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Crescere nell’era digitale, un saggio di Giorgio Capellani

In comunicati, libri on settembre 9, 2019 at 2:36 pm

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

Crescere nell’era digitale. L’uso delle nuove tecnologie nell’infanzia, nell’età scolare e adulta: quale futuro?

Nel 2017 l’Ericsson Mobility Report ha confermato che le SIM hanno superato il numero di esseri umani. Una verità sconcertante che fotografa la dimensione di un fenomeno inarrestabile: quello della mobilità, nonché dell’avanzamento senza tregua della tecnologia. A fornire le spiegazioni sociali, scientifiche e antropologiche dell’ascesa digitale, superando la bipartizione tra tecnoentusiasti e tecnoscettici, ci ha pensato Giorgio Capellani nel suo “Crescere nell’era digitale”, in cui analizza l’influenza delle tecnologie nell’infanzia, nell’età scolare e adulta. Un libro scevro di moralismi e che va dritto al punto consentendo ai genitori, educatori e insegnanti di educare all’uso degli ultimi device, considerati, oggi, come estensione della personalità. Ma cosa succede al cervello dinanzi a uno schermo? Lo studio risponde a tale quesito, sviscerando capitolo per capitolo gli effetti dell’utilizzo di questi strumenti sulla salute. Non esiste un modus operandi identico per tutti, ciascun individuo gestisce la relazione con gli apparecchi elettronici in maniera autonoma. In ogni caso, tuttavia, le nuove tecnologie rappresentano un’occasione per studiare la propria evoluzione interiore.

Titolo: Crescere nell’era digitale

Autore: Giorgio Capellani

Pagine: 176

Prezzo: 16 euro

Casa Editrice: Edilibri

ISBN: 978 88 86943 86 43

<<…Queste valutazioni mettono in primo piano l’importanza di saper considerare il bambino come tale e non come un piccolo adulto; proprio in quanto bambino, sollecita la nostra responsabilità nel proteggerlo adeguatamente anche dai rischi legati alle nuove tecnologie, almeno nei primi anni di vita. Non si tratta di semplici opinioni basate su pregiudizi, su motivi culturali o su moralismi, ma di obiezioni sollevate dalla comunità scientifica. Al di là dei pareri sopracitati e delle raccomandazioni sull’igiene digitale, solo una relazione personale con il bambino quale essere umano “in divenire” può orientare correttamente quel profondo senso di rispetto e di sacralità che ogni genitore o educatore ben conosce.>> 

Sopravvivere all’impennata delle tecnologie digitali non è una missione impossibile. Nel marasma dei social e delle applicazioni più strampalate, che ammorbano le giornate interrompendone il flusso di continuo (si pensi che secondo una ricerca di Le Monde, si riceve un messaggio ogni dodici minuti), arriva un libro pregno di approfondimenti tecnici e pratici, e spunti di riflessione utili per affrontare le problematiche riscontrate dagli adolescenti nella gestione dei dispositivi digitali. Un volume tecnico che sviscera i meandri del cervello, cercando di comprendere le reazioni alle onde elettromagnetiche nelle varie fasi della vita. L’autore, ingegnere e insegnante, dunque, in grado di unire sapientemente il suo ruolo educativo a quello scientifico, lancia un testo da leggere nelle scuole italiane e adatto per i genitori che, sin dai primi anni di vita dei bambini, dovrebbero stilare decaloghi casalinghi sull’uso di smarthphone e pc. Non si tratta di attuare delle proibizioni, ma di implementare una strategia più ampia che includa regole e un percorso di alfabetizzazione digitale.

TRAMA. La fusione tra digitale e vita quotidiana caratterizza le giornate delle famiglie che, il più delle volte, si trovano disorientate di fronte alla modernità. Ecco, allora, che tale strumento educativo risulta essenziale per comprendere le grandi opportunità derivate dal progresso senza limiti – a volte, anche ridondante (ci sono app addirittura che controllano il tostapane) – e come la relazione genitori – educatori /figli abbia modo di essere funzionale in un mondo 4.0. Il manuale esamina gli effetti che gli strumenti digitali hanno sulla nostra salute con le opportune distinzioni nelle varie fasce d’età: da 0 a 7 anni, da 7 a 14 anni, da 14 a 21. Affronta, inoltre, vari temi: dall’alfabetizzazione digitale degli adulti e dei bambini, alle nuove tecnologie didattiche, dalle patologie digitali ai comportamenti di dipendenza e compulsività, fino a rivolgere uno sguardo verso il futuro dominato dall’intelligenza artificiale.

L’AUTORE E’ DISPONIBILE A RILASCIARE INTERVISTE

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BIOGRAFIA. Giorgio Capellani, Ingegnere Civile, laureato al Politecnico di Milano nel 1985, ha integrato le proprie competenze con un corso post laurea di marketing all’INSEAD di Fontainebleau. Durante l’Università si è recato in Honduras per uno stage lavorativo nell’ambito della costruzione dell’impianto idroelletrico El-Cajon. Ha collaborato con Aziende Multinazionali nel campo delle Tecnologie Informatiche (IBM, HP) ricoprendo ruoli professionali come sistemista e rappresentante, e manageriali come direttore vendite e direttore marketing in contesti nazionali e internazionali fino al 2014. È stato membro del board di Assinform dal 2002 a 2005 in qualità di consigliere. È stato docente di Marketing per il Disegno Industriale alla Facoltà di Design del Politecnico di Milano. Dopo aver frequentato il Corso di Pedagogia Waldorf, attualmente insegna materie scientifiche nelle Scuole di Via Clericetti e via Pini a Milano e Fisica al Liceo della Scuola Svizzera di Milano. Collabora con i Seminari di Formazione per Insegnanti Waldorf per i corsi di Fisica e Chimica.

PREFAZIONE. A cura di Sergio Maria Francardo, medico, membro del Comitato tecnico-scientifico di medicina complementare della Regione Lombardia. In Appendice testi di Gaetano Colonna, insegnante di letteratura italiana e storia nelle scuole superiori, e della prof.ssa Gertraud Teuchert- Noodt, già direttrice del dipartimento di neuroanatomia e neurobiologia presso la Facoltà di Biologia dell’Università di Bielefeld in Germania.

CASA EDITRICE.  Casa editrice fondata nel 1996. Attualmente ha 38 titoli disponibili in catalogo. Tra questi, circa 15 fiabe classiche (in particolare dei fratelli Grimm) con illustrazioni pittoriche ad acquerello per bambini dai 5 ai 9 anni (collana “Fiabe e Colori”), a cui vanno aggiunti altri testi illustrati in bianco e nero di parascolastica (sezione “Prime Letture”). Nella sezione “Filosofia e Spiritualità” alcuni titoli sono dedicati alle religioni, altri alla ricerca interiore in senso sia filosofico sia esoterico-metafisico. Nella sezione “Scienza e Medicina” vengono trattati temi di interesse attuale quali gli OGM, le medicine alternative, il progresso scientifico e i suoi risvolti sociali. Nella sezione “Storia e attualità” i testi elaborano gli ultimi avvenimenti in Medio Oriente e nell’Est Europa in chiave geopolitica fino ad abbracciare gli ultimi 100-150 anni di storia moderna. http://www.edilibri.it

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Marina Kessler presenta il romanzo biografico La farfalla bianca

In libri on settembre 2, 2019 at 5:22 pm

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

La farfalla bianca di Marina Kessler

Marina Kessler presenta “La farfalla bianca”, l’intenso racconto della vita di Cecilia Tommasoni, divisa tra l’amore incondizionato per la famiglia e la sua fervente vocazione spirituale. Un memoir narrato con dedizione e ammirazione dalla figlia Marina, che riscopre insieme al lettore la straordinarietà della figura di sua madre; un diario intimo che intreccia al racconto della vita della donna le storie di una intera famiglia attraverso gli anni, le gioie e i dolori. L’autrice restituisce la voce a una madre, una moglie e una donna di raffinata cultura e profonda spiritualità, che comunicava più con “il calore acceso del suo sguardo” che con le parole.

Titolo: La farfalla bianca

Autore: Marina Kessler

Genere: Biografia

Casa Editrice: Reverdito Editore

Pagine: 173

Prezzo: 15,00€

Codice ISBN: 978-88-342-0064-3

«Lasciare a noi le sue memorie, forse, era un po’ come un conforto per la sua anima: un modo per conservare qualche dettaglio caro della vita, un momento speciale, un ricordo spiritoso, o soltanto un istante da preservare dall’usura del tempo spietato […]».

Nel romanzo di Marina Kessler, La farfalla bianca, si racconta la storia di Cecilia Tommasoni, sua madre, una donna vitale e coraggiosa che ha lasciato un segno profondo nel cuore di chi l’ha conosciuta. Nata negli anni venti a Trento, è stata la moglie di un uomo politico di spicco, ma nonostante la sua frenetica e invidiabile vita pubblica ha coltivato la sua spiritualità e la sua dedizione al prossimo in privato, senza ostentazioni. In questa appassionata biografia, che è anche un delicato romanzo famigliare, si entra in punta di piedi, o meglio sulle ali di una farfalla bianca, nell’esistenza di Cecilia e della sua grande famiglia, composta soprattutto da donne forti e di gran carattere, come lei. Cecilia ha avuto il coraggio di essere indipendente, di essere “artefice della propria vita”, di coltivare le proprie ambizioni, di crescere spiritualmente e culturalmente. In quest’opera è commovente il tentativo di una figlia di far rivivere i pensieri di sua madre, di restituirne un ritratto onesto e di riconoscersi un po’ in esso. È la stessa autrice a raccontare di come sua madre fosse una persona introversa, che non si lasciava andare ad aperte manifestazioni d’affetto; è quindi ancora più importante il senso di questa biografia, che scandaglia il cuore di una donna grande e profondo quanto l’oceano. L’autrice racconta l’infanzia, la giovinezza, la crescita e la maturità di una donna che ha visto scorrere la Storia davanti ai suoi occhi, che ha subìto la guerra, che è stata figlia, sorella, moglie, madre e nonna. Che ha conosciuto lo sfarzo e la ricchezza ma che ha sempre amato di più le piccole e semplici cose, come i fiori, gli animali, o una passeggiata sulla spiaggia. Cecilia ha avuto la lungimiranza di prendersi il tempo della propria vita, senza però tralasciare i suoi doveri di moglie e madre. La farfalla bianca è una immersione nell’esempio di una vita vissuta a pieno, è il ritratto di una donna dalla volontà indomita e dalla incrollabile pazienza, che non abbandonerà facilmente i pensieri dei lettori. E non stupisce che il suo bel giardino ha continuato a essere rigoglioso anche dopo la sua morte, testimonianza concreta di tutto l’amore che ha sparso in vita, e che riecheggerà per sempre in una rosa bianca spuntata all’improvviso, o nel leggiadro volo di una candida farfalla. 

TRAMA. Figlia, ragazza, donna, moglie e madre: Cecilia Tommasoni, vissuta nella città di Trento dalla fine degli anni venti sino ai giorni nostri, è stata tutto questo. Immersa in una esistenza costellata di grandi avvenimenti e piccole quotidianità fino alla morte del marito – Bruno Kessler, uomo pubblico e politico – Cecilia rivestì sempre con rispetto ed estremo orgoglio il ruolo che la società le aveva riservato. In questa biografia che si legge con la tenerezza di un romanzo famigliare, Marina Kessler ripercorre i tanti decenni di vita di Cecilia, riscoprendo la donna e la madre che fu, andando oltre le apparenze, menzionando i ricordi più cari e i momenti fondanti di un’intera esistenza. E, tra i tanti ricordi e le testimonianze della vita di Cecilia, è emerso un personaggio dai tratti nascosti alla maggior parte della collettività: una donna complessa e sfaccettata come le sue passioni. Questa biografia diviene così un viaggio in un tempo lontano, capace di immergerci nella natura e nei sentimenti di una donna che ha coltivato per tutta la vita momenti di vera fede, creando attorno a sé un’atmosfera di pace che ha voluto trasmettere dal profondo dell’anima. È così che, in questo volume denso di memorie, rivive Cecilia Tommasoni.

L’AUTRICE E’ DISPONIBILE A RILASCIARE INTERVISTE

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BIOGRAFIA. Marina Kessler, nata e residente a Trento, si laurea in Giurisprudenza presso l’Università di Bologna. Dopo un’esperienza nel settore finanziario a Milano e in Gran Bretagna, ha successivamente esercitato la professione di avvocato in studi legali di Milano, Rovereto e Trento. Ha frequentato il Conservatorio di Trento e suona il pianoforte. Pubblica nel 2019 per Reverdito Editore il memoir La farfalla bianca.

CASA EDITRICE. L’attività editoriale della casa editrice Reverdito inizia a Trento il 10 marzo 1970, per volontà del fondatore Luigi Reverdito. Durante gli anni settanta pubblica volumi di carattere prettamente locale, ma il salto verso pubblicazioni di interesse nazionale avviene all’inizio degli anni ottanta, quando entra a far parte, come editore esterno, della promozione e distribuzione Rizzoli; in questi pochi anni la casa editrice cresce ed ottiene lusinghieri successi editoriali e grandi soddisfazioni. A metà del 2007 fra Sergio Giunti e Luigi Reverdito viene sottoscritta una joint-venture con il gruppo Giunti Editore di Firenze, con il quale nei due anni successivi pubblicherà oltre 50 titoli nelle proprie collane più importanti, quali illustrati, arte, storia, fantasy, paranormale e spiritualità.

Contatti

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I disinnamorati, il nuovo romanzo dello scrittore Frank Iodice

In comunicati, libri on luglio 30, 2019 at 2:15 pm

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

I disinnamorati di Frank Iodice

Frank Iodice presenta “I disinnamorati”, una storia in cui si dipinge con appassionate e lucide pennellate la complessità dei rapporti umani. Una sensibile trattazione sul tema dell’incomunicabilità, una riflessione sull’impossibilità di comprendere nel profondo anche l’anima di chi ci è più vicino. Antonino e Anisetta sono il simbolo dell’amore che conosce ostacoli, degli amanti che non sanno affrontare il futuro stretti l’uno all’altra. Antonino percorre la strada della vita con un senso di smarrimento che si ripercuote nei suoi rapporti, dilaniato tra il desiderio di solitudine e la paura del vuoto e del silenzio. Uomini come lui non conoscono requie, né consolazione, solo attimi fugaci in cui illudersi di capire cos’è la felicità.

Titolo: I disinnamorati

Autore: Frank Iodice

Genere: Narrativa contemporanea

Casa Editrice: Eretica Edizioni

Pagine: 204

Prezzo: 15,00€

Codice ISBN: 978-8833440972

«Se osserviamo il suo volto, scopriremo che Antonino Bellofiore è tormentato da qualcosa che alcuni uomini hanno in testa fin dalla nascita. Il problema per lui è che non ha idea di cosa si tratti. Ci sono persone che non sanno cosa le tormenta, altre più fortunate che lo scoprono e lo combattono, altre ancora che lo utilizzano per soffrire e sentire meno forte il distacco dalla vita allorché subentri la morte. Essere felici, si sa, vuol dire essere meno pronti alla morte. E lui potrebbe non averci pensato […]».

“Dev’essere frustrante leggere la storia dei disinnamorati senza poter fare nulla”: questa frase del romanzo I disinnamorati di Frank Iodice riassume il sentimento di impotenza che prova il lettore alla fine della storia. Il personaggio di Antonino Bellofiore riesce a entrarti nella pelle, e a lasciare una sensazione di disagio e malinconia che non sbiadisce una volta chiuso il libro. La storia di Antonino e Anisetta rispecchia quella di tante coppie che non hanno avuto la forza o la volontà di costruire un rapporto profondo; nel romanzo il letto che i due dividono è il simbolo potente del legame fisico che non si protrae in quello emotivo. Il letto diventa quindi terra di contatti fugaci e appassionati, per poi trasformarsi in un continente spezzato in due, che li allontana e li divide. Entrambi giacciono insonni nella notte a osservare le strane geometrie del soffitto, incapaci di comunicare, di comprendersi. Antonino è l’antieroe per eccellenza, l’uomo privo di orientamento e di consapevolezza di sé stesso, che si lascia andare alla vita come una barca in mezzo al mare. Anisetta è il faro che a poco a poco perde interesse ad illuminare il relitto alla deriva, e che decide di orientare la sua luce in un’altra direzione. La trama enigmatica che fa compiere una svolta alla storia è solo l’espediente per evidenziare ancora di più la fallimentare vita privata del protagonista, che viene scalfita dalle indagini che deve portare a compimento. Antonino è un giovane agente di polizia di Nizza che vede intrecciare il suo doloroso passato e il suo incerto presente con uno strano mistero, che lo porterà a investigare su un traffico di droga. Delle ambigue cartoline vengono spedite al suo indirizzo; missive datate 1952 che sarebbero dovute arrivare trent’anni prima a suo padre, Antonio, e che invece trovano lui. E se da una parte queste cartoline fanno riemergere un dolore che non è mai sopito dentro di lui, dall’altra lo riempiono di dubbi che compromettono la sua già scarsa concentrazione. Egli è un uomo stravagante, libero a suo modo, ma in realtà imprigionato tra le mura erette dai suoi demoni. Un uomo tormentato che parla allo specchio del suo bagno angusto, e che da lui cerca risposte a domande che non sa porsi. “Quanti uomini soli davanti agli specchi ci sono al mondo in questo momento?” pensa Antonino; la solitudine è la compagna più intima e infida per lui: lo fa sentire al sicuro per poi terrorizzarlo con il vuoto che sempre l’accompagna. Antonino non sa essere felice, e per tutto il romanzo non capiamo, e neanche lui in fondo capisce, se è la felicità che cerca, o meglio, se può raggiungerla in qualche modo che gli è ancora oscuro: “la felicità è un uccello diverso per ognuno di noi, nessuno ha una buona gabbia per mettercelo dentro”.

TRAMA. Estate del 1982, Nizza. Antonino Bellofiore è un giovane agente di polizia di origini siciliane. Fuma sigarette di contrabbando e indossa calzini spaiati. Anisetta è una ragazza genovese che si è trasferita in Francia per studiare all’università; ha il collo delicato e gli occhi grandi e gialli come quelli dei gatti. Si sono incontrati una mattina sulla Promenade, il posto in cui tutti gli uomini soli e le donne appena arrivate in città vanno a passeggiare. Bellofiore passa le notti disteso a pancia in su, con le braccia incrociate, a studiare la forma vaga del soffitto, senza sapere che Anisetta, accanto a lui, sta facendo lo stesso. Durante il giorno investiga su alcune cartoline datate 1952 arrivate con trent’anni di ritardo, indirizzate a suo padre Antonio che ha abbandonato lui e sua madre quando era ancora un bambino. Anisetta sta scrivendo una tesi sui disamori, sotto la guida di un giovane e affascinante professore in prestito da Parigi. Bellofiore vorrebbe liberarsi di lei, o vorrebbe amarla, semplicemente. Intanto tenta di sciogliere i fili che lo legano al passato per risolvere il mistero delle cartoline, e nel mentre s’imbatte in traffici illeciti tra la Corsica e Monte Carlo. A mano a mano che decifra gli indizi, l’indagine da pubblica diventa privata. Se riesce a chiudere il caso, riceverà la promozione che non ha mai chiesto. Ma a quale prezzo?

BIOGRAFIA. Frank Iodice è uno scrittore di origini napoletane; vive tra la Francia e gli Stati Uniti da circa vent’anni ed è autore di numerosi romanzi e racconti, alcuni dei quali sono stati tradotti in inglese, francese, spagnolo e portoghese. Tra le sue opere si ricordano: i romanzi Anne et Anne (2003), Kindo (2011), Acropolis (2012), Gli appunti necessari (2013), Le api di ghiaccio (2014), Un perfetto idiota (2017), Matroneum (2018), La meccanica dei sentimenti (2018) e le raccolte di racconti La fabbrica delle ragazze (2006) e La Catedral del tango (2014). Breve dialogo sulla felicità con Pepe Mujica è stato distribuito gratuitamente in diecimila copie nelle scuole. I disinnamorati (prima edizione in francese presso Le Lys Bleu éditions, 2018) è pubblicato nel 2019 in Italia dalla casa editrice Eretica Edizioni.

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CASA EDITRICE. Eretica Edizioninasce nel2015 dalla volontà diGiordano Criscuolo. Dapprima associazione culturale, Eretica si è poi trasformata in una vera e propria casa editrice, un progetto editoriale senza scopo di lucro rivolto a giovani scrittori che rifiutano l’idea di pubblicare per case editrici a pagamento: «uno scrittore che cede all’editoria a pagamento è una prostituta che batte marciapiedi sovraffollati offrendo danari ai suoi clienti in cambio di una lode». Giordano Criscuolo parla di Eretica Edizioni come di una factory, di un ritrovo di persone che amano le lettere. Il catalogo comprende diverse collane, dalla narrativa ai fumetti, passando per la poesia e la saggistica.

Contatti

www.frankiodice.it

https://www.facebook.com/frankiodice.scrittore

www.ereticaedizioni.it

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Teologia del dominio, il nuovo romanzo dello scrittore americano J. L. Bryan

In Uncategorized on luglio 16, 2019 at 5:11 pm

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

Teologia del dominio di J. L. Bryan

J. L. Bryan presenta “Teologia del dominio”, un thriller distopico ambientato in un futuro non troppo lontano nella Nuova America. In un mondo trincerato dietro muri di cemento, in una società caratterizzata dall’invadente controllo del governo e dalle persecuzioni ai danni di chiunque eserciti il libero pensiero, il protagonista Daniel Ruppert si trova a fare i conti con un complotto su larga scala che sconvolgerà la sua esistenza. Edito in America con il titolo “Dominion”, il romanzo è stato tradotto e pubblicato in Italia da Urban Apnea Edizioni, come primo titolo in catalogo della casa editrice. Sarà scaricabile gratuitamente a partire dall’ 11 Settembre 2019.

Titolo: Teologia del dominio

Autore: J. L. Bryan

Genere: Thriller Distopico

Casa Editrice: Urban Apnea Edizioni

Pagine: 316

Prezzo: 15,00€

Codice ISBN: 978-88-9441-062-4

«– … Evoluzione, come dicevo, è guerra. Tra i batteri, tra le formiche, tra gli alberi che succhiano le sostanze dal terreno, tra gli anticorpi che ci proteggono dagli agenti patogeni… vengono sempre applicate le stesse regole, gli stessi schemi. Chi si impone, domina il contesto evoluzionistico. Ma la vittoria è temporanea, perché dietro l’angolo è già pronta un’altra battaglia. La guerra è santa, perché è il mezzo con cui un gruppo diventa coeso e si rinforza per proteggere i propri membri. La stessa religione mondiale ci insegna a stringerci, a unirci, mi segui Daniel?

– Certo, sfruttare gli istinti primordiali della gente per il vostro profitto.                      

 – Sbagliato! – rispose Crane sbattendo il pugno sul tavolo e mandando in frantumi la proiezione olografica di Roma. – La guerra ci ha elevato dal brodo primordiale a creature che costruiscono città e nazioni, la guerra eleva ogni forma di vita del pianeta, ci rende più forti, ci migliora, ci unisce, la guerra è… – Crane si sporse in avanti con gli occhi azzurri spiritati e le labbra contratte – la guerra è Dio – sussurrò – e Dio è guerra […]».

Teologia del dominio di J. L. Bryan è un agghiacciante distopico che racconta la vita in America nel 2037, un futuro ormai dietro l’angolo che vedrà l’inasprimento della già insensata intolleranza verso il diverso che caratterizza i nostri giorni. Una nazione riorganizzata che ha ormai preso le redini del mondo, e che semina bugie in patria e sangue oltre i suoi confini. Che ha deciso di controllare capillarmente il suo popolo per evitare il dissenso, sottoponendolo a pesanti condizionamenti affinché possa accettare e glorificare le sue guerre “necessarie” per mantenere la pace. Una contraddizione in termini che sconvolge a livello inconscio le certezze del protagonista Daniel Ruppert il quale, giorno dopo giorno, prende sempre più coscienza del grande inganno in cui è immerso. Daniel è un mezzobusto, colui che ogni sera racconta false notizie rassicuranti al popolo americano. Ma sono diventate troppe le incoerenze che lo disturbano, ed è ormai incolmabile il “divario tra mondo reale e quello fittizio, confezionato ad arte per l’audience”, e il suo essere uno strumento passivo della propaganda comincia a minare il suo spirito patriottico, inculcato in anni di sottili manipolazioni. Il risveglio di Daniel è brusco: “aveva trascorso la maggior parte della vita come un sonnambulo stordito”; si rende conto di aver vissuto nella finzione  un’esistenza all’apparenza sicura e comoda, ma che presto si rivela insostenibile. Grazie alle parole e al coraggioso sacrificio del collega Sullivan Stone, Daniel inizierà un viaggio verso la verità che lo porterà a scoprire un complotto governativo di portata mondiale. Si troverà a combattere ad armi impari con un regime totalitario che controlla non solo l’informazione, ma anche l’educazione, l’economia, le relazioni individuali e soprattutto la religione. Anzi, che proprio nella religione ha trovato il suo fondamento e la sua legittimazione: è infatti nella Chiesa Dominionista che il presidente americano Winthrop trova appoggio per la sua campagna di condizionamento del singolo, al quale si raccontano bugie per giustificare le sanguinose azioni di guerra contro gli infedeli all’estero, e le violente rappresaglie del Dipartimento del Terrore contro i “non integrati” in patria. Teologia del dominio racconta di un mondo alterato e corrotto, che sembra in apparenza lontano da noi, ma che potrebbe essere l’evoluzione (o meglio l’involuzione) della nostra realtà, sempre più proiettata alla chiusura dei confini, all’intransigenza e al fanatismo. E risuonano sempre più forti le parole di Daniel Ruppert, che ci invitano a riflettere anche sulla nostra condizione: “Ma deve esistere un altro modo di vivere. E non è forse nostro compito capire qual è?”.

TRAMA. Un attacco nucleare alla città di Columbus (Ohio) impone negli Stati Uniti un regime totalitaristico basato sulle dottrine della Chiesa Dominionista, secondo cui le democrazie sono guidate dal demonio e i Cristiani caucasici hanno il dovere di controllare le sette aree che regolano la vita umana: economia, politica, media, arte, educazione, famiglia e religione. Mentre l’America è impegnata in una guerra mondialista contro Cina, Venezuela, Egitto e altri Stati del Medio Oriente (per reclutare discepoli secondo il comandamento di Gesù?), il nuovo Dipartimento del Terrore sopprime i movimenti di resistenza interni e gli squadristi delle Brigate della Libertà perseguitano le minoranze etniche. Daniel Ruppert, mezzobusto del notiziario di Los Angeles, riporta pedissequamente le notizie, spesso inattendibili, che gli vengono imposte. Immerso nel lusso di Bel Air e nei suoi circoli esclusivi insieme alla moglie, viene strappato via dalle sue certezze in un precipitare di eventi che lo portano a scoprire uno sconvolgente segreto governativo.

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BIOGRAFIA. J.L. Bryan (Atlanta, 1978) ha studiato letteratura inglese a Oxford e all’Università della Georgia, con una specializzazione sul Rinascimento inglese e sulla letteratura del Romanticismo. Ha studiato inoltre sceneggiatura all’Università della California di Los Angeles. Nei suoi romanzi si diverte a mescolare paranormale, horror e fantascienza, trovando soluzioni narrative sempre nuove. Tra i suoi romanzi: The Unseen (2013), Inferno Park (2014), Helix (2009) e le serie The Paranormals e Ellie Jordan, The Ghost Trapper. Teologia del dominio (titolo originale Dominion) viene tradotto e pubblicato in Italia dalla casa editrice Urban Apnea Edizioni.

LA CASA EDITRICE. Urban Apnea Edizioni è una casa editrice attiva dal 2015 che si occupa soprattutto di narrativa breve, straniera e italiana, contemporanea e classica, ma anche di critica musicale e di design giovanile, con un occhio di riguardo alle nuove tecnologie digitali. Tutto il catalogo è scaricabile gratis in agili .pdf interattivi. Teologia del Dominio è il primo romanzo in catalogo, e sarà scaricabile gratis dall’undici settembre 2019.

Contatti

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Sito Urbana –  https://www.urbanapneaedizioni.it/print-on-demand-iromanzi/

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Gianfranco Cingolani presenta La vera storia del cristianesimo che i credenti forse non conoscono

In Uncategorized on luglio 12, 2019 at 5:56 pm

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

La vera storia del cristianesimo che i credenti forse non conoscono. Insostenibili contraddizioni tra storia e religione

di Gianfranco Cingolani

Gianfranco Cingolani presenta “La vera storia del cristianesimo che i credenti forse non conoscono”, un’ispirata trattazione sulle contraddizioni probabilmente insanabili tra storia e religione, tra razionalità e fede. Il discorso lucido e coraggioso di un autore che vuole arrivare il più vicino possibile alla verità, che desidera comprendere l’origine dell’uomo e delle credenze religiose che l’hanno condizionato sin dall’alba dei tempi. Una ricerca storica aperta all’analisi di tutte le religioni, da quelle primitive fino alle tre grandi monoteiste, con un occhio di riguardo per il cristianesimo e per le sue controverse e discordanti linee di condotta.  

Titolo: La vera storia del cristianesimo che i credenti forse non conoscono

Autore: Gianfranco Cingolani

Genere: Saggio

Casa Editrice: Europa Edizioni

Collana: Edificare universi

Pagine: 458

Prezzo: 18,90€

Codice ISBN: 978-88-9384-923-4

«L’uomo è l’unico essere vivente che sa di morire. Questa certezza, soprattutto nell’uomo primitivo, ha suscitato un senso di paura e di impotenza che ha dato origine al desiderio di riuscire a prolungare in qualche modo la vita oltre la morte. Leggendo attentamente la storia della genesi dell’umanità si vede chiaramente che sono state le sofferenze, le paure e i desideri degli uomini a generare il bisogno delle divinità e di un mondo ultraterreno […]».

Un accurato resoconto sulle origini dell’essere umano e delle religioni, una summa del pensiero e delle ricerche di un uomo avido di conoscenza, e un momento di profonda riflessione sia per gli osservanti che per gli scettici: tutto questo è La vera storia del cristianesimo che i credenti forse non conoscono di Gianfranco Cingolani. La storia ragionata delle religioni e la messa in dubbio della loro autenticità sono argomenti spinosi, che possono generare accese discussioni. L’autore offre il proprio contributo con lucida fermezza, partendo dalle origini dell’universo a seguito del Big Bang, avvenuto circa quattordici miliardi di anni fa. Con precisione scientifica racconta poi le varie fasi che sono seguite al Big Bang fino alla nascita del Pianeta Terra, alla comparsa dei primi segni della vita primordiale per arrivare infine all’uomo. Cingolani si domanda quale sia la verità sull’origine del mondo e della vita, cercando di allontanarsi dalle fantasiose speculazioni delle religioni le quali, a partire dalle più antiche – come quelle mesopotamiche – hanno adattato le proprie credenze in base al contesto in cui erano professate, e hanno poi influenzato i culti nati in tempi successivi (come quello del minuscolo popolo ebreo). L’autore ripercorre la teoria evoluzionista, mappando un percorso che parte dalle proscimmie per approdare trecentomila anni fa all’homo sapiens. La teoria darwiniana così esposta ha sconfessato l’origine dell’essere umano proposta dal cristianesimo, ha spostato la nascita dell’uomo moderno almeno centomila anni prima di Adamo, e così facendo ha eliminato il peccato originale, uno strumento forte nelle mani di organi religiosi determinati ad assoggettare i fedeli ignoranti. Cingolani fa spesso riferimento alla dicotomia tra religione e ragione, tra una cieca fedeltà a dogmi originati dagli uomini in nome di una presunta divinità che non si è mai palesata, e la necessità di esercitare il libero arbitrio e l’intelletto per comprendere il grande inganno in cui siamo caduti dall’inizio dei tempi. Un inganno che i credenti alimentano ogni giorno attribuendo origine divina ai testi sacri che sono alla base della propria fede, e che, invece, sono pieni di evidenti contraddizioni. Per quanto sia un discorso controverso, ogni intervento dell’autore è supportato da solide basi scientifiche e logiche, ma egli stesso ci tiene a precisare i limiti della scienza e della ragione, lasciando la possibilità a tutti di trarre le proprie conclusioni. È però palese che “per dar credibilità alle religioni (cioè per conferire loro storicità) sono stati creati miti, leggende, tabù e rituali”, spesso riadattati nel corso del tempo in base alle necessità da caste sacerdotali opportuniste, oppressive e poco interessate alla salvezza dell’anima ma solo al potere. Con rispetto per le opinioni contrarie e con grande lucidità, l’autore cerca di spiegare e di spiegarsi cosa abbia spinto l’essere umano a creare divinità antropomorfe e religioni dipendenti esclusivamente dal caso, come possa aver pensato che il proprio credo fosse più valido degli altri e soprattutto come abbia permesso a sé stesso di autocondannarsi a una vita di ubbidienza cieca per guadagnarsi un aleatorio paradiso. Riecheggiano quindi forti nell’opera le parole di L. A. Feuerbach: “E all’inizio l’uomo creò Dio a sua immagine e somiglianza” e ci si domanda, alla fine, cosa ne sarà delle religioni e di Dio quando l’essere umano inevitabilmente si estinguerà.

TRAMA. Un credente ben difficilmente sente la necessità di mettere in discussione gli insegnamenti che ha ricevuto, cercando di risalire alla genesi delle sue convinzioni attraverso la verifica storica dei fatti accaduti. Molti cristiani non conoscono realmente la Bibbia con i suoi incredibili miti, e non sanno quale dio antropomorfo e crudele vi sia descritto. Se analizzassero poi la vera storia dei vangeli si accorgerebbero che gli autori non sono quelli noti, e che la loro descrizione è manipolata e troppo lontana dai fatti per poterne accertare l’autenticità e la credibilità. Anche la figura e la storicità di Gesù potrebbero assumere aspetti ben diversi e imprevisti. Quando la Chiesa di Roma, con Costantino e Teodosio, è diventata chiesa di stato, da perseguitata è diventata persecutrice e ha iniziato a scalare un potere temporale in netto contrasto con l’insegnamento evangelico. Si sono susseguiti una miriade di papi corrotti, simoniaci, depravati, assetati di ricchezza e potere, crudeli fino allo sterminio di milioni di innocenti. Alcuni perfino atei dichiarati. La Sacra Inquisizione, per cinquecento anni, ha fatto sterminare un centinaio di milioni di persone accusate di eresia, stregoneria, ebraismo o solo perché poveri indigeni americani. Il culto della Madonna, sconosciuto nei primi secoli, ha avuto uno sviluppo incredibile, probabilmente per allineare il cristianesimo al culto pagano di dee protettrici, vergini e madri. Le sue tantissime apparizioni, prodighe di speranze mirabolanti, di fatto garantiscono solo grossi affari per gli organizzatori ed i furbi che vi orbitano attorno. Vengono magnificati fenomeni poco credibili come la Sindone, oppure personaggi assai discussi come Padre Pio. Proliferano veggenti e stigmatizzati che attraggono milioni di speranzosi fedeli, così come accade per le tantissime e fantasiose reliquie sparse in tutta Europa. Analizzando i comportamenti degli ultimi papi santificati a furor di popolo e quanto sta tutt’ora accadendo all’interno della Chiesa, crescono i dubbi sulla sua credibilità e sulla sua discendenza divina. In questo libro l’autore ha voluto evidenziare le macroscopiche difformità dei fatti accaduti dagli insegnamenti predicati. In ogni tempo e in ogni luogo quasi tutte le religioni hanno sempre cercato di imporre il loro potere, sfruttando la credulità di persone facilmente fidelizzabili con fantasmagoriche promesse o minacce riservate magari in una seconda, improbabile vita.

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BIOGRAFIA. Gianfranco Cingolani è nato nelle Marche a Montelupone (MC) nel 1942 e risiede a Perugia. Laureato in Ingegneria presso il Politecnico di Milano, con alcuni colleghi ha fondato due Società operanti nel settore dell’elettromeccanica dove ha ricoperto incarichi di Dirigente Commerciale e di AD. Interessato ad approfondire la storia dell’origine dell’uomo e delle religioni, pubblica nel 2017 (seconda edizione 2019) per Europa Edizioni il saggio La vera storia del cristianesimo che i credenti forse non conoscono. Insostenibili contraddizioni tra storia e religione.

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Stupro. La ragazza sporca: il nuovo romanzo di Stefania De Girolamo

In Uncategorized on luglio 8, 2019 at 7:55 pm

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Presenta

Stupro. La ragazza sporca di Stefania De Girolamo

Stefania De Girolamo presenta “Stupro. La ragazza sporca”, un romanzo intenso e introspettivo, che riesce a trattare del delicato tema della violenza sessuale con la lucidità e il rispetto necessari a indagare tutto il dolore e le domande che questo trauma si porta dietro. Un’opera dalla parte delle donne ma anche di tutta l’umanità, che semina pensieri profondi sull’essere vivente e sui gesti di bontà e cattiveria che, piccoli o grandi, possono influire sull’energia universale, avere echi che si propagano in eterno e condizionare il tempo futuro, come la giovane e sfortunata protagonista Monica dovrà imparare sulla sua pelle.

Titolo: Stupro. La ragazza sporca

Autore: Stefania De Girolamo

Genere: Narrativa contemporanea

Casa Editrice: Edizioni del Poggio

Pagine: 232

Prezzo: 12,00 €

Codice ISBN: 978-8897409793

«Lei cantava pura e violata, danzava in quell’immane sforzo di trovare uno squarcio verso il futuro, per dovere verso la propria anima, per l’altrui volontà spezzata e irrimediabilmente sepolta laggiù sotto quell’albero, lungo quella strada, quell’anno, quel giorno, quell’ora, quei pochi istanti […]».

La storia raccontata in Stupro. La ragazza sporca di Stefania De Girolamo è un pugno allo stomaco, un dolore acuto che si propaga nelle pagine andando a mescolarsi con quello della protagonista, Monica, una sedicenne la cui esistenza viene stravolta per sempre. Monica dalla folta chioma castana e dai vivaci occhi da gatta sta tornando da sola a casa una sera come tante, quando “quattro fantasmi, quattro mostri, quattro animali feroci, quattro bestie” la privano dell’amor proprio, le strappano l’anima, cancellano i suoi sogni. Unico testimone della spietata violenza è un albero che soccomberà lui stesso alla cattiveria vissuta indirettamente, che non riuscirà a smaltire le lacrime della giovane aggrappata al suo tronco, inerme e terrorizzata. Ogni volta che passerà per quella strada maledetta Monica getterà uno sguardo all’albero sempre più secco, sempre più prossimo alla morte, fino a quando anche lui non ci sarà più, così come è scomparsa in lei la fiducia nell’essere umano. Questa storia fa male perché è troppo reale: in Monica si proiettano i volti di tutte le donne, giovani e meno giovani, che gli organi di informazione ci fanno purtroppo conoscere ogni giorno. Questo romanzo è dedicato a tutte loro le quali, come la giovane protagonista, tentano di rialzarsi dopo una violenza che paralizza la mente e il corpo, che fa vivere nel terrore, che fa sentire “sporche”. Monica si vergogna di sé stessa e si sente in colpa per essere ancora viva; a causa dell’omertà della sua famiglia è convinta di essere stata responsabile dell’aggressione subìta. La ragazza vive di giorno perseguitata dai suoi demoni e di notte torturata da incubi terribili. L’incontro con Marco sembra placare la lava che le brucia dentro, sembra farle riscoprire una speranza nella vita che lentamente riempie il vuoto della sua anima. Marco è un ragazzo tormentato quanto lei, ma per diverse ragioni; ha un sassolino nella scarpa che in certi giorni diventa un macigno che lo schiaccia a terra. Il romanzo non vuole però dare facili consolazioni, e la strada di Monica sarà ancora dissestata finché non capirà che dovrà trovare in sé stessa la forza di reagire, che dovrà imparare ad amarsi prima di essere amata, per poter infine aprire la finestra sigillata da anni di sofferenze e respirare l’aria di cambiamento. Nel finale dell’opera c’è un dubbio che scaraventa il lettore nell’angoscia, perché il destino di Monica ci interessa nel profondo, perché abbiamo seguito da vicino il suo viaggio nell’oscurità e speriamo di vedere la luce insieme a lei. Stupro. La ragazza sporca è un romanzo che parla di civiltà, e della sua mancanza, del segno indelebile che lasciamo anche dopo che ce ne siamo andati, delle conseguenze delle nostre azioni che in un modo o nell’altro vanno a contaminare la terra che poi calpesteranno le generazioni future: “le tue cattive parole, i tuoi brutali crimini risuoneranno in un’infinita eco”.

TRAMA. Una ragazza di sedici anni, Monica, viene aggredita e violentata da un gruppo di ragazzi. La giovane sarà costretta dalla madre a nascondere l’accaduto, in ragione di una paura recondita e radicata in seno da generazioni di gettare la famiglia nell’ignominia. Monica si chiuderà in sé stessa e troverà l’unico sfogo al suo dolore nella musica, esibendosi in sensuali danze in un locale notturno, senza mai permettere a nessuno di avvicinarla. Sarà lì che incontrerà un giovane, Marco, bello e con gli occhi dolcissimi e un tormento nel cuore. Nascerà un amore casto e sincero che aiuterà entrambi a riscattarsi da un passato di sofferenza, fino a quando la dura realtà non busserà alla loro porta.

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BIOGRAFIA. Stefania De Girolamo nasce a Genova da padre di origini pugliesi e madre ligure. Si diploma come perito turistico e studia la lingua russa, compiendo poi un lungo e istruttivo viaggio nell’Unione Sovietica. Esordisce nella narrativa con alcuni racconti, poesie e con il romanzo Insieme ce la faremo, pubblicato in self-publishing. Stupro. La ragazza sporca (Edizioni del Poggio, 2019) è il suo ultimo romanzo.

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La Coattività Nel Sistema Tributario Canonico di Teodosio Petrara

In Uncategorized on luglio 4, 2019 at 2:03 pm

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

La Coattività Nel Sistema Tributario Canonico di Teodosio Petrara

Nella Chiesa cattolica vi è un sistema tributario simile a qualsiasi altro ordinamento laico? Se lo chiede Teodosio Petrara nel suo libro dedicato alle entrate tributarie canoniche, in cui cerca di capire con quali risorse si nutre la Chiesa per le finalità proprie. La Primiceri Editore patrocina un’indagine complessa volta a comprendere, innanzitutto, se il Clero sia da considerare un ordinamento e in quanto tale se d’imperio possa esigere dal proprio popolo i tributi, le tasse e i contributi previsti dalla legge canonica. Da qui un’analisi delle principali imposte suddivise in uno schema tipologico messo a confronto con altri sistemi.

Genere: diritto

Prezzo: €18.00

Formato: A5

Pagine: 214

ISBN 978-88-3300-087-9

<<… A parte alcune eccezioni previste dall’art. 20 della Costituzione Italiana, che di seguito rileveremo, l’Ordinamento canonico, sotto il profilo tributario, è retto da principi di natura diversa ad eccezione della materia penale generale e a prescindere dal rapporto con lo Stato Italiano. Vale a dire per quanto riguarda il trattamento degli Enti per fini di culto posti in essere dalla Chiesa e regolati dal diritto canonico e per cui è previsto un regime agevolato (art. 20 della Costituzione). Quindi vige un principio che tiene conto del divieto, posto dall’art. 20 prima richiamato, di imporre speciali gravami fiscali nei confronti degli Enti religiosi>>.

Questo testo di diritto è una guida arricchita da fonti legislative, inquadramenti storici e da discussioni dottrinali che raccontano come la Chiesa, dalle prime comunità, si è nutrita e da quali fonti ha attinto, secondo la legge del tempo, per soddisfare le opere di carità e di apostolato fino alla riforma del diritto canonico, alla quale ha aderito lo Stato Italiano con l’accordo di Villa Madama e la successiva legge n°222/1985 che ha abolito il sistema beneficiale. Oggi, i fedeli pensano che la Chiesa viva con le sole offerte e i lasciti. Non si comprende, dunque, come senza donazioni non avrebbe più la possibilità di sostenere le opere di carità, apostolato e culto. I credenti, quindi, devono sovvenire alle necessità della Chiesa, poiché in un qualsiasi ordinamento i cittadini sono tenuti per moralità e vincolo legislativo a contribuire alla spese pubbliche, dal momento che diversamente nessun ordinamento potrebbe erogare servizi senza la contribuzione dei cittadini. Questa partecipazione discende dalla legge canonica: essere stati battezzati nella Chiesa cattolica.

TRAMA. Pochi sono gli autori che hanno trattato la materia tributaria canonica e pochissimi si sono occupati dei tributi canonici, forse per la complessità e per la scarsa bibliografia. Si sente spesso discutere di tributi dell’economia italiana a ogni livello magari senza taluna competenza in merito e non si sente mai parlare di tributi della Chiesa Cattolica. Nel presente volume, l’autore valuta l’ipotesi dei tributi sotto due profili: se la Chiesa, alla stregua di un altro ordinamento, abbia il diritto di esigere dal proprio popolo di Dio e attingere per diritto nativo ai beni temporali per le finalità proprie. E se i fedeli e fedeli laici hanno il corrispondente obbligo, in quanto battezzati nella Chiesa Cattolica, di contribuire alle necessità che questa ha per il culto divino, per le opere di apostolato e di carità e per l’onesto sostentamento dei ministri.

L’AUTORE E’ DISPONIBILE A RILASCIARE INTERVISTE

BIOGRAFIA. Teodosio Petrara, laureato in giurisprudenza, presso l’Università degli Studi Milano, è avvocato Cassazionista del libero foro di Pavia. Nel 2013 è stato nominato, dal Ministero di Grazia e Giustizia, Giudice Onorario di Tribunale e assegnato presso la terza sezione penale del Tribunale di Milano. Nel 2009 si è iscritto all’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Crema e poi di Milano, eretto dalla Congregazione per L’educazione Cattolica, collegato alla Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale, dal quale dopo il biennio di teologia e filosofia è approdato alla Facoltà Ecclesiastica di Diritto Canonico, San Pio X, Venezia, dove nel 2014 ha conseguito la Licenza in Diritto Canonico. Ha conseguito il dottorato in diritto canonico presso la Pontificia Università Lateranense, Città del Vaticano, con la pubblicazione della tesi. È iscritto nell’elenco degli avvocati ecclesiastici, per il patrocinio delle cause di nullità matrimoniale, presso il Tribunale Ecclesiastico Regionale Lombardo. Ha pubblicato nel 2016 un lavoro in materia canonica: persone e organismi nella Curia Diocesana: la funzione dell’autorità diocesana e conseguenze nel diritto civile Italiano.

CASA EDITRICE. Primiceri Editore nasce a Padova nel 2015 con la missione di fornire ai professionisti manuali dal taglio pratico che possano servire da veri e propri strumenti di lavoro. Al fianco della collana giuridica e professionale PE propone anche collane di saggistica, filosofia e narrativa, quest’ultima rivolta soprattutto ai piccoli lettori.

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Autore           https://it.linkedin.com/in/teodosio-petrara-52254633

Link Vendita http://www.primicerieditore.it/la-coattivita-nel-sistema-tributario-canonico-teodosio-petrara/

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Da miseria e crudeltà ad un sogno chiamato vita: Schiavi di Paolo Ostorero

In Uncategorized on luglio 1, 2019 at 4:57 pm

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

Schiavi di Paolo Ostorero

Paolo Ostorero presenta “Schiavi”, un romanzo basato su una storia vera, quella di due ragazzi costretti a lasciare la loro terra, l’Africa, per inseguire il sogno di una condizione che possa essere chiamata vita, e cancellare un passato di miseria e disperazione. Felix partirà dal Camerun e Peter dal Sud Sudan, due paesi dalle diverse culture e in cui si parlano lingue differenti, e alla fine le loro rotte distanti ma parallele convergeranno nello stesso luogo, che potranno finalmente chiamare casa. Una storia dolorosa e commovente, scritta da un autore che spera che in futuro ci saranno sempre più ponti, e soprattutto meno muri.

Titolo: Schiavi

Autore: Paolo Ostorero

Genere: Narrativa contemporanea

Casa Editrice: Self-publishing

Pagine: 212

Prezzo: 15,00 €

Codice ISBN: 978-10-7050-356-1

«Iniziò dalle lettere dell’alfabeto arabo che si divertiva a tracciare sulla sabbia. Dopo le lettere fu la volta delle parole intere. Apprese anche i numeri, ma la sua predilezione era per la scrittura. Tracciava i morbidi segni dell’arabo sulla sabbia vicino al fiume e nel tracciarli gli pareva di essere il vento che modellava a suo piacimento le nuvole nel cielo. La scrittura esercitava su di lui un fascino irresistibile. Scrivere una cosa era per Peter come possederla, carpirne l’essenza, capirla in profondità: un conto era dire una parola, altro era scriverla […]».

Schiavi di Paolo Ostorero racconta una storia drammaticamente vera, di quelle che colpiscono allo stomaco, che fanno vergognare di stare al sicuro nella propria casa, di essere amati e liberi. L’autore è parte integrante di questa vicenda, come è possibile apprendere dalla postfazione al romanzo: Paolo Ostorero è infatti riuscito a cambiare nel profondo l’esistenza di due ragazzi, Felix e Peter, che hanno avuto l’unica colpa di essere nati alla “latitudine sbagliata”. Il racconto si apre su una famiglia camerunense e sui discorsi di uguaglianza e libertà del capofamiglia, Mosi. Un quadro familiare sereno, che presto verrà stravolto dalla cruda realtà. L’autore decide di narrare la straziante avventura dei giovani protagonisti Felix e Peter alternandone le vicende, rimbalzando dal Camerun al Sud Sudan, seguendo da vicino il cammino dei due giovani verso il miraggio dell’Europa, un percorso irto di pericoli, con il dolore e la solitudine come unici compagni. Attraverso la loro travagliata storia si conoscono le diverse culture e usanze di popoli appartenenti allo stesso continente, ma profondamente lontani per lingua e religione. Si entra nel vissuto quotidiano della gente comune, si assiste alle inutili lotte interne, e si fanno i conti con i pregiudizi e le violenze di un popolo verso i propri simili e vicini di casa. E soprattutto si annusa la paura, quella che paralizza, che rende bianchi i capelli. Nell’opera si dà consistenza alla nozione di “schiavo” che, per quanto si pensi di conoscerla, è solo un’immagine sfocata nella mente degli uomini che hanno la fortuna di vivere nei Paesi sviluppati. In questo romanzo si è schiavi nella società così come in famiglia; la schiavitù in Africa è una condizione molto diffusa e dalle mille sfumature: l’autore racconta delle donne libiche segregate in casa dai loro mariti e private di ogni contatto con il mondo esterno, dei bambini costretti a lavorare duramente invece di andare a scuola, degli uomini venduti come merce, senza più diritti, senza più dignità. Le storie di Felix e Peter sono purtroppo simili nel loro perdere la famiglia e l’amore, nel loro peregrinare in cerca di un luogo sicuro in cui vivere liberi, nel loro sogno di raggiungere l’Europa per costruire finalmente un futuro dignitoso. L’autore ci fa toccare la miseria più nera e la crudeltà più cieca, ci fa provare dolore per le ferite inferte ai due ragazzi, ci fa sentire terrorizzati e soli come mai ci siamo sentiti. Come nessuno dovrebbe mai sentirsi. Schiavi è un romanzo che punta dritto al cuore, che vuole contribuire a spezzare le catene della schiavitù e dell’odio. Un’opera struggente che lascia il segno, che invita a distruggere i muri che ci tengono lontani dai nostri simili e a costruire un avvenire di pace e tolleranza, in cui la parola “schiavo” non avrà più significato.

TRAMA. Le storie di Felix e Peter somigliano a quelle di altri mille ragazzi: un’infanzia finita troppo presto, la violenza dentro e fuori la propria casa, il sogno di fuggire per costruirsi una nuova vita in un Paese migliore. Felix perde suo padre quando è ancora un bambino, Peter invece suo padre lo conosce quel poco che basta a temerlo: è un uomo duro e violento, incattivito dalla vita militare. Le loro esistenze non sono facili, non c’è spazio per i giochi, la scuola o le amicizie. La fame non fa sconti e l’unica soluzione è il lavoro, umiliante, faticoso e sottopagato. Per chi come loro nasce sotto i cieli infiniti dell’Africa, la vita sembra non possa essere migliore di così. Felix e Peter sognano l’Europa, quell’Europa dove si vive e si lavora onestamente, dove c’è sempre da mangiare, dove la parola “schiavo” si legge solo sui libri di storia. Senza conoscersi e senza saperlo, Felix e Peter iniziano il loro viaggio in parallelo, alla ricerca della vita che sognano; un viaggio fatto di città sconosciute, periferie immense, lavori umili e dolorose delusioni. Il costo della felicità è alto e bisogna rinunciare all’orgoglio, alla paura e persino all’amore. Ma quando non si possiede niente, i sogni diventano l’unico tesoro da difendere. Questa non è solo la storia di Felix e Peter. È la storia di chi lascia il proprio cuore in una casa vuota per intraprendere un viaggio spaventoso e necessario come solo la vita sa essere.

L’AUTORE E’ DISPONIBILE A RILASCIARE INTERVISTE

BIOGRAFIA. Paolo Ostorero è nato a Torino nel 1960. Da sempre impegnato nel volontariato, negli ultimi anni è venuto a contatto con diverse situazioni legate all’immigrazione, passando quindi dall’essere spettatore di quanto sta avvenendo all’essere coinvolto emotivamente.  In particolare le vite di due ragazzi, uno proveniente dal Sud Sudan (Peter) e uno dal Camerun (Felix), lo hanno colpito così tanto da sentire la necessità di aiutarli. Questi due ragazzi africani ora fanno parte in vario modo della sua famiglia. Schiavi è il primo romanzo dell’autore, ed è il racconto della storia dei due giovani e, in parte, anche della sua. Tutto il guadagno dell’opera, dedotti i costi, verrà devoluto in beneficenza.

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Romanzo di formazione e favola moderna: Tiger Blues di Jimi B. Jones (Watson Edizioni)

In Uncategorized on giugno 24, 2019 at 1:39 pm

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Presenta

Tiger Blues di Jimi B. Jones

Jimi B. Jones presenta “Tiger Blues”, un romanzo molto originale, una favola moderna che racconta il viaggio di un essere speciale, Jim Beam. Tra episodi surreali e divertenti e momenti tanto realistici da fare male, si partecipa ai tentativi di Jim di seguire finalmente il proprio istinto e di scoprire cos’è la libertà, nonostante la ragione lo abbia sempre spinto ad accontentarsi di una gabbia dorata, diventata tutto il suo mondo. In questa storia in cui è forte il conflitto tra razionalità e passione, si rimane stupiti pagina dopo pagina da un protagonista indimenticabile, più umano di quanto si possa immaginare.

Titolo: Tiger Blues

Autore: Jimi B. Jones

Genere: Narrativa contemporanea

Casa Editrice: Watson Edizioni

Collana: Luci

Pagine: 166

Prezzo: 15,00 €

Codice ISBN: 978-8887224320

«Un tempo non aveva avuto voglia né interesse a lasciare la sua gabbia. Quello che aveva gli bastava. Il suo mondo era stato piccolo e completo. Ma ora era diverso. Gli mancava l’aria. Il fuori era il tutto e il dentro era il nulla, la noia, la solitudine, la smania, la voglia di graffiare e di mordere e di fare tutto a brandelli […]».

La storia raccontata in Tiger Blues di Jimi B. Jones è scandita dai quattro elementi: acqua, fuoco, terra e aria si avvicendano nella narrazione e marcano il ritmo della vita del protagonista, Jim Beam. Lo stesso ruolo è rivestito anche dalla musica, presenza forte e significante in questo romanzo di formazione che è anche una favola dal sapore agrodolce. All’inizio di ogni capitolo relativo ai quattro elementi vi è una breve introduzione che catalizza l’attenzione del lettore, e che definisce di volta in volta il messaggio dell’opera. “Domandati cosa farai, come vivrai, chi sarai” è una parte della frase a inizio del primo capitolo, quello relativo all’acqua, che sarà un elemento naturale tanto importante da tornare anche a fine storia, espresso nel riflesso del protagonista che per la prima volta si riconoscerà davvero nella sua essenza. E ancora: “sta a te, my friend: decidere se e come rialzarti” e “puoi scegliere ogni giorno di essere libero”. Poche frasi che racchiudono un mondo interiore complesso, quello di Jim Beam, un essere umano o un animale feroce, poco importa la sua natura, sicuramente un simbolo potente della dura lotta che strazia l’anima di ognuno di noi, quella tra istinto e ragione. Un istinto ferino e primordiale, in cui si fa presto a passare dalla noia alla fame, dalla rabbia al sangue, che si contrappone al bisogno razionale di omologarsi, di essere accettati, di far parte della “società”, di vivere una vita racchiusa in schemi condivisi. Jim Beam prova con tutte le sue forze ad essere bravo e ad adattarsi, a non disattendere le aspettative del suo amico Axl e a inseguire l’ambizione più sfrenata, anche se essa fa a pugni con i suoi desideri, con la sua natura più intima. Axl e Cathy saranno due figure importanti nel suo viaggio, fiori gettati oltre le sbarre, motivi di ribellione ma anche dolori inestinguibili. Jim alla fine potrà contare solo su sé stesso, come tutti gli esseri viventi, ma costerà tempo e fatica comprendere di essere abbastanza, di avere il potere di saltare oltre le sbarre e scegliere la direzione della propria esistenza. Il mondo ovattato di Cottonfarm è stato per Jim l’unica realtà, l’unica vita possibile; gli incontri con straordinari personaggi come Amarula e Sally Love pianteranno invece in lui il seme della libertà, e gli mostreranno che anche le gabbie più ampie e pulite sono pur sempre prigioni, che spesso siamo noi a sceglierle consapevolmente e che sono “quelle peggiori, quelle che gli uomini non vedono mai”. Tiger Blues è un romanzo ricco di suggestioni e di spunti di riflessione, un amaro affresco dell’umanità nelle sue debolezze e false priorità. Una storia attraversata da un insolito punto di vista e da immagini potenti che scorrono al ritmo della musica, forza propulsiva dei salti da tigre del protagonista, all’inizio finalizzati alla mera spettacolarizzazione ma in seguito rivolti al bisogno di riscatto di Jim, alla sua fuga dalla sofferenza.

TRAMA. Tiger Blues si apre con la presentazione di Jim Beam, della sua famiglia e del luogo in cui vive: “Jim Beam aveva un fratello, una sorella e una madre. Del padre non seppe mai niente. La mamma era seria, preoccupata, sempre nervosa. Aveva paura e non si riposava mai: aveva paura di non riuscire a mantenere i propri figli, aveva paura che uno di loro si ammalasse. Aveva paura di un sacco di cose. Invece Jim non aveva paura di niente, tranne della noia. Abitavano appena fuori Lovelock, in un posto che si chiamava Cottonfarm”. Le vicende partono da quando Jim era piccolo, viveva in un recinto e passava il tempo giocando con i fratelli; prosegue con l’incontro che gli cambierà la vita, quello con il suo coetaneo Axl, e la nascita di un’amicizia decisamente fuori dal comune, così come fuori dal comune è lui, in tutto quello che riesce a fare. Axl e Jim cresceranno insieme uniti da un legame che riuscirà ad andare oltre le loro diversità, fino a quando un evento atmosferico arriverà a sconvolgere le loro esistenze. Acqua, fuoco, terra e aria: la favola di Jim Beam attraversa quattro elementi, un oceano e due continenti. Jim cresce e incontra il successo, lo insegue, lo raggiunge e lo ripudia. Sperimenta la noia esistenziale, la solitudine, la disillusione e il male. Nel punto più basso del suo percorso, quando sarà costretto a fare i conti con la polvere e la fame, con la vacuità dell’esistenza e il deserto degli affetti, sarà allora che troverà l’amore, o almeno scoprirà la sua definizione. E tutto, ma proprio tutto, allora, avrà senso.

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BIOGRAFIA. L’autore ha deciso di celarsi dietro lo pseudonimo di Jimi B. Jones, che racchiude due nomi in uno: Jim, il protagonista del romanzo, e Brian Jones, l’ex chitarrista dei Rolling Stones che, a giudizio dell’autore, rappresenta l’immagine della tigre perfetta, passionale, divoratrice, creativa, sensibile, sempre in bilico in un mondo dominato dalla logica e dalla ragione. Jimi B. Jones è nato alla fine degli anni settanta. Si è laureato (fin troppo presto, dice lui) in Economia presso l’università Bocconi di Milano. Vive a Bologna, ama la buona musica, il rugby e le belle storie. Si diverte molto a suonare la chitarra e il violino ma è allergico agli spartiti e al metronomo. Si nasconde benissimo tra la folla, ma se vedrete un tizio dormire a un concerto di musica classica, mangiare patatine a un vernissage, o leggere un testo di filosofia in una sala da biliardo, allora l’avrete trovato.

CASA EDITRICE. Watson Edizioni è stata fondata nel 2009 da Ivan Alemanno. La biblioteca Watson racchiude titoli che spaziano dal fantasy alla fantascienza, dai libri per ragazzi ai romanzi di formazione, dai romanzi LGBT ai gialli, thriller e horror. Libri di ogni genere per tutti i lettori, dal più piccolo al più folle. I libri Watson sono disponibili presso tutte le librerie d’Italia con la distribuzione di Directbook e Fastbook, e possono essere acquistati online presso i più importanti stores in formato cartaceo e digitale.

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Concessioni demaniali marittime all’interno dell’Unione Europea dell’Avv. Paola Perrone

In Uncategorized on giugno 20, 2019 at 8:56 am

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

Concessioni demaniali marittime nella nuova prospettiva all’interno dell’Unione Europea di Paola Perrone

Negli ultimi anni non sono mancati i contrasti tra fonti comunitarie e fonti interne in materia di beni pubblici e, nello specifico, di uso dei beni appartenenti al demanio marittimo concessi a privati per attività turistico ricreative. Paola Perrone traccia i contorni del quadro costituzionale e del panorama normativo di riferimento nell’Unione Europea, realizzando un manuale per gli addetti ai lavori e non solo. Avvocato, Cassazionista, Docente di diritto ed economia, la professionalità a tutto tondo dell’autrice riesce a emergere nell’analisi ben strutturata di quanto accaduto dopo l’approvazione della direttiva Bolkestein.

Genere: Diritto

Casa Editrice: Primiceri Editore

Prezzo: €15.00

Formato: A5

Pagine: 88

CODICE ISBN: 978-88-3300-110-4

<<…La direttiva Bolkestein ha investito anche l’Italia e ha “puntato il dito” sul settore delle concessioni demaniali marittime, entrate nel mirino dell’osservatore giuridico a seguito della sentenza della Corte di Giustizia Europea del 14 luglio 2016. Allo stato, il quadro che si pone all’interprete è quanto mai confuso e frammentario nella ricerca di “quella” soluzione che, pur di fronte alla sentenza della V Sezione della Corte di Giustizia nelle cause riunite C-458/14 e C-67/15 del 14 luglio 2016, non appare chiara. Se, da una parte, l’intenzione del Legislatore comunitario punta ad abbattere le barriere economiche e strutturali che non consentono la libera circolazione dei servizi e la conseguente libertà di stabilimento, dall’altra, la Corte di Giustizia demanda al Giudice nazionale il compito di verificare, caso per caso, il rispetto e la soddisfazione dei requisiti applicativi dell’art. 12 della direttiva 2006/123/CE.3>>.

Paola Perrone pone al centro della riflessione la direttiva Bolkestein, quale provvedimento non inteso a disciplinare nello specifico l’ampio settore dei servizi, ma volto a imporre poche regole generali, lasciando a ogni singolo Stato membro la libertà di decidere al meglio l’applicazione dei principi comunitari. Un testo chiaro e preciso che, a partire dal primo capitolo, alla stregua di un’enciclopedia, spiega le parole chiavi di un ragionamento giuridico, da tempo oggetto d’indagine  dopo la sentenza della Corte di Giustizia Europea del 14 luglio 2016. Cerca di porre ordine tra leggi, regolamenti e circolari che ostacolano le realtà imprenditoriali esistenti sul territorio costiero italiano con l’obiettivo di illustrare una materia che entro il 2020 dovrebbe avere una disciplina compatibile con la normativa comunitaria e con la situazione giuridica nostrana. Dopo un excursus legislativo, il volume si concentra sulle procedure di evidenza pubblica come possibilità per continuare a esercitare le attività già esistenti da parte degli imprenditori balneari. Nell’ultimo capitolo l’attenzione ricade sulle concessioni demaniali all’interno dell’UE. La Perrone, dunque, si chiede quali possano essere i risultati di fronte alla proroga per altri quindici anni delle concessioni dinanzi a un atteggiamento restrittivo dell’Autorità giudiziaria italiana e se non sia preferibile, piuttosto, ricercare, proprio all’interno dell’ordinamento nazionale, le idee e le risorse per risolvere la questione.

TRAMA. La vexata quaestio delle concessioni demaniali marittime è attuale alla luce della recente sentenza della Corte di Giustizia europea e dell’orientamento che ha assunto il Giudice Amministrativo Italiano. Il libro vuole offrire agli operatori del settore una visione chiara della disciplina dopo la direttiva Bolkestein, coniugandola agli altri istituti giuridici presenti nell’ordinamento, italiano e comunitario, con l’obiettivo di offrire uno strumento utile di lavoro per quanti avranno l’obbligo di fornire una regolamentazione organica al settore.

L’AUTRICE E’ DISPONIBILE A RILASCIARE INTERVISTE

BIOGRAFIA. Paola Perrone nasce a Lecce nel 1962. Dopo aver conseguito la laurea in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Parma, inizia a esercitare la professione di avvocato nel 1987, divenendo Cassazionista nel 2003. Già docente di diritto ed economia nelle scuole superiori dal 1994 al 2000, dal 2002 ha, anche, rivestito il ruolo di Giudice Onorario di Tribunale. Nel gennaio 2017 ha conseguito il Master di II livello in “Diritto ed Economia del mare” presso l’Università degli Studi di Pescara “Gabriele D’Annunzio”, esperienza che le ha permesso di indagare a fondo il tema trattato in questo lavoro.

CASA EDITRICE. Primiceri Editore nasce a Padova nel 2015 con la missione di fornire ai professionisti manuali dal taglio pratico che possano servire da veri e propri strumenti di lavoro. Al fianco della collana giuridica e professionale PE propone anche collane di saggistica, filosofia e narrativa, quest’ultima rivolta soprattutto ai piccoli lettori

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