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Omonimo EP d’esordio per gli Sharazad

In Uncategorized on ottobre 21, 2015 at 2:42 pm

sharazad2

Quattro tracce dalla forte carica emotiva che restituiscono appieno le varie influenze della band, dal rock classico anni ’60 e ’70, a quello alternative/sperimentale contemporaneo fino alla musica drone.

Genere: rock/alt-rock/experimental

Etichetta/Distribuzione: Lady Blue Records

Release data: 19 ottobre 2015

Spotify http://open.spotify.com/album/3lgdjSYrnrpCRcTyGCFv6o

iTunes https://itunes.apple.com/us/album/sharazad-ep/id1028748513

È finalmente disponibile in tutti i principali digital stores il primo, omonimo Ep degli Sharazad, band emergente con base nella provincia di Milano. Quattro tracce, rilasciate per la Lady Blue Records, che restituiscono appieno le varie influenze alla base della loro musica, dal rock classico degli anni ’60 e ’70, a quello alternative/sperimentale contemporaneo fino alla musica drone, con una forte carica emotiva e un orecchio sempre teso a melodie chiare e dirette condite da strati di loop, sintetizzatori, beat elettronici minimi ed esperimenti di vario tipo.

Il gruppo, formato da Alessandro Moroni (chitarra elettrica/effettistica/synth/mandolino), Diego De Franco (chitarra elettrica/tastiere/synth/batteria/voce) e Federico Uluturk (chitarra elettrica e acustica/basso/synth/organetto/voce) è legato prima di tutto da un’amicizia duratura, da una grande passione condivisa per la ricerca sonora ed è reduce da un’esperienza musicale appena conclusasi. Gli Sharazad hanno infatti dato vita al progetto nei primi mesi del 2015, con l’obiettivo, da subito, di sfruttare tutte le diverse influenze, mettere a disposizione tutto l’impegno e tutti gli strumenti possibili per riuscire a raggiungere un suono personale e stratificato.

L’Ep, registrato nella calda estate 2015 presso il Crossroad Recording Studio di Cologno Monzese (MI), disponibile sulle principali piattaforme di streaming e acquistabile su iTunes, è accompagnato dal videoclip del primo singolo “Il male che fa”: un brano dalle tinte soffuse e ambientali che esplode poi in un muro di chitarre mastodontiche nato da una collaborazione tra Alessandro Moroni e Giulia Ratti, autrice della copertina del disco, del logo della band e di tutta la parte grafica che accompagna questa uscita.

Il male che fa: https://www.youtube.com/watch?v=rSEYgYEkZIg

Tracklist

Dinamiche

Il Male che fa

Agosto

Arvo

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“Tentacoli”, il debutto discografico del rocker Nick Limongi.

In Uncategorized on settembre 15, 2015 at 12:57 pm

nick limongi 2 +

Il giovane artista calabro-lucano si presenta al pubblico con un lavoro dalla forte matrice rock-grunge, in cui non mancano incursioni nel panorama nu metal ed elettronico.

Genere: rock/grunge/nu metal

Label: Autoproduzione

Distribuzione digitale: TuneCore

Soundcloud: https://soundcloud.com/nick-limongi/sets/tentacoli-ep

Spotify: https://open.spotify.com/album/59zjLuX1hFv3gaWQap7gQd

Link vendita iTunes: http://itunes.apple.com/album/id1036849524

Tentacoli è il titolo dell’Ep d’esordio di Nick Limongi, cantante e chitarrista calabro-lucano classe 1990. Il lavoro, uscito il 7 settembre 2015, è composto da tre brani, ovvero Parassita, Tentacoli e Vendimi (quest’ultimo disponibile a partire dal mese di ottobre) e si caratterizza per la presenza di un sound energico e cupo al tempo stesso, arricchito da testi introspettivi e carichi di rabbia, volti a delineare al meglio la filosofia artistica dell’autore: “Con questo Ep ho voluto esprimere l’energia del rock come mezzo di liberazione e di pura espressione dell’essere.”

Parassita, primo singolo da Nick definito “molto energico ma allo stesso tempo catartico”, presenta sin dalle primissime battute un mood sonoro che spazia dal rock al grunge, strizzando l’occhio a capostipiti del genere come Nirvana e Alice in Chains, volgendo inoltre lo sguardo verso il panorama nu metal così come quello electro-rock.

Parassita: https://soundcloud.com/nick-limongi/nick-limongi-parassita?in=nick-limongi/sets/tentacoli-ep

Produttore e batterista di Tentacoli è Valter Sacripanti, noto per le numerose e prestigiose collaborazioni con artisti del calibro di Nek e Massimo Varini trio ed attualmente drummer per Simone Cristicchi; al basso Elvys Damiano, già chitarrista dei Kerosene nonché arrangiatore e fonico dell’Ep. Sulla relativa copertina una luce offuscata da tentacoli, a voler rappresentare visivamente le atmosfere che aleggiano in ciascun brano.

L’Ep Tentacoli è acquistabile su iTunes e disponibile in streaming sulle principali piattaforme digitali.

Tracklist

1 – Parassita

2 – Tentacoli

3 – Vendimi

Contatti

www.facebook.com/NickLimongi

https://twitter.com/nlimongi2

Sick & Simpliciter – Speculation Remixes

In artisti, band, dischi, elettronica, emergenti, italia, musica, recensioni, streaming, street music on febbraio 12, 2014 at 3:11 pm

Partirei con un abbraccio collettivo ai Sick & Simpliciter e di tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione del progetto “Would Have Been“, ringraziandoli per la passione profusa nell’intraprendere questo percorso!

I show you my respect!

L’EP denota subito l’impronta marcante del gruppo per ciò che riguarda la Night Life…ma non solo! Ascoltando e riascoltando i pezzi più e più volte, mi sono lasciato

1) trasportare dalle emozioni di “Tracy feat.Olivia Denis (remix by Bullshits for Tourists)”,

2) coinvolgere dall’Atmosphere di “Glitter” di Galleria Margò (remixato dagli stessi Sick&Simpliciter),

3) travolgere da infiniti pensieri durante “Saved” (remix by Hispot), per infine

4) cavalcare letteralmente il “wave” di “Got” (remix by We Are Not Afraid)!!

Il risultato??

Questo Ep è un atomo che esplode in tutta la sua carica attraverso la fusione di generi diversificati tra loro ma con un unico scopo: quello di intraprendere un viaggio dentro voi stessi!!

Mi piacerebbe definire tutto questo come: 5 AM and Return

Per darvi un Idea: vi siete mai trovati alla guida della vs autovettura alle 5 del mattino di ritorno da una serata vissuta appieno all’insegna dell’emozione pura? Ebbene…..arriva un momento in cui tutta questa emozione ritorna prepotente e vi sentite pervasi da felicità, tristezza, gioia e adrenalina e vi accorgete che sulle vs labbra sta per nascere un ssorriso e vi ritrovate ad alzare il volume della vs autoradio e niente più vi spaventa!!…ebbene……questo EP mi ha fatto rivivere quel momento magico!

5 AM and Return!!!

1) “Tracy ft Olivia Denis” è il principio di questo viaggio….. Sonorità ben curate, mix e livelli ottimi ed il vocal di Olivia semplicemente ipnotico…….. I Sick&Simpliciter lasciano libero arbitrio ai Bullshits for Tourists i quali non si tirano indietro, rendendo questo brano ancor più coinvolgente dell’originale..Ascoltare “Tracy” significa letteralmente tuffarsi dentro se stessi!

2) Il Progetto “Glitter” dei Galleria Margò è interessante sotto ogni punto di vista…… Partiamo slow con ritmica molto ambient e vocal che invita ad un relax puro….Il brano potrebbe ingannare ad un primo ascolto, sembrerebbe sussurrarci di chiudere gli occhi e di lasciarsi cullare ma…….. ciò che sorprende è il crescendo che, secondo dopo secondo, esce a far capolino al solo scopo di trasportarci con sè! Senza che ve ne accorgiate vi ritroverete a muovere il piedino a ritmo!! Definirei lo stampo di questo remix molto Chemical Brothers!  Complimenti ai Sick&Simpliciter!

3) Molta Francia nel Remix di Hispot su “Saved” degli stessi Stick&Simpliciter! Percussioni tribali, ritmica lounge, cassa softonica e l’organetto a farla da padrone. Il prodotto finale, rispetto alla versione originale, è reso più mansueto ma non per questo meno coinvolgente! Molto adatto ai ns pre-dinner e aperitivi…….è il preludio a ciò che sta per arrivare….ovvero “Got“!

4) …….eccoci qui…..ebbene sì…..”Got” !! I We Are Not Afraid credo abbiano concepito appieno quale carica esplosiva aveva all’interno del suo nucleo questo brano! Stupefacente nei suoni elektro, mixato in maniera eccellente; il brano rapisce immediatamente con questo riff ossessivo d’entrata e ci afferra prepotentemente per un braccio obbligandoci ad alzarci dal divano per ritrovarci a ballare in the street!!! Accattivante, dinamico, coinvolgente, in assoluto il brano che più ha catturato la mia attenzione!

Non credo di azzarde nel dire che, Speculation Remixes, sia veramente un progetto D.O.C.G!

Ep molto ben curato sotto ogni punto di vista, dall’aspetto qualitativo in ambito di audio, mix e sonorità, a quello concernente idee, fantasia e passione per la realizzazione dello stesso!

In una scala da 1 a 10 certamente il mio Voto è: 9

By Dj SEEP a.k.a B-TRAXX

https://www.facebook.com/SickEtSimpliciter

https://soundcloud.com/sicketsimpliciter

La “80’s Nostalgia” dei marchigiani Coldwave

In artisti, band, blog, dischi, elettronica, emergenti, indie-rock, italia, musica, recensioni, rock, streaming, Uncategorized, uscite discografiche on gennaio 11, 2014 at 12:13 pm

La band anconetana Coldwave

A cura di Davide Vittori

Ascoltando questo, una parola ed un numero martellano la mia testa: Joy Division e ‘80I Joy Division infatti sono chiaramente la prima risorsa e ispirazione per i Coldwave, band promettente di Ancona.

Enrico Bartolini regala ritmiche e dinamiche semplici, ma molto bene studiate. Le linee di basso di Lucio Cristino sono davvero avvolgenti e accattivanti e, soprattutto, fanno da pilastro portante a tutte e quattro le canzoni che compongono l’ep, uscito nel 2013 e registrato tra Ancona e Pistoia. Il Synth e le chitarre poi, ottimamente suonate da Cristiano Poli, creano la giusta atmosfera cupa, caratteristica fondamentale del Post-Punk/New Wave. La voce di Matteo Schipsi contribuisce a dare profondità, intensità e mistero a tutto il lavoro. Verrebbe da dire che non tutto degli anni ’80 è da buttare, come peraltro sostengono in molti, anzi è proprio questa matrice dark, che ci ha regalato alcune tra le perle migliori. I Coldwave lo sanno perfettamente e riescono persino a dare un pizzico di modernità a questo genere, spesso sottovalutato. L’unica pecca è che sono solo quattro pezzi e da ascoltatore, insomma, avrei voluto il prolungarsi di questa magia, ma comunque va bene così!

L'ep dei Coldwave, uscito nel 2013

Take It Or Leave It” e “Life Changes” sono molto simili. La prima è più dritta e quadrata, grazie ai vari riff di chitarra e al tempo di batteria con charleston e rullante in salsa disco. La seconda inizia con un riff incalzante di basso e cresce di dinamica e atmosfera sull’onda di un bellissimo arpeggio di chitarra e di un perfetto tappeto ad opera del synth. Epica e imponente è “If You Turn To Look”, riferendomi soprattutto al ritornello, nel quale la voce si fa più convincente e dove il synth, ancora una volta, apre tantissimo.

“Silly Couch” è infine la più oscura, quasi funebre, in cui mi è stato facile immaginare il suono del lento incedere dei passi di chi, avvolto da una fitta nebbia, accompagna un proprio caro nel suo ultimo viaggio (detta così non sembra un complimento, ma fidatevi lo è eccome…). Insomma davvero grande musica, quella che oggi mi è passata nelle orecchie.

Sento di potermi sbilanciare dicendo che i Coldwave si meritano un bel 7 in pagella, in attesa di potermi allargare ancora di più col prossimo disco!

https://www.facebook.com/thecoldwave

https://soundcloud.com/the-coldwave

La quieta catarsi dei PineAppleMan

In arte, artisti, band, beat, blog, dischi, emergenti, indie-rock, italia, musica, pop, recensioni, streaming, uscite discografiche on dicembre 19, 2013 at 1:39 pm

Il logo della band vicentina

A cura di Bullet

I PineAppleMan mi hanno ingannato. Un inganno durato poco, un inganno che si è trasformato in sorpresa. Una di quelle sorprese malinconiche e velate di tristezza che ti fanno emozionare a tal punto da sorridere di fronte al loro cospetto, come la foto di una persona che hai amato ma di cui avevi dimenticato il volto.

Il loro nome e il loro logo, pieni di colore e vita, potrebbero far pensare ad una musica allegra e spensierata in cui la tristezza non è stata invitata. Ma così non è. Per fortuna, aggiungerei..! Ma i PineAppleMan, con i loro EP composto da tre dolcissime armonie, non vi deprimeranno. C’è tristezza, ma è dolcissima. C’è malinconia, ma è sublime. C’è musica, ed è amore.

Splendide voci ci invitano ad ascoltare “Love in Japan”, una ballata colma del sentimento più potente sulla terra, che vi cullerà e coccolerà con le sue sonorità folk scintillanti, che entreranno in punta di piedi dentro di voi. La colonna sonora perfetta per un bellissimo sogno di terre lontane da cui non vi vorrete più svegliare.

La title-track si priva della tristezza come un bellissimo cane appena uscito dall’acqua per corrervi incontro con felicità e spensieratezza. Un pezzo molto breve e molto intenso, anch’esso decorato finemente da colori folk vivi che vi abbracceranno stretti stretti per poi lasciarvi andare improvvisamente. 

Lasciati soli dal PineAppleMan, ecco arrivare in soccorso della nostra voglia di emozioni “Extraordinary World”, che ci riporta a quella tristezza brillante che ci eravamo dimenticati per strada. Semplicemente toccante. Una canzone che quasi sfiora con umiltà alcune melodie vocali tipiche di gruppi come Anathema e gli immortali Pink Floyd del periodo “The Wall”. Un sussurro dolce, ricco di speranza, che vi accarezzerà tutte le volte che deciderete di ascoltarlo.

I PineAppleMan amano alla follia quello che fanno, indubbiamente. E la loro voglia di farcelo sentire con dolcezza non può che venir accolta senza dubbi. E’ un puzzle emotivo che non vedi l’ora di ricominciare. Un puzzle che regala immagini che creano sorrisi spontanei. Sorrisi legati intensamente a ricordi e sogni che potrebbero diventare anche una piccola lacrima che non abbiamo assolutamente voglia di asciugare.

https://www.facebook.com/pages/Pineappleman-music/532484883464673

http://pineappleman.bandcamp.com/

https://soundcloud.com/pineapple-man

Il debutto di Fabio Magi “Appunti d’amore”

In artisti, autore, blog, calabria musica, dischi, eventi, italia, musica, musicista calabrese, pop, pop-rock, promozione emergenti, streaming, Uncategorized on ottobre 21, 2013 at 1:18 pm

fabio magi

Composto da sei tracce, “Appunti d’amore” è l’ep d’esordio del musicista calabrese Fabio Magi. In questa sua prima fatica l’artista parla delle numerose sfumature dell’amore come fossero annotazioni prese di corsa. Si fa riferimento, per esempio, alle tante sfaccettature del corteggiamento: una relazione appena iniziata e l’acme della passione vissuta, ma c’è spazio anche per il sentimento e la consapevolezza della fine di una storia; tutto ciò raccontato sempre con estrema leggerezza e una buona dose di humour; magari fischiettando proprio come Fabio Magi stesso fa in Una nuova canzone d’amore. Pensieri, memorie e considerazioni usciti per pochi attimi da un cassetto, giusto il tempo di confidarli ad un amico, per poi tornare a nascondersi.

Appunti d’amore” (attualmente “Disco Hit” per Studio 54 Networkè stato prodotto tra la Sardegna e gli Stati Uniti dalla Raighes Records di Roberto Diana (chitarrista, producer, turnista, polistrumentista di fama internazionale che vanta importanti collaborazioni con nomi del panorama musicale mondiale del calibro di Joey Huffman, Frank Gambale, Roberta Faccani, Steve Lukather, Dean Parks ,Tony Levin, Richard Hunter, Vinnie Colaiuta, JP Cervoni).

http://www.fabiomagi.com/

https://twitter.com/Fabio_Magi

https://www.facebook.com/pages/Fabio-Magi/450872171660277

http://www.reverbnation.com/fabiomagi

Il musicista Fabio Magi, al debutto con "Appunti d'amore"

“Tutto per te (radio edit)”il primo singolo di Magi uscito il 2 Marzo 2013, ottiene subito gli apprezzamenti di pubblico e critica ed è tra i brani più trasmessi da alcune delle radio più importanti del sud Italia, mantenendo la vetta della classifica su Studio 54 Network per oltre quattro settimane. Il 29 Giugno 2013 l’Ep “Appunti d’amore” viene distribuito on-line su tutti i digital store e poi presentato il giorno stesso al pubblico con un grande evento all’anfiteatro Villa Comunale di Soverato.

Fabio Magi supera in pochi mesi le 8000 visualizzazioni sul suo canale Youtube con il suo prossimo singolo “Una nuova canzone d’amore” ed è attualmente in studio per registrare il nuovo disco, che verrà interamente prodotto dalla già citata Raighes Records di Roberto Diana.

Ascolta “Appunti d’amore” di Fabio Magi in streaming su:

https://soundcloud.com/fabio-magi


Contatti:

Ufficio Stampa Blob Agency Bologna

Website: www.blobagency.com

Mail: antipop.project@gmail.com

Cell.: +393396038451

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Mr K – “Jingle On The Ale”

In artisti, autore, band, blog, dischi, emergenti, italia, musica, promozione emergenti, recensioni, rock, streaming on aprile 18, 2013 at 12:25 pm

A cura di Alice Bevilacqua

I Mr. K, gruppo dalle vaghe influenze pop e folk formatasi nel 2012, sono una di quelle (forse rare) band capaci di coinvolgere gli ascoltatori più diversi: quelli che li ascoltano distrattamente durante un live, perchè le loro canzoni sanno essere davvero trascinanti e orecchiabili, ma anche quelli che invece li analizzano più profondamente, grazie ad uno stile divertente ma ricercato allo stesso tempo.

Il primo EP della band – uscito a gennaio del 2013 – dimostra egregiamente tutti questi elementi e fornisce un prezioso ritratto del gruppo: intitolato ‘Jingle On The Ale‘, questo primo lavoro diviso in due sezioni – una tradizionale e una prettamente strumentale (in cui la voce c’è ma non è null’altro che uno strumento come tutti gli altri) – risulta essere un ascolto davvero interessante e ricco di spunti, oltre che equilibrato e decisamente mai noioso. Nonostante i Mr. K si presentino come gruppo essenzialmente ‘acustico‘, e quindi le chitarre sono sempre pulite e chiare e la parte ritmica non prevale mai sul resto, riescono benissimo a non cadere nelle solite ‘canzoncine’ che presentano una trama di arpeggi sempre simile, come ci si potrebbe aspettare, ma propongono uno stile dotato di moltissime sfaccettature diverse.

Fin dal brano d’apertura, ‘Ginger Ale‘, ci si trova immersi in un’atmosfera vivace e presto o tardi si comincia a seguire il tempo frizzante di questo brano, e ancora di più durante il successivo ‘Washing Machine‘: è evidente il divertimento che i Mr. K ci mettono, riuscendo a mantenere viva l’attenzione dell’ascoltatore. Se questi due brani potevano effettivamente essere definiti folk, la terza canzone è invece di una dolcezza quasi blueseggiante e resta decisamente impressa nella mente: ‘A Long Infection Ceases Existence‘ ha un riff davvero malinconico, accompagnato dalla voce altrettanto espressiva e dalle percussioni delicate che compaiono in un secondo momento, e riesce a trasmettere sensazioni profonde durante l’intero brano, senza annoiare. Segue poi ‘Meeting K‘, brano decisamente più vicino ai primi due, con il suo ritornello pop e orecchiabile e la melodia perfettamente combinata di chitarre, basso e percussioni. La quinta traccia, ‘Iron Man in Portobello‘, non lascia un attimo di respiro all’ascoltatore con il suo ritmo incalzante e velocissimo, che rallenta a malapena nel ritornello e si apre poi inaspettatamente ad un’improvvisa pausa in cui le influenze più blues si sentono tutte. Anche ‘On My Own‘ è un ulteriore esempio perfetto dell’energia della band e colpisce come un concentrato di vivacità e allegria, chiudendo la prima sezione dell’EP.

La seconda parte di ‘Jingle On the Ale‘ è, come detto, strumentale ma non per questo risulta meno efficace della prima parte, anzi: ‘Train part 1‘ è quasi limpida e cristallina, con le chitarre che si inseguono ordinate e le varie parti vocali che seguono la propria melodia, e altrettanto belle sono ‘Train part 2‘ – che rappresenta quasi una continuazione della precedente, delicata e sognante – e ‘Train part 3‘ – più ritmata e realizzata solo con l’utilizzo di varie voci che fungono da percussioni, melodia principale e ‘sottofondo’. Se ‘A Long Infection Ceases Existence’ è il brano davvero imperdibile della prima parte, la decima traccia ‘Mmmh‘ lo è della seconda: un brano stupendo, in cui non si ascoltano nient’altro che arpeggi che si susseguono quasi all’infinito, in un ritmo inarrestabile che cattura l’ascoltatore dal primo all’ultimo secondo, semplice ma complesso al tempo stesso. A chiudere l’EP ci pensa ‘BiBo‘, altro brano composto solo ed esclusivamente da voci che si inseriscono l’una nell’altra per tessere la canzone, un finale degno di questo interessante lavoro.

Cos’altro aggiungere su questa band? I Mr. K riescono a proporre cose molto diverse tra loro: dal ritmo più sfrenato delle canzoni più veloci a quelle invece dolci e equilibrate, dalle melodie più immediate a trame musicali più ricercate, il tutto senza scadere nel banale e lasciando trasparire chiaramente la grande passione che c’è dietro questo progetto.

http://misterkappa.bandcamp.com/track/washing-machine

https://www.facebook.com/Mr.Kstory

https://twitter.com/MrAlainK

 

Revolution Number 9 – “Pulling The Trigger”

In artisti, band, blog, dischi, emergenti, indie-rock, italia, promozione emergenti, recensioni, rock, roma, streaming on aprile 17, 2013 at 9:08 am

A cura di Angela Mingoni

I “Revolution number 9” ci hanno visto davvero lungo, scegliendo di citare, attraverso il loro nome, un brano della  più grande  gruppo inglese ( e non solo) di tutti i tempi, tali The Beatles. Oltre la forma, tantissimi contenuti.

Il loro stile è tipicamente retrò, di quelli che ti catapultano sul serio indietro nel tempo e ti fanno per un attimo pensare di essere inciampati in chissà quale saga multimediale…… Sono indie-rock nel sangue e nello spirito, ma con un’identità ben definita che non li fa sembrare dei modaioli/opportunisti del momento. Non amano l’imperfezione; almeno che non sia frutto di naturalezza. 

Ottima pronuncia, songwriting di classe e la cosa fondamentale è che si riesce ad apprezzare ogni singola nota di questo ottimo lavoro, dopo il buon debut  “Standing in your city” di qualche anno precedente all’ultimo “Pulling the trigger.

Veniamo all’ EP.

Si inizia con una vera sferzata di energia; “Nothing wrong, che esplode in tutto il suo splendore e ti incendia subito. Ti coinvolge e ti avvolge con il basso che fa sentire la sua voce calda e il synth, con quel suo suono scanzonato che riproduce echi di lontana indeterminatezza. “Pulling the triggler”, la title-track, non delude affatto le ottimistiche aspettative. Anzi…Il coro delle chitarre ruggenti qui fa da padrona. Tutti gli strumenti si compenetrano bene, e a delle basi perfette si aggiunge una voce sempre graffiante e “sporca” al punto giusto! Il sintetizzatore, si sa, è una diavoleria della tecnica ( e della storia!) ma funziona; anche perchè da queste parti sembra sia stato saggiamente settato per andare verso il passato e non verso il piu’ freddo futuro; aggiunge, insomma, un tocco dimodernità vintage(!?!) allo stile palesemente british dei Revolution number 9 ed effettivamente fa capolino un po’ in tutti i pezzi. In “You know you are mine” ha un ruolo preponderante che allontana la band dal paragone, fin troppo scontato, con gli Oasis.

Le atmosfere dell’ep sono sempre frizzanti, non c’è tempo per annoiarsi; si può solo lasciarsi trasportare da ogni singola nota con estrema naturalezza. Devono aver suonato abbastanza in giro i Revolution Number 9, questo mi vien da pensare…

Forse l’intenso tessuto musicale, proprio perchè cosi intenso, mette un po’ da parte il piano testuale del disco, che, ad un primo approccio, sembra più semplice ed immediato rispetto al suonato. Ma l’ascoltatore attento non si lascerà intimidire da questa mia asserzione e continuerà a cercare le sfumature della band, restando deliziato da ciò che sente.

I wanna be somebody else” chiude il lavoro del gruppo romano, così come era iniziato; una scarica di adrenalina che ti invade il corpo, tanto che ne vorresti ancora! (in pratica, sesso…)

Davvero, si … in Italia ci vorrebbero più gruppi così, persone determinate che curano ogni dettaglio.Tutto è pensato nei minimi particolari; questo è un ottimo Ep, che non pretende di piacere a tutti, ma che sono sicura….piacerà e piacerà in modo particolare ai detrattori del piu’ sfrenato “made in Italy“.

Da non perdere.

https://www.facebook.com/revolutionnumber9

http://www.youtube.com/user/RevolutionNumber9TV

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