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Archive for novembre 2012|Monthly archive page

“Reckless Will”, lo spericolato esordio dei Black in Technicolor

In autore, emergenti, italia, musica, recensioni, rock on novembre 28, 2012 at 10:11 am

“Reckless Will” è il primo frutto dei Bit (Black in Technicolor), trio italiano basso, chitarra e batteria di varia provenienza geografica e con alle spalle esperienze musicali differenti, che però bene si amalgamano in un sound imprevedibile e coinvolgente. Un viaggio in 5 tracce tra amore, dolore, introspezione, volontà di reagire e consapevolezza del fallimento; alti e bassi che trascinano chi ascolta sulle montagne russe pur di star dietro ad un filo narrativo quasi schizofrenico, che tuttavia rimane sempre nello spettro dell ’heavy rock.L’EP si apre con il sound deciso e sfacciato di “Here To Fail”, forse il pezzo in cui il basso di Francesco Zaccuri esprime al meglio la sua presenza con un riff che apre il brano e ne scandisce il ritmo amalgamando strofe e parti strumentali; un ottimo biglietto da visita che sicuramente invoglia a proseguire nell’ascolto. Nel secondo brano, “Voice In Me”, la cattiveria iniziale di basso e chitarra si scioglie e trova piena espressione a metà brano in una parentesi più delicata ed intimista; il pezzo è introspettivo, la voce del frontman Massimiliano Franchi lacera le parole e lascia intuire uno dei temi portanti dell’intero lavoro dei Bit: il dissidio dell’io, la convivenza forzata di più voci che cercano di prevaricare una sull’altra, a dispetto di ogni logica (I can’t kill inside this / Voice in me).“My Desire” recupera il piglio di “Here To Fail” aggiungendo sonorità dalle tinte più fosche disseminate lungo tutto il brano; un pezzo dal ritornello orecchiabile che non stonerebbe nella colonna sonora di un film alla 007, che cresce in un’ipnotica spirale strumentale fino ad interrompersi bruscamente. Scelta azzeccata, perché con il quarto pezzo, “My Time Has Come At Last”, si cambia nuovamente registro: testo e musica sono pervasi da malinconia, i colpi di Andrea Vernaci sulla batteria assomigliano a fucilate che puntano dritte al cuore; nella prima strofa e sul finale si può distinguere il drammatico fischio di un treno che parte portando via con sé serenità e speranza (I can’t lose my heart). Si chiude di potenza con la marcia di “Chasing Dreams”, in cui il dissidio che in altri passaggi caratterizza l’io si allarga all’amore (I need to understand / why you are both enemy and friend) e delinea un finale amaro, disilluso anche se non definitivo (Why am I still chasing dreams / Hopeless and unseen?). “Reckless Will” è un lavoro denso, ricco d’influenze musicali che i componenti della band non nascondono: Black Sabbath, Soundgarden e Led Zeppelin tra quelle dichiarate ma ad un orecchio attento non sfuggono richiami al new metal di Disturbed e Slipknot, specie nel cantato.  Al di là di alcune piccole  imperfezioni tecniche, tutto sommato perdonabili a fronte della spontaneità e dell’imprevedibilità dello sviluppo armonico dei brani, ogni volta che  si preme play , non si sa dove si andrà a finire. Un buon esordio, un assaggio che chiede un seguito più corposo, magari articolato in più tracce, da gustare con calma.      by   esserrenne

http://www.facebook.com/BlackInTechnicolor

Hot Dog: dopo “Death and Glory”, torna la band capitolina con il piacevole “Enemies”

In bologna, emergenti, italia, musica, recensioni, rock, roma on novembre 21, 2012 at 10:04 am

Sin da quando ho memoria la musica fa parte dei miei ricordi. Mi ha sempre evocato delle immagini. Quando, per la prima volta, collegate le cuffie al computer, ho ascoltato “My Generation” degli Hot Dog mi sono ritrovato più giovane di dieci anni; …esattamente mi ritrovo catapultato tra la fine delle scuole medie e l’inizio del liceo. Gli Hot Dog sono quattro ragazzi romani che dotati di passione e buona volontà sono riusciti a pubblicare “Death & Glory”, il primo album, l’ottobre scorso (dal quale sono tratti tutti e tre i brani disponibili in streaming sulla loro pagina facebook, e sul loro sito ufficiale http://hotdogband.yolasite.com/ ne è disponibile il download completo) . La band sta per uscire con il secondo disco, “Enemies” , previsto nel gennaio 2013 con Agoge Records, etichetta indipendente capitolina che sta sfornando varie band di un certo livello. Le sonorità di queste tracce mi hanno riportato in un adolescenza molto ben definitia: 12/14 anni ,Torino, si sentiva l’ House, la Techno, con i dj Gabri Ponte e Molinaro in testa, oppure si cercava di essere più innovativi e ribelli e allora si girava per le grandi catene di dischi il sabato pomeriggio alla ricerca di un gruppo punk rock….che tempi… Ovviamente non doveva eravamo troppo estremi…., gusti ancora troppo acerbi e i testi nemmeno li leggevamo….ed ecco arrivare a tredici anni, con la testa verso l’esame e il cuore per la più bella della classe, i dischi,(dopo oltre all’ormai storico “Enema of the State” dei Blink 182, “Americana” e “Conspirancy of One” degli Offspring, Does it look infected? dei Sum 41 o quelli di Simple Plan e Green Day. Insomma, il meglio del pop punk dell’epoca d’oro. Ed è proprio questa la categoria in cui rientrano brani come “Mine for a Night” e “Personal Disaster” dei romani Hot Dog. Un punk melodico che si allontana dalla componente “classica” del genere evitando urlati, intermezzi noise e distorsioni estreme, ma che infila nella costruzione della canzone sapori e soli simili a quelli del punk rock di mia formazione .. “My Generation” è il pezzo più accattivante: un brano critico, introdotto da una trombetta insolente, ha un’andatura saltellante, presenta un cantato che ricorda quello dei Gogol Bordello, singhiozzante e piatto, spezzato dal ritornello energico e dal successivo assolo. Un punk curato che risente di una buona produzione, particolarmente curato in alcune sue rifiniture, e quindi pop appunto, molto diverso da quello di gruppi storici italiani, come i CCCP, che facevano del DIY un modo di essere e di fare musica,; erano altri tempi…erano altri ambienti,,,,, Il lavoro degli Hot Dog è piacevole e spensierato, e se anche se non di grande innovazione (fatemi un nome negli ultimi dieci anni o’ signori della corte….), sarà una s bella sorpresa poterli ascoltare live! Provare per credere.    Cione

http://www.facebook.com/pages/Hot-Dog-Delicious-Punk/243243865709408

Cercasi blogger, appassionati di musica e cultori del disco

In Uncategorized on novembre 15, 2012 at 4:54 pm

Cercasi blogger, appassionati di musica e cultori del disco.

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Baustelle “Fantasma”, l’album del ritorno in uscita il 29 Gennaio 2013 | MelodicaMente

In autore, baustelle, musica, recensioni, rock, toscana on novembre 14, 2012 at 4:14 pm

Baustelle “Fantasma”, l’album del ritorno in uscita il 29 Gennaio 2013 | MelodicaMente.

Gianmariavolontè – Pop d’autore di una band lucana

In autore, basilicata, emergenti, ferrara, italia, musica, recensioni, rock on novembre 7, 2012 at 10:25 am

Gianmariavolontè
I Gianmariavolontè sono una indie-band lucana proveniente da Venosa(Potenza) e attiva dal 2009.Il gruppo è formato da David Lotito(voce/chitarre/sinth),Andrea Pacella(basso) e Marco Pacella(drums).
Nel 2010 esce il primo singolo “Bimba Noir” per l’etichetta indipendente Revolver,partecipano al Wave Festival di Basilicata piazzandosi al 4° posto e registrano ai Blap!Studios di Milano l’album di debutto,”Polaroid”,avvalendosi al pianoforte della collaborazione dell’ex Baustelle Fabrizio Massara.
Il nome della band,che rimanda ad uno dei più grandi e autorevoli attori italiani,simbolo di denuncia e impegno,ci fa subito capire dove i ragazzi vogliano andare a parare:testi delicati(ma non troppo),curati e a volte sussurrati(nel perfetto stile Francesco Bianconi-Baustelle),tappeto di sinth,chitarre leggiadre,sound un pò retrò,il tutto condito da una generale atmosfera “noir” che risulterebbe adattissima come soundtrack di qualsiasi film poliziesco anni 70.. Questa è la vita vista dalla Basilicata,questo è il profumo che si respira affacciandosi alla loro  finestra..Pop d’autore.
dagolou

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