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Archive for the ‘recensioni’ Category

Recensione Nitro – “Danger”

In arte, artisti, blog, dischi, emergenti, hip hop, italia, musica, rap, recensioni on aprile 2, 2014 at 3:05 pm

Oggi parliamo di Nitro con “Danger”, uscito il 16 Luglio 2013 per Machete Empire Records e distribuito da Sony Music.

Sicuramente vi sarà capitato di vederlo, ad Mtv Spit, Nitro (per l’anagrafe Nicola Albera) classe ’93, giovanissimo componente del Crew Machete come traspare appunto da Danger, il suo album d’esordio con 11 tracce tutte di diversi producer, ovvero Davide Ice, Dj Shocca, Stabber, Squarta, il compagno di Team Salmo, Denny The Cool, Strage, Deleterio, Karma 22 e Belzebass.

Nitro ci ha strategicamente presentato un album privo di featuring, per restare tutto il tempo al centro dell’attenzione dell’ascoltatore. Sono molteplici i riferimenti ai colleghi della scena musicale, alle pellicole horror e ai comics.

Nitro

Le perle di Danger sono “Margot”, prodotta da Salmo, “Storia di un presunto artista” prodotta da Strage, e “Bipolar Mind” prodotta da Deleterio, pezzi in cui Nitro si racconta e ci coinvolge.

In conclusione, Nitro nonostante la giovane età è riuscito a proporci un disco interessante e scorrevole da ascoltare. Certo, a Danger non avrebbe fatto male qualche “finezza” in più, ma considerando che si tratta del suo primo disco è perdonabile, anzi non possiamo che essere incuriositi da quello che ci riserverà questo artista in futuro.

Nitro – “Storia Di Un Presunto Artista”

Biografia:

http://www.macheteprod.com/wp/nitro/

https://www.facebook.com/nitrowilson?fref=ts

https://twitter.com/NitroakaWilson

Sick & Simpliciter – Speculation Remixes

In artisti, band, dischi, elettronica, emergenti, italia, musica, recensioni, streaming, street music on febbraio 12, 2014 at 3:11 pm

Partirei con un abbraccio collettivo ai Sick & Simpliciter e di tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione del progetto “Would Have Been“, ringraziandoli per la passione profusa nell’intraprendere questo percorso!

I show you my respect!

L’EP denota subito l’impronta marcante del gruppo per ciò che riguarda la Night Life…ma non solo! Ascoltando e riascoltando i pezzi più e più volte, mi sono lasciato

1) trasportare dalle emozioni di “Tracy feat.Olivia Denis (remix by Bullshits for Tourists)”,

2) coinvolgere dall’Atmosphere di “Glitter” di Galleria Margò (remixato dagli stessi Sick&Simpliciter),

3) travolgere da infiniti pensieri durante “Saved” (remix by Hispot), per infine

4) cavalcare letteralmente il “wave” di “Got” (remix by We Are Not Afraid)!!

Il risultato??

Questo Ep è un atomo che esplode in tutta la sua carica attraverso la fusione di generi diversificati tra loro ma con un unico scopo: quello di intraprendere un viaggio dentro voi stessi!!

Mi piacerebbe definire tutto questo come: 5 AM and Return

Per darvi un Idea: vi siete mai trovati alla guida della vs autovettura alle 5 del mattino di ritorno da una serata vissuta appieno all’insegna dell’emozione pura? Ebbene…..arriva un momento in cui tutta questa emozione ritorna prepotente e vi sentite pervasi da felicità, tristezza, gioia e adrenalina e vi accorgete che sulle vs labbra sta per nascere un ssorriso e vi ritrovate ad alzare il volume della vs autoradio e niente più vi spaventa!!…ebbene……questo EP mi ha fatto rivivere quel momento magico!

5 AM and Return!!!

1) “Tracy ft Olivia Denis” è il principio di questo viaggio….. Sonorità ben curate, mix e livelli ottimi ed il vocal di Olivia semplicemente ipnotico…….. I Sick&Simpliciter lasciano libero arbitrio ai Bullshits for Tourists i quali non si tirano indietro, rendendo questo brano ancor più coinvolgente dell’originale..Ascoltare “Tracy” significa letteralmente tuffarsi dentro se stessi!

2) Il Progetto “Glitter” dei Galleria Margò è interessante sotto ogni punto di vista…… Partiamo slow con ritmica molto ambient e vocal che invita ad un relax puro….Il brano potrebbe ingannare ad un primo ascolto, sembrerebbe sussurrarci di chiudere gli occhi e di lasciarsi cullare ma…….. ciò che sorprende è il crescendo che, secondo dopo secondo, esce a far capolino al solo scopo di trasportarci con sè! Senza che ve ne accorgiate vi ritroverete a muovere il piedino a ritmo!! Definirei lo stampo di questo remix molto Chemical Brothers!  Complimenti ai Sick&Simpliciter!

3) Molta Francia nel Remix di Hispot su “Saved” degli stessi Stick&Simpliciter! Percussioni tribali, ritmica lounge, cassa softonica e l’organetto a farla da padrone. Il prodotto finale, rispetto alla versione originale, è reso più mansueto ma non per questo meno coinvolgente! Molto adatto ai ns pre-dinner e aperitivi…….è il preludio a ciò che sta per arrivare….ovvero “Got“!

4) …….eccoci qui…..ebbene sì…..”Got” !! I We Are Not Afraid credo abbiano concepito appieno quale carica esplosiva aveva all’interno del suo nucleo questo brano! Stupefacente nei suoni elektro, mixato in maniera eccellente; il brano rapisce immediatamente con questo riff ossessivo d’entrata e ci afferra prepotentemente per un braccio obbligandoci ad alzarci dal divano per ritrovarci a ballare in the street!!! Accattivante, dinamico, coinvolgente, in assoluto il brano che più ha catturato la mia attenzione!

Non credo di azzarde nel dire che, Speculation Remixes, sia veramente un progetto D.O.C.G!

Ep molto ben curato sotto ogni punto di vista, dall’aspetto qualitativo in ambito di audio, mix e sonorità, a quello concernente idee, fantasia e passione per la realizzazione dello stesso!

In una scala da 1 a 10 certamente il mio Voto è: 9

By Dj SEEP a.k.a B-TRAXX

https://www.facebook.com/SickEtSimpliciter

https://soundcloud.com/sicketsimpliciter

La “80’s Nostalgia” dei marchigiani Coldwave

In artisti, band, blog, dischi, elettronica, emergenti, indie-rock, italia, musica, recensioni, rock, streaming, Uncategorized, uscite discografiche on gennaio 11, 2014 at 12:13 pm

La band anconetana Coldwave

A cura di Davide Vittori

Ascoltando questo, una parola ed un numero martellano la mia testa: Joy Division e ‘80I Joy Division infatti sono chiaramente la prima risorsa e ispirazione per i Coldwave, band promettente di Ancona.

Enrico Bartolini regala ritmiche e dinamiche semplici, ma molto bene studiate. Le linee di basso di Lucio Cristino sono davvero avvolgenti e accattivanti e, soprattutto, fanno da pilastro portante a tutte e quattro le canzoni che compongono l’ep, uscito nel 2013 e registrato tra Ancona e Pistoia. Il Synth e le chitarre poi, ottimamente suonate da Cristiano Poli, creano la giusta atmosfera cupa, caratteristica fondamentale del Post-Punk/New Wave. La voce di Matteo Schipsi contribuisce a dare profondità, intensità e mistero a tutto il lavoro. Verrebbe da dire che non tutto degli anni ’80 è da buttare, come peraltro sostengono in molti, anzi è proprio questa matrice dark, che ci ha regalato alcune tra le perle migliori. I Coldwave lo sanno perfettamente e riescono persino a dare un pizzico di modernità a questo genere, spesso sottovalutato. L’unica pecca è che sono solo quattro pezzi e da ascoltatore, insomma, avrei voluto il prolungarsi di questa magia, ma comunque va bene così!

L'ep dei Coldwave, uscito nel 2013

Take It Or Leave It” e “Life Changes” sono molto simili. La prima è più dritta e quadrata, grazie ai vari riff di chitarra e al tempo di batteria con charleston e rullante in salsa disco. La seconda inizia con un riff incalzante di basso e cresce di dinamica e atmosfera sull’onda di un bellissimo arpeggio di chitarra e di un perfetto tappeto ad opera del synth. Epica e imponente è “If You Turn To Look”, riferendomi soprattutto al ritornello, nel quale la voce si fa più convincente e dove il synth, ancora una volta, apre tantissimo.

“Silly Couch” è infine la più oscura, quasi funebre, in cui mi è stato facile immaginare il suono del lento incedere dei passi di chi, avvolto da una fitta nebbia, accompagna un proprio caro nel suo ultimo viaggio (detta così non sembra un complimento, ma fidatevi lo è eccome…). Insomma davvero grande musica, quella che oggi mi è passata nelle orecchie.

Sento di potermi sbilanciare dicendo che i Coldwave si meritano un bel 7 in pagella, in attesa di potermi allargare ancora di più col prossimo disco!

https://www.facebook.com/thecoldwave

https://soundcloud.com/the-coldwave

La quieta catarsi dei PineAppleMan

In arte, artisti, band, beat, blog, dischi, emergenti, indie-rock, italia, musica, pop, recensioni, streaming, uscite discografiche on dicembre 19, 2013 at 1:39 pm

Il logo della band vicentina

A cura di Bullet

I PineAppleMan mi hanno ingannato. Un inganno durato poco, un inganno che si è trasformato in sorpresa. Una di quelle sorprese malinconiche e velate di tristezza che ti fanno emozionare a tal punto da sorridere di fronte al loro cospetto, come la foto di una persona che hai amato ma di cui avevi dimenticato il volto.

Il loro nome e il loro logo, pieni di colore e vita, potrebbero far pensare ad una musica allegra e spensierata in cui la tristezza non è stata invitata. Ma così non è. Per fortuna, aggiungerei..! Ma i PineAppleMan, con i loro EP composto da tre dolcissime armonie, non vi deprimeranno. C’è tristezza, ma è dolcissima. C’è malinconia, ma è sublime. C’è musica, ed è amore.

Splendide voci ci invitano ad ascoltare “Love in Japan”, una ballata colma del sentimento più potente sulla terra, che vi cullerà e coccolerà con le sue sonorità folk scintillanti, che entreranno in punta di piedi dentro di voi. La colonna sonora perfetta per un bellissimo sogno di terre lontane da cui non vi vorrete più svegliare.

La title-track si priva della tristezza come un bellissimo cane appena uscito dall’acqua per corrervi incontro con felicità e spensieratezza. Un pezzo molto breve e molto intenso, anch’esso decorato finemente da colori folk vivi che vi abbracceranno stretti stretti per poi lasciarvi andare improvvisamente. 

Lasciati soli dal PineAppleMan, ecco arrivare in soccorso della nostra voglia di emozioni “Extraordinary World”, che ci riporta a quella tristezza brillante che ci eravamo dimenticati per strada. Semplicemente toccante. Una canzone che quasi sfiora con umiltà alcune melodie vocali tipiche di gruppi come Anathema e gli immortali Pink Floyd del periodo “The Wall”. Un sussurro dolce, ricco di speranza, che vi accarezzerà tutte le volte che deciderete di ascoltarlo.

I PineAppleMan amano alla follia quello che fanno, indubbiamente. E la loro voglia di farcelo sentire con dolcezza non può che venir accolta senza dubbi. E’ un puzzle emotivo che non vedi l’ora di ricominciare. Un puzzle che regala immagini che creano sorrisi spontanei. Sorrisi legati intensamente a ricordi e sogni che potrebbero diventare anche una piccola lacrima che non abbiamo assolutamente voglia di asciugare.

https://www.facebook.com/pages/Pineappleman-music/532484883464673

http://pineappleman.bandcamp.com/

https://soundcloud.com/pineapple-man

Spreaker regala a 25 band un account Premium!

In applicazione multimediale, artisti, band, blog, emergenti, italia, musica, podcasting, promozione emergenti, radioamatori, recensioni, rock, speaker, streaming, webradio on novembre 11, 2013 at 9:59 am

SpreakerLogo

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http://www.spreaker.com/user/rockradioskultura/la_musica_della_tua_band_su_spreaker

Spiral69 – “Ghosts In My Eyes”

In arte, artisti, band, blog, dischi, elettronica, emergenti, indie-rock, italia, musica, psichedelia, recensioni, rock, streaming on settembre 26, 2013 at 1:37 pm

    A cura di Marianna Alvarenz

 

Con un nome che sfiora il didascalico, preso in prestito da una pellicola hard tedesca degli anni ’80, gli Spiral 69 di Riccardo Sabetti e la sua band si presentano come un’istantanea che tutti gli amanti del buon rock dovrebbero custodire nel proprio portafogli. Anche perché, se si valuta l’importanza di un gruppo in base a quante altre band potrebbero esserne influenzate, e allo stesso tempo senza rimandare a qualche artista in particolare, il gruppo tutto italiano è da considerare poco meno che un fiore all’ occhiello della new wave nazionale. E non è detto che musicisti si nasca. 

L’idea parte da Riccardo, al ritorno da un concerto dei Cure, che lo esorta a convincersi che la sua strada era quella, e nel 2001 carisma e qualità delle canzoni contraddistinguono Fiori 2.0, il primo industrial project dei Pixel, di cui ne è autore, voce e chitarra. Nel 2007 lascia la band per dedicarsi a Spiral 69, e pubblica “A Filthy Lesson for Lovers“… -in amore si gioca ma si perde sempre qualcosa o tutta la partita o comunque una parte di noi. Lavoro che ottiene riconoscimenti prestigiosi e prende corpo anche la formazione con : Licia Missori al piano ed Enzo Russo alle chitarre. Una formula vincente, un piglio professionale che li ha portati al terzo album “Ghosts in My Eyes”, prodotto da Steve Hewitt (Placebo) e Paul Corkett (Nick Cave, The Cure, Bjork, Radiohead…). 

A dichiarare l’ambizione dell’ album è Fake Love che, solenne e cupo, è spettacolare quanto le scale del piano suonate dalla brava e creativa Licia Missori, mentre la voce malinconica di Riccardo accenna a quel filone dark e glam, conciliandoli, e rivestendolo del giusto struggimento. L’allure glam-wave continua in New Life con la sottolineatura della chitarra di Enzo Russo e un geniale Andrea Freda alla batteria, aprono un rock più ortodosso che però si appoggia senza tante storie su di un synth energico, non distaccato e sequenziato in Low Suicide , sgranandosi su un’elettronica minimale. Archi sopraffini e sofisticati e atmosfere meno dark introducono la “ creativa “ Dirty, miscela energica di synth e voce superba, ripassata da una seconda presenza femminile.

Trentanove minuti di grandissimo rock, dove la tradizione glam sposa l’urgenza di rinnovamento e genuinità istillata dal ciclone dark, e come diceva un vecchio saggio : angoscia e tormento possono condurre talvolta al piacere.

http://www.spiral69.com

https://www.facebook.com/spiral69music

https://soundcloud.com/spiral69

https://twitter.com/Spiral69

Marco De Luca – ” Canzoni Inedite “

In arte, artisti, autore, beat, blog, dischi, indie-rock, italia, musica, promozione emergenti, recensioni, streaming on luglio 1, 2013 at 12:55 pm

A cura di Alice Bevilacqua

Se cercate atmosfere piuttosto ‘intimiste’, fatte di melodie fluttuanti e testi leggermente ermetici, Marco De Luca fa decisamente al caso vostro. 

Originario di Atri (Teramo), Marco De Luca comincia la propria esperienza musicale all’interno di un gruppo – i Sine – che dopo alcuni anni però vede la propria fine; fine che per il musicista abruzzese altro non significa che nuovo inizio, stavolta da solista. Tralasciando i live e concentrandosi piuttosto sulla composizione, Marco De Luca trova modo di collaborare con altri musicisti e realizzare nuovi lavori che rispecchino più fedelmente i propri gusti e non limitino la sua vena cantautorale.

Attualmente all’attivo ci sono tre ep, prodotti autonomamente tra il 2006 e il 2012, in cui influenze new wave si fondono con il cantato più dolce, in italiano; il più recente, intitolato ‘Canzoni Inedite‘, contiene cinque tracce che mostrano chiaramente lo stile del musicista abruzzese, fatto di testi ricercati e ritmi costanti e quasi ipnotici che di certo non lasciano scampo all’ascoltatore.

L’ep si apre con ‘Angelina‘, e da subito percepiamo l’atmosfera quasi trasparente che la chitarra pesantemente riverberata vuole creare, e che procede quasi indipendente dal ritmo sottostante (che non cambia nemmeno per un secondo), così come la voce, molto profonda e ben modulata ma altrettanto effettata, che riesce seppur con qualche forzatura a rientrare nello schema generale della canzone. La sensazione generale che si prova, abbastanza delicata e dolce grazie alla melodia che talvolta si capta, è venata da una certa oscurità derivante dal testo e dal ritmo che crea uno spazio vagamente claustrofobico, aspetto che è senza dubbio amplificato nel brano seguente, ‘Inevitabile‘: la parte di chitarra di nuovo riverberata e identica a quella nel brano precedente prende il sopravvento, non riuscendo a fare da sottofondo e risultando prepotente nel coprire quasi la voce.

Il ritmo – realizzato elettronicamente – è ancora una volta monotono e si riesce con difficoltà a scorgere una melodia portante o almeno delle linee-guida, e la parte vocale non aiuta nell’impresa, dando un po’ l’impressione di non essere particolarmente ispirata; tutto ciò rende la canzone difficile da ‘seguire’.

Viva‘, terza traccia di ‘Canzoni Inedite‘, ripropone senza grandi variazioni gli stessi elementi, anche se introduce un fattore di supporto in più alla trama del brano che in parte lo rende più orecchiabile. Per il resto, il riverbero onnipresente e il ritmo monotono pregiudicano il testo e la parte vocale che presentano invece qualche spunto interessante. Una piacevole sorpresa è invece ‘Nella Verità‘, che finalmente offre all’ascoltatore una bella e sognante melodia non lasciata alla solita chitarra effettata – che rimane in sottofondo –, ma affidata ad una parte di chitarra indipendente e decisamente ispirata, che accompagna con successo la voce che dà decisamente il meglio di sé, senza echi forzati che coprono troppo la melodia portante; anche il testo cattura l’attenzione e nel complesso questo brano si impone alla considerazione dell’ascoltatore grazie alla validità della composizione.

Con ‘La Sconfitta‘, canzone conclusiva dell’EP, dopo un intro promettente si ripropone il medesimo ritmo che ci accompagna fino alla fine, e di nuovo la chitarra sovrasta ogni cosa: al ritmo deciso si contrappone in modo confuso la vacuità della melodia, che rientra difficilmente all’interno del ritmo ben scandito, allo stesso modo della voce, che presenta poca varietà e si fonde in un tutt’uno leggermente ripetitivo con le chitarre, in un riverbero generale che lascia pochissimo spazio agli altri elementi.

I fattori degni di nota ci sono, basta ascoltare ‘Nella Verità‘ per averne la certezza, ma si potrebbero raggiungere livelli diversi aggiungendo un po’ più di varietà allo stile seppur valido, non tralasciando l’importanza di melodie potenti ed espressive che, a fronte di ritmi ipnotici, non possono tradursi in trame a loro volta monotone che finiscono per appesantire il sound.

https://www.facebook.com/pages/Marco-De-Luca/108812972482919

https://soundcloud.com/marco-de-luca

http://www.rockit.it/marcodeluca

https://twitter.com/mdl71

I Valium – ” Revolution “

In arte, artisti, band, beat, blog, campania, dischi, emergenti, indie-rock, italia, promozione emergenti, recensioni, rock, streaming on maggio 17, 2013 at 1:39 pm

By Nana Arima.

Dimenticate l’assonanza del nome con quello dell’altrettanto noto medicinale, questo gruppo merita tutta la vostra più completa e totale attenzione! Di origine salernitana e composto da Marco e Luigi Sabino (entrambi voce e chitarra), Alain Fortunati (Basso), Fernando (Breef) e Manzo (Batteria), il gruppo dei Valium porta ai live e nei dischi un power-rock–pop tutto made in Italy (dal sound ai testi) e tutto in stile anni ‘60/’70.

L’intensa attività live in tutta Italia li ha portati ad aprire i concerti di artisti come i Tre Allegri Ragazzi Morti, The Fire, The Hormonauts, Zen Circus, Marta sui tubi e tanti altri, ma la svolta avviene nel 2010 con l’uscita del loro primo album ufficiale “La maledizione sta per arrivare” (Warner Chappell/Alkemist – Fanatix ) mixato da Matteo Cantaluppi ( The Collettivo, Canadians, Neffa) e masterizzato da John Astley ( The Who, Rolling Stones, Paul McCartney). Un album a cui critica e fans regalano un grande successo portando i singoli “L’INFEDELE” e “LUCIENNE”(ed i loro rispettivi videoclips) a spopolare sul web facendogli raggiungere addirittura le 20.000 visualizzazioni su Youtube.

Dopo un momento di stasi poi il gruppo ritorna in studio per la registrazione del nuovo lavoro e il 10 aprile 2013 (per la C.P.S.R. Produzioni e distribuito da Venus dischi, nonché scaricabile su ITUNES) esce “REVOLUTION”, un disco concepito in maniera diversa rispetto al precedente, infatti con il supporto di Ferdinando Farro (Maybe I’m) si decide per la realizzazione in presa diretta. Nel Gennaio 2013 parte il REVOLUTION TOUR che tocca tutt’Italia e non solo.

Dodici tracce dal sapore rock che a tratti strizza l’occhio agli anni ‘60/’70… a me personalmente hanno ricordato i miei amatissimi Beatles! REVOLUTION è “rivoluzionario” (perdonate il gioco di parole) non solo per gli arraggiamenti, ma anche per i testi dissacranti ed intensi e la scelta (saggia) di spingere l’uso della lingua italiana, di solito abbastanza bistrattata nel mondo del rock. Se amate il sound energico, sporco e che punti dritto dritto alla vostra anima vi suggerisco pezzi come RIVOLUZIONE, IO SONO PUNK, L’UOMO CHE AVVOLGE I SOGNI, VIVI DETESTANDOTI, 15 ANNI, L’EQUILIBRISTA, TU FAI I CONTI COL DIAVOLO e VIETNAM…. Sconsigliati solo ai cuori deboli e bigotti… stay rock!!!

http://www.valium.it/

https://soundcloud.com/ivalium

https://www.youtube.com/user/TheValiumTV

 

Please Diana – ” L’Inevitabile “

In artisti, band, blog, dischi, emergenti, indie-rock, italia, musica, promozione emergenti, recensioni, rock, streaming, Uncategorized on maggio 10, 2013 at 9:21 am

A cura di Claudio Papitto.

Come mai un gruppo italiano sceglie il nome anomalo di “Please Diana”??? Personalmente non l’ho ancora capito e di certo non lo capirete nemmeno voi… Ma questo nome piace come suona in bocca e se proprio vuoi dargli un significato daglielo con la tua fantasia, magari ascoltando il loro interessante album di Alternative RockL’Inevitabile”, uscito fresco fresco quest’anno: 10 canzoni dai titoli intimisti ed esistenziali che nel loro insieme compongono bene l’intricato puzzle dell’”inevitabile”, appunto, della nostra vita: le speranze e il nostro ego, l’anima e la ragione, i cambiamenti e le fughe, la diversità e la solitudine, le sensazioni per un partner.

I Please Diana mettono tutto questo in musica scegliendo uno stile rock a volte melodico (come le canzoni “Boreale” o “Posso Sentirti”) e a volte più duro (come “Non Chiedermi Perchè”). Trovi comunque in tutto l’album la voce nitida e pulita della cantante Gloria Bianconi affiancata dalla seconda voce del chitarrista Marco Sensi, voci che riescono sempre a coinvolgerti nel loro sound in modo semplice e affascinante. Apprezzabilissimi sono i piccoli fraseggi di chitarra all’inizio o nel mezzo delle canzoni oppure le ritmiche selvagge accompagnate dal granitico batterista Federico Croci. Le sonorità dei Please Diana sono intense grazie alle due chitarre di Marco Sensi e di Filippo Bovini che riempiono in modo determinante la struttura delle loro canzoni.

Se vuoi conoscere i Please Diana nel loro lato simpaticamente social ti consiglio di sbirciare bene nella loro Fan Page di Facebook, nella quale hanno anche messo un video del “making of” del loro album, commentandolo come “pieno di cazzate” ma secondo me proprio perchè grezzo e senza alcun effetto da cinema è un video realistico di un gruppo tosto e divertente. E’ bello vederli all’opera mentre suonano le varie parti delle canzoni, è bello vederli mentre ascoltano seri seri i mixaggi ed è bello vedere i loro fogli con i testi scritti a penna… Sembrano davvero un gruppo nato per caso e per caso trovatosi a suonare e quindi per caso oooops: ecco il nostro album! 

Infatti è proprio qui che si trova la particolarità dei Please Diana: in loro non trovi nulla di artefatto o premeditato eppure (diciamolo, inevitabilmente!) hanno fatto un ottimo lavoro realizzando un piacevolissimo cd di rock italiano

https://www.facebook.com/PleaseDiana

http://www.reverbnation.com/pleasediana

https://twitter.com/PleaseDiana

Steevo & Soundshaker – ” Sketches Of Mood “

In artisti, autore, band, blog, dischi, elettronica, italia, promozione emergenti, recensioni, streaming on aprile 29, 2013 at 1:21 pm

A cura di Lucia Muolo

Prendete due mondi probabilmente troppo diversi tra loro, complessi, con pochi elementi in comune e uniteli, miscelateli fino ad ottenere un composto disomogeneo e interessante: questo è il risultato del duo marchigiano Steevo & Soundshaker

E diversi, loro, lo sono: uno, Stefano Ruffini, dj e produttore; l’altro, Andrea Lodico, chitarrista e compositore. Diversi nel background, nelle passioni musicali e, forse, anche nella vita (magari glielo chiederemo). Le loro strade però si incontrano nel lontano 2005, grazie a collaborazioni in studio e progetti live che li uniscono professionalmente fino alla creazione del primo “nato”: nel 2011 la NuJazz Recording pubblica infatti Miss Gray, il loro primo singolo. Questo è solo l’inizio di una continua evoluzione che li porterà poi al debutto ufficiale con l’album Sketches of Mood, contenente appunto Miss Gray e altri 5 inediti.

E proprio di questo progetto veniamo ora a parlare: un album intriso di generi differenti, gusti musicali, approcci compositivi paralleli ma che si uniscono in un mix ben riuscito. Muovendosi tra (e con) le sei tracce, si percepiscono sfumature che vanno dal funk, alla house e ancora dall’elettronica al pop.

L’incarico di aprire l’album va alla già citata Miss Gray, un brano palesemente dance con delle venature funk e arricchito, come affermato dai due autori, dalla voce della vocalist italiana Saby Cap: ritornello riuscito. Il brano successivo è Bombay Mirror, un’immersione nelle sonorità della fine degli anni novanta. Ancora e ovviamente presente la matrice funk, con delle sfumature soul. A seguire deep house a go-go in una più piacevole Don’t let me. 

Il quarto brano è A sleepless night: convincente traccia che si colora di atmosfere British più calde e avvolgenti. Penultimo step con una Kill the silence che si discosta dalle precedenti canzoni e che è forse tra i più riusciti dell’album: downbeat rilassante! Per ultimo, ma a mio modesto parere non per l’intensità, Cajus: ancora striature diverse e multicolori per un pezzo che chiude un bel progetto.

Molto facile, con un lavoro di questo genere, incappare nell’irreversibile nube nera del “l’ho già sentito”/ “non lo metterei nell’I-pod”/ “è musica da negozi”. Tutto sta nel calibrare bene i diversi elementi a propria disposizione senza strafare, o peggio ancora cadendo nel baratro della banalità.

Per ora, pericolo scampato!

https://www.facebook.com/pages/Steevo-Soundshaker/223780897665110

https://soundcloud.com/nujazz/steevo-and-soundshaker

http://www.youtube.com/steevomuzic

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