il Taccuino

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Gabriella Maldini presenta il saggio “I narratori della modernità”

In libri on dicembre 2, 2019 at 2:02 pm

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

I narratori della modernità di Gabriella Maldini

La scrittrice e studiosa forlivese Gabriella Maldini presenta “I narratori della modernità”, un saggio sulla letteratura francese dell’Ottocento, e in particolare sulle figure di Honoré de Balzac, Gustave Flaubert, Guy de Maupassant ed Emile Zola. Quattro autori straordinari – padri fondatori della letteratura e primi narratori della modernità – che hanno segnato profondamente la loro epoca, e che hanno avuto la lungimiranza e la sensibilità di anticipare nelle loro opere la crisi dell’uomo e dei valori della società borghese dei primi anni del Novecento.

Titolo: I narratori della modernità

Autore: Gabriella Maldini

Genere: Saggio/Critica letteraria

Casa Editrice: CartaCanta Editore

Collana: Scripta manent

Pagine: 164

Prezzo: 13,00€

Codice ISBN: 978-88-855-68-167

«È il momento in cui Balzac comincia a capire che il soggetto del suo narrare dovrà essere il mondo che lo circonda, quella società in cui ha cominciato a immergersi. Lo spettacolo del mondo che si agita ogni giorno nelle strade, nei salotti, nelle redazioni dei giornali, negli uffici, negli studi legali, diventerà il suo spettacolo, lo spettacolo della modernità: la sua commedia umana […]».

Un viaggio nella letteratura e nel contesto a cui è strettamente connessa: questo è il cuore del saggio di Gabriella Maldini I narratori della modernità. Di letteratura francese dell’Ottocento si parla, e dei suoi autori totalmente immersi in una società borghese materialista e superficiale. È un’opera incentrata sulle figure di Honoré de Balzac, Gustave Flaubert, Guy de Maupassant ed Emile Zola, protagonisti di spicco della letteratura ottocentesca, primi narratori della modernità, osservatori ribelli, autori “veggenti” che nei loro testi hanno saputo descrivere una realtà ancora in stato embrionale, e che si è poi evoluta sempre più in negativo nel corso dei secoli successivi. Come i pittori immaginati nella prefazione al saggio, così i quattro autori sono riusciti a dipingere con colori vividi e sinceri un’epoca fondamentale nell’evoluzione dell’umanità; sono riusciti a delineare i tratti salienti di una società in veloce trasformazione, che ha proiettato l’individuo verso un futuro sicuramente contraddittorio. Attraverso la citazione di brani tratti dalle opere dei quattro autori, e il sagace commento della scrittrice ad essi, il lettore affronta un viaggio appassionante nella Storia e nelle storie di chi ha raccontato e compreso le peculiarità del suo tempo. Lo ha fatto Balzac, che nei sedici volumi della Comédie humaine ha eretto, con il suo “realismo visionario”, un imponente monumento all’umanità in tutte le sue sfaccettature. “Balzac ha lasciato dappertutto le impronte delle sue cicatrici”, afferma l’autrice, e nelle sue opere è forte e lucido l’intento di smascherare i vizi e le meschinità della società in cui viveva, una società basata sul profitto e l’apparenza che aveva amplificato il suo senso di inadeguatezza. E così Flaubert, che trova nella scrittura un “tormentoso impegno esistenziale” che gli permetterà di astrarsi da una società vanesia, e al contempo raccontarla col distacco necessario per vederla con più chiarezza. Dall’altro lato dell’esperienza rispetto a Flaubert si colloca Zola, avido sperimentatore convinto di dover vivere la realtà fino in fondo, attento osservatore dei costumi della società borghese cui apparteneva per diritto di nascita. E infine Maupassant, il vero anticipatore della crisi esistenziale e del senso di alienazione che flagellerà il Novecento, un uomo disperatamente diviso tra “l’amore per la vita e il sentimento di inutilità del vivere”. Quattro autori, quattro visioni di un mondo in trasformazione; un mondo che, come da loro previsto, avrebbe conosciuto nell’immediato futuro uno sgretolamento della morale e un esasperato individualismo. 

TRAMA. Un saggio sull’aurora della modernità attraverso lo sguardo dei suoi padri letterari: Balzac, Flaubert, Zola e Maupassant. Un viaggio riccamente citazionista nei tanti volti di quella modernità da cui siamo nati e da cui, soprattutto oggi, siamo abitati, più fortemente che mai. Balzac, il titanico autore della Commedia Umana, il primo narratore della nuova società borghese dominata dal denaro e plasmata dalla comunicazione. Flaubert, il maestro di stile che con paziente e rigorosa lentezza ha dipinto l’immortale ritratto della piccolo borghese media, quella Madame Bovary che ancora oggi si dibatte fra le nostre mura. Zola, l’esperto d’immagine la cui opera costituisce l’affresco più spettacolare della Francia moderna. Dagli splendori delle cortigiane dell’Opera alle miserie delle miniere, dal trionfo della società dei consumi dei grandi magazzini fino al dominio degli astratti imperi finanziari. Maupassant, il geniale allievo che ha messo a nudo l’irrimediabile solitudine, l’alienazione e la follia dell’uomo moderno, anticipando la discesa agli inferi di quell’inconscio che deflagrerà nel Novecento.

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BIOGRAFIA. Gabriella Maldini (Forlì, 1970) si è laureata in Giurisprudenzaa Bolognae ha svolto un Master in Comunicazione a Roma; in seguito ha frequentato un corso di “Racconto e Romanzo” e uno di “Sceneggiatura cinematografica” alla Scuola Holden di Torino. È appassionata studiosa di letteratura e cinema (ai quali dedica conferenze e seminari) ed è tra i redattori del blog ArteVitae. Pubblica il suo primo libro per CartaCanta Editore dal titolo “I narratori della modernità”, un saggio sulla letteratura francese dell’Ottocento.

LA CASA EDITRICE. CartaCanta è una casa editrice indipendente con sede a Forlì. I suoi fondatori si definiscono: “Ottimisti al punto da pubblicare libri di autori sconosciuti e vintage quanto basta per ridare vita a opere dimenticate, esterofili per guardare con grande interesse a quello che si scrive e si legge oltre i nostri confini, intraprendenti al punto giusto per apprezzare il coraggio di chi non si lascia influenzare dalle mode e dagli stili, e indiscreti fino a ficcare il naso nelle vite degli altri soprattutto quando sono ben scritte e ben raccontate”.

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Flavio Trotti presenta la raccolta di racconti “Mattoni rosso scuro”

In libri on novembre 25, 2019 at 12:52 pm

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

Mattoni rosso scuro di Flavio Trotti

Lo scrittore veronese Flavio Trotti presenta “Mattoni rosso scuro”, un’intima raccolta di racconti, una riflessione sul tempo che passa, e sulle esperienze che accomunano tutti gli esseri umani. Un viaggio nella vita dello scrittore, che ci permette di entrare nei suoi pensieri e nei suoi ricordi per ritrovare una comunanza di intenti e di desideri, e per affermare ancora una volta quanto sia un privilegio poter esistere su questa Terra, in questo tempo.

Titolo: Mattoni rosso scuro

Autore: Flavio Trotti

Genere: Raccolta di racconti

Casa Editrice: Edizioni 03

Pagine: 88

Prezzo: 15,00€

Codice ISBN: 978-88-994-78-353

«Un temporale, di quelli che scoppiano d’estate nel nostro Paese: brevi, intensi, improvvisi… Alcuni studenti della Casa si erano recati nel parco e si lasciavano colpire ed inzuppare dall’acqua, manifestando la propria gioia ciascuno secondo la sua gestualità. Una danza rituale. Un atto dell’irrazionale. Anche una provocazione nei confronti di chi li osservava e non vi si univa. Quasi, questi ultimi, muovessero loro un rimprovero per essersi lasciati andare. I custodi della ragione […]».

Mattoni rosso scuro di Flavio Trotti è un’opera delicata e intima, una finestra aperta sulle emozioni dello scrittore, e sulle sue memorie. Una raccolta di quindici racconti di breve durata, ispirati a momenti di vissuto personale. Nella dedica in apertura si legge: “Ai compagni di viaggio, di ieri e di oggi”, ed è proprio la sensazione che suscitano queste storie, come se fossero narrate da un amico che ci riporta esperienze che in fondo sono anche nostre. Sono storie di vita vera, narrate in un arco temporale che va dagli anni settanta alla contemporaneità; storie descritte con attenzione per i dettagli e passione sincera. Fantasie di un bambino che ci ricordano quanto sia forte in quell’età il potere dei sogni, o ancora la dirompente vitalità di un giovane studente che ha tutta la vita davanti, e che riesce a cogliere quello sfuggente attimo fino in fondo, come accade nel racconto più lungo, Casa dello studente “Ippolito Nievo”. In storie in cui l’umanità è colta nella sua massima espressione anche i paesaggi, gli edifici e le strade diventano personaggi, presenze vive e significanti. Nel racconto Via S. Mamaso, per esempio, la solitaria strada sembra acquistare corpo e anima: “pietre e ombre solide, echi dentro e fuori di sé, appartata dalla città, non ripiegata, orgogliosa, pensosa”. Sono racconti in cui l’autore non si focalizza solo su sé stesso: in Lungo il corso dell’Elba o Il colore della pelle sono presenti riflessioni profonde, di ampio respiro, che narrano non solo della storia di Flavio Trotti ma anche della Storia universale, dei dolori e delle contraddizioni dell’essere umano. Alla fine della lettura si comprende come questi racconti siano un omaggio ai ricordi, alle piccole cose che spesso sono le più importanti. A quelle memorie che mentre si formano sembrano irrilevanti, ma che poi per qualche motivo acquistano significato, e tornano anche dopo molti anni a fare capolino nella nostra mente.

TRAMA. Mattoni rosso scuro è una breve raccolta di racconti basati su vicende e suggestioni occorse in un vasto arco temporale (dagli anni settanta ai giorni nostri) e in luoghi diversi. Gli episodi narrati, nella semplicità dei loro tratti esteriori, sono volti a suscitare emozioni discrete, a creare intime risonanze. Le esperienze rappresentate hanno carattere individuale, ma, nel contempo, appaiono esemplari di vissuti comuni, così da permettere al lettore di parteciparvi direttamente. Lo stupore di un adolescente che si reca per la prima volta in Inghilterra, il microcosmo fluido di incontri e sentimenti di una Casa dello Studente all’Università di Padova, i contesti urbani e naturali interiorizzati nelle passeggiate solitarie per Verona e Garda, il profilo della storia recente che si disvela alla coscienza nel transito attraverso i luoghi dell’ex Germania dell’Est e del Sudafrica. Attimi e storie, a evocare il nostro bisogno di vivere.

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BIOGRAFIA. Flavio Trotti (Roma, 1962) è laureato in Fisica nucleare a Padova. Lavora da diversi anni a Verona presso una struttura pubblica che si occupa di tutela ambientale e di protezione dell’uomo dalle radiazioni presenti nell’ambiente. Da sempre amante della buona narrativa, in essa l’autore ha riconosciuto una forma d’arte capace di coniugare le tensioni estetiche dell’individuo con la rappresentazione degli strati più profondi dell’esistenza umana; un punto di osservazione della realtà secondo prospettive diverse e sorprendenti. La raccolta di racconti “Mattoni rosso scuro” (Edizioni 03, 2019) è il suo esordio letterario.

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Edoardo Francesco Taurino presenta il romanzo “Sinfonia, di Rose, di Cera”

In libri on novembre 21, 2019 at 8:56 am

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

Sinfonia, di Rose, di Cera di Edoardo Francesco Taurino

Edoardo Francesco Taurino presenta “Sinfonia, di Rose, di Cera”, il suo libro d’esordio in cui racconta la storia d’amore tra un uomo e una donna, i genitori del protagonista, e lo fa quando ormai colui che parla è adulto e ha deciso di affrontare il passato. Con questo romanzo, il narratore protagonista prova a “guardare negli occhi” la madre e il padre, ormai scomparsi. Con questo racconto l’autore racconta la bellezza dell’universo, un vero e proprio trionfo della vita. Inoltre, vuole denunciare ciò che è successo e succede tuttora in Tibet, facendosi in qualche modo portavoce delle 137 persone che si sono date fuoco in segno di protesta a partire dal 2009.

Titolo: Sinfonia, di Rose, di Cera

Autore: Edoardo Francesco Taurino

Genere: Narrativa moderna e contemporanea

Casa Editrice: Schena Editore

Pagine: 145

Prezzo: 15,00€ Prezzo online: 12,75 €

Codice ISBN: 9788868062187

«Abbiamo aperto gli occhi nell’infinito e in esso ci siamo addormentati, richiudendoli nella paura. Nell’inconscio del trasporto di questo sogno, mossi dai flussi che dominano i cuori del mondo, ci siamo risvegliati l’uno accanto all’altra. Così ti ho incontrata, mia amata, subito dopo averti sognata. Abbiamo chiuso gli occhi nella paura, li abbiamo riaperti nell’amore. […]».

Il romanzo di Edoardo Francesco Taurino è una lunga riflessione in cui la parola, che si fa poesia, ha una importanza fondamentale. Essa è il mezzo essenziale per comprendere l’universo, la sua bellezza e l’amore. Dinanzi ad un cielo infinito si propaga una dolce poesia per tutto ciò che poteva essere e non è stato, per coloro che hanno guardato nell’oblio di ciò che è perduto e ne sono rimasti schiavi. In quell’oblio fa eco un suono di liberazione, propagandosi nel vento. Fuochi risplendono nel cielo della notte, cuori donano la loro vita per donare ad altri la vita. L’impeto del fuoco fa riferimento al sacrificio di centotrentasette monaci tibetani che si diedero fuoco per protestare contro la politica oppressiva cinese. In questo contesto di tragedia è possibile ascoltare una sinfonia che racconta la verità dell’anima di quei cuori puri, poiché l’infinito si ricorda di coloro che hanno curato le rose dell’eternità. Oltre a questo omaggio alla tragica condizione tibetana, l’autore racconta una storia d’amore tra un uomo e una donna dal proprio punto di vista. Racconta la storia di un uomo e di una donna nel cui legame prende corpo la bellezza, in cui in un equilibrio perfetto convivono verità, energia, nascita e morte, bene e male, il passato, il presente e il futuro, il caso e il destino, il caos e la perfezione, il visibile e l’invisibile, la paura e la gioia. In definitiva: la vita. Perché di vita e del mondo parla Sinfonia, di Rose, di Cera: «Ma chi ben sa mi chiederà di quale mondo io stia parlando; gli risponderò allora che si tratta del mondo costruito nel cuore degli uomini». Questo romanzo racconta così una storia particolare e una storia più grande e attraverso un flusso continuo di parole dense e cariche di significati comunicano un messaggio fondamentale, ovvero che in ogni anima c’è qualcosa di vivo, di importante e che è possibile scoprire se solo si sa andare oltre la carnalità dell’essere. In questo romanzo Taurino innalza un vero e proprio inno alla vita, che va vissuta e difesa a tutti i costi.

TRAMA. Il libro narra la storia d’amore tra un uomo e una donna raccontata dal figlio che molti anni dopo decide di riaffrontare il suo passato. Sceglie di farlo provando a guardare negli “occhi” la madre e il padre che non ci sono più. Lo scritto è uno stendardo alla bellezza dell’universo, un vero e proprio trionfo della vita. Esso vuole denunciare ciò che è successo e succede tuttora in Tibet, facendosi portavoce delle 137 persone che si sono date fuoco in segno di protesta. Il libro raffigura la solitudine che si può trovare all’interno di ognuno di noi in questo universo. Vuole far vedere che all’interno di ogni animo vi è qualcosa di veramente vivo oltre alla pura materia carnale. Nel suo interno si trovano le idee sviluppatesi nel corso della storia dai più grandi uomini passati su questa terra (Cristo, Buddha, Dalai lama, Platone, Shakespeare, Seneca e via dicendo). Il tutto è tenuto insieme da poesia e molto amore, ciò a cui ambisce ognuno e ciò in cui si trova immerso ognuno di noi senza rendersene conto. Denuncia lo spreco di vita e affronta la paura che si trova in ogni uomo. Un vero e proprio elogio alla vita e alla bellezza.

BIOGRAFIA. Edoardo Francesco Taurino viene al mondo sotto le stelle del 18 aprile 1997. Nato da madre francese e padre italiano, è uno tra i più giovani scrittori del nostro tempo. Custodisce nell’animo il romanticismo della cultura francese e il coraggio della cultura italiana. Di scuola Shakespeariana studia sin da piccolo i classici della letteratura greca e latina ed i maggiori esponenti della letteratura inglese, francese ed italiana. Amante della scultura e della pittura, innamorato dei grandi e della verità, aspira all’infinito e la sua bellezza.

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CASA EDITRICE. «Nel lontano 1947, a Fasano, prende forma nei locali di via Egnazia la prima azienda delle “Arti Grafiche Nunzio Schena” (in seguito “Grafischena”). Di pari passo, oltre alla passione per la carta stampata (e stampata bene), cresce in Nunzio Schena sempre più forte l’amore per il libro. I primi volumi, realizzati interamente nella sua tipografia, datano alla fine degli anni Cinquanta, e da quel momento l’attenzione per la produzione editoriale diviene sempre maggiore. È però all’inizio degli anni Settanta che l’edizione di libri si fa più organica e continua. L’attenzione per i testi di argomento prima fasanese, e poi pugliese, diviene preponderante nella produzione bibliografica della fucina editoriale di Nunzio Schena. Il 1972 segna l’ampliamento delle officine grafiche col trasferimento nel nuovo, grande stabilimento di viale Stazione, con il marchio “Schena Editore”. Numerose le collaborazioni con le Università italiane: la casa editrice Schena annovera pubblicazioni realizzate con le Università pugliesi, ma anche con l’Università “La Sapienza” di Roma e con l’Università di Pavia. Anche dopo la dipartita del suo fondatore nel 2003, la casa editrice ha continuato, a perseguire il progetto culturale di Nunzio Schena e ad arricchire il suo prestigioso catalogo con circa 80 pubblicazioni annue. La passione per la cultura e l’amore per il libro persistono e si tramandano tra gli eredi di Nunzio Schena, che mantengono il carattere familiare di questa azienda. Nel 1998 è stato istituito il Premio Nazionale di Narrativa Valerio Gentile, riservato a giovani di età inferiore a 30 anni: consiste nella pubblicazione dell’opera vincitrice nella collana Pochepagine.

Contatti

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Pagina Facebook: Edoardo Francesco / @edoardofrancescoo

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Luciana Pietraccini presenta il romanzo “Cristiano e così sia”

In libri on novembre 18, 2019 at 11:06 am

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

Cristiano e così sia di Luciana Pietraccini

La scrittrice milanese Luciana Pietraccini presenta “Cristiano e così sia”, il racconto amaro della vita di un uomo che si è sempre creduto invincibile, ma che invece era di natura fragile e arrendevole. Una condizione che l’ha spinto a perdere tante possibilità di amare e di essere felice. Una storia di accettazione dei propri limiti, di riscatto e di risalita; un romanzo famigliare che invita alla riflessione sulla tossicità di certe dinamiche amorose, e sulla dannosità dei rapporti morbosi tra genitori e figli.

Titolo: Cristiano e così sia

Autore: Luciana Pietraccini

Genere: Narrativa contemporanea

Casa Editrice: Gruppo Albatros Il Filo

Collana: Nuove Voci. Terre

Pagine: 202

Prezzo: 14,50€

Codice ISBN: 978-88-567-97-404

«Ma Paola, che lo amava, capiva che il vero Cristiano si nascondeva dietro una maschera, la maschera che gli avevano messo alla nascita: il duro che deve sempre vincere, dominare, quello che deve sempre essere il migliore, il più forte […]».

Cristiano e così sia di Luciana Pietraccini è un romanzo famigliare che racconta la vita di una famiglia dal 1937 fino ai primi anni duemila, focalizzandosi soprattutto sulla figura del protagonista Cristiano. Una vicenda che parte dalla nascita della storia d’amore tra Carlo e Bruna, segnata dalla guerra e dal fallimento dei progetti di vita dei due giovani, passando per la nascita del loro amato figlio Cristiano, fino alla maturità di quest’ultimo, segnata da scatti d’ira e continue perdite. Una storia di incomprensioni, solitudine e sogni infranti, che racconta l’amarezza che spesso accompagna l’esistenza, e che mostra senza filtri le luci e le ombre dell’essere umano. Tutti i personaggi dell’opera, da Carlo a Bruna, da Cristiano a Paola, passando per Sonia e Vanessa, sono tratteggiati con accuratezza, andando ad indagare in profondità nel loro cuore e nelle loro motivazioni. Personaggi a tutto tondo che mostrano la bellezza della natura umana ma anche la sua meschinità, la sua rabbia e la frustrazione che spinge ad atti di cattiveria e codardia. Bruna è l’esempio lampante della volontà dell’autrice di mostrare un personaggio che si evolve nel tempo in base alle situazioni che le accadono, che si incattivisce negli anni per non aver avuto ciò che le spettava. Bruna, insieme a Carlo, è una vittima della guerra e delle sue privazioni; messi da parte i suoi sogni di gloria si dedica anima e corpo a suo figlio Cristiano, caricando su di lui un peso troppo gravoso da portare. E Cristiano, da vero protagonista di questa storia corale, è indagato ancora più in profondità, e ne viene mostrato l’arco vitale dall’infanzia fino alla maturità. Una storia di vita che presenta un uomo orgoglioso, cresciuto dalla madre “duro, forte e vincente” ma che invece è estremamente fragile e insicuro. Un uomo che si rifugia nell’alcool, che diviene prevaricante con le donne da lui amate, che non sa comunicare se non con urla e prepotenza. Un uomo che arriva a toccare il fondo, prima di rendersi conto di aver sbagliato tutto. In Cristiano e così sia si parla con realismo e crudezza dei danni irreparabili di un’educazione sbagliata, come accade a Bruna con i suoi figli, e come succederà a Cristiano con i suoi, replicando un modello malato appreso durante l’infanzia. Alla fine, dopo tanto dolore, la filosofia del “così sia” diventa per Cristiano la spinta a non rimanere passivo e a cercare anzi di migliorare la propria posizione: quando il karma alla fine lo colpisce duramente nell’affetto più caro, egli trova il coraggio mai avuto di rialzarsi, e comprende che “quella che credeva una fortezza inespugnabile era stato solo un ridicolo castello di carte”. E a questo punto non si può far altro che ricominciare.

TRAMA. Cristiano e così sia racconta l’infanzia, la giovinezza e la maturità di un uomo, Cristiano, dal carattere forte e ambi­zioso; sin da piccolo rivela una determinazione fuori dal comune, una caparbietà che lo porta a scalare i gradini della società che conta, per affermarsi come medico sulle orme paterne. Professionista stimato, sotto l’apparente sicurezza nasconde una fragilità profonda che turba la serenità familiare; inesorabilmente allontana da sé gli affetti più cari e subisce il fascino di una vita libera e dissoluta, fino al fatale incontro con Vanessa. Giovane, bella, intelligente, da subito instaura con Cristiano un’intesa perfetta. Sarà l’inizio di un amore cieco, totalizzante, vertiginoso. Una storia che colpisce dritto allo stomaco e che indaga il devastante potere dei sentimenti; non possiamo per questo non sentirci profondamente vicini a Cristiano, nonostante i suoi eccessi, la sua vanità, la sua miseria. Una storia che coinvolge e fa riflettere, che oltre alla rassegnazione del “così sia”, invita a guardare avanti con speranza.

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BIOGRAFIA. Luciana Pietraccini,madre fiamminga e padre italiano, nasce in Italia dove vive e lavora. Inizia a lavorare nell’editoria occupandosi di moda e giornali femminili. Diventa presto giornalista pubblicista e direttrice di alcune riviste specializzate. Successivamente si dedica all’editing per alcune case editrici, realizzando riviste di cucina, maglia, ricamo e scrivendo racconti per i giornali interessati. Nel 2019 pubblica per il Gruppo Albatros Il Filo “Cristiano e così sia”.

Contatti

https://www.facebook.com/luciana.pietraccini

presentazioni.albatros@gmail.com

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Amalia Capasso presenta il romanzo “La promessa di Zaira”

In libri on novembre 18, 2019 at 11:02 am

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Presenta

La promessa di Zaira di Amalia Capasso

Un libro di una donna per le donne e per tutti coloro che, oltre ad amarle, ne conoscono il valore e la bellezza. La sofferenza per la mancata maternità, vissuta costantemente come un lutto permanente e doloroso, le problematiche presenti nella vita di coppia, generate dalla diversità di prospettive, la violenza nelle sue forme più cruente e impietose destinata a chi bisognerebbe proteggere e amare, la gioia, la letizia, l’amore, l’amicizia, capaci nella loro massima intensità di ridisegnare il percorso di vita destinato a riportare l’ordine lì dove prima regnava lo sconcerto, sono gli elementi di questo romanzo che arriva dritto al cuore con la forza e l’efficacia di chi sa raccontare, di chi sa manovrare la propria storia per raggiungere il proprio obiettivo: lanciare un messaggio importante.

Titolo: La promessa di Zaira

Autore: Amalia Capasso

Genere: Narrativa

Casa Editrice: Kimerik

Collana: Kimera

Pagine: 244

Prezzo: 16,00€

Codice ISBN: 978-88-9375-963-2

TRAMA. Come è strana e sorprendente la vita, che disegna i destini della gente, permette che si incrocino, anche solo per soddisfare qualche sua insolita curiosità.  Come è bizzarro il modo in cui sogni dimenticati e speranze disattese possano realizzarsi macchiandosi di oscura benevolenza!

Le vite di Angelica e Veronica non potrebbero essere più diverse, le accomuna solo la città dove vivono : Napoli. Angelica è una docente di scuola superiore, proviene da una famiglia agiata. Ha sposato Leonardo, un affermato libero professionista. La sua sembra essere una realtà fortunata, fatta di privilegi e serenità, ma l’apparenza inganna. Angelica soffre terribilmente perché sa che il mistero della vita potrà conoscerlo solo osservando il ventre gravido delle altre donne. Veronica, invece, lavora duramente per mandare avanti la sua modesta famiglia, si impegna con tutte le sue forze. La sua paura più grande è che le violenze, gli insulti, i soprusi a lei destinati da suo marito Sergio, possano un giorno invadere anche il mondo di sua figlia, Michela.

In modo sorprendente quanto inaspettato le loro strade si incroceranno per creare un’unica  ed incredibile storia di vita ……

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BIOGRAFIA.  Amalia Capasso è nata a Napoli, dove vive attualmente con suo marito Roberto. Laureata in Giurisprudenza e in Scienze politiche con il massimo dei voti, già tutor universitario in materie giuridiche dal 1998 al 2007, attualmente è docente di ruolo nella scuola secondaria di secondo grado. Insegna diritto ed economia politica. La promessa di Zaira è il suo primo romanzo.

Contatti

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“Caffeine Rooms”, il nuovo disco degli oJama

In musica on novembre 15, 2019 at 2:12 pm

oJama Caffeine Rooms

Chicchi di alternative rock macinati in un simposio di CBGB style e new wave: questa è la miscela per creare “Caffeine Rooms”, con note corpose, taglienti e irrisorie.

Genre: Alternative Rock

Label: Rocketman Records

STREAMING https://soundcloud.com/user-241068947/sets/caffeine-rooms

“Caffeine Rooms” è l’album d’esordio degli oJama, alternative rock band toscana che, dopo il video-single d’anticipazione di giugno dal titolo “Old Key Studios”, presenta un lavoro frutto di unflusso di coscienza che prende vita quando non ci pensi. Tutte le composizioni sono originali, scritte in stanze colme di qualsiasi tipo di caffeina. L’immaginarsi scene, il guardarsi intorno, sognare una quotidianità diversa, sempre con un tono ironico e il non fare niente per cambiare.

Le sonorità pungenti, frizzanti, spumose, possono avvicinarsi al metallo, allo zinco e colpire pesante. Frammenti di alternative rock anni 70‘ e brit-rock 80‘, si intrinsecano a linee funky, sporche, vere.

I brani spaziano da linee funky, melodiche, piuttosto allegre, come in “Man’s Feelers” e “I’ll Be Gone“, a sensazioni buffe, terribili ed incombenti come in “Dancing With My Sharks”, “Asphalt’s For Cars” e “Teach Me How To Play Chess”.Si sorvola su ballate al limite del nostalgico con “Bites”, “Disilussion” e “Old Key Studios”.La ciliegina è l’ultimo brano, “The Dirty Bottom“, che non si fa mancare niente in termini di sonorità, ed è “dove volevamo arrivare con la fine del disco”.

Tracklist:

1)Man’s Feelers

2)Dancing With My Sharks

3)Old Key Studios

4)Teach Me How To Play Chess

5) I’m In The Walls

6) Asphalt’s For Cars

7)I’ll Be Gone

8)Disillusion

9) Bites

10) The Dirty Bottom

Bio

Gli oJama nascono nel 2017 in una piccola provincia toscana con ancora nessuna idea precisa in testa né consapevoli del loro continuo evolversi. Nel 2018 incidono due brani fatti in casa con lo scopo di raggiungere qualcosa di più completo. Dopo un’estate passata a perfezionare le loro sonorità riescono ad aprire una collaborazione con Rocketman Records e nel febbraio 2019 registrano a Milano il loro primo album “Caffeine Rooms”, un disco che spazia dall’alternative rock al classic rock anni 70/80, con linee funk e melodie sporche. Il contenuto dei testi oscilla tra la dualità e l’esaurimento. La band è composta da Cristiano Manfredi (voce, chitarre), Giacomo Baldi (batteria, percussioni) e Nicola Lazzini (basso).

Foto

Cover https://bit.ly/2ZBk6Yi

Band https://bit.ly/2F8KAEY

Band1 https://bit.ly/2wQOJsL

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Claudio Maria Cherubini presenta il saggio “Tutto ciò di cui ho bisogno è già dentro di me”

In libri on novembre 14, 2019 at 9:53 am

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

Tutto ciò di cui ho bisogno è già dentro di me

di Claudio Maria Cherubini

Claudio Maria Cherubini presenta “Tutto ciò di cui ho bisogno è già dentro di me – percorso attraverso le opere di vari autori”, un saggio per conoscere se stessi e individuare come migliorarsi combinando introspezione e sapere enciclopedico.

Titolo: Tutto ciò di cui ho bisogno è già dentro di me

Autore: Claudio Maria Cherubini

Genere: Auto-aiuto, crescita personale e spirituale

Casa Editrice: Youcanprint

Pagine: 178

Prezzo: 16,00€

Ebook – Mobi: € 4,99

Audiolibro: € 9,99

Codice ISBN: 978-8892694217

«In questi anni mi sono reso conto che un numero sempre crescente di persone è alla ricerca del “vero senso della vita, dello scopo supremo, della Felicità …”. Lo scopo di questo libro è appunto quello di aiutare tutti, compreso me stesso, a crescere, a eliminare la sofferenza dalle vite di ognuno di noi e a trovare il naturale stato di benessere che è per tutti un diritto di nascita».

Smarrirsi e poi ritrovarsi. È quello che è accaduto a Claudio Maria Cherubini che, nel saggio motivazionale “Tutto ciò di cui ho bisogno è già dentro di me”, descrive la fase di recupero avviata all’età di 40 anni. È una raccolta di esperienze personali e cultura quella che riunisce le pagine che caratterizzano un libro autentico e vivo di testimonianza diretta. Obiettivo principale, tra la ricerca della famigerata “felicità”, è la crescita personale e interiore che deve avvenire attraverso un passo provocatorio: uscire dalla comfort zone. Se per l’autore è dal disagio che inizia il recupero di se stessi, il sapere enciclopedico riveste il carattere fondamentale di strumento per riunificare, analizzare e interpretare gli eventi più importanti della nostra vita. Citazioni, aforismi, monologhi estratti da cult movie diventano la base teorica di tale percorso di crescita, quella cultura che deve essere messa in pratica. Attraverso uno stile limpido e scorrevole il saggio di Cherubini si può definire una meta-analisi, ovvero la combinazione di un resoconto dell’esperienza personale insieme a studi condotti da altri. Aiutare a conoscere se stessi e abbandonare i condizionamenti insensati e i valori inconsistenti è la chiave.

TRAMA. In un mondo che cambia vorticosamente, spesso siamo noi a rendere le cose ancora più difficili complicandole con la nostra negatività, con scuse e falsi problemi, rinunciando a cambiare i nostri pensieri, le nostre abitudini limitanti e malsane che, se da un lato ci danno sicurezza, dall’altro sono fonte di frustrazione, tristezza e insoddisfazione. L’autore, che attraverso la lettura di molti libri è riuscito a migliorare la propria vita, ha deciso di scrivere questo manuale di crescita personale e spirituale passando attraverso le opere di vari autori con lo scopo di aiutare tutti, compreso se stesso, a crescere e a trovare il naturale stato di benessere che è per tutti un diritto di nascita. La vera felicità può essere raggiunta quando smettiamo di lamentarci e di giudicare. Quando impariamo a perdonare e ad apprezzare quanto c’è di positivo dentro e fuori di noi, quando facciamo posto alla presenza di Dio nella nostra vita e ascoltiamo la guida spirituale che è in noi, pronta a trasformare la nostra esistenza in una esperienza straordinaria. Una vasta bibliografia e molte note incoraggiano il lettore a fare le proprie ricerche e i propri approfondimenti.

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BIOGRAFIA. Dopo aver maturato una consolidata esperienza nel mondo bancario, dal 1986 diventa promotore  finanziario. Grande amante di ogni tipo di lettura.

CASA EDITRICE. Fondata il 26 Settembre 2008, Youcanprint.it è una delle prime piattaforme di Self Publishing italiane. Con 15 mila autori e quasi 30 mila pubblicazioni (e-Book e Cartacee) è fra le piattaforme ad oggi più usate. Ha come obiettivo lo stimolo del bisogno umano dei libri, prerogativa dell’ingegno umano, per migliorarsi, crescere ed essere felice. Youcanprint.it è proprietà del gruppo editoriale Borè srl. Con Youcanprint è possibile pubblicare e distribuire i propri testi in tutti gli store online (Ibs.it, Amazon, Feltrinelli, Mondadori, Macrolibrarsi ecc…) e renderli ordinabili  in tutte le librerie italiane.

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Luca Brunoni presenta il romanzo “Silenzi”

In libri on novembre 11, 2019 at 11:01 am

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

Silenzi di Luca Brunoni

Lo scrittore svizzero Luca Brunoni presenta “Silenzi”, un romanzo crudo e realista, raccontato con la delicatezza di un autore che riesce a trattare il dolore e la miseria con lirismo, rivelando una struggente bellezza che non è visibile a chi guarda con superficialità. La storia di Ida rispecchia quella di tanti ragazzi invisibili, che in anni duri hanno conosciuto la sofferenza dell’abbandono, e che come inutili pacchi sono stati spediti in luoghi stranieri, affidati a gente sconosciuta, vittime innocenti di un mondo che non li meritava.

Titolo: Silenzi

Autore: Luca Brunoni

Genere: Narrativa contemporanea

Casa Editrice: Gabriele Capelli Editore

Pagine: 200

Prezzo: 18,00€

Codice ISBN: 978-88-97308-88-1

«Domani sarà uguale, e dopodomani pure. Però se continuo a lavorare bene avrò il mio letto, avrò da mangiare e una vita come ce l’hanno tante altre persone. Una vita che, anche se dura, non è certo una punizione. Il che significa che la punizione arriverà in un altro modo […]».

Silenzi di Luca Brunoni è un romanzo ambientato negli anni cinquanta in un villaggio svizzero di montagna, il cui tempo è scandito dalla lentezza e ripetitività dei lavori nelle fattorie, e dalle inutili e maligne chiacchiere di paese. Una storia molto dura, che racconta senza filtri di un momento storico in cui l’infanzia non era tutelata, in cui la spensieratezza era un lusso che non ci si poteva permettere. Ida Bühler è una ragazzina di tredici anni rimasta orfana di madre; il suo patrigno decide di affidarla allo Stato che la manda dagli Hauser, una povera famiglia in un villaggio lontano da ciò che lei aveva sempre chiamato casa. Ida è una ragazzina tormentata da un pesante senso di colpa, che si è raggomitolato nel suo piccolo stomaco e non la fa vivere serena. Ha voglia di piangere Ida, ma non sempre ci riesce: “Non oggi, mi dico. Non adesso. Hai da fare, da lavorare, non hai tempo per fare la bamboccetta. Piangerai stasera nel letto se proprio devi”. Si raccomanda di essere forte, di accettare la vita come la punizione che sente di meritare. E il lettore affronta con lei la sua misera e ingiusta esistenza, divisa tra un lavoro in fattoria sfiancante e le angherie subite dalla padrona di casa, Greta. Il romanzo è diviso in due parti nette: in una, intitolata “La fattoria” si partecipa da vicino alle vicende di Ida, ragazzina sfruttata, picchiata, lasciata sola con il suo dolore; nella seconda, “Il villaggio” si mostra la vita degli abitanti del borgo, ripercorrendo i tristi episodi che avevano visto Ida protagonista, e mostrando i punti di vista degli altri personaggi coinvolti, da Theodore a Noah, da Konstantin ad Anne. Personaggi che con Ida condividono l’indigenza e il grigiore dell’esistenza, che serbano nel cuore segreti inconfessabili, e che vivono in un mondo di bugie e omertà. Come il gattino spelacchiato Dumas, la ragazzina soffre la fame e il freddo, ma c’è sempre una piccola luce che brilla in lei, una timida speranza che forse la vita possa riservarle ancora uno spiraglio di felicità. “Se sei povero la vita è dura dappertutto”, dice Ida al suo amico Noah, ma è proprio la calma resilienza della giovane, è il suo aggrapparsi al poco che ha con dignità che ne fanno un personaggio unico, indimenticabile. Una protagonista eroica, seppur piccola, seppur vittima del dolore e dell’ingiustizia; un’anima innocente che rende poetica anche una storia sporca come il letame e cupa quanto i lividi che Ida deve portare sul suo bel viso. Silenzi è uno di quei romanzi che lasciano il segno, che sconvolgono con le loro verità, che emozionano nel profondo con la loro realtà.

TRAMA. Inizi Anni Cinquanta. Ida ha tredici anni quando deve trasferirsi dalla città in un piccolo villaggio di montagna. Porta con sé un segreto lacerante e l’impatto con la vita da contadina – complice la severità dei genitori affidatari – non aiuta a lenire la ferita. Intanto, nel villaggio l’atmosfera si è fatta cupa: misteri e bugie gravano sempre più sugli abitanti come le nuvole avvinghiate alle cime delle montagne. Ida intravede uno spiraglio di felicità grazie all’amicizia clandestina con Noah, un adolescente irrequieto che sogna una vita lontana da lì. Una mattina, però, la ragazza si trova nel posto sbagliato al momento sbagliato e quello che accade cambierà tutto. Lei e Noah decidono di fuggire insieme, ma una serie di eventi improvvisi e insospettabili complica i loro piani, costringendo Ida a fare i conti non soltanto con il suo segreto ma anche con quelli dell’intero villaggio.

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BIOGRAFIA. Luca Brunoniè nato a Lugano nel 1982. Laureato in diritto e letteratura, lavora come professore in una scuola universitaria. Esordisce nella letteratura con “Il cielo di domani” (Fontana Edizioni, 2016). “Silenzi” (Gabriele Capelli Editore, 2019) è il suo secondo romanzo.

LA CASA EDITRICE. Gabriele Capelli Editore nasce nel 2001 e pubblica libri d’architettura, d’arte, di grafica, di fotografia, di narrativa e d’illustrazione. I libri della GCE sono distribuiti in tutte le librerie italiane e svizzere.

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Nazario D’Amato presenta il romanzo “Chiamami Fernanda – Una storia procidana”

In libri on novembre 11, 2019 at 10:57 am

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

Chiamami Fernanda – Una storia procidana di Nazario D’Amato

Nazario D’Amato presenta “Chiamami Fernanda – Una storia procidana”, che narra, nella affascinante cornice dell’Isola di Procida, la storia di Paolo, un vecchio marinaio e del suo cane, di una bambina e di una misteriosa figura femminile. Sullo sfondo il meraviglioso Golfo di Napoli e un mare che evoca ricordi, sensazioni dai contorni inafferrabili. La storia di Paolo ci viene narrata attraverso un racconto leggendario, che affabula e ci pone di fronte ai grandi interrogativi della vita: chi siamo e da dove veniamo.

Titolo: Chiamami Fernanda – Una storia procidana

Autore: Nazario D’Amato

Genere: Romanzo

Casa Editrice: Edizioni del Poggio

Pagine: 232

Prezzo: 13,00€

Codice ISBN: 978-88-97409-81-6

«Circola, sull’isola, una strana storia che narra di un vecchio marinaio, di una bambina, di un cane e di un ambiguo quanto misterioso personaggio femminile sulla cui esistenza tutti giurano sebbene nessuno l’abbia mai visto. È una storia che aleggia come un’eco trasportata dal vento di ponente, un’eco frammentata, corrosa dalla furia delle tempeste e dalle creste delle onde dei mari che ha attraversato, che l’hanno resa simile alla scrittura incompleta e parziale di un’antica pergamena logorata dal tempo […]».

“Questa, anzi, è la storia di uno svelamento che è tale solo se lo si cerca nel posto giusto, se lo si osserva con gli occhi giusti, se lo si ascolta con l’orecchio giusto.”: questa frase del romanzo Chiamami Fernanda di Nazario D’Amato riassume l’atmosfera quasi onirica in cui si sviluppa la vicenda. Si tratta di “una storia procidana”, poiché lo scenario in cui è ambientato il romanzo è l’incantevole isola di Procida nel Golfo di Napoli. Sull’isola aleggia una antica leggenda che ha come protagonisti un vecchio marinaio, una bambina, un cane e una misteriosa figura femminile. L’autore, venuto a conoscenza di questa storia ha iniziato a scavare “tra i ricordi, le memorie e le suggestioni degli isolani, dei vecchi pescatori e delle loro mogli”. Una vera e propria operazione di ricostruzione storica, che passando anche attraverso il parere di ricercatori e storici locali, ha permesso a Nazario D’Amato di riproporre una vicenda ambientata “nell’isola di Graziella e di Arturo”. È una storia che nasce dall’ascolto ed è una storia che va ascoltata. Il lettore, infatti, si sentirà immerso in un racconto che sa di antico, che ricorda i grandi cantori del passato dove la realtà si perde nel mito. La leggenda narra del comandante di una nave, che durante il suo ultimo viaggio, viene improvvisamente colto dalla tempesta e caduto in mare, viene tratto in salvo da una figura femminile che poi lo abbandona sulla costa procidana. Da questo racconto, viene fuori la storia da Paolo, un forestiero che anni addietro si stabilisce proprio sull’isola, dopo che il mare lo ha abbandonato sulla costa. Pare sia stato un uomo di mondo, di compagnia. Nessuno sa dirlo con esattezza perché vive lontano dagli altri, quasi come un eremita che desidera il distacco dal mondo. Questa solitudine non lo rende triste, anzi il suo animo e il suo volto sono sereni, appagati da ciò che ha avuto fino ad ora. A fargli compagnia c’è un cane, una presenza amica e sicura, simbolo di fedeltà e lealtà incondizionata. L’unica persona dell’isola che gli è amica è una bambina, che va da lui per farsi raccontare le storie che vengono dal mare. E proprio in seguito ad una richiesta della bambina che prende il via la vicenda, la quale si configura come una sorta di viaggio interiore sui grandi interrogativi della vita. La barca e il mare saranno i mezzi necessari per compiere questo viaggio, che richiama l’eco della scrittura della grande Elsa Morante, che proprio a Procida ambientò il suo famoso romanzo L’Isola di Arturo. “Chiamami Fernanda” è un romanzo introspettivo, in cui l’autore, attraverso una prosa dal ritmo e dai toni poetici, induce alla riflessione sul senso della vita e sulle incognite del futuro.

TRAMA. Una nave da carico spagnola, diretta a Napoli, naufraga nelle acque dell’isola di Procida, e affonda. L’equipaggio si salverà. Il comandante, dopo aver combattuto a lungo con il mare, allo stremo delle forze, quando sembra che non ci sia più nessuna speranza di salvezza, è tratto dalle acque da un ambiguo e non meglio identificato personaggio che lo trascina sulla battigia e l’abbandona ai soccorritori in arrivo. Provato e trasformato da quella esperienza, decide di fermarsi per dare un nuovo senso alla sua vita e per cercare il suo sconosciuto salvatore.

BIOGRAFIA Nazario D’Amato è nato il 22 gennaio 1954 a Poggio Imperiale (FG), piccolo paese contadino in terra di Capitanata, porta del Gargano. Ha frequentato l’Istituto Tecnico Nautico di Termoli diplomandosi, nel 1974, Capitano di Lungo Corso. Dopo gli studi e il servizio militare a bordo dell’ammiraglia Vittorio Veneto, Nazario ha lasciato Poggio Imperiale per motivi di lavoro. A giugno del 1977 è assunto nelle allora Ferrovie dello Stato nel compartimento di Milano, in Valchiavenna, ai confini con la Svizzera; tre anni dopo è trasferito nel compartimento di Bologna. Dal 1982 vive a Reggio Emilia, dove per molti anni si dedica alla militanza sindacale assumendo incarichi di responsabilità nella CISL.  Partecipa attivamente alla vita sociale e culturale della città emiliana. Fa parte dell’Associazione Scrittori Reggiani. Fin da giovane ha coltivato la passione per la musica e per la scrittura. Come cantautore ha partecipato a diversi concorsi canori in Italia e all’estero ottenendo importanti riconoscimenti, in particolare nel 2005 raggiunge il 3° posto al Festival di Liegi (BE) con “Lunga la notte ad Est” e nel 2006 il 1° posto al Festival Tricolore della Canzone di Reggio Emilia con “Donna”. Anche come scrittore ha avuto riconoscimenti e premi per opere narrative e poetiche; in particolare nel 2004, 1° classificato – per la sezione narrativa – al Concorso Nazionale ARTEMARE di Riposto (CT) con il racconto “La Pescatrice” e nel 2007 il premio nazionale di poesia e narrativa “Il Litorale”, di Ronchi di Massa (MS). Numerose le sue pubblicazioni per le Edizioni del Poggio: tra cui si ricardano “Tracce”, una biografia in versi, canto e storie del 2001; la raccolta di racconti “La pescatrice ed altri racconti”; dello stesso anno “Il treno scorre sul binario giusto”, aneddoti di viaggio; “Terra – racconti in storie e versi dell’appartenenza” del 2016 e “Cambio Giro- racconti di viaggio” del 2017. Attualmente è sposato, ha due figli e due nipoti. Convivono con lui quattro chitarre e un cane. Da settembre 2017 è in quiescenza.

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CASA EDITRICE. Edizioni del Poggio è una casa editrice pugliese che da anni opera alacremente nella pubblicazione di libri di vario genere in apposite collane. Storia, romanzi tradizionali e fantasy, fiabe, poesie, saggistica, culinaria: un caleidoscopio di argomenti dove ognuno potrà trovare il proprio approdo. Diffondere la cultura è l’impegno predominante che le “Edizioni del Poggio” si sono imposte nel loro impegnativo programma. Nata dall’iniziativa del dott. Giuseppe Tozzi, la casa editrice, che si avvale di valenti collaboratori, in pochi anni ha raggiunto un prestigioso traguardo con la pubblicazione di oltre 100 titoli. Grazie a pubblicazioni di autori, in prevalenza giovani, tende ad affermarsi anche a livello nazionale, e dai risultati ottenuti questo traguardo sta diventando una piacevole realtà. Ovviamente le “Edizioni del Poggio” non possono tralasciare il territorio in cui nascono e operano, così nel nutrito catalogo editoriale sono presenti testimonianze sulla storia locale, tradizioni, folklore, cucina locale. La casa editrice ha dato vita ad un periodico “del sapere”, “Pianeta cultura”, un contenitore di argomenti vari, firmati da esponenti eccellenti del panorama culturale italiano. L’editore, inoltre, ha ideato un premio letterario “Emozioni in bianco e nero” (racconti, poesie, fiabe), che vede la partecipazione di autori italiani e stranieri.

Contatti

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Twitter: Ario Nazario D’Amato @nazariodamato3

Instagram: Nazario D’Amato (@vecchiopoeta)

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F. Vanessa Arcadipane presenta la saga dark fantasy “Inferorum Gemmae”

In libri on novembre 7, 2019 at 11:28 am

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

Inferorum Gemmae Saga di F. Vanessa Arcadipane

La scrittrice siciliana F. Vanessa Arcadipane presenta l’opera in tre volumi “Inferorum Gemmae Saga”, un fantasy dalle tinte dark in cui si ripropongono figure e simboli derivanti dai racconti biblici e rielaborati dalla fervida fantasia dell’autrice. Una saga appassionante che fa riferimento al folklore giapponese, e in cui si ritrovano echi danteschi e miltoniani per raccontare di creature demoniache e angeliche in perenne lotta tra loro per l’anima dell’essere umano. La protagonista di questa storia, Lilith, diventerà il precario punto di equilibrio che permetterà alle due fazioni di convivere, e di non distruggersi.

Titolo: Inferorum Gemmae Saga

Autore: F. Vanessa Arcadipane

Genere: Dark Fantasy/Young Adult

Casa Editrice: Self-publishing

Pagine: Vol I 544; Vol II 560; Vol III 544

Prezzo: Vol I 16,90€; Vol II 17,50€; Vol III 16,90€

«La realtà è che non amiamo né il Bene, né il Male, amiamo quel continuo gioco di luci e ombre, quelle mescolanze chiaroscurali che ci circondano. I libri vengono scritti con inchiostro nero su carta bianca; il momento più bello della giornata è il tramonto, quando già la luna è alta nel cielo ma il sole rimane lì ad osservarla quasi come se le stesse dando un ultimo addio… e così tante altre cose. Cos’è il Male senza Bene e cos’è il Bene senza Male? Cos’è l’odio senza amore e cos’è l’amore senza odio? Sarebbe solo una vita fredda, immobile e monotona che non avrebbe neanche senso vivere […]».

Inferorum Gemmae Saga di F. Vanessa Arcadipane racconta la storia di Lilith, una giovane ragazza dal nome importante e significativo: nella mitologia ebraica ella fu la prima donna creata per essere moglie di Adamo, poi ripudiata per la più mite Eva e cacciata dal Paradiso per essersi rifiutata di obbedire al consorte. Un simbolo forte di resistenza femminile, che nell’opera viene ricordato in più di un personaggio: Lilith è infatti il nome della protagonista ma anche di una donna fondamentale per la sua storia. La giovane Lilith o come verrà poi chiamata “Diamante Nero” o “Regina degli Inferi” o ancora “Guardiana dell’Equilibrio” è una ragazza come tante, prima di vedere completamente stravolto il proprio destino. Lilith la Rossa è invece proprio la trasfigurazione della prima donna biblica, cacciata dal Paradiso e attratta dalle seduzioni dell’Inferno, innamorata perdutamente dell’angelo caduto Lucifero e costretta a vagare nei regni senza la possibilità di stare con il suo amato, con la scomoda immortalità a ricordarle la sua solitudine. Questa è una storia di donne resilienti, di amori passionali, di colpe ataviche e di inesauribile desiderio di sangue; una storia di angeli e demoni, portatori di visioni antitetiche che hanno bisogno di un equilibrio per continuare a convivere. Perché il bene e il male sono solo lati della stessa medaglia, sono entrambi necessari affinché l’uno possa vivere in ragione dell’esistenza dell’altro, affinché l’essere umano possa avere sempre facoltà di scegliere il proprio cammino nella luce o nelle tenebre. La giovane Lilith scopre di appartenere alla stirpe nobile degli angeli, ma nel primo volume sceglie la difficile quanto seducente via della dannazione, che per lei coincide con quella dell’amore: “voglio il suo odore, voglio inebriarmi, voglio il fuoco nei miei polmoni, voglio bruciarmi, voglio farmi male”, afferma nell’opera, riferita al giovane figlio di Lucifero e Principe delle Tenebre, Lucio. Un amore contrastato e proibito, quello di Lilith e Lucio, che ripercorre le tappe di quello vissuto da Lilith la Rossa e Lucifero, anime complementari che sono l’una veleno e antidoto dell’altro. Due storie d’amore impossibili che il lettore vive nel secondo volume della saga attraverso l’alternanza di passato e presente; due vicende segnate da profezie infauste e da un oscuro potere che controlla le vite di tutti. Tanti segreti verranno svelati, tanto sangue verrà versato e altrettanto verrà risparmiato in nome della forza più potente che esiste: l’amore. Una forza che, accettata o rifiutata, spinge nel terzo volume i protagonisti e gli antagonisti a combattersi fino all’ultimo respiro, e che guida entrambe le Lilith verso un punto di non ritorno. “Mai innamorarsi di un Re delle Tenebre, se non si vuole annegare in esse”: è una frase ricorrente nel corso dell’opera che racchiude l’essenza delle storie delle due donne, che avranno il coraggio di nuotare nell’oscurità, e di rimanere eroicamente a galla.

TRAMA.

Diamante nero. Lilith è una diciassettenne che studia e vive in un illustre collegio, Rovoscuro, protetta dal direttore nonché padre adottivo. La sua vita rispecchia in pieno quella di qualsiasi altra ragazza della sua età fino all’arrivo di Lucio, un nuovo compagno di classe, che cattura immediatamente la sua attenzione non solo per l’aspetto fuori dal comune ma soprattutto per la strana sensazione di angoscia che le provoca fin da subito. La notte del suo diciottesimo compleanno Lilith scopre una terribile verità legata alle sue origini: ella infatti è il “Diamante nero”, un angelo offerto in sacrificio ogni cento anni al popolo dei demoni, a cui proprio Lucio appartiene. Rapita da quest’ultimo e portata negli Inferi, la ragazza fa la conoscenza del perfido e meschino re Lucifero, padre di Lucio, che con un antico rituale scopre le angeliche origini nobili di Lilith. La guerra è però alle porte e anche gli angeli dichiarano il loro diritto sulla ragazza, rapendola a loro volta per portarla in Paradiso. Qui Lilith incontra Michele, re degli angeli, e il giovane figlio Mihael, rivale fin dalla nascita di Lucio e con il quale la giovane instaura un ottimo rapporto. Durante lo scontro tra le due fazioni Lilith si trova costretta a scegliere di schierarsi con uno dei due giovani, destinati inevitabilmente a un combattimento mortale. Lilith dovrà quindi decidere una volta per tutte il proprio destino.

Rubino rosso. La fuggiasca e il ribelle. Lilith La Mora, Diamante nero e seconda regina degli Inferi, si trova ad affrontare la nuova difficoltosa vita da regnante tra i continui sbalzi di umore di Lucio, dovuti alla difficoltà nel gestire il Bastone della Conoscenza del padre. Durante una delle cerimonie formali che obbligano angeli e demoni a ritrovarsi in un luogo neutrale senza armi, Lilith La Rossa, prima regina degli Inferi e madre di Lucio, viene colpita quasi mortalmente da qualcuno; nonostante le continue domande di Lucifero la donna non rivela il nome dell’assalitore ma comincia a vagare per gli Inferi in cerca di alcune misteriose mappe con l’aiuto del Diamante nero. Il rapporto tra le due si consolida sempre più, tanto da spingere la più giovane a fare domande sul misterioso passato dell’altra e sul suo rapporto con Lucifero, adesso gelido e quasi inesistente. La Rossa le svela che è una Viandante del Tempo e che può mostrarle il suo passato così da poter insegnare questa tecnica anche a lei. La trama si alterna tra passato e presente svelando le similitudini tra le storie delle due Lilith, e raccontando il viaggio che intraprendono insieme al demone Fiammetta per indagare sull’identità dell’assalitore di Lilith la Rossa.

Rubino rosso. La condanna del caduto. Dopo un lungo viaggio, Fiammetta, Lilith La Rossa e il Diamante nero si ritrovano in un villaggio abitato sia da angeli che da demoni; esso fu creato tempo prima proprio dalla Rossa per permettere a gente come lei, esiliati, fuggiaschi o chiunque avesse bisogno di un riparo lontano sia dagli Inferi che dal Paradiso, di vivere in pace in un luogo che potesse accoglierli. Il Diamante nero apprende tramite uno dei suoi viaggi nel passato il motivo per cui Lucifero continua a mantenere le distanze dalla Rossa. Ritornati negli Inferi, Lilith La Mora cerca di convincere Lucifero a riavvicinarsi alla Rossa e a non bandirla dal regno ancora una volta, ma viene a sapere dal demone stesso di un antico e distruttivo patto che glielo impedisce. Riusciranno gli sfortunati amanti a stare finalmente insieme e a dare speranza anche a Lilith la Mora e Lucio?

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BIOGRAFIA. F. Vanessa Arcadipane è un’autrice di Palma di Montechiaro, città del Gattopardo, nel sud della Sicilia. Amante del fantasy, della mitologia, dell’occulto e di anime giapponesi, scrive il suo primo romanzo su Wattpad, una piattaforma online di scrittura grazie alla quale conquisterà numerosi giovani lettori in tutta Italia. Lavorerà un anno dopo all’autopubblicazione cartacea del romanzo, diventato il primo della saga “Inferorum Gemmae”, divisa in: “Diamante nero” (2016), “Rubino rosso – La fuggiasca e il ribelle” (2018), “Rubino rosso II – La condanna del caduto” (2019) e “Zaffiro Blu” (prossimo alla pubblicazione). Il suo percorso da scrittrice la vede protagonista di raduni in giro per l’Italia; è inoltre vincitrice del “Premio Villa Hauser” in occasione della Giornata Mondiale Unesco 2017 per la diversità culturale, il dialogo e lo sviluppo e del “Premio alla Cultura 2017” a cura del Sovrano Ordine Monastico Militare dei Cavalieri Templari Federiciani. Le sue opere contano più di dieci milioni di letture su Wattpad e diciassette mila seguaci.

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