il Taccuino

Le cose che ho scritto di te (mentre ti aspettavo): il nuovo, emozionante libro di Guido Paolo De Felice

In Uncategorized on aprile 23, 2019 at 12:35 pm

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

Le cose che ho scritto di te (mentre ti aspettavo)

di Guido Paolo De Felice

Guido Paolo De Felice presenta la sua raccolta di poesie e di brevi racconti “Le cose che ho scritto di te (mentre ti aspettavo)”, vincitrice del Premio Self publishing 2018 – Categoria Poesia- nel concorso letterario “Il mio esordio” promosso da IlMioLibro.it. Un’opera che parla d’amore e di ricerca interiore, che rapisce il lettore con la semplicità e la profondità delle sue liriche. Dopo la raccolta poetica “Quella notte a Parigi”, un nuovo, emozionante lavoro dell’autore campano molto amato e seguito sui social network, che solo su Instagram vanta più di 38.000 follower.

Titolo: Le cose che ho scritto di te (mentre ti aspettavo)

Autore: Guido Paolo De Felice

Genere: Poesia

Casa Editrice: Self-publishing (IlMioLibro.it)

Pagine: 224

Prezzo: 25 euro

Codice ISBN: 9788892352421

«Dicono che volere sia potere. Però prima che tu arrivassi  prima che tu cambiassi ogni cosa ogni umore ogni rancore il valore di ogni raggio di sole Io perso con le mani a tenermi la testa Io non sapevo non immaginavo neppure  che in realtà volersi è potere».

Le cose che ho scritto di te (mentre ti aspettavo) è una raccolta di poesie e di brevi racconti, che ha come nucleo pulsante il sentimento bramato, bistrattato, celebrato e sottovalutato dell’amore. Guido Paolo De Felice presenta liriche che toccano l’anima, e che raccontano con semplicità di un sentimento universale, declinato nelle sue infinite manifestazioni. Semplicità che mai come in quest’opera non significa banalità, perché nella leggerezza apparente delle poesie è racchiuso un complesso mondo di sensazioni e di sentimenti, di immagini, odori e sapori. Nel suo stile diretto e asciutto l’autore sa parlare d’amore raccontandolo nel suo potere di mettere le ali ai piedi degli innamorati, così come in quello di incatenare a terra i cuori più tormentati. Un amore per cui vale la pena vivere e morire, per cui vale la pena alzarsi al mattino e addormentarsi di notte fiduciosi del futuro; un amore che riesce ad elevare anche l’anima di chi non è corrisposto, che consuma e rigenera, che porta sorrisi e lacrime. Un sentimento che ha ispirato nei secoli poeti e musicisti, e che come una bussola non smetterà mai di orientare la vita umana, al pari delle stelle per i vecchi lupi di mare. De Felice decide di raccontare l’amore senza filtri e simbolismi, andando dritto al punto; nella raccolta sono presenti poesie che trasudano romanticismo, e altre che con lucidità disarmante raccontano di nostalgia e di mancanza: “E invece noi fummo così bravi a perderci, per sempre”. Ma ciò che conta, alla fine, è aver scelto di tentare nonostante la possibilità concreta del fallimento, piuttosto che non provare, non sentire, non buttarsi nel vasto mare che sa accogliere e cullare così come sommergere: “Non smettere di credere che ogni caduta, ogni livido, ogni bastonata un giorno avrà un senso”. Le cose che ho scritto di te (mentre ti aspettavo) è un’opera coraggiosa in tempi in cui l’amore è spesso visto come un sentimento riservato ai deboli; una raccolta che ha riscosso notevole successo e che ha permesso all’autore di vincere il Premio Self Publishing (categoria Poesia) al concorso letterario nazionale “Il mio esordio”.

TRAMA. Questo libro nasce con l’idea di voler raccontare l’amore, in tutte le sue forme e in tutte le sue modalità: c’è l’amore desiderato, l’amore non corrisposto, l’amore che ti consuma, l’amore che ti toglie il sonno e quello che invece ti permette di sognare. C’è amore dalla prima lettera, fino all’ultimo capoverso. È un libro scritto per chi, anche affannosamente, ma cocciutamente, non smette di credere nel lieto fine e non saprà mai accontentarsi di un “quasi” amore.

L’AUTORE E’ DISPONIBILE A RILASCIARE INTERVISTE

BIOGRAFIA. Guido Paolo De Felice (Caserta, 1985) è un chirurgo specializzato in Odontostomatologia e scrittore di poesie e aforismi. Pubblica nel 2018 per Edizioni PensieriParole, nella collana “I migliori 100”, la raccolta di frasi e aforismi Quella notte a Parigi, e sempre nel 2018 pubblica in self publishing la raccolta di poesie e di brevi brani in prosa Le cose che ho scritto di te, vincitrice del premio Self Publishing 2018 categoria Poesia del concorso “Il Mio Esordio 2018”, indetto dal sito IlMioLibro.it. Pubblica inoltre per Pagine Editore alcune poesie in due differenti raccolte: “Le tue parole” (vol. 1) ed “Emozioni”.

Contatti                                                                                     

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Noi che ci stiamo perdendo: il giallo di Manola Aramini tra sensi di colpa e segreti inconfessabili

In Uncategorized on aprile 15, 2019 at 11:37 am

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

Noi che ci stiamo perdendo di Manola Aramini

Manola Aramini presenta il romanzo giallo “Noi che ci stiamo perdendo”, una storia di brucianti sensi di colpa, di segreti inconfessabili e di pericolose passioni. Il Commissario Fermi deve indagare su due misteriosi omicidi avvenuti in una calda e luminosa Fregene, che si contrappone all’oscurità che avvinceva la prima vittima, Tatiana, e che si ritrova tra le pagine della sua controversa e a tratti delirante autobiografia. Manola Aramini esplora le relazioni amorose scoprendone i lati più nascosti, e mostrando quanto dolore può nascere da un sentimento d’amore, e fino a che punto può logorare un’anima fragile. Un romanzo che appassiona per la sua trama gialla e per la sua acuta analisi della psicologia umana.

Titolo: Noi che ci stiamo perdendo

Autore: Manola Aramini

Genere: Giallo

Casa Editrice: Officina Milena

Pagine: 192

Prezzo: 13 euro

Codice ISBN: 9788832101072

«[…] Dovrei apprendere l’arte di vivere, il lasciarsi gradualmente andare agli avvenimenti, senza imporsi, come essere trascinata da un fiume. Non vuol dire essere inetti, neppure passivi, neppure dipendenti, vuol dire semplicemente smettere di gareggiare con il mondo».

Noi che ci stiamo perdendo di Manola Aramini è un giallo intrigante, caratterizzato da un’attenta cura nel trattare le complesse e a volte contraddittorie sfumature della mente umana. Un romanzo che da una parte omaggia la bellezza in tutte le sue forme, dalla descrizione dello splendido litorale di Fregene all’avvenenza delle sue protagoniste, in particolare il fascino esotico di Alma e l’algida presenza di Tatiana, e dall’altra mostra l’oscurità che può abitare anche negli individui meno sospetti, e che può portare al tradimento, così come all’omicidio. I violenti delitti di Tatiana e in seguito di Samanta provocano nei personaggi del romanzo reazioni imprevedibili e catartiche, e riescono a far cadere le maschere sotto cui nascondevano la loro vera natura. Nessuno è totalmente innocente, e tutti possono essere colpevoli dei due omicidi; un caso intricato che non fa dormire il Commissario Oliviero Fermi, uomo tutto d’un pezzo, estremamente genuino e quindi distante dall’ambiguità che contraddistingue gli altri personaggi. Alma, giovane cantante e un tempo amante del famoso musicista Arthur Cortes, marito della prima vittima, dovrà ritornare con la mente e il cuore in una storia che credeva chiusa per sempre, e in questo modo rivedere le proprie scelte, spesso autodistruttive, e affrontare le proprie debolezze. Arthur, uomo arrogante ed egoista, dovrà scoprire suo malgrado di non essere un carismatico seduttore senza vergogna, e sarà costretto a guardarsi allo specchio e ad ammettere la propria fragilità. Anche tutti gli altri personaggi, dal gelido Augusto alla passiva Odette al tormentato Alfio, dovranno riconsiderare la propria identità, consci di essere sul punto di perdersi, di svanire nel grigio di un’esistenza vissuta senza slanci, senza passione. È proprio il terribile evento di un omicidio a scuoterli dal torpore, a portare a galla verità agghiaccianti, a mettere ognuno di fronte alle proprie colpe. “Delle piccole scie di veleno percorrono le nostre vite, Arthur. Non pensi?”, afferma Alma; scie che si possono trasformare in sottili fili rossi, quelli con cui Tatiana è stata legata, quelli che il Commissario Fermi districa senza sosta nella speranza di giungere alla verità, quelli che stringono insieme i destini dei personaggi di questa storia dura, a tratti morbosa, profondamente umana.

TRAMA. La scomparsa di Tatiana, la moglie di un noto pianista di origine portoghese, Arthur Cortes, avviene improvvisamente senza una ragione apparente. La vicenda si svolge a Fregene, nel litorale romano, dove Tatiana conduce una vita agiata e all’apparenza imperturbabile. Arthur Cortes sarà costretto a ripercorrere tutta la sua vita e ricorderà la sua storia d’amore con l’amante Alma, una giovane cantante di origine indiana, che vive ad Asti. Nel romanzo si susseguono personaggi ambigui, che metteranno a dura prova l’infallibile intuito del Commissario Fermi. Oltre all’apparenza di una normale vita borghese, inizieranno a comparire le ombre nella vita di Tatiana. Gli eventi ad un certo punto sconvolgeranno il Commissario che si troverà a lottare contro il tempo per salvare altre vittime, legate alla vita di Tatiana. Il romanzo è un giallo, con una forte connotazione psicologica che indaga le ragioni dell’amore e del tradimento. Noi che ci stiamo perdendo racconta gli amori ritenuti sbagliati e le fragilità dell’animo umano.

L’AUTORE È DISPONIBILE A RILASCIARE INTERVISTE

BIOGRAFIA. Manola Aramini è nata a Nizza Monferrato in provincia di Asti. Laureata in Scienze Politiche a Torino, ha conseguito un Master nella Dirigenza Scolastica a Roma. Ha inoltre frequentato un corso sulle tecniche editoriali a Milano. Nel 2013 ha pubblicato il romanzo Gabbiani luminosi- Le donne fantasma di Mussolini (Milena edizioni) con il quale si è classificata terza al Concorso internazionale di letteratura “La finestra eterea” nel 2015. Si dedica all’insegnamento nella provincia di Asti, dove attualmente vive.

Contatti                                                                                     

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https://www.officinamilena.com/noi-che-ci-stiamo-perdendo

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Serenella. Gioie e dolori di una donna. Il nuovo libro di Antonettore Maury

In Uncategorized on aprile 8, 2019 at 8:53 am

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Presenta

Serenella. Gioie e dolori di una donna di Antonettore Maury

Serenella. Gioie e dolori di una donna di Antonettore Maury è una toccante dichiarazione d’amore, un delicato omaggio alla donna della sua vita che ha lasciato questa Terra ma mai il suo cuore. Lo scrittore e saggista presta la voce alla moglie defunta e ne scrive le memorie in prima persona, come se fossero narrate da lei stessa. Serenella racconta del suo passato, delle sue gioie e dei tanti dolori, fa un bilancio della sua vita e osserva dall’esterno i giorni successivi al suo trapasso, attraverso gli occhi dell’uomo che le è stato accanto per cinquant’anni. Un commovente racconto d’amore e di perdita, un romanzo intimo e personale che per l’autenticità della sua storia si fa universale, coinvolgendo il lettore con la sua disarmante semplicità.

Titolo: Serenella. Gioie e dolori di una donna

Autore: Antonettore Maury

Genere: Narrativa/Memoir

Casa Editrice: Self-publishing

Pagine: 208

Prezzo: 17 euro

Codice ISBN: 9788827855560

«[…] Un giorno Serenella mi chiese di aiutarla a scrivere un libro sulla sua malattia. Allora si pensava solo alla Sclerosi Multipla e non avevamo ancora segnali dell’esistenza di un tumore così grave. Le promisi che l’avrei fatto. Non è solo per mantenere fede a ciò che avevo promesso, tuttavia, che ho scritto queste pagine. Mi sono costate tante lacrime, era inevitabile. E tuttavia mi sono sforzato di andare avanti perché ho pensato che era giusto che una persona così speciale come Serenella lasciasse una traccia di sé, che non fosse solo una lapide in un cimitero di campagna».

È la fine di luglio del 2018, e Serenella lascia la vita che ha tanto amato, e le persone che l’hanno resa speciale. Il lutto è un sentimento che sconvolge l’esistenza, e ognuno nel suo privato lo affronta come può. Antonettore Maury sente che il ricordo dell’amata moglie non può rimanere chiuso nella sua mente e nel suo cuore, che la straordinaria donna che ha avuto accanto merita di essere ricordata e amata anche da chi non l’ha conosciuta. Per mantenere una promessa fatta a Serenella, l’autore trova il coraggio di mettere da parte il dolore e di scrivere la sua storia, che parla d’amore, di sofferenza, di svolte improvvise, di felicità, di attese e di tutto ciò che si può trovare nell’esistenza umana. È proprio la semplicità della storia di Serenella e Antonettore, e il fatto che essa potrebbe appartenere a ognuno di noi che permette al lettore di immedesimarsi e di lasciarsi coinvolgere, provando profonda empatia per due persone che non si sono mai date per scontate, che non si sono mai arrese. Serenella. Gioie e dolori di una donna è raccontata dalla moglie dell’autore attraverso la sua amorevole penna; Serenella dialoga con un interlocutore immaginario narrando degli anni funestati dalla sclerosi multipla e poi da un tumore aggressivo, ma anche dei momenti di felicità e di giovinezza, della sua bella famiglia e dei suoi ultimi attimi di vita, vissuti con la pacifica consapevolezza di aver ricevuto tanto. Serenella ha un messaggio importante da consegnare al lettore: di essere sempre grati in ogni momento della vita, anche e soprattutto quando si prova dolore, quando non si ha più speranza. Il romanzo è un esempio di simbiosi spirituale tra due persone che neanche la morte è riuscita a separare, una prova d’amore e dedizione che illumina anche le pagine più dolorose dell’esistenza. Dalla prefazione del romanzo: “Tu, Serenella, sei stata per me la vita, il respiro, le lacrime, la gioia, il rimpianto, la luce, la tristezza, le arrabbiature, le riconciliazioni, i timori, le speranze, le delusioni, i sospiri, le nottate insonni, i sogni più belli, la compagnia, la sostanza piena della mia vita”. Un inno all’amore che difficilmente si potrà dimenticare, una storia scolpita nella pietra che durerà in eterno.

TRAMA. Una barella entra nell’Hospice di Perugia con una paziente in fin di vita che lamenta dolori insopportabili: è Serenella, una donna forte e coraggiosa che non vuole arrendersi al tumore in fase terminale che la sta distruggendo. Quando i dolori si attenuano un po’, lei comincia a ripercorrere la storia della sua vita, una vita semplice e felice. Ha sposato Toty, l’uomo che l’ha assistita fino all’ultimo e che ha deciso di prestarle la sua penna per scriverne la storia. Ha avuto due bei figli, ora ultraquarantenni, e tre nipoti. Prima che il tumore la colpisse, aveva sofferto per anni di sclerosi multipla. È stata un’esperienza molto felice, nonostante tutte le dure prove che ha dovuto affrontare, fatta di tanti piccoli e grandi ricordi, che insegnano come la felicità sia alla nostra portata, anche nelle circostanze più dolorose: essa è fatta della capacità di godere delle piccole cose, di un tramonto, di una vacanza in montagna, del ricordo della prima volta che si fa l’amore, di un gesto di tenerezza, di un bagno al largo col salvagente… Ma è fatta anche della capacità di sopportare il dolore, facendosi scudo della fede e della speranza di guarire, fino all’ultimo respiro, contro tutte le prognosi infauste, perché rimanere aggrappati alla vita è ciò che conta di più, per il rispetto che si deve a questo dono di Dio. E lei, in Lui, credeva semplicemente e fermamente. Ora Serenella riposa in pace, nella sua cappellina di Agello, accompagnata nel suo ultimo viaggio da chi l’ha tanto amata e dalle note struggenti della canzone di Edith Piaf, Inno all’amore.

BIOGRAFIA. Antonettore Maury è nato a Cagliari nel 1949 e vive a Perugia. Ha pubblicato nel 2013 per l’editore Nulla Die il saggio Ma che vita di m…anager! e nel 2014 il romanzo L’impero di carta. Pubblica nel 2018 in self publishing Serenella, gioie e dolori di una donna.

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