il Taccuino

Luca Brunoni presenta il romanzo “Silenzi”

In libri on novembre 11, 2019 at 11:01 am

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

Silenzi di Luca Brunoni

Lo scrittore svizzero Luca Brunoni presenta “Silenzi”, un romanzo crudo e realista, raccontato con la delicatezza di un autore che riesce a trattare il dolore e la miseria con lirismo, rivelando una struggente bellezza che non è visibile a chi guarda con superficialità. La storia di Ida rispecchia quella di tanti ragazzi invisibili, che in anni duri hanno conosciuto la sofferenza dell’abbandono, e che come inutili pacchi sono stati spediti in luoghi stranieri, affidati a gente sconosciuta, vittime innocenti di un mondo che non li meritava.

Titolo: Silenzi

Autore: Luca Brunoni

Genere: Narrativa contemporanea

Casa Editrice: Gabriele Capelli Editore

Pagine: 200

Prezzo: 18,00€

Codice ISBN: 978-88-97308-88-1

«Domani sarà uguale, e dopodomani pure. Però se continuo a lavorare bene avrò il mio letto, avrò da mangiare e una vita come ce l’hanno tante altre persone. Una vita che, anche se dura, non è certo una punizione. Il che significa che la punizione arriverà in un altro modo […]».

Silenzi di Luca Brunoni è un romanzo ambientato negli anni cinquanta in un villaggio svizzero di montagna, il cui tempo è scandito dalla lentezza e ripetitività dei lavori nelle fattorie, e dalle inutili e maligne chiacchiere di paese. Una storia molto dura, che racconta senza filtri di un momento storico in cui l’infanzia non era tutelata, in cui la spensieratezza era un lusso che non ci si poteva permettere. Ida Bühler è una ragazzina di tredici anni rimasta orfana di madre; il suo patrigno decide di affidarla allo Stato che la manda dagli Hauser, una povera famiglia in un villaggio lontano da ciò che lei aveva sempre chiamato casa. Ida è una ragazzina tormentata da un pesante senso di colpa, che si è raggomitolato nel suo piccolo stomaco e non la fa vivere serena. Ha voglia di piangere Ida, ma non sempre ci riesce: “Non oggi, mi dico. Non adesso. Hai da fare, da lavorare, non hai tempo per fare la bamboccetta. Piangerai stasera nel letto se proprio devi”. Si raccomanda di essere forte, di accettare la vita come la punizione che sente di meritare. E il lettore affronta con lei la sua misera e ingiusta esistenza, divisa tra un lavoro in fattoria sfiancante e le angherie subite dalla padrona di casa, Greta. Il romanzo è diviso in due parti nette: in una, intitolata “La fattoria” si partecipa da vicino alle vicende di Ida, ragazzina sfruttata, picchiata, lasciata sola con il suo dolore; nella seconda, “Il villaggio” si mostra la vita degli abitanti del borgo, ripercorrendo i tristi episodi che avevano visto Ida protagonista, e mostrando i punti di vista degli altri personaggi coinvolti, da Theodore a Noah, da Konstantin ad Anne. Personaggi che con Ida condividono l’indigenza e il grigiore dell’esistenza, che serbano nel cuore segreti inconfessabili, e che vivono in un mondo di bugie e omertà. Come il gattino spelacchiato Dumas, la ragazzina soffre la fame e il freddo, ma c’è sempre una piccola luce che brilla in lei, una timida speranza che forse la vita possa riservarle ancora uno spiraglio di felicità. “Se sei povero la vita è dura dappertutto”, dice Ida al suo amico Noah, ma è proprio la calma resilienza della giovane, è il suo aggrapparsi al poco che ha con dignità che ne fanno un personaggio unico, indimenticabile. Una protagonista eroica, seppur piccola, seppur vittima del dolore e dell’ingiustizia; un’anima innocente che rende poetica anche una storia sporca come il letame e cupa quanto i lividi che Ida deve portare sul suo bel viso. Silenzi è uno di quei romanzi che lasciano il segno, che sconvolgono con le loro verità, che emozionano nel profondo con la loro realtà.

TRAMA. Inizi Anni Cinquanta. Ida ha tredici anni quando deve trasferirsi dalla città in un piccolo villaggio di montagna. Porta con sé un segreto lacerante e l’impatto con la vita da contadina – complice la severità dei genitori affidatari – non aiuta a lenire la ferita. Intanto, nel villaggio l’atmosfera si è fatta cupa: misteri e bugie gravano sempre più sugli abitanti come le nuvole avvinghiate alle cime delle montagne. Ida intravede uno spiraglio di felicità grazie all’amicizia clandestina con Noah, un adolescente irrequieto che sogna una vita lontana da lì. Una mattina, però, la ragazza si trova nel posto sbagliato al momento sbagliato e quello che accade cambierà tutto. Lei e Noah decidono di fuggire insieme, ma una serie di eventi improvvisi e insospettabili complica i loro piani, costringendo Ida a fare i conti non soltanto con il suo segreto ma anche con quelli dell’intero villaggio.

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BIOGRAFIA. Luca Brunoniè nato a Lugano nel 1982. Laureato in diritto e letteratura, lavora come professore in una scuola universitaria. Esordisce nella letteratura con “Il cielo di domani” (Fontana Edizioni, 2016). “Silenzi” (Gabriele Capelli Editore, 2019) è il suo secondo romanzo.

LA CASA EDITRICE. Gabriele Capelli Editore nasce nel 2001 e pubblica libri d’architettura, d’arte, di grafica, di fotografia, di narrativa e d’illustrazione. I libri della GCE sono distribuiti in tutte le librerie italiane e svizzere.

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Nazario D’Amato presenta il romanzo “Chiamami Fernanda – Una storia procidana”

In libri on novembre 11, 2019 at 10:57 am

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

Chiamami Fernanda – Una storia procidana di Nazario D’Amato

Nazario D’Amato presenta “Chiamami Fernanda – Una storia procidana”, che narra, nella affascinante cornice dell’Isola di Procida, la storia di Paolo, un vecchio marinaio e del suo cane, di una bambina e di una misteriosa figura femminile. Sullo sfondo il meraviglioso Golfo di Napoli e un mare che evoca ricordi, sensazioni dai contorni inafferrabili. La storia di Paolo ci viene narrata attraverso un racconto leggendario, che affabula e ci pone di fronte ai grandi interrogativi della vita: chi siamo e da dove veniamo.

Titolo: Chiamami Fernanda – Una storia procidana

Autore: Nazario D’Amato

Genere: Romanzo

Casa Editrice: Edizioni del Poggio

Pagine: 232

Prezzo: 13,00€

Codice ISBN: 978-88-97409-81-6

«Circola, sull’isola, una strana storia che narra di un vecchio marinaio, di una bambina, di un cane e di un ambiguo quanto misterioso personaggio femminile sulla cui esistenza tutti giurano sebbene nessuno l’abbia mai visto. È una storia che aleggia come un’eco trasportata dal vento di ponente, un’eco frammentata, corrosa dalla furia delle tempeste e dalle creste delle onde dei mari che ha attraversato, che l’hanno resa simile alla scrittura incompleta e parziale di un’antica pergamena logorata dal tempo […]».

“Questa, anzi, è la storia di uno svelamento che è tale solo se lo si cerca nel posto giusto, se lo si osserva con gli occhi giusti, se lo si ascolta con l’orecchio giusto.”: questa frase del romanzo Chiamami Fernanda di Nazario D’Amato riassume l’atmosfera quasi onirica in cui si sviluppa la vicenda. Si tratta di “una storia procidana”, poiché lo scenario in cui è ambientato il romanzo è l’incantevole isola di Procida nel Golfo di Napoli. Sull’isola aleggia una antica leggenda che ha come protagonisti un vecchio marinaio, una bambina, un cane e una misteriosa figura femminile. L’autore, venuto a conoscenza di questa storia ha iniziato a scavare “tra i ricordi, le memorie e le suggestioni degli isolani, dei vecchi pescatori e delle loro mogli”. Una vera e propria operazione di ricostruzione storica, che passando anche attraverso il parere di ricercatori e storici locali, ha permesso a Nazario D’Amato di riproporre una vicenda ambientata “nell’isola di Graziella e di Arturo”. È una storia che nasce dall’ascolto ed è una storia che va ascoltata. Il lettore, infatti, si sentirà immerso in un racconto che sa di antico, che ricorda i grandi cantori del passato dove la realtà si perde nel mito. La leggenda narra del comandante di una nave, che durante il suo ultimo viaggio, viene improvvisamente colto dalla tempesta e caduto in mare, viene tratto in salvo da una figura femminile che poi lo abbandona sulla costa procidana. Da questo racconto, viene fuori la storia da Paolo, un forestiero che anni addietro si stabilisce proprio sull’isola, dopo che il mare lo ha abbandonato sulla costa. Pare sia stato un uomo di mondo, di compagnia. Nessuno sa dirlo con esattezza perché vive lontano dagli altri, quasi come un eremita che desidera il distacco dal mondo. Questa solitudine non lo rende triste, anzi il suo animo e il suo volto sono sereni, appagati da ciò che ha avuto fino ad ora. A fargli compagnia c’è un cane, una presenza amica e sicura, simbolo di fedeltà e lealtà incondizionata. L’unica persona dell’isola che gli è amica è una bambina, che va da lui per farsi raccontare le storie che vengono dal mare. E proprio in seguito ad una richiesta della bambina che prende il via la vicenda, la quale si configura come una sorta di viaggio interiore sui grandi interrogativi della vita. La barca e il mare saranno i mezzi necessari per compiere questo viaggio, che richiama l’eco della scrittura della grande Elsa Morante, che proprio a Procida ambientò il suo famoso romanzo L’Isola di Arturo. “Chiamami Fernanda” è un romanzo introspettivo, in cui l’autore, attraverso una prosa dal ritmo e dai toni poetici, induce alla riflessione sul senso della vita e sulle incognite del futuro.

TRAMA. Una nave da carico spagnola, diretta a Napoli, naufraga nelle acque dell’isola di Procida, e affonda. L’equipaggio si salverà. Il comandante, dopo aver combattuto a lungo con il mare, allo stremo delle forze, quando sembra che non ci sia più nessuna speranza di salvezza, è tratto dalle acque da un ambiguo e non meglio identificato personaggio che lo trascina sulla battigia e l’abbandona ai soccorritori in arrivo. Provato e trasformato da quella esperienza, decide di fermarsi per dare un nuovo senso alla sua vita e per cercare il suo sconosciuto salvatore.

BIOGRAFIA Nazario D’Amato è nato il 22 gennaio 1954 a Poggio Imperiale (FG), piccolo paese contadino in terra di Capitanata, porta del Gargano. Ha frequentato l’Istituto Tecnico Nautico di Termoli diplomandosi, nel 1974, Capitano di Lungo Corso. Dopo gli studi e il servizio militare a bordo dell’ammiraglia Vittorio Veneto, Nazario ha lasciato Poggio Imperiale per motivi di lavoro. A giugno del 1977 è assunto nelle allora Ferrovie dello Stato nel compartimento di Milano, in Valchiavenna, ai confini con la Svizzera; tre anni dopo è trasferito nel compartimento di Bologna. Dal 1982 vive a Reggio Emilia, dove per molti anni si dedica alla militanza sindacale assumendo incarichi di responsabilità nella CISL.  Partecipa attivamente alla vita sociale e culturale della città emiliana. Fa parte dell’Associazione Scrittori Reggiani. Fin da giovane ha coltivato la passione per la musica e per la scrittura. Come cantautore ha partecipato a diversi concorsi canori in Italia e all’estero ottenendo importanti riconoscimenti, in particolare nel 2005 raggiunge il 3° posto al Festival di Liegi (BE) con “Lunga la notte ad Est” e nel 2006 il 1° posto al Festival Tricolore della Canzone di Reggio Emilia con “Donna”. Anche come scrittore ha avuto riconoscimenti e premi per opere narrative e poetiche; in particolare nel 2004, 1° classificato – per la sezione narrativa – al Concorso Nazionale ARTEMARE di Riposto (CT) con il racconto “La Pescatrice” e nel 2007 il premio nazionale di poesia e narrativa “Il Litorale”, di Ronchi di Massa (MS). Numerose le sue pubblicazioni per le Edizioni del Poggio: tra cui si ricardano “Tracce”, una biografia in versi, canto e storie del 2001; la raccolta di racconti “La pescatrice ed altri racconti”; dello stesso anno “Il treno scorre sul binario giusto”, aneddoti di viaggio; “Terra – racconti in storie e versi dell’appartenenza” del 2016 e “Cambio Giro- racconti di viaggio” del 2017. Attualmente è sposato, ha due figli e due nipoti. Convivono con lui quattro chitarre e un cane. Da settembre 2017 è in quiescenza.

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CASA EDITRICE. Edizioni del Poggio è una casa editrice pugliese che da anni opera alacremente nella pubblicazione di libri di vario genere in apposite collane. Storia, romanzi tradizionali e fantasy, fiabe, poesie, saggistica, culinaria: un caleidoscopio di argomenti dove ognuno potrà trovare il proprio approdo. Diffondere la cultura è l’impegno predominante che le “Edizioni del Poggio” si sono imposte nel loro impegnativo programma. Nata dall’iniziativa del dott. Giuseppe Tozzi, la casa editrice, che si avvale di valenti collaboratori, in pochi anni ha raggiunto un prestigioso traguardo con la pubblicazione di oltre 100 titoli. Grazie a pubblicazioni di autori, in prevalenza giovani, tende ad affermarsi anche a livello nazionale, e dai risultati ottenuti questo traguardo sta diventando una piacevole realtà. Ovviamente le “Edizioni del Poggio” non possono tralasciare il territorio in cui nascono e operano, così nel nutrito catalogo editoriale sono presenti testimonianze sulla storia locale, tradizioni, folklore, cucina locale. La casa editrice ha dato vita ad un periodico “del sapere”, “Pianeta cultura”, un contenitore di argomenti vari, firmati da esponenti eccellenti del panorama culturale italiano. L’editore, inoltre, ha ideato un premio letterario “Emozioni in bianco e nero” (racconti, poesie, fiabe), che vede la partecipazione di autori italiani e stranieri.

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F. Vanessa Arcadipane presenta la saga dark fantasy “Inferorum Gemmae”

In libri on novembre 7, 2019 at 11:28 am

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

Inferorum Gemmae Saga di F. Vanessa Arcadipane

La scrittrice siciliana F. Vanessa Arcadipane presenta l’opera in tre volumi “Inferorum Gemmae Saga”, un fantasy dalle tinte dark in cui si ripropongono figure e simboli derivanti dai racconti biblici e rielaborati dalla fervida fantasia dell’autrice. Una saga appassionante che fa riferimento al folklore giapponese, e in cui si ritrovano echi danteschi e miltoniani per raccontare di creature demoniache e angeliche in perenne lotta tra loro per l’anima dell’essere umano. La protagonista di questa storia, Lilith, diventerà il precario punto di equilibrio che permetterà alle due fazioni di convivere, e di non distruggersi.

Titolo: Inferorum Gemmae Saga

Autore: F. Vanessa Arcadipane

Genere: Dark Fantasy/Young Adult

Casa Editrice: Self-publishing

Pagine: Vol I 544; Vol II 560; Vol III 544

Prezzo: Vol I 16,90€; Vol II 17,50€; Vol III 16,90€

«La realtà è che non amiamo né il Bene, né il Male, amiamo quel continuo gioco di luci e ombre, quelle mescolanze chiaroscurali che ci circondano. I libri vengono scritti con inchiostro nero su carta bianca; il momento più bello della giornata è il tramonto, quando già la luna è alta nel cielo ma il sole rimane lì ad osservarla quasi come se le stesse dando un ultimo addio… e così tante altre cose. Cos’è il Male senza Bene e cos’è il Bene senza Male? Cos’è l’odio senza amore e cos’è l’amore senza odio? Sarebbe solo una vita fredda, immobile e monotona che non avrebbe neanche senso vivere […]».

Inferorum Gemmae Saga di F. Vanessa Arcadipane racconta la storia di Lilith, una giovane ragazza dal nome importante e significativo: nella mitologia ebraica ella fu la prima donna creata per essere moglie di Adamo, poi ripudiata per la più mite Eva e cacciata dal Paradiso per essersi rifiutata di obbedire al consorte. Un simbolo forte di resistenza femminile, che nell’opera viene ricordato in più di un personaggio: Lilith è infatti il nome della protagonista ma anche di una donna fondamentale per la sua storia. La giovane Lilith o come verrà poi chiamata “Diamante Nero” o “Regina degli Inferi” o ancora “Guardiana dell’Equilibrio” è una ragazza come tante, prima di vedere completamente stravolto il proprio destino. Lilith la Rossa è invece proprio la trasfigurazione della prima donna biblica, cacciata dal Paradiso e attratta dalle seduzioni dell’Inferno, innamorata perdutamente dell’angelo caduto Lucifero e costretta a vagare nei regni senza la possibilità di stare con il suo amato, con la scomoda immortalità a ricordarle la sua solitudine. Questa è una storia di donne resilienti, di amori passionali, di colpe ataviche e di inesauribile desiderio di sangue; una storia di angeli e demoni, portatori di visioni antitetiche che hanno bisogno di un equilibrio per continuare a convivere. Perché il bene e il male sono solo lati della stessa medaglia, sono entrambi necessari affinché l’uno possa vivere in ragione dell’esistenza dell’altro, affinché l’essere umano possa avere sempre facoltà di scegliere il proprio cammino nella luce o nelle tenebre. La giovane Lilith scopre di appartenere alla stirpe nobile degli angeli, ma nel primo volume sceglie la difficile quanto seducente via della dannazione, che per lei coincide con quella dell’amore: “voglio il suo odore, voglio inebriarmi, voglio il fuoco nei miei polmoni, voglio bruciarmi, voglio farmi male”, afferma nell’opera, riferita al giovane figlio di Lucifero e Principe delle Tenebre, Lucio. Un amore contrastato e proibito, quello di Lilith e Lucio, che ripercorre le tappe di quello vissuto da Lilith la Rossa e Lucifero, anime complementari che sono l’una veleno e antidoto dell’altro. Due storie d’amore impossibili che il lettore vive nel secondo volume della saga attraverso l’alternanza di passato e presente; due vicende segnate da profezie infauste e da un oscuro potere che controlla le vite di tutti. Tanti segreti verranno svelati, tanto sangue verrà versato e altrettanto verrà risparmiato in nome della forza più potente che esiste: l’amore. Una forza che, accettata o rifiutata, spinge nel terzo volume i protagonisti e gli antagonisti a combattersi fino all’ultimo respiro, e che guida entrambe le Lilith verso un punto di non ritorno. “Mai innamorarsi di un Re delle Tenebre, se non si vuole annegare in esse”: è una frase ricorrente nel corso dell’opera che racchiude l’essenza delle storie delle due donne, che avranno il coraggio di nuotare nell’oscurità, e di rimanere eroicamente a galla.

TRAMA.

Diamante nero. Lilith è una diciassettenne che studia e vive in un illustre collegio, Rovoscuro, protetta dal direttore nonché padre adottivo. La sua vita rispecchia in pieno quella di qualsiasi altra ragazza della sua età fino all’arrivo di Lucio, un nuovo compagno di classe, che cattura immediatamente la sua attenzione non solo per l’aspetto fuori dal comune ma soprattutto per la strana sensazione di angoscia che le provoca fin da subito. La notte del suo diciottesimo compleanno Lilith scopre una terribile verità legata alle sue origini: ella infatti è il “Diamante nero”, un angelo offerto in sacrificio ogni cento anni al popolo dei demoni, a cui proprio Lucio appartiene. Rapita da quest’ultimo e portata negli Inferi, la ragazza fa la conoscenza del perfido e meschino re Lucifero, padre di Lucio, che con un antico rituale scopre le angeliche origini nobili di Lilith. La guerra è però alle porte e anche gli angeli dichiarano il loro diritto sulla ragazza, rapendola a loro volta per portarla in Paradiso. Qui Lilith incontra Michele, re degli angeli, e il giovane figlio Mihael, rivale fin dalla nascita di Lucio e con il quale la giovane instaura un ottimo rapporto. Durante lo scontro tra le due fazioni Lilith si trova costretta a scegliere di schierarsi con uno dei due giovani, destinati inevitabilmente a un combattimento mortale. Lilith dovrà quindi decidere una volta per tutte il proprio destino.

Rubino rosso. La fuggiasca e il ribelle. Lilith La Mora, Diamante nero e seconda regina degli Inferi, si trova ad affrontare la nuova difficoltosa vita da regnante tra i continui sbalzi di umore di Lucio, dovuti alla difficoltà nel gestire il Bastone della Conoscenza del padre. Durante una delle cerimonie formali che obbligano angeli e demoni a ritrovarsi in un luogo neutrale senza armi, Lilith La Rossa, prima regina degli Inferi e madre di Lucio, viene colpita quasi mortalmente da qualcuno; nonostante le continue domande di Lucifero la donna non rivela il nome dell’assalitore ma comincia a vagare per gli Inferi in cerca di alcune misteriose mappe con l’aiuto del Diamante nero. Il rapporto tra le due si consolida sempre più, tanto da spingere la più giovane a fare domande sul misterioso passato dell’altra e sul suo rapporto con Lucifero, adesso gelido e quasi inesistente. La Rossa le svela che è una Viandante del Tempo e che può mostrarle il suo passato così da poter insegnare questa tecnica anche a lei. La trama si alterna tra passato e presente svelando le similitudini tra le storie delle due Lilith, e raccontando il viaggio che intraprendono insieme al demone Fiammetta per indagare sull’identità dell’assalitore di Lilith la Rossa.

Rubino rosso. La condanna del caduto. Dopo un lungo viaggio, Fiammetta, Lilith La Rossa e il Diamante nero si ritrovano in un villaggio abitato sia da angeli che da demoni; esso fu creato tempo prima proprio dalla Rossa per permettere a gente come lei, esiliati, fuggiaschi o chiunque avesse bisogno di un riparo lontano sia dagli Inferi che dal Paradiso, di vivere in pace in un luogo che potesse accoglierli. Il Diamante nero apprende tramite uno dei suoi viaggi nel passato il motivo per cui Lucifero continua a mantenere le distanze dalla Rossa. Ritornati negli Inferi, Lilith La Mora cerca di convincere Lucifero a riavvicinarsi alla Rossa e a non bandirla dal regno ancora una volta, ma viene a sapere dal demone stesso di un antico e distruttivo patto che glielo impedisce. Riusciranno gli sfortunati amanti a stare finalmente insieme e a dare speranza anche a Lilith la Mora e Lucio?

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BIOGRAFIA. F. Vanessa Arcadipane è un’autrice di Palma di Montechiaro, città del Gattopardo, nel sud della Sicilia. Amante del fantasy, della mitologia, dell’occulto e di anime giapponesi, scrive il suo primo romanzo su Wattpad, una piattaforma online di scrittura grazie alla quale conquisterà numerosi giovani lettori in tutta Italia. Lavorerà un anno dopo all’autopubblicazione cartacea del romanzo, diventato il primo della saga “Inferorum Gemmae”, divisa in: “Diamante nero” (2016), “Rubino rosso – La fuggiasca e il ribelle” (2018), “Rubino rosso II – La condanna del caduto” (2019) e “Zaffiro Blu” (prossimo alla pubblicazione). Il suo percorso da scrittrice la vede protagonista di raduni in giro per l’Italia; è inoltre vincitrice del “Premio Villa Hauser” in occasione della Giornata Mondiale Unesco 2017 per la diversità culturale, il dialogo e lo sviluppo e del “Premio alla Cultura 2017” a cura del Sovrano Ordine Monastico Militare dei Cavalieri Templari Federiciani. Le sue opere contano più di dieci milioni di letture su Wattpad e diciassette mila seguaci.

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