanzo gioca una carta che spesso ignoriamo: siamo noi gli artefici del nostro destino, e solo noi abbiamo il potere di rialzarci, di non cadere nel precipizio ma, anzi, di scalarlo con tutta la forza che abbiamo. In una storia che copre un arco di circa due anni, il lettore assiste alla riconquista della pace, all’epifania di un personaggio che ritrova sé stesso, e in egli inevitabilmente si rispecchia. Perché ognuno di noi sta combattendo una battaglia nella sua anima, e l’autore riesce a farci sentire meno soli, raccontando una storia di fantasmi finalmente liberi di andare e di redenzione, sofferta sì ma necessaria. Con un inatteso colpo di scena finale, la storia si chiude come è iniziata: con leggerezza di stile ma profondità di contenuti.

TRAMA. Quanto può costare un errore? Per quanto tempo sarai in debito con la vita? E soprattutto, quali saranno le conseguenze per le persone a te care? Sono queste le domande che precipiteranno sulla testa di Ivan, pesanti come macigni, resti di una valanga da lui stesso causata. Una vita totalmente stravolta da uno sbaglio. Dal caos di Roma alla quiete delle Dolomiti, dalla moglie Chiara alla solitudine di una baita tra i boschi, dallo sportello di un ufficio postale a un rifugio di alta montagna. Nel suo esilio volontario, in un ambiente agli antipodi delle sue abitudini, Ivan cercherà il modo per redimere le sue colpe, far pace con sé stesso e accettare le proprie responsabilità; tra stimolanti avventure e nuove conoscenze, con le vette dolomitiche alle spalle e l’infinito davanti agli occhi. Quali saranno le risposte di Ivan a quelle famose domande?

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BIOGRAFIA. Mario Antobenedetto nasce a Roma nel 1983. Nel 2015 pubblica il suo primo romanzo per Edizioni A.Car “Il piano Tiberio”, un thriller storico/politico ambientato tra le mura del Vaticano, con il quale vince la prima edizione del premio letterario nazionale “Ispirare la fantasia”. Il sodalizio con Edizioni A.Car continua nel 2017 con “Fiorisci nei miei inverni”, un romanzo d’amore e rabbia nella cornice della periferia capitolina, e nel 2019 con “Un passo più in là”, una storia di avventura e resilienza tra le cime dolomitiche delle Pale di San Martino. Scrive inoltre diversi racconti vincitori di prestigiosi concorsi nazionali e pubblicati in antologie, tutti leggibili gratuitamente sul suo sito. È attualmente impegnato nella stesura del suo quarto romanzo, un poliziesco tra il giallo e il thriller che ha già suscitato l’interesse di numerose case editrici.

Contatti

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Booktrailer del romanzo Un passo più in là

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Jay Manari presenta il romanzo “Il senso di un’ombra”

In libri on dicembre 22, 2019 at 11:02 pm

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

Il senso di un’ombra di Jay Manari

Jay Manari ci fa conoscere le rocambolesche abilità di Peter, acrobata al Neverland Circus, diretto da Spugna al servizio del ricchissimo pubblicitario Sir James Hook. Un personaggio in bilico, non solo per la sua occupazione, ma anche per quello che rappresenta: un’anima votata all’eterna gioventù sempre in fuga, in un mondo che “non c’è”. Una narrazione ispirata all’opera di James Barrie che unisce l’evasione della fiaba al resoconto sofferto di chi ha potuto seguire la genesi di una creazione artistica che ha accompagnato – e continuerà ad accompagnare – intere generazioni.  Inquietudine e leggerezza, in un romanzo “dedicato a tutti quei bambini maggiorenni che conoscono la differenza fra crescere e invecchiare.

Titolo: Il senso di un’ombra

Autore: Jay Manari

Genere: Racconto – Fantasy – Letteratura per ragazzi

Casa Editrice: Gruppo Albatros Editore

Pagine: 98

Prezzo: 13,90€

Codice ISBN: 978-88-306-1155-9

«Vuoi sapere perché una delle mie stranezze è proprio la totale assenza di peso? Perché sono “Leggerezza”? Ecco… la Felicità, anche se non sembra, è pesante e proprio per questo, per trasmetterla, bisogna essere leggeri come l’aria! Solo così, infatti, ognuno può serenamente avvicinarsi al peso della propria Felicità. Questo è il motivo per cui esisto. Un adulto direbbe: «Ah, è il tuo lavoro!» e uno dei miei piccoli seguaci risponderebbe canticchiando: «È un gioco, è il gioco di Peter!». Il gioco della Felicità […]».

Un libro nel libro nel teatro: Il senso di un’ombra è liberamente ispirato all’opera teatrale “Peter Pan, il bambino che non voleva crescere” dello scrittore scozzese James Matthew Barrie. Questo significa molte cose, forse troppe, poste in un equilibrio mirabolante, perfetto, che fa saltare il fiato dal petto alla gola, proprio come fa un’acrobata sul filo. Peter Pan è tante cose: l’infanzia scandita da storie fantastiche, i sogni prima di addormentarsi, la crescita che non si accetta, la fuga da quest’ultima, l’assenza di peso, dimensione, ombra, gravità; una leggerezza che significa ritirarsi in un mondo immaginifico, così da non perdere mai quello slancio vitale, lo stesso, forse, che fa spiccare il volo. Nella vita comune questo può essere tradotto nell’attitudine a un vago sentore di giovialità che non è superficialità, ma piuttosto una ricerca incessante di questa bramata gioventù che non segue l’età biologica, bensì esiste in ognuno di noi ed è costituita dal bagaglio emotivo, fatto di secondi, ere, minuti, decenni, chi lo sa. Un’età incalcolabile, che non segue gli step canonici: non c’è un’infanzia che diventa adolescenza e poi giovinezza ed età adulta, ma un magma che si espande lento e scottante, che oltrepassa i confini generazionali e diventa uno stato generale e perpetuo; tutto questo diventa poi un’arte fine e infinitesima, ovvero riuscire a entrare nel surreale, tanto da conoscersi in meandri mai battuti, inconsci, estranei quasi. Il sorriso, il volo oltre le nuvole, la spensieratezza diventano così lo strumento per affrontare il proprio ospite inquietante, una presenza a volte scomoda che però ci permette di interpretare quella stessa “leggerezza” – la giovinezza – come un filtro attraverso cui guardare il mondo, viverlo, appassionarsi per riconoscere, nelle pulsioni più genuine, il senso della nostra identità, e così accendere un lumino, poi un faro sulle oscurità altrui. Parole che servono, tramite un’opera indimenticabile come quella di Peter Pan, a far emergere la natura pedagogica del testo, ed essere così anche d’esempio per una lettura non solo giovane, ma che certamente si può definire di formazione.  Jay fa tutto questo, e le immagini presenti nel testo creano un mondo trasversale che si ricollega alla natura molteplice e sconfinata delle arti, di quanto queste possano stringersi in un afflato che rinsalda il nostro più profondo sentire. Le immagini sono fantasia, ma possono anche essere diapositive, fotografie, fotogrammi, frame. Sogni? Sì, anche. E così l’artista che ce le dona si fa genitore delle nostre fantasticherie, del nostro mezzo interpretativo: lui acrobata e anche noi, oscilliamo su queste emozioni che si vedono, si sentono e si toccano con la speranza che possano rimanere eterne.

TRAMA. Scrittore talentuoso e squattrinato, Peter lavora come acrobata al Neverland Circus, gestito dal capo clown, il signor Spugna, a sua volta alle dipendenze del pubblicitario plurimiliardario Sir James Hook, meglio noto come Uncino, ora marito di Wendy. Narrato attraverso gli occhi della prima attrice che abbia mai interpretato Peter Pan, Il Senso di un’ombra svela i lati più oscuri della sceneggiatura originale dell’autore scozzese James Barrie, approfondendo la natura del suo vero finale, molto spesso censurato sia dalle produzioni cinematografiche che da quelle teatrali, mettendo in luce i drastici cambiamenti avvenuti poco prima del suo celebre debutto al Teatro Duke York il 28 dicembre 1904. 

BIOGRAFIA. Regia. Scrittura. Pittura. Queste le arti predilette da Jay Manari, giovane artista indipendente che dal 2014 lavora per produzioni di film, promo, serie TV e video musicali tra l’Italia e gli Stati Uniti.  Nel 2014, ha fondato ManarìFilmArts Productions, una nascente casa di produzione e post produzione video, attualmente dedita alla pre-produzione di Feelings In The Shadow, la versione cinematografica de Il senso di un’ombra.  Da gennaio 2018, Jay lavora come Direttore Artistico e Video Content Creator per MiraBan LTD, una poliedrica Società di Arte e Intrattenimento londinese.  Da settembre 2019, vive a Cardiff, dedicandosi al potenziamento del proprio stile registico, così da far risorgere l’Italia quale sostenitrice partecipe e internazionale della Settima Arte e non solo come suo set cinematografico o musa inspiratrice.

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Raffaele D’Orazi presenta il romanzo “Il mistero del Moai”

In libri on dicembre 19, 2019 at 11:22 am

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

Il mistero del Moai di Raffaele D’Orazi

Lo scrittore e poeta vitorchianese Raffaele D’Orazi presenta “Il mistero del Moai”, un romanzo dai tanti volti: una storia incentrata su un’antica credenza che si attualizza in moderna leggenda metropolitana, un racconto di vita quotidiana e una riflessione filosofica sul senso dell’esistenza umana. Dagli enigmi del popolo dell’Isola di Pasqua alle ricerche del protagonista Ermanno nel borgo di Vitorchiano, un avvincente viaggio nel mistero dell’unico Moai originale presente in Europa.

Titolo: Il mistero del Moai

Autore: Raffaele D’Orazi

Genere: Narrativa contemporanea

Casa Editrice: Casa Editrice Serena

Pagine: 290

Prezzo: 20,00€

Codice ISBN: 978-88-941-65-418

«C’era una qualche somiglianza tra i ragionamenti di Ermanno e le massime di Epicuro. Per Ermanno, era determinante la capacità di saper cogliere quanto il presente poteva offrire, anzi, il tentativo di ottimizzarlo non terminava mai […]».

Dopo il successo del precedente romanzo Il fumo del quartiere a luci rosse, Raffaele D’Orazi ritorna con un’intrigante opera: Il mistero del Moai. Da sempre interessato a sviscerare i mali del nostro tempo, l’autore presenta un testo che può diventare una bussola morale che orienti i ragionamenti del lettore, e che sveli le verità nascoste sotto la pesante coltre di apparenze fuorvianti che ormai ammanta la nostra società. D’Orazi ha scritto molto, e in diversi ambiti: dai romanzi alle raccolte poetiche, dalle pièce teatrali ai saggi, e in ognuno di essi ha posto la ricerca della verità come obiettivo principale delle sue indagini e delle sue riflessioni e, attraverso il suo denso stile di scrittura, ha sempre fatto in modo che il lettore potesse seguirlo passo dopo passo. In quest’ultima opera si racconta del mistero delle statue dei Moai ritrovate sull’Isola di Pasqua – o di Rapa Nui – e soprattutto di quello tutto italiano del Moai presente nel comune di Vitorchiano, in provincia di Viterbo. Intrecciando le vicende di vita del protagonista Ermanno con la storia di un popolo che vive dall’altra parte del mondo, in una piccola isola persa nell’Oceano Pacifico, l’autore presenta un romanzo che propone un enigma antico che torna prepotentemente nel presente, e che sembra influire sulla vita dell’uomo contemporaneo con la sua portata trascendentale. La statua monolitica istallata alle porte del borgo di Vitorchiano e raccontata da D’Orazi è un Moai originale ricavato dal peperino, roccia magmatica simile al tufo presente sull’Isola di Rapa Nui, e realizzato da una rappresentanza del popolo dell’Isola di Pasqua giunto in Italia per un gemellaggio culturale. Una statua che emana un forte potere mistico, che nell’isola è presente in più di seicento copie le quali, in ragione della loro collocazione e per l’orientamento dello sguardo dei severi volti di pietra, si mostrano al mondo in tutto il loro mistero, nell’enigma insoluto che veicolano. L’autore racconta le vicende legate al Moai presente a Vitorchiano, posto a protezione del borgo e poi trasferito in Sardegna per un’esposizione; in seguito è stato ricollocato nel paese in un luogo più isolato, a causa dell’inettitudine di amministratori comunali privi di qualunque rispetto per le tradizioni e le credenze di un popolo. Era infatti stato raccomandato dagli indigeni arrivati in Italia di non spostare mai il monolite, perché la sua valenza beneaugurante e protettrice si sarebbe esaurita per lasciare il posto a vendicative forze oscure. D’Orazi cerca quindi di far luce sui misteri di un popolo e dei loro artefatti, e sulla natura della loro “magia”, dei loro riti propiziatori, sull’origine di un affascinante mito. E nel mentre racconta la vita di Ermanno, che a sua volta si interroga sul mistero del Moai di Vitorchiano che si riflette su quello più universale dell’essere umano, ricercando il senso di un’esistenza che ci spinge a guardare sempre più in là, dove c’è oscurità, dove c’è l’inspiegabile. Un anelito di conoscenza sviscerato in un romanzo filosofico che prende spunto da una leggenda metropolitana che forse nasconde qualcosa di più profondo, qualcosa che vale la pena scoprire.

TRAMA. In una comunità italiana nella quale giganteggia l’unica statua del Moai al mondo fuori

dall’Isola di Pasqua, scolpita su monolite dagli abitanti della lontana isola, si susseguono

vicende legate al particolare monumento oggetto di strane attenzioni, di singolari e

improvvisi spostamenti. È un succedersi di eventi inspiegabili sui quali campeggia l’ombra

del grande simbolo d’oltreoceano.

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BIOGRAFIA. Raffaele D’Orazi è nato e vive a Vitorchiano, un borgo in provincia di Viterbo. Tra le sue opere si ricordano: il saggio “Una perenne illusione” (Eurograph, 1999), la commedia teatrale “Interpretazione di vita moderna” (Eurograph, 2000), la raccolta di poesie “L’infinito volo di Nara per Anil” (L’autore libri Firenze, 2001) e i romanzi “Il fumo del quartiere a luci rosse” (Casa Editrice Serena, 2014) e “Il mistero del Moai” (Casa Editrice Serena, 2018). I suoi lavori sono presenti su varie antologie nazionali e internazionali.

LA CASA EDITRICE. La Casa Editrice Serena ha sede a Viterbo, ed è stata fondata da Serena D’Orazi nel 2014 con lo scopo di portare all’attenzione del pubblico nuovi autori e, soprattutto attraverso la loro scrittura, far conoscere e pubblicizzare la storia e le tradizioni del territorio della Tuscia. Il suo progetto è quello di pubblicare opere che possano essere apprezzate da un ampio pubblico di lettori, e che possano evidenziare le virtù morali dell’essere umano.

Contatti

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Nataša Ursic presenta il romanzo “Non scegliermi. Nulla è come sembra”

In libri on dicembre 16, 2019 at 12:35 pm

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

Non scegliermi – nulla è come sembra di Nataša Ursic

La scrittrice goriziana Nataša Ursic presenta “Non scegliermi – nulla è come sembra”, il primo capitolo della serie “The unloved”, un appassionante romance new adult ma anche un avvincente noir. Danielle, la protagonista di questa complicata vicenda, dovrà fare ricorso a tutte le sue forze per venire a capo di un mistero che riguarda la sua vita e soprattutto i suoi ricordi. Una storia ricca di tensione e di segreti inconfessabili, un intrigante viaggio alla ricerca della verità e del vero amore.

Titolo: Non scegliermi – nulla è come sembra

Autore: Nataša Ursic

Genere: Romance

Casa Editrice: Self-publishing

Pagine: 513

Prezzo: 14,00€

Codice ISBN: 978-10-909-38-589

«Non riesco a reagire visto che il mio cervello mi dice di correre da lei, il mio cuore mi consiglia di scappare via e il mio corpo, come sempre, non sa a chi dare retta. Il mio respiro accelera ma cerco di non farlo vedere […]».

Non scegliermi – nulla è come sembra di Nataša Ursic è il volume d’esordio di una serie che appare sin dalle prime pagine estremamente interessante. Pagine che disorientano, perché l’autrice decide di ammantare la storia di un fitto alone di mistero. In questo primo capitolo si cerca come in un puzzle di rimettere insieme i pezzi del presente e soprattutto del passato della protagonista femminile, Danielle Dream Brown, di cui si scopre la storia poco alla volta, lasciando buchi nella mente del lettore perché è lo stesso personaggio ad aver perso la memoria. Danielle è una figura sfuggente per la quale non è semplice provare empatia, ma d’altro canto è un personaggio che stuzzica l’interesse, che si vuole seguire nella vicenda per poter comprendere più a fondo la sua storia travagliata, i suoi ricordi frammentati e i suoi comportamenti spesso ambigui. All’inizio si viene a conoscenza del fatto che è stata vittima di violenza, ma che ha anche tentato il suicidio; tutto è annebbiato, confuso, e sembra che anche il protagonista maschile della storia, Richard, soffra dello stesso disturbo della memoria. A intricare la trama vi è la presenza di un Clan mafioso, capeggiato dal padre di Danielle, che ha tentacoli che arrivano fino all’ambiente teoricamente sicuro della scuola della ragazza. Diversi personaggi si avvicendano nella narrazione con i loro punti di vista complicando una storia/rebus che presenta al suo interno anche diversi flashback che suggeriscono risposte – poche – alle troppe domande rimaste in sospeso. Nell’alternarsi dei punti di vista l’autrice costruisce pezzo per pezzo una storia che avrà sicuramente modo di sorprendere nei successivi volumi; una vicenda che tiene incollati alle pagine, e che permette al lettore di riflettere e ipotizzare senza farlo mai annoiare. Un libro che trasmette un sottile senso di inquietudine, scritto con uno stile scorrevole e abitato da personaggi che, come dal titolo del romanzo, non sono quello che sembrano.

TRAMA. A causa di un forte trauma la protagonista Danielle perde la memoria. Grazie ad alcuni ricordi che le tornano in mente all’improvviso e nelle situazioni più disparate, inizia a capire chi è e ciò che le è successo, scoprendo che non è andata come le hanno fatto credere. Nel suo percorso incontrerà Richard, con cui avrà un rapporto complesso di amore e odio, di amicizia e antipatia, di attrazione e disgusto, e che inconsapevolmente l’aiuterà a scoprire la verità sul suo passato. Trasferitasi a Orlando per seguire il fratello Danielle conoscerà Nick, che rappresenterà per lei un’occasione di rinascita totale. Almeno fino a che Richard non andrà a farle visita. Chi sceglierà Danielle? Il Clan c’entra qualcosa in tutto questo? Ma, soprattutto, le permetterà di scegliere?

L’AUTRICE È DISPONIBILE A RILASCIARE INTERVISTE

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BIOGRAFIA. Nataša Ursic (Gorizia, 1986) pubblica nel 2015 il primo volume della trilogia rosa/noir “Non Scegliermi” sulla piattaforma Wattpad. Nel 2017 prende la decisione di approdare su Amazon dove è presente la trilogia completa. Nel 2019 ha fatto tradurre il primo volume in lingua inglese. Ha preso parte al primo Festival del Romance Italiano a Milano.

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Annibale Gagliani presenta “Romanzo Caporale”

In libri on dicembre 16, 2019 at 12:13 pm

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Presenta

Romanzo Caporale di Annibale Gagliani

Annibale Gagliani presenta “Romanzo Caporale”, la storia di un immigrato che dal Kenya arriva in Italia dopo che i suoi sogni di poter aiutare il suo popolo vengono infranti. Grazie al sostegno di missionari, che si prendono cura di lui fin da bambino, riceve istruzione e affetto. Quando giunge in Italia, il protagonista di questo libro cade nelle maglie opprimenti del caporalato e della criminalità. Con questo romanzo Annibale Gagliani denuncia una pratica aberrante, quella del caporalato, e insieme a questa l’azione quasi inerme delle Istituzioni sociali e politiche.

Titolo: Romanzo Caporale

Autore: Annibale Gagliani

Genere: Romanzo

Casa Editrice: I quaderni del Bardo

Pagine: 114

Prezzo: 8,37€

Codici ISBN: ISBN-10: 1686770707 – ISBN-13: 978-1686770708

«Niente irrompe nei miei sensi meglio di questo smeraldo. Se l’osservi impavido ti violenta l’anima. Niente spegne il mio corpo meglio di questa terra rossa. È bagnata regolarmente da un sole cieco: eccolo, il declamatore supremo dei sogni del Mediterraneo. Eppure, piove, dentro e fuori di me. È il tintinnio sadico dei ricordi. Sinfonia dolorante che fa sussultare la misteriosa Cava. Sembra sorridermi, tingendosi a tratti d’azzurro. Stringo il coltello nel pugno destro, lo punto verso la parte più emozionale del mio collo, la casa della giugulare […]».

«Il protagonista di questo libro – che ricorda somaticamente Alì dagli occhi azzurri, migrante dall’Africa all’Italia della poetica profezia di Pier Paolo Pasolini e che nella copertina donatami da Massimo Bietti acquista, seppur con tratti più innocenti, un’esattezza iconica – sfida il male, il suo concetto, la sua azione, i suoi servi». Così Annibale Gagliani parla del protagonista del suo ultimo libro “Romanzo Caporale”. Potrebbe essere un immigrato come tanti, e lo è per il fatto che a lui non viene dato un nome, la sua identità coincide con quella di tanti immigrati africani. Ma quest’uomo che dal Kenya raggiunge l’Italia è molto di più. Con questo libro l’autore denuncia un sistema criminale, il quale potrebbe benissimo essere circoscritto in tempo passato, ma che invece è più forte e drammatico oggi e nel nostro paese. Il caporalato è denunciato apertamente, come la massima tra le aberrazioni; in esso confluiscono altre nefandezze come la discriminazione razziale, lo sfruttamento, l’isolamento sociale, l’odio. Elementi questi di cui la criminalità organizzata si nutre e attraverso i quali rafforza le reti dei suoi sporchi traffici. Ma a questa si aggiunge una denuncia più pesante, quella dell’indifferenza civile e istituzionale, che non ha meno colpe di altri. Il libro è un racconto in prima persona del protagonista; attraverso la sua narrazione veniamo a conoscenza non solo delle difficoltà di un viaggio che si trasforma in fuga, ma leggiamo uno spaccato triste della nostra società. Ci sono anche aspetti positivi in “Romanzo Caporale” e non sono pochi. Grazie all’indefesso lavoro di missionari laici e religiosi, viene data una speranza a tantissimi uomini, donne e bambini. Sono piccole gocce in un mare di indifferenza, ma sono comunque gocce di speranza perché «alla lunga il bene vince, ma solo attraverso le piccole cose». Il romanzo si chiude con l’annuncio di una imminente tragedia, unica conclusione possibile, che lancia al lettore una sfida sociale, ovvero quella di svegliarsi dallo stordimento di vuoti slogan e inizi a guardare la realtà per quella che è. Il libro è impreziosito da una prefazione a cura di Fabrizio Peronaci e da una postfazione di Raffaele Gorgoni, che forniscono una importante chiave di lettura dell’intero romanzo. Inoltre, l’autore nella sua premessa dice forte e chiaro quali sono gli obiettivi del suo libro: scardinare tre piaghe sociali, ovvero lo stereotipo, la corruzione e il caporalato. In copertina una fotografia di Massimo Bietti, fotoreporter premiato dal National Geographic, ci mostra come gli occhi di un bambino di colore possono trasmettere gli stessi sentimenti di qualsiasi altro bambino del pianeta.

TRAMA. La fine dell’uomo nel caos italiano. Sulla terra vermiglia della Cava di Bauxite, a Otranto, il suicidio narra, attraverso il flusso di coscienza, la vita da cacciatore di lucciole del protagonista, che ricorda l’Alì dagli occhi azzurri di Pier Paolo Pasolini. Un condottiero possibile del Kenya, animato da due modelli filosofici: don Donato Panna e Thomas Sankara. La corruzione politica del suo Paese lo costringe a fuggire in Italia col sogno di costruire un avvenire di pace per la sua famiglia. La disumana navigazione sul Mediterraneo lo conduce in una terra intollerante, avvolta da buio impenetrabile. Ma lui, come Sisifo, porta il masso sopra la montagna. Diventa schiavo del caporalato, ma non s’arrende: sfida il Fattore C sedimentato tra le sinapsi della gente comune. La tragedia, dalla sequenza circolare, ha due insegnanti autorevoli: la storia e il dolore. Il giovane antieroe è l’effige più lucida dello stoicismo di Lucio Anneo Seneca. Con la prefazione di Fabrizio Peronaci, caposervizio della redazione romana del «Corriere della Sera»; con la postfazione di Raffaele Gorgoni, storica firma RAI; foto copertina curata da Massimo Bietti, fotografo internazionale premiato dal National Geographic.

BIOGRAFIA Annibale Gagliani nasce il 4 ottobre 1992 a Mesagne (BR). Professore di lettere, giornalista pubblicista, scrittore associato Siae, saggista membro della Canadian Association for Italian Studies, poeta. Laureato con lode in Lettere Moderne all’Università del Salento, è tra i vincitori del II Master in giornalismo 3.0 di Nuovevoci Network, a Napoli, e specializzato in insegnamento della lingua e della cultura italiana agli stranieri all’Università Tor Vergata di Roma. Ha intrapreso con il Co.Re.Com, la Regione Puglia e l’Unisalento un progetto di ricerca sulle minoranze linguistiche in Puglia e collaborato con innumerevoli testate, tra le quali «Lecce Cronaca», «Il Nuovo Quotidiano di Puglia» e «L’Intellettuale Dissidente» e con blog e riviste di critica letteraria. Nel 2018 pubblica il saggio Impegno e disincanto in Pasolini, De André, Gaber e R. Gaetano e l’e-book Ground zero – Post-liquidità generazionali con IQdB Edizioni. Nel 2019 arriva il suo terzo lavoro editoriale, Romanzo caporale, sempre per IQdB Edizioni. Tra i suoi racconti d’impegno civile, si ricorda La vita è un viaggio favoloso, vincitore del premio della critica nella III edizione del concorso letterario nazionale Fuori dal cassetto. Autore di articoli scientifici che verranno pubblicati nel 2020 come, La trattativa Mattei-Rockefeller per la Fondazione Enrico Mattei in collaborazione con la rivista «Il Mediterraneo» e un approfondimento linguistico sulle telecronache calcistiche per Treccani. Ha ideato e diretto per la casa editrice I Libri di Icaro una collana di saggistica, inchiesta giornalistica e romanzi noir titolata Sōkrátēs. Ha tenuto seminari di linguistica italiana in relazione al cantautorato in Atenei italiani e partecipato come relatore a convegni di rilevanza internazionale.

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CASA EDITRICE. Il progetto I Quaderni del Bardo Edizioni nasce con il placet morale de “I Quaderni del Bardo” il marchio editoriale portato avanti da Maurizio Leo (1959, poeta, e grande operatore culturale), che gestisce ormai da più di vent’anni anche “Il Bardo”, (direttore responsabile Antonio Tarsi), una rivista dedicata alla cultura tout court, alle tradizioni storico monumentali del Salento, alla poesia. La nuova casa editrice, la cui grafica editoriale è affidata a Mauro Marino del Fondo Verri, si distingue per formati pocket e per un elevata qualità dei contenuti proposti ai lettori. Come dichiara il poeta e critico letterario Nicola Vacca: Stefano “Sfogliando i suoi libri e imbattendovi nei poeti pubblicati nella collana, capirete perché Stefano quando presenta la sua creatura dice: La mia casa editrice non è per tutti”. Qualsivoglia servizio editoriale da ufficio stampa, a impaginazione e grafica, correzione bozze ed editing, sino alla segreteria organizzativa, e curatela di volumi e collane fornito da figure professionali esterne alla casa editrice I Quaderni del Bardo Edizioni, è reso a titolo di amicale collaborazione in spirito di solidarietà culturale.

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Silvia Alonso presenta il romanzo chick-lit “I love Mammy in Montecarlo – come sopravvivere a una vita glitter”

In libri on dicembre 12, 2019 at 9:59 am

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

I love Mammy in Montecarlo – come sopravvivere a una vita glitter di Silvia Alonso

La scrittrice milanese Silvia Alonso presenta “I love Mammy in Montecarlo – come sopravvivere a una vita glitter”, un frizzante chick-lit, un ironico e sagace resoconto delle avventure di una neo mamma che si trova a cambiare radicalmente vita, e a doversi adattare a un mondo in cui l’apparenza conta molto più della sostanza. Una protagonista esilarante, Sylvie Labella – ispirata all’iconico personaggio di Rebecca Bloomwood ideato da Sophie Kinsella – che farà sorridere ma anche riflettere; una donna in cui potersi identificare, e con la quale scoprire che a volte non è tutto oro ciò che luccica.

Titolo: I love Mammy in Montecarlo – come sopravvivere a una vita glitter

Autore: Silvia Alonso

Genere: Chick-lit

Casa Editrice: Genesis Publishing

Pagine: 260

Prezzo: 11,60€

Codice ISBN: 978-96-064-70-493

«A volte penso proprio che dovrei fare due chiacchiere col regista di “Sex and the City” e spiegargli veramente cosa significhi sentirsi come Carrie, fare una vita alla Charlotte dopo aver archiviato una durissima professione da Miranda, e magari essere obbligate, in quanto mamma, a mettere sotto chiave tutti i sogni da Samantha […]».

I love Mammy in Montecarlo – come sopravvivere a una vita glitter di Silvia Alonso è un esilarante romanzo chick-lit che non si ferma mai alla superficie delle cose, ma tende invece ad analizzare ogni aspetto della vita della protagonista, Sylvie Labella, intenta a comprendere come sopravvivere nella trappola dorata di Montecarlo. Narrato in prima persona, il romanzo ha un incipit scoppiettante: una giovane mamma italiana da poco trasferita “nell’ostile” territorio francese cerca di contenere il suo spirito prorompente che fa letteralmente a botte con l’esasperata sobrietà monegasca. La situazione è poi complicata dal suo Luchino, un vivacissimo bimbo di due anni e mezzo che è definito da lei una “piccola rivoluzione copernicana del quotidiano”. È infatti la maternità ad essere raccontata con risvolti comici, e la difficoltà di conciliarla con la moderna vita frenetica; l’autrice fa emergere con intelligenza i piccoli, grandi sensi di colpa e la sensazione di perenne inadeguatezza che ogni madre si porta dietro, anche se è una “mamma-holic”. Con una scrittura frizzante e sagace, e una potente ironia a volte caustica, l’autrice ci porta nei luoghi della Montecarlo scintillante, permettendoci però di guardare oltre la patina dorata dell’apparenza. La protagonista del romanzo è una grande osservatrice, scaltra e critica, e nonostante sia sedotta dalla “bella vita” sa anche giudicare con lucidità ciò che le si offre; è ben conscia della frivolezza del mondo in cui vive, al quale non risparmia battute sarcastiche, e colpisce nel segno soprattutto quando punta il dito sulla finta gentilezza – “con dosi massicce di cortesia” – che è spesso ostentata dalla popolazione monegasca, e sulla vacuità di persone dal portafogli pieno ma povere di contenuto. L’autrice utilizza l’espediente dell’ironia per parlare di argomenti importanti, come il fatto che la forma spesso conti molto di più della sostanza, o quanto ancora pesi il divario culturale tra diverse nazioni, e soprattutto quanta solitudine possa provare una neo mamma: “nella città dei glitter le amiche si contano su una mano. A cui manca però qualche dito”. E come non menzionare quei bizzarri voli pindarici delle “lettere di contestazione” che l’autrice si concede per dare una pausa alla narrazione, che non sono mai importuni, e che arrivano al momento giusto e con i giusti tempi comici. I love Mammy in Montecarlo – come sopravvivere a una vita glitter è un romanzo spassoso e introspettivo, in cui in dodici avventure per dodici capitoli l’autrice riesce ad elaborare una stravagante quanto realistica filosofia del quotidiano.

TRAMA. Non è facile sopravvivere a una vita glitter. Perché, come giustamente ricorda il proverbio, se l’abito non fa il monaco e una rondine non fa primavera, una rondine monegasca sul giusto abito già può candidarsi a icona chic dell’universo modaiolo. Un universo in cui si muove disinvolta e sagace la protagonista del romanzo, Sylvie Labella, brillante mamma italiana dall’ironia tagliente e dalla simpatia travolgente. Tranne il fatto che, tacco dodici a parte (l’unico a essere perfettamente sincronizzato con “la Città dei Glitter”), Sylvie si sente un pesce fuor d’acqua. Uno di quelli che ha difficoltà ad andare d’accordo persino coi pesci meno grossi del Museo Oceanografico, principale attrazione turistica della città. E così, tra avventure alla Sex and the City e ispirazioni in stile “Shopaholic”, dove non mancano di certo le gag divertenti e persino gli scontri con agguerrite nemiche, Sylvie e il suo amato bimbo Luchino ci portano per mano in una Montecarlo da sogno, la cui vita è fatta di feste fiabesche, boutique principesche e tanto fumo negli occhi, con poco arrosto di sincerità.

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BIOGRAFIA. Silvia Alonso è una giovane mamma milanese come tante. O forse non proprio… Innanzitutto perché è un ex avvocato che, ispirandosi a Wonder Woman, ha sempre tenuto sotto al tailleur la strategica tutina in lycra per spiccare il volo verso una seconda vita. Inseguendo i suoi sogni, Silvia ha abbandonato le precedenti vesti di legale per iniziare a narrare la sua vita, creando il proprio alter ego. Trasferitasi a Montecarlo dopo la nascita del suo bambino, decide di trarre ispirazione da quella nuova vita patinata per trasformarsi in una Sophie Kinsella locale. Ne nasce il personaggio di Sylvie Labella, una mamma italiana frizzante e dalla fantasia straripante trapiantata nel mondo monegasco, ben più discreto e moderato. Da sempre amante di arte e letteratura, nel 2005 l’autrice si aggiudica il Premio “Poesia Dorsale” al Castello Belgioioso di Pavia per la composizione “Inverno africano” (in giuria Alda Merini). Nel 2006 pubblica la favola poetica “Il morso del serpente”, da cui estrapola la sceneggiatura per l’omonimo spettacolo che unisce danza orientale e teatro, rappresentato con la partecipazione del Maestro Roberto Brivio e la presentazione dello scrittore e amico Andrea G. Pinketts.

LA CASA EDITRICE. Genesis Publishing è una realtà editoriale giovane ed intrepida, nata nel 2013 in seno alla società Genesis Joint Venture. La Genesis Publishing desidera dar luce agli scrittori esordienti che vogliono donare qualcosa di sé; dar ascolto, attraverso articoli e pubblicazioni, alle mille voci costrette al silenzio; dar vita, attraverso l’amore per la letteratura, ad una casa editrice degna di questo nome. Dal 2016 la Genesis Publishing diventa indipendente e sposta la sua sede legale sull’Isola di Rodi. Da qui continua la sua avventura, ma con una visione di più ampio respiro, catapultata fuori dai confini nazionali.

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Maurizio Agostini presenta il thriller storico-scientifico “La Terra canta in Do. L’arma segreta di Guglielmo Marconi”

In libri on dicembre 9, 2019 at 11:04 am

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

La Terra canta in Do.

L’arma segreta di Guglielmo Marconi

 di Maurizio Agostini

Lo scrittore bolognese Maurizio Agostini, già autore dell’intrigante romanzo “Aelia Laelia Crispis. L’enigma della Pietra” presenta “La Terra canta in Do. L’arma segreta di Guglielmo Marconi”, un thriller storico scientifico ma anche un approfondito omaggio alla vita e alle opere dell’inventore che ha donato all’essere umano la straordinaria possibilità di comunicare a distanza. Un romanzo avvincente, che si spinge oltre il puro intento narrativo per esporre tesi interessanti sui misteri che ancora oggi avvolgono la figura di Guglielmo Marconi.

Titolo: La Terra canta in Do. L’arma segreta di Guglielmo Marconi

Autore: Maurizio Agostini

Genere: Thriller storico-scientifico

Casa Editrice: Self-publishing

Pagine: 428

Prezzo: 15,00€

Codice ISBN: 978-10-989-99-094

«In quella notte del 1894, in una sobria villa di campagna nella prima collina bolognese, in una stanza in cui, fino a poco tempo prima, si allevavano bachi da seta, ebbe luogo la prima comunicazione elettrica senza fili della storia. Il trillo di quel campanello segnò la data di nascita del wireless e dei telefonini che abbiamo in tasca. Annie Jameson fu la prima a saperlo e suo figlio Guglielmo aveva solo vent’anni […]».

La Terra canta in Do. L’arma segreta di Guglielmo Marconi di Maurizio Agostini è un’opera di fiction ma è anche una biografia; un romanzo che è a tratti un saggio, perché basato su fonti documentarie accertate, e che, dalle parole dell’autore, è forse anche una profezia. Il libro si apre raccontando di Annie Jameson, madre di Guglielmo Marconi: è il 1859, siamo a Londra a Covent Garden; due ragazze parlano del proprio futuro, non sapendo che solo quindici anni dopo una di loro darà alla luce un bambino che cambierà il mondo. Un bambino dalle grandi orecchie, “così riuscirà a udire la lieve e tremula voce dell’aria”, che comprende molto presto che la fisica e la musica sono la stessa cosa, che entrambe si basano sul fenomeno della risonanza. L’autore racconta passo dopo passo la vita di Marconi, dalla sua infanzia già segnata da esperimenti e ambizioni alla sua consacrazione a genio e profeta, fino agli anni del suo decadimento fisico e dei tormentati dubbi sulla bontà delle sue invenzioni. È infatti su una controversa invenzione di Marconi in particolare che si basa la trama del romanzo, quel Raggio della Morte tanto apprezzato da Mussolini che avrebbe dovuto rendere l’Italia invincibile in caso di guerra. Un’arma potente e letale che riunisce sotto lo stesso tetto tre personaggi, gli “investigatori per caso” Marcello e Francesca e la fidanzata di quest’ultima, Eleonora, e che li spinge a indagare sull’ultimo mistero di Marconi che sembra coinvolgere i servizi segreti, una società occulta e le alte sfere del potere politico. La storia dei tre giovani viene raccontata di pari passo con quella di Marconi, creando piste e generando riflessioni che appassionano e intrigano il lettore, e che spingono ad approfondire le tesi esposte anche grazie alla ricca appendice bibliografica che l’autore mette a disposizione alla fine del libro. Tra richiami ai templari, alla massoneria e a teorie cospiratorie degne della migliore spy story, Agostini costruisce con abilità una storia ricca di mistero che ci fa rendere conto di quanto è stato taciuto ma non dimenticato, e di come ci siano eventi e possibilità molto più grandi di noi che però meritano un tentativo di comprensione. I tre giovani cercheranno di penetrare la spessa cortina di fumo che avvolge l’indecifrabile invenzione di Marconi, venendo a conoscenza di verità sconvolgenti ma purtroppo realistiche. E in un sogno rivelatore (che sembra però così concreto) Marcello incontrerà il grande inventore, e conoscerà grazie a lui la vibrazione fondamentale del nostro pianeta, la nota attraverso cui la Terra canta, il Do.

TRAMA. Guglielmo Marconi, l’inventore che più di tutti ha forgiato il mondo in cui viviamo, creò in vecchiaia un’arma elettromagnetica potentissima: il Raggio della Morte. Quasi nulla è trapelato di tale invenzione ma è noto che Mussolini rimase convinto fino alla fine che, se Marconi non fosse morto all’improvviso prima di rivelargliene il segreto, le sorti della guerra mondiale sarebbero cambiate. Marcello e Francesca, gli ‘investigatori per caso’ protagonisti dei romanzi di Maurizio Agostini, incontrano Eleonora, una lontana discendente del grande inventore, determinata a svelarne il mistero. In un rudere sulla costa ligure la ragazza ritrova dei documenti inquietanti che rivelano particolari inediti sia dell’attività scientifica che della vita privata di Marconi. Ne nasce una spy story che coinvolge governi, politici, scienziati e agenti segreti che continua fino ai nostri giorni.

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BIOGRAFIA. Maurizio Agostini è nato a Bologna il 2 aprile 1955, dove vive. Attualmente si dedica alla scrittura e alla diffusione di verità scomode dimenticate dai più, sia attraverso il blog personale che gestisce “StoriaSegreta.com” che attraverso i suoi romanzi. Scrive libri che aggiungono alla pura fiction approfondimenti storici e scientifici accuratamente taciuti dalle narrazioni ufficiali. Nei suoi due romanzi “Aelia Laelia Crispis – L’enigma della Pietra” (Edizioni Pendragon, 2011) e “La Terra canta in Do – L’arma segreta di Guglielmo Marconi” (Self-publishing, 2019) gli investigatori per caso Marcello e Francesca si ritrovano coinvolti in misteri più grandi di loro che, alla fine, riescono in qualche modo a districare.

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Roberta Zanzonico presenta il romanzo “Blu Stanzessere”

In libri on dicembre 6, 2019 at 6:38 pm

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

Blu Stanzessere di Roberta Zanzonico

La scrittrice e psichiatra romana Roberta Zanzonico presenta “Blu Stanzessere”, un viaggio nella mente umana, nel suo disperato bisogno di tenere legati a sé i ricordi ma anche nella sua necessità di lasciare andare, di dimenticare. Una storia onirica ambientata in un labirinto di corridoi oscillanti, che si aprono su stanze vive e senzienti; in ognuna di esse c’è una donna che chiede di essere ascoltata, e di essere accettata per quello che rappresenta: una goccia di memoria cristallizzata nello spazio, un frammento d’esistenza incastonato nel tempo. 

Titolo: Blu Stanzessere

Autore: Roberta Zanzonico

Genere: Narrativa contemporanea

Casa Editrice: Edizioni Ensemble

Pagine: 100

Prezzo: 12,00€

Codice ISBN: 978-88-688-13-673

«Le stanze sono tutte vive. Non c’è solo una donna là, c’è tutto. La stanza potrà ingrandirsi, rimpicciolirsi, anche piangere. Dipende dal pezzo di vita lì racchiuso. E dalla stanza. Ma devi capire che non c’è differenza tra i due […]».

Blu Stanzessere di Roberta Zanzonico è un romanzo breve che parla di un amore travagliato, della nostalgia che può far ammalare anche il cuore più forte, e della potenza dei ricordi che possono spezzare anche l’animo più indomito. La storia si apre con un incipit straniante: un uomo si trova riverso a terra in un ambiente scuro e ondulante; solo dei passi ovattati lo destano dal torpore in cui è caduto. Dal momento in cui viene invitato poco gentilmente ad alzarsi, inizia per il nostro protagonista senza volto e senza nome un’avventura surreale e a tratti inquietante, che lo condurrà in un luogo della mente nascosto e intimo, che spesso non si vuole conoscere. Un luogo fatto di corridoi bui che si aprono su stanze vibranti di vita; un labirinto costruito sul mare, solido e precario allo stesso tempo, un posto di memoria fatto però per dimenticare. Sotto l’occhio vigile del Guardiano, un uomo burbero e scostante che conserva in sé un dolore lancinante, il disorientato protagonista intraprenderà un percorso di consapevolezza e di accettazione delle ombre della natura umana. In questa profonda opera si riflette infatti sulla capacità che ha l’uomo di distruggere ciò che ama, e di amare ciò che può distruggerlo. Perso in un microcosmo in cui spazio e tempo sono fatti della stessa sostanza liquida che ricalca le forme della memoria, e al seguito di un irascibile e poco collaborativo Virgilio, l’uomo deve abbandonare l’approccio logico alla vita per lasciarsi andare completamente al flusso dei ricordi e delle sensazioni che le “Stanzessere” gli offrono. Un flusso potente che cancella le sue memorie affinché accolga in sé i segreti di una donna che si è persa perché ha amato troppo, che si è spezzata in piccoli frammenti che riecheggiano nello spazio e che si riproducono nel tempo, sempre uguali a loro stessi. In ogni stanza che visiterà il protagonista troverà un momento cristallizzato nel gelo e nel pianto, nella luce più chiara e nello spazio infinito di un battito di ciglia. E lì comprenderà, stanza dopo stanza, che arriva un momento in cui si deve dire addio, in cui non si devono più addomesticare i ricordi e il dolore ma lasciarli andare, lasciarli sommergere dal mare. Per ricominciare, per riscrivere il proprio inizio e sperare in un diverso epilogo.

TRAMA. Blu Stanzessere è un romanzo sulla memoria, una memoria parcellizzata, impacchettata e rivissuta in diversi Stanzessere. Ogni Stanzessere è un posto in cui una donna si è fermata per ripetere un momento all’infinito, dargli una forma e renderlo elementare, comprensibile. Un luogo nato per aiutare a dimenticare e ricominciare, in un’architettura al tempo stesso umanissima e divina. Un racconto onirico nelle cui trame c’è un viaggio che è una storia d’amore, che è tante storie insieme e molto altro. Un viaggio dentro la mente che conduce il lettore per mano in un’esperienza sensoriale, prima ancora che letteraria.

L’AUTRICE È DISPONIBILE A RILASCIARE INTERVISTE

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BIOGRAFIA. Roberta Zanzonico (Velletri, 1986) si laurea in Medicina e Chirurgia al Campus Bio-Medico di Roma. Una volta abilitata alla professione in Italia, si trasferisce negli Stati Uniti. Qui comincia un periodo di ricerca in neuroscienze, e segue la specializzazione in Psichiatria a Boston. Nel 2018 si trasferisce a Los Angeles, dove attualmente lavora come psichiatra. Nel 2019 pubblica il suo primo romanzo con Edizioni Ensemble, “Blu Stanzessere”, con il quale ha vinto il Premio “Cultura sotto il vulcano”, Premio Presidente delle Giuria (Etna book festival). È inoltre tra i finalisti del premio internazionale di letteratura Città di Como.

CASA EDITRICE. Edizioni Ensembleè una casa editrice romana che punta a promuovere giovani esordienti e autori di valore internazionale che con la propria opera possano lasciare un messaggio universale. Tra le collane editoriali spiccano “Erranze”, diretta da Gëzim Hajdari, e “Transculturazione”, diretta da Armando Gnisci, entrambe volte a rappresentare una precisa idea di mondo.

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Booktrailer del romanzo Blu Stanzessere

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Pierluigi Porazzi presenta il social thriller “Il lato nascosto”

In libri on dicembre 5, 2019 at 11:34 am

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

Il lato nascosto di Pierluigi Porazzi

Lo scrittore friulano Pierluigi Porazzi presenta “Il lato nascosto”, un thriller al cardiopalma, in cui si fa la conoscenza di due personaggi intensi e profondamente umani, gli ispettori Alba Leone e Ramon Serrano. Una storia coinvolgente che racconta non solo di un efferato omicidio dalle tante e controverse implicazioni, ma anche delle zone nascoste dell’essere umano, di quegli spazi oscuri in cui si può rintanare il demone della violenza e della corruzione. Un nuovo avvincente romanzo per un autore già molto conosciuto e apprezzato dagli amanti del giallo e del noir.

Titolo: Il lato nascosto

Autore: Pierluigi Porazzi

Genere: Social Thriller

Casa Editrice: La Corte Editore

Collana: Underground

Pagine: 303

Prezzo: 17,90€

Codice ISBN: 978-88-312-09-021

«Ha imparato che nella vita ci sono fardelli che nessuno può aiutarti a sostenere. Dolori che devi portarti dentro, imparare a conviverci. Cercando di sembrare comunque sorridente e spensierata, perché alla gente non piacciono le persone tristi. Poi non importa se hai un inferno nero che ti scava dentro, quello che conta è non farlo vedere, per non allontanare gli altri […]».

Dopo gialli di successo come L’ombra del falco e La ragazza che chiedeva vendetta, lo scrittore Pierluigi Porazzi torna in libreria con il social thriller Il lato nascosto. Un romanzo appassionante che si apre su un incipit crudo e violento, e che si snoda in una trama labirintica ricca di suspense, di personaggi controversi e di inquietanti colpi di scena. Protagonisti della storia sono gli ispettori Alba Leone e Ramon Serrano, due amici prima ancora che colleghi, due personalità forti dalla cristallina moralità, che condividono una solitudine esistenziale che li attanaglia. Alba è più cinica del suo collega, e a suo dire non crede più in niente; nel corso della narrazione cerca con tutte le sue forze di non affondare nella melma che la circonda. Ramon è un uomo genuino, estremamente sensibile, un idealista che non scende mai a compromessi e che crede fermamente nella giustizia. Questi due personaggi così ben caratterizzati si ritrovano impantanati in un caso di omicidio che sin da subito mostra la sua natura ambigua: sono infatti tanti, troppi i possibili colpevoli e altrettanti i moventi. Nell’infinita giostra dei presunti responsabili, Alba e Ramon si trovano a girare vorticosamente tra verità spiazzanti e segreti rivelati solo in parte, e il lettore è con loro ad ogni passo, partecipando del realismo di un’indagine per omicidio, dei logoranti tempi dilatati per l’attesa delle prove e della frustrazione di chi la sta conducendo. Tra infiltrati senza paura, capri espiatori e vittime immolate in nome della giustizia, questo avvincente romanzo dipinge la società contemporanea con lucidità e vividezza, raccontando della violenza che spesso caratterizza la collettività e l’individuo, dei loro lati in ombra che si cerca ostinatamente di nascondere, ma che prima o poi inevitabilmente emergono. È una storia che parla di decadenza morale, di corruzione, di impunità, e della dura realtà della mafia nigeriana; è una vicenda nera come la pece che riflette sulla caducità dell’esistenza e sulla potenza dell’odio e della vendetta che può scalfire anche l’anima più pura. Nel romanzo Il lato nascosto anche la vita ha un prezzo, come qualunque altra cosa; in esso è descritto con disarmante realismo il mondo che sperimentiamo ogni giorno, un mondo assurdo che non ti concede neanche il tempo di fermarti a piangere, perché lo spettacolo deve continuare. E non si può, alla fine, non riflettere sulle parole stanche e rassegnate di Alba: “Ma come facciamo ad andare avanti, con lo schifo che abbiamo intorno? È tutto marcio, in questa società”.

TRAMA. Una giovane donna viene uccisa nel suo appartamento. Sulla scena del delitto arrivano gli ispettori Alba Leone e Ramon Serrano, e il caso a prima vista sembra poter essere risolto in poco tempo: l’assassino ha lasciato il suo DNA sul corpo della vittima e gli investigatori sono convinti di riuscire a identificarlo. Sembrano quindi non esserci dubbi sul colpevole, ma l’uomo, che è uscito da poco dal carcere, ha un alibi inconfutabile per la sera dell’omicidio. Nel frattempo gli investigatori si rendono conto che molte persone potevano avere interesse a eliminare la ragazza: personaggi di spicco che la conoscevano, tra cui un giudice, un politico in ascesa e un misterioso e spietato boss della mafia nigeriana, che ha riorganizzato una rete criminale che si espande in tutto il Nord Italia. In una società in cui la mistificazione e la menzogna sono le uniche regole, riusciranno Alba e Ramon a risolvere l’intricato mistero?

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BIOGRAFIA. Pierluigi Porazzi è un avvocato e scrittore. Diversi suoi racconti sono apparsi su riviste letterarie, in diverse antologie – tra le quali “Più veloce della luce” (Pendragon, 2017) e “Notti oscure” (La Corte Editore, 2017) – e nella raccolta “La sindrome dello scorpione” (Campanotto, 1998). Ha pubblicato per Marsilio Editori i romanzi “L’ombra del falco” nel 2010, “Nemmeno il tempo di sognare” nel 2013 – in seguito usciti, rispettivamente, nelle collane “Noir Italia” (Il Sole 24 Ore, 2013) e “Il Giallo Italiano” (Il Corriere della Sera, 2014) – e “Azrael” nel 2015, premiato come miglior romanzo dell’anno nell’ambito dei Corpi Freddi Awards. Nel 2017 pubblica per la collana “gLam” di Pendragon il romanzo “Una vita per una vita”, scritto con Massimo Campazzo. Per La Corte Editore esce nel 2018 il romanzo “La ragazza che chiedeva vendetta” e nel 2019 “Il lato nascosto”.

LA CASA EDITRICE. La Corte Editore è stata fondata da Gianni La Corte nel 2008. È una casa editrice torinese incentrata principalmente sulla narrativa – fantasy, thriller, romanzi sentimentali e storici – e distribuita in tutta Italia da Messaggerie Libri. In dieci anni di attività si è fatta conoscere da migliaia di lettori arrivando a pubblicare importanti autori internazionali come il pluripremiato scrittore Jonathan Carroll. Nel 2016 La Corte Editore ha rilevato un’altra casa editrice di Torino, la Pavesio Comics, per dare nuova linfa allo storico marchio e iniziare una nuova e parallela avventura editoriale nel mondo dei fumetti.

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