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Archive for ottobre 2015|Monthly archive page

Omonimo EP d’esordio per gli Sharazad

In Uncategorized on ottobre 21, 2015 at 2:42 pm

sharazad2

Quattro tracce dalla forte carica emotiva che restituiscono appieno le varie influenze della band, dal rock classico anni ’60 e ’70, a quello alternative/sperimentale contemporaneo fino alla musica drone.

Genere: rock/alt-rock/experimental

Etichetta/Distribuzione: Lady Blue Records

Release data: 19 ottobre 2015

Spotify http://open.spotify.com/album/3lgdjSYrnrpCRcTyGCFv6o

iTunes https://itunes.apple.com/us/album/sharazad-ep/id1028748513

È finalmente disponibile in tutti i principali digital stores il primo, omonimo Ep degli Sharazad, band emergente con base nella provincia di Milano. Quattro tracce, rilasciate per la Lady Blue Records, che restituiscono appieno le varie influenze alla base della loro musica, dal rock classico degli anni ’60 e ’70, a quello alternative/sperimentale contemporaneo fino alla musica drone, con una forte carica emotiva e un orecchio sempre teso a melodie chiare e dirette condite da strati di loop, sintetizzatori, beat elettronici minimi ed esperimenti di vario tipo.

Il gruppo, formato da Alessandro Moroni (chitarra elettrica/effettistica/synth/mandolino), Diego De Franco (chitarra elettrica/tastiere/synth/batteria/voce) e Federico Uluturk (chitarra elettrica e acustica/basso/synth/organetto/voce) è legato prima di tutto da un’amicizia duratura, da una grande passione condivisa per la ricerca sonora ed è reduce da un’esperienza musicale appena conclusasi. Gli Sharazad hanno infatti dato vita al progetto nei primi mesi del 2015, con l’obiettivo, da subito, di sfruttare tutte le diverse influenze, mettere a disposizione tutto l’impegno e tutti gli strumenti possibili per riuscire a raggiungere un suono personale e stratificato.

L’Ep, registrato nella calda estate 2015 presso il Crossroad Recording Studio di Cologno Monzese (MI), disponibile sulle principali piattaforme di streaming e acquistabile su iTunes, è accompagnato dal videoclip del primo singolo “Il male che fa”: un brano dalle tinte soffuse e ambientali che esplode poi in un muro di chitarre mastodontiche nato da una collaborazione tra Alessandro Moroni e Giulia Ratti, autrice della copertina del disco, del logo della band e di tutta la parte grafica che accompagna questa uscita.

Il male che fa: https://www.youtube.com/watch?v=rSEYgYEkZIg

Tracklist

Dinamiche

Il Male che fa

Agosto

Arvo

Resonances, ecco il disco di DAP

In Uncategorized on ottobre 18, 2015 at 8:54 pm

dap

Resonances è il primo album di DAP (Andrea D’Apolito), giovane cantautore romano dal sound eclettico, di stampo nordeuropeo.

L’album ha un sapore folk, indie nella misura in cui è stato prodotto in modo indipendente ed è caratterizzato da arrangiamenti raffinati ma allo stesso tempo altamente fruibili. Mentre il sound distintivo del disco fa da fil rouge tra le tracce, ogni brano gode di una sua identità ben definita. Ognuno incapsula un momento, un punto di vista, una tappa nella crescita personale dell’autore, che attraverso i testi in inglese non rinuncia mai a fornire al pubblico una tesi ben precisa. Resonances parla d’amore più che di storie d’amore, di un proprio modo di affrontare la vita.

Il suo progetto nasce nel 2010, inizialmente in versione acustica e solista, per poi arricchirsi nel tempo della collaborazione di altri tre elementi che oggi formano la band e il cui contributo va ben oltre il mestiere di musicisti. Al basso Toto Giornelli, al fianco di DAP sin dagli esordi, alla chitarra elettrica Claudio Toldonato e alla batteria Antonio Marianella. A completare il tutto le chitarre acustiche, il pianoforte e la voce di DAP, autore sia dei testi che delle musiche di tutti e otto i brani che compongono Resonances.

Il primo singolo scelto è Stand Back, definito dall’artista “..un bilancio che sembra negativo, fatto di sabbia che scorre tra le dita ma che allo stesso tempo lascia un segno positivo, perché quella sabbia si accumula e forma qualcosa di tangibile. Vede i suoi natali durante 5 minuti di un’alba di settembre, sul terrazzo del mio condominio, con Roma che stanca dal risveglio mi sorrideva con le sue tonalità calde.”

Stand Back: https://soundcloud.com/andrea-dapolito/03-stand-back

Molti anche i featuring, piccoli tocchi di classe condivisi con le voci femminili di Vahimiti Cenci e Sara Sileo, con la chitarra di Jorma Gasperi e Daniele Sinigallia, che dell’album è anche produttore artistico, con Alessio Magliocchetti Lombi che ha impreziosito Not Again con la sua National resofonica ed infine, su Stromboli, brano dedicato a uno dei suoi luoghi del cuore, con la tromba di Paola Fecarotta. Particolare attenzione è stata dedicata anche all’artwork dell’album, che include una selezione di Polaroid ispirate ai brani, scattate dall’artista stesso e proposte in un packaging semplice ma unico nel suo genere, assemblato manualmente.

Tracklist

1. Crossroads

2. Eye for an eye

3. Stromboli

4. Stand Back

5. Come when I call

6. Independence Day

7. Not Again

8. Pearl

Marginality, il nuovo disco degli A Free Mama è adesso fuori!

In Uncategorized on ottobre 18, 2015 at 8:43 pm

A Free Mama

Era il dicembre 2012 e gli A Free Mama pubblicavano il loro primo disco omonimo, un album contenente otto tracce registrato nello storico studio Larione10. I sei fiorentini si presentavano così, attraverso una musica che affondava le radici nel funk, con venature rock e dalle chiare influenze acid jazz. Oggi, a tre anni di distanza, gli A Free Mama tornano con un nuovo album in studio “Marginality“, titolo anche della traccia eponima. Un sound e un’immagine nuovi, un rinnovamento generale attraverso cui il gruppo si ripropone, forte anche del lancio imminente del suo primo singolo/videoclip ufficiale “Now I’m Done“, opening track del nuovo lavoro.

Registrato e mixato tra aprile e giugno 2015, “Marginality” è il tentativo di raccontare i molteplici e diversi stati d’animo che possono scaturire dal costante conflitto tra il tempo in cui viviamo nella nostra più intima individualità e il tempo in cui ci è richiesto di vivere. La marginalità diventa così una risposta all’eccessiva velocità di reazione cui siamo costretti.

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