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Archive for the ‘grecia’ Category

Dalla Grecia con amore: esce Mare, il nuovo video di Davide Pagnini

In arte, artisti, autore, comunicati, comunicati musica, emergenti, grecia, italia, pop-rock, Uncategorized on giugno 20, 2016 at 4:22 pm

PagniniMare

Nuovo videoclip dall’album “Maschere” del cantautore pesarese. Un brano dalle atmosfere pop folk che miscela ritmiche incalzanti e ballabili con suoni più melodici di chitarra acustica e fisarmonica.

https://youtu.be/wixtKcLc91I

Mare è il nuovo singolo/videoclip di Davide Pagnini, estratto dall’album d’esordio Maschere (PMS Studio). Un brano dalle sonorità pop folk che miscela ritmiche incalzanti e ballabili con suoni più melodici di chitarra acustica e fisarmonica. La metrica del testo è fitta e le parole scorrono rapide su una melodia orecchiabile che passa da atmosfere più introspettive ad aperture orecchiabili ed estive. Alcune sfumature di Mare richiamano cantautori come GazzèJovanotti Mannarino.

C’è una parte di noi che si sente osservata, giudicata, criticata e spesso accusata dagli altri. E’ quella parte che ci fa essere guardinghi e chiusi in noi stessi. L’altra parte, però, è felice e spensierata e se ne frega di tutto, vivendo la libertà e lasciandosi cullare da ciò che accade. Ho scritto questa canzone raccontando l’equilibrio tra queste due facce della personalità umana che spesso sono in contrapposizione e danno vita a comportamenti curiosi, bizzarri e apparentemente inspiegabili.

Video Credits
Prodotto da Woodcutters e PMS Studio.
Regia di Francesco Agostini.
Interpretato da Davide Pagnini e Antony Agostini.

Tutte le riprese sono state girate in mezzo alla gente sia ad Atene che a Santorini e molti curiosi, come racconta Pagnini, hanno lasciato dei soldi credendolo artista di strada. L’ukulele azzurro è stato sempre presente, dalle spiagge, alle vie del centro, alle discoteche, alle piazze, a dentro i monumenti, richiamando l’attenzione di tanti turisti desiderosi di fotografarsi insieme al cantautore.

DavidePagnini2

Siamo stati così presi dalle ultime scene del video che abbiamo sbagliato giorno di rientro in Italia e abbiamo perso due aerei, dovendo rimanere in Grecia due giorni in più senza un tetto né soldi. Per questo motivo abbiamo suonato per le strade per guadagnare qualcosa e siamo stati svegli 50 ore di fila. Ne è valsa la pena. 7.20 euro.

L’estate sarà all’insegna dei concerti e il progetto principale è quello di portare il disco e il nuovo singolo in giro per l’Italia anche dal vivo. “Preparerò tre nuovi inediti per i grandi concorsi dell’autunno, cioè Musicultura e Sanremo Giovani e nel frattempo sto scrivendo tante nuove cose.

Next Gigs

2 luglio, Pesaro, Festa del Porto
9 luglio, Verona, Sagra del Carmine, opener ai Gem Boy
15 luglio, Bolzano, AurOra – Circolo Arci,
16 luglio, Castelnuovo del Garda (VE), Splatter
7 agosto, Ozzano (BO), Agosto con noi Festival

L’album Maschere affronta molte tematiche, dall’amore passionale al tempo che scorre, dal ritmo incostante della vita ai tramonti romantici delle nostre terre, dal bisogno di viaggiare alla ricerca di fermarsi. E’ un disco introspettivo ed emozionale, dove non mancano, però, brani ritmati in stile più folk e funky.

Streaming: https://open.spotify.com/album/6KjyIqNLM0aAGi0BFYsz1i

Bio: Davide Pagnini nasce a Pesaro il 16 settembre 1988. All’età di 7 anni si avvicina alla musica attraverso lo studio del pianoforte. A 10 anni si iscrive al Conservatorio G.Rossini di Pesaro e viene ammesso alla classe di chitarra classica, passione tramandata dal papà Gabriele. A 15 anni scrive le prime canzoni, scoprendo nella composizione la sua più grande passione. Nel 2008 conosce Francesco Gazzè, fratello e autore di Max, con il quale intraprende una stretta collaborazione che lo porta a sperimentare nuovi metodi di scrittura. Nel 2009 firma il primo contratto editoriale con Linea Due Edizioni, fortemente voluto da Francesco Gazzè. Nello stesso periodo fonda il duo Ebanoh con il violoncellista Jacopo Mariotti, sviluppando arrangiamenti particolari e raffinati per i suoi brani, dando vita ad un progetto inedito in Italia che conta circa 200 date, due dischi pubblicati dalla casa discografica PMS Studio e diversi concorsi vinti. Negli stessi anni produce alcune colonne sonore per i cortometraggi del regista Mattia Allegrucci. Nel 2013 scrive due brani presenti nel primo disco della cantante Eleonora Mazzotti e parallelamente conclude il suo primo progetto discografico con gli Ebanoh. Nel 2014 vince per la seconda volta il concorso “Fuori le idee”, che gli da la possibilità di suonare un suo brano con l’orchestra sinfonica Rossini e dividere il palco con Enrico Ruggeri. Dopo l’uscita dell’album Schizzi degli Ebanoh, firma un nuovo contratto discografico da solista. Si presenta con un progetto di nuove canzoni e sonorità, che accompagnano testi dal carattere più emozionale e melodico. Il suo produttore e manager Raffaele Montanari lo aiuta fortemente con lo sviluppo di arrangiamenti importanti, anche con il coinvolgimento di grandi musicisti professionisti. Nella seconda metà del 2014, Davide propone una nuova linea di concerti live, esibendosi esclusivamente con chitarra e voce. Conta circa 40 concerti nell’ultimo anno, anche in piazze e teatri di prestigio, come il Teatro Rossini di Pesaro, accompagnato per la seconda volta dall’orchestra sinfonica. Nel dicembre 2014 pubblica il singolo/video Chiedersi perché, che raggiunge i 2000 download nei primi giorni di vendita. Il 15 giugno 2015 pubblica il secondo singolo Rosso di sera. Il relativo video vince il premio di “Miglior fotografia di un video emergente”, supera in due mesi le 10.000 views su YouTube e vende 2000 copie digitali. Il 27 dicembre 2015 esce il suo primo album solista Maschere che nel primo mese vince “Miglior disco della settimana” su CiaoRadio e vende 2500 copie tra digitali e fisiche. Il disco contiene dodici brani inediti, compresi i due singoli precedentemente pubblicati, oltre ad una bonus track.

Contatti
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Frank Lavorino 339 6038451


Dalla Grecia il fascinoso gruppo dei Gravitysays_I

In arte, artisti, band, blog, dischi, grecia on febbraio 25, 2013 at 2:47 pm

Un gruppo misterioso e interessante quello dei Gravity Says_I:nati nel 2003 in Grecia dalla mente di Manos Paterakis e Nikos Retsos hanno pubblicato il loro primo album solo nel 2007 e per giunta hanno fatto passare altri quattro anni prima della pubblicazione del secondo album (2011).

gravity saysdi Claudio Papitto

E’ un gruppo controcorrente quindi perchè appunto al di fuori delle logiche del mercato musicale. Ma come mai tutti questi anni per lanciare in realtà solo due albums? La risposta la trovi nella loro stessa filosofia di fare musica, intesa come “accompagnamento per le ispirazioni” e “vivere accanto alla melodia”.

Ascoltando il loro primo album, “The Roughest Sea”, le canzoni assumono colori tra il folk e l’elettronica, si mantengono minimaliste ed essenziali, a volte senza neanche parti cantate, con qualche spruzzo di sano vero progressive specialmente nelle prime “Gravity Says I” e “The Air” (quest’ultima con un’insolita partecipazione di voce femminile). Il resto dell’album scorre pressocchè lento tra suoni oscuri e spazi molto onirici.

Ma dove il gruppo esprime al massimo le sue atmosfere oscure e sognanti è nel bellissimo secondo album del 2011: “The Figures of Enormous Gray and The Patterns of Fraud”. Si tratta di un concept album che ricorda strascichi pinkfloydiani anni 70 ma con un’aggiunta originale di un vero e proprio coro formato da cinque voci maschili. E’ proprio il canto a cappella di questo coro che apre alle sonorità progressive dell’album, che si protraggono in due grandi parti di circa 20 minuti ciascuna. Nella musica di questo album non esiste una parte vocale o uno strumento facente da leader, bensì tutto si trasforma armonicamente dal coro solitario alla chiatarra acustica, dallo xilofono al violoncello, dalla batteria alla chitarra elettrica che assieme al basso governa i segmenti più pompati dell’opera omnia.

C’è una ricerca accurata in ogni scelta strumentale delle loro canzoni e questa ricerca ha un fine ben preciso: i Gravitysay_I vogliono raccontarti l’urgenza di un’identità umana e sociale in mezzo ad un mondo che ti scarta e ti distrugge fin dal giorno in cui nasci, un’identità che viene repressa anche dal paradosso odioso di essere giovani e non poter cambiare l’enorme grigio sopra di noi. Sì, forse il gruppo ha preso spunto dalla difficile situazione politica della loro nazione, la Grecia, rendendo questo spunto una fonte di scuotimento per tutti quelli che si sentono oppressi da quell’enorme grigio così ben suonato nel loro concept album. by Claudio Papitto

http://www.facebook.com/pages/Gravitysays_i/184810734891402

Conosci band estere di qualsiasi genere che ti hanno colpito e che ti piacerebbe se ne parlasse di più nel web? Scrivici su antipop.project@gmail.com :  inserendoci dei link di ascolto delle bands underground che stai seguendo maggiormente! (non band con poco materiale per favore)

 

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