Blob Agency - Promozione & Booking

Posts Tagged ‘emergenti’

Ecco RockGarage Radio, la trasmissione dello storico sito musicale!

In artisti, band, blog, comunicati, comunicati musica, dischi, emergenti, indie-rock, italia, metal, milano, musica, pop-rock, psichedelia, radio format, rock, rockstars, streaming, street music, webradio on febbraio 27, 2014 at 11:12 am

Nasce RockGarage Radio !!!!

Il logo del nuovo programma radio del grande magazine RockGarage!

Ascolta la prima puntata in onda su

http://www.spreaker.com/user/rockradioskultura/rockgarage-radio-puntata-1

https://soundcloud.com/blob_agency

Dopo due anni e mezzo dalla nascita della webzine RockGarage.it, dopo due festival organizzati a Milano, dopo un’app gratuita per smartphone Android, dopo una T-shirt e una cover per iPhone personalizzate, dopo la partecipazione a convegni e giurie tecniche e dopo 1.800 recensioni on line sulle pagine digitali di www.rockgarage.it, nasce la Web Radio del nostro sito di musica preferito! Il 26 febbraio su Spreaker sarà diffusa la prima puntata della RockGarage Radio che vi terrà compagnia per 60 minuti proponendovi il meglio di quello che RockGarage ha scoperto nel mondo del rock e dell’heavy metal.

In compagnia di Ambrogio “Bros” Caccia e di Marcello Zinno e con il grande supporto tecnico di Andrea “Baldo” Piscedda ogni mercoledì vi proporremo il meglio della scena del passato e di quella recente sempre all’insegna dei suoni duri. Finalmente una radio che parla di rock e metal, generi sempre più spesso lasciati in sordina dai mass media. Chi segue RockGarage sa che è intransigente e con tanto lavoro alza il sipario su nuove band e artisti del passato tramite novità, recensioni, rubriche e qualche “dietro le quinte” direttamente dallo sporco mondo del rock’n’roll.

Scaletta 1°puntata

Gentleman Pistols – Some Girls Don’t Know What’s Good For Them

Motley Crue – Girls Girls Girls

Sixty Miles Ahead – Unfaithful Confessions

Filippo Dall’Inferno – Il Pop Italiano

Strana Officina – Amore e Fuoco

Motorpsycho – Feedtime

Pantera- I’ll Cast a Shadow

Before The Murder – Dharma

Filth In My Garage – Present

Slayer – Live Undead

Sito web: www.rockgarage.it

Da un’idea di Marcello Zinno

Speakers: Ambrogio Caccia e Marcello Zinno

Tecnico: Andrea Piscedda

Contatti: marcello@rockgarage.it

Facebook: www.facebook.com/RockGarage.it

Twitter: https://twitter.com/RockGarageit

La quieta catarsi dei PineAppleMan

In arte, artisti, band, beat, blog, dischi, emergenti, indie-rock, italia, musica, pop, recensioni, streaming, uscite discografiche on dicembre 19, 2013 at 1:39 pm

Il logo della band vicentina

A cura di Bullet

I PineAppleMan mi hanno ingannato. Un inganno durato poco, un inganno che si è trasformato in sorpresa. Una di quelle sorprese malinconiche e velate di tristezza che ti fanno emozionare a tal punto da sorridere di fronte al loro cospetto, come la foto di una persona che hai amato ma di cui avevi dimenticato il volto.

Il loro nome e il loro logo, pieni di colore e vita, potrebbero far pensare ad una musica allegra e spensierata in cui la tristezza non è stata invitata. Ma così non è. Per fortuna, aggiungerei..! Ma i PineAppleMan, con i loro EP composto da tre dolcissime armonie, non vi deprimeranno. C’è tristezza, ma è dolcissima. C’è malinconia, ma è sublime. C’è musica, ed è amore.

Splendide voci ci invitano ad ascoltare “Love in Japan”, una ballata colma del sentimento più potente sulla terra, che vi cullerà e coccolerà con le sue sonorità folk scintillanti, che entreranno in punta di piedi dentro di voi. La colonna sonora perfetta per un bellissimo sogno di terre lontane da cui non vi vorrete più svegliare.

La title-track si priva della tristezza come un bellissimo cane appena uscito dall’acqua per corrervi incontro con felicità e spensieratezza. Un pezzo molto breve e molto intenso, anch’esso decorato finemente da colori folk vivi che vi abbracceranno stretti stretti per poi lasciarvi andare improvvisamente. 

Lasciati soli dal PineAppleMan, ecco arrivare in soccorso della nostra voglia di emozioni “Extraordinary World”, che ci riporta a quella tristezza brillante che ci eravamo dimenticati per strada. Semplicemente toccante. Una canzone che quasi sfiora con umiltà alcune melodie vocali tipiche di gruppi come Anathema e gli immortali Pink Floyd del periodo “The Wall”. Un sussurro dolce, ricco di speranza, che vi accarezzerà tutte le volte che deciderete di ascoltarlo.

I PineAppleMan amano alla follia quello che fanno, indubbiamente. E la loro voglia di farcelo sentire con dolcezza non può che venir accolta senza dubbi. E’ un puzzle emotivo che non vedi l’ora di ricominciare. Un puzzle che regala immagini che creano sorrisi spontanei. Sorrisi legati intensamente a ricordi e sogni che potrebbero diventare anche una piccola lacrima che non abbiamo assolutamente voglia di asciugare.

https://www.facebook.com/pages/Pineappleman-music/532484883464673

http://pineappleman.bandcamp.com/

https://soundcloud.com/pineapple-man

Spreaker regala a 25 band un account Premium!

In applicazione multimediale, artisti, band, blog, emergenti, italia, musica, podcasting, promozione emergenti, radioamatori, recensioni, rock, speaker, streaming, webradio on novembre 11, 2013 at 9:59 am

SpreakerLogo

Per aiutare le band a crescere e distribuire le proprie tracce, Spreaker offre gratuitamente alle prime 25 che si iscrivono alla piattaforma, un profilo Premium con la possibilità di caricare e distribuire album, interviste, podcast fino a 100 ore di spazio in the cloud.

Basterà inviare una mail con oggetto “Spreaker My Band” a  tonia.maffeo@spreaker.com

Nel vasto mondo delle applicazioni web, una delle più utili ed interessanti per musicisti e radio appassionati (ma non solo) è senza dubbio Spreaker: piattaforma digitale dalle numerose funzionalità e dalla estrema comodità di utilizzo.

Vuoi imparare ad usare Spreaker? Qui sotto il video tutorial che, in pochi semplici passi, ti aiuterà a capire come sfruttarlo al meglio e farti conoscere dai tuoi fan.

Fai parte di una band ? Carica le tue canzoni su spreaker.com; utilizzare Spreaker è veramente semplice. In pochi attimi sarai infatti in grado di condividere la tua musica su tutti i principali social network.

Con Spreaker puoi: mettere in streaming i tuoi brani, creare un tuo canale radio vero e proprio grazie alla console digitale, organizzare interviste e mandare in diretta i tuoi live shows comodamente da casa tua o dalla tua sala prove

Piattaforma Spreaker

 

Qui potete ascoltare le semplicissime fasi di utilizzo di Spreaker:

http://www.spreaker.com/user/rockradioskultura/la_musica_della_tua_band_su_spreaker

I Valium – ” Revolution “

In arte, artisti, band, beat, blog, campania, dischi, emergenti, indie-rock, italia, promozione emergenti, recensioni, rock, streaming on maggio 17, 2013 at 1:39 pm

By Nana Arima.

Dimenticate l’assonanza del nome con quello dell’altrettanto noto medicinale, questo gruppo merita tutta la vostra più completa e totale attenzione! Di origine salernitana e composto da Marco e Luigi Sabino (entrambi voce e chitarra), Alain Fortunati (Basso), Fernando (Breef) e Manzo (Batteria), il gruppo dei Valium porta ai live e nei dischi un power-rock–pop tutto made in Italy (dal sound ai testi) e tutto in stile anni ‘60/’70.

L’intensa attività live in tutta Italia li ha portati ad aprire i concerti di artisti come i Tre Allegri Ragazzi Morti, The Fire, The Hormonauts, Zen Circus, Marta sui tubi e tanti altri, ma la svolta avviene nel 2010 con l’uscita del loro primo album ufficiale “La maledizione sta per arrivare” (Warner Chappell/Alkemist – Fanatix ) mixato da Matteo Cantaluppi ( The Collettivo, Canadians, Neffa) e masterizzato da John Astley ( The Who, Rolling Stones, Paul McCartney). Un album a cui critica e fans regalano un grande successo portando i singoli “L’INFEDELE” e “LUCIENNE”(ed i loro rispettivi videoclips) a spopolare sul web facendogli raggiungere addirittura le 20.000 visualizzazioni su Youtube.

Dopo un momento di stasi poi il gruppo ritorna in studio per la registrazione del nuovo lavoro e il 10 aprile 2013 (per la C.P.S.R. Produzioni e distribuito da Venus dischi, nonché scaricabile su ITUNES) esce “REVOLUTION”, un disco concepito in maniera diversa rispetto al precedente, infatti con il supporto di Ferdinando Farro (Maybe I’m) si decide per la realizzazione in presa diretta. Nel Gennaio 2013 parte il REVOLUTION TOUR che tocca tutt’Italia e non solo.

Dodici tracce dal sapore rock che a tratti strizza l’occhio agli anni ‘60/’70… a me personalmente hanno ricordato i miei amatissimi Beatles! REVOLUTION è “rivoluzionario” (perdonate il gioco di parole) non solo per gli arraggiamenti, ma anche per i testi dissacranti ed intensi e la scelta (saggia) di spingere l’uso della lingua italiana, di solito abbastanza bistrattata nel mondo del rock. Se amate il sound energico, sporco e che punti dritto dritto alla vostra anima vi suggerisco pezzi come RIVOLUZIONE, IO SONO PUNK, L’UOMO CHE AVVOLGE I SOGNI, VIVI DETESTANDOTI, 15 ANNI, L’EQUILIBRISTA, TU FAI I CONTI COL DIAVOLO e VIETNAM…. Sconsigliati solo ai cuori deboli e bigotti… stay rock!!!

http://www.valium.it/

https://soundcloud.com/ivalium

https://www.youtube.com/user/TheValiumTV

 

Please Diana – ” L’Inevitabile “

In artisti, band, blog, dischi, emergenti, indie-rock, italia, musica, promozione emergenti, recensioni, rock, streaming, Uncategorized on maggio 10, 2013 at 9:21 am

A cura di Claudio Papitto.

Come mai un gruppo italiano sceglie il nome anomalo di “Please Diana”??? Personalmente non l’ho ancora capito e di certo non lo capirete nemmeno voi… Ma questo nome piace come suona in bocca e se proprio vuoi dargli un significato daglielo con la tua fantasia, magari ascoltando il loro interessante album di Alternative RockL’Inevitabile”, uscito fresco fresco quest’anno: 10 canzoni dai titoli intimisti ed esistenziali che nel loro insieme compongono bene l’intricato puzzle dell’”inevitabile”, appunto, della nostra vita: le speranze e il nostro ego, l’anima e la ragione, i cambiamenti e le fughe, la diversità e la solitudine, le sensazioni per un partner.

I Please Diana mettono tutto questo in musica scegliendo uno stile rock a volte melodico (come le canzoni “Boreale” o “Posso Sentirti”) e a volte più duro (come “Non Chiedermi Perchè”). Trovi comunque in tutto l’album la voce nitida e pulita della cantante Gloria Bianconi affiancata dalla seconda voce del chitarrista Marco Sensi, voci che riescono sempre a coinvolgerti nel loro sound in modo semplice e affascinante. Apprezzabilissimi sono i piccoli fraseggi di chitarra all’inizio o nel mezzo delle canzoni oppure le ritmiche selvagge accompagnate dal granitico batterista Federico Croci. Le sonorità dei Please Diana sono intense grazie alle due chitarre di Marco Sensi e di Filippo Bovini che riempiono in modo determinante la struttura delle loro canzoni.

Se vuoi conoscere i Please Diana nel loro lato simpaticamente social ti consiglio di sbirciare bene nella loro Fan Page di Facebook, nella quale hanno anche messo un video del “making of” del loro album, commentandolo come “pieno di cazzate” ma secondo me proprio perchè grezzo e senza alcun effetto da cinema è un video realistico di un gruppo tosto e divertente. E’ bello vederli all’opera mentre suonano le varie parti delle canzoni, è bello vederli mentre ascoltano seri seri i mixaggi ed è bello vedere i loro fogli con i testi scritti a penna… Sembrano davvero un gruppo nato per caso e per caso trovatosi a suonare e quindi per caso oooops: ecco il nostro album! 

Infatti è proprio qui che si trova la particolarità dei Please Diana: in loro non trovi nulla di artefatto o premeditato eppure (diciamolo, inevitabilmente!) hanno fatto un ottimo lavoro realizzando un piacevolissimo cd di rock italiano

https://www.facebook.com/PleaseDiana

http://www.reverbnation.com/pleasediana

https://twitter.com/PleaseDiana

Mr K – “Jingle On The Ale”

In artisti, autore, band, blog, dischi, emergenti, italia, musica, promozione emergenti, recensioni, rock, streaming on aprile 18, 2013 at 12:25 pm

A cura di Alice Bevilacqua

I Mr. K, gruppo dalle vaghe influenze pop e folk formatasi nel 2012, sono una di quelle (forse rare) band capaci di coinvolgere gli ascoltatori più diversi: quelli che li ascoltano distrattamente durante un live, perchè le loro canzoni sanno essere davvero trascinanti e orecchiabili, ma anche quelli che invece li analizzano più profondamente, grazie ad uno stile divertente ma ricercato allo stesso tempo.

Il primo EP della band – uscito a gennaio del 2013 – dimostra egregiamente tutti questi elementi e fornisce un prezioso ritratto del gruppo: intitolato ‘Jingle On The Ale‘, questo primo lavoro diviso in due sezioni – una tradizionale e una prettamente strumentale (in cui la voce c’è ma non è null’altro che uno strumento come tutti gli altri) – risulta essere un ascolto davvero interessante e ricco di spunti, oltre che equilibrato e decisamente mai noioso. Nonostante i Mr. K si presentino come gruppo essenzialmente ‘acustico‘, e quindi le chitarre sono sempre pulite e chiare e la parte ritmica non prevale mai sul resto, riescono benissimo a non cadere nelle solite ‘canzoncine’ che presentano una trama di arpeggi sempre simile, come ci si potrebbe aspettare, ma propongono uno stile dotato di moltissime sfaccettature diverse.

Fin dal brano d’apertura, ‘Ginger Ale‘, ci si trova immersi in un’atmosfera vivace e presto o tardi si comincia a seguire il tempo frizzante di questo brano, e ancora di più durante il successivo ‘Washing Machine‘: è evidente il divertimento che i Mr. K ci mettono, riuscendo a mantenere viva l’attenzione dell’ascoltatore. Se questi due brani potevano effettivamente essere definiti folk, la terza canzone è invece di una dolcezza quasi blueseggiante e resta decisamente impressa nella mente: ‘A Long Infection Ceases Existence‘ ha un riff davvero malinconico, accompagnato dalla voce altrettanto espressiva e dalle percussioni delicate che compaiono in un secondo momento, e riesce a trasmettere sensazioni profonde durante l’intero brano, senza annoiare. Segue poi ‘Meeting K‘, brano decisamente più vicino ai primi due, con il suo ritornello pop e orecchiabile e la melodia perfettamente combinata di chitarre, basso e percussioni. La quinta traccia, ‘Iron Man in Portobello‘, non lascia un attimo di respiro all’ascoltatore con il suo ritmo incalzante e velocissimo, che rallenta a malapena nel ritornello e si apre poi inaspettatamente ad un’improvvisa pausa in cui le influenze più blues si sentono tutte. Anche ‘On My Own‘ è un ulteriore esempio perfetto dell’energia della band e colpisce come un concentrato di vivacità e allegria, chiudendo la prima sezione dell’EP.

La seconda parte di ‘Jingle On the Ale‘ è, come detto, strumentale ma non per questo risulta meno efficace della prima parte, anzi: ‘Train part 1‘ è quasi limpida e cristallina, con le chitarre che si inseguono ordinate e le varie parti vocali che seguono la propria melodia, e altrettanto belle sono ‘Train part 2‘ – che rappresenta quasi una continuazione della precedente, delicata e sognante – e ‘Train part 3‘ – più ritmata e realizzata solo con l’utilizzo di varie voci che fungono da percussioni, melodia principale e ‘sottofondo’. Se ‘A Long Infection Ceases Existence’ è il brano davvero imperdibile della prima parte, la decima traccia ‘Mmmh‘ lo è della seconda: un brano stupendo, in cui non si ascoltano nient’altro che arpeggi che si susseguono quasi all’infinito, in un ritmo inarrestabile che cattura l’ascoltatore dal primo all’ultimo secondo, semplice ma complesso al tempo stesso. A chiudere l’EP ci pensa ‘BiBo‘, altro brano composto solo ed esclusivamente da voci che si inseriscono l’una nell’altra per tessere la canzone, un finale degno di questo interessante lavoro.

Cos’altro aggiungere su questa band? I Mr. K riescono a proporre cose molto diverse tra loro: dal ritmo più sfrenato delle canzoni più veloci a quelle invece dolci e equilibrate, dalle melodie più immediate a trame musicali più ricercate, il tutto senza scadere nel banale e lasciando trasparire chiaramente la grande passione che c’è dietro questo progetto.

http://misterkappa.bandcamp.com/track/washing-machine

https://www.facebook.com/Mr.Kstory

https://twitter.com/MrAlainK

 

Revolution Number 9 – “Pulling The Trigger”

In artisti, band, blog, dischi, emergenti, indie-rock, italia, promozione emergenti, recensioni, rock, roma, streaming on aprile 17, 2013 at 9:08 am

A cura di Angela Mingoni

I “Revolution number 9” ci hanno visto davvero lungo, scegliendo di citare, attraverso il loro nome, un brano della  più grande  gruppo inglese ( e non solo) di tutti i tempi, tali The Beatles. Oltre la forma, tantissimi contenuti.

Il loro stile è tipicamente retrò, di quelli che ti catapultano sul serio indietro nel tempo e ti fanno per un attimo pensare di essere inciampati in chissà quale saga multimediale…… Sono indie-rock nel sangue e nello spirito, ma con un’identità ben definita che non li fa sembrare dei modaioli/opportunisti del momento. Non amano l’imperfezione; almeno che non sia frutto di naturalezza. 

Ottima pronuncia, songwriting di classe e la cosa fondamentale è che si riesce ad apprezzare ogni singola nota di questo ottimo lavoro, dopo il buon debut  “Standing in your city” di qualche anno precedente all’ultimo “Pulling the trigger.

Veniamo all’ EP.

Si inizia con una vera sferzata di energia; “Nothing wrong, che esplode in tutto il suo splendore e ti incendia subito. Ti coinvolge e ti avvolge con il basso che fa sentire la sua voce calda e il synth, con quel suo suono scanzonato che riproduce echi di lontana indeterminatezza. “Pulling the triggler”, la title-track, non delude affatto le ottimistiche aspettative. Anzi…Il coro delle chitarre ruggenti qui fa da padrona. Tutti gli strumenti si compenetrano bene, e a delle basi perfette si aggiunge una voce sempre graffiante e “sporca” al punto giusto! Il sintetizzatore, si sa, è una diavoleria della tecnica ( e della storia!) ma funziona; anche perchè da queste parti sembra sia stato saggiamente settato per andare verso il passato e non verso il piu’ freddo futuro; aggiunge, insomma, un tocco dimodernità vintage(!?!) allo stile palesemente british dei Revolution number 9 ed effettivamente fa capolino un po’ in tutti i pezzi. In “You know you are mine” ha un ruolo preponderante che allontana la band dal paragone, fin troppo scontato, con gli Oasis.

Le atmosfere dell’ep sono sempre frizzanti, non c’è tempo per annoiarsi; si può solo lasciarsi trasportare da ogni singola nota con estrema naturalezza. Devono aver suonato abbastanza in giro i Revolution Number 9, questo mi vien da pensare…

Forse l’intenso tessuto musicale, proprio perchè cosi intenso, mette un po’ da parte il piano testuale del disco, che, ad un primo approccio, sembra più semplice ed immediato rispetto al suonato. Ma l’ascoltatore attento non si lascerà intimidire da questa mia asserzione e continuerà a cercare le sfumature della band, restando deliziato da ciò che sente.

I wanna be somebody else” chiude il lavoro del gruppo romano, così come era iniziato; una scarica di adrenalina che ti invade il corpo, tanto che ne vorresti ancora! (in pratica, sesso…)

Davvero, si … in Italia ci vorrebbero più gruppi così, persone determinate che curano ogni dettaglio.Tutto è pensato nei minimi particolari; questo è un ottimo Ep, che non pretende di piacere a tutti, ma che sono sicura….piacerà e piacerà in modo particolare ai detrattori del piu’ sfrenato “made in Italy“.

Da non perdere.

https://www.facebook.com/revolutionnumber9

http://www.youtube.com/user/RevolutionNumber9TV

P38: un progetto che merita attenzione e più di un ascolto

In arte, artisti, autore, band, blog, dischi, rock on febbraio 21, 2013 at 4:27 pm

p38Ascoltando P38, progetto musicale dietro il quale c’è essenzialmente un solo artista – Stefano Pace; un aggettivo ricorre con frequenza alla mia mente: ‘strano’. ‘Strano’ nel senso positivo del termine, ‘strano’ perché è qualcosa che non ci si aspetterebbe di ascoltare.

By Alice Bevilacqua

Ad una prima impressione, la voce roca è profonda e l’andamento vagamente blues delle tracce potrebbe far pensare che si tratti semplicemente di un ennesimo tributo a determinati artisti del passato, ma ben presto tale sensazione sfuma: già ad un primo ascolto. Infatti, si viene smentiti da un groviglio ordinato di elementi quasi fuori dal contesto – come pezzi di pianoforte e tastiere più moderne, ritmi più convenzionali e bongos – che vengono invece ricompresi perfettamente all’interno dello stile originale, decisamente fuori dagli schemi, dei P38.

Il primo lavoro, comprensivo di otto brani, offre all’ascoltatore una vasta gamma di sensazioni e spunti, sia musicali che narrativi; se si è persone aperte all’ascolto, il flusso musicale che sgorga da queste canzoni è capace di penetrare in profondità e di lasciarti una traccia importante, non risultando tuttavia mai pretenzioso o troppo complesso . Piacevole, accattivante e orecchiabile senza scadere nella banalità quindi. Fattore altrettanto significativo è la capacità di mantenere viva la varietà musicale e dunque l’interesse dell’ascoltatore attraverso ogni brano, che viene sempre caratterizzato da elementi nuovi e distintivi rispetto alle tracce che lo circondano.

Prendendo ad esempio un brano come ‘Wait 4 U’, è già chiaro quanto detto finora: dopo un intro più convenzionale, con pianoforte e voce perfettamente armonizzati, si viene in un certo modo sorpresi dal ritmo più rock che segue, e la sorpresa viene decisamente amplificata – nel prosieguo della canzone – dal ritornello accompagnato da melodie inaspettate in sottofondo.

La seconda traccia, ‘Golden Gate’, sembra già provenire da un altro settore della musica, e le chitarre quasi funky si inseriscono in ritmi cadenzati accompagnati da tastiere che regalano una sfumatura ulteriore a questo brano.

Giunti a questo punto, ci imbattiamo in ‘Taxi’ e la nostra idea iniziale è costretta a cambiare ancora: brano più lineare ma energico, che rispetta senza dubbio la migliore tradizione rock e trascina l’ascoltatore fino in fondo, senza soste.

stefano pace

Ulteriore novità è ‘C The Line’, brano che presenta ancora ritmi coinvolgenti sostenuti da tamburi che di certo non ci si aspetterebbe di trovare e una delicata ma decisa trama di sitar (o qualcosa di decisamente simile) nel background; elementi che rendono unica questa traccia ancora una volta e permettono di identificarla come sintesi perfetta del sound composito di P38.Brano imperdibile.

La successiva ‘Windy & Grey’ è invece un buonissimo esempio di rock ‘n’ roll quasi classico mentre ‘Banging’ colpisce per le tastiere che accompagnano la canzone e il ritmo nuovamente trascinante; si arriva così a ‘Down’, altro brano decisamente singolare e piuttosto diverso dallo stile generale dell’album, che con la sua ‘flemma’ quasi reggae riesce a catturare l’attenzione e soprattutto con la frase d’apertura, ‘I went downtown‘, richiama alla mente il medesimo inizio di ‘Kinky Reggae’ di Bob Marley.

Il brano conclusivo, ‘Blue’, si apre nuovamente con il bellissimo suono di un sitar e prosegue con un andamento decisamente più spedito, che sembra essere quasi contaminato da influenze country perfettamente almagamate alla voce, profonda e espressiva.

In conclusione, ben poche critiche possono essere mosse a questo interessante progetto musicale o perlomeno si può sostenere senza dubbio che questa musica raccoglie al suo interno le più diverse sonorità e riesce perciò a non apparire scontata o prevedibile, e persino gli elementi più ‘strani’ e inattesi – nel senso indicato all’inizio – trovano la loro perfetta collocazione nella visione d’insieme di questo primo lavoro, nel quale la voce, sincera e diretta, è un efficace filo conduttore. P38 può piacere o meno, ma se non si disdegnano vere e proprie ‘sfide sonore’, questo è sicuramente un progetto che merita un ascolto, anzi, decisamente più d’uno. Alice Bevilacqua

Recensioni Gratis Band ed Artisti

In arte, bologna, emergenti, gratis, italia, musica, recensioni, rock, rockstars on gennaio 26, 2013 at 1:12 pm

promozione gratis

Madkin – Roma

“Grazie a Dio, ed anche a qualcun’ altro, i duri tempi per i musicisti nel web stanno decisamente cambiando e in meglio: quante cose puoi fare da casa per pubblicizzare la tua band e la tua musica, forse, nemmeno te lo immagini….”

by Blob AgencyBologna

Post in social network, aprire gruppi, diffondere comunicati stampa,  scrivere tra i numerosi siti di social news italiani, cercare  recensioni ed audizioni, gestire  un  blog, discutere nei forum,  aprirti una radio, crearti  uno streaming video, diffondere il tuo video, organizzare  i tuoi contatti in un efficace  newsletter; addiritura  cominciare a capire  un po’ che cavolo è sto benedetto/maledetto  seo e se serve effettivamente alla tua arte; infine puoi distribuire il tuo disco in tutto il mondo.

Noi della Blob Agency S.r.l. di Bologna, futura agenzia di Promozione & Booking per Bands ed Artisti, operativa da Maggio 2013 in ogni zona d’ Italia e in tutti i canali promozionali presenti (newsletter,  radio,tv, web, webzine, free-press,streaming, stampa,bloggers) possiamo darvi una mano innanzitutto pubblicando settimanalmente su questo blog dei consigli vitali per la  vostra promozione. (applicazioni utili, siti utili, music blog e forum  in cui iscrivervi, siti con geo tag, programmi radio e tv  ricettivi alle richieste delle band emergenti)

Ma possiamo, sopratutto, fare pubblicare recensioni gratis a tutte le bands, dotate di materiale audio originale di buon livello che ci scriveranno su antipop.project@gmail.com

promuovere band

Mind Insania – Alessandria

In allegato alle vostre  mail inserite

  • nome, genere, provenienza band
  • link audio tipo soundcloud (non uno,due  brani – un ep o un disco interno)
  • una bio non breve
  • eventuali recensioni  già ricevute
  • una/massimo DUE  foto in jpeg non troppo pesanti
  • link della band  utili SE LI AVETE ( fanpage, soundcloud, reverbnation,twitter, canale you tube, google page, blog, last fm)
  • Vuoi essere inserito anche nella programmazione di alcuni podcast e webradio ? Allegaci anche un mp3 di buona qualità

Ogni band riceverà un buon numero di recensioni su svariati music blog e blog italiani e stranieri. Non solo: ogni band otterrà un livello di visibilità nettamente maggiore dei soliti blog; ogni pubblicazione è accompagnata dalla condivisione automatica su numerossimi social  personali di musicisti che si sono messi a disposizione per una maggiore diffusione delle notizie provenienti dall’ underground italiano; i blog vengono condivisi su TUTTI i siti di social news italiani, i maggiori article marketings e con un altissimo numerdo di comunicati stampa.

artisti emergenti

Dig it – Ferrara

Recensioni e streaming gratis non ti bastano? Vuoi ottenere di più per la tua band ma non hai un euro? Benissimo, datti da fare, specifica nella mail cosa sai fare

  • sapresti scrivere recensioni per bands?
  • sei un audace commentatore di blog/music blog, fanzine , articoli nel web ?
  • sapresti condurre un programma radio di 30 minuti una volta a settimana?
  • scrivere  o diffondere un comunicato stampa?
  • preparaci una playlist?
  • come te la cavi col web design?
  • sei disposto a condividere con noi i tuoi contatti?
  • sei disposto a condividere con noi il tuo streaming?
  • sei un fotografo?
  • hai contatti  con altri blogger, altre band ?
  • hai contatti con live music club (piccoli, medi , grandi) della tua zona ?

 Blob Agency valuta quello che sai fare e quello che hai (come contatti)  in cambio  di una seria  promozione alla tua band e  una maggiore visibilità alla tua musica, senza spendere denaro.  antipop.project@gmail.com      

                                                                                                                                                                                                                                                                                 

band italia

il nuovo disco dei Gianmaria Volonté

Hot Dog: dopo “Death and Glory”, torna la band capitolina con il piacevole “Enemies”

In bologna, emergenti, italia, musica, recensioni, rock, roma on novembre 21, 2012 at 10:04 am

Sin da quando ho memoria la musica fa parte dei miei ricordi. Mi ha sempre evocato delle immagini. Quando, per la prima volta, collegate le cuffie al computer, ho ascoltato “My Generation” degli Hot Dog mi sono ritrovato più giovane di dieci anni; …esattamente mi ritrovo catapultato tra la fine delle scuole medie e l’inizio del liceo. Gli Hot Dog sono quattro ragazzi romani che dotati di passione e buona volontà sono riusciti a pubblicare “Death & Glory”, il primo album, l’ottobre scorso (dal quale sono tratti tutti e tre i brani disponibili in streaming sulla loro pagina facebook, e sul loro sito ufficiale http://hotdogband.yolasite.com/ ne è disponibile il download completo) . La band sta per uscire con il secondo disco, “Enemies” , previsto nel gennaio 2013 con Agoge Records, etichetta indipendente capitolina che sta sfornando varie band di un certo livello. Le sonorità di queste tracce mi hanno riportato in un adolescenza molto ben definitia: 12/14 anni ,Torino, si sentiva l’ House, la Techno, con i dj Gabri Ponte e Molinaro in testa, oppure si cercava di essere più innovativi e ribelli e allora si girava per le grandi catene di dischi il sabato pomeriggio alla ricerca di un gruppo punk rock….che tempi… Ovviamente non doveva eravamo troppo estremi…., gusti ancora troppo acerbi e i testi nemmeno li leggevamo….ed ecco arrivare a tredici anni, con la testa verso l’esame e il cuore per la più bella della classe, i dischi,(dopo oltre all’ormai storico “Enema of the State” dei Blink 182, “Americana” e “Conspirancy of One” degli Offspring, Does it look infected? dei Sum 41 o quelli di Simple Plan e Green Day. Insomma, il meglio del pop punk dell’epoca d’oro. Ed è proprio questa la categoria in cui rientrano brani come “Mine for a Night” e “Personal Disaster” dei romani Hot Dog. Un punk melodico che si allontana dalla componente “classica” del genere evitando urlati, intermezzi noise e distorsioni estreme, ma che infila nella costruzione della canzone sapori e soli simili a quelli del punk rock di mia formazione .. “My Generation” è il pezzo più accattivante: un brano critico, introdotto da una trombetta insolente, ha un’andatura saltellante, presenta un cantato che ricorda quello dei Gogol Bordello, singhiozzante e piatto, spezzato dal ritornello energico e dal successivo assolo. Un punk curato che risente di una buona produzione, particolarmente curato in alcune sue rifiniture, e quindi pop appunto, molto diverso da quello di gruppi storici italiani, come i CCCP, che facevano del DIY un modo di essere e di fare musica,; erano altri tempi…erano altri ambienti,,,,, Il lavoro degli Hot Dog è piacevole e spensierato, e se anche se non di grande innovazione (fatemi un nome negli ultimi dieci anni o’ signori della corte….), sarà una s bella sorpresa poterli ascoltare live! Provare per credere.    Cione

http://www.facebook.com/pages/Hot-Dog-Delicious-Punk/243243865709408

dagolou

This WordPress.com site is the bee's knees

Rock the Shop

stomping...pumping...grinding...thumping..

My Trephine

Locked Lips Also Sink Ships

La Giornalista Scalza

A great WordPress.com site

1 Song 1 Show

a singular show inspired by a solitary song

I(r)Radiati

Con una erre o due?

Daniele Salomone

Archivio online

INDIEgestione

una scorpacciata di indie

Nudespoonseuphoria's Blog

100 cover versions and a kitchen sink drama

Wunderbar - Siena

"L'uomo prima è meravigliato, poi si muove." (F. Hadjadj)

Newtopia

Free Music for Free People

« A MEGGHIU PAROLA E' CHIDDA CA ◙ SI RICI » || di Gabriele Ener.

Ciò che non siamo in grado di cambiare, dobbiamo provare a descriverlo.

L'ultima Thule

Dove la musica è ancora una ragione di vita (un blog di Federico Guglielmi)

baseMultimedia

Digital Strategy & Web Marketing

Le Grandi Recensioni

recensioni semiserie di musica, cinema, letteratura eccetera

STRANGE JOURNAL

A great WordPress.com site

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: