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“I segreti della Luna”, il nuovo romanzo di Valentina Morretta

In libri on giugno 29, 2020 at 8:38 am

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

I segreti della Luna di Valentina Morretta

La scrittrice vicentina Valentina Morretta presenta “I segreti della Luna”, un romanzo d’esordio moderno e frizzante ricco di colpi di scena, di eccitanti avventure e di grandi passioni. Victoria, la protagonista dell’opera, ha modellato su di sé il personaggio di Luna per nascondere la propria identità fragile e insicura, e per difendersi da una vita che l’ha messa a dura prova. Alla fine però comprenderà che proprio il lato di sé che cerca ostinatamente di occultare è il più prezioso, perché è autentico.

Titolo: I segreti della Luna

Autore: Valentina Morretta

Genere: Narrativa contemporanea

Casa Editrice: Self-publishing

Pagine: 266

Prezzo: 18,50€

Codice ISBN: 978-88-923-68-149

«Ho dedicato anni alla creazione di Luna, non tanto per il personaggio che rappresenta, quanto sul lavoro interiore che ho dovuto affrontare. Intenso, duro… Mi sono spinta oltre ciò che credevo possibile realizzare. Non pensavo di diventare un’icona, un simbolo del potere che hanno le donne. All’apparenza sembriamo essere così fragili, eppure celiamo un mistero al nostro interno, che teniamo ben custodito lasciando vedere agli altri solo ciò che vogliamo che scoprano. Proprio come la luna: misteriosa, romantica, magnetica, immutabile, con un lato perennemente nascosto, mostra sempre una sola faccia […]».

I segreti della Luna di Valentina Morretta è la storia di Luna, nata come blogger, poi diventata attrice. Una giovane donna che sa quello che vuole e che da sempre lotta per affermarsi: “Raggiunta la consapevolezza di poter arrivare a realizzare qualunque cosa, basta solo volerla, mi sono chiesta: Allora cosa voglio? Per trovare la risposta ho creato Luna”. Luna è infatti un nome d’arte, nato per esprimere ciò che come Victoria non riusciva ad esternare. La giovane appare subito agli occhi del lettore come un’anima in perenne ricerca, destabilizzata dalla maschera che ha deciso di indossare, e che è ormai diventata una seconda faccia. Come la luna in cielo mostra sempre il suo lato migliore, così Luna lascia il volto di Victoria in ombra, proteggendola e avendone timore allo stesso tempo. Perché non c’è cosa più difficile che essere sé stessi, senza filtri. In questo romanzo si riflette sul concetto di maschera e sull’ambiguità della sua funzione, perché oltre a mistificare sembra essere l’unica strada percorribile da Victoria per poter affermare i propri desideri più autentici. La stessa ambiguità ammanta la giovane protagonista: è davvero una donna forte, un’icona di indipendenza, o è solo finzione? A leggere tra le righe Luna appare fragile, ma la maschera riesce a confondere e a sviare dalla realtà. Una fragilità ben espressa nel rapporto travagliato con Kimon: “La prima volta che ho incontrato i suoi occhi ho trovato il mio paradiso. Per questo quando si allontana è un po’ come perdere me stessa, con la paura di riaffiorare all’inferno”. Valentina Morretta racconta una storia d’amore e di affermazione di sé attraverso una scrittura leggera, fresca e coinvolgente, che parla della cultura pop e del mondo giovanile, riflettendo su cosa voglia dire essere donna nella società contemporanea, con i suoi pro e i suoi contro. La scrittrice offre un’attenta panoramica sul mondo di oggi, sul fenomeno delle star che nascono sul web, su quel mondo patinato e invidiato che nasconde solitudine e finzione, sul peso della fama che può divorare un’esistenza. Luna ama stare al centro dell’attenzione, ma comprende che ciò che sta vivendo è una vita non veramente sua, perché anche il suo privato è gettato in pasto al pubblico. Tutti vogliono un pezzo di Luna, senza pensare all’anima pura che conserva gelosamente, l’anima di Victoria. Victoria riesce ad emergere solo quando Luna è in compagnia di Kimon, quando non ci sono flash, o passerelle. Nelle battute finali, con la partecipazione ad un reality, Luna affronta finalmente le proprie paure e decide di non nascondere più le sue fragilità. Un messaggio importante, perché nella vita conta soprattutto chi si è davvero, e non ciò che vedono gli altri in noi. I segreti della Luna è il racconto di un necessario viaggio alla riscoperta di sé: “È stata eclissata Luna per far emergere la vera Victoria”; in una liberazione catartica dai segreti che opprimono il suo cuore, Luna/Victoria può guardarsi allo specchio ed essere fiera di sé stessa, conscia di essersi realizzata contro le maligne previsioni altrui, sicuramente svuotata e indifesa ma finalmente libera di essere ciò che vuole.

TRAMA. Intrighi, intrecci e misteri. La storia segreta dietro un nome che incanta chiunque. La Luna, da sempre affascina il mondo intero, nell’oscurità della notte si osserva la sua luce, alla ricerca della scoperta del suo lato nascosto. Da piccoli si vedono i suoi volti mutare. Da adolescenti le si chiede di realizzare i propri desideri. Da ragazzi la si scruta con più criticità, iniziando a vederla come il pianeta oscuro mai realmente conquistato. Da adulti si guarda nel suo complesso insieme alle stelle per sognare. In vecchiaia semplicemente si pensa alla propria vita sorridendo insieme a lei nel ricordare. Insomma, tanto criticata quanto non capita, nasconde sempre una faccia solo per far vedere sempre il lato migliore. Esattamente come la protagonista di questo racconto, che si trova ad affrontare temi impegnativi sempre con il sorriso, perché, come nelle fiabe, bisogna interpretare gli ostacoli che il destino ha in serbo per ognuno di noi, prestando attenzione ai dettagli. In un’escalation di avventure che fanno ridere, sorridere, commuovere e riflettere sul non giudicare dalle apparenze.

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BIOGRAFIA. Valentina Morretta, scrittrice esordiente, appassionata e determinata a lasciare una sua traccia nella storia. Da sempre sottovalutata, in quanto “sembra vivere in un mondo tutto suo, perennemente con la testa tra le nuvole”, in realtà è un’osservatrice scrupolosa e meditativa, in continua evoluzione e alla ricerca della vera essenza del proprio essere. Nel percorso di crescita ha scoperto che bisogna sempre camminare a testa alta, affrontando la vita a proprio piacimento, senza badare ai giudizi altrui, spesso ragionando più con il cuore che con la mente. Questo l’ha portata ad inseguire i propri sogni, desideri ed obiettivi dedicandosi anima e corpo. Il traguardo più soddisfacente è stato mettere nero su bianco tutto ciò che quotidianamente immagina e vive, catapultando il lettore nel mondo visto attraverso i suoi occhi. Pubblica quindi nel 2020 in self-publishing il suo primo romanzo, “I segreti della Luna”.

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“Come in un romanzo. Viaggio nella Libroterapia”, il nuovo saggio di Barbara Venturini

In libri on giugno 25, 2020 at 7:48 am

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

Come in un romanzo. Viaggio nella Libroterapia

di Barbara Venturini

La psicologa e psicoterapeuta marchigiana Barbara Venturini presenta “Come in un romanzo. Viaggio nella Libroterapia”, un interessante cammino attraverso i territori della psiche e dei libri. L’autrice mostra il saldo legame che esiste tra psicologia e letteratura, e ci introduce al mondo della libroterapia, in cui si utilizza la lettura come complemento al processo terapeutico. Attraverso le storie altrui è infatti possibile ritrovare il proprio vissuto, e venire a patti con ciò che ci fa stare male o con ciò che ignoriamo di noi stessi, ma che spinge dal profondo per emergere.

Titolo: Come in un romanzo. Viaggio nella Libroterapia

Autore: Barbara Venturini

Genere: Saggistica

Casa Editrice: Transeuropa Edizioni

Collana: Studi e ricerche

Pagine: 110

Prezzo: 15,00€

Codice ISBN: 978-88-312-49-331

«Il potere della parola è immenso, la parola che sfiora, colpisce e si fissa nella nostra memoria nel bene e nel male […]».

Come in un romanzo. Viaggio nella Libroterapia di Barbara Venturini è un testo di grande interesse per chi vive la lettura non solo come un passatempo ma soprattutto come un’attività fondamentale per il proprio benessere; si può azzardare a dire chi giudica la lettura un bene di prima necessità. L’autrice parla dell’immenso potere delle parole, un potere magico che sa trasportare nel tempo, nello spazio e nelle coscienze altrui, che sa consolare ed appassionare, e che permette di non sentirsi mai soli. Dalle parole di Francis Scott Fitzgerald: “Questa è la parte più bella di tutta la letteratura: scoprire che i tuoi desideri sono desideri universali, che non sei solo o isolato da nessuno. Tu appartieni”. Barbara Venturini è una psicologa e psicoterapeuta, e in virtù del suo amore per la letteratura conduce gruppi di libroterapia di supporto al processo terapeutico. Esiste infatti un profondo legame tra la letteratura e la psicologia che l’autrice tende a sottolineare; un legame ravvisato anche da Sigmund Freud, quando ha affermato che gli scrittori e i poeti sono stati i veri scopritori dell’inconscio, e hanno gettato le basi per una psicologia del profondo. Nel testo è di notevole importanza il discorso sulla predisposizione empatica in chi legge, perché il viaggio all’interno di un romanzo permette l’immedesimazione e la sperimentazione di tante vite diverse, con il risultato di affinare le proprie capacità di comprensione dei sentimenti altrui. L’autrice ricorda inoltre a tutti i lettori quanto sia prezioso l’oggetto libro, quanti ricordi e sensazioni fisiche sono legate ad esso; un libro è un universo da esplorare, e anche la morte sembra lontana quando davanti a noi ci sono tante e diverse esistenze pronte per essere vissute. Un patrimonio di parole che diventa la base delle sue sedute di libroterapia: questo testo nasce infatti dall’esperienza dei partecipanti al suo gruppo, che hanno scritto racconti autobiografici o poesie ispirati dalla lettura di un determinato libro scelto in base a un argomento – come la solitudine, il tempo, il senso di colpa – introdotto brevemente dalla psicologa a inizio di ogni capitolo. Attraverso le parole di autori come Paul Auster, Matt Haig o Elizabeth Strout, i componenti del gruppo di Barbara Venturini hanno trovato ispirazione per scrivere la propria storia; è una scrittura terapeutica, che permette di esperire una catarsi, un sollievo dai mali dello spirito. E le loro parole arrivano dritte al lettore di questo saggio, che non solo può identificarsi nelle loro storie, ma può anche trovare degli interessanti spunti di lettura (comodamente raccolti in appendice), e magari in un buon libro potrà anche trovare conforto o forse aiuto, sicuramente benessere. Come infatti afferma l’autrice: “Un grande romanzo ha il potere di toccare il nostro animo e di forgiare le nostre menti, ha quindi indiscutibilmente un potenziale terapeutico”.

TRAMA. Questo libro è nato quasi per caso, da un’idea dei partecipanti al gruppo “storico” che conduco da diversi anni a Pesaro. Un viaggio nel mondo della Libroterapia, metodologia che utilizza la lettura come complemento al processo terapeutico: dalle sue origini alle sue applicazioni. Leggere ci dà la possibilità di emozionarci, di comprendere meglio noi stessi e gli altri da diversi punti di vista. Dalle letture fatte in questi anni sono emersi vissuti rielaborati e condivisi in gruppo dai quali sono nati degli scritti, a sfondo autobiografico, raccolti in questo libro, ognuno ispirato dalla lettura di un romanzo. Ricordando le parole di Andrea Camilleri in Tiresia: “Persona e personaggio diventano la stessa cosa”.

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BIOGRAFIA. Barbara Venturini (Pesaro, 1970) è una psicologa e psicoterapeuta. Lavora in ambito clinico privatamente e nei Servizi Sanitari del territorio da più di venti anni. Da sempre appassionata della lettura, la utilizza individualmente e in gruppo all’interno del processo terapeutico. “Come in un romanzo. Viaggio nella Libroterapia” (Transeuropa Edizioni, 2020) è il suo esordio nella saggistica.

LA CASA EDITRICE. Transeuropa Edizioni nasce come una “felice anomalia” all’interno del panorama editoriale italiano. Costituita come coordinamento di autori/editori, nel segno di Pier Vittorio Tondelli, la loro recente programmazione ha confermato che è possibile consolidare il proprio pubblico anche in quei settori – la poesia, gli esordienti, la narrativa breve e il teatro – tradizionalmente considerati “deboli” dal punto di vista del mercato librario. Il loro progetto editoriale è dar voce e luogo alle differenti geografie dell’umano, con particolare attenzione ai contesti ex/centrici: la differenza, e le differenze, come essenza dell’umano, e sua specifica possibilità di salvezza.Il nome stesso della casa editrice fa segno alla necessità/possibilità di uno sconfinamento in vista di un cambiamento, una trasformazione, come nella trance dei riti di passaggio, evocata anche nel logo, dove una T o Tau spiraleggiante riprende la coda della spirale disegnata dal filosofo Martin Heidegger nelle lezioni friburghesi sull’essenza della libertà umana.Il catalogo di Transeuropa Edizioni conta oggi circa 300 volumi, con 20 titoli di media all’anno. La storica attenzione della casa editrice per il nuovo, l’inedito, il diverso e il non catalogato in ambito narrativo, si è nel tempo estesa alla poesia e alla saggistica di proposta – mai trattate in precedenza – raggiungendo importanti collaborazioni con pensatori di fama internazionale come René Girard, Gianni Vattimoe Slavoj Žižek.

Contatti

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Arcadiateatro Libri presenta l’opera “TEATRO – Volume 1” di Bernard-Marie Koltès

In libri on giugno 24, 2020 at 1:31 pm

TEATRO – Volume 1 di Bernard-Marie Koltès

Arcadiateatro Libri presenta “TEATRO – Volume 1”, il primo dei tre libri in cui è raccolta l’opera teatrale completa del drammaturgo e regista francese Bernard-Marie Koltès, scomparso prematuramente nel 1989. Un artista rivoluzionario, tra i rappresentanti più significativi della nuova drammaturgia francese; un autore dalla lucida, potente visionarietà. Sono presenti nell’opera le traduzioni di Anna Barbera, Francesco Bergamasco e Marco Calvani, e vi è inoltre un’appassionata introduzione dello scrittore Arnaud Maïsetti.

Titolo: TEATRO – Volume 1

Autore: Bernard-Marie Koltès

Genere: Teatro

Casa Editrice: Arcadiateatro Libri

Pagine: 320

Prezzo: 22,00€

Codice ISBN: 978-88-312-31-008

«È un teatro che disarma il teatro con la sua evidenza. È la nudità della parola. È l’incontro come un teorema. È la tenerezza a dispetto del buon senso. È una scrittura che fonda tutta un’arte, un mondo, e un uomo che la forgia e ci si scontra […]». Arnaud Maïsetti 

Un progetto ambizioso ha portato la casa editrice Arcadiateatro Libri a tradurre e pubblicare in tre volumi tutti i testi, compresi quelli inediti, di Bernard-Marie Koltès: nasce quindi TEATRO – Volume 1, che racchiude la prima selezione di opere del drammaturgo e regista francese, divenuto un classico contemporaneo. Sono trascorsi trentun anni dalla morte di uno degli autori più importanti del ventesimo secolo, che ha rinnovato la scrittura e la ragione d’essere del teatro attraverso un lessico e un uso della frase testimoni di un linguaggio contemporaneo e, allo stesso tempo, di una perfetta lingua francese. Tutto questo attraverso un senso profondo della metafora e dell’allegoria, strutture drammatiche originali, universalità di temi mitici ma anche assolutamente attuali, attraverso la scelta di una realtà ai margini che egli pone al centro e, infine, attraverso lo sguardo visionario di un poeta sul mondo. Bernard-Marie Koltès conduce le situazioni al limite del paradosso, indaga tematiche come il razzismo, la violenza contro il diverso, l’emigrazione e riflette sull’oscurità che abita in ogni essere umano e sulle contraddizioni di una società iniqua. Nell’introduzione di Arnaud Maïsetti si presentano la biografia, le opere e il pensiero di un autore e regista “follemente esigente, palesemente preciso, estremamente scarno nella forma, con la potente necessità di dire, con una poesia violenta, la rabbia di esistere”. Nel testo sono presenti cinque opere dell’autore, oltre ad appunti dello stesso Koltès: Le amarezze (Les Amertumes, 1970), L’eredità (L’Héritage, 1972), Lotta di negro e cani (Combat de nègre et de chiens, 1982), Quai Ouest, 1985 e Nella solitudine dei campi di cotone (Dans la solitude des champs de coton, 1987). Dalle parole di Bernard-Marie Koltès: “E la sfida del teatro diventa: abbandonare il palcoscenico per ritrovare la vita reale”, e questa prima raccolta è il lucido manifesto di un drammaturgo unico nel suo genere che ha anticipato i tempi e che ha narrato la realtà così com’era, senza alibi o deformazioni. L’attore Pierfrancesco Favino ha voluto omaggiare l’immenso talento di Koltès interpretando un frammento di quattro minuti della sua opera del 1977 La notte poco prima delle foreste, durante la 68esima edizione del festival di Sanremo del 2018.

TRAMA. Il piano dell’opera: TEATRO – Volume 1(2019)Le amarezze – L’eredità – Lotta di negro e cani – Quai Ouest – Nella solitudine dei campi di cotone; TEATRO – Volume 2(2020)Coco – Tabataba – Storie morte – Ritorno al deserto – Roberto Zucco; TEATRO – Volume 3(2021)Voci sorde – Sallinger – La marcia – Processo ebbro – La notte poco prima delle foreste – Giorno di morte nella storia di Amleto. Il progetto in tre volumipresenta per la prima volta in Italia l’opera teatrale completa, testi inediti e nuove traduzioni dell’autore culto della drammaturgia contemporaneaBernard-Marie Koltès.

IL CURATORE DELL’OPERA È DISPONIBILE A RILASCIARE INTERVISTE

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BIOGRAFIA. Bernard-Marie Koltèsnasce a Metz, in Francia, il 9 aprile 1948 da una famiglia della media borghesia. In poco più di vent’anni di attività scrive quindici opere teatrali. Il 15 aprile 1989 Koltès muore a Parigi a soli 41 anni, dopo aver rivoluzionato il linguaggio drammaturgico e la stessa ragion d’essere del teatro.

Per ulteriori approfondimenti: http://www.bernardmariekoltes.com/

LA CASA EDITRICE. Arcadiateatro Libri è il nuovo marchio editoriale lanciato nel 2019 da Arcadia & Ricono, casa editrice e agenzia letteraria per il teatro. Con sedi a Londra e a Roma, Arcadia & Ricono è oggi diventata un punto di riferimento per le più importanti compagnie teatrali, registi, agenti stranieri, compagnie di produzione e teatri in Italia. A&R, sotto la guida della sua fondatrice Anna Ashton Parnanzini, è diventata negli anni un’agenzia letteraria molto apprezzata e rappresenta, tra i suoi 200 autori, i più importanti drammaturghi contemporanei come: Alan Bennett, Thornton Wilder, David Mamet, Hanif Kureishi, Samuel Beckett e Tom Stoppard. Negli ultimi anni A&R ha anche sviluppato una sezione di pubblicazione di testi teatrali; la sfida è quella di offrire ad amanti del teatro, operatori culturali e lettori più attenti l’opportunità di leggere i principali autori contemporanei in traduzioni accurate e aggiornate. Un modo per prolungare la vita di commedie, drammi e monologhi messi in scena oltre il tempo effimero della rappresentazione, e diffondere una “cultura teatrale”.

Contatti

http://www.arcadia-media.net/

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Monologo di Pierfrancesco Favino tratto da “La notte poco prima delle foreste” di Bernard-Marie Koltès

Link di vendita

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“Alessandro Magno. Il rapporto di Venamon”, il nuovo thriller storico di Adriano Petta

In libri on giugno 23, 2020 at 9:38 am

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

Alessandro Magno. Il rapporto di Venamon di Adriano Petta

Lo scrittore molisano Adriano Petta presenta “Alessandro Magno. Il rapporto di Venamon”, un avvincente thriller storico che racconta di un mistero insondabile, di azioni valorose e di amore per la libertà. Anassarco di Abdera, filosofo atomista al seguito del re Alessandro Magno nella campagna d’Asia, è il testimone di una vicenda incredibile che ruota attorno al “Rapporto di Venamon”, un papiro vergato in ieratico considerato tra i primi racconti storici dell’umanità, il cui originale è oggi conservato nel museo Puškin di Mosca.

Titolo: Alessandro Magno. Il rapporto di Venamon

Autore: Adriano Petta

Genere: Thriller storico

Casa Editrice: Fawkes Editions

Pagine: 368

Prezzo: 25,00€

Codice ISBN: 978-29-308-99-848

«Anassarco, sarai tu a farci da padre, da guida! Tu ci aiuterai a cercare il segreto nascosto in quel rotolo di marmo e percorreremo insieme le strade dell’Oriente e della Persia, cercando di contagiare altri sognatori con la visione di nostra madre. Né la nostra vita né la nostra morte saranno state vane […]».

Alessandro Magno. Il rapporto di Venamon di Adriano Petta si apre su un intenso prologo ambientato nella “Casa del Cielo”, una grotta in cui è scolpita su roccia nera tutta la storia dell’umanità. Assiotea e Demos vengono sorpresi nella grotta dal Guardiano, che li uccide barbaramente; solo il figlio Unai riesce a salvarsi dal massacro e a fuggire lontano, non prima però di aver letto uno strano nome, Venamon, intagliato nell’incavo nascosto di una scultura a forma di rotolo di papiro. Sono passati degli anni e siamo nel 336 a. C. a Corinto: Anassarco di Abdera, filosofo atomista e libero pensatore discepolo di Democrito, diviene storico di riserva nella campagna militare di Alessandro Magno contro i persiani. Il re macedone è ritratto nel suo carisma innegabile, nella sua visionarietà, nella sua brutale intraprendenza; mosso dall’ambizione di creare il più grande impero della storia, decide di conquistare e distruggere tutto ciò che si frappone tra lui e i suoi sogni di gloria. Anassarco è al suo fianco, benché non condivida molte delle sue idee; egli è un uomo libero, e la sua schiettezza viene molto apprezzata dal re. L’incontro con l’agriano Fobos (un tempo Unai) e l’amazzone Xeni, entrambi con un passato di schiavitù, accende l’animo del filosofo: “Quella era senza dubbio una notte magica: tra le fiammelle delle lucerne che vibravano sotto la spinta delle folate che giungevano dal bosco, aleggiava la presenza di Assiotea: il suo sogno si era impossessato di Fobos e Xeni, e ora loro lo stavano trasmettendo a me e a Diogene”. Fobos e Xeni vogliono infatti esaudire il desiderio dei loro genitori adottivi, i defunti Assiotea e Demos, di abolire ogni forma di schiavitù, e sanno che per raggiungere il loro nobile scopo dovranno lottare duramente, mettendo anche a rischio le loro vite. Tutti e tre partiranno per l’Asia insieme al re macedone, e nel mentre indagheranno sul mistero del Rapporto di Venamon, che sembra essere la chiave per una grande scoperta che nelle mani giuste cambierebbe il destino di molti. Fobos e Xeni si affezionano ad Anassarco tanto che egli diventa una figura paterna: insieme viaggeranno attraverso terre sporcate del sangue degli oppositori del re, e dovranno loro stessi combattere e convivere con una violenza che dentro di loro scava profondi sensi di colpa. Per due giovani che desiderano abolire la schiavitù, rendere le donne pari agli uomini e costruire una società equa e libera, è un tormento dover essere in prima linea nelle scellerate azioni di conquista di un uomo spinto da cieco furore. L’autore è molto accurato nel descrivere le fasi cruente delle battaglie e le tattiche militari, nel far percepire l’ansia per gli assedi infiniti; allo stesso tempo racconta con precisione storica delle affascinanti atmosfere di quell’epoca, dell’organizzazione delle città e dei templi, e dell’amore per la filosofia e per la cultura. E quando nel romanzo si narra del lungo assedio e della caduta di Tiro, e della ricerca dei cinquecento fogli di papiro di ottima fattura che contengono un complesso enigma da decifrare, si ricorda al lettore l’importanza delle storie, di chi le vive e di chi le racconta.

TRAMA. XI sec a. C. Venamon, ambasciatore del faraone, consegna alla città fenicia di Tiro cinquecento fogli di papiro. Nel 332 a. C. Alessandro Magno assedia Tiro. Fobos e Xeni, due eroi dell’invincibile esercito macedone, partecipano all’assedio, continuando le ricerche relative ai fogli di papiro. Chi guida le indagini è la bellissima Xeni, che sogna di riscattare tutti gli schiavi; segue le tracce dei Kleroterion, i meccanismi usati nei tribunali. Al di là dei bastioni di Tiro, il principe fenicio attende la donna di cui si è innamorato, Xeni, che vola sulle passerelle assieme a Fobos e al re Alessandro, verso la soluzione del mistero di Venamon.

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BIOGRAFIA. Adriano Petta (Carpinone, 1945) è uno storico e scrittore. È autore del romanzo storico “Ipazia, vita e sogni di una scienziata del IV secolo” (La Lepre Edizioni, 2009), ai primi posti nella classifica delle vendite con oltre ottantamila copie vendute. Tra le altre pubblicazioni: il thriller storico“Assiotea” (Stampa Alternativa, 2009), “Eresia pura” (Stampa Alternativa, 2005 e La Lepre Edizioni, 2012), tradotto e pubblicato anche in Spagna, “Roghi fatui” (Stampa Alternativa, 2002 e La Lepre Edizioni, 2011), “La sinfonia maledetta”(Tempesta Editore, 2014) e “Il romanzo di Marusja”(Tempesta Editore, 2015). Dal suo romanzo storico “Ipazia, vita e sogni di una scienziata del IV secolo” è stato liberamente tratto il film di Alejandro Amenábar “Agora”, e inoltre sono state tratte numerose riduzioni teatrali e drammatizzazioni radiofoniche (RAI3, “La storia in giallo” e “Cuore di tenebra”). Pubblica nel 2020 per Fawkes Editions il thriller storico “Alessandro Magno. Il rapporto di Venamon”.

Per ulteriori approfondimenti: https://it.wikipedia.org/wiki/Adriano_Petta

LA CASA EDITRICE. Fawkes Editions è stata fondata nel 2015 dall’editor Julie Biasucci. Dopo una salda preparazione universitaria e numerosi anni di esperienza lavorativa come editor free-lance, ha deciso di creare la sua casa editrice nella quale offre numerosi servizi legati al mondo della pubblicazione dei testi, dei quali si può fruire in maniera completamente indipendente, dall’editing del testo, passando per la semplice revisione o rilettura, fino alla promozione del libro e alla cura dell’immagine dell’autore. Si traducono anche romanzi o opere appartenenti a diversi settori, dal francese all’italiano e anche dall’italiano al francese. Un occhio di riguardo è riservato al digitale, essendo la casa editrice sensibile alle tematiche ecologiche, e opta quindi per una produzione intelligente di copie cartacee stampando piccoli tiraggi e prediligendo tipografi locali che utilizzano inchiostri riciclabili.

Contatti

http://www.adrianopetta.com/

www.fawkes-editions.com

https://it-it.facebook.com/Fawkes.Editions/

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“Dispacci Italiani. Viaggi d’amore in un Paese di pazzi. Vol. 1: Toscana. L’atelier della bestemmia”, a cura di Davide Grittani

In libri on giugno 22, 2020 at 11:15 am

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

Dispacci Italiani. Viaggi d’amore in un Paese di pazzi.

Vol. 1: Toscana. L’atelier della bestemmia

a cura di Davide Grittani

Les Flâneurs Edizioni presenta “Toscana. L’atelier della bestemmia”, il primo volume della collana “Dispacci Italiani. Viaggi d’amore in un Paese di pazzi”, curata dal giornalista e scrittore Davide Grittani. Un’indagine semiseria e decisamente ribelle nei territori letterari meno battuti dall’editoria contemporanea, condotta attraverso le voci di sette scrittori, tra autori affermati ed esordienti, che serviranno a mescolare co­raggio, pudore e sentimento di que­sto originale Giro d’Italia.

Titolo: Dispacci Italiani. Viaggi d’amore in un Paese di pazzi.

Vol. 1: Toscana. L’atelier della bestemmia

A cura di: Davide Grittani

Genere: Reportage narrativo

Casa Editrice: Les Flâneurs Edizioni

Pagine: 172

Prezzo: 15,00€

Codice ISBN: 978-88-313-14-428

«Volevamo provare a origliare gli umori e i rumori di un’altra Italia, del Paese che la politica del gregge e la fabbrica della mediocrità hanno trascurato fino a renderlo invisibile, un fantasma senza lenzuola. Volevamo fotografare queste terre ricchissime eppure desolate, per ricordarci che c’è stato un tempo in cui andavamo tutti fieri della stessa cosa, tutti figli della stessa culla. Quella in cui siamo cresciuti, la stessa in cui siamo stati avvelenati. Volevamo fissare meglio queste cose, e per farlo abbiamo chiesto in prestito gli occhi di chi sembra strano, le pupille di chi sembra pazzo. E forse (per fortuna) lo è davvero […]».

Toscana. L’atelier della bestemmia è il primo volume della collana Dispacci Italiani. Viaggi d’amore in un Paese di pazzi, diretta da Davide Grittani. Un’interessante opera corredata da numerose fotografie, una panoramica incollata pezzo dopo pezzo, mescolata sen­za la fatica di chi deve tenere insieme cose troppo distanti tra loro, poiché tra le righe di questi racconti si nasconde il più ammirevole dei peccati toscani. L’assenza di rispetto nei confronti della paura. Sette sono gli autori che in questa originale opera si cimentano in esercizi di memoria, in racconti di fantasia o saldamente legati alla Storia, in omaggi commossi o amari: Sergio Nelli (tra le sue opere si segnalano Orbite clandestine, Einaudi 2011 e Albedo, Castelvecchi 2017), scrittore di stra­ordinaria intensità, ritenuto un riferimento per stile, co­raggio e credibilità letteraria; Emiliano Gucci(tra le sue opere si segnalano Voi due senza di me, Feltrinelli 2017 e Le anime gemelle, Feltrinelli 2020), le cui sto­rie possiedono un’impronta così riconoscibile da essere diventato uno dei narratori più apprezzati soprattutto per l’originalità; Marco Vichi, scrittore tra i più letti e amati del panorama letterario nazionale (suoi i fortunati libri pubblicati da Guanda con protagonista il commissario Bordelli); Veronica Galletta (si ricorda il romanzo Le isole di Norman, Italo Svevo 2020, finalista al premio Calvino e vincitore del premio Campiello Opera Prima 2020), tra le voci femminili più singolari della nuova narrativa. Completano il volume Roberto Masi, saggista e scrittore col debole per l’arte contemporanea (classificato terzo al premio Nabokov 2019 con il saggio Eccitare l’abisso, Homo Scrivens 2020); Massi­mo Campigli, autore del romanzo Ogni dì, vien sera (Eretica, 2016) e Ilaria Giannini, giornalista esperta nella narrazione dei luoghi e dei “non luoghi” della Toscana e autrice del romanzo Facciamo finta che sia per sempre (Intermezzi, 2009). Nelle storie di ciascuno di loro c’è una Toscana che luccica da sobria, una terra maledetta ma anche ingenua: da Uomini e scarpe di Sergio Nelli, impregnata di memoria e nostalgia, dove compare una Fucecchio “fucina di umanità nonché cruciale punto d’osservazione sulle cose” a Rane sul margine della Diva di Roberto Masi,  dove si presentano ancora una volta le memorie della periferia fiorentina e si riflette sulla gioventù e sul diventare adulti: “E in questo futuro annunciato, ambìto come affrancamento da un’esistenza fatta di aspettative disattese, la vita s’incarogniva nel passato che ostacolava la percezione del presente, di vivere l’attimo e sentirlo come poi sarebbe avvenuto con lo sfiorire degli anni migliori”; dall’intenso e complesso racconto lungo Cieli della nostra infanzia di Emiliano Gucci a Segni precursori del tempo di Veronica Galletta, che parla del lungomare di Livorno e del burrascoso libeccio: “Forse è questo, ho pensato. Così vivono tutti i sopravvissuti di questa terra, così vivo anche io, che le torri faro le ho viste cadere per anni, a ogni libecciata troppo intensa, ogni volta che qualcosa andava storto nella mia giornata”; dall’interessante reportage Dalla sinagoga alla moschea. Un pellegrino a Firenze di Marco Vichi, una riflessione sul dialogo interreligioso, a Polvere di Massimo Campigli, dove protagonista è la preziosa acqua, fino a La grande riesumazione del quarantacinque di Ilaria Giannini, un racconto di dolore ai tempi della seconda guerra mondiale.

TRAMA. La memoria di una vita riflessa nella scatola dei fiammiferi; la corsa dietro le rane come fossero fantasmi dell’infanzia; il tragitto dal paese alla città, nella speranza di trovarci avventure, imprese e magari l’amore; le braccia del vento che s’infilano nei vicoli di Livorno, schiaffeggiando chi credeva di essere al sicuro; i cunicoli di un acquedotto diventano vasi sanguigni, in cui scorrono millenni di acqua e menzogne; le religioni di una Firenze impossibile da riconoscere, lontana dagli smartphone e dalla felicità in saldo; la riesumazione di due cadaveri sull´Abetone, dove il freddo congela soprattutto le vergogne della guerra. C’è di tutto nel primo volume di Dispacci Italiani, un viaggio nell’umiltà prima ancora che un progetto editoriale. Ma perché siamo partiti proprio dalla Toscana? Intanto perché i Toscani scrivono bene, bevono e fumano anche meglio. E poi perché dalla loro immagine sbiadita, da quel caratteraccio e da quella ossessione verso la vita, non traspare un aspetto indispensabile alla Scrittura: la capacità di mendicare la memoria, di supplicarla senza pudore.  

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BIOGRAFIA. Davide Grittani (Foggia, 1970) è un giornalista e scrittore. Dal 2006 al 2016 ha allestito in tutto il mondo la prima mostra della letteratura italiana tra­dotta all’estero denominata “Written in Italy”, esposta in 26 Paesi di 5 Continenti. Il suo ul­timo romanzo, La rampicante” (Liberaria, 2018), è stato inserito nella lista dei migliori libri del 2018 dall’inserto la Lettura (Corriere della Sera), è stato candidato al premio Strega e si è aggiudicato i premi Nabokov Cattolica, Zinga­relli, Etna Book e Giovane Holden. L’autore cura la collana di reportage narrativi “Dispacci Italiani. Viaggi d’amore in un paese di pazzi” (Les Flâneurs Edizioni, 2020) ed è inoltre editorialista del Corriere del Mezzogiorno.

Per ulteriori approfondimenti: https://it.wikipedia.org/wiki/Davide_Grittani

LA CASA EDITRICE. Les Flâneurs Edizioni nasce nel 2015 grazie a un gruppo di giovani amanti della Letteratura. Il termine francese “flâneur” fa riferimento a una figura prettamente primo novecentesca d’intellettuale che, armato di bombetta e bastone da passeggio, vaga senza meta per le vie della sua città discutendo di letteratura e filosofia. Oggi come allora, la casa editrice si pone come obiettivo la diffusione della cultura letteraria in ogni sua forma, dalla narrativa alla poesia fino alla saggistica, con indipendenza di pensiero e occhio attento alla qualità. Les Flâneurs Edizioni intende seguire l’autore in tutti i passaggi della pubblicazione: dall’editing alla promozione.

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“Nell’antro della strega. La magia in Italia tra racconti popolari e ricerca etnografica”, il nuovo saggio di Alessandro Norsa

In libri on giugno 19, 2020 at 12:56 pm

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

Nell’antro della strega. La magia in Italia tra racconti popolari e ricerca etnografica di Alessandro Norsa

Lo scrittore e psicoterapeuta veronese Alessandro Norsa presenta “Nell’antro della strega. La magia in Italia tra racconti popolari e ricerca etnografica”, un saggio antropologico che si avvale di un’attenta ricerca sul campo e della testimonianza diretta di chi ha conservato e tramandato oralmente un patrimonio di riti e credenze di inestimabile valore. Attraverso più di centocinquanta interviste collezionate a partire dal 1982, e incrociate con i suoi studi sulla storia della magia e della stregoneria in Italia, l’autore ci consegna un’opera viva e ispirata, specchio di un tempo che non c’è più, ma che merita di essere ricordato.

Titolo: Nell’antro della strega

Autore: Alessandro Norsa

Genere: Saggistica/Storia delle religioni – magia

Casa Editrice: Edizioni LiberAmente

Pagine: 272

Prezzo: 18,00€

Codice ISBN: 978-88-275-19-226

«L’essere umano, riconoscendo i propri limiti, trovò la spinta fondamentale per sviluppare, o meglio, per ritrovare in sé, un aspetto spirituale volto alla necessità di creare delle certezze nei confronti di ciò che sentiva incontrollabile […]».

Nell’antro della strega. La magia in Italia tra racconti popolari e ricerca etnografica di Alessandro Norsa è un saggio di antropologia, etnografia e sociologia che sorprende per la varietà degli argomenti trattati e per la cura delle testimonianze presentate. Si parla di magia, di quella radicata nel territorio, dei racconti tramandati di generazione in generazione. È un concetto popolare di magia, si potrebbe dire mistico/scaramantico, derivante da un patrimonio culturale arcaico proprio delle terre contadine e delle persone che hanno mantenuto intatto il loro rapporto con le energie della Terra. Sono anziani che conservano dentro di loro un mondo di tradizioni che va preservato prima che precipiti nell’oblio: un sistema di credenze nato per cercare di controllare l’incontrollabile. L’autore analizza nel profondo l’animo umano, dove infuriano ogni giorno lotte cruenti tra il bene e il male. E proprio dal bene e dal male si origina la magia, rispettivamente quella bianca e quella nera. Un complesso di credenze che Norsa presenta attraverso un ciclo di studi e di indagini sul campo iniziati molti anni fa, e che viene supportato dalla testimonianza diretta e in loco di centocinquantotto anziani. E sicuramente la verità, spontaneità e semplicità delle testimonianze è la parte più intensa del saggio, la cui lettura è resa ancora più immediata dalla scrittura scorrevole e appassionata di un autore che vuole divulgare un sistema di pensiero tanto ancestrale quanto affascinante. Mai come in quest’opera la magia risulta così vicina all’uomo, così raggiungibile; e la stessa stregoneria appare agli occhi del lettore come qualcosa di concreto, lontano dalle fuorvianti rappresentazioni cinematografiche e letterarie. Un sistema magico vicino alla spiritualità e all’animismo, i cui riti propiziatori diventano atti di fede, eseguiti simbolicamente per manipolare una realtà altrimenti caotica. È estremamente interessante l’ampio discorso che viene fatto intorno alla figura della strega, sia benigna che maligna, partendo dall’etimologia del nome fino a parlare della sua presenza nella mitologia classica e nelle leggende italiane ed estere, delle persecuzioni subìte, delle maledizioni, dei sortilegi e degli esorcismi praticati. Nell’antro della strega è un’opera versatile e completa: dalla trivialità di certe fatture ai metodi per curare ogni malattia, dalle innumerevoli fonti documentarie (e una nutrita ed esaustiva bibliografia) alle riflessioni sulla fine della magia contadina – coincisa più o meno con l’avvento dell’Illuminismo – si crea un percorso coinvolgente che rende l’atto magico tangibile e verosimile anche per i più scettici. E proprio in virtù del pensiero occidentalizzato che ha distaccato da sé la magia popolare, l’autore afferma: “Questo razionale modo di intendere ci allontana però da quel modo di interpretare queste persone come coloro che sono destinate all’incontro con il sottile e l’impercettibile; individui questi concentrati in un mondo interiore, profondo, in stretto contatto con una dimensione ultraterrena e mistica propria dello sciamano e del sacerdote”.

TRAMA. Il senso della ricerca non è quello di influenzare il lettore nel credere o meno nella magia, poiché l’opinione è direttamente connessa a motivazioni che si trovano nel profondo dell’animo. A nostro parere, il concetto di magia, da una parte è intimamente connesso con quello dei limiti umani, dall’altra con quello di animismo. Esperienza precoce del genere umano, infatti, fu fin dai primordi, quella di comprendere i propri limiti di fronte a una natura incontrollabile e al concetto di morte.

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BIOGRAFIA. Alessandro Norsa è uno psicologo, psicoterapeuta e ricercatore. Ha conseguito due Master universitari (Coimbra- Portogallo) in Terapia Cognitivista Comportamentale e in Terapia della Famiglia e si è inoltre specializzato in Medicina Psicosomatica e in Ipnosi. Attualmente libero professionista, è il Presidente della Società Nazionale di Ipnosi Clinica e Medicina Umanistica (SIPMU), Presidente della Frazer Association for Anthropological Research, ed è iscritto alla EASA (European Society of Social Anthropology). È inoltre un etnografo cultore della materia presso l’Università di Verona e collabora attivamente con le Università di Torino, Cluj Napoca (Romania), Sao Paulo, (Brasile), Batumi (Georgia) e Rajhahi (Bangladesh). Ha pubblicato diversi saggi, tra i quali si ricordano: “Tra Psicologia ed Antropologia. Una proposta di metodologia della ricerca applicata ed integrata in psicologia” (Millennium, 2006), “Nel Sabba delle streghe sotto il noce di Benevento” (Edizioni LiberAmente, 2016), “Il ritorno del non morto. Viaggio nel regno dei vampiri” (Edizioni LiberAmente, 2016) e “Nell’antro della strega. La magia in Italia tra racconti popolari e ricerca etnografica” (Edizioni LiberAmente, 2017). Ha inoltre pubblicato articoli in riviste scientifiche nazionali e internazionali, e ha relazionato in diversi convegni in Italia e all’estero.

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“Siamo ancora qui. Il passato e il presente dei nativi americani”, il nuovo saggio di Danielle SeeWalker

In libri on giugno 15, 2020 at 9:49 am

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

Siamo ancora qui. Il passato e il presente dei nativi americani di Danielle SeeWalker

L’artista, scrittrice e attivista lakota Danielle SeeWalker presenta il saggio “Siamo ancora qui. Il passato e il presente dei nativi americani”, nato dalla collaborazione con la fotografa Carlotta Cardana (con la quale condivide il progetto “The Red Road Project”) e la ricercatrice Lorena Carbonara. Un’opera di fondamentale importanza che racconta del genocidio culturale ai danni dei nativi americani, e della resilienza di uomini e donne di diverse tribù che hanno combattuto e combattono pacificamente per riappropriarsi della loro identità, della loro cultura e della loro storia.

Titolo: Siamo ancora qui. Il passato e il presente dei nativi americani

Autore: Danielle SeeWalker

Genere: Saggistica

Casa Editrice: DOTS Edizioni

Pagine: 88

Prezzo: 10,00€

Codice ISBN: 978-88-943-28-868

«Si è attesa a lungo una revisione del modo in cui la storia dei nativi americani viene raccontata, e ora non resta che sperare che un racconto più veritiero sia fonte di riscatto per le popolazioni indigene, la loro cultura, la loro storia e per tutti gli Stati Uniti, mentre ci si avventura insieme nel ventunesimo secolo […]».

Dalla prefazione all’opera Siamo ancora qui. Il passato e il presente dei nativi americani: “Questo libro nasce dall’incrocio di tre rette che per un istante hanno formato un triangolo, la cui base poggia sulla certezza che non possiamo più permetterci di non raccontare la storia della depredazione delle culture native […]”. Questo triangolo è formato dalla scrittrice del saggio, l’artista e attivista lakota della tribù Sioux di Standing Rock Danielle SeeWalker, dalla fotografa Carlotta Cardana e dall’autrice della prefazione e degli approfondimenti Lorena Carbonara. Tre donne diverse, che abitano in differenti parti del mondo, hanno deciso di unire i loro sforzi e le loro esperienze per dare voce ai nativi americani, che per più di un secolo sono sopravvissuti allo sterminio sistematico delle loro tribù e ad un genocidio culturale mirato a cancellare il loro prezioso e diversificato patrimonio di credenze, spiritualità e lingue. Si è soliti pensare, quando si parla di nativi americani, a quella manciata di etnie più conosciute, ma in realtà ci sono oggi 573 tribù distribuite in 35 stati profondamente diverse per usi, costumi e linguaggio, e ognuna di loro merita attenzione e rispetto. Nell’opera si racconta della sanguinaria colonizzazione nordamericana e delle Guerre Indiane del XVI secolo, concluse nel 1890 con il massacro di “Wounded Knee” nella riserva indiana di Pine Ridge, in cui persero la vita 300 nativi lakota Sioux. Una strage ignobile, che ha permesso “all’uomo bianco” di soffocare ogni anelito di libertà di un popolo che voleva solo continuare a vivere nella terra dei propri antenati, una terra che avevano sempre protetto e amato. Che non avevano mai considerato di loro proprietà ma, al contrario, a cui sentivano di appartenere profondamente: “La terra, l’acqua, le piante e gli animali, nonché il cielo, i tuoni, i fulmini, la pioggia, il vento e il fuoco sono, per i nativi, spiriti potenti che camminano al fianco di tutti noi”. Il confinamento forzato nelle riserve è stato l’ennesimo atto brutale del governo americano, avente lo scopo di sottomettere le tribù e di rivendicarne le terre per meri fini economici. Lo sradicamento dai luoghi sacri, fondamento della loro spiritualità, unito all’istituzione nel XVIII secolo delle scuole residenziali, nate per riprogrammare i bambini indigeni e per cancellare la loro identità a sostegno del folle progetto «Uccidi l’indiano, salva l’uomo», hanno creato “un trauma storico nel sangue” che si è trasmesso di generazione in generazione. Nell’opera si parla anche e soprattutto del presente dei nativi americani, che sentono forte il dovere di proteggere la terra a cui appartengono; un intento che unisce tutte le tribù, anche le più lontane. L’attivismo della settima generazione di nativi americani, la cui importanza è stata profetizzata dai gradi capi indiani del passato, è segno che il vento sta finalmente cambiando: non avrebbero dovuto essere qui e invece ci sono, più decisi che mai ad affermare la propria identità; hanno mantenuto saldo il legame con la terra, con gli antenati e con il mondo degli spiriti, e stanno combattendo affinché non sia stato vano il sacrificio di chi è venuto prima di loro.

TRAMA. Dalle parole di Danielle SeeWalker: «In quanto nativa americana, spesso vengo approcciata con curiosità e desiderio di approfondimento da non nativi, americani e non, che sanno poco o nulla della storia americana e dei suoi legami con le genti e le culture indigene che esistevano qui prima della colonizzazione. Ho scoperto – ed è stato questo a spingermi a scrivere questo libro – che perfino la maggior parte degli statunitensi non conosce la vera storia degli indiani americani e alcuni di loro non sanno che esistiamo ancora! Ho voluto scrivere un libro snello e di facile lettura che trattasse molti di questi argomenti e che offrisse una panoramica sulla storia e la cultura dei nativi americani negli Stati Uniti».

L’AUTRICE È DISPONIBILE A RILASCIARE INTERVISTE

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BIOGRAFIE.

Danielle SeeWalker è hunkpapa lakota e membro della riserva Sioux di Standing Rock in North Dakota, dove è nata e cresciuta. È un’artista, attivista e madre di due figli e vive a Denver, in Colorado. È autrice dei testi di “The Red Road Project”, lavoro che si occupa delle popolazioni native americane nel 21° secolo. Danielle è componente dell’American Indian Commission ed è impegnata a mettere in discussione le rappresentazioni stereotipate delle popolazioni indigene e ad offrire una più accurata e profonda narrazione dell’America nativa contemporanea.

Carlotta Cardana lavora come fotografa da oltre dieci anni. Dopo aver studiato in Italia, ha lavorato come freelance in Argentina e Messico; dal 2011 vive a Londra. Nei suoi progetti personali si interessa alla spiritualità indigena, alle relazioni fra le persone e l’ambiente e alle modalità in cui l’identità è plasmata dagli spazi in cui si vive. Il suo lavoro è stato premiato ed esposto in numerose gallerie e festival internazionali. Una selezione di immagini di “The Red Road Project” è in mostra permanente all’American Museum of National History a New York.

Lorena Carbonara è ricercatrice all’Università della Calabria e componente del gruppo di ricerca internazionale, con sede a Bari, “S/Murare il Mediterraneo”. Si occupa dell’(auto)rappresentazione linguistica e visuale di nativi americani e popolazioni migranti. È speaker del programma radiofonico VoxFem Italy.

LA CASA EDITRICE. DOTS è una casa editrice nata nella primavera del 2018 a Bari. Le storie di DOTS sono idealmente collocate in un continuumche comprende narrativa (classica e sperimentale) e saggistica divulgativa; ogni titolo è contrassegnato da parole chiave che indicano la tipologia di pubblicazione, i contenuti e gli spazi esplorati. Cerchiamo e pubblichiamo storie che siano legate a un luogo geografico (un puntino: voi siete qui); libri di viaggio (due punti, spostamenti da un luogo all’altro); libri che esplorino gli spazi della contemporaneità (tre puntini, per riempire dei vuoti nel racconto del presente). Ci piace costruire i nostri libri attraverso gli incontri con persone che abbiano esperienze o idee in cui intravediamo un libro potenziale: in questi casi, DOTS diventa un laboratorio di creazione, così le storie prendono forma dall’incontro e dal lavoro condiviso. DOTS è un marchio di Les Flâneurs Edizioni.

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Siamo ancora qui. Il passato e il presente dei nativi americani

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“L’ultima punitrice”, il nuovo romanzo di Maria Tronca

In libri on giugno 15, 2020 at 8:48 am

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

L’ultima punitrice di Maria Tronca

La scrittrice palermitana Maria Tronca presenta “L’ultima punitrice”, un misterioso romanzo ambientato nell’assolata Sicilia, terra di tradizioni arcaiche tramandate di generazione in generazione. Una storia di inganni e di verità svelate a caro prezzo, in cui si racconta dell’esistenza non convenzionale di Ninfa Cusimano – punitrice, “maara” e guaritrice – e del suo difficile percorso di accettazione del proprio destino. Una prova di raffinata narrativa da parte di un’autrice esperta, che sa descrivere lucidamente i profondi abissi dell’animo umano.

Titolo: L’ultima punitrice

Autore: Maria Tronca

Genere: Narrativa contemporanea

Casa Editrice: Les Flâneurs Edizioni

Collana: Bohemien

Pagine: 416

Prezzo: 20,00€

Codice ISBN: 978-88-313-14-329

«Ora so. Li ho trovati. Posso agire. Saranno puniti. Finalmente. Un soffio leggerissimo mi sfiora come una carezza, apro gli occhi e sorrido, mi sento giovane e forte, come se fossi nata oggi. E tutto grazie a loro. E a Marlene. Improvvisamente ho fame. Di carne […]».

“Io sono l’ultima punitrice della mia stirpe, non ho figli e non avrò nipoti a cui tramandare la mia arte, il mio segreto e il mio destino”. Sono le enigmatiche parole di Ninfa Cusimano, l’intensa protagonista del romanzo L’ultima punitrice di Maria Tronca. Nell’opera viene narrata la storia di Ninfa a partire dagli otto anni fino ai quarant’anni: un arco vitale denso di avvenimenti sullo sfondo di una Sicilia incantevole, carica di profumi, di colori e di misteri. Da bambina Ninfa si innamora perdutamente del suo migliore amico, Nino, e questo amore disperato e ossessivo l’accompagnerà per tutta la sua esistenza: “Fu un incantesimo, un sortilegio. Una maledizione”. Ninfa vive con i genitori a Palermo, ma trascorre tutte le sue estati a Mondello, ospite degli amati nonni Giacomino e Dorina. E proprio Dorina diventa per Ninfa un imprescindibile punto di riferimento, perché sarà lei ad aprire gli occhi della nipote su un mondo sconosciuto e ancestrale, vecchio di tre secoli, parte integrante del suo destino. Dorina è conosciuta in paese come una guaritrice: sa preparare rimedi naturali con le erbe per ogni malanno dello spirito e del corpo. In casa si è ritagliata un “antro magico” in cui ogni giovedì presta consulenza a chi ha bisogno di aiuto con la sua caratteristica sciarpa nera e oro e la sua clessidra. Ninfa comprende crescendo che questo aiuto non è solo atto a guarire dai mali ma anche a riparare alle ingiustizie. Dorina è una Punitrice, e sa che un giorno sua nipote dovrà imparare a seguire le sue orme. E questo avviene prima del previsto, perché Ninfa riceve la visita dello spirito della Vecchia, sua antenata e Punitrice, uccisa dalla gente del suo paese perché ritenuta erroneamente una strega responsabile di una morte innocente. La Vecchia diventa una costante nella vita di Ninfa; a volte appare nei suoi sogni e le offre consigli sul suo misterioso cammino, altre volte la rimprovera per le sue scelte discutibili. Ninfa è infatti combattuta tra la luce e l’oscurità: il potere che ogni anno cresce dentro di lei la spinge a non essere solo una guaritrice e una giustiziera dalla parte del bene, ma anche una strega pronta a scagliare anatemi, o come li chiama lei “attassi”, che possono recare molto male, perfino portare alla morte. È un potere troppo grande quello che si ritrova Ninfa tra le mani, e nonostante l’aiuto della nonna, della stravagante Marlene e degli amici Nino e Antonella, la giovane perde a volte l’orientamento e sceglie strade controverse e maledette. La morte improvvisa di Dorina, investita da qualcuno che è poi scappato, e la perdita della sua illusione d’amore a causa di una serie di inganni, portano Ninfa ad approfondire i lati oscuri della sua arte, in attesa di castigare i colpevoli. L’ultima punitrice racconta della discesa della protagonista negli abissi della vendetta e della rabbia, ma anche della forza dell’amicizia vera e dell’amore sincero, unici motivi di risalita, portatori instancabili di perdono.

TRAMA. Le estati di Ninfa sono il villino dei nonni a Mondello, la casa principesca di Barbara, gli occhi di velluto di Nino, l’eleganza di Marlene al manicomio, e poi gli amici in motorino, i fuochi sulla spiaggia, l’amore intramon­tabile per Nino e la lite con Barbara, il suo sguardo di marmo. L’estate diventa il periodo dell’apprendistato da Punitrice, un destino che scorre nel sangue di Ninfa e di nonna Dorina sin dai tempi della Vecchia e della minaccia che rappresenta. Ninfa impara il potere delle erbe e la capacità di ascoltare, ma raccoglie l’eredità di famiglia a modo proprio, con nuove regole e con la complicità di Antonella, decidendo che le sue punizio­ni potrebbero anche essere terribili. Un giorno potrebbe averne bisogno. Con L’ultima punitrice, Maria Tronca conferma le sue qualità di tessitrice di trame e destini e di narratrice in grado di ricostruire attorno al lettore una Sicilia meravigliosa.

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BIOGRAFIA. Maria Troncaè nata a Palermo, dove vive e lavora. Lau­reata in Lingua e letteratura inglese, ha lavorato all’U­niversità degli studi di Palermo come bibliotecaria per dodici anni. Ha inoltre curato una collana di letteratura erotica moderna e contemporanea per Mondadori. Pubblica sotto pseudonimo la raccolta di racconti “L’isola delle Femmine” (Mondadori, 2005). Nel 2010 esce il suo primo romanzo “Rosanero” e nel 2011 “L’amante delle sedie volanti”, entrambi pubblicati con Baldini & Castoldi e Dalai. Ha inoltre pubblicato il mini romanzo “A occhi aperti” (Qanat edizioni, 2016) e “Le fate di Palermo” (DOTS, 2018). Organizza eventi di social eating: “A tavola dalla cu­ciniera narrante”, coniugando la sua passione per la scrittura, il racconto e la cucina tipica siciliana, etnica e storica. Da novembre 2017 a dicembre 2018 ha curato la pagina Facebook di D Ricette (la Repubblica) e il blog “Il mestolo e la penna”, sempre per Repubblica, dove parlava di cucina, in tutte le sue sfaccettature, ma anche di vita. Vera.

LA CASA EDITRICE. Les Flâneurs Edizioni nasce nel 2015 grazie a un gruppo di giovani amanti della Letteratura. Il termine francese “flâneur” fa riferimento a una figura prettamente primo novecentesca d’intellettuale che, armato di bombetta e bastone da passeggio, vaga senza meta per le vie della sua città discutendo di letteratura e filosofia. Oggi come allora, la casa editrice si pone come obiettivo la diffusione della cultura letteraria in ogni sua forma, dalla narrativa alla poesia fino alla saggistica, con indipendenza di pensiero e occhio attento alla qualità. Les Flâneurs Edizioni intende seguire l’autore in tutti i passaggi della pubblicazione: dall’editing alla promozione. Les Flâneurs Edizioni è contro l’editoria a pagamento.

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“La Congiura”, il nuovo romanzo storico di Federica Introna

In libri on giugno 12, 2020 at 4:18 pm

Il Taccuino Ufficio Stampa

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La congiura di Federica Introna

La scrittrice e filologa pugliese Federica Introna presenta “La congiura”, un romanzo storico che racconta della cospirazione per assassinare l’Imperatore Nerone focalizzando l’attenzione sulla valorosa figura della liberta Epicari, una donna purtroppo trascurata nei libri di Storia antica, che è stata invece un esempio di ferma dedizione alla verità e alla giustizia. Un’appassionante storia di coraggio e di amore per la libertà nell’opera vincitrice del Concorso Letterario Nazionale Ilmioesordio.

Titolo: La congiura

Autore: Federica Introna

Genere: Romanzo storico

Casa Editrice: Newton Compton Editori

Collana: Nuova Narrativa Newton

Pagine: 252

Prezzo: 9,90€

Codice ISBN: 978-88-227-04-191

«Alla verità, se è dolorosa, tendiamo a opporre resistenza. Quando finalmente le permettiamo di attraversarci, invece, riprendiamo a percepire la parte di noi che avevamo dimenticato: spesso bisogna forzare le imposte, ma poi la luce torna a rischiarare le stanze del nostro animo […]».

La congiura di Federica Introna è un romanzo storico di ampio respiro, in cui si racconta della cospirazione ordita da un gruppo di senatori contro l’imperatore Nerone, concentrandosi non solo sugli intrighi politici ma anche sulle motivazioni profonde che hanno spinto i congiurati alla pericolosa azione. Caratterizzata da una scrittura raffinata e incisiva, l’opera ha come protagonista un’eroina indimenticabile, Epicari, una giovane donna coraggiosa e leale, un’intelligente stratega che conserva in sé il “respiro della libertà”. Nel prologo del romanzo conosciamo la voce narrante, Marco Anneo Mela, che racconta con commossa lucidità la storia della donna amata, la congiurata Epicari, ritornando indietro di sette giorni: a Baia si sta svolgendo una cena nella nobile dimora di Gaio Calpurnio Pisone, quando gli animi si infervorano. Il motivo non è tanto da ricercare nei versi del poeta Anneo Lucano sull’eroismo, quanto nelle parole appassionate di Epicari agli ospiti. Ella richiama tutti all’azione immediata benché cruenta: la necessaria uccisione del despota Nerone, colpevole di aver represso ogni forma di libertà a Roma. E per lei la libertà è tutto: per una schiava affrancata è il bene più prezioso, da riscattare a qualunque costo. La sua genuina passione politica e l’eleganza del suo eloquio colpiscono gli astanti, soprattutto Fenio Rufo, che le resterà accanto fino alla fine del suo viaggio: “La donna voleva fare quello che diceva, un fatto nuovo e pericoloso per i nostri tempi”. Inizia così il racconto delle operazioni segrete e delle dolorose perdite di un gruppo di persone che vogliono riprendere in mano il proprio destino; Epicari è in prima linea nel cercare sostenitori, ma proprio nell’aiuto di un antico amore, il tormentato comandante della flotta romana Volusio Proculo, troverà la sua condanna. In una storia attraversata da colpe, tradimenti e vendette, Federica Introna racconta della società romana durante il regno di Nerone cogliendo lo spirito di quel tempo, e facendone assaporare l’arte, la filosofia, i costumi e i riti. Nella galleria dei tanti personaggi storici finemente delineati dall’autrice, è la figura di Epicari a rimanere scolpita nella memoria del lettore; viaggiando nei suoi ricordi scopriamo il momento in cui ella decide di ribellarsi alla sua condizione e di smetterla di essere passiva spettatrice del male: “Sono solo una liberta che ha servito la peggiore delle padrone: l’ingiustizia”. E contro l’ingiustizia lotterà fino alla fine, anche quando sarà arrestata e torturata brutalmente. Lei, “il falco che vola alto”, non si farà contagiare dall’umana meschinità: difenderà l’onore e la dignità dei congiurati, in un finale amaro ma ricco di quel sentimento di fierezza che può abitare solo nel cuore di chi non smette mai di combattere.

TRAMA. Baia, 69 d.C. Mentre gli aristocratici romani si rilassano nel lussuoso centro termale, fra laute cene e bagni rigeneranti, una liberta di nome Epicari prende parte attiva alla congiura ordita contro Nerone. Pronta e determinata, sorprende tutti incitando all’azione attraverso un discorso di grande efficacia ed esponendosi in prima persona per coinvolgere quante più forze possibile. Ma un inatteso colpo di scena rischia di compromettere il piano: un omicidio atroce e misterioso sconvolgerà gli animi dei congiurati, svelando il doppio volto di alcuni tra coloro che partecipano all’impresa. Personaggi ambiziosi e avidi di potere, nobili meschini e indolenti. Eppure tra di loro ci sono anche figure capaci di gesti disinteressati e coerenti. Mentre si tesse la trama contro un imperatore colpevole di atti crudeli e azioni scellerate, Epicari dovrà fare i conti col suo passato e con il suo primo amore, conoscerà la paura e il tradimento, ma non rinuncerà mai a lottare con tutta sé stessa per la libertà. Per la propria e per quella di Roma. 

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BIOGRAFIA. Federica Introna è nata e vive a Bari. Laureatasi in Lettere Classiche presso l’Università degli Studi di Bari, ha conseguito il Dottorato di ricerca in Filologia Greca e Latina, dedicandosi allo studio della retorica. Ha pubblicato diversi saggi, fra i quali si ricorda “La retorica nell’antica Roma” (Carocci, 2008). Alla passione per la cultura classica unisce quella per la poesia, a cui si dedica da sempre come esigenza vitale dell’anima. Ha pubblicato le sillogi “Terre di Sole” (Il filo, 2007) e “Sull’orlo del cerchio” (Stilo Editrice, 2014). Nel 2016 ha esordito nella narrativa vincendo il Premio Nazionale Ilmioesordio con il romanzo storico “La Congiura” (Newton Compton Editori, 2017).

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“L’abito invernale”, il nuovo romanzo di Sara Alfieri

In libri on giugno 8, 2020 at 10:41 am

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L’abito invernale di Sara Alfieri

Sara Alfieri presenta l’opera in due volumi “L’abito invernale”, un appassionante romanzo che racconta del passato e del presente di due famiglie di artisti, i Maladian e i Deauville, e degli stretti legami che intercorrono tra i loro membri, come il complicato ordito che tesse la trama dell’abito invernale del titolo. Un vestito di un “azzurro innocentemente puro”, che diviene simbolo di amore e odio, di unione e lacerazione. Una storia narrata navigando nel vasto oceano dello spazio e del tempo, che ha il suo cuore pulsante nell’espressione delle complesse sfaccettature dell’animo umano.

Titolo: L’abito invernale

Autore: Sara Alfieri

Genere: Narrativa contemporanea

Casa Editrice: Casa Editrice Kimerik

Collana: Kimera

Pagine: Tomo1: 510; Tomo2: 724

Prezzo: 28,00€

Codice ISBN: 978-88-937-59-885

«Ognuno di noi ha uno spettro, anche se finge di non vederlo. Esso ci segue da lontano, ci scruta, non ci abbandona. È un amico che resta fedele, fino alla morte […]».

L’abito invernale di Sara Alfieri è un romanzo complesso e stratificato, attraversato dalle esistenze di numerosi personaggi delineati con cura, ognuno con la propria voce, ognuno con la propria storia. L’opera rappresenta a tutti gli effetti un microcosmo in cui le vicende di vita dei tanti personaggi si intrecciano con quelle della Storia passata e contemporanea; l’autrice gioca infatti con il tempo, conducendoci in un viaggio appassionante che fa riemergere memorie sepolte, fantasmi inquieti e misteriosi intrighi, e che mostra il percorso travagliato di uomini e donne impegnati nell’avventura più dura, quella del vivere. Con un linguaggio elegante e scorrevole, Sara Alfieri racconta una saga famigliare che attraversa più di un secolo; colpisce nell’opera l’attenta cura per i dettagli e l’approfondita e lucida analisi della psicologia dei personaggi, anche dei più marginali. È un romanzo che parla dell’umanità in tutte le sue sfumature, dalle più luminose alle più oscure, dai comportamenti più virtuosi alle bassezze più ignobili; è un’opera drammatica, perché di vita si parla, che è fatta non solo di gioia ma anche di dolore, di perdita, di colpa e di rimorso. Ogni personaggio, con il suo carico di luci e di ombre, viene presentato al lettore prendendosi il giusto tempo, senza mai affrettarne la parabola vitale: dall’amorevole sarto André Maladian, centro attorno a cui ruota tutta l’opera, ai fratellastri non consanguinei Charles Maladian e Wera Mozen, uniti da un amore proibito: “Wera non si mosse e per poter vivere, si lasciò morire, perché lui non era nient’altro che immensa morte e immensa vita né altro mai sarebbe stato”; dalla “ragazza di granito” Carole Maladian – una giovane attrice tormentata dal suicidio della madre Lénore, dall’odio per un passato che non ha compreso nel profondo e da un mistero famigliare che ha reso la sua vita “torbida come un lago dal fondo fangoso” – al suo sensibile marito e pianista Simon Deauville, che non riesce a tenere in piedi un matrimonio destabilizzato da una donna in perenne ricerca di riscatto. E l’abito del titolo diventa il simbolo di una lunga e complicata vicenda famigliare che nel corso delle pagine intriga ed emoziona; un vestito descritto con la stessa, meticolosa cura che l’autrice riserva ad ogni elemento della trama: “Era un abito azzurro di chiffon in seta purissima, che si tuffò ai suoi piedi leggerissimo, ipnotizzante come il vortice incalzante del Bolero, e palpitante, come la voglia che aveva di indossarlo”. Un abito donato con estremo affetto a Carole da nonno André, la cui rottura sancisce quasi la fine di un altro sentimento, vittima dei labirinti ossessivi della mente che non sempre ci guidano verso l’uscita ma che ci fanno invece girare senza meta, finché non si perdono di vista le cose importanti, finché non si riesce più a distinguere la verità dalla menzogna, o l’amore dall’odio. L’abito invernale è una storia di colpe ereditate, di spietate vendette e di redenzioni pagate a caro prezzo; un’epopea famigliare ricca di colpi di scena che ricorda quanto siano importanti i legami di sangue, anche quando sono solo echi del passato, perché si ergeranno sempre al di sopra di ogni errore, di ogni crudeltà e di ogni illusione.

TRAMA. La storia di un secolo, di un gruppo di amici, di donne e dei loro sogni racchiusa in un cofanetto, un volume che custodisce emozioni, speranze infrante e paure da affrontare. Lo spaccato della società e dell’essere umano, che ha attraversato un’epoca negli Stati Uniti; lo snocciolarsi di episodi che coinvolgono i personaggi attanaglia il lettore alle pagine, preso dagli eventi e calatosi inevitabilmente, grazie a una scrittura estremamente lineare, nella scena. Culla della narrazione è l’arte, la passione per il bello, per la musica come per la sartoria, la capacità dell’uomo di darsi pur di raggiungere i propri obiettivi.

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BIOGRAFIA. Sara Alfieri, studi linguistici interrotti, letture che spaziano dalle favole ai grandi classici, dai romanzi d’avventura a quelli di ogni genere; sogni a occhi aperti, immagini di persone inventate. Trova nello scrivere un lento navigare che non tocca mai terra. Pubblica nel 2019 per Kimerik il romanzo “L’abito invernale”.

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