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Dorem Ipsum! Il nuovo disco dei Maleizappa

In artisti, band, blog, campania, comunicati, comunicati musica, dischi, emergenti, indie-rock, italia, musica, pop-rock, rock, Uncategorized on gennaio 19, 2017 at 2:25 pm

maleizappa2

L’irriverente e dissacrante pop/rock band casertana sforna il secondo album dal titolo “Dorem Ipsum” : nove tracce che, sebbene restie alla catalogazione, spaziano gioiosamente dal rock al pop, dal folk al latin, dalla prog alla ballad melodica.

Genere: rock/pop/indie

Etichetta: Autoproduzione

Spotify https://open.spotify.com/album/4rNCDwaCs8mKUGvlTirzeY

Soundcloud https://soundcloud.com/maleizappa/sets/dorem-ipsum

A quattro anni dall’esordio I successi, non ancora successi i Maleizappa tornano sulle scene nazionali con Dorem Ipsum, secondo album in studio. La musica dei casertani è un mix apparentemente disordinato di generi e citazioni che confluisce in quello che loro amano definire un “findie rock dissacrante”. I testi apparentemente leggeri nascondono un fondo di realismo malinconico e “messaggi subliminali” intrisi di amare verità.

Definire il genere musicale dei Maleizappa è un’impresa ardua perché non ne hanno uno bensì molteplici: spaziano gioiosamente dal rock al pop, dal folk al latin, dalla prog alla ballad melodica..insomma, fanno quello che pare loro e lo fanno divertendosi e divertendo, dissacrando su vari fronti il mondo “ovattato e conformista” che è oggi il panorama musicale italiano.

Dorem Ipsum è un disco di nove tracce che riassume meglio di tante parole quello che sono i Maleizappa e la loro progressiva maturazione artistica. Un lavoro fresco dai sentori estivi che si gusta con gioia e soddisfazione, auto-prodotto dai cinque componenti e arricchito da collaborazioni eccellenti.

Alle registrazioni infatti hanno partecipato amichevolmente: Antonio Bocchino (Enzo Avitabile), Carmine Scialla (Calatia, Orchestra Popolare Casertana, Daniele Sepe, Ar meitheal, Eugenio Bennato, Blue Staff), Luca De Simone (Calatia, Orchestra Popolare Casertana, Daniele Sepe, Eugenio Bennato), Giuseppe Giroffi (Daniele Sepe, Enzo Avitabile, The Congos), Cecilia Scatola (Calatia, Amii Stewart, M’barka Ben Taleb, Adriano Guarino, Ciro Manna), Alessandro De Carolis (Peppe Barra, Daniele Sepe, Stefano Bollani, Eugenio Bennato, Ar meitheal), Sasà Piedepalumbo (Lina Sastri, Gino Paoli, Enrico Montesano, Sal da Vinci, Valentina Stella, Nino D’Angelo), Antonio Sacco, Fabio Renzullo (Foja), Roberto Vigliotti.

La copertina e la grafica del disco sono state realizzate utilizzando un’opera dell’artista marcianisano Mandarino, un bohémien dei giorni nostri che cerca di sopravvivere vendendo la sua arte per strada o arrangiandosi con piccoli lavoretti.

Gitano in gita al mondo https://www.youtube.com/watch?v=usIp0TAn6O4

Video Credits

Regia: Vittorio Iuliano

Soggetto: Maleizappa

Produzione: Maleizappa

maleizappacoveralbum

Tracklist

Ragazzina

Cassettina da 90

Scienziati in America

Appartamento in centro

Introspettivo

Il mercato dell’organo

Gitano in gita al mondo

Canzonette

Mi meraviglio dell’aldilà

Apple http://tinyurl.com/jlktyfu
Amazon http://tinyurl.com/jcyprwj
Google Play http://tinyurl.com/gunz367

Press Kit Online http://www.maleizappa.it/press/maleizappa_presskit.zip

Tour

09/03/2017 @ Unplugged Pub, Caserta

15/02/2017 @ Birrificio La Diana, Siena

19/01/2017 @ Diesis Live Pub, Caserta

30/12/2016 @ Cerere e Bacco, Palma Campania (NA)

17/12/2016 @ Club 33 Giri, Santa Maria Capua Vetere (CE)

24/09/2016 @ Terra di Lavoro Birra Fest (Opening act Jovine), Casagiove (CE)

03/09/2016 @ Ecosuoni 2016 (Opening act I Cani), Palma Campania (NA)

Leuciana Festival 2015 (Opening act Giovanni Lindo Ferretti) – Caserta

16/12/2014 Anteprima album @ SMAV, Santa Maria a Vico (CE)

Rassegna Stampa

I Maleizappa lanciano uno sguardo ferocemente ironico e dissacrante sull’Italia contemporanea, sulle sue usanze e tradizioni, nonché sui vizi e sulle ipocrisie che la caratterizzano.” Rockit – https://www.rockit.it/recensione/18273/maleizappa-i-successi-non-ancora-successi

Fare musica “simpatica” non è affatto facile ed insomma, per chi fosse duro di comprendonio, i Maleizappa ci sanno fare, la sanno lunga e tra la tanta musica ascoltata, trita e ritrita, arriva, in questo inizio giugno una ventata di aria fresca, nobilmente altera ed altra.” Campania Rock – http://www.campaniarock.it/musica/recensioni/5222-i-successi-non-ancora-successi-dei-maleizappa.html

Biografia I Maleizappa nascono ufficialmente nel dicembre del 2004 e nel corso degli anni diventano una delle band più apprezzate e seguite della provincia casertana, e in seguito in gran parte della Campania; grazie anche alla partecipazione a diversi festival musicali come il Meeting del Mare del 2010 e 2012 – in cui aprono rispettivamente Elio e le Storie Tese e Mannarino. Le prime esibizioni creano scandalo e ripudio tra i musicisti campani, non abituati evidentemente ad accettare che cinque sconosciuti incapaci di intendere e volere, siano diventati nel giro di pochi mesi un fenomeno generazionale: insomma delle rockstarze. Cominciano ad esportare le proprie sonorità oltre i confini della Campania Felix, facendosi portavoce dei disagi, della rabbia e dell’allegria del popolo della “generazione x”. C’è chi li ama a tal punto da definirli: “la migliore cosa che questa terra poteva defecare” (ce n’è di gente strana in giro!). La musica dei Maleizappa è un miscuglio non ben definito di suoni, generi, citazioni, anagrammi e puzzle penta grammatici. Assistere ad una loro serata è come guardare una puntata di blob all’anfetamina. Vengono più volte censurati, epurati, tagliati e s-microfonati. Ciò nonostante i giovani li adorano: manco fossero delle pornostar. Ironici, cattivi e dissacranti. O se preferite, semplicemente: Maleizappa.

Contatti

www.facebook.com/maleizappa

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tra rock d’autore e introspezione: esce Chrysalis, nuovo album delle Metamorfosi.

In arte, artisti, autore, band, blog, campania, comunicati, comunicati musica, dischi, emergenti, eventi, italia, musica, pop, Uncategorized on marzo 3, 2016 at 12:01 pm

Chrysaliscopertina

Dal rock al jazz, la band laziale fonde le atmosfere più rarefatte della scena indipendente attuale a quelle sonorità più dense della tradizione rock stessa. Presentato ufficialmente dal vivo il 27 febbraio scorso nella suggestiva cornice del Museo Del Sottosuolo di Napoli, Chrysalis sarà sostenuto da una serie di date al Centro-Sud.
 
Genere: indie/rock
Etichetta: Mauna Loa
Distribuzione digitale: Believe

È disponibile su tutti i principali store e piattaforme digitali Chrysalis, nuovo disco delle Metamorfosi. Edito da Mauna Loa e distribuito da Believe, è il primo lavoro della band scritto in inglese. Un sound maturo, articolato e contaminato, un angolo di Mediterraneo che si affaccia sul panorama internazionale, esplorando i confini della scena indie/rock contemporanea.
 
La band laziale è reduce da un 2015 impegnato e ricco di soddisfazioni. Oltre ad aver aperto i concerti di artisti del calibro di Carmen Consoli e Max Gazzé, vincono il festival LazioWave aprendo il live dei Marlene Kuntz a Frosinone e si aggiudicano come migliori interpreti il premio Ugo Calise Festival ad Ischia (NA).
 
Con oltre 150 concerti in tutta Italia alle spalle (38 solo nel 2015), le Metamorfosi si apprestano ad aprire una nuova stagione live: dopo la presentazione ufficiale di Chrysalis il 27 febbraio scorso nella suggestiva cornice del Museo Del Sottosuolo di Napoli, faranno seguito le prime date a Roma e nelle province di Lazio e Campania. È in progetto un tour che toccherà i migliori club e festival della Penisola e che aprirà le strade verso il resto d’Europa.
 
Chrysalis rappresenta il momento di evoluzione, di cambiamento, di metamorfosi per l’appunto che sta coinvolgendo la band nell’ultimo anno. Testi e musiche dalle influenze più disparate: dal rock al jazz, fondendo le atmosfere più rarefatte della scena indipendente attuale a quelle sonorità più dense della tradizione rock.
Prossimi concerti
12.3.2016 @ Freedom Cafè, Coreno Ausonio (FR)
13.03.2016 @ Jarmusch, Caserta
18.03.2016 @ Terra di Briganti, Castelforte (LT)
20.03.2016 @ Le Mura, Roma
24.03.2016 @ Magazzino, Formia (LT)
25.03.2016 @ Bar Cicerone, Arpino (FR)
16.04.2016 @ Les Maudits, Valmontone (RM)
Storico concerti – https://db.tt/xIFIR0PW
 
 
Metamorfosi sono:
Sarah D’Arienzo – voce
Tyron D’Arienzo – chitarra
Gianluca Manfredonia – batteria

Monolith, “Overload” è il secondo singolo/videoclip dal debut album “Even More”

In arte, artisti, band, blog, bologna, comunicati, comunicati musica, dischi, emergenti, hard-rock, indie-rock, italia, musica, promozione emergenti, psichedelia, rock, streaming, Uncategorized, uscite discografiche on febbraio 29, 2016 at 2:12 pm

Monolithlogo

Secondo brano estratto dall’esordio della stoner band modenese che annuncia la lavorazione di un nuovo capitolo discografico.

Genere: rock, hard rock, grunge, stoner, acid rock

Release date: 29.02.2016

https://www.youtube.com/watch?v=TtQiVS-knfk

È disponibile su YouTube Overload, secondo singolo e videoclip estratto da Even More, album di debutto dei Monolith pubblicato lo scorso aprile per l’etichetta emiliana Hazy Music.

Uno stoner/grunge arrabbiato, sporcato da reminiscenze psichedeliche ed echi di musica etnica, caratterizzato da grande attenzione per testi e compattezza del suono.

Brano e video raccontano una piccola situazione di vita, che vorremmo lasciare celata per renderla di più libera interpretazione, attraverso una metafora– dichiara la band modenese – “Il tutto è rappresentato dalla sfera argentata che il protagonista del video brama e insegue. C’è un piccolo richiamo musicale”.

Overload è stato girato in un’officina metalmeccanica che è anche il posto di lavoro del cantante Andrea Marzoli: “E’ stato divertente vedere trasformato in un set un ambiente del genere. Le riprese iniziali sono in live audio e si può sentire una citazione musicale a una leggendaria e iconografica band dei 70s.”

Sonorità granitiche quelle dei Monolith, sicuramente influenzate dal movimento grunge dei 90s negli Stati Uniti (SoundgardenAlice in Chains, Pearl Jam) e da gruppi più moderni come Queens Of The Stone Age e Wolfmother. Tra gli artisti di riferimento in ambito nazionale spiccano senz’altro i Marlene Kuntz mentre per quanto riguarda il british sound, la band si schiera decisamente dalla parte dei Beatles.

Novità interessanti all’orizzonte per la band emiliana: “Chiuderemo un anno di Even More in Aprile e sicuramente inizieremo la stesura di un nuovo disco”.

Suonerà ancora più monolitico? Non resta che aspettare..

Overload Video Credits

Regia: Marco Pattarozzi e Edoardo Giacomelli della Sick Pine Video https://www.facebook.com/sickpine

Bio Nati a Settembre 2013 da un’idea di Andrea Marzoli, chitarra e voce, e Massimiliano Codeluppi, chitarra, che con Riccardo Cocetti, ex batterista del gruppo indie “The Villains”, ed Enrico Busi compongono il quartetto ufficiale. A Marzo 2013 esce il loro primo EP di tre tracce Louder, registrato e mixato al Ghee Studio di Bologna. In seguito proseguiranno tutto il 2014 con un’intensa attività live. In estate vincono il Premio Augusto Daolio 2014. Il 22 Febbraio 2015 sono ospiti al Nomadincotro. Il 4 Aprile 2015 esce il primo Full Lenght ufficiale Even More presentato al Mattatoio Culture Club di Carpi. Registrato e mixato dal produttore e musicista bolognese Marco Bertoni (Motel Connection, Maccaroni Circus), con la collaborazione in fase di arrangiamento di Arcangelo Cavazzuti (Modena City Ramblers) masterizzato da Filippo Cimatti (Bones UK) e prodotto da Hazy Music di Davide Ravera. Proseguiranno il 2015 con un intensa attività live. Il 29 Febbraio 2016 è in uscita il video di Overload, singolo estratto dal primo disco Even More. Attualmente in fase di stesura di una nuova opera.

Contatti

https://www.facebook.com/MonolithRock

http://monolithrock.tumblr.com/

Contatto Stampa

Ufficio Stampa Blob Agency Bologna

Frank Lavorino 3396038451

antipop.project@gmail.com

I Virgo all’esordio con “L’appuntamento”

In artisti, band, comunicati musica, dischi, elettronica, emergenti, eventi, italia, musica, pop-rock, promozione emergenti, psichedelia, rock, Uncategorized, uscite discografiche on gennaio 27, 2014 at 9:06 am

Blob Agency

presenta

Il rock-blues dei Virgo con l’album

“L’appuntamento”

La formazione veneta debutta con

Distribuzione – Materiali Musicali / O2

Si intitolaL’appuntamento” ed è il disco d’esordio dei Virgo, band rock blues vicentina, presentato alla manifestazione del Mei 2.0 di Faenza il 28 settembre 2013 presso il Museo Internazionale Delle Ceramiche. Un album composto da dieci brani uniti da una incontaminata espressione sensoriale. Nel 2010 il gruppo veneto si aggiudica “Rock Targato Italia” che gli apre le porte della scena musicale nazionale. 

Passati attraverso un piccolo cambio di formazione nel 2012, con l’ingresso del cantante Daniele Perrino (voce emergente già nota nel panorama nazionale in veste di solista, concorrente nel 2002 alle trasmissioni “Saranno Famosi” e “Amici” di Maria De Filippi, nonché protagonista di una collaborazione con il celebre cantante Mario Biondi grazie al brano “Lullaby”, presente all’interno dell’album “Due”) e del chitarrista – tastierista Michele Prontera, i Virgo pubblicano l’anno successivo il loro primo disco “L’appuntamento”, dominato da un’atmosfera riflessiva, con il quale intendono descrivere la propria storia artistica e personale; il lavoro si prefigge lo scopo di rappresentare al tempo stesso una significativa svolta artistica ed è caratterizzato da una crescita qualitativa improntata alla ricerca e alla sperimentazione musicale.

Dopo il brano “Non Ti Sogno Più”, è la volta della pubblicazione del videoclip ufficiale del primo singolo estratto dall’album, la title track “L’appuntamento”, in rotazione sulle compilation:

Meet’n’Tv,

Music? No Control!

(R)esisto Distribuzioni

in programmazione a partire dal mese prossimo su oltre 140 Tv (visibili sul digitale terrestre o nel web).

La band vicentina, inserita recentemente nella classifica “Indie Music Like”, sarà ospite nella puntata dello show di Alka Magazine il prossimo Martedì 28 Gennaio in onda su C100Tv, mentre il 31 Gennaio salirà sul palco dell’Art Cafè Live di Vicenza. Ad aprire il concerto dei Virgo il triestino Rick Perovich.

Contatti

Videoclip “L’appuntamento”

Link Streaming Soundcloud

https://soundcloud.com/virgo-the-band

Facebook

https://www.facebook.com/pages/VIRGO/120318194751830?ref=ts&fref=ts

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“High Hopes”, le grandi speranze di Bruce e dei fans

In artisti, band, blog, dischi, pop-rock, rock, rockstars, streaming, street on dicembre 4, 2013 at 3:21 pm

la copertina del nuovo singolo di Bruce Springsteen,

A cura de Il Cala

Il nuovo o quasi singolo di Bruce ha come al solito fatto scalpore, dividendo critici ed appassionati, con i soliti estremismi da entrambe le parti. L’operazione in sè non è forse il massimo della limpidezza, però a mio avviso rientra in una fase della carriera di Bruce, che tende a monetizzare più in fretta, per alcuni troppo in fretta, quello che in passato veniva scelto e riveduto mille e più volte. Alla fine dunque abbiamo una nuova versione di una cover, pochino se ci si aspettava un brano (ed un album) nuovo, abbastanza se, come me, si ascolta e si prende quello che arriva e lo si cerca di contestualizzare. Il brano a me piace, piace l’originale degli Havalinas, piace la versione del 1995, piace questo nuovo riarrangiamento con fiati e chitarra di Tom Morello.

Ed ecco il punto della discordia, Tom Morello. Un legame che nasce da lontano, da quando un giovane Morello si innamorò di “Nebraska”, che proseguì quando la sua band, i Rage Against The Machine, omaggiarono Bruce, chiamandolo “compagno” e rifacendo “The Ghost Of Tom Joad” stravolgendola. Tom Joad, con la versione dei RATM passò dai libri di storia ai cortei, dalle aule alle piazze e la cosa spiazzò moltissimi springsteeniani, innamorati, giustamente, di quel capolavoro acustico che raccontava le vicende steinbeckiane di furore.

Ora, i RATM sono un gruppo estremo ed ho notato che dividono gli ascoltatori in modo netto: o li amano o li detestano. Io li amo ed il loro album d’esordio è uno dei “primi album” che più mi hanno colpito. 

Sia come sia, la chitarra di Tom Morello è negli ultimi 20 anni un segno distintivo come pochi altri, il crossover rappato dei RATM si basa fondamentalmente sulla sua chitarra e su quel suono che sembra una chitarra ma anche un dj, ma anche un dj con la chitarra ma anche un chitarrista che scratcha i vinili…E lo stesso Springsteen non è rimasto certo insensibile al talento di Morello, ospitandolo diverse volte sul palco e rimaneggiando di nuovo Tom Joad, creandone una versione a metà tra l’acustica iniziale e la furia dei RATM.

Tutto questo ha poi avuto una sublimazione quando a Marzo scorso la E Street Band si è trovata priva di Little Steven e Bruce l’ha sostituito proprio con Morello.

Ora, se hai Morello sul palco a mio avviso gli fai fare il Tom Morello; per tenerlo lì a fare la ritmica tanto vale prendere un session man qualunque no? O non prendere nessuno, che l’apporto chitarristico di Steve in questi ultimi anni è superiore soltanto a quello di Patti Scialfa. Quindi ecco che Morello si integra nella ESB, limitando il suo lato più “Rage Against The Machine” (se capite cosa intendo) e portando comunque una novità nel suono di Bruce oltre che un parere autorevole che Bruce sembrerebbe apprezzare.

Da quelle date australiane viene fuori High Hopes, viene fuori in una versione che apre diversi show e che a me piace pazzamente.  Nel ritenere Springsteen un compendio del rock americano, al punto che sotto certi aspetti capisco chi oltre a lui fatica ad appassionarsi ad altri musicisti, per quanto io abbia invece un atteggiamento opposto, vederlo collaborare con altri artisti mi emoziona sempre, perchè so che ne escono sempre cose buone e soprattutto interessanti. Del tutto positivo è quindi il mio parere (non richiesto)(ma nemmeno il vostro) sulla collaborazione e sul singolo. Inoltre, la cosa mi fa ben sperare visti gli ammiccamenti recenti ad esempio con i Dropkick Murphys, gruppo di irish punk con il quale ha inciso un singolo benefico.

Aver ampiamente passato i 60 anni forse ha tolto a Bruce quell’ansia da perfezionista che negli anni ’70 lo faceva marcire in sala di registrazione alla ricerca del suono perfetto, ma lo ha anche reso più malleabile ed aperto, quasi come se, rendendosi conto che siamo sicuramente nella SECONDA metà della sua carriera, si volesse togliere qualche sfizio. E quindi ben vengano le cover di oscuri gruppi australiani come gli Havalinas o i Saints (di cui ripropone in studio, dopo averla suonata live sempre in quel benedetto tour, “Just Like Fire Would”).

Ben vengano gli assoli di chitarra che spiazzano, che si incastrano tra una acustica e due bonghi, che duettano con una sezione fiati. Il rischio c’è ma è proprio in questo che sta la parte affascinante dell’operazione High Hopes, abbiamo questa roba, l’abbiamo ripescata, ce la siamo re-inventata ed ora la tiriamo fuori e la pubblichiamo, tutto lì. Le outtakes che per anni sono state il nostro sogno erotico proibito ora ci vengono regalate, se non tutte, almeno qualcuna.

Del resto il doppio The Promise che documentava le storiche session di registrazione di Darkness ci aveva svelato il mistero; no, nel ’78 non tutto quello che scriveva era oro, certo non aveva mai pubblicato The Promise, ma non tutti i pezzi erano anche solo lontanamente a quei livelli; ora non dobbiamo più aspettare così tanto, le butta fuori e poi vedremo. Non sono inoltre da sottovalutare i testi delle canzoni, ovviamente, perchè nell’abbinata High Hopes\Tom Joad, per quanto la prima sia una cover e la seconda prenda spunto da un libro, le tematiche affrontate le rendono una coppia ferocemente springsteeniana, dal punto di vista lirico. Tom stesso aveva grandi speranze, Tom Joad eh non Tom Morello; Tom stesso credeva nella possibilità di un mondo migliore, aveva speranza che questo prima o poi potesse accadere.

Il “singolo” contiene High Hopes e Dream Baby Dream, due cover, due pezzi che Bruce ha reso suoi, due canzoni che messe insieme parlano di speranze e sogni. Ora, davvero non ci vedete un legame con la carriera artistica di Bruce? Liberi di farlo, ma io trovo più interessante riflettere su queste scelte piuttosto che decidere quale suono di chitarra sia più indicato per un assolo.

Come ogni volta, aspetto di sentire cosa avrà da dire Bruce e come lo dirà, nel frattempo mi godo questo pezzo e continuo ad immaginarmi come la sua musica potrebbe evolversi a contatto con realtà così diverse dalla sua. 

Ho, come al solito, grandi speranze. 

http://ilcala.blogspot.it

 

Il debutto di Fabio Magi “Appunti d’amore”

In artisti, autore, blog, calabria musica, dischi, eventi, italia, musica, musicista calabrese, pop, pop-rock, promozione emergenti, streaming, Uncategorized on ottobre 21, 2013 at 1:18 pm

fabio magi

Composto da sei tracce, “Appunti d’amore” è l’ep d’esordio del musicista calabrese Fabio Magi. In questa sua prima fatica l’artista parla delle numerose sfumature dell’amore come fossero annotazioni prese di corsa. Si fa riferimento, per esempio, alle tante sfaccettature del corteggiamento: una relazione appena iniziata e l’acme della passione vissuta, ma c’è spazio anche per il sentimento e la consapevolezza della fine di una storia; tutto ciò raccontato sempre con estrema leggerezza e una buona dose di humour; magari fischiettando proprio come Fabio Magi stesso fa in Una nuova canzone d’amore. Pensieri, memorie e considerazioni usciti per pochi attimi da un cassetto, giusto il tempo di confidarli ad un amico, per poi tornare a nascondersi.

Appunti d’amore” (attualmente “Disco Hit” per Studio 54 Networkè stato prodotto tra la Sardegna e gli Stati Uniti dalla Raighes Records di Roberto Diana (chitarrista, producer, turnista, polistrumentista di fama internazionale che vanta importanti collaborazioni con nomi del panorama musicale mondiale del calibro di Joey Huffman, Frank Gambale, Roberta Faccani, Steve Lukather, Dean Parks ,Tony Levin, Richard Hunter, Vinnie Colaiuta, JP Cervoni).

http://www.fabiomagi.com/

https://twitter.com/Fabio_Magi

https://www.facebook.com/pages/Fabio-Magi/450872171660277

http://www.reverbnation.com/fabiomagi

Il musicista Fabio Magi, al debutto con "Appunti d'amore"

“Tutto per te (radio edit)”il primo singolo di Magi uscito il 2 Marzo 2013, ottiene subito gli apprezzamenti di pubblico e critica ed è tra i brani più trasmessi da alcune delle radio più importanti del sud Italia, mantenendo la vetta della classifica su Studio 54 Network per oltre quattro settimane. Il 29 Giugno 2013 l’Ep “Appunti d’amore” viene distribuito on-line su tutti i digital store e poi presentato il giorno stesso al pubblico con un grande evento all’anfiteatro Villa Comunale di Soverato.

Fabio Magi supera in pochi mesi le 8000 visualizzazioni sul suo canale Youtube con il suo prossimo singolo “Una nuova canzone d’amore” ed è attualmente in studio per registrare il nuovo disco, che verrà interamente prodotto dalla già citata Raighes Records di Roberto Diana.

Ascolta “Appunti d’amore” di Fabio Magi in streaming su:

https://soundcloud.com/fabio-magi


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Spiral69 – “Ghosts In My Eyes”

In arte, artisti, band, blog, dischi, elettronica, emergenti, indie-rock, italia, musica, psichedelia, recensioni, rock, streaming on settembre 26, 2013 at 1:37 pm

    A cura di Marianna Alvarenz

 

Con un nome che sfiora il didascalico, preso in prestito da una pellicola hard tedesca degli anni ’80, gli Spiral 69 di Riccardo Sabetti e la sua band si presentano come un’istantanea che tutti gli amanti del buon rock dovrebbero custodire nel proprio portafogli. Anche perché, se si valuta l’importanza di un gruppo in base a quante altre band potrebbero esserne influenzate, e allo stesso tempo senza rimandare a qualche artista in particolare, il gruppo tutto italiano è da considerare poco meno che un fiore all’ occhiello della new wave nazionale. E non è detto che musicisti si nasca. 

L’idea parte da Riccardo, al ritorno da un concerto dei Cure, che lo esorta a convincersi che la sua strada era quella, e nel 2001 carisma e qualità delle canzoni contraddistinguono Fiori 2.0, il primo industrial project dei Pixel, di cui ne è autore, voce e chitarra. Nel 2007 lascia la band per dedicarsi a Spiral 69, e pubblica “A Filthy Lesson for Lovers“… -in amore si gioca ma si perde sempre qualcosa o tutta la partita o comunque una parte di noi. Lavoro che ottiene riconoscimenti prestigiosi e prende corpo anche la formazione con : Licia Missori al piano ed Enzo Russo alle chitarre. Una formula vincente, un piglio professionale che li ha portati al terzo album “Ghosts in My Eyes”, prodotto da Steve Hewitt (Placebo) e Paul Corkett (Nick Cave, The Cure, Bjork, Radiohead…). 

A dichiarare l’ambizione dell’ album è Fake Love che, solenne e cupo, è spettacolare quanto le scale del piano suonate dalla brava e creativa Licia Missori, mentre la voce malinconica di Riccardo accenna a quel filone dark e glam, conciliandoli, e rivestendolo del giusto struggimento. L’allure glam-wave continua in New Life con la sottolineatura della chitarra di Enzo Russo e un geniale Andrea Freda alla batteria, aprono un rock più ortodosso che però si appoggia senza tante storie su di un synth energico, non distaccato e sequenziato in Low Suicide , sgranandosi su un’elettronica minimale. Archi sopraffini e sofisticati e atmosfere meno dark introducono la “ creativa “ Dirty, miscela energica di synth e voce superba, ripassata da una seconda presenza femminile.

Trentanove minuti di grandissimo rock, dove la tradizione glam sposa l’urgenza di rinnovamento e genuinità istillata dal ciclone dark, e come diceva un vecchio saggio : angoscia e tormento possono condurre talvolta al piacere.

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Please Diana – ” L’Inevitabile “

In artisti, band, blog, dischi, emergenti, indie-rock, italia, musica, promozione emergenti, recensioni, rock, streaming, Uncategorized on maggio 10, 2013 at 9:21 am

A cura di Claudio Papitto.

Come mai un gruppo italiano sceglie il nome anomalo di “Please Diana”??? Personalmente non l’ho ancora capito e di certo non lo capirete nemmeno voi… Ma questo nome piace come suona in bocca e se proprio vuoi dargli un significato daglielo con la tua fantasia, magari ascoltando il loro interessante album di Alternative RockL’Inevitabile”, uscito fresco fresco quest’anno: 10 canzoni dai titoli intimisti ed esistenziali che nel loro insieme compongono bene l’intricato puzzle dell’”inevitabile”, appunto, della nostra vita: le speranze e il nostro ego, l’anima e la ragione, i cambiamenti e le fughe, la diversità e la solitudine, le sensazioni per un partner.

I Please Diana mettono tutto questo in musica scegliendo uno stile rock a volte melodico (come le canzoni “Boreale” o “Posso Sentirti”) e a volte più duro (come “Non Chiedermi Perchè”). Trovi comunque in tutto l’album la voce nitida e pulita della cantante Gloria Bianconi affiancata dalla seconda voce del chitarrista Marco Sensi, voci che riescono sempre a coinvolgerti nel loro sound in modo semplice e affascinante. Apprezzabilissimi sono i piccoli fraseggi di chitarra all’inizio o nel mezzo delle canzoni oppure le ritmiche selvagge accompagnate dal granitico batterista Federico Croci. Le sonorità dei Please Diana sono intense grazie alle due chitarre di Marco Sensi e di Filippo Bovini che riempiono in modo determinante la struttura delle loro canzoni.

Se vuoi conoscere i Please Diana nel loro lato simpaticamente social ti consiglio di sbirciare bene nella loro Fan Page di Facebook, nella quale hanno anche messo un video del “making of” del loro album, commentandolo come “pieno di cazzate” ma secondo me proprio perchè grezzo e senza alcun effetto da cinema è un video realistico di un gruppo tosto e divertente. E’ bello vederli all’opera mentre suonano le varie parti delle canzoni, è bello vederli mentre ascoltano seri seri i mixaggi ed è bello vedere i loro fogli con i testi scritti a penna… Sembrano davvero un gruppo nato per caso e per caso trovatosi a suonare e quindi per caso oooops: ecco il nostro album! 

Infatti è proprio qui che si trova la particolarità dei Please Diana: in loro non trovi nulla di artefatto o premeditato eppure (diciamolo, inevitabilmente!) hanno fatto un ottimo lavoro realizzando un piacevolissimo cd di rock italiano

https://www.facebook.com/PleaseDiana

http://www.reverbnation.com/pleasediana

https://twitter.com/PleaseDiana

Steevo & Soundshaker – ” Sketches Of Mood “

In artisti, autore, band, blog, dischi, elettronica, italia, promozione emergenti, recensioni, streaming on aprile 29, 2013 at 1:21 pm

A cura di Lucia Muolo

Prendete due mondi probabilmente troppo diversi tra loro, complessi, con pochi elementi in comune e uniteli, miscelateli fino ad ottenere un composto disomogeneo e interessante: questo è il risultato del duo marchigiano Steevo & Soundshaker

E diversi, loro, lo sono: uno, Stefano Ruffini, dj e produttore; l’altro, Andrea Lodico, chitarrista e compositore. Diversi nel background, nelle passioni musicali e, forse, anche nella vita (magari glielo chiederemo). Le loro strade però si incontrano nel lontano 2005, grazie a collaborazioni in studio e progetti live che li uniscono professionalmente fino alla creazione del primo “nato”: nel 2011 la NuJazz Recording pubblica infatti Miss Gray, il loro primo singolo. Questo è solo l’inizio di una continua evoluzione che li porterà poi al debutto ufficiale con l’album Sketches of Mood, contenente appunto Miss Gray e altri 5 inediti.

E proprio di questo progetto veniamo ora a parlare: un album intriso di generi differenti, gusti musicali, approcci compositivi paralleli ma che si uniscono in un mix ben riuscito. Muovendosi tra (e con) le sei tracce, si percepiscono sfumature che vanno dal funk, alla house e ancora dall’elettronica al pop.

L’incarico di aprire l’album va alla già citata Miss Gray, un brano palesemente dance con delle venature funk e arricchito, come affermato dai due autori, dalla voce della vocalist italiana Saby Cap: ritornello riuscito. Il brano successivo è Bombay Mirror, un’immersione nelle sonorità della fine degli anni novanta. Ancora e ovviamente presente la matrice funk, con delle sfumature soul. A seguire deep house a go-go in una più piacevole Don’t let me. 

Il quarto brano è A sleepless night: convincente traccia che si colora di atmosfere British più calde e avvolgenti. Penultimo step con una Kill the silence che si discosta dalle precedenti canzoni e che è forse tra i più riusciti dell’album: downbeat rilassante! Per ultimo, ma a mio modesto parere non per l’intensità, Cajus: ancora striature diverse e multicolori per un pezzo che chiude un bel progetto.

Molto facile, con un lavoro di questo genere, incappare nell’irreversibile nube nera del “l’ho già sentito”/ “non lo metterei nell’I-pod”/ “è musica da negozi”. Tutto sta nel calibrare bene i diversi elementi a propria disposizione senza strafare, o peggio ancora cadendo nel baratro della banalità.

Per ora, pericolo scampato!

https://www.facebook.com/pages/Steevo-Soundshaker/223780897665110

https://soundcloud.com/nujazz/steevo-and-soundshaker

http://www.youtube.com/steevomuzic

Daphne Cronica: Autoproduzione contro le Rockstar Lobbies!

In artisti, band, blog, dischi, emergenti, italia, musica, promozione emergenti, recensioni, rock, rockstars, Uncategorized on marzo 27, 2013 at 11:56 am

A cura di Eschi Mese

Bordate caustiche di suono, acido puro, frazioni di calma apparente ed successive esplosioni di potenza: tutto questo è Daphne Cronica.

Il quartetto teatino, in attività dal 2002,dopo l’uscita di “Distributore di colpe”(DeambulaRecords) ha dato alla luce il terzo album, “Anti Rockstar Lobby”, autoprodotto con la partecipazione di Marco Ricci, totalmente ascoltabile sul loro canale YouTube http://www.youtube.com/user/DaphneCronica?feature=watch e su You Turn

Anti Rockstar” è un disco potente, privo di compromessi, alterna momenti di grande aggressività di suoni compressi e compatti ravvisabili in brani come “Trasmissione Grida”, “Perle di Pane”, “Rimmel Disco”, e momenti in cui la dolcezza e la profondità vengono a galla nella splendida “Volpe Leggera”, in “Sun” e “Dark in my home”. Il brano su cui il quartetto ha deciso di puntare, estraendone il video è “New York”, unico giro circolare ed ipnotico di chitarra che sfocia in urla e distorsione, il tutto sintetizzato in appena 2 minuti e 20 secondi.

http://it-it.facebook.com/pages/Daphne-Cronica/82621741233

I “Daphne Cronica” sono: Loris Recanatese(voce e chitarra), Luca Panara (basso), Roberto Ciommo (batteria) e Axel Di Lorenzo (chitarra). Il lungo corso dei 4 ha permesso un’ evoluzione ravvisabile nel corso dei loro lavori: da un rock di marcata influenza 90’s, ad uno stile più vario, più aperto, lasciando maggior spazio all’anima pop che comunque ha sempre caratterizzato i brani. Inoltre vantano una lunghissima e sapiente esperienza live che negli anni ha permesso loro di dividere palchi con artisti del calibro di “Giorgio Canali”, “Fratelli Calafuria”, “Umberto Palazzo e Il santo niente”, “Management del dolore post operatorio”.

Attualmente i 4 sono impegnati nella scrittura e nella pre produzione di un nuovo lavoro, probabilmente solcando nuovamente le vie dell’ autoproduzione; Rock in prima linea, Anti Rockstar Lobby!!!

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